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lunedì 11 luglio 2011

South Korea:La rivoluzione degli ebook per i testi scolastici dal 2015



La rivoluzione degli ebook non decolla. Soprattutto da noi, dove rispetto ai libri tradizionali valgono meno dello 0,1 per cento. Unica eccezione restano gli Stati Uniti, che veleggiano solitari con il loro dieci per cento. Eppure c'è un Paese dove i sogni degli editori digitali, Amazon in testa, potrebbero davvero diventare realtà. La Corea del Sud, patria di colossi dell'elettronica del calibro di Samsung ed Lg, ha infatti deciso di stanziare ben due miliardi e mezzo di dollari (poco più di un miliardo e 600 milioni di euro), per eliminare completamente i testi scolastici tradizionali e sostituirli con ebook entro il 2015.

La notizia, rimbalzata subito sul web, è stata data dal ministro dell'educazione Ju-ho Lee, che intende digitalizzare tutti i volumi per scuole e licei da qui a tre anni. Secondo l'ultimo rapporto della Organisation for Economic Cooperation and Development, ente internazionale al quale aderisco oltre al nostro altri 33 Paesi, gli studenti sud coreani fra i 15 e i 19 sarebbero i più ricettivi ad imparare attraverso i computer. Sensibilmente al di sopra rispetto ai loro coetanei che vivono in Italia, in America, Francia o Inghilterra. Di qui, forse, la decisione del ministro dell'educazione di forzare i tempi e passare completamente all'apprendimento digitale.

Per gli studenti che vengono da famiglie con scarsa disponibilità economiche, il ministero ha previsto la fornitura di tablet gratuiti, oltre alla costruzione di un network cloud che permetterà a tutti gli studenti di accedere ai testi anche da casa attraverso una semplice connessione ad Internet. E quindi di poter continuare a studiare anche in caso di malattia o nell'impossibilità di recarsi a scuola a causa di condizioni meteorologiche particolarmente proibitive. Ovviamente tutte le scuole verranno dotate di punti di accesso wi-fi, sempre entro il 2015.

Fantascienza per noi italiani, verrebbe da dire. Ma a Seul e dintorni del resto, stando ai dati forniti dalla Korea Communications Commission 1, entro la fine dell'anno il numero di smartphone raggiungerà i 20 milioni di unità su una popolazione di 49 milioni di abitanti. E nelle grandi città, cominciando dalla capitale, entro quattro anni l'80 per cento degli abitanti avrà un dispositivo smart. Poco importa che sia un tablet o un telefono. Fantascienza perfino per noi italiani, che in fatto di cellulari non siamo secondi quasi a nessuno.



Pensare a tutto ciò con la Gelmini in agguato pare impossibile,paiono cronache pervenute da altre galassie,almeno per le nostre latitudini.

@ Dalida @

venerdì 26 febbraio 2010

Stop pensioni deputati,il laser sul Cupolone



(Adnkronos)

Stop pensioni deputati'. Una scritta intermittente ha illuminato la cupola di San Pietro in Vaticano. L'ultima grande opera di Michelangelo e' stata utilizzata come ripetitore-amplificatore contro i privilegi dei politici,affinchè rinuncino alla pensione dopo solo due legislazioni,per chi vuole sfruttare l'opportunità,chiaramente.
La protesta è stata organizzata con la regia dentro ad un bad & breakfast davanti allo stesso Cupolone,ovviamente la Digos è intervenuta e denunciato il promotore dell'idea,con l'accusa di manifestazione non autorizzata,dove fosse la cosiddetta manifestazione,chissà??

Per assistere al video

CLICK VIDEO ADNKRONOS


[@#& blog Freedom &#@]

domenica 10 gennaio 2010

Riforma Gelmini,il 30% nelle scuole che non torna,l'esempio della Gabelli-Torino





Scuola elementare Gabelli-Torino

L'allarme di una preside di periferia: «Senza allievi immigrati
io devo chiudere»



di MARIA TERESA MARTINENGO



L’uscita dei bambini dalla scuola «Gabelli», a Torino, racconta una storia già vista nei decenni passati: che la vecchia Barriera di Milano ha affitti accessibili agli ultimi arrivati, gli immigrati, quarant’anni fa italiani del Sud e oggi stranieri. Nel giorno in cui il ministro Gelmini ha confermato la scelta di mettere il tetto del 30% alla presenza di stranieri nelle scuole, qui ad aspettare sotto la pioggia ci sono mamme arabe dai capelli nascosti in foulard neri, mamme cinesi in minigonna e stivali, africane con cascate di treccine che piovono sulla schiena.

«Quarant’anni fa c’erano le mamme siciliane e pugliesi appena arrivate - tanti figli e altri problemi linguistici - e la “Gabelli” era la stessa scuola accogliente», commenta nel corridoio la dirigente Nunzia Del Vento. «Solo che allora invece della percentuale, per i figli degli immigrati che parlavano in dialetto e avevano genitori analfabeti, le maestre avevano uno strumento forte, il tempo pieno, la scuola mattino e pomeriggio, quella che oggi viene eliminata». Ma l’uscita da scuola dice anche che forse Torino è un po’ più avanti di quanto pensino a Roma. I bambini marocchini, romeni, nigeriani, cinesi salutano le mamme in italiano, strillano «andiamo in cartoleria perché ho bisogno di matite», «hai portato la merenda?» e così via. E le mamme, qui almeno, rispondono nella stessa lingua.

«In questa scuola abbiamo ormai il 65-70% di alunni di origine straniera - dice Nunzia Del Vento - ma di questi il 90% è nato a Torino oppure è arrivato a 3-4 anni. Quando si iscrivono da noi questi bambini hanno almeno frequentato la materna a Torino, molti sono stati al nido». È a questo punto che la dirigente, una storia lunghissima di insegnamento in Barriera, sbotta davanti a tre maestre che la guardano in un silenzio da funerale: «Mi devono dire come si calcola quel 30%. Chi devo considerare straniero? Devo fare un esame di ammissione? Poi, se qui intorno la popolazione residente è straniera, mi dicano con quale criterio io devo smettere di prendere le iscrizioni». Già, il problema arriva in queste settimane.

«Parliamo di scuola dell’obbligo e io devo poter dire alle famiglie che qui non le posso prendere, ma che un’altra scuola le prenderà. Ma quale? Dove? E poi, io dovrei ricevere altri bambini da altre parti della città perché altrimenti, visto che il quartiere è abitato da immigrati, nel giro di due o tre anni chiudo. Ma chiudere una scuola è perdere una ricchezza». Veronica Vennettilli, laureata, titolare di un’impresa artigiana, marito architetto, è presidente del consiglio d’istituto della «Gabelli». Ha sentito il ministro Gelmini in tivù ed è un fiume in piena.

«Mia figlia Teresa è in quarta elementare, mentre la più grande, Lavinia, è in prima media nel quartiere dove dovremo trasferirci, un contesto molto diverso dalla Barriera. Sto sperimentando che ha avuto una preparazione ottima, migliore di certi suoi compagni che di stranieri in classe ne hanno avuto uno solo». Una preparazione che, per una mamma italiana attrezzata per poter giudicare, è stata «non solo ottima dal punto di vista didattico ma ricca di stimoli, di educazione alla tolleranza, alla comprensione di culture e abitudini diverse».

[ da La stampa ]

La rigidità che vorrebbe la Ministra non può essere interpretata senza disagi,in taluni casi come l'esempio riportato,e chissà quanti ce ne saranno su tutto il territorio italiano.
Se da un lato non si vuole che si verifichino classi ghetto,il buon senso dovrà far tornare sui suoi passi la Gelmini,laddove è possibile potrebbe essere positivo,e nello stesso tempo permettere a delle realtà come la Gabelli di poter continuare l'eccezionale insegnamento,un aspetto importantissimo per la società multi razziale ormai diffusa.

@ Dalida @

sabato 22 novembre 2008

Rivoli,gli studenti vittime del lassismo tutto italiano






Scuola: 10.000 gli edifici a rischio

Circa 10.000 edifici scolastici italiani (il 24% del totale) necessitano di interventi di manutenzione urgenti. Il 42% degli edifici è privo del certificato di agibilità statica. In Piemonte - dove oggi è crollato il soffitto di una scuola di Rivoli (Torino) - ben il 62% non ha l'agibilità statica. I dati emergono dal rapporto 'Ecosistema scuola 2008' di Legambiente, che ha indagato sulla qualità dei 42.000 edifici scolastici presenti su tutto il territorio nazionale, in cui vivono ben 9 milioni di cittadini. Alto, segnala Legambiente, è il numero di scuole (il 52,82%) costruite prima del 1974, anno in cui entrò in vigore la legge che prevedeva prescrizioni per le costruzioni in zone sismiche. Ed il 75% si trova in zona ad alto rischio sismico. Mentre il 48% è privo di certificato prevenzione incendi. Meno della metà degli edifici scolastici ha goduto di interventi di cura negli ultimi cinque anni.

Ecco, regione per regione, la quota di edifici che possiedono il certificato di agibilità scolastica.


REGIONI EDIFICI CON CERTIFICATO DI AGIBILITA' STATICA
----------------------------------------------------------------
Abruzzo 8,51%
Basilicata 100%
Calabria 35,34%
Campania 100%
Emilia Romagna 87,97%
Friuli Venezia Giulia 67,95%
Lazio 47,98%
Liguria 74,03%
Lombardia 31,38%
Marche 41,86%
Molise 100%
Piemonte 38,38%
Puglia 12,73%
Sardegna 100%
Sicilia 25,32%
Toscana 90,15%
Trentino Alto Adige 98,31%
Umbria 70,45%
Valle d'Aosta 100%
Veneto 65,09%

[ notizia tratta da ansa ]

La tragedia di questa mattina a Rivoli,cintura di Torino,è solo la punta di un iceberg,di edifici scolastici al limite del fatiscente la penisola ne è piena,in alcuni esistono infrastrutture di amianto,la tabella pubblicata dall'agenzia ansa fotografa la situazione,esistono regioni virtuose,altre in diffuso stato di abbandono,il nostro è un paese dove si trascura la sicurezza non solo sul lavoro,e quando si decide di appaltare lavori,immancabilmente i preventivi pattuiti si gonfiano inesorabilmente.

Dobbiamo poi scontrarci con le ripetute mancanze di risorse,dovute in buona parte all'evasione ed elusione fiscale,un esempio per nulla consono ma definisce l'attuale situazione,come un cane che cerca di rodersi la coda.

Per questi motivi la giovane vittima di stamattina e il suo compagno di scuola che rischia di rimanere paralizzato,paiono surreali e grottesche vittime di sacrifici tutte d'origine italiana.

La vittima 17enne,Vito Scafidi



@@ post inserito da Dalida @@

sabato 15 novembre 2008

Manifestazione antidecreto Gelmini,il parere di un ricercatore dell'Ispra



Le ragioni della lotta,contro il decreto Gelmini e i tagli che comporteranno,porteranno all'accantonamento di molti ricercatori,anni buttati via,verso una disoccupazione che porterà i migliori di loro ad opportunità di laboratori all'estero.

Come non investire nella ricerca,l'unica possibilità di crescita e sviluppo del nostro paese.

[ post inserito da Kenzo ]

sabato 8 novembre 2008

Andrea Camilleri,la Gelmini non è un essere umano

Camilleri, affondo contro la Gelmini
«Non è un essere umano»



Certo, lo avrà detto come un «paradosso letterario», lo avrà affermato scherzando, ma Andrea Camilleri ha lasciato un segno giovedì scorso al Mamiani, un liceo di Roma, quando ha sostenuto che per lui, l’ottantatreenne sempre in cima alla classifica dei romanzi più venduti, Mariastella Gelmini «di sicuro non è un essere umano».

E che «dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos’è». Frasi sottolineate da un titoletto sull’Unità e criticate ieri ad alta voce da non pochi esponenti dell’opposizione. Che pure, normalmente, contestano con durezza il ministro dell’Istruzione per la sua politica scolastica. Primo fra tutti il suo predecessore Giuseppe Fioroni, ora responsabile organizzativo del Pd: «Chi non rispetta la dignità delle persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche politiche, si comporta in modo grave. Soprattutto se si pensa che il nostro Paese vive da decenni un’emergenza educativa».

Giorgio Tonini, fedelissimo di Walter Veltroni, rincara la dose: «Quelle parole sono gravi non solo in sé, ma soprattutto perché sono state pronunciate davanti ai giovani. Per diventare cattivi maestri basta un attimo e guai se ci si spinge nel campo dell’intolleranza. Chi è più anziano dovrebbe capire che le parole sono come le pietre. Oltretutto si tratta di una scelta controproducente anche dal punto di vista politico: se Obama ha vinto negli Stati Uniti è anche perché ha usato un linguaggio mite e non ha mai insultato gli avversari». Ma a prendere nettamente le distanze dal linguaggio usato dall’inventore del commissario Montalbano sono anche esponenti della sinistra radicale.

Come Giovanni Russo Spena di Rifondazione Comunista: «La radicalità dei giudizi politici, che possono essere anche aspri e duri, non deve essere mai confusa con la semplice offesa personale, peraltro inefficace per i fini che si vorrebbero perseguire. Io sono sempre per un approccio politico rigoroso: dall’altra parte della barricata non ci sono mai nemici, ma solo avversari politici. Tanto per intenderci io quelle parole non le direi neanche al leghista Borghezio, che pure considero, senza giri di parole, decisamente razzista». E se la domanda viene posta all’ex direttore di Liberazione, oggi consigliere della Rai, Sandro Curzi, si incontra un uguale sconcerto, pur accompagnato dalle attenuanti del caso: «Certo è uno scrittore e bisogna vedere in che contesto ha detto quelle frasi.


Ma senza dubbio gli eccessi che ha espresso sono l’effetto di un netto deterioramento del linguaggio nel mondo della politica. Se un presidente del Consiglio arriva a dire certe cose, se parla di persone "appecoronate" e di presidenti "abbronzati" si capisce che anche altri possano prendersi qualche licenza».

[ notizia tratta dal Corsera ]

S'è lasciato andare l'istrionico scrittore-romanziere,evidentemente soffre moltissimo nell'osservare un paese allo sfascio,considerando l'età e la sua cultura non deve personalizzare in questo modo,la critica va benissimo,del resto i movimenti studenteschi stanno mobilizzandosi in queste ultime settimane.

A parer mio la ministra dell'Istruzione,è un essere umano,ma quelli di moda in questi tempi,portano alla ribalta il compitino messo in tasca da chi li comandano,se ne convincono e tirano dritti,un poltrona da protagonista in questi casi è assicurata.

Dall'homo sapiens,all'homo "compiacensis",non è latino corretto,ma rende l'idea




Vukic Vignette

@@ post inserito da Dalida @@

giovedì 30 ottobre 2008

Referendum contro il decreto Gelmini,un sicuro successo



Dal proclama di Walter Veltroni ieri,alla organizzazione dei tavoli,considerate le grandi manifestazioni degli studenti e la contestazione anche da parte degli addetti ai lavori,prof. e presidi degli istituti e degli atenei,assieme alle famiglie che non vogliono una scuola penalizzata e ancor più misera,penalizzata dai tagli per recuperare risorse venute a mancare per il taglio dell'Ici e degli enormi debiti di Alitalia,sicuramente tale iniziativa avrà un sicuro successo,molto presto saranno organizzati i tavoli raccolta firme,per la salvaguardia della democrazia,per una funzione migliore dell'istruzione e per non dirottare come vorrebbe l'attuale esecutivo,alla cultura solo per gli studenti più abbienti.

La scuola non dovrà essere considerata una merce nei programmi e nella cultura di questo paese.

Grazie per l'adesione nelle prossime settimane.



Cerchiamo tutti quanti di oscurare democraticamente questa immagine

[ post inserito da Kenzo ]

lunedì 27 ottobre 2008

Scuola riforma Gelmini,Il bel sapore antico del libro Cuore....



Maramotti vignette

Nell'ottocento il maestro unico aveva il suo fascino,teniamoci larghi fino a qualche decennio fa,il ritorno a tale figura unicamente per economizzare nella pubblica istruzione,equivale a farla scadere,siamo a buon livello d'istruzione e presi a modello in tutto il mondo,con le diverse figure che si alternano in cattedra portando ognuno di loro la propria cultura,far scadere tutto ciò è avvilente per tutto il paese,si potrà obiettare una stronzata più,una meno....scusate la volgarità,ma a volte è necessario.

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sabato 25 ottobre 2008

Pd day a Roma,tra studenti,lavoratori e facinorosi...




Vignette Maramotti

Ieri la Gelmini convoca gli studenti sbattendogli la porta in faccia,affermando che la sua riforma non è modificabile,"i facinorosi" sono ridiventati tali e si consoleranno in corteo fino al circo Massimo.

Le dirette televisive sul sito del Pd o su Youdem.

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mercoledì 22 ottobre 2008

Occupazione delle scuole,nuovamente voglia di scuola Diaz?



Non si placa la polemica politica sulla riforma dell'Istruzione del ministro Maristella Gelmini. La protesta che si esprime nelle scuole e nelle università «è assolutamente fondata» e il Pd se ne farà interprete con l'attività parlamentare, ha detto oggi Massimo D'Alema. «Le proteste in corso sono legittime - ha aggiunto - ma non si sa come evolveranno, non si potrà appoggiare qualsiasi tipo di manifestazione. L'insieme dei provvedimenti del governo configura sostanzialmente un taglio delle risorse dedicate alla scuola, all'università e alla ricerca scientifica con un danno molto grave per i ricercatori, per l'offerta formativa, per gli insegnanti. Quindi la protesta muove da ragioni serie».

Fioroni: tagli anche per le province autonome. Sulle polemiche è intervenuto anche l'ex ministro della pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, affermando che «la riforma Gelmini, ovvero la riforma Tremonti, è stata fatta senza progetto educativo ma soltanto per trovare 8,3 miliardi di euro. Questi tagli riguardano però anche le province autonome». Secondo Fioroni, si tratta di «una riforma che torna al passato. Chiudere gli edifici scolastici con meno di 50 alunni e le classi con meno di 10 alunni sarà una vera sfida in un territorio montano come l'Alto Adige. Questi tagli non potranno essere compensati neanche con i mezzi di una Provincia autonoma. Chiudendo le scuole alle 12.30 - ha detto l'ex ministro - i nostri figli finiscono davanti alla tv invece di mandarli in un'aula a perseguire l'eccellenza. In questo modo diventeranno meno cittadini e più consumatori».

[ articolo tratto dal Messaggero ]

La grave situazione delle scuole e degli atenei hanno mobilitato moltissimi studenti e professori,preoccupatissimi dei tagli con la scure verso la pubblica istruzione,dalla scuola elementare alle università,l'occupazione momentanea degli istituti la ritengo personalmente obbligatoria,la volontà dell'esecutivo è di risparmiare notevolissimi fondi,ma così facendo si ridurrà l'istruzione già dall'infanzia ad una realtà misera,considerata l'attuale situazione.

Se il premier minaccia l'intervento delle forze dell'ordine,molto probabilmente la situazione diventerà guerriglia,ai preoccupati studenti si aggiungono i tagli ai moltissimi insegnanti precari,una miscela esplosiva che avrà delle conseguenze inimmaginabili.

Se il recupero dell'Alitalia e i debiti lasciati alla collettività,devono essere recuperati anche in questo modo,davvero è un paese in una brutta piega.

Il ricordo della scuola Diaz,seppur per altri motivi è sempre vivo.

L'intervento simpatico ma deciso della solita terribile Luciana Littizzetto



@@ post inserito da Dalida @

mercoledì 8 ottobre 2008

La Gelmini è già Santa....copiatevi la santina!!!



Dalle scuole dell'infanzia all'università, centinaia di insegnanti, genitori e studenti della capitale si sono dati appuntamento davanti a Montecitorio per "bocciare" il decreto Gelmini che prevede la reintroduzione del maestro unico e tagli al tempo pieno. In strada anche gli alunni piu' piccoli, arrivati alla chiusura delle lezioni. I manifestanti protestano con fischi, cori, striscioni, slogan gridati dai megafoni, volantini e vignette ironiche contro il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, e contro il governo.



Un pensierino prima di addormentarvi,non ho idea se avrete gli incubi,sicuramente i futuri promoter turistici,chissà quando e chissà dove,non la penseranno.

@@ post inserito da Dalida @@

domenica 5 ottobre 2008

Scuola elementare,verso lo sciopero generale e i metalmeccanici sono sul piede di guerra



La manifestazione di ieri a Torino

Una massa straordinaria di gente, un corteo che per una manciata di metri non è diventato un enorme girotondo: quando la testa era ai Giardini Reali, la coda del serpentone si muoveva appena da piazza Castello lungo via Po, piazza Vittorio, via Bava, corso San Maurizio. I diecimila previsti l’altroieri da Cgil, Cisl, Uil e Snals ieri, sono praticamente quadruplicati. L’informazione fatta dai sindacati, dai Coordinamenti Genitori, da associazioni di insegnanti come il Manifesto dei 500, così come da Cub, Cobas e Gilda, ha funzionato. Venticinque-trentamila secondo la questura, quarantamila la stima degli organizzatori.

Stima quanto mai verosimile anche perché tantissimi partecipanti alla manifestazione contro i provvedimenti dei ministri Tremonti & Gelmini di taglio alla scuola erano piccoli e difficilmente quantificabili: bambini portati in piazza da madri e padri preoccupati per la futura qualità e organizzazione dell’istruzione italiana. Ieri insomma, protagoniste sono state le famiglie, italiane e straniere, a braccetto con maestre e maestri, dirigenti scolastici, docenti di liceo, studenti dei collettivi «Assemblea studenti/studentesse No Gelmini». La protesta organizzata dai sindacati - presenti anche i partiti della sinistra, docenti e ricercatori universitari - si è immediatamente rivelata trasversale alle condizioni economiche, alle categorie professionali, alle scelte elettorali, alle scuole del centro, della periferia, della provincia.

E se praticamente tutte le scuole dell’obbligo torinesi hanno portato in piazza una folta rappresentanza, anche dalla provincia e addirittura dalla regione sono arrivati numerosissimi. I cartelloni e gli striscioni contro i tagli, il maestro unico, la politica arrogante, erano stati colorati a Ivrea, Vistrorio, Sciolze, Bruino, Chiaverano, Alessandria, Biella, Settimo, Nichelino (l’assessore all’Istruzione è sfilato con la fascia tricolore), Moncalieri, Bricherasio, Chieri e via elencando. «Matilde oggi fa tante cose, l’anno prossimo non farà più laboratori, gite. Niente», diceva Gianni Salza, insegnante e genitore dell’elementare Battisti di Pinerolo, accarezzando la figlia. «Con le classi di 30 e anche più bambini e il maestro unico saremo chiusi nelle scuole, un modo di insegnare che non ci appartiene più. Noi maestri saremo divisi in due categorie: tuttologi e tappabuchi per qualche ora».

Carla Varriale mamma dell’elementare Parri, 3 figli, è casalinga. «Questo governo vuole abbassare il livello culturale dei nostri figli, togliere lavoro agli insegnanti e creare difficoltà ai genitori. Io non ho problemi a tenermi a casa i bambini. Ma per fare cosa? I ragazzi devono imparare tante cose, fare attività diverse in un’orario ridotto all’osso non sarà possibile». Un pensiero simile a quello di Rosalia Vivacqua, mamma del 4° Circolo di Pinerolo: «Sono disoccupata, se mia figlia non avrà più il tempo pieno assicurato dallo stato, cosa faccio? Non sono d’accordo con una scuola dove i cittadini non sono uguali e dove la qualità è assicurata solo a chi può pagare». Dal palco, intanto, l’assessore regionale all’Istruzione Gianna Pentenero, rappresentando anche la presidente Marcedes Bresso, rassicurava genitori e insegnanti: «La Regione sarà al vostro fianco portando le vostre istanze nelle sedi istituzionali. In luglio il ministro Gelmini ci ha promesso incontri e consultazioni, in effetti non ne abbiamo più saputo nulla. Con i provvedimenti adottati distruggerà la scuola elementare e dell’infanzia».

[ da la stampa web ]

Davvero illuminante il provvedimento governativo della Gelmini,si vuole modificare con i tagli,poichè il maestro unico questo significa,una scuola primaria la quale è statisticamente tra le migliori al mondo,la voglia di privatizzazione da parte di questo esecutivo è spasmodica,e non solo verso la pubblica istruzione,la sanità e gli ospedali saranno le prossime "avventure".

Non garantire alle famiglie il tempo pieno per i figli,significherà che il servizio sarà privatizzato,con figure di dubbia professionalità per l'educazione degli infanti e soprattutto se lo dovranno pagare le famiglie stesse.

Il progetto di convertire i supplenti,precari per decenni interi,a occupazioni legate al turismo,è fumoso e personalmente lo ritengo l'anticamera della disoccupazione integrale.

Con la Marcegaglia e la confindustria che se ne impippa del dissenso della Cgil,a riguardo delle disposizioni unilaterali sulle solite richieste di elasticità dei lavoratori metalmeccanici,si prospetta un autunno molto caldo.

[ post inserito da Kenzo ]

martedì 16 settembre 2008

Vignetta Mauro Biani,strumentalizzazioni dell'infanzia col boomerang



Se esiste una realtà funzionante in Italia,è la scuola elementare,riconosciuta da più parti al mondo,per funzionalità e apprendimento dei bambini,accanirsi contro tutto ciò è definibile con un concetto ormai datato.

DILETTANTE ALLO SBARAGLIO

La maestra unica è la volontà di tagliare un buon numero di posti di lavoro,il tempo pieno sarà garantito da figure esterne,e il costo di tutto ciò,sarà accollato alle famiglie.

Probabilmente la prossima tappa,sforbiciante,potrebbe essere la Sanità,con i problemi tuttora presenti,di carenza di personale,basta poco per dargli il colpo di grazia!!!

P.s.

Il boomerang citato nel titolo,è una speranza personale,forse finalmente molte persone si renderanno conto in che mani siamo....

## posted by marlow ##

domenica 14 settembre 2008

La fabbrica degli ignoranti,a cura di Giovanni Floris

Giovanni Floris denuncia in un libro il Medioevo della scuola





Ha avuto il suo momento di gloria sul web la lezione di quel giovane manager che incitava all'orgoglio aziendale nel nome di Waterloo, da lui giudicata la più grande vittoria di Napoleone. Può capitare che a un esame giornalistico ci sia chi, interrogato su Garibaldi, se la sbrighi dicendo che «vestiva la camicia rossa». Può capitare per un onorevole l’America sia stata scoperta nel 1892. Storie di ordinaria ignoranza che riguarda la classe manageriale, quella politica, certo giornalismo. Per Giovanni Floris gli esempi non riguardano solo il decadimento della nostra classe dirigente. Sono l’espressione di uno scadimento generale dei nostri standard educativi, in un Paese dove il 19% dei laureati scrive a fatica due righe in italiano e non è in grado di comprendere le indicazioni per l’uso di un’aspirina.

Il dolente pellegrinaggio di Floris è anche la mappatura fedelissima e impietosa de La fabbrica degli ignoranti (Rizzoli), cioè la scuola e l’Università valutate per ciò che costano e producono, per il modo con cui gestiscono le risorse. Cosa ha dietro di sé l’ignoranza diffusa, cioè «l’incapacità di maneggiare gli strumenti della conoscenza, della cultura, la fatica nel capire e farsi capire»? Un esercito di docenti senza alcuna prospettiva, carriere immobili e nessun riconoscimento del merito in una professione che è la più itinerante, «siamo diventati tappabuchi, low cost, badanti di studenti».

Realtà di una burocrazia impazzita, con taglio di fondi e aumenti di sprechi. Dove può accadere che a Napoli, tra 13mila dipendenti, non si riescano a trovare i due bidelli necessari a far andare avanti una scuola. E che nel Friuli ci sia un turnover di professori (precari) per cui in una scuola i docenti cambino ogni anno. Il tutto in una situazione dove la mancanza di orientamento per gli studenti è una vergogna nazionale, con intere generazioni allo sbando, in una comunità scolastica «non selettiva, ma cinica». Essa premia i figli dei ricchi e penalizza quelli dei poveri che magari «sono bravi, ma sono soli, senza aiuto», senza sostegno e così a laurearsi sono i figli dei ricchi i cui studi sono pagati dagli altri, che si perdono per strada dopo essersi iscritti.

La denunzia di Floris è davvero incalzante e intransigente, straordinariamente ricca di “documenti” distribuiti tra l’antologia di articoli, lo scavo intelligente sulle “sorprese” di Internet, le selezionate opinioni di esperti sulla paralisi della scuola e le cure necessarie. E tutto converge in una «emergenza sociale» e riguarda, attraverso il modello dell’esperienza scolastica, il declino di convivenza civile, prassi politica, innovazione culturale. Floris sa bene che quello sulla scuola è un investimento a lungo termine: spendere oggi può alleggerire il presente di chi lavora nella scuola.

Ma se spendi bene, avrai i frutti tra dieci o venti anni, non puoi incidere immediatamente. A fronte di questi grandi temi egli avanza tre proposte “minimali”. Sono la possibilità di scelta della sezione da parte dell’alunno per “il riconoscimento del valore del singolo insegnante”. Il ripristino del voto in condotta che anticipa la riforma della Gelmini. L’istituzione di una Carta Atena destinata ai consumi culturali dei docenti. Piccole, provvisorie “cure” per un malato tanto grave, gravissimo...

dal messaggero web

Aggiungo personalmente,che il problema è senza dubbio la formazione sui banchi di scuola,ma è solo una visione parziale,se l'imbarbarimento e l'ignoranza,di pari passo con l'egoismo e il " virtuosismo" dell'essere coatto,non è nient'altro che la deriva dei modelli mediatici a cui le nuove generazioni fanno riferimento,un bombardamento intensivo fin dai primi anni di vita,dove il successo,l'affermazione a prescindere,sono i temi ricorrenti e proposti soprattutto dalla televisione,se per aver successo ci si deve proporre da cafone e sullo stile,vince chi è più aggressivo,dalla scuola non si possono attendere miracoli educativi,possono essere al massimo come le classiche pezze cucite su un abito,comunque la si veda,risulterà miserevole.

I frutti a cui accenna Floris,ovvero gli investimenti educativi,da chi dovrebbero essere proposti,da un governo che ha su questi temi,un enorme conflitto d'interessi per caso!!!

Non solo gli studenti o le nuove generazioni sono poco informate,ecco degli esempi sulla nostra classe dirigente politica,non sono tutti così ovviamente...



[ post inserito da dalida ]

mercoledì 10 settembre 2008

Vignette e pensieri sulla pubblica istruzione



Anche se la Ministro Gelmini ha rassicurato che i maestri e professori precari saranno dirottati verso mansioni da operatori turistici.

Solo il futuro dirà se saranno appagati e soprattutto occupati....



I corsi di formazione potrebbero avere questi sviluppi

[Vignette Maramotti]





[Mauro Biani vignette]

pubblicato da Kenzo