domenica 30 novembre 2008

Torino Film Festival,premiata la pellicola cilena,Tony Manero








Come da pronostico, "Tony Manero" del regista cileno Pablo Larrain è stato premiato come miglior film della 26esima edizione del Torino Film Festival. La pellicola narra la storia di un disoccupato innamorato di John Travolta nel film "La febbre del sabato del sera" e che come unico sogno ha quello di interpretarlo in un film prodotto in Cile. Parteciperà infatti ad una selezione per il miglior Tony Manero del paese sudamericano ma senza quella fortuna che era certo di essersi conquistato anche a costo delle peggiori violenze sulle persone che gli stanno accanto,essendo la pellicola ambientata ai tempi del regime di Pinochet.

Nanni Moretti verso la conferma alla direzione della prossima rassegna cinematografica,il successo di critica e di spettatori di questa edizione hanno suggellato il possibile rinnovo della direzione.

@@ post inserito da Dalida @@

Michele Serra,chi non consuma è un disfattista

Il governo diffonderà in ogni casa un opuscolo di rieducazione del consumatore. Per indurlo a spendere di nuovo




Da quel simpaticone di Tonino Guerra

Perché il consumatore non consuma più? Con tutto il bendidio disponibile? Il governo ha individuato nella scadente qualità del consumatore italiano le radici del problema. Squattrinato, svogliato, disfattista, sovente di malumore, è l'anello debole di un sistema perfetto che non merita di essere rovinato dall'ingratitudine. Allo scopo, il governo diffonderà in ogni casa un opuscolo di rieducazione del consumatore. Vediamo i punti principali.

Mancanza di soldi È il pretesto al quale il consumatore ricorre più frequentemente. Tipico degli avari, va affrontato con una radicale psicoterapia che induca il paziente a riflettere. Al termine del trattamento, il consumatore sarà ugualmente povero, ma nei primi due giorni del mese spenderà tutto lo stipendio in puttanate, ricevendo una lettera di congratulazioni della Confcommercio che lo aiuterà, nei restanti 28 giorni, ad affrontare la fame, il freddo e l'assedio dei creditori con il sorriso sulle labbra e la coscienza pulita.

Calendarizzazione Come mai è sempre la quarta settimana del mese quella che fa segnare il crollo dei consumi? Il problema dipende dalla pessima programmazione delle famiglie. Il governo suggerisce di spalmare l'indigenza sull'intero mese, con un sistema a scaglioni: la popolazione verrà divisa in quattro gruppi, ognuno dei quali dovrà rimanere senza soldi in settimane diverse. Lo sgradevole effetto 'quarta settimana', continuo pretesto per la propaganda disfattista dell'opposizione, non avrà più ragione di essere.

Pessimismo Per il governo è proprio questo il problema più grave. Uno che già è povero, come fa a non capire che il suo umore torvo non fa che peggiorare la situazione? L'opuscolo del ministero del Welfare, stilato dagli psicologi del Centro Studi Bicchiere Mezzo Pieno, suggerisce di formare, sul modello americano, dei gruppi di autocoscienza per debitori anonimi. Seduti in circolo, leggeranno a turno le rispettive buste-paga, scoprendone l'evidente lato comico. La lettura dei mutui sarà effettuata da un animatore.
Panchine La riqualificazione delle panchine è urgente. Verranno concesse in comodato gratuito ai senzatetto, che in cambio ne dovranno curare il decoro ripitturandole ogni primavera. Nei comuni leghisti dovranno ripitturarle usando la lingua al posto del pennello, troppo costoso. Verranno suddivise in panchina a una stella, con cacca di piccioni e cani randagi nei dintorni che mordono il dormiente; a due stelle, senza cacca di piccioni e nelle vicinanze di cassonetti dei rifiuti per un rapido spuntino; a tre stelle, con retino per catturare i piccioni e vecchia padella per cucinarli; e infine categoria lusso, con sistema antincendio per mitigare gli effetti dei raid nazisti.

Alimentazione Le ricette della nonna aiutano a riconsiderare il valore di un'alimentazione sobria e sana. Per esempio le croste di pane, se lasciate in ammollo nel bicchiere della dentiera, al mattino avranno formato un gustosissimo impasto già premasticato e molto digeribile. Tra le ricette suggerite dagli chef governativi: i popolarissimi 'macché' della tradizione napoletana, piatto tipico che deve il suo nome al fatto che se uno chiede "hai mangiato?", l'altro risponde "macché". La pasta alle erbe, spaghetti crudi infilzati nelle aiuole dei giardini pubblici per insaporirli. La saporitissima lepre investita, scrostata dall'asfalto con un raschietto e servita fredda. Gli involtini alla veterinaria, squisiti bocconi di carne per cani, ideali per avere un pelo sempre lucido. I deliziosi petti di pollo scaduti, che non necessitano condimento perché il sapore è già molto caratterizzato. Infine, come dessert, la raffinata granita della nostalgia, ottenuta scongelando il freezer e sminuzzando i pezzi di ghiaccio impregnati degli odori dei cibi dei mesi precedenti.

[ da l'espresso ]

La vignetta di Vukic a tema




Siamo a Torino e per quadrare il cerchio....

Chi non consuma un bianconero è!!!!

Meglio non insistere,l'argomento per molte famiglie è drammatico,un pizzico di satira e calare il velo pietoso,sempre che non insista il re d'Italia,o meglio Al tappone,visto che gli piace il soprannome geniale.

[ post inserito da Kenzo ]

Aids,domani la giornata dedicata alla sensibilizzazione



"Meno morti ma la sfida continua"

Meno persone muoiono oggi di Aids e meno persone sono infette da Hiv, ma l’Aids rimane ancora oggi una delle prime dieci cause di morte nel mondo e la numero uno in Africa. Lunedì 1 dicembre sarà la "Giornata mondiale dell'Aids". In prima fila, nella lotta al virus, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon: «Meno persone sono infette da HIV. Meno persone stanno morendo di Aids. Si tratta di un successo dovuto a quanti nel mondo stanno guidando la lotta per fermare l’Aids - si legge nel discorso di Ban - i governi mantengono i loro impegni di accrescere l’accesso universale a attività di prevenzione, trattamento, cura e sostegno. Ma è solo l’inizio. Non c’è spazio per il compiacimento. Non sconfiggeremo l’Aids così presto. L’infezione Hiv procede più velocemente della nostra capacità di trattare i malati. L’Aids resta una delle prime dieci cause di morte nel mondo. La numero uno in Africa».

«La sfida ora consiste nel garantire supporto a quanti sono impegnati in prima fila in questa lotta - continua - occorre costruire su ciò che è già stato avviato, e mantenere questo slancio. Va messo un termine alla discriminazione che ancora pregiudica la possibilità che molti possano apprendere come prevenire l’Hiv e ottenere trattamenti terapeutici. C’è bisogno di risorse, abbastanza da erogare servizi destinati a produrre un impatto reale nelle comunità e in interi paesi. La necessità di guidare l’azione, responsabilizzare gli attori e produrre risultati sull’Aids è più reale e urgente che mai».

[ notizia tratta da la stampa ]

Pareri discordanti sul versante prevenzione,a parte il continente africano chiaramente,pare che i test sulla sieropositività siano in sensibile diminuzione,e si arrivi all'aids conclamato con i primi sintomi della malattia,quindi tardi per il malato e per la diffusione della peste dello scorso secolo e ancora viva nel terzo millennio.

Non è assolutamente sufficiente l'informazione alla prevenzione,ovvero nell'uso del preservativo,soprattutto tra gli eterosessuali,poichè tra gli omosex,l'informazione è stata assai più recepita,seppur non sia comparabile la drammatica situazione africana,essendo la prima causa di morte,ci sono segnali preoccupanti di abbassamento della guardia,forse perchè le cure non fanno più morire in breve tempo,ma i tempi si sono notevolmente allungati,ma sempre d'un calvario si tratta,considerando anche i costi della sanità,quindi per tutti noi.

Anche Torino simbolicamente aderisce alla sensibilizzazione,come tutti gli anni del resto.



[ post inserito da Kenzo ]

sabato 29 novembre 2008

Ricercatori da calpestare a Bologna....

La ricerca calpestata





La ricerca calpestata è un'iniziativa che si propone di portare in piazza tutti coloro che lavorano nel mondo della ricerca italiana (ricercatori, tecnologi, amministrativi, tecnici, strutturati e non) per raccontare al pubblico la ricerca nel nostro paese.

Teatro di questa iniziativa sarà la Piazza Maggiore di Bologna, ricoperta dalle nostre facce che verranno calpestate: emblema di quello che sta succedendo alla ricerca in Italia. Noi saremo lì con le nostre storie, le nostre passioni e difficoltà, per raccontare il nostro lavoro attraverso materiale divulgativo, banchetti, lezioni di strada e tutto quello che ci potrà venire in mente!

Lo spot dei ricercatori



Altro video dei precari molto simpatico ed ironico





Alcuni ricercatori che hanno aderito all'iniziativa di Piazza Maggiore a Bologna



Micaela Frulli

Università di Firenze



Fabio Conversano

Stazione Zoologica Anton Dohrn


Letizia Alterno

Universita' di Manchester

Altre foto pubblicate,la stringa

http://www.laricercacalpestata.it/gallery/main.php

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Commentare questa iniziativa è inutile,hanno ben interpretato con la dimostrazione in Piazza Maggiore a Bologna e non solo,pare anche a Roma,una giornata dedicata ai ricercatori diffusamente in affanno,almeno in questo paese.

I video inseriti sono assolutamente molto belli,del resto l'intelligenza non gli manca.

@@ post inserito da Dalida @@

Marco Travaglio,Anno zero,il tutto e il contrario di tutto di sua emittenza



Le contraddizioni del comandante supremo in pectore,ovvero Al tappone,una sfida all'ultima nomination con il "simpatico" Brunetta,non quella dei ricchi e poveri!!!

Come cambia il vento se non si accettano le poltrone al caldo del mago di arcore,da unto e benedetto,si diventa brutto,sporco e cattivo,come prendersi gioco della maggioranza di elettori di questo paese.

Dal pessimismo ai tempi di Prodi all'ottimismo a prescindere,consumate gente,inventatevi il portafoglio creativo,tanto tra qualche tempo sarà tutta colpa dell'opposizione becera e postcomunista.

Soprattutto non andate in trasmissione da costui,fa parte dei terribili cerberi-sinistroidi,al re piacciono gli zerbini stile rete4 e dintorni!!!



[ post inserito da Kenzo ]

Fantozzi o non Fantozzi,questo è il problema



[ vignetta di Giannelli ]

La legge parla chiaro,il curatore fallimentare di Alitalia prima o poi incasserà l'enorme "bottino",alla faccia dei debiti già accollati alla collettività.

E' sempre più piacevole vivere nel bel paese....

## posted by Marlow ##

venerdì 28 novembre 2008

Sabina Guzzanti all'Università di Udine,la polemica surreale con il prof.Strassoldo



Se qualcuno l'avesse voluto ascoltare il prof.avrebbe potuto prendere la parola dopo il discorso della Guzzanti,per replicare e polemizzare avrebbe avuto il suo spazio,fare scudo e disturbare in quel modo è infantile e grottesco,raccoglierei firme per interdirlo dall'insegnamento.

[ post,video,inserito da Kenzo ]

Mumbai,gli scatti fotografici più toccanti













Emanuele sfida i terroristi per portare il latte alla figlia

Il cuoco italiano era entrato nell'hotel Oberoi, e portando con sé il latte, era riuscito a raggiungere la stanza.



L'orrore e la crudeltà di queste azioni terroristiche,compiute contro gente innocente,fanno parte delle azioni più criminali dell'uomo.

@@ post inserito da Dalida @@

giovedì 27 novembre 2008

Emanuel Bonsu,altra vergogna emersa dei vigili di Parma inquisiti

Bonsu, altro orrore dei vigili
Foto trofeo con "la scimmia"



Come Abu Ghraib. Un vigile della polizia municipale di Parma si fa fotografare mentre abbraccia la "scimmia" Emanuel Bonsu, indicando il suo occhio tumefatto come trofeo. Come nella prigione irachena dove i carcerieri mostravano i detenuti nudi, feriti, maltrattati e senza più dignità.

E' scioccante quello che ha scoperto la procura della Repubblica di Parma: una immagine riemersa dalla memoria resettata di un computer del Comando dei vigili urbani. Lo hanno scambiato per un pusher, inseguito, picchiato, insultato - "confessa scimmia" -, lasciato andare con una busta con la scritta "Emanuel negro", tenendosi come ricordo della caccia una fotografia, un vero pezzo da collezione. Un vigile se l'era salvata sul pc e solamente dopo ha provato a cancellarla, senza sapere che i file eliminati possono anche essere recuperati. Gli inquirenti ci sono riusciti: proprio oggi, il procuratore capo Gerardo Laguardia, senza mai citare l'esistenza della foto, ha infatti parlato di "ulteriori risvolti anche dai computer che i carabinieri hanno sequestrato al comando di via del Taglio" riferendosi a file che potrebbero essere stati cancellati o modificati.

Emmanuel, il giovane studente che ha denunciato gli agenti della polizia municipale di Parma per averlo aggredito, pestato e insultato senza un perché, quel momento non poteva scordarlo. Davanti alla pm Roberta Licci, che cura le indagini sul caso, nel primo interrogatorio raccontò di essere stato costretto da un agente a fare quella foto con lui. Gli inquirenti, pochi giorni dopo, sono andati nel Comando della polizia municipale: con la "scusa" di cercare atti e documenti hanno sequestrato alcuni computer dalle scrivanie. Uno di questi era quello giusto: nel pc erano stati cancellati diversi file, pochi giorni dopo l'arresto di Emmanuel, cestinate delle immagini e resi inutilizzabili dei documenti. I periti informatici della Procura però sono riusciti a recuperare alcuni dati: fra questi, c'era anche quella foto, trofeo dell' operazione antidroga effettuata al parco Ex Eridania il 29 settembre. Quella che era valsa ai vigili i complimenti per la loro professionalità dell'assessore alla sicurezza urbana Costantino Monteverdi.
Adesso la procura avrebbe ormai acquisito i dati necessari per chiudere le indagini preliminari. Il rinvio a giudizio dei dieci vigili indagati e accusati in concorso di percosse aggravate, calunnia, ingiuria, falso ideologico e materiale, violazione dei doveri d'ufficio, abuso di potere e sequestro di persona, è ormai imminente. Finora Mirko Cremonini, Andrea Sinisi, Ferdinando Villani, Marcello Frattini, Graziano Cicinato, Giorgio Albertini, Pasquale Fratantuono, Marco De Blasi, Stefania Spotti e Simona Fabbri non hanno aperto bocca davanti ai magistrati. Oltre ai fatti di quella sera adesso c'è anche da spiegare quella foto che mostra un vigile ben riconoscibile mentre viene immortalato con il simbolo della sua "virilità". Ma che trofeo non è: oggi Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, studente dell'Itis, è traumatizzato, bloccato. Parla poco, non esce di casa, sta ancora male fisicamente ed è in terapia da uno psicologo.

Sono passati due mesi da quello scatto e da quella notte. Non si è ancora ripreso: ci ha provato, oggi pomeriggio, ad andare a Betania, il centro di recupero per tossicodipendenti dove doveva iniziare a lavorare come volontario. Ci ha provato "ma adesso non è ancora il momento – dice il padre Alex – sta troppo male e non ci sono le condizioni per iniziare. Forse lo farà da gennaio". Lo stesso periodo in cui potrebbe arrivare il rinvio a giudizio per i dieci vigili indagati.

[ notizia da la repubblica ]

L'omertà emersa fino a questo momento da parte dei vigili urbani davanti al magistrato,fotografa bene la situazione,e proprio di foto si tratta,conservata come un souvenir da salvare nel pc,oltre gli epiteti di natura razzista mescolati in buona dose con le botte al povero malcapitato,anche i più piccoli sanno che non è sufficiente cancellare nel cestino del pc,le tracce con determinati sistemi rimangono indelebili.

Qualche mese prima sempre a Parma,era emersa alle cronache la foto della prostituta nigeriana tenuta per terra seminuda,senza che alcuno si chiedesse se stesse male,evidenzia qualche problema di natura razzista dalle parti di Parma,anche se sicuramente la maggioranza dei parmensi sono i primi a vergognarsi su questi avvenimenti.



@@ post inserito da Dalida @@

La social card a cura di Massimo Gramellini

Gogna senza vergogna



Diciamo la verità: la «social card», latinorum inglese per designare la carta dei poveri, dal punto di vista psicologico è una pessima mossa. Emana aria di depressione e richiama la tessera annonaria dei tempi di guerra. Quanto di più lontano dal berluscottimismo che il presidente del Consilvio vorrebbe trapiantarci sotto la cute. Ma ora che esiste, bisognerà almeno farla funzionare con decenza. Evitando che per i finti poveri diventi una tessera dei furbi e per quelli veri una patente di fallimento esistenziale.

La carta che copre 40 euro di spesa e di bollette al mese non porta inciso il nome del beneficiario, ma va comunque esibita all’impiegato dell’ufficio o al commesso del supermercato, in mezzo a una folla di propri simili che osserverà e giudicherà. Non ho sufficiente stima del genere umano per immaginare che riesca a soffocare i suoi impulsi più meschini. Però confido che la crisi compia il miracolo di tutte le crisi ed esalti lo spirito di fratellanza che, non basandosi su regole certe ma su afflati emotivi, ha sempre trovato negli italiani gli interpreti più sorprendenti.

Il mio timore riguarda i possessori della tessera. Spesso degli anziani giunti al rendiconto di una vita. A costo di apparire patetico, mi inchino davanti a loro: non devono sentirsi sconfitti né imbarazzati. Provino vergogna i ladri, i raccomandati, gli scansafatiche. Ma chi si è sempre sudato il suo pane ha diritto di passare attraverso questa gogna a testa alta. Sarà qualcun altro che, guardandolo, dovrà abbassarla.

[ commento tratto da la stampa ]

Pare che sia l'unica forma di assistenzialismo,purtroppo le risorse possibili sono queste,anche se l'assistenza dell'attuale esecutivo verso gli istituti finanziari,banche,sono stati a confronto iperbolici,anche l'accollo dei debiti Alitalia hanno contribuito a questo stato di cose,un debito che pagheremo tutti quanti sia ben chiaro,la mancanza del prelievo dell'Ici prima casa,indiscriminato aggiunge valore alla crisi delle famiglie e al suo potere d'acquisto,non dimenticando le opere pubbliche necessarie,vedi stato degli edifici scolastici,solo un esempio attuale,ma ce ne sarebbero molti altri.

Sicuramente la valutazione del milione e trecento mila di persone che godranno della social card,può essere corretta,ma senza dubbio per la legge dei grandi numeri una certa percentuale sarà composta dai soliti evasori fiscali,i quali con i redditi da fame dichiarati avranno la possibilità di beffare tutti quanti.

La descrizione d'un certo senso d'umiliazione nel mostrare i 40 euro mensili da parte degli indigenti,è reale,le parole di Gramellini d'alzare la testa ugualmente e dell'inchino per chi non ha problemi di questo tipo,è assolutamente un buon suggerimento.

Un post molto utile che mi fa molto piacere diffondere.

[ post inserito da Kenzo ]

mercoledì 26 novembre 2008

Sfida tra browser,the winner is Google Chrome



Il sito Internet ExtremeTech ha messo a confronto i browser più diffusi oggi in circolazione per stabilire quale fosse - nella navigazione - il più veloce. E dopo una serie di test che hanno preso in considerazione svariati fattori ad emergere vincitore è stato l'ultimo arrivato sul mercato, ossia Google Chrome. Il peggiore del lotto? Internet Explorer 7.

Il confronto effettuato da ExtremeTech ha coinvolto tutti i browser in versione "release" e non "beta", tranne per Chrome in quanto disponibile unicamente sotto forma di Beta. L'elenco include quindi Mozilla Firefox 3.04, Internet Explorer 7, Opera 9.6 e Safari 3.2, oltre naturalmente al browser di Google.

Come premessa a questi test ExtremeTech ha messo in chiaro alcuni punti, sottolineando come sia difficile stabiilire in modo "univoco" la velocità di un browser, in quanto essa è innanzitutto funzione della latenza di connessione e del carico dei server, che per la stessa natura di Internet variano di istante in istante. Altro aspetto è rappresentato dai siti che si visitano. Insomma la velocità di un browser è un fattore molte volte "soggettivo" o per dirla in altre parole un browser spesso è "veloce"... quando lo è per noi, quando apre velocemente i siti che visitiamo più di frequente.

Per questo motivo e per cercare di ricreare un ambiente di testing che riflettesse quanto più possibile una situazione "reale" ExtremeTech ha adottato un mix di test comprendenti sia siti molto "ricchi" di contenuti multimediali che veri e propri siti "benchmark", pensati per misurare determinate funzionalità, ad esempio l'esecuzione di codice Javascript, Flash o XML. Gli stessi test sono stati poi ripetuti varie volte nel corso della giornata sempre sulla stessa connessione, calcolando una media dei risultati ottenuti, questo per tenere anche conto del fattore "latenza". Come piattaforme di test infine sono stati usati tre computer con configurazioni di fascia bassa, media e alta: ossia un Mac Mini con CPU Intel single core, un notebook Dell con CPU Intel dual core e infine una workstation con doppio Xeon quad core.

Passando ai risultati si è visto che nell'esecuzione di codice Javascript Google Chrome ha semplicemente dominato la scena, con margini enormi rispetto ai concorrenti. Cedendo il passo poi su Flash (ma ricordiamo che si tratta ancora di una Beta) e finendo ottimo secondo sui test di compatibilità dietro a Opera. Nei test "real world" dove si è misurato il tempo in secondi necessario ad aprire 10 siti popolari tra cui Youtube, Yahoo e Gamespot nuovamente Chrome ha battuto i concorrenti impiegando fino al 20% di tempo in meno. Insomma, una vittoria netta per il browser di Google. Un buon secondo posto per Mozilla Firefox e una comunque dignitosa terza posizione per Opera. L'ultima piazza in quasi tutti i test è andata praticamente a parimerito a Safari e a Internet Explorer 7, con quest'ultimo risultato il peggiore pure sui test di compatibilità. La speranza di fronte ad una concorrenza che si fa agguerrita è che Microsoft corra presto ai ripari con la versione 8 di questo browser. Per gli utenti invece si tratta di riconsiderare le proprio abitudini di "navigazione" alla luce di questi risultati. Specialmente se si continua ad utilizzare il browser fornito insieme al sistema operativo, passare ad una delle alternative potrebbe garantire un'esperienza di navigazione migliore, più compatibile e al tempo stesso più produttiva. Poco influente in proporzione la potenza del sistema utilizzato, viste le differenze marginali riscontrate sulle tre macchine test, a dimostrazione del fatto che i fattori principali nel determinare la velocità di navigazione su Internet sono rappresentati dalla velocità della connessione in primis e poi dal modo di gestire il codice che contraddistingue ciascun browser preso in esame.

[ notizia rilevata tramite ricerca google ]

Il vincitore



Piazza d'onore



Sono i browser utilizzati dal sottoscritto,condivido in prima persona il test.

## posted by Marlow ##

Prodotti biologici,tradizionali oppure ogm



La polemica sui vari tipi di coltivazione o di metodi di trasformazione alimentare è nata dall'intossicazione alimentare dovuta al formaggio prodotto con latte crudo,trasformato da un consorzio di caseifici pisani,una decina di persone gustandolo,si fa per dire,è stata ricoverata per un breve periodo in ospedale,l'intossicazione è dovuta con tutta probabilità alla mancata breve bollitura del latte.
Nelle varie posizioni sul tema,un punto fermo sulle produzioni biologiche è che siano più saporite ma il valore nutrizionale rimane uguale ai prodotti trattati con antiparassitari chimici,poichè la presunta mancanza di tossicità dei sistemi biologici è messa in discussione dall'autoprotezione parassitaria degli stessi,infatti sviluppano anch'essi tossine simili.
Il parere importante di un esimio nutrizionista del calibro di Carlo Cannella,riporta le tesi esposte prima,aggiungendo che la coltivazione biologica è positiva essendo ecocompatibile con l'ambiente,da non sottovalutare l'allarme degli apicoltori,i quali in questi ultimi anni hanno dimezzato il miele prodotto rispetto ad alcuni anni prima,dovuta alla moria dei laboriosi insetti,causa le tossine chimiche utilizzate in agricoltura.
Pareri discordanti sono emersi sulla quantità di produzione agricola con il sistema biologico,il quale non garantirebbe la sufficienza alimentare per sfamare l'intera umanità.
L'argomento sull'effettiva utilità dei prodotti ogm,è parsa aleatoria,non sono provate le positive previsioni sulle loro qualità,ovvero d'essere più produttivi e resistenti ai parassiti,non è accertata alcuna controindicazione sull'organismo dell'uomo,insomma a parte la sponsorizzazione delle multinazionali a stelle e strisce su tale prodotto,non è un capitolo chiuso ma se non ha avuto molto successo nella vecchia Europa,qualche motivo esisterà,immagino.

[ rapporto personale sulla discussione radiofonica di oggi pomeriggio a radioanch'io,Radiouno Rai ]

[ post inserito da Kenzo ]

Dal Torino film festival,le famiglie lacerate globali

Genitori e figli in crisi dall’America alla Cina profonda





Famiglie lacerate. Non dall’ostilità interna, anzi: dal troppo affetto e rispetto per il padre, che porta i figli al conflitto fra tradizione e modernità. Famiglie senza inimicizia: padri autoritari, figli non ribelli. Famiglie tristi. E una sorpresa, in due dei tanti film sui rapporti familiari presentati al Tff: americane o cinesi che siano, almeno al cinema le famiglie sono ormai uguali.

In The New Year Parade di Tom Quinn, americano, il contrasto nasce da una sfilata di gruppi musicali a Filadelfia per il Capodanno. Uno spettacolo piuttosto grandioso, con i musicisti mascherati (da pellerossa, da antichi egizi) e impegnati in balletti complessi, con prove che durano mesi, con un tifo patriottico simile a quello speso per il Palio di Siena. La band in cui si esibisce il protagonista, guidata dal padre, non vince mai e stavolta risulta tredicesima. Stufo di perdere, irritato col padre che è andato a vivere da solo, lui cerca di passare a una band rivale e si tormenta: sarà giusto ferire l’onore del padre e della famiglia, può permetterselo, sarà normale svendere la tradizione per essere una volta tanto vincente? Non ce la fa, naturalmente: e per questo neppure è troppo deluso, anzi le abitudini gli restituiscono una certa calma affettuosa.

Ne Il pozzo, primo film del trentenne cinese Zhang Chi, ambientato tra le catene montuose d’una città mineraria della Cina occidentale, il contrasto nasce dalla miniera: da generazioni gli uomini di una famiglia e del luogo lavorano sottoterra, scavano carbone, rischiano la vita. Mentre il padre sta per compiere sessant’anni e andare in pensione, i figli rifiutano la prospettiva di un’esistenza come la sua e cercano altre vite: piuttosto naturale, data la frequenza degli incidenti mortali nelle miniere cinesi. La ragazza se ne va a lavorare in città. Il ragazzo sogna di diventare una popstar, lascia di nascosto la scuola, parla di Pechino come dell’Eldorado, canta canzoni depresse («Mi sento vuoto e inutile, nel mio cuore non c’è niente»), ma non ha talento né carattere sufficienti. Nonostante la repulsione, finirà come tutti gli altri in miniera, mentre il padre pensionato si mette in viaggio per ritrovare la moglie da anni scomparsa.

Dispiace un po’ che le diverse aspirazioni dei figli risultino frustrate con tanta brutale naturalezza. Le analogie tra famiglia americana e cinese sono molte: si mangia guardando la tv, ci si alza nel buio dell’alba per andare a lavorare, si adorano i bambini piccoli, non si urla né ci si picchia. Magari è una certa delicatezza dei registi a stabilire comportamenti simili: tutt’e due guardano i loro personaggi con la pietà riservata ai vinti, ai condannati da un destino amaro, senza mai supporre per loro neanche un attimo di felicità.

[ articolo tratto da la stampa ]

A parte alcune zone remote,tipo la selva amazzonica,ma scricchiolano anche da quelle parti,sono i vecchi a tenere a freno le tribù ormai ai confini con la vita occidentale,anche dal cinema traspare la crisi generazionale delle famiglie,il benessere almeno spalmato in modo variegato dal capitalismo,anche nella realtà cinese non funziona nei rapporti interfamiliari,dopo i suprime che hanno messo in crisi l'economia,il prossimo passo non ho idea del lasso temporale,sarà con tutta probabilità la revisione del senso della vita,se continuerà,il vai a lavurà full time senza pretese di seguire la famiglia o un buona mediazione delle parti,altrimenti oltre la crisi occupazionale sarà ancor peggiore quella dei rapporti umani,anche all'interno dei nuclei familiari.

@@ post inserito da Dalida @@

martedì 25 novembre 2008

Giornata contro la violenza sulle donne

In Italia sette milioni le vittime di abusi




Centinaia di iniziative in tutto il mondo, oggi, per celebrare la "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne", perché ovunque sono milioni le vittime di aggressioni e soprusi. Tantissime anche in Italia dove, secondo i dati dell'Istat, sono quasi 7 milioni le donne tra i 16 e i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Cinque milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), tre milioni 961mila violenze fisiche (18,8%). Capelli strappati, spinte, schiaffi, calci, pugni e persino morsi, violenze psicologiche: i partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, che nella quasi totalità dei casi non vengono denunciate.

Il Pd: più prevenzione. Decine le iniziative in tutta Italia. Ieri le donne del Pd hanno organizzato un appuntamento con la partecipazione del segretario Walter Veltroni: per sostenere le donne in difficoltà il partito ha proposto una nuova legge che preveda un «maggior impegno delle istituzioni e maggiori stanziamenti dei bilanci per ampliare il numero e la qualità degli interventi di sostegno, prevenzione e reinserimento».

Carfagna: scatola rosa sulle auto. Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha presentato a Milano la «scatola rosa», un rilevatore satellitare istallato sulle auto delle donne che segnala automaticamente gli incidenti stradali e, su chiamata, lancia in caso di pericolo un sos alle forze dell'ordine. «Non si può perdere tempo. È un'emergenza sociale che ci obbliga ad intervenire, e credo fermamente che sia una battaglia da combattere fino in fondo», ha detto il ministro ricordando tre disegni di legge, a sua firma, già varati dal Consiglio dei ministri: il primo istituisce il reato di stalking («è la migliore risposta alle esigenze di migliaia di donne»); il secondo è relativo al contrasto alla violenza sessuale che inasprisce le pene; il terzo riguarda misure contro la prostituzione («per il quale mi sono battuta tenacemente»).

Amnesty International. Ma la Giornata mondiale è l'occasione anche per segnalare le situazioni più compromesse nel mondo, come ha fatto la Sezione italiana di Amnesty International che ha lanciato una campagna in favore delle donne colpite da Hiv/Aids in Sudafrica: su 5,5 milioni di persone malate il 55% dei contagi riguarda le donne.

Onu. Un monito arriva direttamente dall'Onu: la violenza contro le donne resta un «immenso problema ovunque nel mondo» e in numerose situazioni di conflitto è una piaga endemica, ha detto a Ginevra l'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Navy Pillay lanciando un appello contro l'impunità dei responsabili delle violenze. E l'Ifad, il Fondo Internazionale per lo sviluppo agricolo dell'Onu ricorda che le donne delle comunità povere nelle aree rurali sono particolarmente soggette alla violenza, violenza che viene esercitata sotto diverse forme: abusi sessuali e fisici tra le mura domestiche, stupri, diffusione di Hiv-Aids, pratiche tradizionali, come la mutilazione genitale, e il traffico di esseri umani. L'Ifad ha anche ricordato che la data del 25 novembre ricorda quanto avvenuto nel 1960, quando furono violentate ed uccise le sorelle Mirabal, paladine della lotta di liberazione della Repubblica Dominicana dalla dittatura.

Prevenzione in Italia. Per quanto riguarda l'Italia, mentre le Acli hanno lanciato una «pubblicità regresso» contro la violenza, oggi Telefono Rosa distribuirà a Roma 10 mila copie di una guida per la prevenzione delle violenze. L'associazione ha anche rivolto un appello alle parlamentari per un'azione comune perchè sia approvata la legge che istituisce il reato di stalking.

[ notizia del messaggero ]

La giornata dedicata alla sensibilizzazione verso le donne,non servirà a chi della violenza ne fa una ragione di vita,pubblicamente o tra le mura domestiche,ma è importante per consolidare chi al contrario rispetta il proprio partner o occasionale che sia.

Oltre il gadget,sicuramente utile proposto dal Ministro delle pari opportunità,toccherà insistere nella classica educazione del rispetto citata prima da Dalida.

[ post inserito da Kenzo ]

Clochard bruciato,danni collaterali e rivoluzione dei rapporti umani



«Dovevi vederlo tra le fiamme,
che scaldata gli abbiamo dato»
Le parole dei quattro giovani che a Rimini hanno dato fuoco a un clochard




RIMINI — «Dovevi vederlo il barbone dentro al fuoco...». E giù una bestemmia. «Gli ho buttato addosso tutta la benzina che avevo. Lui non fiatava, dormiva». L'auto andava e Alessandro Bruschi parla, parla. Non sapendo che ad ascoltarlo, oltre alla sua fidanzata, c'è anche una batteria di microspie. Non erano trascorse nemmeno 24 ore da quando il clochard Andrea Severi era stato trasformato in una torcia umana. Ne parlavano a tutta pagina i giornali e le tv. E Alessandro, 20 anni, una vita dietro al bancone di un bar, non si tiene. Parla. «Si vantava» dicono gli inquirenti. Convinto di aver compiuto chissà quale eroismo. «Dovevi vederlo. Le fiamme che si alzavano. E quello lì che fa uno scatto e poi casca dritto...». Attimi di silenzio nell'abitacolo dell'auto. La ragazza (che ha poi confermato tutto agli inquirenti e della quale non è stato reso noto il nome) tace. Alessandro riparte: «Avessi visto come si dimenava, urlava, quante fiamme (e giù un'altra bestemmia, ndr)... Poi siamo dovuti scappare...».

Due giorni dopo il rogo, il pm Ercolani e la sua squadra di investigatori, un mix di polizia e carabinieri, erano già sulle tracce dei quattro. Un testimone li aveva messi sulla pista buona. Uno che frequentava lo stesso bar dei ragazzi e che li aveva sentiti immaginare, programmare e quindi vantarsi «di aver bruciato un barbone». Il resto l'hanno fatto le intercettazioni telefoniche e le cimici messe nelle auto di alcuni di loro. Non si sa chi, dei quattro, ha avuto per primo l'idea. Si sa, però, che non è stato qualcosa di improvvisato. Alessandro Bruschi e Fabio Volanti, che fa ancora le superiori nonostante i 20 anni compiuti, si trovavano spesso al bar Cantinetta di Padul: un biliardo, le freccette e tante sciarpe del Rimini calcio. E lì che hanno deciso di «movimentare le loro serate», trasformando in bersaglio quel barbone che da anni dormiva sulle panchine di via Flaminia. Solo. Indifeso. Il fuoco? No, non subito. D'accordo con gli altri due, il perito chimico Enrico Giovanardi e l'elettricista Matteo Pagliarani, la banda («perché tale si sentivano di essere» ha detto il capo della mobile, Nicola Vitali) è partita in modo soft, si fa per dire. Una notte di fine ottobre hanno avvicinato il clochard, che dormiva, lanciandogli contro petardi e qualche sasso. Poi via, in auto, senza sapere (particolare essenziale nelle successive indagini) che un testimone aveva letto parte della targa. La notizia del raid finisce sui giornali locali e i quattro, il giorno dopo al bar, assaporano il piacere «di sentirsi importanti».

Perché allora non fare un salto di qualità? «Proviamo con il fuoco» complottano. Si organizzano. Comprano una tanica da 5 litri. La sera del 10 novembre entrano in azione. Con le cautele del caso. Vanno a prendere la benzina in uno dei pochi distributori sprovvisti di telecamere a circuito chiuso. Aspettano che passi la mezzanotte. Il clochard dorme. Stando alle prime ricostruzioni (ma i quattro si stanno già rimpallando le colpe), sarebbe stato Bruschi a cospargere di benzina il senzatetto, mentre gli altri assistevano alla scena dall'auto. «Sono rimasti a guardare l'uomo in fiamme finché hanno potuto, poi sono fuggiti» raccontano gli investigatori. Ma non poteva bastare. Quei quattro volevano di più. E dopo 40 minuti sono tornati sulla scena del delitto (mancato per miracolo) per vedere le ambulanze, le telecamere, l'agitazione. «Però hanno utilizzato un'altra auto, una Gran Punto stavolta, a conferma che era tutto programmato» aggiungono gli agenti. Andrea Severi, con metà corpo divorato dal fuoco, viene ricoverato al Centro grandi ustionati di Padova. E per i quattro iniziano giorni di intense letture: non si perdono un giornale o un tiggì. Le cimici sono già in funzione: «Hai visto? Ne parlano tutti, che roba...». Ci scherzano, anche: «Gli abbiamo dato una bella scaldata...». Poi un giorno scoprono che qualcuno ha letto parte della targa. E la voglia di scherzare diventa paura: «Hanno beccato la macchina, bisogna stare attenti, non usciamo...». Ora sono in carcere. E forse non sanno che l'operazione che li ha portati lì si chiama «Gioventù bruciata». La loro.

[ notizia tratta dal corsera ]

Pietre dal cavalcavia,omissioni di soccorso dopo gli incidenti non solo da parte dei giovani in questo caso,la caccia al clochard era già stata interpretata,si è aggiunta anche la scaldatina,come la chiamano loro,da torcia umana però.

Possiamo continuamente affermare del crollo dei valori,cominciando dalla famiglia,con le sue responsabilità di distrazione diffusa,il parcheggio dei figli alla tv e ai videogiochi per mancanza di tempo o di voglia,ma due stipendi fanno comodo vero!!! la tv stessa che bombarda dall'infanzia all'affermazione,al successo e al consumismo spalmato a piene mani,quando alle cronache emergono questi fatti,come li dovremo giustificare,danni collaterali o società tutta da reinterpretare.

Nel futuro immediato non vedo come si possano evitare i danni citati,nel lungo e medio periodo una decisa rivoluzione all'educazione rivolta al rispetto del prossimo e nessuno si dovrà tirare indietro,dalle famiglie,dalla scuola e men che meno dagli effetti collaterali della mediatizzazione becera,fine a se stessa.

@@ post inserito da Dalida @@

lunedì 24 novembre 2008

La vignetta di Giulio Laurenzi,polvere ritorneremo



Essendo molto diffusa la pratica in questi ultimi tempi,fatevi una ragione,il comandante supremo in pectore ha decretato la soluzione,ovvero datevi agli acquisti,per muovere il commercio,a breve il decreto della social card e vi ritroverete in un batter d'occhio pronti alla spesa.

40 euro mensili per i più poveri,saranno spendibili,una vera e propria manna dal cielo!!!

Se il popolo ha fame dategli le brioches,dai pensieri di Maria Antonietta,la storia si ripete,chissà se anche la ghigliottina....



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Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,la coppia di ferro D'Alema-La Torre



La possibilità di acquistare il libro con tutti i passaparola esistenti dal mese di settembre,un modo di finanziare le uscite di Travaglio.

La coppia La Torre-D'Alema,i furbastri della politica continuando a far danni,il famoso pizzino di La Torre a Bocchino del Pdl,i vari inciucio conclamati tra Pd e Pdl.

Una coppia stra collaudata nelle scalate bancarie,Bnl,Consorte e Fassino,nell'intercettazione "abbiamo una banca"....nel celare avendo più del 30% di azioni,l'Opa,dichiarando pubblicamente l'offerta per rilevare la maggioranza del pacchetto azionario.

Il mix tra politici e finanzieri,i quali tirano i fili dell'economia,il tutto alla faccia delle regole,pizzicati nel modo più idiota,mediante intercettazioni telefoniche,il caso Moggi evidentemente non ha insegnato nulla.

Anche se tramite professionali dichiarazioni,da parte delle fila del Pdl,l'autorizzazione dell'uso delle intercettazioni da parte della commissione europea,a fini procedurali del processo,è stato negato.

[ post inserito da Kenzo ]

domenica 23 novembre 2008

Michele Serra,presto i mutui per senzatetto



E' un nuovo provvedimento dell'ultimo G20 che ha tracciato le nuove linee per lo sviluppo economico. Due le formule previste: 'sotto ponte family' e 'panchina sicura'

Finanza canaglia Come mai la scoperta di una massiccia immissione sui mercati mondiali di bond di Atlantide, per giunta venduti da giovani finanzieri travestiti da tritone, non ha insospettito le autorità di controllo? Questa è la domanda che i venti di capi di governo si sono fatti ripetutamente all'ultimo vertice, decidendo che la risposta era troppo difficile. Berlusconi ha contribuito alla discussione raccontando una barzelletta sulle sirene con le mestruazioni.

Industria dell'auto L'imminente bancarotta delle principali case automobilistiche è un fenomeno che gli economisti definiscono 'no-flazione'. Il termine deriva dal fatto che ogni volta che un concessionario d'auto propone l'acquisto di un'automobile, il La recente riunione del G20 ha tracciato le linee fondamentali del futuro economico del pianeta. Il primo passo sarà convocare un G21, poi un G22, poi un G23, fino ad arrivare, verso la metà del secolo, a un G170 che riunirà attorno a un'enorme tavolo tutti i governanti della Terra con l'eccezione del Laos, escluso (dopo sorteggio) perché serve un paese libero da impegni che possa occuparsi del catering.

Quanto ai contenuti di questi vertici, non viene ritenuto necessario individuarne alcuno. Il loro scopo è dare l'impressione che i capi di governo siano intensamente impegnati alla risoluzione dei problemi economici, e nella conferenza stampa finale fornire cifre a casaccio (vedi ,gli ottanta miliardi di aiuti alle famiglie promessi da Berlusconi). C'è chi dice novanta, chi cento, chi centoventi, in una scherzosa gara al rialzo che è diventato il gioco preferito di ogni vertice: l'imperatore di Tonga ha già fatto sapere che, non appena sarà ammesso al G170, stanzierà aiuti per un fantastiliardo, parte con un assegno post-datato, parte in conchiglie.

Nuove risorse economiche L'apposita commissione di esperti insediata dal G20, con l'incarico di individuare nuove risorse per la finanza pubblica, non ha potuto rendere note le sue conclusioni perché la stampante era stata sequestrata dal fornitore per insolvenza.

Lotta alla povertà Il G20 è diviso in due fronti: quello proibizionista e quello antiproibizionista. Secondo i primi, la grande diffusione della povertà è colpa del permissivismo dilagante. Pene più severe per i poveri avrebbero un potere di dissuasione per chi - specialmente i giovani - si accosta alla povertà con sempre maggiore disinvoltura. Per gli antiproibizionisti, invece, i poveri non sono criminali, ma malati che andrebbero aiutati a smettere. Allo studio uno speciale metadone per i poveri: basta una fiala per avere visioni di opulenza, attici a Notting Hill, stole di ermellino, vassoi di ostriche. Purtroppo ogni fiala costa mille euro. Berlusconi ha raccontato la famosa barzelletta sul morto di fame che ruba alcune fette di salame, e sua moglie lo rimprovera perché preferisce il salame intero.risponde "no", nelle varianti "no, neanche morto" e "no, piuttosto mi ammazzo". Pare che questo ostinato rifiuto dipenda dal fatto che ogni famiglia occidentale possiede già sei automobili. Il G20 ha proposto due possibili soluzioni: comperare con denaro pubblico tutte le auto invendute al mondo e destinarle ai dipendenti della Regione Sicilia. Oppure lasciare che le industrie falliscano e preparare due milioni e mezzo di lettere di licenziamento con affrancatura a carico del destinatario. Berlusconi ha raccontato la barzelletta sui sedili reclinabili.

Mutui Constatato che il totale collasso dei mutui sulla casa rende ormai del tutto inutile ogni intervento, è stato deciso di lanciare al più presto un nuovo tipo di mutuo per i senzatetto, nelle due categorie 'sotto-ponte family' e 'panchina sicura'. Berlusconi ha raccontato la barzelletta sui sordomutui.

[ articolo tratto da l'espresso di Michele Serra ]

Nell'attuale situazione economica un pizzico d'ironia non guasta,anche perchè la crisi andrà per le lunghe,l'anno che verrà sarà all'insegna delle lacrime e sangue,dopo i suprime elargiti ai nullatenenti dalla finanza a stelle strisce,potremo come descritto da Serra dirottare le auto invendute alla regione Sicilia,o in altre aree per non discriminare!!!

Con le battute raccontate dal nostro comandante supremo,potremo allegramente consolarci,o no???

[ post inserito da Kenzo ]

Le imprese di Matt,il funambolo in ogni angolo del mondo

14 mesi nel processo decisionale, 42 paesi, e un cast di migliaia di persone. Grazie a tutti coloro che hanno ballato con me



ora i video su YouTube sono anche in alta definizione

http://www.youtube.com/watch?v=zlfKdbWwruY

cliccate alta qualità

## posted by Marlow ##

sabato 22 novembre 2008

Rivoli,gli studenti vittime del lassismo tutto italiano






Scuola: 10.000 gli edifici a rischio

Circa 10.000 edifici scolastici italiani (il 24% del totale) necessitano di interventi di manutenzione urgenti. Il 42% degli edifici è privo del certificato di agibilità statica. In Piemonte - dove oggi è crollato il soffitto di una scuola di Rivoli (Torino) - ben il 62% non ha l'agibilità statica. I dati emergono dal rapporto 'Ecosistema scuola 2008' di Legambiente, che ha indagato sulla qualità dei 42.000 edifici scolastici presenti su tutto il territorio nazionale, in cui vivono ben 9 milioni di cittadini. Alto, segnala Legambiente, è il numero di scuole (il 52,82%) costruite prima del 1974, anno in cui entrò in vigore la legge che prevedeva prescrizioni per le costruzioni in zone sismiche. Ed il 75% si trova in zona ad alto rischio sismico. Mentre il 48% è privo di certificato prevenzione incendi. Meno della metà degli edifici scolastici ha goduto di interventi di cura negli ultimi cinque anni.

Ecco, regione per regione, la quota di edifici che possiedono il certificato di agibilità scolastica.


REGIONI EDIFICI CON CERTIFICATO DI AGIBILITA' STATICA
----------------------------------------------------------------
Abruzzo 8,51%
Basilicata 100%
Calabria 35,34%
Campania 100%
Emilia Romagna 87,97%
Friuli Venezia Giulia 67,95%
Lazio 47,98%
Liguria 74,03%
Lombardia 31,38%
Marche 41,86%
Molise 100%
Piemonte 38,38%
Puglia 12,73%
Sardegna 100%
Sicilia 25,32%
Toscana 90,15%
Trentino Alto Adige 98,31%
Umbria 70,45%
Valle d'Aosta 100%
Veneto 65,09%

[ notizia tratta da ansa ]

La tragedia di questa mattina a Rivoli,cintura di Torino,è solo la punta di un iceberg,di edifici scolastici al limite del fatiscente la penisola ne è piena,in alcuni esistono infrastrutture di amianto,la tabella pubblicata dall'agenzia ansa fotografa la situazione,esistono regioni virtuose,altre in diffuso stato di abbandono,il nostro è un paese dove si trascura la sicurezza non solo sul lavoro,e quando si decide di appaltare lavori,immancabilmente i preventivi pattuiti si gonfiano inesorabilmente.

Dobbiamo poi scontrarci con le ripetute mancanze di risorse,dovute in buona parte all'evasione ed elusione fiscale,un esempio per nulla consono ma definisce l'attuale situazione,come un cane che cerca di rodersi la coda.

Per questi motivi la giovane vittima di stamattina e il suo compagno di scuola che rischia di rimanere paralizzato,paiono surreali e grottesche vittime di sacrifici tutte d'origine italiana.

La vittima 17enne,Vito Scafidi



@@ post inserito da Dalida @@

Sandro Curzi alla sua memoria

È morto Sandro Curzi, voce della sinistra



È morto a Roma dopo una lunga malattia Sandro Curzi. Aveva 78 anni, essendo nato a Roma il 4 marzo 1930.

NEL CDA RAI - Militante del Partito Comunista, poi Rifondazione Comunista con Fausto Bertinotti, Curzi è stato storico direttore del Tg3 alla fine degli anni '80, poi direttore del quotidiano di Rifondazione Comunista «Liberazione». Attualmente era consigliere d'amministrazione della Rai. Alessandro Curzi detto Sandro era dal 2005 consigliere di amministrazione della Rai, di cui per tre mesi - in attesa della nomina del presidente da parte della Commissione di Vigilianza - è stato anche presidente, in quanto consigliere anziano. Curzi aveva diretto dal 1987 al 1993 il Tg3.

[ notizia tratta dal corsera ]

Un uomo schierato,da vecchio comunista in un ottica assolutamente democratica,leggendaria la sua conduzione del Tg3,quando fu soprannominato TeleKabul,la sua onestà intellettuale lo ha accompagnato per tutta la vita,un comunista che non faceva paura a nessuno.

[ post inserito da Kenzo ]

Sarah Palin,intervista con tacchino sgozzato



La premier dell'Alaska,s'era già presentata brandendo un fucile prontissima a sparare,cacciagione s'intende,ora l'intervista surreale con sgozzamento di tacchino!!!

Davvero una superdonna,e se non avesse vinto Obama....

## posted by Marlow ##

venerdì 21 novembre 2008

Roberto Saviano a Parigi,l'Europa e la mafia



SAVIANO: DA UE POCA FERMEZZA CONTRO MAFIA

Ha denunciato la mancanza di "fermezza" dell'Europa di fronte agli investimenti delle organizzazioni criminali nell'economia, Roberto Saviano nel suo intervento durante la riunione organizzata dalla Missione interministeriale contro la droga e la tossicodipendenza (Mildt). Per Saviano - grande successo in Francia per "Gomorra", 120.000 copie vendute - "l'Europa non ha reagito con fermezza e rigore" agli investimenti realizzati in Italia dalle organizzazioni mafiose. Inoltre, non esiste in Europa un "vero piano di lotta contro i reinvestimenti" di denaro e droga.

"In Europa, l'Inghilterra è uno dei paesi che si è meno interessato all'implicazione delle organizzazioni criminali sul suo territorio", ha osservato Saviano. Nel mondo, ha aggiunto citando un recente studio dell'Università di Berkeley, "é Toronto in Canada che ha il più elevato tasso di capitalizzazione dei narcotrafficanti". "Le tre mafie italiane investono 100 miliardi d'euro l'anno nell'economia europea", proprio a causa di questa assenza di reazioni, ha detto Saviano, e si è chiesto "come, oggi, l'Europa, la Francia, l'Italia, possono rinunciare a questi investimenti" di fronte alla loro ampiezza e alle implicazioni che potrebbero avere sulle economie reali.

Questi investimenti ha concluso Saviano, "risalgono alla fine degli anni Novanta quando la mafia italiana ha previsto che il futuro delle droghe sarebbe stato la cocaina". L'obiettivo dell'incontro - al quale hanno partecipato assieme a 300 esperti di tutta Europa il ministro dell'Interno francese Michele Alliot-Marie ed è previsto in chiusura l'intervento del ministro della Giustizia Rachida Dati - è valutare il quantitativo di denaro generato dal traffico di droga e la sua ripartizione tra filiere, e migliorare i mezzi e le pratiche in materia di identificazione, individuazione e gestione dei beni criminali".

[ notizia tratta da ansa ]

Un piccolo stralcio del discorso di Saviano a Parigi,non ha peli sulla lingua lo scrittore nonostante tutte le intimidazioni,spero per la sua incolumità anche oltre confine.

[ post inserito da Kenzo ]

Ai ciclisti patentati,decurtazione dei punti patente per infrazione codice della strada



Saranno contenti gli automobilisti che sbrontolano (a ragione) dei ciclisti e delle loro scorribande lungo le strade.

Al Senato si sta discutendo un decreto legislativo al cui interno si autorizzerebbe la decurtazione dei punti ma anche sospensione e ritiro della patente a quei ciclisti che, dotati di patente, infrangono le regole del codice della strada.

Ovviamente le critiche a questa iniziativa sono numerose. Anzitutto non sarebbe possibile eguagliare ciclisti patentati e non patenti in barba alla Costituzione “La Legge è uguale per tutti”. Inoltre tale decreto non prenderebbe in considerazione i pedoni che questi problemi non li avranno.

[ post tratto da ricerca google ]

Come cita l'articolo,in questo decreto mancano alcune categorie,come i pedoni e i ciclisti senza patente,d'accordo sulla severità,il codice stradale dev'essere rispettato,aggiungo per par condicio,di investire verso le piste ciclabili e punire severamente chi viene pizzicato nell'aver posteggiato l'auto su di esse.

[ post inserito da Kenzo ]

Iniziativa portatrice di luce verso l'Africa

IN AFRICA PER 'RIDARE LA LUCE' A 2000 PERSONE



Un volo di solidarieta' verso l'Africa, con medici, infermieri e sale operatorie, per ridare la vista a 2000 persone. Partirà domenica la decima edizione della missione sanitaria "Ridare la Luce": un velivolo C-27J dell'Alenia Aeronautica trasporterà tre sale operatorie e oltre 40 persone tra medici e paramedici, militari e civili del Fatebenefratelli e dell'Aeronautica Militare, con l'obiettivo di effettuare visite oculistiche ed interventi di cataratta.

AFMAL (Associazione fatebenefratelli per i malati lontani), Alenia aeronautica e Aeronautica militare saranno insieme per operare nel Mali, una zona poverissima, contro le malattie della vista, che nell'Africa sub-sahariana colpiscono circa 2 milioni di persone, l'80per cento della popolazione. Nelle precedenti 9 missioni "Ridare la Luce"sono state eseguite quasi 17.000 visite e 3000 interventi agli occhi.

I tre team di medici e paramedici provengono dagli ospedali del Fatebenefratelli, tra i quali una equipe di medici spagnoli, e dal Corpo Sanitario dell'Aeronautica Militare. Un primo team tornerà a Gaò, una cittadina sulle rive del fiume Niger. L'altro si fermerà a Moptì, una cittadina situata anch'essa al centro del Mali.

In queste regioni poverissime i disturbi alla vista, non curati, sono anche amplificati da carenza alimentare, acqua non potabile, condizioni climatiche e biologiche disagevoli. E un adulto cieco, in un paese gia' affamato, non puo' che gravare ancora di piu' sull'economia di un villaggio.

La missione umanitaria punta pero' anche a formare i medici e gli infermieri africani. La decima edizione di "Ridare la luce" vede anche la partecipazione di un team di specialisti per la formazione di non vedenti, coordinato dalla signora Ada Negrin dell'Istituto Nazionale Ciechi. Il team affiancherà i medici della missione e porterà avanti un progetto di sviluppo delle dotazioni del Centro per ciechi del Villaggio di Gao. Saranno infatti consegnati computer e stampanti in linguaggio braille ed istituiti dei corsi di formazione per gli insegnanti locali.

L'impiego del velivolo C-27J garantirà alla missione capacità di trasporto e la necessaria flessibilità operativa per le strutture ed il personale da portare in Africa.

[ notizia tratta da ansa ]

Sono come ripetutamente citato in questo spazio,le associazioni volontarie ad essere le perle dell'umanità,nonostante siano gocce nel deserto sono importantissime,tutte quante di valore e di qualsiasi natura,laiche o religiose.

@@ post inserito da Dalida @@

giovedì 20 novembre 2008

Marco Travaglio,le distanze oceaniche della nostra politica



I furbetti non più del quartierino,bensì metropolitani,sempre in carica,le differenze sostanziali legate alla serietà politica d'oltre oceano,rispetto al nostro stivale.

Dall'elezione di Barack Obama il timoniere d'Italia ha virato verso est,evidentemente diffida degli abbronzati,troppa chiarezza d'intenti,politici s'intende....

[ post inserito da Kenzo ]

Il cavallo di Troia con la sorpresa chiamata Villari




Il bello è che questo Villari Riccardo, deputato napoletano in quota all’opposizione, ma eletto dalla maggioranza a presiedere la Commissione parlamentare di vigilanza, se ne stava al sole romano, due domeniche fa, ore nove e trenta del mattino, con Massimo D’Alema, tutti e due passeggiando sul Lungotevere. Da soli e fitto fitto parlando, chissa di cosa poi. Per di più sul lato più simbolico del fiume, tra Castel Sant’Angelo e il Vaticano, ad aggiungere intreccio di sangue e di complotto al sottotesto.

Perché poi il sottotesto e il testo coincidono: “Non mi dimetto. Non ci penso proprio”, ha dettato il Villari, dopo diurne consultazioni con Ciriaco De Mita e Clemente Mastella, bufale sagge e silenti della politica campana, entrambi esperti in dimissioni per averne rifiutate a dozzine, nel corso dei decenni democristiani e oltre. Per poi farsi le molte risate di queste ore in compagnia dei ronzanti Velardi Claudo e Latorre Nicola, anche loro napoletani coi fiocchi, amici (proprio) dell’amico D’Alema, e perciò nemici del nemico Veltroni.

Il quale Veltroni neanche si è accorto di quanto e di come si preparava la sua plateale sconfitta agli occhi dell’equipaggio suo e dell’Italia intera, svestendolo fino al punto di non ritorno, come capita a un comandante senza comando. Umiliabile persino dalla penultima pedina in gioco, questo Villari Riccardo che tenendosi stretta la fresca nomina attribuitagli dai berlusconici, si concede lo sfizio pomposo della battuta istituzionale e dalla cima del suo patibolo declama: “Vorrei compiere con dignità e umiltà il compito che mi è stato affidato”.


[ post di Pino Corrias da http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/ ]

Il polpettone continua,tra gli sghignazzi del fronte governativo,da poche ore l'inflessibile Villari è stato espulso dal partito,il Pd di Veltroni ormai simile ad un ectoplasma giace moribondo,affossato da un dettaglio quasi insignificante,la commissione di vigilanza Rai,per quanto importante,è un dettaglio infinitesimo della situazione grave dell'opposizione del paese.

La batosta elettorale dopo aver rincorso l'elettorato moderato,il quale non se lo è filato,la percentuale d'agonia sarebbe stata ben più grave,se molti di sinistra non avessero abbandonato l'idea arcobaleno,nell'intento di contrastare la destra,col senno di poi,inutilmente,nell'accogliere la sirena Di Pietro,povero Uolterone abbandonato anche da lui.

Una opposizione disastrosa fino a questo momento,con le solite polemiche tra centristi conservatori e riformatori,un elettorato ormai che definire disorientato è un eufemismo,nel profondo buio che a sinistra del Pd,esiste solo baruffa o poco più,oltre che essere desaparecidos dal parlamento.

Gli sghignazzi e gli sberleffi della destra,sono del tutto leciti,nonostante leggi ad personam,dichiarazioni imbarazzanti ed una politica economica a parer mio,che fronteggia il disastro davanti a noi,come curare con l'aspirina una polmonite.

Consoliamoci,uno come Villari fotografa benissimo la piccola,insignificante italietta.

[ post inserito da Kenzo ]

XXVI Torino film festival,a cura di Nanni Moretti





Torino 26

ovvero il Concorso internazionale lungometraggi è la sezione principale del Festival, dedicata alla ricerca e alla scoperta dei nuovi autori del cinema contemporaneo. Quest’anno saranno 15 i lavori, di cui 8 opere prime, a concorrere al premio per il Miglior film (euro 25.000), al Premio speciale della Giuria (euro 10.000), e ai Premi per la migliore attrice e per il migliore attore. Il cinema europeo è presente con 7 titoli provenienti da Germania, Belgio, Slovenia (e 3 coproduzioni Francia/Germania, Irlanda/Gran Bretagna, Portogallo/Brasile), 3 titoli dagli Stati Uniti, 1 dal Messico, 1 coproduzione Cile/Brasile, 1 titolo dal Canada, 1 dall’Australia e 1 dalla Cina.

Fuori concorso
la sezione si propone come sintesi degli spunti cinematografici più significativi dell’anno. Senza preclusioni né verso il cinema spettacolare né verso la ricerca rigorosa, e con un’attenzione costante e particolare al lavoro più recente dei registi che sono stati importanti nella storia del Festival e, in generale, del cinema indipendente di ogni paese. 22 i titoli, in anteprima italiana, europea o mondiale.

Lo stato delle cose
è una sorta di 'contenitore' destinato ogni anno a un tema diverso: può trattarsi di volta in volta di una cinematografia nazionale che si afferma, di un genere che risorge con improvvisa vitalità, o di un argomento che accomuna cineasti diversi, come quest’anno la politica. 15 i titoli proposti, che concorreranno al “Premio Maurizio Collino – Uno sguardo ai giovani” (euro 2.500).

La zona
inaugurata lo scorso anno, conferma e rafforza la sua caratteristica di essere la sezione in cui l’istinto di ricerca del festival si concentra nei territori del cinema meno allineato alle traiettorie convenzionali. Una selezione di 34 opere di vario formato e metraggio, cui si aggiungono l’omaggio a Stephen Dwoskin (3 titoli), quello a Ken Jacobs (3 titoli) e la retrospettiva dedicata al regista giapponese Koji Oguri (5 titoli).

Internazionale.doc
è una nuova sezione, non competitiva, dedicata al cinema documentario proveniente da tutto il mondo, spazio privilegiato e puntuale di riflessione sulle tante possibili forme del cinema documentario. Sono 13 i titoli scelti, tutti inediti in Italia.

Italiana.doc
12 i titoli di medio e lungometraggio per il concorso dedicato al documentario italiano, una delle sezioni centrali del Festival. I lavori concorrono al Premio per il Miglior documentario italiano in collaborazione con Persol (euro 10.000) e al Premio speciale della Giuria (euro 5.000). Al suo interno il FUORI CONCORSO DOC con 1 titolo.

Italiana.corti
sezione competitiva che presenta 13 titoli, fra i più significativi della recente produzione italiana, che concorrono per il Miglior cortometraggio italiano in collaborazione con Lancia (euro 10.000) e al Premio speciale della Giuria / Kodak Short Film Award (euro 5.000 in pellicola cinematografica).

L'amore degli inizi
con l’attenzione rivolta a 6 esordi italiani di fine anni Settanta e inizio Novanta, la sezione propone i primi film di Giuseppe Bertolucci, Claudio Caligari, Peter Del Monte, Marco Tullio Giordana, Salvatore Piscicelli e Paolo Virzì; al termine di ciascuna proiezione avrà luogo un incontro tra i registi e Nanni Moretti.


Le tre Retrospettive di Torino Film Festival 2008 sono dedicate rispettivamente:
- a JEAN-PIERRE MELVILLE, di cui verranno proposti tutti i 13 film, in copia restaurata cui si aggiunge 1 documentario a lui dedicato (in anteprima europea) da Olivier Boiler;
- a ROMAN POLANSKI, di cui verranno proposti tutti i lungometraggi e cortometraggi (per un totale di 28 titoli), 3 dei film in cui ha recitato in ruoli importanti (2 diretti da Andrzej Wajda e Una pura formalità di Tornatore), alcune pubblicità da lui dirette, e 2 ‘making of’ sui set di Tess e Macbeth, cui si aggiunge 1 documentario a lui dedicato (in anteprima italiana) da Marina Zenovich;
- alla BRITISH RENAISSANCE movimento cinematografico inglese degli anni 1980-1990, con 35 titoli che comprendono gli esordi e i titoli più significativi del periodo, cui si aggiunge un omaggio a Dennis Potter, uno dei talenti televisivi europei più innovativi.

Spazio Torino
sezione competitiva dedicata ai migliori cortometraggi realizzati da filmmakers e videomakers nati o residenti in Piemonte. Gli 8 film selezionati concorrono al Premio Chicca Richelmy per il miglior cortometraggio (euro 6.000, di cui euro 4.000 in servizi tecnici per la realizzazione di un nuovo cortometraggio) attribuito dalla giuria Valdata (Torinosette).

Eventi speciali
saranno le versioni restaurate di La classe operaia va in Paradiso (1971) di Elio Petri e Diario di un maestro (1973) di Vittorio De Seta; e il documentario dedicato da Massimo Spano a uno dei più importanti produttori del cinema italiano, dal titolo Franco Cristaldi e il suo cinema Paradiso (Italia 2008).

[ tratto da la stampa ]

Apre i battenti domani Torino film festival,dopo le polemiche dell'assenza di film italiani,Moretti e la giuria non hanno trovato pellicole significative,biglietto unico film 7 euro,ma esistono abbonamenti giornalieri e per l'intera manifestazione,molto economici e interessanti,forse tre rassegne cinematografiche nel nostro paese sono troppe,Venezia,Roma e appunto Torino,il quale si contraddistingue nella sfera di registi e idee giovani.

Buona visione a tutti per chi potrà presenziare.

@@ post inserito da Dalida @@

mercoledì 19 novembre 2008

Facebook,impossibile non diventarne prigionieri



Prima erano le email. Poi le chat e la messaggeria istantanea. Adesso i social network. Facebook primo fra tutti, visto che è il numero uno al mondo per contatti. Più si diffondono questi sistemi digitali che permettono di comunicare sempre, con chi si vuole e in qualsiasi momento, più aumentano i casi di persone che ne rimangono intrappolati: si passa troppo tempo a controllare se sono arrivati messaggi o a scriverne, il multi-tasking ci sfinisce e ci distrae; per non parlare della perdita della propria intimità. E se molti non riescono più a lavorare o cercano una via d’uscita per tornare alla loro vita «normale», sempre più aziende, oltre alle amministrazioni pubbliche, valutano di oscurarne l’accesso.

Già: ma nell’era di Facebook, la vita normale non c’è più. Secondo lo scrittore Andrea Bajani, che confessa di esserne stato «irretito», aderire al social network più «in» del momento può rivelarsi un errore difficilmente rimediabile: «Dopo due mesi ho chiesto ai miei amici di uscirne. E loro disperati mi hanno detto che non sanno come fare, che ci hanno provato, ma non capiscono come si fa».

Il social network più diffuso al mondo, creato nel 2004 dallo studente di Harvard, Mark Zuckerberg, che ha sorpassato il suo diretto concorrente MySpace con versioni in più di 20 lingue, 125 milioni di iscritti e un valore pari a 16 miliardi di dollari, in Italia è un fenomeno esploso quest’anno (+961%). Il segreto del suo successo? «Facile, immediato, personalizzabile» dicono gli utenti, tramite il passaparola. Che qui è un meccanismo tanto efficace quanto infernale. Per entrare basta compilare un profilo con qualche dato ed eventuale foto: ci si connette con conoscenti, amici o amici degli amici, persone con interessi in comune. Fioccano gli ex compagni di scuola, i commilitoni, gli ex fidanzati, i fans, i tifosi, le goliardate, ma anche le comunità culturali o con interessi politici. Si chiacchiera, li si mette al corrente di quello che si fa, volendo anche minuto per minuto: ci si può collegare persino col telefonino, per aggiornare il proprio status. In qualsiasi momento si possono aggiungere altri elementi. Dipende dall’obiettivo che si vuole raggiungere.

L’utilità? Prezioso per farsi conoscere e trovare lavoro, assistenza, contatti utili. Non a caso Obama ha puntato anche su questo sistema di relazioni per farsi eleggere alla Casa Bianca. E’ gara di adesioni anche tra i politici italiani: Maria Stella Gelmini conta oltre 8 mila sostenitori, più di Walter Veltroni. Da quando il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo di Napoli, per diffondere il Vangelo fra nuovi adepti ha aperto il suo «profilo», ha già 5 mila «amici». Si possono creare applicazioni aggiuntive: Don Paolo Padrini segnala di averne creata una, PrayBook, per diffondere pagine di Vangelo. In tutt’altra direzione l’attore Gianmarco Tognazzi, che su Facebook fa rivivere suo padre Ugo perché «aveva molta paura di essere dimenticato». E abbondano le sfide sui territori. L’ultima? Trento vuol battere il record di New York: mille utenti incontrati nella realtà.

Ma bisogna sapere che si è imboccata una via senza ritorno nel momento in cui si è inserito il proprio indirizzo e-mail, obbligatorio. Meglio darne uno di seconda scelta, assolutamente non raccomandabile l’account aziendale. Perchè è lì che si viene tempestati di inviti di presunti «amici» (ma lo sono davvero?) a rispondere ai messaggi e partecipare agli «incontri». Ed è lì che incomincia l’inferno per chi vuole stare tranquillo: se si tiene aperto l’account di posta, è un continuo ricever messaggi, che distraggono dalle proprie attività e invadono la propria intimità nei momenti più inopportuni. «Certo, a reclamare intimità ci vuole coraggio, visto che ci si è sottoposti a tutto questo volontariamente» commenta Giulia Stasi, 26 anni, italo-americana newyorkese che vive tra Italia e Usa sempre collegata a Facebook per tenersi in contatto con gli amici. Giulia ammette che «il vero rischio è la compulsività che genera». Eppure, come gran parte della sua generazione digitale, lei è convinta di saper staccare la spina quando serve. E offre consigli per non restare prigionieri di Facebook.

«Per salvarsi, non bisogna raccontare cosa fai a tutti. Meglio ancora, non bisogna farsi tutti amici». Perché è facile che ci siano - per esempio - i tuoi capi, che scoprono che non stai lavorando. Soprattutto, bisogna stare attenti a non raccontare bugie: è facile che ti scoprano le persone sbagliate («Eri al lavoro? Ma se su Facebook hai detto a tutti che eri a fare shopping!»).

C’è poi l’incubo degli inviti: «E’ meglio non accettare un invito da qualcuno che non conosci bene, piuttosto che cambiare idea dopo e fartelo nemico», spiegano i facebooker. Già: perché si può cambiare la lista degli amici, disattivandoli dal proprio profilo, ma loro se ne accorgono e ci rimangono male. Come i bambini di una volta che dicevano: «Non ti faccio più mio amico». Da adulti, è imperdonabile. Guai a non conoscere queste regole. E’ possibile ottenere l’espulsione di elementi indesiderati additandoli alla comunità. A dirla tutta, è possibile anche auto-espellersi: basta aprire il proprio profilo e selezionare l’opzione «Non voglio più esserci». Già: il problema è che quando si è dentro, non si riesce a concepire di uscirne.

TRE DOMANDE SU FACEBOOK A SHERRY TURKLE,
L'ANTROPOLOGA DEL CYBERSPAZIO
Noi adottivi del digitale abbiamo nostalgia di privacy e lentezza

La sociologa Sherry Turkle, guru del Mit nota come «l’antropologa del cyberspazio» dall’alba del Web, ha scritto due volumi di una trilogia sul rapporto che abbiamo con le tecnologie e il suo primo, già di dieci anni fa, intitolato «La vita sullo schermo. Nuove identità e relazioni sociali nell'epoca di Internet» è ancora attuale.

Che impatto hanno tecnologie come Facebook?
«Le tecnologie digitali contemporanea sono intime, disegnate per andare al cuore di chi siamo come persone e delle nostre relazioni. Ma bisogna ricordarsi che hanno una doppia natura. Da una parte, ti isolano. Dall’altra, per certe azioni collettive, non se ne può fare più senza, e l’impatto di Facebook sull’elezione di Obama ne è solo un esempio. Occhio però: perchè lo stesso modello è cooptabile da persone che vorrebbero portarci via le libertà civili e minare la democrazia».

Lei avverte che c’è il rischio di assuefazione, ma è contraria alla definizione di «Net-dipendenza». Perchè?
«Perchè quando si parla di tecnologie come dell’abuso di sostanze, si dimentica la parte più interessante del problema: i ragazzini dell’era dell’instant messaging si mandano in media 2.500 messaggi al mese. E’ tanto, ma il punto è: a chi scrivono, perchè, cosa si dicono, e come cambia il modo in cui si percepiscono? Spesso vivono situazioni complicate e restano in contatto con gente che li aiuta a costruirsi identità di sviluppo sane».

Lei sostiene che in rete abbiamo una «seconda identità». Che cosa significa?
«E’ quella che non può più fare a meno della comunicazione istantanea, nè sul lavoro nè a casa o con gli amici. Per avere questo, la nostra seconda identità ha rinunciato alla privacy e alla lentezza, di cui invece ha nostalgia la nostra identità precedente. I nativi digitali non hanno di queste crisi, ma noi adottivi del digitale viviamo un conflitto interiore».

[ notizia tratta da la stampa ]

Una diffusione globale,agli albori pareva un'esperienza tra ragazzi,una estensione di una comunissima chat,poi l'esplosione che ha diverse complicazioni,dal coinvolgimento eccessivo,ai rischi di privacy,il particolare che non si riesce a cancellare contatti è grave,anche le aziende stanno ricorrendo ai ripari,complice l'assidua frequentazione degli impiegati,organizzando l'impossibilità di accesso.

Se ancora come me,non avete organizzato il vostro ingresso nel social network,forse meglio starne alla larga.

@@ post inserito da Dalida @@

Dal blog di Piero Ricca,intervista al volo a Beppe Grillo



L’altro giorno Beppe Grillo era a Milano per un giro in bicicletta per le vie del centro. Dopo un paio di tentativi andati a vuoto, l’abbiamo raggiunto in strada, davanti a un semaforo rosso, per chiedergli un chiarimento sulla questione della bocciatura delle firme referendarie. Beppe ha risposto che non sa ancora nulla di preciso, subito dopo è passato a evidenziare il fatto che le firme del primo V day sono in parlamento, dal quale attende di essere convocato. Occorre chiarire però che una proposta di legge popolare (qual è quella del primo V day) è interamente nelle mani del parlamento, con le conseguenze del caso, mentre il referendum – prospettato per mesi da Grillo come una mazzata micidiale al sistema - sarebbe stato nelle mani dei cittadini. Non c’era il dubbio in corso d’opera che la regolarità della raccolta fosse a rischio per via della tempistica pre-elettorale? Beppe riconosce il problema, ricorda che alcuni sostenevano di sì e altri, tra i quali i suoi legali, di no. E nel dubbio è andato avanti. Ma non c’è da preoccuparsi, dice, tanto il sistema dei media tradizionali sta per morire in quanto la pubblicità si sta spostando in rete. Ma questo cambiamento produrrà un automatico miglioramento qualitativo dell’informazione? Alcuni osservatori ne dubitano. Lui sembra esserne certo. E allora, domando, che bisogno c’era di convocare i referendum? Solo per accelerarne l’agonia, risponde Beppe. Un’agonia lenta, visto che l’ottanta per cento degli italiani a tutt’oggi ha come fonte esclusiva di informazione la tv. Dirà qualche parola di chiarezza ai tanti che hanno lavorato ai tavoli referendari e alla certificazione delle firme? Beppe promette di sì, appena saprà qualcosa. Ottenuta questa promessa, gli sottopongo al volo un altro paio di questioni. Lui - com’è noto - sostiene che la vera informazione è solo in rete (l’altro giorno sul suo blog mi ha addirittura indicato – bontà sua - come uno dei “veri giornalisti”). Io non sono d’accordo: penso che il web sia uno strumento straordinario, non la terra promessa. L’informazione non è solo libera espressione: richiede professionalità, competenza, organizzazione. Un conto è gestire un blog personale, altro conto fare informazione attendibile e documentata. Fate il calcolo: quante notizie e quante inchieste documentate quotidianamente vi vengono direttamente dal web e quante dai media tradizionali e dai loro prolungamenti on line? Altro tema: la rappresentanza. Beppe sostiene che gli attuali partiti sono morti. L’alternativa? secondo lui sono le liste civiche comunali e i “comuni a cinque stelle”, tutti in rete. Io penso che i partiti svolgono una funzione fondamentale e se gli attuali partiti non ci piacciono (su questo siamo d’accordo) dobbiamo cambiarli dall’interno o fondarne altri, perché il potere istituzionale prevalente resta nelle mani del governo e del parlamento, non è dei comuni. Gli domando: perché non hai fatto una lista civica nazionale alle ultime elezioni per portare alcune decine di persone serie in parlamento? Beppe risponde che in parlamento c’è già Di Pietro mentre lui vuole “scavare dal basso”. Ma allora - se sostiene Di Pietro - non è chiaro perché alle ultime elezioni abbia invitato a non votare sostenendo che erano tutti uguali. Altra questione: ha senso continuare a mescolare linguaggio, stile, modalità dello spettacolo con linguaggio, stile, modalità della politica? Beppe ricorda di essere solo un comico e pensa che questa critica di Daniele Luttazzi corrisponda a una visione pessimistica che non condivide. Il problema però è che nell’attuale deserto moltissimi giovani lo vedono come un punto di riferimento politico e questa confusione di ruoli e di percezione difficilmente può costituire un fattore di rinnovamento della politica. Il dialoghetto si conclude con Beppe che mi dice: “tu sei sempre stato un po’ contro la rete”, e sostiene di ricordare al riguardo un’intervista che avrei rilasciato a Riccione. Vediamo. Curo personalmente questo blog da due anni e mezzo, scrivo su siti web di informazione da molti anni, più o meno dall’epoca in cui lui spaccava i computer durante gli spettacoli, e tra parentesi non vado a Riccione da quando avevo diciott’anni. Posso mai essere contro la rete? Mettere in dubbio l’idolatria del web (come ogni idolatria) è cosa assai diversa.

Ci siamo lasciati con la promessa di una conversazione riflessiva su questi temi. Spero davvero che si possa fare, dove e quando vuole, possibilmente in pubblico. Per contribuire alla chiarezza. Chiedeteglielo anche voi.

[ dal blog di Piero Ricca ]

http://www.pieroricca.org/

Il mio commento


Condivido i dubbi di Piero sull’effettiva estinzione dell’informazione di regime,sono potenti e lo saranno per molto tempo ancora,interagire in rete comporta tempo,una certa fatica e disponibilità,senza trascurare una certa onestà e professionalità.

Beppe Grillo ha un ruolo importante e lo avrà nei prossimi anni,la rete anche grazie a lui ha preso per chi la vuole interpretare un ruolo consapevole.senza di essa,sarebbe una lunga notte buia,il suo ottimismo non penso sia sincero,condivido però la creazione dei movimenti meet up e le liste civiche,da considerare come l’anno zero di una nuova generazione di politica seria,diversamente non sarebbe possibile,il cancro con le sue metastasi coinvolgerebbe chiunque si immerga nei partiti convenzionali.

Probabilmente tra alcuni decenni,le attuali perplessità saranno un ricordo.

Saluti

Commento di Kenzo — 19 Novembre 2008 #

martedì 18 novembre 2008

Il mago di Arcore,un premier tra cucù e salamelecchi salomonici



Ottima la parte della terribile Luciana,sulle peripezie del premier e specificatamente sull'andar d'accordo con tutti e smentirsi in ogni momento,oggi va di moda la Lufthansa,forse grazie al cucù con la Merkel,domani magari con Sarkozy,saliranno le quotazioni di Air France...

Vi lascio all'ultima performance del nostro highlander!!!



## posted by Marlow ##

Le suore caritatevoli sono per il testamento biologico

Genova La richiesta inoltrata ai superiori

Il convento vuole il testamento biologico «Non si può vivere come vegetali»
Suor Ildefonsa: ho visto tanta sofferenza, aspetto il permesso insieme con tre sorelle



Suor Ilda accudisce i malati del Don Orione

GENOVA - Suor Ildefonsa ha settantaquattro anni, ha preso il velo a diciassette e da allora non ha mai smesso di dedicarsi agli altri, ai più sfortunati: per venticinque anni si è presa cura dei ricoverati del Don Orione, è vissuta a contatto della sofferenza più profonda. Ieri suor Ildefonsa, per tutti suor Ilda, ha ricevuto a Genova un premio come «donna fuori dal coro», e ha mantenuto fede al suo carattere. «Ho chiesto ai miei superiori — rivela — di poter fare il testamento biologico. È stata una richiesta verbale, non l'ho messo per scritto, sono in attesa». Rispetta l'obbedienza suor Ilda, e con serenità ripete «sono dentro alla Chiesa», ma con umiltà ha posto un problema: «Non voglio essere ridotta come un vegetale. Se questo fosse il mio destino vorrei che mi lasciassero andare via in pace, ho letto che anche Papa Giovanni Paolo II avrebbe detto, arrivato il suo momento, "lasciatemi andare"». «Questa richiesta non mi risulta », ha detto brevemente ieri sera il cardinale di Genova Angelo Bagnasco, «in ogni caso — ha aggiunto riferendosi al testamento biologico e al caso di Eluana Englaro di cui aveva appena parlato per ribadire le posizioni della Chiesa — non credo che si tratterebbe di una richiesta in questa prospettiva». Suor Ilda non è la sola, nel suo ordine, ad aver riflettuto sulla fine della vita e a voler mettere per scritto le proprie volontà: «Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico». La decisione, come ha raccontato ieri Il Secolo XIX, è di poco tempo fa: «È successo questo — racconta suor Ilda —. Una sorella è stata male e si è accasciata a terra nel cortile, aveva avuto un ictus. È arrivata l'ambulanza ed è stata intubata subito, sul posto, e poi ricoverata al Galliera».

L'ospedale Galliera di Genova è di una Fondazione presieduta per statuto dal vescovo della città, oggi monsignor Bagnasco. «La sorella è rimasta intubata, attaccata alle macchine quasi tre mesi», continua suor Ilda, «e io ho sofferto tanto vedendola in quello stato. Poi una notte mi hanno chiamato, aveva un febbrone ed è finita. Io ho pensato: non voglio essere attaccata alle macchine, non voglio che la fine sia così. Perché prolungare la sofferenza per sé e per gli altri?». Ha visto tante sofferenze, suor Ilda, ha accompagnato molte persone nell'ultimo viaggio, e parla con grande sincerità: «Ho perso da poco il mio unico fratello. L'ho assistito in ospedale e insieme abbiamo detto tante volte il rosario. Soffriva e mi confidava: sono stanco, basta. Ho pregato perché il Signore aprisse le sue braccia e lo accogliesse a sé. Si dice che gli ultimi giorni di sofferenza possono avvicinare a Dio ed essere una benedizione, ma io non so se portano veramente alla salvezza o alla dannazione. Anche la scienza, la medicina, possono sbagliare. È meglio che la Provvidenza faccia il suo corso ». Questa piccola suora dal carattere intrepido ha fiducia nella Chiesa: «È in cammino, come tutti noi, nel buio e con sprazzi di luce: ma la luce arriva sempre. C'è bisogno di tempo. Sono stata fra le prime a fare atto notarile per poter donare gli organi, ora, per il testamento biologico aspetterò ». Suor Ildefonsa, vuole chiarire il suo pensiero: «Io credo fermamente nella vita. Fin dal primo istante del concepimento. Ho accudito al Don Orione bambini senza alcuna facoltà mentale, senza arti, a volte qualche visitatore diceva: ma a chi serve una vita così? Io rispondevo: serve a te, perché tu ti possa chiedere che cosa sai fare per loro».

[ articolo tratto dal corsera ]

Una piacevole notizia,nonostante si tratti un argomento così delicato,la carità viene insegnata al clero,al vaticano in particolare,dalle addette ai lavori,mi si consenta la definizione,chi vive tra le sofferenze del prossimo non può che arrivare a queste conclusioni,allungare la vita in taluni casi è crudele,la possibilità di ognuno di noi di stabilire a priori questo principio è un diritto fondamentale per l'uomo.

Grazie alla presa di posizione di Suor Ilda e delle sue amiche.

Alla memoria di Piergiorgio Welby



@@ post inserito da Dalida @@

Free Gaza,arrestato Vittorio Arrigoni dagli israeliani



IL VIDEO DOCUMENTA L'IMPOSSIBILITA' DEI PESCATORI PALESTINESI NEL CERCARE DI SPINGERSI PIU' IN LA',NEL REPERIRE FONDALI PIU' PESCOSI.

Il blog di Arrigoni

http://guerrillaradio.iobloggo.com/

Israele arresta 3 pacifisti di 'Free Gaza': fra loro anche un italiano
Vasta operazione stamani in mare della Marina militare israeliana che ha arrestato almeno 10 pescatori palestinesi e tre pacifisti internazionali. Lo riferiscono le agenzie di stampa palestinesi.



Secondo indiscrezioni tra i fermati ci sarebbe anche l'italiano Vittorio Arrigoni, l'attivista giunto via mare a Gaza city lo scorso 23 ottobre a bordo delle imbarcazioni pacifiste del Free Gaza Movement, che avevano violato il blocco navale israeliano. La notizia però non ha ancora avuto una conferma definitiva.

Per il momento è noto solo il nome di uno degli internazionali fermati, lo scozzese Andrew Muncie, membro dell'International Solidarity Movement, una organizzazione impegnata a sostegno dei palestinesi.

Le agenzie di stampa di Gaza riferiscono che unità della Marina israeliana stamani hanno circondato diversi pescherecci palestinesi a bordo dei quali si trovavano i tre pacifisti stranieri.

Successivamente un gruppo di marinai israeliani si è trasferito a bordo delle imbarcazioni palestinesi dove ha provveduto ad effettuare diversi arresti.

Da due mesi alcuni attivisti internazionali escono in mare con i pescatori di Gaza per «proteggerli», con la loro prosenza, da eventuali azioni della Marina israeliana che vieta ai pescatori palestinesi, per presunte ragioni di sicurezza, di superare le sei miglia marittine dalla costa. Nei giorni scorsi le unità militari israeliane avevano usato i cannoni ad acqua e sparato colpi di mitragliatrice in aria e in acqua per dissuadare i palestinesi e gli internazionali dall'oltrepassare il limite imposto.

I pescatori di Gaza protestano contro il blocco navale israeliano che impedirebbe loro di poter gettare le reti in acque più pescose.

[ Notizia tratta da l'unità ]

La crudeltà degli ebrei in questo caso è documentata,non dare la possibilità ai pescatori di trovare zone pescose al largo è una violenza inaudita,se per misure di sicurezza preferiscono non far passare barche palestinesi,si facciano carico di trasportare e consegnare loro il pesce al popolo affamato.

[ post inserito da Kenzo ]

lunedì 17 novembre 2008

Le grattate agli zebedei veniali e quelle mortali....




grattarsi i coglioni in pubblico è reato.
Un operaio di Como (del resto, chi altri se non un operaiaccio si gratta i maroni in pubblico) è stato condannato a 200 euro di multa più altri mille da dedicarsi alla cassa ammende (istituzione di cui prealtro ingoravo l'esistenza).

L'avvocato della difesa ha sostenuto che si trattava di porre rimedio a un fastidio provocato dal cavallo, ma nulla da fare.

Scrive la suprema Corte: "Il palpeggiamento dei genitali alla presenza di terze persone è manifestazione di mancanza di costumanza e di educazione in quel complesso concetto di regole comportamentali etico-sociali".


Pare che il reato si consumi anche quando la grattata ha valenza apotropaica.
A PROPOSITO BERLUSCONI NON SI ERA DEFINITO "IL PRESIDENTE OPERAIO?"

[ dal blog di Nico Pillinini ]
http://nicopillinini.blogspot.com/


Non avevo ancora visto la grattata galeotta del premier,suvvia per il monarca d'Italia sono quisquiglie,se qualcuno volesse denunciare la performance,è già pronto un nuovo lodo,lo chiameranno salva zebedei!!!

[ post inserito da Kenzo ]

Marco Travaglio,l'appuntamento del lunedì,Eluana Englaro e sentenza G8



La premessa dell'appuntamento settimanale è sulla sentenza di Eluana Englaro,al di là delle proprie convinzioni,sono le palesi imprecisioni proferite da alcune sedi,ovvero la sentenza non apre assolutamente all'eutanasia,purtroppo si vive in un paese dove non esiste il testamento biologico,anche se la costituzione italiana afferma chiaramente che non obbliga chicchessia a doversi curare forzatamente.

La sentenza sul G8 di Genova,opposizione e forze politiche governative sono d'accordo sulla estraneità e l'assoluzione dei dirigenti che presumibilmente hanno comandato la macelleria della scuola Diaz,ma non essendoci la motivazione della sentenza è prematuro esporre conclusioni,la quale sarà pubblicata entro tre mesi.

La differenza molto sensibile delle sentenze dei giudici,molto attenti con i potenti per evitare effetti mediatici nefasti per la propria carriera,a confronto nel condannare il semplice ruba galline,dove non si rischia alcunchè in caso di errore.

Le richieste sulla commissione d'inchiesta parlamentare,mirata ai fatti di quella sciagurata giornata,tutto ciò produrrebbe chiarezza e giustizia ma in un contesto diverso del parlamento italiano,il quale non concluderebbe nulla,anzi...

Solo la magistratura riesce a reperire prove sui fatti,anche nelle difficoltà estreme,la politica in questi anni quando vi ha messo il becco,è riuscita nel bloccare e insabbiare qualsiasi inchiesta.

Passate parola!!!

[ post inserito da Kenzo ]