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giovedì 31 dicembre 2009
Mezza Italia non sa più che farsene della politica

[ dall'inserto satirico ]
Sondaggio Lorien: 2 punti in più al Pdl 1 in meno all’Idv
di Paola Zanca
Mezza Italia discute della statuetta del Duomo, del sangue al naso di Berlusconi, del dialogo sulle riforme, della lite pugliese tra Vendola e Emiliano. L'altra metà li guarda con gli occhi sbarrati. Non capisce. Ha altro a cui pensare. Basta guardare i dati dell'ultima rilevazione dell'Osservatorio Politico Nazionale per capire che il 2009 si chiude con una parola: distanza. Distanza dalla politica, dai partiti, dal dibattito pubblico così come siamo abituati a conoscerlo dai giornali e dalla tv. Gli italiani parlano d'altro. Del lavoro che non c'è, delle case impossibili da trovare, dell’inquinamento, dei cantieri infiniti, dei treni in ritardo. Il 40 per cento degli italiani, alla domanda su quali siano le loro intenzioni di voto, non risponde. E non si tratta di reticenza, non ha niente a che vedere con i giri di parole per cui “il voto è segreto”. Non risponde semplicemente perché non ha nulla da dire. Non gli interessa , dice: “Preferirei parlare dei miei problemi”. “Rispetto al solito – spiega Antonio Valente della Lorien Consulting, che ha condotto il sondaggio – rileviamo una resistenza maggiore dei cittadini ad esprimerci il loro orientamento politico-elettorale . Le ragioni sono due: da un lato una stanchezza, un fastidio rispetto ai toni accesi dell’arena politica, dall'altro la consapevolezza che la comunità vive problemi più impellenti rispetto a quelli al centro del dibattito politico”. La distanza, però, non è solo dovuta all'amarezza perché in Parlamento si parla di tutto tranne che del Paese reale. È convinzione che la politica quei problemi che gli italiani sentono come urgenti non li può risolvere. Non a caso, la preoccupazione per casa, lavoro e bollette lievita tra chi è indeciso. Più hai problemi da risolvere e meno senti vicina la politica. Come a dire: non sono loro che mi possono aiutare. Solo il 60 per cento dei cittadini ha la voglia e le idee chiare per dire chi voterà. Un livello “sensibilmente basso”, dicono i sondaggisti, rispetto a questa fase della legislatura. Il dato è destinato a crescere in campagna elettorale, ma l’indagine, condotta nell'ultima settimana di dicembre, risente anche della stretta attualità. Da una parte le candidature alle regionali, dall'altro il dibattito sul “clima d'odio” che, secondo la maggioranza, è sfociato nell'aggressione al presidente del Consiglio. Tra chi esprime la sua intenzione di voto, quei fatti qualcosa hanno significato. L'opposizione ha tenuto, nonostante l'Italia dei Valori abbia perso un punto percentuale dopo i fatti di piazza Duomo. Il partito di Di Pietro – indicato, insieme a Il Fatto e al gruppo Espresso, come mandante morale dell'aggressione – scende dall'8 al 7.1 per cento, mentre il Pd resta stabile al 28 per cento, guadagnando due punti in più rispetto alle Europee di giugno. In leggera crescita l'Udc (il 6.9 per cento voterebbe Casini) che dunque non ha risentito dell'entrata in scena dell'Api di Rutelli. Chi ci guadagna è Berlusconi. Paradossalmente, la coalizione che è al governo – e dunque è responsabile di quella “distanza” dal Paese reale avvertita dai cittadini – non perde colpi. Soprattutto dopo l'aggressione. Se un anno dopo le elezioni il Pdl aveva mostrato la sua prima – minima – battuta d'arresto (circa l'1 per cento in meno), il volto insanguinato del premier si è tradotto in un due per cento in più, rosicchiando anche qualcosa alla Lega, che da giugno a oggi ha perso l'1 per cento dei suoi potenziali elettori.

Una sensazione e una realtà presente anche su questo blog,al momento i partecipanti del blog Freedom & Travel non saprebbero chi scegliere e addirittura se recarsi alle prossime elezioni.
Possiamo augurare a malincuore,ma dobbiamo dare atto,che "meno male che Silvio c'è"per i suoi elettori,naturalmente,anche il motivetto della canzone a suo nome,diventerà partecipativo di chi lo sostiene,l'autore ora impegnato alla modifica del ritornello,sta impazzendo e passando le notti in bianco per trovare la quadra.
La modifica sarà organizzata sul " Noi",non vediamo l'ora che vi sia la prima!!
Ma un ritornello val bene un regno
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mercoledì 30 dicembre 2009
Il disabile fatto scendere dal treno,tanto rumore per nulla
@ Dalida @

ROMA - Un caso da prima pagina. La storia del ragazzo senza braccia e senza biglietto, raccontata nell'articolo di Shulim Vogelmann, su Repubblica. Un diversamente abile che, privo di biglietto perché impossibilitato a farlo, aveva mostrato i soldi al controllore. Per poi essere costretto a scendere dalla polizia ferroviaria alla stazione di Foggia nel silenzio degli altri passeggeri.
Questa mattina un primo comunicato. "Quanto descritto nell'articolo pubblicato da la Repubblica merita tutta l'attenzione del Gruppo Ferrovie dello Stato, che porge comunque le sue scuse al passeggero". Sul nostro sito, centinaia di commenti e interventi. E l'indignazione di tutte le forze politiche.
La versione delle Ferrovie dello Stato. Sulla base dei primi rilievi della propria indagine interna, le Fs hanno in serata affermato: "Il viaggiatore non è mai stato fatto scendere dal treno, il biglietto gli è stato acquistato a Foggia dal personale di bordo. Il Gruppo Fs è da sempre attento e sensibile ai diritti dei diversamente abili".
La capotreno in servizio sull'Eurostar 9354 Bari-Roma di domenica 27 dicembre, durante le operazioni di controllo dei biglietti ha riscontrato che un viaggiatore privo del braccio sinistro ma in grado di parlare in modo corretto, era senza biglietto. L'ha quindi informato delle regole di ammissione sul convoglio. "Considerata la particolare condizione del passeggero - si legge sul comunicato ufficiale delle Fs -, risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo è scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero".
Questo è confermato anche dalla nota della Polizia di Stato che riferisce: "il personale (...) agendo con tatto e umanità (...) ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno". La relazione della Polizia si chiude precisando che "il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari". Fs dichiara anche che proseguirà nell'approfondimento dei fatti fino al chiarimento definitivo della vicenda.
La testimonianza. Alcuni viaggiatori presenti alla scena hanno inviato le loro testimonianze sul sito di Repubblica.it. Secondo quanto scrive un testimone, l'atteggiamento degli altri passeggeri non è stato affatto indifferente. "Sono uno dei passeggeri che si trovava accanto al ragazzo nel 'famigerato' viaggio - si legge in uno dei commenti -. Mi permetto di rettificare l'articolo (...). E' vero, la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell'indifferenza dell'intero vagone è assolutamente scorretto - conclude -. Su richiesta della ragazza è infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento è stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalità self service senza ulteriori sovratasse".

ROMA - Un caso da prima pagina. La storia del ragazzo senza braccia e senza biglietto, raccontata nell'articolo di Shulim Vogelmann, su Repubblica. Un diversamente abile che, privo di biglietto perché impossibilitato a farlo, aveva mostrato i soldi al controllore. Per poi essere costretto a scendere dalla polizia ferroviaria alla stazione di Foggia nel silenzio degli altri passeggeri.
Questa mattina un primo comunicato. "Quanto descritto nell'articolo pubblicato da la Repubblica merita tutta l'attenzione del Gruppo Ferrovie dello Stato, che porge comunque le sue scuse al passeggero". Sul nostro sito, centinaia di commenti e interventi. E l'indignazione di tutte le forze politiche.
La versione delle Ferrovie dello Stato. Sulla base dei primi rilievi della propria indagine interna, le Fs hanno in serata affermato: "Il viaggiatore non è mai stato fatto scendere dal treno, il biglietto gli è stato acquistato a Foggia dal personale di bordo. Il Gruppo Fs è da sempre attento e sensibile ai diritti dei diversamente abili".
La capotreno in servizio sull'Eurostar 9354 Bari-Roma di domenica 27 dicembre, durante le operazioni di controllo dei biglietti ha riscontrato che un viaggiatore privo del braccio sinistro ma in grado di parlare in modo corretto, era senza biglietto. L'ha quindi informato delle regole di ammissione sul convoglio. "Considerata la particolare condizione del passeggero - si legge sul comunicato ufficiale delle Fs -, risulterebbe che la Capotreno si sia ulteriormente attivata per consentire al cliente di proseguire il viaggio sullo stesso treno e senza alcuna sanzione. Per questo è scesa durante la sosta a Foggia provvedendo a recarsi in biglietteria e acquistando il biglietto per conto del passeggero".
Questo è confermato anche dalla nota della Polizia di Stato che riferisce: "il personale (...) agendo con tatto e umanità (...) ha convenuto di adoperarsi in prima persona per regolarizzare il viaggiatore stesso per il medesimo treno". La relazione della Polizia si chiude precisando che "il disabile ha proseguito il suo viaggio a bordo dello stesso treno, in quanto la soluzione trovata dal personale di Trenitalia ha garantito, con indubbio buon senso, sia il diritto di assistenza e quello di mobilità del disabile, che la doverosa applicazione dei regolamenti ferroviari". Fs dichiara anche che proseguirà nell'approfondimento dei fatti fino al chiarimento definitivo della vicenda.
La testimonianza. Alcuni viaggiatori presenti alla scena hanno inviato le loro testimonianze sul sito di Repubblica.it. Secondo quanto scrive un testimone, l'atteggiamento degli altri passeggeri non è stato affatto indifferente. "Sono uno dei passeggeri che si trovava accanto al ragazzo nel 'famigerato' viaggio - si legge in uno dei commenti -. Mi permetto di rettificare l'articolo (...). E' vero, la ragazza e i due agenti della Polfer saliti alla stazione di Foggia si sono rivolti al giovane romeno con toni francamente evitabili, ma parlare dell'indifferenza dell'intero vagone è assolutamente scorretto - conclude -. Su richiesta della ragazza è infatti intervenuto un altro controllore e il suo comportamento è stato ineccepibile. Ha evitato che il ragazzo disabile pagasse la tratta precedente (a suo rischio) e si è impegnato personalmente a comprargli il biglietto con la modalità self service senza ulteriori sovratasse".
[ da La repubblica ]
Il decennale di Bettino Craxi e l'intervista a Saverio Borrelli

“STUPORE E AMAREZZA”
L’ex capo di Mani Pulite, Borrelli, interviene sulle celebrazioni per il decennale della morte di Craxi
di Antonella Mascali
Francesco Saverio Borrelli è stato il capo del pool mani pulite di Milano. Un punto di riferimento per tutti i magistrati anti corruzione di quella stagione degli anni ’90, iniziata con l’arresto di Mario Chiesa. Molti di loro, ancora in procura, lo rimpiangono. Borrelli, di fronte alla concreta possibilità che si intitoli una strada o un parco a Bettino Craxi non si stupisce “per i tempi che corrono”, ma quando gli parliamo, esercita il suo diritto all’indignazione.
“Sono amareggiato di questa proposta e anche sconcertato perché Bettino Craxi, se vogliamo restare ai fatti, è stato un imputato condannato con sentenza definitiva per reati notevolmente gravi e che si è sottratto all’esecuzione della pena. E’ andato all’estero da latitante e da latitante è morto. Prima di pensare a dedicargli una strada, forse sarebbe bene considerare questa sua posizione di latitante”.
A dire il vero in molti parlano di esilio, non di latitanza.
“Purtroppo questa condizione di latitante non fa più impressione perché, ahimè, ci siamo abituati nel tempo a tenere sempre in minor conto quello che è il rispetto della legalità. Un rispetto non solo formale, ma un rispetto sostanziale del principio della legalità . E in questo concetto si inserisce il rispetto delle pronunce della magistratura, che è l’organo istituzionalmente deputato a stabilire ciò che è legale da ciò che non lo è. Ma non mi stupisco di questa sorta di desensibilizzazione verso le regole, visto i tempi che corrono”.
Che tempi sono?
“Sono tempi in cui l’interesse personale e di parte prevale su qualsiasi considerazione”.
Cosa pensa della possibilità che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano potrebbe partecipare a una cerimonia in onore di Craxi nell’aula del Senato?
“Credo che la risposta sia implicita in quello che le ho detto. Il significato storico di determinate personalità, lo si può valutare opportunamente soltanto dopo che è passato molto, molto tempo, e dopo che si sono spente quelle che potevano essere le polemiche, le considerazioni legate all’attualità. Quindi mi stupisce che in Senato si faccia per Bettino Craxi, che è forse l’unico personaggio politico morto da latitante all’estero, una cerimonia alla quale addirittura si pensa che possa partecipare il capo dello Stato. Ma per il rispetto che ho delle istituzioni e del presidente della Repubblica, aggiungo che se parteciperà, vorrà dire che avrà le sue buone ragioni”.
Il figlio di Bettino Craxi, Bobo, ha dichiarato che deve “mettersi il cuore in pace”, per la via di Milano dedicata al padre e che tanto a lei “dedicheranno il Teatro alla Scala, ma spero più in là, nel tempo”.
“Con queste parole è convinto di aver detto una spiritosaggine? Il figlio di Bettino Craxi dovrebbe ricordarsi che è stato da me querelato per un’affermazione che aveva reso circa i miei rapporti con suo padre e con la segreteria del partito socialista, e che è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a un modesto risarcimento per il danno. Ma ancora non si è messo a disposizione per il pagamento di queste spese da lui dovute. Si è sottratto persino ai pignoramenti. Quindi non mi sembra che sia la persona più qualificata a parlare di me”.

Dopo la rifondazione del partito dell'amore,rifondazione poichè la titolare dell'idea fu Cicciolina ai bei tempi dei pitoni!
Dopo i buoni intenti di riforme colte da D'Alema e con l'eco del fido Bersani,una occasione molto ghiotta del calumet della pace tra i due poli,non poteva che essere il decennale della scomparsa di Craxi fuggito ad Hamamet,non da esule,bensì da latitante.
Non poteva mancare anche la brillante idea della Moratti a Milano,di dedicare via o parco,direi che potrebbero fare l'ambo,ormai la beatificazione è in agenda a furor di politica.
Nel caso non aveste sentito dichiarare cosa pensano di Craxi,D'Alema,Fassino e Veltroni,non vi auguro di sentire le testimonianze,ma se dovesse capitarvi nel caso foste elettori del Pd,molto probabilmente in cabina elettorale vi verrebbero molti dubbi,anzi molto prima...
Quando penso al socialismo italiano,mi vengono in mente solo due nomi fondamentali.
Nenni e Pertini
Tutto il resto non mi riguarda,le brutte vicende tendo a rimuoverle
&& S.I. &&
martedì 29 dicembre 2009
L'energia nel prossimo futuro sfrutterà l'elementare processo di fotosintesi clorofilliana
I pannelli solari saranno sostituiti tramite questa nuova tecnologia

La natura utilizza l'energia del sole per la sua produzione. Alcune alghe possono produrre idrogeno dall'acqua con l'aiuto di energia solare. Quindi perché non imitare la natura per produrre energia rinnovabile senza danneggiare l'ambiente? L'Unione europea dona alla ricerca europea per una spinta verso tale tecnologia,assegnando € 1,8 milioni
La fotosintesi delle piante è stata per lungo tempo studiata per la comprensione dei meccanismi di base e quindi per l'applicazione di questa naturale trasformazione per la produzione di energia.
Oggi, l'idrogeno è considerato come una delle forme più promettenti di combustibile per il futuro. Una nuova rete europea, SOLAR-H, cerca di riunire competenze provenienti da diversi campi.
"La rete è costituita da laboratori che aiutano i vari studi di sperimentazione nel mondo in un ampio spettro di settori, dalla biologia molecolare, biochimica, chimica di sintesi e di chimica fisica", spiega il professor Stenbjörn Styring presso la Sezione per Biomimetica all'Università di Uppsala.
"La rete è costituita da laboratori che aiutano i vari studi di sperimentazione nel mondo in un ampio spettro di settori, dalla biologia molecolare, biochimica, chimica di sintesi e di chimica fisica", spiega il professor Stenbjörn Styring presso la Sezione per Biomimetica all'Università di Uppsala.
Ha recentemente trasferito a Uppsala da Lund University, insieme al suo team di ricerca, e ora sarà il coordinamento della rete, che è stato avviato in Svezia e il Consorzio per la fotosintesi artificiale. Con il passaggio a Uppsala il Consorzio sarà ora in grado di raccogliere la maggior parte delle sue attività di ricerca presso una università, che in precedenza era stato diviso in tre diversi settori.
"Ora abbiamo circa 40 persone raccolte a Uppsala e sono pieni di entusiasmo per il futuro", aggiunge.
Ampliando le conoscenze, il team di Uppsala sarà in grado di applicare molti approcci diversi contemporaneamente. Lindblad squadra è studiare i cianobatteri viventi (una specie di alga) e sta modificando il loro metabolismo a livello genetico,in modo da produrre idrogeno senza assorbirlo allo stesso tempo.
Ampliando le conoscenze, il team di Uppsala sarà in grado di applicare molti approcci diversi contemporaneamente. Lindblad squadra è studiare i cianobatteri viventi (una specie di alga) e sta modificando il loro metabolismo a livello genetico,in modo da produrre idrogeno senza assorbirlo allo stesso tempo.
Styring capo di una squadra che sta studiando i meccanismi della fotosintesi naturale a livello biochimico, mentre un terzo team guidato da un gruppo di giovani scienziati sono impegnati a sintetizzare le molecole complesse necessarie per imitare il processo naturale. Nella squadra Leif Hammarström, le reazioni rapide e complesse possono essere studiate usando una serie di differenti metodi fisici di misura.
"Pensiamo che la fotosintesi artificiale ha un enorme potenziale, anche se resta da dimostrare. E 'una sfida scientifica e, se riusciremo, il mercato sarà gigantesco ".
"Pensiamo che la fotosintesi artificiale ha un enorme potenziale, anche se resta da dimostrare. E 'una sfida scientifica e, se riusciremo, il mercato sarà gigantesco ".
Altri laboratori in SOLAR-H sono in Francia, Germania, Ungheria, Paesi Bassi e Svizzera,senza dimenticare la ricerca americana a tal proposito,addirittura forse più avanti degli studi europei,precisamente nei laboratori del Tenessee.
@ Dalida @
La meraviglia dell'occidente,in Cina si condanna a morte per spaccio di droga

Akmal Shaikh
L'ANNUNCIO DEL PREMIER BRITANNICO BROWN
La Cina giustizia un cittadino britannico
Akmal Shaikh era stato condannato per traffico di droga
MILANO - Il premier britannico Gordon Brown ha annunciato che la Cina ha eseguito la pena di morte nei confronti del cittadino britannico Akmal Shaikh, 53 anni, condannato nel novembre 2008 per traffico di droga dopo essere stato trovato con quattro chili di eroina. In un comunicato, Brown ha condannato «nel modo più assoluto» l'esecuzione capitale di Shaikh. «Sono scandalizzato e deluso che le nostre richieste insistenti di clemenza non siano state esaudite», ha dichiarato il primo ministro britannico. La famiglia di Shaikh sosteneva che il condannato a morte era affetto da una grave malattia mentale che lo avrebbe reso un complice inconsapevole di una banda di trafficanti. Il governo britannico aveva chiesto più volte che l'uomo venisse sottoposto a una approfondita analisi psichiatrica. Shaikh è il primo cittadino europeo a essere giustiziato in Cina in 50 anni.
[ da Corsera ]
A corrente alternata l'occidente s'accorge dei mancati diritti della persona in Cina,in questo caso fa notizia la condanna a morte del cittadino inglese,arrestato per possesso di eroina,4 chili per la precisione,"non una modica quantità",bastasse questo per uccidere un uomo.
Dopo le Olimpiadi svolte due anni fa,destinate ad un paese che non era degno di ospitarle,e che il sottoscritto non le ha viste con rammarico, un paese considerato il nuovo "eldorado" dell'economia in questo caso,dove gli investimenti occidentali sono diventati una rincorsa come nel vecchio west,ora ci si indigna dopo la condanna a morte di uno dei nostri,dimenticando che tale pratica è quotidiana,dove la "giustizia cinese" dopo processi sommari fa pagare la pallottola ai familiari del condannato a morte,e la tradizione cinese,dedita al non si butta via nulla,pare che organizzi anche il traffico degli organi tramite gli stessi.
Tutto ciò risultano addirittura una bazzecola,prendere atto dei confini del web organizzato dal potere in Cina,sono moltissimi gli internauti nello sconfinato paese,ma digitando google o qualsiasi altro motore di ricerca,risultano assai limitate le loro ricerche,la libertà d'informazione è una chimera nell'attuale locomotiva economica del pianeta.
Vale chiaramente per la libertà di religione e soprattutto per la politica,ma ci si tura il naso su tutto,e una tantum l'occidente si indigna,oltre tutto su una persona con problemi mentali,tranne fischiettare girato l'angolo....
&& S.I. &&
lunedì 28 dicembre 2009
Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,l'inciucismo "efferato" di D'Alema
Il testo integrale dell'intervento
Buongiorno a tutti, mi scuso, ma sono giù di voce e un po’ raffreddato. Credo che, per riuscire a capire quello che sta succedendo e quello che potrebbe succedere nell’anno prossimo, dobbiamo focalizzare alcuni personaggi e credo che lo faremo nelle prossime settimane.
Il re dell'inciucio (espandi | comprimi)
Uno di questi, protagonista dell’inciucio prossimo venturo, anzi in pieno corso con il Partito dell’Amore è Massimo D’Alema. Massimo D’Alema ormai non riesce più a nascondere neanche per trenta secondi quello che vuole fare, perché è arrivato a un tale livello di inciucismo che gli scappano gli inciuci anche senza volerlo e quindi l’altro giorno, quando una giornalista gli ha chiesto se siamo nuovamente in clima di inciucio, lui ha risposto “ beh, insomma, gli inciuci non sono mica sempre stati soltanto delle cose negative: per esempio, Togliatti ne fece di positivi, perché a volte gli inciuci servono”.
In realtà quello che serve ogni tanto è qualche compromesso, possibilmente non al ribasso, ma al rialzo, in nome di valori e infatti D’Alema si riferiva al compromesso fatto da Togliatti con il mondo cattolico al tempo del concordato, anzi della conferma del concordato di Mussolini, che fu inserito nella Costituzione italiana, d’accordo con i comunisti: una scelta che si può discutere, io per esempio sono contrario ai concordati e sono per il principio cavouriano, libera chiesa e libero Stato, senza che ci siano particolari accordi né privilegi tra il potere temporale della chiesa e lo Stato italiano, ma insomma questo non era certamente un inciucio che salvava gli interessi di bottega di qualcuno, l’accordo tra comunisti e cattolici a proposito dei rapporti tra Stato e chiesa. Quello di cui stiamo parlando oggi non c’entra niente con i principi, non c’entra niente con la religione, non c’entra niente con le idee: c’entra con la bottega, la solita o le solite, perché qualcuno un giorno o l’altro magari ci spiegherà che cosa ci guadagna la bottega del centrosinistra a darle tutte vinte a Berlusconi.
D’Alema poi, dato che ormai è regolarmente il primo sospettato di ogni inciucio e ci mancherebbe altro, se ne è uscito, in un’intervista, in una chiacchierata con il vicedirettore de L’Unità, con questa frase: “ quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”, evidentemente ha un principio di Alzheimer, speriamo di no! Non si ricorda più quello che ha fatto fino a poco prima e allora questa rubrica, questo Passaparola è felice di rinfrescare la memoria sbiadita e annebbiata di Massimo D’Alema.
La carriera di Massimo D’Alema è iniziata nella notte dei tempi, come tutte le carriere di tutti i politici italiani, che sono lì poco poco da venti anni, quando non da trenta. Lui è nato nel 1949 a Roma, aveva un padre che era un grande personaggio, che ha fatto parte delle Commissioni Consiliari d’inchiesta sia sulla P2 e sia sul caso Sindona, esattamente l’opposto di come è venuto poi fuori il figlio: il padre era uno che combatteva contro i poteri occulti, con i rappresentanti dei quali poi il figlio si è spesso messo d’accordo e sta nuovamente per mettersi d’accordo. Maturità classica, giornalista, non si è laureato, anche se ha studiato un po’ a Pisa, ha detto lui di aver tirato delle molotov, ma c’è chi dubita perfino di quello: si pensa che se ne sia vantato, ma che poi non le abbia tirate davvero, come se quello fosse un vanto, tra l’altro; è deputato dal 1987, è stato vicesegretario del PDS subito dopo che Occhetto cambiò il nome e la natura del Partito Comunista dopo il crollo del muro di Berlino e poi fu segretario nel 94, dopo che il centrosinistra perse rovinosamente prima le elezioni politiche di marzo contro Berlusconi e poi ulteriormente le elezioni europee di giugno. Occhetto si dimise: caso piuttosto raro un politico che perde le elezioni e si dimette, infatti è stato subito raso al suolo Occhetto, proprio perché chi si dimette per aver perso le elezioni va fatto scomparire, di modo che non dia il cattivo esempio agli altri, che invece di elezioni ne hanno perse dieci o dodici, ma ci hanno fatto sopra una carriera. D’Alema diventa segretario nel 94 e poi nel 97 diventa Presidente della bicamerale, nel 98 Presidente del Consiglio fino al 2000 e poi, con il ritorno di Prodi al governo nel 2006, D’Alema diventa Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri. Dunque è in Parlamento da.. legislatura 87, legislatura 92, legislatura 94, legislatura 96, legislatura 2001, legislatura 2006, legislatura 2008, sono sette legislature al Parlamento italiano, più una legislatura al Parlamento europeo, non male. “Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”.
Rapidamente, la carriera di D’Alema è così composta: disastri su disastri dal punto di vista personale, non ne ha mai azzeccata una e, nello stesso tempo, vantaggi su vantaggi dal punto di vista di Berlusconi, per cui D’Alema è una specie di Re Mida che tutto quello che tocca diventa oro per Berlusconi, invece diventa letame per quanto riguarda il centrosinistra e anche il povero D’Alema, che ha collezionato più fiaschi di una cantina.
Il primo inciucio: salviamo Rete 4 (espandi | comprimi)
Comincia subito, dicevo, con gli accordi sottobanco alla fine del 94: sopra il banco sfiducia il governo Berlusconi insieme a Bottiglione, allora leader del Partito Popolare e a Bossi, che rovescia il governo di cui faceva parte nel dicembre del 94. Alla vigilia di quell’appuntamento, ossia della caduta del primo governo Berlusconi il 22 dicembre 94, c’è una sentenza della Corte Costituzionale, la quale stabilisce un principio antitrust, correggendo la Legge Mammì, cioè la Corte Costituzionale stabilisce che la legge Mammì è incostituzionale laddove consente alla Fininvest di avere tre reti televisive, quindi impone che Fininvest scenda a due; a quel punto, subito dopo, cade il governo Berlusconi.
Berlusconi, dopo soli sette mesi dal suo ingresso in politica, si sente già spacciato, perché è caduto il suo governo, il suo alleato Bossi l’ha mollato e comincia a chiamarlo “ il mafioso di Arcore”, cioè comincia a capire, dall’altro lato nasce un governo Dini che, per volontà di Berlusconi, sta in piedi senza i voti di Berlusconi, di Alleanza Nazionale e del CCD , che all’epoca era il partito di Casini e stavano insieme, per cui è un governo che sta in piedi grazie alla Lega Nord e al centrosinistra, oltre che alla sinistra estrema: c’è una sentenza della Corte Costituzionale, che cosa farà mai la nuova maggioranza, i famosi comunisti? Prenderanno la sentenza della Corte Costituzionale, che non è propriamente un organo eversivo, e la tradurranno in legge, come per altro bisogna fare in questi casi e quindi Berlusconi dovrà rinunciare a una televisione, ma rinunciando a una televisione perderà il confronto con la RAI, che ne ha tre di televisioni, mentre lui dovrà scendere a due, proprio nel momento in cui sta avviando le procedure per quotare in borsa le sue televisioni, perché le sue aziende sono indebitate fino al collo, c’è chi parla di 5.000 e c’è chi parla addirittura di 7.000 miliardi di lire di debiti e le banche gli chiedono di rientrare, perché non si fidano più di lui. Gli avevano dato un po’ di respiro quando era diventato Presidente del Consiglio, perché al Presidente del Consiglio non si può dire di no, ma adesso che si è afflosciato il suo governo Berlusconi è nuovamente nei guai, quindi tutto gli capita nel momento più delicato, in cui cerca di quotare in borsa le sue tv, cioè cerca di portare sul mercato azionario i suoi debiti, accollandoli ai risparmiatori.
E’ in questo momento che c’è il primo accordo sottobanco, come lo chiama D’Alema e forse è anche l’unico accordo sottobanco: forse è in quell’occasione che Silvio e Max si mettono d’accordo con un accordo inossidabile, un patto d’acciaio che, incredibilmente, sopravvivrà all’usura del tempo e delle intemperie e che dura ancora oggi. E’ un accordo che resta segreto fino a quando Luciano Violante, il più furbo della compagnia, se lo lascia sfuggire in un dibattito parlamentare nel febbraio del 2002, quando si sta discutendo della Legge Burla di Frattini sul conflitto d’interessi, siamo durante il secondo governo Berlusconi, e c’è un bel tomo di Alleanza Nazionale, un certo Anedda, il quale osa perfino accusare il centrosinistra di voler espropriare le televisioni di Berlusconi. Pensate, il centrosinistra! Giustamente risentito, Violante si offende, il suo discorso credo che molti di voi lo conoscano, perché grazie a Sabina Guzzanti, che l’ha inserito nel film “ Viva Zapatero”, è diventato celeberrimo: celeberrimo per le cose che dice Violante e per le facce che fanno gli altri leaders del PDS, o dei DS, all’epoca credo si chiamassero già così, intorno a lui, non perché non sapessero la cosa, ma perché Violante se la stava facendo scappare in pubblico. Violante che cosa dice? “ Onorevole Anedda, piano con le parole esproprio etc., chieda a Silvio Berlusconi e, per conferma, all’Onorevole Letta, che cosa è successo quando è caduto il primo governo Berlusconi; noi - dice - abbiamo assicurato all’Onorevole Berlusconi e era presente anche l’Onorevole Letta, che non gli avremmo toccato le televisioni”. Il contesto è quello che vi ho detto, c’è una sentenza della Corte Costituzionale che dice che Berlusconi deve scendere da tre televisioni a due, cioè deve prendere probabilmente la più piccola, Rete Quattro, venderla o spedirla sul satellite, o comunque va spenta e le frequenze vanno date a un altro, perché bisogna garantire il pluralismo, ci sono troppi pochi soggetti che hanno le mani sulle televisioni, bisogna allargare il ventaglio, questo dice la Corte Costituzionale. E loro, in presenza di una sentenza della Corte Costituzionale, che cosa fanno? Vanno da Berlusconi e Letta, che è l’altro grande protagonista degli inciuci di questi anni, è l’altro grande punto di riferimento dell’inciucio D’Alema /Berlusconi, è lo sherpa, è il pony express che va a viene tra i due, e gli dicono “ a noi della sentenza della Corte Costituzionale non ce ne frega niente, ti garantiamo che non ti tocchiamo le televisioni e che quindi non tradurremo in legge la sentenza della Corte Costituzionale” e badate, in quel momento fare una legge antitrust sulle televisioni che tenesse l’impostazione appena data dalla Corte Costituzionale, che non era facoltativo, ma era obbligatorio fare, avrebbe avuto un’amplissima maggioranza in Parlamento, perché quello è il periodo in cui Bossi diceva che bisognava spegnere i ripetitori di Fininvest per ricostituzione del Partito Fascista, era il momento in cui Bossi parlava di Berlusconi come del mafioso di Arcore e lo accusava di trafficare in droga; era il momento in cui le televisioni Fininvest stavano pestando mediaticamente Bossi e la Lega Nord, perché avevano osato far cadere Berlusconi e sostenere un governo come non piaceva loro con il centrosinistra, conseguentemente era un momento in cui, oltre al centrosinistra, una legge sul conflitto di interessi - e è un’altra cosa - e soprattutto una legge antitrust sulle televisioni avrebbe ottenuto un’amplissima maggioranza in Parlamento; è lì, in quel momento che, come dirà Violante nel 2002 vantandosene, il centrosinistra, anzi che il vertice dalemiano del PDS promette a Berlusconi che se ne infischierà della sentenza della consulta e non gli toccherà le televisioni, perpetuando un sistema incostituzionale.
Secondo inciucio: al macero la sentenza della Suprema Corte (espandi | comprimi)
“Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”. Passano pochi mesi e, all’inizio del 95, Berlusconi ha un altro terrore: ci sono i referendum sulle televisioni promossi dalle Acli, dal gruppo di Fiesole, un gruppo di giornalisti di sinistra, promosso da varie associazioni Arci: si tratta di vietare gli sport dentro ai film in televisione, danno enorme per chi campa sulla pubblicità televisiva e si tratta di portare il numero delle reti a una per ogni soggetto privato, ogni soggetto privato potrà avere una televisione, che è già il massimo concesso negli altri Paesi, ci sono dei Paesi come la Spagna in cui non si può possedere neanche la metà di una rete televisiva, bisogna mettersi in società con altri.
Questo referendum, sostenuto da autorevolissimi registi etc. etc., rischia di prevalere: perché? Perché se chiedi a uno se vuole vedersi un film tutto insieme, o se invece lo vuole lardellato di spot pubblicitari, è evidente che la gente risponderà in quel modo lì e se chiedi alla gente “ vuoi più o meno pluralismo?” beh, la gente immagino che chiederà più pluralismo anche tra quelli che votano per il centrodestra. E allora che cosa succede? Succede che Berlusconi, tramite Letta, fa sapere che sta per vendere le sue televisioni e che quindi è inutile fare il referendum, perché tanto lui le vende le televisioni, in più dice “ mettiamoci d’accordo in Parlamento per una riforma bipartisan delle televisioni, che renda inutile questo referendum che costerebbe un sacco di soldi ai cittadini contribuenti”, naturalmente gli altri, i tonni abboccano, oppure fanno finta di abboccare, Letta fa la spola, tenete presente che il centrosinistra in quel momento insieme alla Lega Nord ha la maggioranza, Berlusconi deve piatire, perché non comanda lui in quel momento. I tonni avviano una trattativa durante la campagna elettorale per il referendum, per vedere se si riesce, fino all’ultimo, a evitare i referendum, solo che Berlusconi sulle sue televisioni bombarda di spot dicendo “ votate no, votate no, votate no al referendum, perché se votate sì non avrete più le televisioni private, non avrete più i vostri programmi preferiti e le TV verranno spente”, sono degli spot terroristici, falsi, per terrorizzare la povera gente che non sa niente di queste cose e sono degli spot talmente falsi, che il garante condannerà le reti Fininvest a ripristinare la verità con degli spot veri, ma la Fininvest ripristinerà la verità una volta votato il referendum.
Dall’altra parte il centrosinistra, invece di sostenere il referendum, non fa praticamente campagna: perché? Perché crede o finge di credere che Berlusconi sia favorevole a fare una legge condivisa, bipartisan, trasversale e che stia per vendere le sue televisioni, anzi c’è pure qualche idiota del centrosinistra che dice “ no, per l’amor del cielo, non venderle a Murdoch, non venderle all’estero! E’ meglio che rimangano italiane anche nelle tue mani”, perché questi sono dei geni! Risultato: la campagna elettorale la fa solo Berlusconi per il no, quella del sì non c’è, anche perché il sì non ha soldi, mentre il no è Berlusconi, alla fine Berlusconi fa saltare il banco, non si fa nessuna legge condivisa, lui non vende nessuna televisione, vince il referendum, perché ha fatto da solo la campagna elettorale e così D’Alema il giorno dopo dice “ eh, adesso ha vinto il referendum, non possiamo più fare una legge che gli tolga almeno una televisione, come dice la Corte Costituzionale”: perché? Perché gli italiani hanno appena votato contro la prospettiva da togliergliene due; a parte che la logica non c’entra niente, perché può benissimo darsi che la gente sia favorevole a togliergliene una e non due e, in secondo luogo, che cosa dice o non dice la gente non c’entra niente, la Corte Costituzionale ha stabilito una cosa e tu la devi fare. E D’Alema dice “ da questo momento con il referendum non potremo più fare una legge a maggioranza senza i voti di Berlusconi sulle tv di Berlusconi”, ossia o Berlusconi vota una legge che gli toglie le tv, oppure noi non la possiamo fare. L’accordo del 94 dura, a quel punto cade il governo Dini e si dovrebbe andare alle elezioni, anche perché Berlusconi sono mesi che urla “ elezioni anticipate, elezioni anticipate! Un colpo di Stato, è il governo Dini che ci impedisce di andare alle elezioni, Scalfaro golpista”, c’era già il Partito dell’Amore all’epoca, Berlusconi insultava il Presidente del Consiglio che non era lui, cioè Dini, il Capo dello Stato chiamandolo golpista, serpente, etc., ma insomma è il Partito Dell’Amore, no? Quando lui fa questi insulti è il dolce Stilnovo! Per cui si pensa, dice “ beh, cade il governo Dini alla fine del 95 e si va alle elezioni, Berlusconi vuole le elezioni” e invece no, Berlusconi ha cambiato idea: perché? Perché deve quotare in borsa le sue televisioni e quindi ha bisogno di stabilità politica, in più non può certo rischiare di perderle le elezioni, in più i giudici di Milano hanno pure scoperto, finalmente, di chi è la famosa All Iberian, che pagava miliardi su miliardi a Craxi, il quale prendeva i soldi per fare le stesse leggi che poi D’Alema farà gratis, o almeno così si pensa.
L'inciucio definitivo: la bicamerale e l'eleggibilità fuorilegge di Berlusconi (espandi | comprimi)
E allora Berlusconi teme fortemente l’aspetto giudiziario, ora che i giudici hanno le mani sulla sua finanza estera, dalla quale poi si scopre che partiranno non solo i soldi per Craxi, ma anche i soldi per pagare i giudici, per aggirare le leggi antitrust in Italia, in Spagna etc.. E allora che cosa decide? Quando è debole sul fronte giudiziario Berlusconi fa la faccia serena e amorevole e chiede aiuto: il suo modo di chiedere aiuto è offrire il dialogo, il centrosinistra, nel momento in cui dice “ dialoghiamo, non andiamo alle elezioni”, che cosa dovrebbe fare?
Fare quello che farebbe qualunque politico furbo, cioè andare subito alle elezioni, anche perché ha un candidato molto forte che è stato lanciato da alcuni mesi grazie a un genio della politica, Nino Andreatta, il candidato si chiama Romano Prodi, che nei sondaggi è dato molto favorito; invece D’Alema - chissà come mai! - contro gli interessi del centrosinistra e a favore degli interessi di Berlusconi, che teme le elezioni perché teme Prodi, decide di mettersi d’accordo con Berlusconi per logorare Prodi, che lui considera un intruso nel centrosinistra perché non appartiene al suo giro, e di fare un bel governissimo insieme a Berlusconi e agli altri grandi partiti, che faccia le riforme e che allontani non solo l’arrivo in politica di Prodi, ma anche le ambizioni di leadership di Fini, che già all’epoca stava cercando di smarcarsi dal Cavaliere e, soprattutto, l’imminente ingresso in politica di Di Pietro, che era stato tenuto fuori dal giro per due anni dopo le sue dimissioni da magistrato, era stato bombardato di processi basati sul nulla, infatti sono finiti tutti nel nulla a Brescia, gli hanno fatto una cinquantina di capi d’imputazione in una trentina di procedimenti, altro che la persecuzione denunciata da Berlusconi! Di Pietro è il politico più perseguitato che ci sia stato prima ancora di entrare in politica. E quindi un bell’accordicchio, un bel governissimo quello di D’Alema e Berlusconi! Viene incaricato dell’operazione Antonio Maccanico, che è una specie di inciucio vivente, Maccanico ci prova, ci sono anche delle divertenti intercettazioni telefoniche in quel periodo tra alcuni personaggi che stano nell’éntourage di questo governissimo Maccanico, a cominciare da Lorenzo Necci, ex Presidente delle Ferrovie, nelle quali si parla tranquillamente di amnistia, quello era il governo delle larghe intese o, come disse Dini in un lapsus, in una conferenza stampa, delle larghe imprese, c’erano tutte le grandi imprese e tutti i politici coinvolti in tangentopoli che rischiavano di finire dentro, perché ormai i processi erano arrivati alla fine e che aspettavano l’amnistia: a questo doveva servire questo governo, con la scusa delle riforme. Quando sentite parlare di grande riforma traducete subito in amnistia e impunità: a questo servono in Italia le riforme, come pretesto per fare l’amnistia.
D’Alema e Berlusconi dunque vanno avanti, compaiono per la prima volta insieme a Porta a Porta a braccetto e Vespa, sensale di matrimonio, presenta per la prima volta la coppia Silvio /Max in televisione, i due cinguettano che è una meraviglia, un amore proprio, purtroppo per loro il tentativo va a catafascio, perché Fini da una parte e Prodi dall’altra spingono per le elezioni, fanno saltare il banco e quindi Silvio e Max rimangono promessi sposi. Si va alle elezioni e infatti le vince Prodi, D’Alema a quel punto è destinato a rimanere disoccupato, è talmente sdegnoso nei confronti di Prodi che decide di non entrare neanche nel governo Prodi, anche perché il progetto dell’Ulivo non gli piace, il progetto dell’Ulivo piace a Veltroni, mentre D’Alema lo considera un abominio, D’Alema è per un partito socialdemocratico di tipo ottocentesco e quindi non vuole sentir parlare di Ulivo, ma soprattutto non vuole sentire parlare di società civile, quello è il momento in cui nascono i circoli dell’Ulivo, che vanno oltre i partiti: liste civiche, i club dell’Ulivo, era il momento in cui la gente sperava di essere protagonista, di potercela fare anche all’interno della politica tradizionale. D’Alema non entra nel governo e comincia subito a scavare la terra sotto i piedi a Prodi, inventandosi insieme a Berlusconi una bicamerale per riformare addirittura la Costituzione. L’accordo viene fatto nel luglio del 96, il governo Prodi è appena insediato, gli elettori naturalmente sono gabbati, anche perché nessuno li ha avvertiti che il centrosinistra, se avesse vinto le elezioni, si sarebbe messo d’accordo con Berlusconi per riscrivere la Costituzione, con uno così: Berlusconi in quel periodo era indagato a Milano per corruzione giudiziaria e corruzione semplice, a Palermo per mafia e riciclaggio, indagini poi archiviate e era addirittura indagato già a Firenze come possibile complice delle stragi del 93 insieme a Dell’Utri. Con uno così D’Alema si mette d’accordo per riscrivere non il Codice della strada, ma bensì la Costituzione repubblicana. Nello stesso giorno in cui a luglio fanno l’accordo per la bicamerale passa una legge che proroga sine die le tre reti della Fininvest: che cosa è successo? E’ successo che, entro la fine di agosto, il Parlamento deve fare qualcosa per dare risposta a quella sentenza della Corte Costituzionale, Fininvest da tre reti a due; il Parlamento ha avuto un anno e mezzo per fare qualcosa, non ha fatto una beneamata mazza e adesso c’è la scadenza: l’hanno lasciata arrivare apposta la scadenza, naturalmente, per potersi fingere colti alla sprovvista e giustificare ciò che nessuno giustificherebbe, ossia una proroga per fare in sei mesi ciò che non si è fatto in un anno e mezzo e infatti non lo faranno neanche nei sei mesi successivi. Maccanico dà la proroga affinché Rete Quattro continui a trasmettere fino alla fine del 96 e alla fine del 96 che cosa succede? Niente, un’altra proroga. Dopodiché, nel 97 verrà fatta una leggina nella quale si dice che vale il principio antitrust fissato dalla consulta, ma che a farlo rispettare, nel caso in cui non fosse rispettato e a applicare le sanzioni previste dovrà essere un’autorità per le comunicazioni, che entrerà in funzione solo quando ci sarà stato un congruo sviluppo tecnologico delle televisioni. Che cosa vuole dire “un congruo sviluppo tecnologico”? Può voler dire tutto e niente e infatti non vuole dire niente, è un modo come un altro per dire “ decidiamo la settimana dei tre venerdì”, che non arriva mai, perché ogni settimana di venerdì ne ha uno solo. Infatti da quel momento non ci sarà più neanche bisogno di proroghe, è una proroga sine die, tant’è che nel 2002 la Corte Costituzionale dovrà nuovamente intervenire per dire “ ve l’abbiamo già detto nel 94 che questa situazione non può andare avanti, adesso avete un anno di tempo” e infatti nel 2003, alla scadenza dell’ennesimo ultimatum fissato dalla consulta, Berlusconi, che nel frattempo sarà tornato al governo, si farà il suo decreto salva Rete Quattro. Vogliamo aggiungere ancora “quali sarebbero, in tutti questi anni, gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”?
Ne aggiungiamo ancora un paio: il primo, Berlusconi è ineleggibile in base alla famosa legge del 1957, quella che rende ineleggibili i concessionari pubblici, chi ha la concessione per l’attacchinaggio dei manifesti non può fare il Sindaco e neanche l’Assessore, chi fa il medico in un’A.S.L. e è dirigente in una A.S.L. non può fare il Consigliere o l’Assessore regionale, sono incarichi incompatibili in quanto sono in conflitto di interessi. La faccenda del medico è una storia di conflitto di interessi tra cariche, la faccenda di televisioni è una storia proprio di concessioni: esattamente come ci sono le aziende di telefonia che operano in concessione dello Stato e i loro proprietari ovviamente non possono essere eletti, allo stesso modo chi ha una radio e ha la concessione per trasmettere o ha una televisione e ha la concessione per trasmettere non può, secondo la legge del 57, ricoprire cariche elettive. Chi stabilisce l’ineleggibilità della persona una volta eletta? La Giunta per le elezioni della Camera, se si è un Deputato, o del Senato, se si è un Senatore, quindi decide la maggioranza parlamentare. Quando quello ineleggibile appartiene alla maggioranza è ovvio che la sua maggioranza lo dichiara eleggibile, anche se è ineleggibile, visto che siamo in Italia! In un altro Paese le regole sono sacre e quindi valgono per gli amici come per i nemici, in Italia, come è noto, per i nemici si applicano e per gli amici si interpretano: infatti nel 94 Berlusconi vince le sue prime elezioni e la Giunta per le elezioni della Camera lo dichiara eleggibile, anche se non lo è, con un éscamotage, ovvero stabilisce che la concessione non è sua, cioè non ce l’ha il proprietario del gruppo Fininvest, ma la concessione ce l’ha il manager, al quale il proprietario ha affidato l’incarico manageriale, quindi praticamente rimane ineleggibile Confalonieri che, non essendosi candidato, non ha mai chiesto di essere eleggibile, mentre il proprietario è eleggibile perché la concessione viene accollata al manager, che non è il proprietario. E’ una truffa naturalmente, vidimata con il timbro della maggioranza parlamentare che però, nel 96, perde le elezioni e diventa minoranza. Nel 96 finalmente Berlusconi, ineleggibile, eletto ma ineleggibile, finisce davanti alla Giunta per le elezioni della Camera dove la sua maggioranza non ha più la maggioranza, perché la maggioranza adesso ce l’ha l’Ulivo. E che cosa fa l’Ulivo? La stessa cosa che ha fatto il Polo due anni prima: continua a dichiarare ineleggibile Confalonieri, che non ha mai chiesto di essere eleggibile perché non si è mai candidato e continua a dichiarare eleggibile Berlusconi, che non lo è e questa scena si ripeterà nel 2001, con Berlusconi nuovamente in maggioranza, nel 2006 con Berlusconi nuovamente in minoranza e nel 2008, con Berlusconi nuovamente in maggioranza. Cambiano le maggioranze, ma l’ineleggibile viene sempre dichiarato eleggibile.
“Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”. L’ultimo, alleno per oggi, è quello che succede nel 1999, ma questo un po’ lo conoscete e quindi lo riepilogo per sommi capi: il governo D’Alema ha bandito la gara per le nuove concessioni televisive, per rimettere ordine nella giungla dell’etere, ciascun titolare, ciascun aspirante editore televisivo tra quelli già presenti sul mercato (Mediaset, Telemontecarlo, Videomusic etc. etc. e quelli nuovi, Europa Sette 1 e Europa Sette 2) presentano le loro credenziali, vengono tutte accolte queste domande, tranne quella di Rete Quattro, perché? Perché è eccedente rispetto al principio antitrust della Corte Costituzionale e quindi Rete Quattro perde la concessione e ottiene la concessione Europa Sette. Che cosa fa il governo D’Alema? Invece di prendere le frequenze di Rete Quattro, spegnerla e cedere le frequenze a Europa Sette, che ha vinto la gara, mentre Rete Quattro l’ha persa, concede un’abilitazione provvisoria a Rete Quattro a continuare a trasmettere anche se non ha più la concessione, lascia le frequenze a un soggetto che non ha la concessione, mentre quello nuovo che ha avuto la concessione non ottiene le frequenze, perché quest’abilitazione provvisoria prosegue nel corso degli anni, fino a quando poi Berlusconi va al governo e sistema le sue pendenze con la Legge Gasparri 1 e, bocciata quella, con la Legge Gasparri 2.
“ Quali sarebbero in tutti questi anni gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco”, il resto alla prossima puntata, intanto ovviamente su Il Fatto Quotidiano seguiremo ogni giorno l’evoluzione dell’inciucio, cercando di smascherare che cosa nasconde e quali altri accordi sottobanco sono celati in questo nuovo inciucio, anche se ormai sono talmente evidenti che avvengono alla luce del sole, sopra il banco. Passate parola.
[ Kenzo ]
Iran,contestazione,violenze e morti,come saper apprezzare la democrazia


Sono le immagini e i video nel rappresentare il dramma iraniano,nell'epoca dell'immagine dove basta un telefonino e una connessione ad internet per documentare le tragedie e la contestazione di un popolo,insieme alla repressione violenta del regime.
Se può essere utile nel far riflettere di quanto sia importante la democrazia,non è un bene automatico o concessione divina,bensì l'evoluzione di ogni popolo

Neda Soltan,la ragazza uccisa alcune settimane nelle prime contestazioni al regime, è stata dichiarata dal Times tra i personaggi dell'anno
[@#& blog Freedom &#@]
domenica 27 dicembre 2009
Gli anni dieci senza piombo che verranno,di Michele Serra

In corteo per l'happy hour
di Michele Serra
Gli anni Dieci saranno i nuovi anni Settanta? Tornerà la violenza politica diffusa? Sta per nascere una nuova leva di rivoluzionari? Vediamo le previsioni degli esperti.
Terrorismo Una cosa è certa: la scelta della clandestinità non ha più ragione di essere. "Che senso ha sparare a qualcuno se poi non diventi famoso e nessuno ti chiede l'autografo per strada?", rispondono in coro i giovani durante i test attitudinali. Nei campi di addestramento, accanto alla tradizionale figura dell'esperto di armi, ecco dunque il parrucchiere e la truccatrice.
Gli attentatori si riprendono l'un l'altro con il telefonino e mandano in rete le immagini più suggestive e divertenti di agguati e assassinii. "Rispetto agli anni di Piombo", spiega Umby, road manager dei Proletari Armani per il Comunismo, "la scelta della location è molto più difficile. Facciamo appostamenti di molte settimane per studiare le inquadrature giuste, e le vittime vengono scelte soprattutto sulla base del tipo di marciapiede che percorrono. Il nostro slogan è: la vittima deve avere la faccia giusta nel posto giusto, ochei?".
Prima Linea La celebre catena di palestre per dimagrire è sul piede di guerra dopo i tagli governativi alla fitness. I suoi attivisti vorrebbero frequentare in massa i cortei di protesta, ma non riescono ad arrivare in tempo perché usano la cyclette. Molto attive anche le Brigate Beige (ex Brigate Fucsia) formate da stilisti precari. Decisamente passati di moda i manifesti murali, si sta diffondendo l'usanza di tatuarsi gli slogan politici sul torace.
Movimento studentesco Raccoglie i fermenti del mondo giovanile. È formato da studenti trentenni e quarantenni fuori corso che vivono ancora in famiglia. Nelle loro camerette hanno i poster di Gianni Rivera e dell'Equipe 84: sono gli stessi appesi dai loro genitori, per pigrizia i figli non li hanno ancora tolti. I loro cortei sono molto temuti dalle forze dell'ordine: sfilano per lunghe ore nei centri cittadini, in decine di migliaia, camminando senza una meta apparente, sostando davanti alle vetrine dei negozi e paralizzando il traffico. Momenti di tensione ogni volta che un corteo tenta di entrare in un localino trendy per l'happy hour, e i portavoce del movimento ordinano 3 mila Daiquiri, 2.500 Cuba Libre e 700 Mojito, al grido di "passerà a pagare mio padre". Tra le richieste politiche più significative del Nuovo Movimento Studentesco, l'abolizione della tassa di successione.
Assemblea Il rito dell'assemblea è profondamente modificato. Sul modello del talent-show, ogni studente canta il suo intervento e lo interpreta con passi di danza, assistito da un coreografo e da
un arrangiatore che lo accompagna al pianoforte. Fino a che l'ultimo dei partecipanti non ha potuto esibirsi, l'assemblea non viene sciolta. "La democrazia", spiega Christian Pantugliati, portavoce del Collettivo studenti medi, "significa che ognuno di noi deve assolutamente diventare una star di Broadway, o dirigere la Carmen, o essere il nuovo James Bond. È vero, solo in Italia siamo 14 milioni, ma possiamo farcela tutti e 14 milioni: basta modificare il vecchio sistema di accesso alle professioni".
Anarchici La galassia anarchica è divisa tra insurrezionalisti, informali, rivoluzionari, situazionisti, luddisti, simbolisti, ecoterroristi, distruttivisti e dinamitardi. Sono in tutto 16 persone, ma molto attive. In buon parte, sono gli stessi 16 che vennero interrogati dopo la strage di piazza Fontana, nel dicembre '69. Alcuni di loro sono ancora trattenuti in Questura, e questo, secondo gli esperti della Digos, spiegherebbe il loro progressivo incattivirsi. Il loro leader indiscusso è Libero Liberacci, un operaio di Carrara novantaquattrenne molto rispettato perché incontrò Bakunin, anche se non lo riconobbe.
[ da L'espresso ]
Tranquilli,i terroristi sono e saranno quelli non schierati col pensiero unico della coalizione azienda,isole d'informazione mal viste dal potere,non hanno nulla da temere,la semina del consenso non è e non sarà in pericolo.
Ma risulterà diffusamente imbarazzante l'essere giudicati dalla libera informazione,ed è l'aspetto che fa girare gli "zebedei" per costoro.
[ Kenzo ]
Le bugie del nucleare sicuro

di Ascanio Vitale
La giostra del nucleare italiano ha riaperto. Il Consiglio dei ministri di martedì ha deliberato i criteri per selezionare i siti delle nuove centrali previste dal governo e i depositi per le scorie. Meno di sei mesi per identificare siti idonei a una lunga lista di requisiti: reperibilità di grandi quantità d’acqua (foci dei fiumi o mare), stabilità sismica, lontananza dai centri abitati, rilevanza tattica in caso di conflitto, facilità dei collegamenti su ferro e gomma, per citarne alcuni.
Saranno le aziende interessate alla costruzione dei nuovi impianti a proporre i siti. Se alla diffusa instabilità sismica tipica della nostra penisola si aggiunge l’enorme quantità di acqua necessaria al raffreddamento dei circuiti idraulici – prima causa di inattività delle centrali durante le calde estati che i cambiamenti climatici ci regalano – le aree possibili si contano sulle dita delle mani. Un sistema di incentivi indorerà la pillola ai comuni limitrofi, molti convinti che la vicinanza alle centrali francesi rappresenti già un rischio imminente, per cui non c’è differenza ad avere 4-5 centrali in più nel nostro Paese, tanto meglio se questo aiuta a sostenere il budget comunale. Peccato che le centinaia di piccoli incidenti e fuoriuscite minori abbiano reso la vita molto difficile agli abitanti delle zone limitrofe.
L’aumento delle neoplasie nella popolazione e delle mutazioni genetiche riscontrate nella fauna sono caratteristiche rilevate in molte aree circostanti centrali nucleari o siti di stoccaggio. Il guano dei gabbiani che volano intorno al centro di riprocessamento per scorie nucleari di Sellafield, in Gran Bretagna, ha presentato percentuali consistenti di isotopi radioattivi.
Ma in Italia sarà diverso. Un recente servizio della trasmissione Report ha raccontato la vita vicino alle centrali nucleari: acqua di falda compromessa, nuovi elettrodotti per la distribuzione, livelli di radioattività superiori alla norma. Questa volta, tuttavia, ci dicono che le centrali verranno costruite secondo i criteri più restrittivi. Quello che succede nei due unici cantieri al mondo dove viene utilizzata la stessa tecnologia prevista in Italia dimostra però come vi siano numerosi punti irrisolti sull’affidabilità degli impianti. I progetti delle due centrali in costruzione in Europa, ad opera di un consorzio di aziende che include Enel tra gli investitori, sono stati dichiarati non idonei sia per la mancanza delle simulazioni di impatto per velivoli di grande taglia, sia per gravi lacune strutturali nell’impostazione dei sistemi di sicurezza.
Enel, d’altro canto, preferisce inviare i suoi ingegneri a farsi le ossa sulle centrali di vecchia generazione in costruzione in Slovacchia. Ottima idea, se non fosse che la centrale di Mochovce, che l’azienda sta completando attraverso la controllata Slovenske Electrarne, è priva di guscio di contenimento. Un eventuale incidente aereo sulla centrale o la fuoriuscita di materiale fissile sarebbero una catastrofe. Enel spiega l’assenza di un guscio di contenimento in quanto la caduta di un aereo sulla centrale è un evento improbabile. L’impostazione strutturale di un impianto generativo nazionale basato su grandi centrali in grado di distribuire energia sulla lunga distanza è di vecchia concezione. L’energia dovrebbe essere generata il più possibile vicino all’utenza per ridurre le ingenti perdite da ritrasformazione e trasporto attraverso gli elettrodotti, i costi, l’inquinamento elettromagnetico. La cosiddetta generazione distribuita, pilastro del futuro energetico mondiale, è osteggiata sia dalla volontà politica di investire nella direzione opposta, sia dalla difficoltà strutturale di creare una nuova rete elettrica intelligente.
Il decreto del governo include anche l’identificazione del sito di stoccaggio definitivo. La Francia, paese a maggior concentrazione di nucleare civile al mondo, ha impiegato anni di studi e ancora oggi non possiede una soluzione definitiva per lo stoccaggio delle scorie. Gli Stati Uniti, dopo oltre 20 anni di studi nel centro di Yukka Mountain, in Nevada, hanno più volte interrotto gli scavi sin dal primo ritrovamento di plutonio in acqua di falda nel 1997, bloccato i lavori dopo la pubblicazione di un rapporto secretato che dimostrava l’inefficacia del guscio argilloso e ad oggi stanno ancora discutendo sull’eventuale scelta di mantenere i rifiuti in un centinaio di centri superficiali, invece che in un unico sito in profondità. Nel paese dove crollano le scuole nelle aree a basso rischio sismico, occorre veramente mettere alla prova questo paese con una tecnologia così pericolosa?

Il nucleare sicuro non esiste,seppur abbia raggiunto una tecnologia abbastanza rassicurante,ma piccoli incidenti con fuori uscite radioattive sono possibili,come le cronache raccontano.
Gli aspetti più negativi sono le scorie da smaltire,lo stoccaggio delle stesse rimarranno un problema per millenni,anche se pare affacciarsi una tecnologia pronta tra alcuni decenni,la quale non produrrà scorie,anzi smaltirà anche quelle giacenti per creare energia,ma non vorrei fosse uno specchietto per allodole,non v'è alcuna certezza della possibilità effettiva del progetto.
Altro aspetto negativo sono i costi delle costruzioni delle centrali,costruirle risulta un esborso grandissimo,i guadagni del finanziamento si vedranno dopo molti anni,anche se il costo della produzione Kw nucleare è a basso costo rispetto altre forme di energia.
L'ultimo aspetto è l'approvvigionamento dell'uranio,non è infinito,anzi nei prossimi decenni diventerà sempre più raro,puntare su tale tecnologia potrebbe dimostrarsi un azzardo nel medio-lungo termine.
Non ho idea se gli enormi finanziamenti fossero stati dirottati sulle energie rinnovabili,solari,eoliche,il dubbio che avrebbero potuto essere sufficienti nelle esigenze energetiche del paese,considerato che abbiamo il Mezzogiorno d'Italia con moltissime giornate/anno con ottime esposizioni solari,ma ormai come disse Giulio Cesare "il dado è tratto" la volontà popolare ha dato il mandato all'esecutivo che aveva nel programma l'energia nucleare,nel caso per alcuni questo particolare non l'abbiano colto,purtroppo la legge non ammette ignoranza.
&& S.I. &&
Buon Natale dalle carceri italiane...

[ Staino - L'unità ]
Il 2010 porterà delle riforme,così ha dichiarato il Premier dal suo rifugio convalescenziario di Arcore,non ho idea quante e quali saranno,presumibilmente un mix tra effettive esigenze del popolo italiano e ad personam naturalmente.
Molto probabilmente porterà anche un nuovo indulto,la situazione delle carceri è ormai al limite delle condizioni umane e da chi lavora nelle strutture,nuove carceri in progetto manco l'ombra,delle innovative pene con braccialetto elettronico si vedrà,sperando che se dovesse partire la sperimentazione funzioni a dovere,nel nostro paese anche le condizioni più elementari presenti in altre realtà europee non funzionano.
Al momento suicidi e decessi inquietanti messi a tacere dopo sbrigative indagini sono all'ordine del giorno,e mediamente in ogni cella soggiornano perlomeno il doppio dei prigionieri.
Per ricordare alcune situazioni di carcerati morti in situazioni assai sospette,basti pensare ad Aldo Bianzino,Nichi Aprile Gatti,Stefano Cucchi e molti altri non emersi alle cronache,con segni di devastanti percosse o lasciati a se stessi senza ricorrere alle dovute cure.
&& S.I. &&
sabato 26 dicembre 2009
Regalo di Natale per ritardatari sempre valido....

I regali di Natale di Mauro Biani,pardon di Silvio,sono i più toccanti,ho terminato una stecca di fazzolettini scottex!!!
&& S.I. &&
venerdì 25 dicembre 2009
Italia,paese di psicolabili forse non per caso....
Anche se quest'ultima semi tragedia si è verificata dentro lo stato Pontificio,e la donna che ha aggredito il sommo pontefice è italo-svizzera




Gli avvenimenti così vicini nel tempo si potrebbero paragonare ad una carambola a biliardo,prima la statuetta del duomo contro il Premier,con la conseguente campagna mediatica,quella da considerare fuoco amico,la quale definisce il quarantenne psicolabile armato dall'opposizione,aggiungendo,chi critica il Premier è da considerare un terrorista.
Nel pieno del diluvio mediatico,con derive da partito dell'amore,avviene nella notte di Natale l'aggressione al Papa,perpetrata da uno psicolabile vestita di rosso,e qui toccherà indagare se il colore del vestito è da considerare natalizio o politico.
Sicuramente dalle parti dell'esecutivo brinderanno non solo per motivi natalizi,un duomo e una psicolabile vestita di rosso,daranno ulteriore consenso tra le spaurite anime ormai terrorizzate da una criminale opposizione passata alle vie di fatto.
Ormai sono stati sguinzagliati agenti segreti,dovranno stanare i centri di reclutamento psicolabili,nel vero e proprio intento di utilizzarli come kamikaze.
Al qaeda a confronto è una pippa.....
Dopo Papi e Papa

Pupo,Il prossimo sarà lui

&& S.I. &&
giovedì 24 dicembre 2009
Il più bel regalo di Natale per gli americani,la riforma sanitaria
Almeno per una discreta parte,per la precisione 30 milioni

OSTRUZIONISMO BLOCCATO - I democratici del Senato hanno votato per bloccare il dibattito sulla riforma, impedendo di fatto l’ostruzionismo dei repubblicani e spianando la strada per il voto finale . Per superare lo sbarramento repubblicano sono serviti 60 voti, ovvero quelli di tutti i 58 democratici al Senato e di due indipendenti. Scontato il voto contrario dei 39 repubblicani presenti.
IL PIANO DI OBAMA - Oggi dunque, dopo 25 giorni di dibattito consecutivo è stato varato il piano Obama, che costerà quasi mille miliardi di dollari nell’arco di dieci anni. Nei primi giorni del nuovo anno tuttavia il dibattito sulla riforma che dovrebbe estendere la copertura a 30 milioni di americani si riaprirà: le versioni del testo di Camera e Senato sono diverse e dovranno essere conciliate prima che il presidente possa ratificare in legge il testo finale. Il negoziato sarà delicatissimo e al termine potrebbe servire un nuovo voto al Congresso.
[ da Corsera ]
Finalmente gli States possono vantare più giustizia sociale,la riforma sanitaria presa a modello dalla vecchia Europa,rende la popolazione americana allo stesso livello,e quindi con pari diritti.
Nonostante le perplessità di molti,i quali dovranno farsene carico a livello contributivo,ma la minima assistenza decorosa per i malati è da considerare un capo saldo di ogni democrazia.
Dovessero tra qualche tempo abolire la pena capitale,l'effetto Obama sarebbe immortalato per sempre nei libri di storia.
&& S.I. &&
mercoledì 23 dicembre 2009
Segreto di stato su schedature illegali,di Marco Travaglio
Niccolò Pollari con Claudio Scajola
BERLUSCONI SALVA POLLARI & POMPA
di Marco Travaglio
Schedare e spiare giornalisti, magistrati e politici di opposizione è fra le attività “indispensabili alle finalità istituzionali” dei servizi segreti, dunque il reato è coperto dalla “speciale causa di giustificazione” che, secondo la legge 124 del 2007, “si applica quando le condotte sono poste in essere nell’esercizio o a causa di compiti istituzionali dei servizi di informazione per la sicurezza” e “indispensabili e proporzionate al conseguimento degli obiettivi dell’operazione non altrimenti perseguibili”.
SEGRETO DI STATO. Insomma l’archivio riservato del Sismi sequestrato il 5 luglio 2006 dalla Digos su mandato della Procura di Milano nell’ufficio segreto di via Nazionale 230 a Roma e gestito dall’analista Pio Pompa, fedelissimo dell’allora direttore Niccolò Pollari, è da ritenersi “autorizzato dal presidente del Consiglio dei ministri”. Il che consente a Pollari e Pompa di rifiutarsi di rispondere al magistrato. Lo ha comunicato lo stesso Silvio Berlusconi due settimane fa alla Procura di Perugia, che il 27 aprile scorso ha ereditato per competenza da quella di Roma il fascicolo sulle deviazioni del Sismi. Fra i magistrati spiati, infatti, ce n’erano alcuni in servizio nella Capitale. Un mese fa il pm umbro Sergio Sottani ha concluso le indagini e depositato gli atti a disposizione delle parti: un atto che prelude alle richieste di rinvio a giudizio.Gravi i due reati contestati all’ex direttore e al funzionario: il peculato per aver distratto, appropriandosene e usandole, “somme di denaro, risorse umane e materiali” per fini diversi da quelli istituzionali, come la redazione di “analisi sulle presunte opinioni politiche, sui contatti e sulle iniziative di magistrati, funzionari dello Stato, associazioni di magistrati anche europei, giornalisti e parlamentari”; e l’indebita intrusione nella vita privata delle persone schedate, con la “violazione, sottrazione e soppressione della corrispondenza elettronica dell’associazione di magistrati Medel”, l’“accesso abusivo al sistema informatico dell’associazione”, la “violazione della privacy”. Per la seconda imputazione il pm romano aveva chiesto l’archiviazione (prima che il gip e il gup si dichiarassero incompetenti), ma quello di Perugia è di diverso avviso e intende processare Pollari e Pompa anche per quello. Alla notifica degli atti, i due indagati han chiesto di essere interrogati. E, assistiti dagli avvocati Franco Coppi e Titta Madia, hanno opposto il segreto di Stato. Il pm Sottani è caduto dalle nuvole e s’è rivolto a Palazzo Chigi, che per legge è l’unico depositario del top secret, con due distinte richieste per Pollari e per Pompa: ai fini dell’indagine, gli serve sapere chi pagava l’affitto dell’ufficio di via Nazionale, a chi erano intestate le utenze telefoniche e soprattutto chi impartiva le direttive a Pompa e Pollari. Berlusconi ha già risposto per Pollari: tutte le questioni poste sono coperte da segreto di Stato. La risposta per Pompa è attesa per i primi del 2010 e ben difficilmente si discosterà dall’altra. Se ne deduce che lo spionaggio su vasta scala messo in atto dal Sismi a partire dal 2001 contro i supposti nemici non dello Stato, ma di Berlusconi, era autorizzato, se non addirittura ordinato dal secondo governo, il Berlusconi-2.
IL PRIMO SALVATAGGIO. Il segreto di Stato (opposto sia dal governo Prodi sia dal governo Berlusconi) ha già salvato Pollari da un altro processo, quello a Milano per il sequestro di Abu Omar, per cui sono stati condannati in primo grado una ventina di agenti e dirigenti della Cia e, per favoreggiamento, Pio Pompa (3 anni) e il giornalista prezzolato Renato Farina, alias “agente Betulla” (ha patteggiato 6 mesi prima di entrare alla Camera come deputato del Pdl). Ora il top secret potrebbe salvare Pollari e Pompa anche nel processo per le schedature ad personam gentilmente offerte al Cavaliere, del quale entrambi sono devotissimi, pur mantenendo eccellenti rapporti anche col centrosinistra, in particolare con l’area dalemiana. Memorabile il fax che Pompa inviò al suo spirito-guida il 21 novembre 2001: “Signor Presidente, sul foglio che ho davanti stento ad affidarmi a frasi di rito per esprimerLe la mia gratitudine nell’aver approvato… ilmioinserimento,qualeconsulente , nello staff del Direttore del Sismi... Sarò, se Lei vorrà, anche il Suo uomo fedele e leale... Desidero averLa come riferimento e esempio ponendomi da subito al lavoro... Avendo quale ispiratore e modello di vita don Luigi Verzé, posso solo parlarLe con il cuore: insieme a don Luigi voglio impegnarmi a fondo, com’è nella tradizione contadina della mia famiglia, nella difesa della Sua straordinaria missione... La Divina Provvidenza mi ha concesso di sperimentare la possibilità di poter lavorare per Lei...”. Ben altri toni, da maccartista anni Cinquanta, quelli usati nelle veline trovate nel suo ufficio. Veline anonime che additavano gli avversari del premier da “disarticolare”, “neutralizzare”, “ridimensionare” e “dissuadere”, anche con “provvedimenti” e “misure traumatiche”. Fra questi, i pm milanesi Bruti Liberati, Boccassini, De Pasquale, Borrelli, Davigo, Taddei, D’Ambrosio, Greco, Ichino, Carnevali, Colombo e Napoleone; i romani Loris D’Ambrosio, Almerighi, Salvi, Cesqui, Sabella; i palermitani Ingroia, Principato, Natoli e l’ex procuratore Caselli; e altri noti magistrati come i fratelli Mancuso, Monetti, Melillo, Perduca, Casson, Lembo, Vaudano, più il francese Barbe e lo spagnolo Garzòn. E poi giornalisti e intellettuali : Furio Colombo, Arlacchi, Flores d’Arcais, Santoro, Ruotolo, Pennarola, Cinquegrani, Giulietti, Serventi Longhi, Giulietto Chiesa, Eric Jozsef, Gomez, Barbacetto e Travaglio; D’Avanzo e Bonini di Repubblica sarebbero addirittura stati pedinati. E ancora, fra gli schedati, l’editore De Benedetti e politici come Violante, Brutti, Veltri, Visco, Leoluca Orlando e Di Pietro. Ora soltanto il Copasir potrebbe ribaltare il segreto di Stato, con una relazione motivata al Parlamento.Ma il candidato più accreditato a presiederlo, dopo le dimissioni di Rutelli, è proprio Massimo D’Alema, che ha sempre molto apprezzato Pollari. L’uomo giusto al posto giusto

di Marco Travaglio
Schedare e spiare giornalisti, magistrati e politici di opposizione è fra le attività “indispensabili alle finalità istituzionali” dei servizi segreti, dunque il reato è coperto dalla “speciale causa di giustificazione” che, secondo la legge 124 del 2007, “si applica quando le condotte sono poste in essere nell’esercizio o a causa di compiti istituzionali dei servizi di informazione per la sicurezza” e “indispensabili e proporzionate al conseguimento degli obiettivi dell’operazione non altrimenti perseguibili”.
SEGRETO DI STATO. Insomma l’archivio riservato del Sismi sequestrato il 5 luglio 2006 dalla Digos su mandato della Procura di Milano nell’ufficio segreto di via Nazionale 230 a Roma e gestito dall’analista Pio Pompa, fedelissimo dell’allora direttore Niccolò Pollari, è da ritenersi “autorizzato dal presidente del Consiglio dei ministri”. Il che consente a Pollari e Pompa di rifiutarsi di rispondere al magistrato. Lo ha comunicato lo stesso Silvio Berlusconi due settimane fa alla Procura di Perugia, che il 27 aprile scorso ha ereditato per competenza da quella di Roma il fascicolo sulle deviazioni del Sismi. Fra i magistrati spiati, infatti, ce n’erano alcuni in servizio nella Capitale. Un mese fa il pm umbro Sergio Sottani ha concluso le indagini e depositato gli atti a disposizione delle parti: un atto che prelude alle richieste di rinvio a giudizio.Gravi i due reati contestati all’ex direttore e al funzionario: il peculato per aver distratto, appropriandosene e usandole, “somme di denaro, risorse umane e materiali” per fini diversi da quelli istituzionali, come la redazione di “analisi sulle presunte opinioni politiche, sui contatti e sulle iniziative di magistrati, funzionari dello Stato, associazioni di magistrati anche europei, giornalisti e parlamentari”; e l’indebita intrusione nella vita privata delle persone schedate, con la “violazione, sottrazione e soppressione della corrispondenza elettronica dell’associazione di magistrati Medel”, l’“accesso abusivo al sistema informatico dell’associazione”, la “violazione della privacy”. Per la seconda imputazione il pm romano aveva chiesto l’archiviazione (prima che il gip e il gup si dichiarassero incompetenti), ma quello di Perugia è di diverso avviso e intende processare Pollari e Pompa anche per quello. Alla notifica degli atti, i due indagati han chiesto di essere interrogati. E, assistiti dagli avvocati Franco Coppi e Titta Madia, hanno opposto il segreto di Stato. Il pm Sottani è caduto dalle nuvole e s’è rivolto a Palazzo Chigi, che per legge è l’unico depositario del top secret, con due distinte richieste per Pollari e per Pompa: ai fini dell’indagine, gli serve sapere chi pagava l’affitto dell’ufficio di via Nazionale, a chi erano intestate le utenze telefoniche e soprattutto chi impartiva le direttive a Pompa e Pollari. Berlusconi ha già risposto per Pollari: tutte le questioni poste sono coperte da segreto di Stato. La risposta per Pompa è attesa per i primi del 2010 e ben difficilmente si discosterà dall’altra. Se ne deduce che lo spionaggio su vasta scala messo in atto dal Sismi a partire dal 2001 contro i supposti nemici non dello Stato, ma di Berlusconi, era autorizzato, se non addirittura ordinato dal secondo governo, il Berlusconi-2.
IL PRIMO SALVATAGGIO. Il segreto di Stato (opposto sia dal governo Prodi sia dal governo Berlusconi) ha già salvato Pollari da un altro processo, quello a Milano per il sequestro di Abu Omar, per cui sono stati condannati in primo grado una ventina di agenti e dirigenti della Cia e, per favoreggiamento, Pio Pompa (3 anni) e il giornalista prezzolato Renato Farina, alias “agente Betulla” (ha patteggiato 6 mesi prima di entrare alla Camera come deputato del Pdl). Ora il top secret potrebbe salvare Pollari e Pompa anche nel processo per le schedature ad personam gentilmente offerte al Cavaliere, del quale entrambi sono devotissimi, pur mantenendo eccellenti rapporti anche col centrosinistra, in particolare con l’area dalemiana. Memorabile il fax che Pompa inviò al suo spirito-guida il 21 novembre 2001: “Signor Presidente, sul foglio che ho davanti stento ad affidarmi a frasi di rito per esprimerLe la mia gratitudine nell’aver approvato… ilmioinserimento,qualeconsulente , nello staff del Direttore del Sismi... Sarò, se Lei vorrà, anche il Suo uomo fedele e leale... Desidero averLa come riferimento e esempio ponendomi da subito al lavoro... Avendo quale ispiratore e modello di vita don Luigi Verzé, posso solo parlarLe con il cuore: insieme a don Luigi voglio impegnarmi a fondo, com’è nella tradizione contadina della mia famiglia, nella difesa della Sua straordinaria missione... La Divina Provvidenza mi ha concesso di sperimentare la possibilità di poter lavorare per Lei...”. Ben altri toni, da maccartista anni Cinquanta, quelli usati nelle veline trovate nel suo ufficio. Veline anonime che additavano gli avversari del premier da “disarticolare”, “neutralizzare”, “ridimensionare” e “dissuadere”, anche con “provvedimenti” e “misure traumatiche”. Fra questi, i pm milanesi Bruti Liberati, Boccassini, De Pasquale, Borrelli, Davigo, Taddei, D’Ambrosio, Greco, Ichino, Carnevali, Colombo e Napoleone; i romani Loris D’Ambrosio, Almerighi, Salvi, Cesqui, Sabella; i palermitani Ingroia, Principato, Natoli e l’ex procuratore Caselli; e altri noti magistrati come i fratelli Mancuso, Monetti, Melillo, Perduca, Casson, Lembo, Vaudano, più il francese Barbe e lo spagnolo Garzòn. E poi giornalisti e intellettuali : Furio Colombo, Arlacchi, Flores d’Arcais, Santoro, Ruotolo, Pennarola, Cinquegrani, Giulietti, Serventi Longhi, Giulietto Chiesa, Eric Jozsef, Gomez, Barbacetto e Travaglio; D’Avanzo e Bonini di Repubblica sarebbero addirittura stati pedinati. E ancora, fra gli schedati, l’editore De Benedetti e politici come Violante, Brutti, Veltri, Visco, Leoluca Orlando e Di Pietro. Ora soltanto il Copasir potrebbe ribaltare il segreto di Stato, con una relazione motivata al Parlamento.Ma il candidato più accreditato a presiederlo, dopo le dimissioni di Rutelli, è proprio Massimo D’Alema, che ha sempre molto apprezzato Pollari. L’uomo giusto al posto giusto

La dichiarazione del Premier alla procura di Perugia è un fatto accertato,ovvero la possibilità per costoro di non dover dare giustificazioni ad un qualsiasi interrogatorio,le conseguenze di un tale comportamento da parte dello Stato è molto grave,in una democrazia non sono possibili questi controlli,anche questi ad personam,averli interpretati e appellarsi al segreto di stato,anche su questo particolare si mette a rischio la vita democratica del paese.
[ Kenzo ]
Ad Orbetello il concorso annullato,causa palese ignoranza dei candidati,di Massimo Gramellini

Tutti gli iscritti al concorso per funzionario dell’Ufficio Appalti di Orbetello - aperto ai soli laureati - sono stati respinti dopo la prova scritta a causa di sfondoni grammaticali. Non vi sfuggirà la buona notizia: non c’era neanche un raccomandato (e trattandosi di un Ufficio Appalti, la sorpresa è ancora più grande). Per il resto prepariamo i fazzoletti, perché una cosa è fare dell’ironia sull’ignoranza dei concorrenti del Grande Fratello, nessuno dei quali almeno si fregia del titolo di dottore, un’altra dover riconoscere che l’università laurea dei somari che scrivono «ha» senza l’acca, «legittimo» con due g e «anomala» staccando la a: «a nomala», come «a zia» e «a nonna» nel vocabolario di Totti.
Intendiamoci. A tutti può capitare di scrivere «egli a mangiato». Ma in seconda elementare. E’ lì che si gioca la partita decisiva. Quando capitò a me, la maestra mi fece riempire un intero quaderno di «ha». Fu tale il trauma che me lo ricordo ancora. Sarà per questo che, talvolta, mi ricordo anche di scrivere «ha».
Di sicuro non ho mai dimenticato le parole con cui lei accompagnò quel supplizio. «La scuola dell’obbligo non serve a insegnarti un lavoro, ma a darti le basi per scegliere quello più adatto a te. Chi scrive e parla male, pensa e vive male. Io non allevo specialisti, ma esseri umani». Sono passati quarant’anni, signora maestra, ma se lo lasci dire: grazie.
[ da La stampa ]
A proposito di strafalcioni "nessuno nasce imparato",ma se dei laureati vengono respinti ad un concorso per palese ignoranza,davvero risulta una notizia,di pari passo alla mancanza di raccomandati.
Saranno mica atterrati degli alieni ad Orbetello?
E'il caso di affermare,che una rondine non fa primavera,anche se l'ignoranza risulta imbarazzante,quando la società diventa dell'immagine e dell'avere,lo scritto diventa un dettaglio e la maestra mangia i pop corn!
&& S.I. &&
Prima sentenza sulla nocività del telefonino

I Giudici della Corte d'Appello di Brescia hanno emesso la prima sentenza sul rapporto tra patologie e telefonino, accogliendo la richiesta di riconoscimento di malattia professionale da parte di un ex dirigente di una multinazionale, affetto da un tumore benigno al trigemino. In primo grado, il Giudice del lavoro aveva bocciato la tesi del manager, ma in appello la sentenza e' stata ribaltata ed e' stata riconosciuta l'invalidita' nella misura dell'80 per cento.
Innocente Marcolini, nel suo lavoro di manager, ha parlato per anni più ore al giorno con tutti i continenti dal cordless dell'ufficio o con il cellulare. Quelle conversazioni di lavoro, secondo la Corte d'Appello di Brescia gli hanno causato un tumore benigno al trigemino. E un altro suo collega alcuni anni fa ha accusato gli stessi problemi di salute.
"Sono stato operato - spiega Marcolini, che vive a Carpenedolo, nella bassa bresciana - ma la mia vita non è più quella di prima. Amavo la montagna, il trekking e ho dovuto abbandonare tutto, anche il lavoro". Quando nel 2002 il manager venne colpito da una paresi al volto non pensò subito alle conseguenze delle onde elettromagnetiche. Ma negli anni successivi l'idea d'aver pagato un prezzo troppo alto a quella che, secondo lui, è innanzitutto l'assenza di qualsiasi avvertenza sulla confezione del prodotto, ha preso sempre più corpo.
" Mi sono rivolto al giudice del lavoro - continua - affinchè dall'Inail la malattia venisse riconosciuta come professionale. In primo grado è andata male, in appello la perizia prima e poi la Corte mi hanno dato ragione".
Oggi Innocente Marcolini convive con un dolore che riaffiora lancinante non appena finisce l'effetto dei farmaci, ma anche con gli effetti collaterali dei medesimi. Lo consola, però, vedere che sul cellulare della figlia "qualche indicazione a tutela della salute è stata messa". Certo è che ora la sua esistenza è quella di una persona che assume medicinali per lenire il dolore, ha perso ogni forma di sensibilità ad un occhio, può contare su un senso dell'equilibrio precario. " Non avrei mai pensato che cellulari e cordless, soprattutto questi ultimi, potessero portare a tanto", confida amaramente aggiungendo che "una delle cose che lo rattrista maggiormente è "vedere tutti quei bambini con il telefonino in mano". Il Condacons ritiene impostante la sentenza di Brescia e si dice sicuro che ciò apra la strada per una class action. L'associazione è anche pronta ad accertare la possibilità di un'azione legale a quanti ritengono ci possa essere un collegamento con la malattia contratta e l'uso del telefonino.
Le motivazioni della sentenza saranno rese note tra una ventina di giorni
[ da L'Espresso ]
Per chi lo usa professionalmente è assolutamente necessario l'uso dell'auricolare,come del resto anche per l'uso comune,ma in questo caso l'abuso risulta contro producente,a volte si potrebbe optare per la telefonia fissa,ma l'abitudine probabilmente ce l'ha fatto dimenticare.
Nonostante non sia dichiarato in modo ufficiale,la telefonia mobile è nociva,usarla il meno possibile più che un consiglio,lo si può definire un salva vita.
@ Dalida @
martedì 22 dicembre 2009
Il regalo di Natale di Berlusconi,perdonando Tartaglia gli spetta di diritto il posto nella "mangiatoia"
Con una escort vicino potrebbe arrivare anche a S.Stefano!!

[ dall'inserto satirico ]
[@#& blog Freedom &#@]
Centrali nucleari quarta generazione,ci vorranno trent'anni di sperimentazione

Rimarrà un sogno nel cassetto,la possibilità di costruire in Italia le centrali di quarta generazioni,almeno per i prossimi anni,in futuro daranno la possibilità di non produrre scorie,anzi di usarle come carburante senza radio attività.
Gli esperimenti degli anni '50, le realizzazioni pionieristiche degli anni '60, il boom nuclearista degli anni '70. Poi, dopo gli anni '80, la terza generazione, sfociata nella cosiddetta "terza generazione avanzata" che fornisce già oggi molte garanzie aggiuntive sulla sicurezza. E ora la grande suggestione della quarta generazione, con la soluzione alla principale incombenza imposta dal nucleare: la gestione delle scorie. La futura e purtroppo lontana (trent'anni e oltre) quarta generazione promette addirittura di trasformarle in "carburante" con un riciclaggio praticamente automatico che dovrebbe risolvere in un sol colpo tre grandi problemi: il costo comunque in crescita dell'uranio, la sua futura reperibilità, lo smaltimento-conservazione-disattivazione dei detriti radioattivi che ora rappresentano un onere economico con una gestione comunque difficile.
Tutto cominciò a cavallo tra gli anni '50 e '60 con le centrali nucleari cosiddette di prima generazione. Si trattava di impianti di potenza ridotta e con criteri di sicurezza neanche lontanamente comparabili con quelli attuali. Tant'è che quelle centrali o sono state progressivamente smantellate o hanno subito negli anni numerosi interventi di adeguamento.
Si arrivò, con la seconda generazione, al boom nucleare degli anni '70 ed '80, con un incremento sostanzioso della potenza e delle dimensioni dei reattori e delle centrali. Ma negli anni successivi anche questi impianti sono stati profondamente revisionati per migliorarne la sicurezza alla luce dell'esperienza operativa e dei pochi ma imbarazzanti incidenti occorsi (Chernobyl il più eclatante).
La terza generazione ha fatto tesoro di tutte le esperienze accumulate: potenze più elevate ma anche grande sicurezza, con procedure di intervento automatico di salvaguardia e spegnimento in caso di anomalia anche minima o solo sospetta. Tecnologie ora sfociate nella cosiddetta "terza generazione avanzata", come quella dei reattori Epr in costruzione in Francia e in Finlandia e che si vorrebbe adottare anche in Italia. Gli Epr sono certificati per garantire livelli assoluti di sicurezza anche in modo indipendente dalle azioni degli operatori, tramite sistemi passivi, e sono teoricamente in grado di eliminare la necessità di evacuazione della popolazione circostante l'impianto anche in presenza dei più gravi incidenti ipotizzabili.
La quarta generazione? La ricerca corre, ma guarda necessariamente lontano: 30 anni e oltre. Ma l'obiettivo si materializzerà, giurano gli scienziati impegnati nei programmi internazionali di ricerca a cui partecipa anche l'Italia: l'uranio o in alternativa altri materiali fertili o fissili saranno utilizzati in maniera più efficiente, con il riprocessamento direttamente nel ciclo di generazione del materiale esaurito. Anche quello nel frattempo prodotto dalle centrali atomiche di oggi.
[ Sole 24 ore ]
Con la vittoria del Cdx del messia,gli italiani contrari alla costruzione delle centrali nucleari si mettano il cuore in pace,seppur statisticamente siano una discreta maggioranza dovranno ingoiare il rospo,speriamo solo quello,anche la paventata possibilità di energia nucleare di quarta generazione,cioè pulita,il progetto rimarrà al momento ancora remoto.
E delle scorie che rimarranno,qualcuno dovrà stoccarle e smaltirle,e non ci saranno movimenti di protesta comunali che potranno opporsi,decreti legge a proposito ne faranno a iosa!
Come la costruzione nel proprio comune d'una prossima centrale.
E sia ben chiaro,questa è la scelta della destra,anzi che puntare sulle fonti di energia alternativa del tutto naturali.
Per chi li ha votati,e non è favorevole,faccia il mea culpa.
@ Dalida @
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