mercoledì 31 marzo 2010

Cina,21 cadaveri di neonati trovati nel fiume





Secondo le notizie diffuse ieri, i cadaveri sono stati scoperti casualmente da cittadini che in seguito hanno allertato le autorità. Sono probabilmente provenienti da un ospedale locale che è stato messo sotto inchiesta. Otto dei corpicini avevano ai piedi delle targhette dell'Ospedale universitario Jining e, stando ai primi risultati dell'inchiesta in corso, tre erano stati ricoverati con gravi malattie e non hanno potuto essere salvati.

Spiace moltissimo pubblicare queste foto orribili,ma ci siamo decisi ugualmente di inserirle su Freedom,la barbarie cinese sul controllo delle nascite porta a questi crimini,da decenni per contenere la crescita demografica è stato imposto un solo figlio per famiglia,senza la ben che minima organizzazione sui contraccettivi per evitare ulteriori gravidanze.

Normalmente le famiglie cinesi ripudiano le femmine e preferiscono i maschi per ovvie ragioni economiche,e che ci siano stati milioni di cadaveri come quelli trovati nel fiume cinese,dopo molti anni dalla riforma,non può sorprendere,anzi il sospetto fondatissimo di tale pratica è venuta alla luce grazie al servizio fotografico.

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Nicola Arigliano,muore con lui una parte di jazz italiano





È morto questa notte intorno alla mezzanotte Nicola Arigliano. Il cantante, 87 anni, era originario di Squinzano, sempre in provincia di Lecce, dove era nato il 6 dicembre 1923. Tra i maggiori successi di una lunga carriera divisa tra il jazz e le apparizioni in tv, "Un giorno ti dirò", "Amorevole", "I sing ammore", "My wonderful bambina", "I love you forestiera", "Arrivederci". Era anche diventato un volto voto per lo spot del digestivo Antonetto.

Nel 1958 partecipò a "Canzonissima" e, successivamente, si fece notare in un programma televisivo dal titolo "Sentimentale", condotto da Lelio Luttazzi, al quale partecipava come ospite fisso, insieme a Mina. L’omonima sigla diventò un disco di successo, inciso da entrambi i cantanti in due versioni differenti.

«Per noi ragazzi del jazz degli anni Cinquanta era un idolo non solo perchè cantava lo swing ma anche perchè lo faceva con molta ironia: era il re dello swing e dell’ironia», ricorda Renzo Arbore. Da una parte rimangono le sue canzoni come "I sing Ammore", "20 km al giorno 10 all’andata e dieci al ritorno", ma anche la sua interpretazione di canzoni americane come Sixteen tons, con la voce bassa. Quelli del jazz hanno sempre ritenuto Arigliano uno di loro ed è stato spesso ospite ad Umbria Jazz con una sua formazione». «In pieno successo aveva abbandonato Milano per vivere in collina con animali e prodotti della terra, aveva fatto una scelta bucolica».

L’ultima sua apparizione pubblica era stata a Sanremo, nel 2005, dove aveva presentato il brano "Colpevole", che vinse il premio della critica. Sul palco del teatro Ariston ricevette pure da Pippo Baudo un diploma con un disco d'Oro per il suo album "My name is Pasquale". La scorsa estate doveva iniziare un tour con la sua band ma i medici glielo avevano sconsigliato. Teneva piccoli concerti, quasi in forma privata, nel Salento, dove sindaci di comuni locali lo avevano insignito di diversi premi alla carriera. L’ultima intervista, sempre la scorsa estate: una troupe della Rai era andato a trovarlo a Calimera.

I funerali si terranno domani alle ore 16 presso la Chiesa SS. Maria Annunziata di Squinzano. La camera ardente è stata aperta a Calimera, sempre in provincia di Lecce, nell’istituto "Gino Cucurachi", un centro per anziani dove Arigliano viveva. Ieri pomeriggio ha avuto una crisi respiratoria e poi prima della mezzanotte è morto per un infarto.

[ da La stampa ]

L'incredibile violenza di una babysitter americana

Il video è sconsigliato alle persone più sensibili -The video is not recommended for those most susceptible


Scoperta e denuciata grazie alla telecamera installata dalla famiglia




Solo una persona profondamente malata può comportarsi in un modo simile,addirittura verso un bambino di 11 mesi

@ Dalida @

La Caporetto negata dal Pd,di Marco Travaglio



[ dall'inserto satirico ]


Mentre il Pdl di Menomalechesilvioc’è perde 8,5 punti in un anno e tocca il minimo storico, la Lega lo asfalta al nord e Fini può rivendicare i successi in Lazio e Calabria con i suoi Polverini e Scopelliti, soltanto il vertice del Pd poteva trasformare la débâcle berlusconiana in una Caporetto del centrosinistra (fra l’altro, scambiata per una vittoria). Bersani, cioè D’Alema e i suoi boys (almeno quelli rimasti a piede libero), ce l’han messa tutta per perdere le elezioni più facili degli ultimi anni e, alla fine, possono dirsi soddisfatti. In Piemonte hanno candidato una signora arrogante e altezzosa, bypassando le primarie previste dallo statuto del Pd per evitare di dar lustro al più popolare Chiamparino e riuscendo nell’impresa di consegnare il Piemonte a tale Cota da Novara per solennizzare degnamente il 150° dell’Unità d’Italia. A Roma, la città del Papa, hanno subìto la candidatura dell’antipapista Bonino per mancanza di meglio (il meglio ce l’avevano, Zingaretti, ma l’hanno nascosto alla Provincia per evitare che, alla tenera età di 45 anni, prendesse troppo piede), poi l’han pure lasciata sola per tutta la campagna elettorale. In Campania, calpestando un’altra volta lo statuto, hanno sciorinato un signore che ha più processi che capelli in testa perché comunque era “un candidato forte”: infatti. In Calabria han ricicciato un giovin virgulto come Agazio Loiero, che quando ha perso come tutti prevedevano si è pure detto incredulo, quando gli sarebbe bastato guardarsi allo specchio. Non contenti, questi professionisti del fiasco, questi perditori da Oscar le hanno provate tutte per fumarsi anche la Puglia, candidando un certo Boccia che perderebbe anche contro un paracarro, ma alla fine hanno dovuto arrendersi agli elettori inferociti e concedere le primarie, vinte immancabilmente dal candidato sbagliato, cioè giusto. Hanno inseguito il mitico “centro” dell’Udc, praticamente un centrino da tavola all’uncinetto, perché “guai a perdere il voto moderato”. Infatti gli elettori sono corsi a votare quanto di meno moderato si possa immaginare: oltre a Vendola, i tre partiti che parlano chiaro e si fanno capire, cioè Lega, Cinque Stelle e Di Pietro. Altri, quasi uno su due, sono rimasti a casa o han votato bianco/nullo, curiosamente poco arrapati dai pigolii del “maggior partito dell’opposizione” e dal suo leader, quello che “vado al Festival di Sanremo per stare con la gente” e “in altre parole, un’altra Italia”. Se, col peggiore governo della storia dell’umanità, l’astensionismo penalizza più l’opposizione che la maggioranza, un motivo ci dovrà pur essere. L’aveva già individuato Nanni Moretti nel lontano febbraio 2002, quando in piazza Navona urlò davanti al Politburo centrosinistro “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Sono gli stessi che sfilano in tutti i salotti televisivi, spiegando che la Lega vince perché “radicata nel territorio” (lo dicono dal 1988, mentre si radicano nelle terrazze romane o si occupano di casi urgentissimi come la morte di Pasolini) e alzando il ditino contro Grillo, che “ci ha fatto perdere” e “non l’avevamo calcolato”. Sono tre anni che Beppe riempie le piazze e li sfida su rifiuti zero, differenziata, no agli inceneritori e ai Tav mortiferi, energie rinnovabili, rete, acqua pubblica, liste pulite, e loro lo trattano da fascistaqualunquistagiustizialista. Bastava annettersi qualcuna delle sua battaglie, sganciandosi dal partito Calce & Martello e dando un’occhiata a Obama, e lui nemmeno avrebbe presentato le liste. Bastava candidare gente seria e normale, fuori dal solito lombrosario, come a Venezia dove il professor Orsoni è riuscito addirittura a rimpicciolire Brunetta. Ma quelli niente, encefalogramma piatto. Come dice Carlo Cipolla, diversamente dal mascalzone che danneggia gli altri per favorire se stesso, lo stupido danneggia sia gli altri sia se stesso. Ecco, ci siamo capiti. Ce n’è abbastanza per accompagnarli, con le buone o con le cattive, alle loro case (di riposo). Escano con le mani alzate e si arrendano. I loro elettori, ormai eroici ai limiti del martirio, gliene saranno eternamente grati.



Di errori dalle parti del Pd non ne mancano e sicuramente continueranno,le analisi di Travaglio non fanno una piega,anche se lottare contro una parte politica che continua a votare una coalizione,quella di destra s'intende,che si può permettere qualsiasi dichiarazione o nefandezza che sia,risulta personalmente assai demotivante per qualsiasi competitor.

Escort,palazzo grazioli,villa certosa,processo Mills,da una parte,e dall'altra con raid notturni o diurni a scovare immigrati,per arrivare ai mancati pasti ai bambini nella scuola materna,sono alcuni "piccoli" avvenimenti che costoro si possono permettere e diventano un premio in "gabina elettorale",anche se a salvare il monarca d'Italia è stata più d'una stampella della Lega questa volta.



Il Calderoli incendiario di migliaia di leggi,un numero impossibile nei 150 di storia italiana,sono il simbolo grottesco della vittoria trionfale della Lega!!

&& S.I. &&

martedì 30 marzo 2010

La misoginia di Massimo Fini



di Massimo Fini

Le donne sono una razza nemica. Bisognerebbe capirlo subito. Invece ci si mette una vita, quando non serve più. Mascherate da “sesso debole” sono quello forte. Attrezzate per partorire sono molto più robuste dell’uomo e vivono sette anni di più, anche se vanno in pensione prima. Hanno la lingua biforcuta. L’uomo è diretto, la donna trasversale. L’uomo è lineare, la donna serpentina. Per l’uomo la linea più breve per congiungere due punti è la retta, per la donna l’arabesco. Lei è insondabile, sfuggente, imprevedibile. Al suo confronto il maschio è un bambino elementare che, a parità di condizioni, lei si fa su come vuole. E se, nonostante tutto, si trova in difficoltà, allora ci sono le lacrime, eterno e impareggiabile strumento di seduzione, d’inganno e di ricatto femminile. Al primo singhiozzo bisognerebbe estrarre la pistola, invece ci si arrende senza condizioni. Sul sesso hanno fondato il loro potere mettendoci dalla parte della domanda, anche se la cosa, a ben vedere, interessa e piace molto più a lei che a lui. Il suo godimento – quando le cose funzionano – è totale, il nostro solo settoriale, al limite mentale (“Hanno sempre da guadagnarci con quella loro bocca pelosa” scrive Sartre). La donna è baccante, orgiastica, dionisiaca, caotica, per lei nessuna regola, nessun principio può valere più di un istinto vitale. E quindi totalmente inaffidabile. Per questo, per secoli o millenni, l’uomo ha cercato di irreggimentarla, di circoscriverla, di limitarla, perché nessuna società regolata può basarsi sul caso femminile. Ma adesso che si sono finalmente “liberate” sono diventate davvero insopportabili. Sono micragnose, burocratiche, causidiche su ogni loro preteso diritto. Han perso, per qualche carrieruccia da segretaria, ogni femminilità, ogni dolcezza, ogni istinto materno nei confronti del marito o compagno che sia, e spesso anche dei figli quando si degnano ancora di farli. Stan lì a “chiagne” ogni momento sulla loro condizione di inferiorità e sono piene zeppe di privilegi, a cominciare dal diritto di famiglia dove, nel 95% dei casi di separazione, si tengono figli e casa, mentre il marito è l’unico soggetto che può essere sbattuto da un giorno all’altro sulla strada. E pretendono da costui, ridotto a un bilocale al Pilastro, alla Garbatella, a Sesto San Giovanni, lo stesso tenore di vita di prima. Non fan che provocare, sculando in bikini, in tanga, in mini (“si vede tutto e di più” cantano gli 883), ma se in ufficio le fai un’innocente carezza sui capelli è già molestia sessuale, se dopo che ti ha dato il suo cellulare la chiami due volte è già stalking, se in strada, vedendola passare con aria imperiale, le fai un fischio, cosa di cui dovrebbero essere solo contente e che rimpiangeranno quando non accadrà più siamo già ai limiti dello stupro. Basta. Meglio soddisfarsi da soli dietro una siepe.



L'ho sempre reputato un giornalista idealista,molto contorto nei suoi ragionamenti,assolutamente acculturato,un uomo libero senza peli sulla lingua,magari incomprensibile per certi versi.
L'articolo comparso lo scorso sabato sul Fatto quotidiano mi ha davvero sorpreso,ma in negativo s'intende,non si può scrivere d'un mondo donna come fosse uno standard,e se foss'anche avesse descritto un certo target presente nella società occidentale,cosa vorrebbe dire ugualmente.Se dovessimo esprimere il medesimo giudizio sull'uomo anch'esso presente con altri tipi di target,chissà quante ce ne sarebbero da dire.
Un brutto scivolone di cattivo gusto,in ogni caso è la sua idea di donna sculettante costantemente alle prese del puro opportunismo,dove personalmente non mi ritrovo in questo pensiero.
Ad esempio senza toccare la condizione femminile su 3/4 del pianeta,come del resto lo era all'inizio del secolo scorso anche da noi,nonostante le donne abbiano acquisito dei diritti,dove a volte paiono esagerati,e mi riferisco tra le coppie separate con o senza figli,a parte questa condizione privilegiata,rimangono moltissimi altri aspetti dove costantemente la donna viene penalizzata,sul lavoro e in famiglia,dove viviamo tutti e non mi pare siano rose e fiori,stipendi e carriere assai penalizzanti e in famiglia botte,violenze e molte ci lasciano la vita,le cronache parlano chiaro.

Fortunantamente non tutti la pensano come Massimo Fini,al di là delle siepi o meno...

&& S.I. &&

lunedì 29 marzo 2010

Regionali 2010,il trionfo della Lega e la sconfitta della sinistra



Le sconfitte vanno ammesse,non dare atto soprattutto della vittoria della Lega nord,equivale a nascondersi dietro un dito.
Nelle 13 regioni fino alle ore 15 alle urne,quattro anni fa il risultato fu 10 a 3 per la sinistra,il risultato che si profila in queste ore,per ben che vada sarà un 8 a 5 o addirittura un 7 a 6.

Il risultato più negativo per gli sconfitti,è senza dubbio la perdita del Piemonte,i dati non sono ancora definitivi,ma il vantaggio di Cota si sta consolidando,più negativo poichè la coalizione di Csx si è presentata compatta con l'appoggio dell'Udc,il pessimo risultato può far riflettere soprattutto il Pd,il nuovo segretario Bersani dovrà rivedere parecchie cosette,se rimarrà segretario e se ci saranno altre vie.

Il logorio ormai è palpabile,non ho idea quali potranno essere le nuove strategie per avvicinare e battagliare al nord contro la destra,da Veltroni a Franceschini,per arrivare a D'Alema manco più ascoltato nella sua regione con le primarie vinte da Vendola,rimangano i bastioni del centro Italia,con Liguria e Emilia-Romagna in tenuta.

La nomination per il miglior taglio "de les pelotas", va a Di Pietro,appoggiare De Luca in Campania,oltre non servire a nulla visto il risultato,ha dato motivo a parecchi elettori d'essere della medesima pasta politica partitocratica,quella che si pensava fosse distante anni luce,sino a poche settimane fa.

Note positive oltre la schiacciante vittoria della destra trainata dalla Lega,sono il buon successo del movimento a cinque stelle di Grillo,addirittura decisivo in Piemonte nell'affossare la lista Bresso e in Emilia-Romagna incassare un 6-7% impensabile,chapeau e per essere un debutto,chissà nel futuro?

Nota a parte Vendola in Puglia,nel quale hanno creduto il popolo delle primarie,bontà sua,e la divisione del Cdx in questo caso,ma l'Udc ovunque si presenti fa danni per manifesta incapacità.

Al blog Freedom il risultato delle attuale elezioni regionali non piace,ma sarebbe ridicolo non ammettere la realtà,infatti una tantum,abbiamo iniziato il post con il vincitore seppur di riflesso della tornata elettorale,se doveva esser un referendum su di lui,purtroppo ne è stato premiato.

Quindi democraticamente,il popolo sovrano si goda i nuovi governatori,che a noi non ci scappa manco più da ridere,considerate le "illuminatissime" performance da sempre dei padani,inutile fare l'elenco.


La vignetta che fotografa la realtà....

[@#& blog Freedom &#@]

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,a proposito di pubblica sicurezza



Buongiorno a tutti. Non parliamo delle elezioni ovviamente perché non sappiamo ancora come sono andate, anche se forse più o meno lo si può prevedere come andranno a parte un paio di regioni in bilico.

Irruzione a Sky

Parliamo invece di un tema che credo stia diventando importante, il ruolo delle forze dell’ ordine nella nostra democrazia, sapete che ci sono continuamente, vengono fuori continuamente casi di persone che vengono malmenate dopo un fermo, un arresto, di alcune conosciamo i nomi il caso di Uva, di Aldrovandi, tanti altri casi che sono stati raccontati in questi anni, in questi ultimi mesi che indicano un pericoloso aumento delle violenze da parte di coloro che invece la violenza la dovrebbero reprimere, contenere o ne dovrebbero fare un uso istituzionale.
Abbiamo avuto recentemente il ribaltamento in appello delle sentenze in parte assolutorie che c’erano state in primo grado sulle torture e le violenze di Bolzaneto al G8 del 2001 con la condanna o a pene detentive oppure a risarcimenti di danni nel caso in cui i reati fossero ormai prescritti di alcune decine di agenti di Polizia e Polizia penitenziaria e abbiamo anche negli ultimi tempi delle segnalazioni di persone che vengono prelevate durante manifestazioni, soltanto perché esprimono il loro pensiero parlando, urlando, sventolando striscioni, cartelli e non si sa per quale motivo debbano essere identificate o addirittura portate via, ci sono persone che vengono addirittura convocate dalle forze dell’ordine in corrispondenza con manifestazioni del centro-destra in modo da essere sicuri che sono in Questura o sono in caserma e non vanno alle manifestazioni del centro-destra, non sono cose che si possono fare, anche se purtroppo vengono fatte ugualmente.
Da questo punto di vista non è tanto preoccupante il fatto che avvengano, poi in ogni categoria ci sono le mele marce, personalmente parto sempre dal presupposto che la Polizia abbia ragione, i Carabinieri hanno ragione, i magistrati hanno ragione, tra le guardie e i ladri sto dalla parte delle guardie, fino a prova contraria, purtroppo negli ultimi tempi di prove contrarie ne arrivano e non soltanto in casi eclatanti come quello di Cucchi, ma anche in altri meno noti e meno raccontati.
Per esempio mi è capitato ieri di raccontare una storia che mi è stata raccontata da alcuni testimoni oculari, che è avvenuta nel Palazzo di Sky sulla Via Salaria a Roma nella giornata di venerdì, quando Berlusconi è arrivato con il solito corteo armato fino ai denti e questo è giusto, la scorta al Presidente del Consiglio è un atto dovuto, si è recato nel Palazzo di Sky per un’intervista in diretta che poi i giornali hanno raccontato, pochi l’hanno vista in diretta anche se era stata molto reclamizzata, credo abbia avuto 50 mila telespettatori di share in media, una cosa miserrima, lo 0,3% dello share RAI per una notte, la trasmissione evento di giovedì sera al Paladozza messa in piedi da Michele Santoro ha fatto soltanto su Sky il 2,5%, Berlusconi lo 0,3%.
Berlusconi è entrato con il suo corteo, con la sua scorta e con tutto l’apparato e intanto succedeva nel Palazzo una cosa, che per dirla con il Direttore generale della RAI Masi, neanche nello Zimbabwe!
Due uomini della sicurezza interna dell’edificio, scoprivano che nel dipartimento dei grafici, su una grande vetrata di circa 4 metri per 4, era stato affisso un foglietto formato A4 bianco, con stampata una frase, la frase è la seguente “Odiare i mascalzoni è cosa nobile” questa è una frase di Marco Fabio Quintiliano, un intellettuale nato nel 35 d.C. a Calagurris in Spagna e poi trasferitosi a Roma, è diventato il famosissimo Quintiliano, ha scritto questa frase, perché è stata stampata su quel foglio e appiccicata alla vetrata del reparto grafici di Sky, perché proprio giovedì sera, la sera prima, Daniele Luttazzi dal Paladozza nel suo monologo aveva ricordato, demolendo con una sola frase di Quintiliano mesi e mesi di cazzate sul partito dell’odio, dell’amore, quelli che incitano all’odio etc., etc., ha detto quello che personalmente penso e avevo detto anche io a suo tempo dopo il lancio del souvenir sul volto del Presidente del Consiglio, che intanto quello è un matto e non c’entra niente con l’odio, ma in ogni caso se anche uno vuole odiare da casa sua è liberissimo di odiare chi gli pare, l’importante è che l’odio non si trasformi in atti di violenza.
Quindi due ragazzi del reparto grafici dell’edificio di Sky avevano trovato condivisibile quella frase e l’hanno appiccicata. Gli uomini della sicurezza dell’edificio, la sicurezza interna, hanno notato quella scritta e hanno segnalato la cosa alla guardia presidenziale, alla scorta del Presidente del Consiglio e a quel punto è successo qualcosa che per una democrazia è ai limiti dell’incredibile, anzi è oltre, due agenti ben tarchiati della Digos, due montagne umane sono piombate nel piano dove c’è questa vetrata, hanno constatato che era effettivamente stato affisso quel foglietto con quella scritta, hanno chiuso tutte le finestre per evitare che si vedesse da fuori quello che stavano facendo, evidentemente rendendosi conto che stavano facendo qualcosa di grosso, dopodiché uno dei due dopo aver sequestrato il corpo del reato, il foglietto, ha fatto irruzione dentro l’ufficio dei grafici, si è diretto verso il computer principale, si è messo ad armeggiare alla tastiera, ha cercato di aprire gli ultimi file aperti per cercare di incastrare, di individuare colui che aveva scritto e stampato quella scritta, ma purtroppo per lui i grafici non usano il mouse, usano la tavoletta grafica e questo agente non la sapeva usare, per cui ha chiesto a una persona lì presente, a una ragazza di aiutarlo a aprire gli ultimi file, nel tentativo di smascherare gli autori dell’orrendo misfatto, senza sapere che peraltro i due ragazzi erano già stati portati sotto, all’ingresso, interrogati da un’altra coppia di agenti della Digos e avevano immediatamente dichiarato, dato che non avevano niente da nascondere, di avere stampato e affisso loro quella scritta.
A quel punto sono stati identificati e da quello che risulta stavano per essere portati in Questura, non so se sia un provvedimento di fermo, cosa volessero fare a questi due ragazzi, soprattutto quale reato avessero commesso, affissione di messaggi di Quintiliano, citazioni latine proibite, porto abusivo di cultura latina, non si sa quale sia il reato che avevano individuato questi somari che avevano ritenuto delittuoso un comportamento assolutamente legittimo e secondo me anche doveroso, sta di fatto che poi interviene un componente dell’ufficio legale della società che riesce a scongiurare almeno che questi vengano portati via dalla Polizia.
Quintiliano invece non l’hanno ancora trovato, ma lo stanno cercando con unità cinofile, con posti di blocco e quindi non si dispera di bloccare anche il capocellula di questo covo di terroristi che si annida nell’ufficio grafici del Palazzo di Sky.
Capite che se si arriva a questi estremi, a punire le idee, a punire la cultura, soltanto perché qualcuno con un eccesso di zelo degno di migliore causa, appena legge “odiare i mascalzoni è cosa nobile” pensa immediatamente a Berlusconi, perché non c’era scritto “odiare Berlusconi” c’era scritto “odiare i mascalzoni” bisognerebbe interrogare i poliziotti privati e della Digos e dire loro: com’è che vi è subito venuto in mente Berlusconi appena avete letto il messaggio, visto che Quintiliano difficilmente nel primo secolo dopo Cristo si riferiva a Berlusconi quando scriveva “odiare i mascalzoni è cosa nobile”? Se si passa sopra queste cose, se non ci sarà qualcuno che si prenderà la responsabilità di quello che è successo, se questa notizia resterà confinata su Il Fatto quotidiano o sui nostri blog, se non si comincerà a chiedere molto civilmente conto alla Questura di Roma del comportamento di questi agenti e se la Magistratura romana non prenderà dei provvedimenti nei confronti di questi signori e se i loro stessi colleghi non cominceranno a dire: noi non c’entriamo con certi comportamenti, vorrà dire che abbiamo fatto un altro passo in avanti verso il regime, venerdì pomeriggio alle 14,30 quando si è verificato questo fatto incredibile e un poliziotto che entra nel personal computer di un lavoratore per cercare di capire chi ha appeso a un muro un messaggio di un autore latino. A furia di lasciar passare queste cose ci abituiamo e l’assuefazione fa entrare un altro pezzo di regime dentro le nostre teste e quindi ci rende sempre più tolleranti verso nuovi abusi di potere, perché questo è chiaramente un abuso di potere, grosso come una casa ai danni di due cittadini che non avevano fatto assolutamente niente di male, avevano esercitato un diritto costituzionale previsto dall’Art. 21 della Costituzione.
Tra l’altro esponendo un pensiero che non era neanche loro, ma era di Quintiliano, che quando saranno finite le ricerche, forse quegli agenti della Digos, scopriranno essere anche ampiamente morto. Altro fatto che segnala un preoccupante scivolamento verso il regime del nostro paese in controtendenza tra l’altro rispetto invece a momenti in cui le forze dell’ordine anche ai massimi livelli sanno tenere la schiena dritta, non più tardi di due sabati fa la Questura di Roma ha tenuto botta davanti agli insulti, minacce e addirittura alle calunnie, infamie che alcuni cialtroni del centro-destra hanno lanciato contro la Polizia romana soltanto perché i responsabili della polizia hanno calcolato, secondo me anche esagerando, in 150 mila i partecipanti alla misera manifestazione di Piazza San Giovanni con Berlusconi con lo scolapasta in testa, erano probabilmente 60/70 mila i partecipanti a quella manifestazione, in Questura generosamente glieli hanno portati a 150 mila, ma loro avevano detto che erano un milione e quindi anche i 150 mila generosamente concessi dalla Questura, sono sembrati un attentato all’immagine del Presidente del Consiglio.
Quello è stato un segnale che ci ha fatto piacere perché ci ha fatto vedere che esiste ancora un’autonomia da parte delle forze dell’ ordine rispetto non al governo, perché poi li ha difesi anche Maroni i poliziotti, ma rispetto agli esaltati, ai fanatici dell’entourage berlusconiano.

Le punizioni a Gioacchino Genchi

Purtroppo in controtendenza con questo evento, negli stessi giorni succedeva una cosa, Gioacchino Genchi, è un vicequestore di Polizia, è in servizio da 23 anni, ha lavorato con Giovanni Falcone e poi ha lavorato per cercare di scoprire, in mezzo a depistaggi di ogni genere, chi aveva ucciso Giovanni Falcone e poi Paolo Borsellino.E' uno delle memorie storiche delle indagini tecnologiche, telefoniche e telematiche per trovare non solo gli esecutori e i mandanti diretti del primo cerchio, ma anche i mandanti occulti delle stragi e di tutto quello che c’è intorno la fine della prima Repubblica e l’inizio della seconda, per queste ragioni è diventato un pericolo pubblico, per i cattivi, per i malfattori, per queste ragioni dovrebbe essere protetto dalla polizia.
Per anni ha lavorato in aspettativa sindacale privatamente, adesso l’anno scorso è rientrato nei ranghi della Polizia, ma subito dopo è bastato un avviso di garanzia e una perquisizione realizzata dagli uomini del Ros e disposta dal Procuratore Achille Toro di Roma, Procuratore aggiunto, ora dimissionario perché beccato a combinarne di cotte e di crude nello scandalo della protezione civile, per quell’inchiesta nel mentre di quell’inchiesta Genchi è stato sospeso dal servizio, gli hanno ritirato il tesserino, la pistola, il distintivo, ha subìto poi un’altra sospensione e le sospensioni dal servizio finivano il 23 marzo, meno di una settimana fa, a quel punto avrebbe dovuto rientrare in servizio, invece proprio il 22 marzo, alla vigilia del suo rientro in servizio, gli è arrivato un altro provvedimento di sospensione, firmato il Capo della Polizia, Antonio Manganelli. “Visto il Dpr, la legge, il Decreto Legislativo, i decreti… con cui sono stati aggiunti al vicequestore aggiunto della Polizia di Stato Genchi due sanzioni disciplinari della sospensione del servizio ognuna per la durata di 6 mesi, che cumulano i loro effetti fino al 23 marzo 2010, considerato che gli accennati provvedimenti disciplinari sono stati adottati a carico del funzionario per avere lo stesso rilasciato dichiarazioni gravemente lesive del prestigio di istituzioni dello Stato, poi riportate su organi di stampa nazionali e nonostante specifiche e puntuali iniziative poste in essere dall’amministrazione volte a richiamare il Dott. Genchi a attenersi alle disposizioni dipartimentali sui rapporti con gli organi di formazione, viste le dichiarazioni rese dal Dott. Genchi nel corso di un convegno svoltosi a Cervignano nel Friuli il 6 dicembre 2009, e nel corso del congresso dell’Italia dei valori del 6 febbraio 2010 a Roma, alle quali è stata data ampia diffusione sui mass media a livello nazionale. Considerato che il contenuto delle dichiarazioni rese dal funzionario anche in questa circostanza pericolosamente lesivo per il prestigio delle istituzioni dello Stato, sembrerebbe potenzialmente idoneo a concretizzare un comportamento fortemente scorretto sotto il profilo deontologico da parte di un funzionario della Polizia di Stato, proprio in relazione ai doveri connessi alle funzioni rivestite e alle responsabilità sottese alla qualifica coperta e quindi valutabili disciplinarmente, considerato, infatti, che è ancorché sospeso dal servizio e non tenuto quindi a attenersi agli obblighi strettamente connessi allo svolgimento della prestazione lavorativa, il Dott. Genchi come ogni appartenente all’amministrazione della pubblica sicurezza deve comunque rispettare tutti quei doveri generali che siano compatibili con il suo attuale status giuridico, tra cui il dovere di fedeltà e correttezza nella condotta.
Considerato che in relazione al comportamento in questione in quanto apparentemente suscettibile di integrare fattispecie di inflazioni disciplinari, punibili con una sanzione più grave della deplorazione, in data odierna è stata disposta nei confronti del funzionario un’inchiesta disciplinare ai sensi dell’Art. 19 etc., ritenuto inoltre che dalla lettura delle dichiarazioni concesse appare che il funzionario nonostante i provvedimenti adottati nei suoi confronti stia perseverando in una gravissima condotta assolutamente in contrasto con i propri doveri, oltre che pregiudizievole per l’immagine e il decoro delle istituzioni di appartenenza e gli altri organismi dello Stato, ritenuto che per quanto sopraesposto sussistano gravi motivi previsti dall’Art. 92 per l’adozione nei confronti del Dott. Genchi della sospensione cautelare dal servizio per motivi disciplinari, visto il secondo comma etc., così come modificato decreta per i motivi indicati in premessa il Vicequestore aggiunto della Polizia di Stato Dott. Gioacchino Genchi e sospeso cautelarmente dal servizio ai sensi del combinato disposto etc., a decorrere dal giorno successivo della data di notifica, quindi del 23 marzo, esattamente dal giorno in cui dopo un anno di sospensione in seguito a due provvedimenti successivi di 6 mesi, lui avrebbe dovuto rientrare in servizio.
Al predetto funzionario, è citato un funzionario che deve citare l’inchiesta a Genchi, compete un assegno alimentare nella misura stabilita dalle vigenti disposizioni di legge, non lo lasciano senza mangiare, il Direttore centrale per le risorse umane incaricato dell’esecuzione del presente decreto attraverso il quale ha ammesso presentare ricorso giurisdizionale al Tar etc., Direttore generale della pubblica sicurezza Manganelli.”

Genchi fuori, macellai dentro

Come vi ho detto c’è un’inchiesta disciplinare aperta, perché? Questo è il provvedimento cautelare di sospensione per altri 6 mesi, terzo, dopo il quale c’è la radiazione, perché hanno fatto il provvedimento di indagine?
L’inchiesta interna disciplinare? Perché Genchi, come avete sentito, ha fatto un convegno a Cervignano del Friuli dicendo delle cose e poi ha accettato di intervenire non al congresso dei ladri, dei mafiosi, degli stupratori, al congresso di un partito che si chiama Italia dei valori che a alcuni può piacere a qualcun altro può non piacere, ma ha esercitato il suo diritto di poliziotto, tra l’altro sospeso, quindi non è neanche in questo momento in servizio e perché ha parlato, ha parlato perché ha voluto rispondere a alcune contestazioni, ha detto alcune cose condivisibili, altre non condivisibili, come è legittimo che ogni cittadino faccia, ha leso gravemente le istituzioni, beh più di quanto non le ledano coloro che le rappresentano, credo sia difficile, perché era stato sospeso l’altra volta? Era stato sospeso perché aveva dato un’intervista a un settimanale in cui spiegava il suo ruolo di consulente tecnico, visto che nessuno capiva quale era il suo ruolo e i giornali continuavano a scrivere che lui intercettava milioni di persone, mentre lui non ha mai fatto intercettazioni, poi aveva risposto su Facebook a Gianluigi Nuzzi che lo aveva accusato di cose molto gravi e lui gli aveva risposto su Facebook, non ho idea se un poliziotto possa rispondere su Facebook, può darsi che non possa, può darsi che non possa neanche dare un’intervista, vedo continuamente interviste di uomini delle forze dell’ordine, vedo dichiarazioni, può essere che Genchi non possa e gli altri possono, mi interessa fino a un certo punto.
Quello che mi domando è: dato che siamo praticamente alla sicura radiazione di Genchi dopo la terza sospensione dal servizio, a meno che il Tar non annulli questi provvedimenti, la domanda è: è proporzionato quello che ha fatto Genchi o è accusato di avere fatto, parlato, espresso opinioni pubblicamente con la sanzione che gli si vuole comminare rispetto anche a un signore che per 25 anni ha servito fedelmente lo Stato aiutando tribunali, pubblici Ministeri, corti di assise, d’appello etc., a far condannare centinaia e centinaia di assassini, stragisti, sequestratori, trafficanti di droga? Soprattutto la Polizia di Stato è così inflessibile con i suoi membri? Con i suoi uomini in organico quando violano altre norme? Ammesso e non concesso che Genchi abbia volato delle norme? Se ha violato delle norme ha violato delle norme interne, non certo degli articoli del Codice Penale perché rispondere a un giornalista su Facebook non è reato, dare un’intervista non è reato, se ci fossero dei reati sarebbe stato condannato per diffamazione, calunnie etc., cosa che non è, è indagato dalla Procura di Roma per iniziativa di quel famoso Achille Toro di cui abbiamo visto recentemente le gesta.
Al di là di quello, poi uno è indagato, poi si vedrà se viene condannato oppure no, per il momento non c’è neanche da quello che so, la richiesta di rinvio a giudizio, allora? Allora può essere che ci siano dei regolamenti interni, delle cose, noi siamo di fronte veramente a un comportamento curioso da parte dei vertici della Polizia, per esempio per le violenze e le torture alla Scuola Diaz e alla Caserma di Bolzaneto durante il G8 di Genova sono state condannate decine e decine di persone, molte delle quali agenti o funzionari o dirigenti di polizia, vogliamo fare qualche esempio? Vincenzo Canterini è stato condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz e è stato promosso Questore e ufficiale di collegamento dell'Interpol all’Ambasciata di Bucarest italiana.
Michelangelo Fournier, quello che parlò di una macelleria messicana, vergognandosi di quello che era successo, condannato a 2 anni in primo grado è ai vertici della direzione centrale antidroga della Polizia di Stato, Alessandro Perugini, famoso per avere preso a calci in faccia un ragazzo di 15 anni è stato condannato in primo grado a due anni e 4 mesi per le sevizie di Bolzaneto e a due anni e 3 mesi per altri arresti illegali, è diventato capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente della Questura di Alessandria.
Sapete chi è l’unico che è stato sospeso dal servizio dopo la condanna in primo grado per i fatti di Genova? E’ un dirigente di Polizia Municipale che aveva strappato la mano a un manifestante, ma non l’hanno sospeso perché aveva strappato la mano a un manifestante, per quello sarebbe ancora in servizio, l’hanno sospeso perché hanno scoperto che aveva stuprato anche delle prostitute che erano in stato di fermo in un ufficio di Polizia, per lo stupro delle prostitute, non per lo squarciamento della mano, l’hanno cautelarmene sospeso, quindi è nelle stesse condizioni di Genchi, uno che a scritto una risposta su Facebook e uno che ha squarciato una mano a un manifestante minorenne e ha violentato delle prostitute in stato di fermo, sullo stesso piano, gli altri due anni e mezzo, due anni e 4 mesi e 8 mesi etc., tutti in servizio, oppure promossi!

Allora la domanda è, dato che vi ho letto prima quella giaculatoria: “ha leso gravemente il prestigio e l’onore delle istituzioni, la sua presenza in servizio è nociva per l’immagine della Polizia”, a proposito di Genchi, la domanda è: pestare a sangue e torturare manifestanti che non hanno fatto niente in una scuola o in una caserma, è per caso lesivo per il prestigio delle istituzioni? E la permanenza in servizio di chi ha fatto queste cose è per caso nociva per l’immagine della Polizia? Fino a quando a pagare sarà soltanto Genchi che ha fatto un’intervista e un intervento al congresso dell'IdV e una risposta a Facebook e non gli autori di violenze etc., etc., saremo autorizzati a pensare molto male e io di questo mi dispiaccio perché sono sempre stato un difensore della Polizia e delle forze dell’ordine. Mi piacerebbe che i vertici della Polizia ci aiutassero a avere fiducia in loro e a solidarizzare con loro, passate parola!

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Finalmente Travaglio tratta l'argomento dei vari fatti di cronaca,dove dentro e fuori le carceri o nei primi interrogatori,i fermati o gli arrestati fanno una brutta fine,e l'alone di drammatico mistero,criminale però,rimane per anni nella cortina fumogena,quando poi si arrivi a sentenza,normalmente si tratta di assoluzioni o di pene irrisorie.

[ Kenzo ]

domenica 28 marzo 2010

Incidente shock,la campagna contro gli incidenti stradali in Galles

Prendendo spunto dalla trasmissione di Milena Gabanelli,che sta trattando l'argomento su Report



Poichè solo in questo modo,dando un fortissimo pugno sullo stomaco si possono modificare certi comportamenti mentre si è alla guida,oltre le distrazioni soprattutto l'alta velocità e l'assunzione di droghe e alcool.

14 morti ogni giorno causa incidenti stradali nel nostro paese,possono essere evitati in buon numero

[@#& blog Freedom &#@]

Earth hour,tutto il mondo unito contro gli sprechi energetici









Lucine a Taipei (Reuters)

Taipei (Taiwan)

Candele a Islamabd (Afp)

Islamabad (Pakistan)

Cairo (Afp)

Il Cairo (Egitto)

Houses of Parliament di Londra (Reuters)

Londra (Uk)

Vilinius, Lituania

Vilnius (Lituania)

Città del Messico (Reuters)

Città del Messico

Roma, fontana di Trevi (Afp)

Fontana di Trevi (Roma)

Dal più piccolo gesto alle scelte energetiche rinnovabili,ognuno di noi può fare moltissimo per preservare questo nostro unico pianeta.

[@#& blog Freedom &#@]

Nel nome dell'amore,di Michele Serra




Euforia nel cdx dopo il riuscitissimo scherzo messo in atto alla manifestazione romana di sabato scorso. Berlusconi aveva scommesso con i suoi ministri che lo slogan 'L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio' (un appunto trovato tra le carte di un pubblicitario suicida) sarebbe stato preso sul serio dalla folla plaudente. Lo slogan, pensato per promuovere un nuovo psicofarmaco, era stato rifiutato dal cliente e successivamente da un'azienda di preservativi, da una ditta di spazzoloni da cesso e addirittura dai Dianetici. Ha funzionato alla grande con i militanti del Pdl, tra le matte risate dei ministri presenti che non riuscivano a crederci. Dalla lettura del labiale è stato possibile raccogliere questo breve scambio di battute. La Russa: "Ma come? Una minchiata del genere? Ma sei sicuro?" Berlusconi: "Vedrai. Piacerà moltissimo. Vent'anni di palinsesti Mediaset non possono non avere lasciato il segno". La strategia del buonumore è talmente piaciuta al premier e ai suoi luogotenenti che sono già previste nuove tappe: una vera e propria escalation.

Maggio 2010 Lo stato maggiore del Pdl sfila dietro lo striscione 'La salute e l'allegria tutti i dolori portano via', tra due ali di folla in delirio. Un coro di vergini intona 'Per fortuna che Silvio c'è' nella nuova versione rap, peggiorativa perfino rispetto all'originale, che dura quaranta minuti e si conclude con l'irruzione dei parà che le imbavagliano e le trascinano via a braccia. La folla è all'acme dell'eccitazione. Nel suo comizio il premier, che in piazza San Giovanni aveva già annunciato la sconfitta del cancro (applauditissimo dalla folla), fornisce la sestina vincente del Superenalotto, ingravida una militante e racconta la barzelletta sul negro beneducato che mangia gli esploratori solo con la forchetta. Folla in visibilio. Breve intervento di Bossi che pronuncia parole di fuoco contro le adultere, maledice gli arabi e saluta con un rutto. Successo travolgente.

Ottobre 2010 Congresso del Pdl al Colosseo: dura 20 minuti e consiste nell'elezione per acclamazione di Silvio Berlusconi, vestito da generale. "Nessun equivoco e nessuna assunzione di competenze non mie", spiega ai giornalisti, "perché come avrete potuto notare la divisa è quella della Wehrmacht". La folla è al settimo cielo. Lo slogan dietro il palco è 'Un volto pulito di fanciulla è lo spettacolo più bello del mondo, ma dovreste vedere le tette!'. È apprezzatissimo dalla folla delle famiglie tradizionali, che fanno a gara per farsi fotografare col cellulare sotto lo striscione e mandare la bella immagine ai bambini che aspettano a casa. Il premier racconta la barzelletta del gay che cade da un elicottero su un traliccio, la folla si sganascia. Segue invettiva contro i giudici comunisti, i geometri comunisti, gli idraulici comunisti e le violiniste comuniste, infine il premier sale su una mongolfiera e scompare nel tramonto infocato. Bossi interviene minacciando tutte le razze bastarde, agitando un rastrello. Annuncia la fuoruscita dall'euro e l'introduzione del tallero padano. La folla è sempre più felice.

Aprile 2011 Questa volta lo striscione che apre il corteo del Pdl è stato scelto mescolando alcune lettere dello Scarabeo: lo slogan è 'PPGAAU ITTRW GOOSXIO'. La folla è letteralmente entusiasta. Berlusconi, da un palco alto cinquanta metri e circondato dall'aviazione, tuona contro i notai comunisti, le vedove comuniste, i palombari comunisti e i cani comunisti. Poi racconta la barzelletta dell'ebreo che ad Auschwitz racconta barzellette sugli ebrei. Bossi fa solo una breve comparsa, lancia fette di polenta sulle prime file, condanna i rapporti prematrimoniali e dichiara guerra all'Europa. La folla, cantando felice, parte direttamente per il fronte.

[ da L'Espresso ]

Tutto è amore signori,l'importante è che non esistano e vengano eliminati per sempre,i comunisti,le toghe rosse e qualsiasi resistenza che non sia in sintonia con il partito unico aziendalista.

LOVE!! LOVE!! LOVE!!

[ Kenzo ]

sabato 27 marzo 2010

Rodan,il maschio di cicogna trasvolatore per amore


ogni anno percorre 13mila km per amore della sua Malena

Il maschio di una cicogna viaggia dal Sudafrica alla Crozia





L'amore non ha confini e neanche distanze. A darne l'ennesima dimostrazione è il maschio di una cicogna che, puntuale come ogni anno e con l’arrivo della primavera, torna in Croazia per incontrare la amata. Rondan, questo il suo nome, dopo aver percorso in volo 13 mila chilometri dal Sudafrica, si incontra con la sua amata Malena, una cicogna che a causa di una vecchia ferita non riesce più a fare la lunga traversata stagionale.

Come riferisce il quotidiano Jutarnji List, ad accogliere Rodan questa volta vi era una schiera di curiosi e giornalisti. Ma lui è rimasto indifferente alla notorietà mediatica ed è volato direttamente da Malena (Piccola) che lo aspettava fedele nel suo nido d’amore nel villaggio di Brodski Varos, nell’est della Croazia. «È il quinto anno consecutivo che Rodan torna da Malena», ha spiegato alla stampa Stjepan Vokic che dal 1993 si prende cura della cicogna, dopo che alcuni cacciatori l’avevano colpita a un’ala procurandole una ferita che le impedisce di volare. Negli altri nidi, racconta Vokic, le cicogne torneranno tra cinque o sei giorni, mentre Rodan è sempre il primo ad arrivare poichè sa che c’è la sua Malena che lo aspetta impaziente.

Questa sarà anche la quinta volta che si accoppiano e tra un paio di mesi nel nido ci saranno quattro o cinque baby-cicogne alle quali Rodan, come negli anni passati, insegnerà a volare dato che Malena non è in grado di farlo. I piccoli se ne andranno con lui in Africa all’inizio dell’inverno, mentre Malena resterà in Croazia ad attendere la prossima primavera e il ritorno del suo fedele Rodan.

[ da La Stampa ]

La fedeltà sentimentale ripetuta nel tempo,ogni anno il suo batter le ali nel cielo tra l'Europa e l'Africa,nell'eterno istinto che si divide tra la conduzione della prole e il ritorno dalla sua amata.

Le favole esistono,peccato che siano quasi sempre ad appannaggio degli animali

@ Dalida @

Bertolaso e la cricca parentale,assunti per potere "divino"




Lo "Stato nello Stato" ha imbarcato proprio tutti. Tutti quelli che bisognava imbarcare. Figli e nipoti di: generali, colonnelli, magistrati della Corte dei conti e della Corte costituzionale, cardinali, prefetti, direttori generali del Tesoro (gli stessi che devono controllare le spese della Protezione civile), avvocati di Stato, 007 dei servizi segreti, dirigenti e segretari generali della Presidenza del consiglio dei ministri, ex capi dei vigili del fuoco, dirigenti sindacali.

Tutti assunti per chiamata diretta. Senza concorso. Tutti catapultati nel dipartimento-carrozzone più generoso d'Italia. Quello della "procedura straordinaria", della deroga continua a tutto. Anche all'articolo 97 della Costituzione che prevede il concorso per entrare nella pubblica amministrazione. In Protezione civile i posti di lavoro si materializzano su indicazione di Guido Bertolaso. Che di problemi, da questo punto di vista, non se n'è mai fatti. Avendo piazzato il cognato ed ex socio in affari, Francesco Piermarini - ingegnere in stretti rapporti con uno dei pilastri della "cricca dei banditi", l'imprenditore Diego Anemone - a lavorare in evidente "conflitto d'interessi" nei cantieri del G8 della Maddalena.

"L'anomalia istituzionale è mostruosa - dice il senatore Pd Mario Gasbarri - questo è l'unico settore della pubblica amministrazione dove la parola concorso pubblico non esiste e dove si va avanti con assunzioni parentali e amicali in cui la grande assente è la competenza. Alla faccia di Brunetta". Nel mare grande del pubblico impiego, in effetti, l'attuale Protezione civile è un isola del tesoro sciolta dagli ordinamenti dello Stato.


Un coacervo istituzionale dove il nepotismo e il clientelismo sono elevati alla massima potenza grazie anche a un "congelamento" delle norme che regolano le assunzioni statali. E dove un posto, una collaborazione, un salto di carriera, un trattamento economico extra moenia, si materializzano sempre. Anche se sei un pensionato di 83 anni (è il caso di Domenico Rivelli, "collaboratore per le problematiche amministrativo-contabili dell'emergenza rifiuti a Napoli"). Anche se di emergenze e calamità hai sentito parlare solo in televisione. Può capitare di essere figli del capo del personale di palazzo Chigi (Giuseppina Perozzi). E così si aprono le porte dell'ufficio stampa del dipartimento.

E' il caso di Eugenio D'Agata, già "collaboratore dell'emergenza eventi avversi" in Calabria, assunto a 24mila euro assieme ad altri 199 con la recente legge 26 che ha trasformato il decreto 195, quello della "Protezione civile spa". Del mazzo dei fortunati fa parte anche Carola Angioni, figlia del generale Franco Angioni, capo della spedizione in Libano, oggi assunta dopo aver collaborato a tamponare nel 2007 "l'emergenza eventi atmosferici" nel Veneto. I rifiuti di Napoli sono stati il banco di prova di Marta Sica, figlia del vicesegretario generale di palazzo Chigi: arruolata anche lei. Come la nipote del cardinale Achille Silvestrini, come la figlia di Carmen Iannacone, funzionaria della Corte di conti addetta al controllo degli atti di palazzo Chigi.

Sono molti i magistrati che hanno prole tra i protettori civili: almeno cinque della Corte di conti, e cioè quello che dovrebbe essere il cane da guardia del dipartimento. Due sono Rocco Colicchio e Marco Conti. Un'altra è la segretaria generale, Gabriella Palmieri. Poi c'è la Corte costituzionale. Giovanni De Siervo, figlio del vicepresidente della Corte, Ugo De Siervo, è in squadra. Si è occupato dell'esondazione del Sarno e ora segue le "relazioni con gli organismi internazionali".

Fino al 2004 i dipendenti della Protezione civile erano 320. Oggi sono 800, di cui 150 "comandati" (provenienti già da altre amministrazioni). Cinquecento assunti in cinque anni. Gli ultimi 200 Bertolaso li ha chiamati a corte a fine febbraio: da co. co. co. a contratto a tempo determinato. In attesa di essere stabilizzati. Ovviamente senza concorso. Altri 16 dirigenti a contratto (con ordinanza) diventeranno in questi giorni dirigenti dello Stato, stipendio da 3 mila euro netti.

L'elenco dei neo protettori è una specie di manuale Cencelli. Puoi trovare la figlia del prefetto Anna Maria D'Ascenzo, già capo del dipartimento dei vigili del fuoco; quella del colonnello Roberto Babusci che dirigeva il centro operativo aereo della Protezione civile; la nipote dell'ex presidente della Rai Ettore Bernabei e il figlio di Mario Ferrazzano, segretario generale del sindacato della presidenza del consiglio Snaprecom. Un dipartimento fidelizzato. E la fede con Bertolaso paga. Nel "cerchio magico" ci sono Agostino Miozzo, Marcello Fiori e Bernardo De Bernardinis. Tutti e tre sono stati nominati (da co. co. pro che erano) dirigenti generali della Presidenza del consiglio con norme ad personam. Infilate nel decreto rifiuti del 2008. Guadagnano 170mila euro. Quando nel 2001 sono stati assunti, i primi due erano estranei alla pubblica amministrazione. Facevano solo parte della squadra di Rutelli al Giubileo. Da oggi a vigilare sull'operato della Protezione civile, "a difesa dell'equità di trattamento dei lavoratori", c'è una consulta permanente creata dalla Cgil. Basterà?

[ da La repubblica ]

Con quel che fa emergere l'articolo non ci si può stupire della telefonata intercettata,dove si rideva del terremoto e degli appalti che ne sarebbero conseguiti,chi fa parte della cricca del potere ha sempre il vento in poppa,quasi un diritto divino di potersi arricchire.
Del resto il sistema Italia non è nuovo a queste imprese,fa parte della consolidatissima abitudine di coalizzarsi fuori legge.

[ Kenzo ]

venerdì 26 marzo 2010

Enrico Lucci la iena e la pedofilia vista dalla chiesa



di Luigi Galella

Enrico Lucci appare come un “cretino”. A guardarlo ogni settimana a Le Iene (Italia 1, mercoledì, 21.10), di cui è veterano e primadonna, si mostra talvolta coi riflessi lenti e lo sguardo fisso, impietrito sul suo interlocutore. Come se tardasse a capire. Un extraterrestre disorientato, sconnesso e un po’ imbranato. Un bambino ignaro delle cose del mondo, che fa quasi tenerezza nel suo candore. In altri casi, con gioviale goliardia, si avvicina a una qualche celebrità, sorridendole come se fossero amici d’infanzia, dandole confidenzialmente del tu e abbracciandola, e facendo così cadere ogni difesa. Come in passato è accaduto all’algido Fini e allo sprezzante D’Alema: al primo fece rinnegare Mussolini e al secondo lo ricongiunse con Veltroni, al quale il leader Maxìmo – incoraggiato e quasi costretto da Lucci – rivolse perfino un sofferto: “Ti voglio bene”.
Difficile includerlo nella categoria del mondo dello spettacolo, riduttivo considerarlo semplicemente un giornalista. Eppure, come giornalista, ha addirittura anticipato il New York Times, che ha pubblicato il reso-conto giudiziario di un caso di pedofilia, che la Chiesa di Ratzinger e Bertone avrebbe occultato negli anni ’90. E’ sulle prime pagine dei quotidiani di tutto il mondo. Ma Lucci al “tema” era arrivato prima degli altri. Con delle semplici domande rivolte a una serie di alti prelati incontrati un anno fa. Qual è l’atteggiamento della Chiesa, che cosa deve fare il Penitenziere nel momento in cui è di fronte al caso di un prete pedofilo? Denunciarlo all’autorità giudiziaria o informare il Vescovo? Padre Leon Lemmens rispondeva: prima bisogna accertarsene bene, poi prendere le misure ed “eventualmente” informare le autorità. “Eventualmente – ripeteva la Iena – non automaticamente?”, e il Prelato accomodante: “Bisogna vedere, se è una piccola cosa o una grande cosa”.
“E poi denunciarlo?”, chiedeva Lucci, e l’altro, preoccupato: “No no, avvertirlo, allontanarlo…” Allo stesso modo, le risposte del Penitenziere di S. Maria Maggiore, Don Pedro Fernandez, che alla domanda: “Se sapesse di un prete pedofilo lo denuncerebbe alla Polizia?” chiamava in causa San Paolo, che nelle sue Lettere – nella lettura di Don Pedro – riteneva che tutto si dovesse risolvere in seno alla Chiesa.
A distanza di un anno, dopo il chiaro pronunciamento di Ratzinger, circa il comportamento della Chiesa verso la pedofilia, la Iena è tornata a parlare con Don Pedro. Che si è rifiutato di rispondere e gli ha chiuso la porta in faccia. Perché “noi siamo un programma di idioti e io un cretino inaffidabile”. Ma il Papa era stato chiaro, concludeva Lucci, scandendo bene le parole: “I preti pedofili vanno portati in Tribunale”. Smentendo tuttavia, Benedetto XVI, perfino se stesso. Nel ’96, come appunto scrive il NYTimes, J. Ratzinger avrebbe coperto il caso di padre Lawrence C. Murphy, che tra il 1950 e il 1974 aveva abusato di 200 bambini sordi. Siamo sicuri che il geniale “cretino”, stavolta, tenterà di chiederne ragione allo stesso Pontefice.


Lucci lo possiamo considerare il "forrest gump" dell'inchiesta targata Iene,un mix tra informazione,divertimento e originale savoire faire molto particolare,senza dubbio non è e non sarà mai l'inchiesta giornalistica professionale,però il successo che lo accompagna in questi anni,è diventato e rimarrà un cult del piccolo schermo.

Le mie personali riflessioni sul tema pedofilia,per ciò che riguarda il coinvolgimento di un buon numero di preti in tali pratiche.

La pedofilia ben presente e radicata tra le mura delle chiese,potrebbe essere arginata in modo consistente tramite una profonda riforma,ovvero liberalizzando la facoltà o meno di diventare pastori,per meglio dire,la possibilità di poter mettere su famiglia.

Altro semplice consiglio,quando vi sono pesanti sospetti su preti pedofili,o accusati di pesanti pratiche sessuali verso chicchessia,in primo luogo lasciare che la giustizia faccia il suo corso,e lo spostamento del prete sospettato dev'essere tale da non nuocere fino al chiarimento legale.

Non mi pare che i due consigli siano diffusamente praticati,anzi,molti di loro vengono esonerati dal Vaticano ad essere giudicati e spostati da una comunità ad un'altra,magari continuando a far danni.

&& S.I. &&

giovedì 25 marzo 2010

Anno zero sul web,la Rai liberata per una notte




Il bavaglio è diventato un megafono. E Sofia al massimo il nome di una signorina, non più Capitale di un editto forse abrogato per sempre. Chi la fa l’aspetti e la rivincita va in scena in un Palazzetto dello sport. Di solito gli spalti si riempiono per le partite di basket, una cosa fuori moda con le regole e un arbitro che fischia i falli senza badare al colore della maglia. Il Paladozza stasera accoglie tutti gli squalificati di un gioco senza regole né arbitri: ecco Raiperunanotte, (e)versione di Annozero dopo il cartellino rosso dell’Authority. Michele Santoro l’aveva spiegato: “Stiamo dentro un filo spinato, ma proviamo a tagliarlo”. Dal bucodellaimpar-condiciounilaterale, violata a piacimento dal premier (e se se n’è accorta perfino l’Agcom) sono passate migliaia – forse milioni – di cittadini, davanti a computer, televisioni, maxischermi. Resistere si può e chi intendeva spegnere voci “stonate” ha ottenuto esattamente il risultato opposto. Quelli che “rompono sempre i coglioni”, continuano a farlo: la rispettosa dichiarazione viene rilasciata a Luca Bertazzoni, inviato di Santoro, da un militante del Pdl durante l’affollata manifestazione di piazza San Giovanni.

Le altre affettuose parole sono poco riferibili: le più tenere si augurano la morte di Di Pietro, Travaglio, Santoro. Come si dice: quanti crimini sono stati commessi in nome dell’amore? Ammorbati – dal mal d’amore al cancro – è la campagna elettorale delle malattie. Il segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa Siddi spiega al pubblico che il “vero cancro è la manipolazione”. Ed è solo l’antipasto. Michele Santoro, nell’editoriale di apertura della puntata, si rivolge al presidente Napolitano per suggerirgli che dei tanti acciacchi che affliggono la nostra malridotta democrazia il peggiore è il conflitto d’interessi. Poco prima erano andati in onda due spezzoni registrati: un Mussolini affacciato al balcone e un preoccupantemente simile Silvio Berlusconi in piazza San Giovanni. “Presidente”, inizia Santoro, “noi non siamo dentro il fascismo. Ma certe assonanze sono davvero preoccupanti. E ricorda proprio oggi ricorre l’anniversario della chiusura della Radio Libera di Partinico – l’emittente di Danilo Dolci – silenziata il 25 marzo del 1970. La prima radio libera che dalla Sicilia mandava un sos “perché qui si marcisce di chiacchiere e di ingiustizia. Sos perché la nostra Costituzione dice che tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione. Così diceva Danilo Dolci, presidente. E cosa vuol dire tutti? Tutti escluso noi? Vorrei ricordarle, con grande umiltà, che il presidente Nixon per una telefonata dovette dimettersi”. Poi Santoro cita ancora il sociologo siciliano: “E’ un delitto di enorme gravità quando si registra un’interferenza diretta della politica sulla libertà d’informazione”. E aggiunge: “Questa è una violenza fatta alla Costituzione”. Però attenzione, perché come spiega Gad Lerner: “La censura crea sempre il suo antidoto”.

Il telefono no – “Chiudere i pollai pagati con i soldi pubblici”. Era l’ordine di Berlusconi a Innocenzi dell’Agcom. Invece le galline sono scappate e dimostrano che libere nell’aia fanno più casino che chiuse nel recinto. Così le intercettazioni, eterno cruccio di un premier che non riesce nemmeno se legato a star lontano dalla cornetta, vanno in onda: Mills, Cosentino, Trani, un po’ per tutti i gusti. Santoro le ripropone per dimostrare che tutti i paletti messi ad Annozero non erano un caso. “Non si parla di processi in tv. I processi si fanno in tribunale” (quando si riesce). E infatti, guarda la coincidenza, le docu-fiction vengono ritirate dal commercio. Pochi minuti prima dell’inizio, il segretario della Fnsi Paolo Natale parla al pubblico del Paladozza strapieno.Eraccontacheaisignori di “questa vergognosa Rai” il vizio di telefonare non passa: in queste ore continuano a telefonare per sapere che cosa andrà in onda. Come se dovesse interessare alla Rai un programma che va in onda praticamente dappertutto fuorché sulla Rai. Anche se in Fede, le intercettazioni mica sono il Vangelo. “Berlusconi non vuol far chiudere nessuno”, spiega dallo schermo il direttore del Tg4 intervistato da Stefano Maria Bianchi, così in solluchero che quasi quasi gli dispiace di non essere presente. Testimonial – in effetti chi c’è c’è, chi non c’è si nota. Lo dice Elio in una pausa delle prove, che si aggira aggrottando le sopracciglio-ne. “Molti miei colleghi avrebbero potuto venire, invece hanno scelto di non correre nessun rischio”. Lui, con Storie tese, ha deciso cantare “Italia amore mio” del trio degli orrori, liberamente interpretata. Ma anche senza cambiare il testo va bene lo stesso: “Io non avevo fatto niente e non potevo ritornare”. Da Emanuele Filiberto a Santoro, il paradosso degli esilii. E poi ci sono Giovanni Floris, Norma Rangeri, Vauro, Roberto Pozzan, Giulia Innocenzi, Marco Travaglio applauditissimo. E ancora i volti di Rai-Tre Milena Gabanelli, Riccardo Iacona. La sigla è live: per l’occasione suonata al piano dall’autore, il maestro Nicola Piovani. Sandro Ruotolo ha registrato uno sketch con Roberto Benigni. Si esibiscono Teresa De Sio, Antonio Cornacchione, il trio Medusa. Gillo Dorfles parla e lo ascoltano moltissimi giornalisti venuti perché tutto questo è voluto anche da Fnsi e Usigrai. C’è Morgan, simbolo (vabbè) della censura tossica, c’è Antonello Venditti che chiude lafestaconSara:tuva’drittanonti devi vergognare. Non c’è Enzo Biagi, però c’è Loris Mazzetti, suo storico collaboratore, dirigente Rai,iconadellaparcondicioadue velocità. Nella Rai di Masi e Minzolini,luièstatosospesoperdieci giorni a causa degli articoli apparsi sul Fatto. Siede dietro un filo spinato (ma ha un sacco di buchi).



Verrebbe da augurarsi che la trasmissione Anno zero sia epurata dalla Rai,la puntata organizzata sul web stasera sarà ricordata nella storia della libertà di parola in questo paese,e non solo per le presenze nello stesso istante di navigatori web collegati,tutto ciò grazie alla rete e le realtà televisive e radiofoniche che hanno voluto aderire.

Grazie a tutti noi

[@#& blog Freedom &#@]

La scuola con la q,di Massimo Gramellini




Un istituto di Pordenone ha organizzato le vacanze-studio degli allievi sulla base del loro reddito: la fascia alta a Londra in un buon albergo, la fascia bassa a Monaco in una pensione abitata dai pidocchi. Faremo causa all’agenzia di viaggi, ha detto il preside, come se il problema fossero i pidocchi. Il problema è aver avuto l’idea di separare i ricchi dai poveri, riproducendo persino in una gita scolastica, emblema della comunità conviviale, quelle differenze sociali che all’interno della scuola semplicemente non devono esistere.

Ma cosa ci sta succedendo? In poco più di una generazione siamo passati dall’egualitarismo diseducativo del «sei politico» al calpestamento di ogni sensibilità e del significato stesso di scuola pubblica. Leggevo con gli occhi sbarrati le spiegazioni del sindaco e dell’assessore, entrambe donne ed entrambe giovani, di quel Comune vicentino che l’altro ieri non ha servito il pranzo a nove bimbi dell’asilo nido perché i genitori non pagano la retta. Mica possiamo darla vinta ai furbi, spiegavano le due amministratrici. Giustissimo, e allora denunciateli. Ma senza smettere di garantire ai figli dei furbi l’identico trattamento riservato ai loro compagni. Sono bambini, non divani pignorabili. Mi spaventa il pensiero di come cresceranno i discriminati di Vicenza e di Pordenone. Ma mi spaventa ancora di più come cresceranno i privilegiati: privi dei vincoli minimi di solidarietà umana, per insegnare i quali la scuola pubblica era nata.

[ da La Stampa ]

Dopo la dolcissima buona notizia di ieri si ritorna alla solita cronaca da pugno nello stomaco,è molto importante pubblicare queste incredibili situazioni,sia per far vergognare gli interpreti di tali comportamenti e nel creare anticorpi nel prendere atto di certe mostruosità.
Anche se il messaggio in certe scatole craniche è molto difficile che possa pervenire.

&& S.I. &&

Rai per una notte la diretta in streaming


CLICK RAI PER UNA NOTTE LA DIRETTA

mercoledì 24 marzo 2010

Lucia Uva e Ilaria Cucchi su Repubblica Tv





Stefano Cucchi


Giuseppe Uva





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Gli specchi offensivi del re d'Italia e le risposte adeguate

Dopo aver offeso Soru in Sardegna,Carlomagno nella conferenza e qualche tempo fa Rosy Bindi,ieri l'offesa è stata rivolta a Mercedes Bresso.







Fortunatamente le due signore hanno risposto con ironia al solito piccolo e insulso arrogante




Un uomo,lo statista migliore della storia italiana,costantemente in preda alle manie ossessive,dai comunisti alle toghe rosse,e adesso il maniaco logorroico ce l'ha con gli specchi.

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I palloncini di Claudio,di Massimo Gramellini



Sento l’esigenza di una boccata d’aria pura. Perciò, a chi se la fosse persa, vorrei raccontare la piccola storia di assoluta meraviglia che è apparsa nei giorni scorsi su «Specchio dei tempi». Comincia col funerale di Claudio, custode di una scuola materna di Torino, amatissimo da bambini e genitori per la sua disponibilità. Un italiano di quelli che piacciono a noi, che con un gesto o una parola di buon senso riescono a stemperare i problemi e a colmare i vuoti della struttura in cui lavorano. I bambini riempiono fogli di messaggi e disegni per Claudio. Poi, con la serietà di cui solo loro sono capaci, decidono di recapitarglieli. Come? Ma che domanda stupida, scusate. Attaccandoli a un palloncino in grado di volare fino a lui.

Detto fatto: il palloncino carico di corrispondenza viene liberato nel cielo di Torino. Per un paio di settimane non se ne sa più nulla. Quand’ecco che alla scuola materna arriva una lettera. «Sono una nonna di 70 anni e abito a Parma. Anch’io ho dei nipotini che vanno all’asilo. Volevo dirvi che il palloncino del vostro amico Claudio è arrivato. Caduto su un prato verde appena scoperto dalla neve. Io ho ricordato il vostro amico nelle mie preghiere, ma sono certa che da lassù sarà lui a proteggere voi, che siete stati capaci di un gesto così gentile».

La prima volta che l’ho letta mi sono venuti i lacrimoni. E anche adesso, insomma. Sarà l’età che avanza. O forse la consapevolezza che fin quando ci saranno persone come Claudio, come la nonna di Parma e come quei bambini, non proprio tutto è perduto.

[ da La stampa ]

Grazie Gram,della good news,ed essendo molto commovente la ritengo molto gradita.
Sono d'accordo,nonostante tutto ci sono speranze ed eccellenze nella nostra società,a partire dal mondo dei piccoli.

&& S.I. &&

martedì 23 marzo 2010

Tele bavaglio,dal Fatto quotidiano



Non ho idea come finirà la magistratura e tutto il mondo delle investigazioni in questo paese,se come penso il monarca domenica incasserà come al solito un buon risulato elettorale,perlomeno la libera informazione,continuerà tramite il web e naturalmente con il Fatto quotidiano.

&& S.I. &&

Rai per una notte,giovedì sera su Web e Tv

CLICK SITO RAI PER UNA NOTTE




La satira di Roberto Benigni



















Esistono buonissime probabilità di poter assistere alla puntata di domani sera anche su






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Il piazzista delle cure del cancro,di Massimo Gramellini



L’altra sera, girovagando fra i canali, mi sono imbattuto in un volto ispirato che, dal palco di una piazza, inneggiava all’amore e urlava: entro il 2013 vogliamo vincere il cancro. Giuro, diceva proprio così. Vo-glia-mo vin-ce-re il can-cro. Non la disoccupazione. E nemmeno lo scudetto. Il cancro, «che ogni anno colpisce 250 mila italiani». Sulle prime ho sperato fosse il portavoce del professor Veronesi e ci stesse annunciando uno scoop mondiale. Così ho telefonato a uno dei 250 mila, un caro amico che combatte con coraggio la sua battaglia, e gli ho dato la grande notizia. Come no?, ha risposto, adesso però ti devo lasciare perché sono a cena con Vanna Marchi.

Ho degli amici molto spiritosi. Mi auguro che tutti i malati e i loro parenti la prendano allo stesso modo. E anche tutti i medici che in ogni angolo del pianeta si impegnano per raggiungere quell’obiettivo. In Italia con qualche problema in più, dato che il governo che entro tre anni intende vincere il cancro ha ridotto i fondi per la ricerca scientifica. Vorrei sorriderne, come il mio amico. Ma stavolta non ci riesco. Ho perso i genitori e tante persone care a causa di quel male. E allora: passi per le barzellette, le favole e persino le balle. Fa tutto parte del campionario di iperboli del bravo venditore e il pubblico ormai è assuefatto allo show. Ma anche a un’alluvione bisogna mettere un argine. Bene, per me il cancro rappresenta quell’argine. Non è: un milione di posti di lavoro. Non è: meno tasse per tutti. Il cancro è una cosa seria. E lui, che lo ha avuto e lo ha vinto, dovrebbe saperlo.

[ da La stampa ]


Non è da oggi che reputo il re del marketing,il più grande imbonitore dei 150 anni della storia d'Italia,il particolare che più colpisce è l'ostinata fiducia che gli ripongono i suoi sudditi da una quindicina d'anni,direi assolutamente stucchevole,ma è il termometro d'un popolo,se ne faccia una ragione anche lei,caro Gramellini,ma non ho dubbi a riguardo!

&& S.I. &&

La svolta americana sulla sanità,da oggi è diventata più democratica,YES WE CAN


Non vi sono dubbi,la svolta della sanità possibile per 32 milioni di americani è la più bella notizia che si possa immaginare,invece è diventata realtà,seppure rimangano fuori dalle cure un'altra parte consistente della popolazione,ci si deve accontentare ugualmente,non era possibile fare di meglio,anzi fino all'ultimo istante tutto ciò era messo in discussione,le contrarietà repubblicane ed alcune frange dei democratici non facevano ben sperare.

Che sia un buon viatico per consentire a tutti negli States di ottenere dignità,poichè quando ci si ammala,tutti possano avere l'opportunità di poter guarire o perlomeno lenire l'ultima parte della propria vita.

Parrebbe impossibile,ma sino ad ora non era consentito.

Grazie Obama,è davvero YES WE CAN





@ Dalida @

lunedì 22 marzo 2010

2011,verso le commemorazioni dei 150 anni della storia d'Italia

In tremila per il tricolore






Sono i preparativi per la festa dell'anniversario della nostra storia,il prossimo anno cadrà la ricorrenza dei 150 anni della storia d'Italia,quando Torino fu capitale e per molti anni.

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Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,come evitare la feccia politica alle elezioni regionali



Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giorni che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro.

Feccia del nord

Partiamo dal nord, partiamo dal Piemonte, dove il PDL schiera l’ex Assessore regionale al bilancio della Giunta regionale Ghigo, Angelo Burzi, che è stato rinviato a giudizio per tangenti nel ramo della sanità.
Con il centrodestra, con il leghista dalla faccia pulita Cota c’è anche un meccanismo che porterebbe, nel caso in cui Cota venisse eletto, a essere eletto in Parlamento come primo dei non eletti e quindi come primo escluso che scivolerebbe al suo posto, nel caso in cui Cota diventasse governatore del Piemonte, un leghista che si chiama Grassano, che è stato Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria e che è rinviato a giudizio per truffa ai danni del comune di cui era Presidente, rischia di diventare parlamentare, perché è il primo dei non eletti della Lega Nord, un ottimo motivo per fare in modo che Cota non diventi Presidente della Regione Piemonte.
In Piemonte anche il PD non vuole essere da meno e conseguentemente candida l’ex Presidente socialista della Provincia Luigi Sergio Ricca, che ai tempi di tangentopoli aveva patteggiato una condanna per finanziamento illecito, confessando lui stesso di aver ricevuto 120 milioni di lire in contanti da un agente dell’Ina Assitalia, candidato del centrosinistra.
Lombardia: in Regione Lombardia, a parte un caso un po’ pietoso, il figlio di Bossi, Renzo, detto dai suoi laudatores il delfino di Bossi, detto dallo stesso Bossi “ la trota”, quello che ha faticato non poco a prendere il diploma, è candidato anche lui alle regionali in Lombardia. Ma lui non c’entra con gli inquisiti, c’entra semplicemente con il nepotismo, con il familismo amorale dei nostri politici, che hanno sempre un occhio di riguardo per i loro familiari. In Regione Lombardia poi ci sono le candidature altrettanto patetiche dell’éntourage di Berlusconi, che ha chiesto, nel listino degli eletti assicurati, dei posti fissi, dei posti liberi per i suoi boys e soprattutto le sue girls, quindi ci ha infilato il massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli, l’ex fisioterapista del Milan Giorgio Puricelli e, sempre nel settore sanitario, abbiamo anche l’igienista dentale del Cavaliere Nicole Minetti, una bellissima ragazza che è stata anche valletta di Colorado Cafè sulle reti Mediaset e quindi merita, naturalmente, un posto d’onore nella Regione Lombardia.
E poi ci sono naturalmente le candidature un po’ discutibili dal punto di vista non solo della politica, ma anche dell’etica pubblica: per esempio, c’è Gianluca Rinaldin, Consigliere Regionale del PDL coinvolto in un’inchiesta giudiziaria a Como per truffa aggravata e falso in atto pubblico, che viene ricandidato nonostante quest’inchiesta in corso fosse proprio per questo. E poi c’è il famoso Giancarlo Abelli, che è un vecchio Ras della sanità già democristiano, poi beccato a ricevere soldi in nero da Poggi Longostrevi, il famoso medico delle truffe sanitarie alla regione, assolto per questo, naturalmente non era reato, ma quei soldi in nero li aveva presi per misteriose consulenze e poi sapete che, recentemente, gli avevano arrestato la moglie, la signora Rosanna Gariboldi, amministratrice pubblica nella Provincia di Pavia, è stata un po’ in galera, ha fatto la vittima, ha fatto la martire, dopodiché ha patteggiato la pena e ha restituito una barcata di soldi che erano accumulati su un conto a Montecarlo, di cui era Procuratore e cioè aveva la firma anche il marito Abelli, che naturalmente è ricandidato, essendo oltretutto anche parlamentare nazionale e essendo il vicecoordinatore nazionale del Popolo della Libertà.
Dalla Lombardia andiamo al Veneto: in Veneto c’è semplicemente una questione di opportunità che riguarda il probabile futuro governatore Zaia della Lega Nord, appoggiato dal Popolo della Libertà, il quale inizialmente aveva detto che si sarebbe dimesso dalla carica di Ministro dell’Agricoltura e, in realtà, recentemente la Lega Nord ha fatto sapere che invece Zaia potrebbe mantenere entrambi i ruoli e conseguentemente, o sarebbe un Ministro a tempo ridotto, oppure sarebbe un governatore a tempo ridotto: è lo stesso problema che riguarda la candidatura di Brunetta a Sindaco di Venezia, lui invece ha proprio già detto che, se viene eletto Sindaco di Venezia, rimarrà Ministro della Pubblica amministrazione e Sindaco di Venezia, almeno fino alla prima acqua alta.
Bella mossa per uno che vuole fare la guerra all’assenteismo: è evidente che quando sarà al Ministero sarà assenteista come Sindaco e, quando sarà al Palazzo Civico di Venezia, sarà assenteista come Ministro, ma forse questo non è un male, perché certi Ministri meno lavorano e meglio è per la collettività. Sarebbe drammatico se uno come Brunetta continuasse a lavorare a tempo pieno.


Feccia del centro

Scendiamo, andiamo all’Emilia Romagna: anche qua c’è un problema non penale, ma politico e anche giuridico, perché il candidato del centrosinistra Vasco Errani non può, non potrebbe essere candidato; sarebbe ineleggibile, in quanto la legge sulle regioni stabilisce che i governatori non possono fare più di due mandati e lui si sta candidando per il terzo.
Naturalmente hanno dato l’interpretazione - ormai sapete che le leggi vengono violate senza neanche cambiarle: le interpretano facendo dire alle leggi una cosa che le leggi non dicono, ossia - che i due mandati valgono da dopo l’approvazione di questa legge, anche se uno magari è governatore dal 45, che è una cosa un po’ curiosa. Perché il centrodestra non strilla contro la candidatura dell’ineleggibile Errani? Perché ha un candidato ineleggibile anch’esso, il centrodestra, ossia Roberto Formigoni, che di mandati ne ha svolti addirittura tre, essendo governatore della Regione Lombardia dal lontano 1995 e, se verrà eletto, come purtroppo è probabile, sarà governatore per la quarta volta, farà un ventennio in barba alla legge, che naturalmente parla di due mandati.
Andiamo a scendere, perché più si scende e più gli inquisiti aumentano: abbiamo, per esempio, la Toscana, dove il capolista a Prato per il centrodestra è un ex socialista, ex Assessore alla sanità che patteggiò una pena per corruzione per una tangente di 30 milioni di vecchie lire e adesso sostiene la candidata del centrodestra Monica Faenzi, quella tosta, quella che Berlusconi ha presentato l’altro ieri a Roma, la nostra tosta candidata. Il PD, per pareggiare il conto, candita il Consigliere Regionale uscente Gianluca Parrini, che è indagato per abuso d’ufficio nello scandalo degli appalti di Barberino del Mugello, grandi opere, variante di valico, terza corsia dell’Autosole etc. etc.. Nelle telefonate parla con un imprenditore che è accusato di aver aiutato alla ricerca di autorizzazioni per l’apertura di nuove cave , chiamandolo “ ciao, compagno”, che è proprio il tipico atteggiamento che deve avere il controllore pubblico nei confronti dell’imprenditore privato.
Abbiamo poi l’Umbria: in Umbria c’è con l’Udc l’ex Presidente della Provincia di Perugia, che all’epoca stava nella Margherita, che si chiama Giulio Cozzari, la cui Giunta fu praticamente travolta dallo scandalo degli appalti truccati e questo Cozzari aveva detto che si voleva dimettere e poi, naturalmente, non l’ha fatto per evitare la distruzione totale dell’ente Provincia e quindi è rimasto per farci un favore, per il nostro bene è rimasto al suo posto.
Nelle Marche, per il centrosinistra c’è l’ex Sindaco di Osimo, che aveva invitato.. si chiama Dino Latini e, quando era Sindaco di Osimo, aveva invitato il fondatore di Forza Nuova, segretario di una fondazione neonazista, a intervenire nel suo comune, mentre aveva negato la piazza alle forze antifasciste e l’ingresso in Consiglio Comunale addirittura al rappresentante degli extracomunitari.
Andiamo avanti con il Lazio: nel Lazio naturalmente è candidato Francesco Storace, che è ancora sottoprocesso per aver violato la legge elettorale, questa è l’accusa per il famoso Lazio Gate, quando alcuni uomini del suo staff, secondo l’accusa, si sarebbero introdotti abusivamente nell’anagrafe computerizzata del Comune di Roma per infilare delle firme false nella lista della Mussolini, all’epoca nemica acerrima del centrodestra, in modo da farla invalidare e evitarne la concorrenza. Storace naturalmente è il candidato capolista della destra, che è la lista che sostiene il PDL, che è rientrato in coalizione dopo un po’ di fronda negli ultimi anni e è una lista che potrebbe prendere molti voti, proprio perché la lista del PDL, almeno per quanto riguarda Roma e Provincia, non è stata accolta, è stata respinta ormai da sette verdetti della giustizia amministrativa nei vari ricorsi e conseguentemente, chi vorrà votare per il centrodestra, o voterà il listino Polverini, oppure dovrà votare per la destra di Storace, oppure per l’Udc , che nel Lazio sostiene Renata Polverini, oppure anche Sgarbi, che è stato recentemente riammesso e che, naturalmente, è inutile che vi ricordi che è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato, per non parlare di tutte le condanne che ha avuto per gli insulti lanciati contro magistrati, giornalisti etc. etc..
In Liguria - mi ero dimenticato la Liguria - cito da Il Fatto Quotidiano che ci sono otto liste che sostengono il candidato del PD, Claudio Burlando, il quale ha detto “ non candiderò indagati”, il centrodestra gli ha subito detto che la sua proposta era strumentale, ma poi si è capito per quale motivo il centrodestra giudicava strumentale l’annuncio di Burlando: perché nelle liste che sostengono il candidato del PDL a Savona c’è un certo Marco Meligati che, scrive Il Fatto, ex Sindaco di Alassio, ha subito una condanna in primo grado per concorso in lottizzazione abusiva. Poi c’è un altro candidato del centrodestra, un ex della DC che si chiama Sergio Catozzo, condannato in primo grado per aver violato le norme che regolano la presentazione delle liste elettorali e quindi, anche questo, è proprio l’uomo giusto al posto giusto per ricandidarsi. E poi, sempre nel centrodestra, c’è un certo Angelo Barbaro che risulterebbe indagato per falso in atto pubblico. Avevamo detto del Lazio, andiamo alle regioni più calde per quanto riguarda le liste “ pulite”.
Puglia: in Puglia si candida contro i due poli, il polo di centrodestra e il polo di centrosinistra, Vendola da una parte e Rocco Palese dall’altra, si candida anche Adriana Poli Bortone, che è stata un discreto Ministro di Alleanza Nazionale e pare che abbia anche amministrato abbastanza bene, quando è stata eletta ha amministrato abbastanza bene la città di Lecce. Bene, adesso si è candidata autonomamente rispetto ai due poli, ma incredibilmente nella sua lista è sbucato Cosimo Mele: Cosimo Mele è quello del famoso coca party in un grande albergo di Roma, con ragazze allegre, una delle quali poi si sentì male, per cui la cosa venne fuori e naturalmente tutti giurarono che mai e poi mai avrebbero ricandidato questo qua, invece questo qua, che fu espulso dall’Udc , adesso è curiosamente candidato nella lista della Poli Bortone, che è appoggiata proprio dall’Udc . Nel centrodestra c’è Tato Greco, che è quel genio che aveva fatto la lista “ La Puglia prima di tutto”, lista patrocinata dal Ministro Fitto, anche lui indagato, ma non candidato in queste elezioni, nella quale era stata presentata la candidatura anche di due delle ragazze che erano presenti ai festini, ai dopocena di Palazzo Grazioli, una delle due era Patrizia D’Addario, l’altra in questo momento non mi ricordo come si chiamava, erano in due che erano state candidate in questa lista fatta da Tato Greco, che è indagato insieme a Giampi Tarantini per associazione a delinquere, in quanto è sospettato di essere stato il socio occulto di questo Tarantini, il re delle protesi sanitarie fornitore, secondo l’accusa, di droga e, secondo quello che risulta dalle cronache, di prostitute a politici di destra (Berlusconi) e di sinistra (Frisullo), dalemiano arrestato l’altro giorno.
Il record, la massima densità di inquisiti si verifica, naturalmente, in Campania e in Calabria: ho lasciato da parte la Basilicata, ma ci arrivo subito, perché in Basilicata intanto è indagato il governatore uscente del PD, che adesso sta per essere rieletto, diciamo che è il favorito, che è sotto inchiesta; l’estate scorsa prima di andare a Napoli da Potenza il Pubblico Ministero Woodcock presentò la chiusura delle indagini sullo scandalo delle estrazioni petrolifere, dove pare fossero girati dei favori e anche delle tangenti da parte della Total e il governatore era stato indagato e non è mai stato prosciolto, per cui lo è ancora, per abuso d’ufficio. Insieme a lui si parla di un candidato che lo appoggia, che si chiama Luigi Scaglione, capolista della lista Popolari Uniti che, scrive Il Fatto Quotidiano - ma l’ha scritto anche La Stampa - è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per lo scandalo della calciopoli della Basilicata. Infatti credo di averlo visto citato anche su La Stampa in un paio di pezzi di Iacopo Iacoboni, che si è dedicato anche lui alla questione delle liste pulite, anzi delle liste sporche.

Feccia del sud

Veniamo ora alle due regioni clou: la Campania e la Calabria. In Campania parliamo subito di uno che non è indagato, ma di uno che forse è indecente che venga candidato: si chiama Tommaso Barbato, se ve lo ricordate, perché è quello che sputò in faccia o tentò di colpire con uno sputo in faccia Nuccio Cusumano, che all’epoca stava nel suo stesso partito, l’Udeur, all’epoca l’Udeur- era il gennaio del 2008, quando cadde il governo Prodi - si schierò contro Prodi pur essendo stati tutti quanti suoi parlamentari eletti nel centrosinistra, Mastella li portò tutti fuori dalla maggioranza per fare cadere il governo, ma uno rifiutò di tradire Prodi: si chiamava Cusumano e fu insultato e addirittura sputacchiato da questo Barbato e accusato di tradimento.
Era l’unico che non aveva tradito e conseguentemente fu accusato di tradimento per non avere voltato gabbana, come invece avevano fatto tutti gli altri. Ebbene, il famoso sputacchiere naturalmente fu sanzionato dal Presidente del Senato, si disse che mai più nessuno avrebbe osato candidare uno così e invece eccolo qua: Alleanza di Centro sta.. credo che l’Alleanza di Centro sia quella fondata da Pionati, l’ex mezzo busto, anzi ne sono certo. Ebbene, quest’Alleanza di Centro candida questo bel tomo alla Regione Campania per tenere alta la bandiera della presentabilità in Campania (Tommaso Barbato, non dimenticatevene).
Poi abbiamo, sempre in Campania, la signora Mastella: come dimenticare la signora Mastella? Per fare delle liste pulite si prende una signora che è Presidente del Consiglio Regionale della Campania, di centrosinistra, viene indagata per tentata concussione etc., viene messa addirittura agli arresti domiciliari e poi con l’obbligo di dimora a Ceppaloni per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua a Vetere, poi portata a Roma, quella che Mastella marito prese a pretesto per rovesciare il governo Prodi. Quest’inchiesta è stata trasferita a Napoli e è già giunta alle imputazioni, per cui la signora Mastella è imputata, non più soltanto indagata, c’è il processo. Ebbene, dopo è stata colpita e raggiunta da un altro provvedimento giudiziario per un’altra inchiesta che riguarda altre lottizzazioni: maneggi per sistemare gente sua, si è stabilito che le sue capacità delinquenziali sono talmente alte che è meglio che per un po’ non metta piede in Campania e quindi ha il divieto di dimora in Campania e in Province particolarmente vicine alla Campania, credo compresa la Provincia di Foggia, conseguentemente vive confinata a Roma in uno dei numerosi - credo siano cinque o sei - appartamenti della famiglia Mastella a Roma e infatti sta urlando contro il suo esilio, ma nonostante l’esilio è ugualmente candidata e quindi fa campagna elettorale via Internet, nella speranza che le sue clientele si ricordino di lei, anche se non la vedono fisicamente presente. Dimenticavo di dire che, naturalmente, stavolta è nel centrodestra, dopo aver fatto così tanto bene al centrosinistra in questi cinque anni, beccandosi due processi come Presidente del Consiglio Regionale di centrosinistra, adesso va a portare la sua grande esperienza nel centrodestra.
Poi c’è il Sindaco di Pagani, che è stato sospeso perché condannato per peculato: naturalmente si ricandida con il PDL , ha detto “ ci teneva”, dicono i suoi amici “ è una battaglia di civiltà la sua”, non ne dubitiamo!
Ci sono i Consiglieri Regionali Pietro Diodato e Luciano Passariello, indagati entrambi per uno scandalo di presunti rimborsi gonfiati: sto citando da questo ottimo articolo di Iacoboni su La Stampa. Tommaso Barbato ve l’ho detto, poi c’è Roberto Conte: Roberto Conte, 43 anni, fu espulso dai verdi e poi dal PD perché era stato inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa e allora è andato nel centrodestra, dove l’hanno accolto a braccia aperte e è stato condannato meno di un anno fa in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere acquistato dalla camorra la sua elezione alle regionali del 2000. Naturalmente ha scelto l’Alleanza di Popolo, una lista piccola che sostiene il centrodestra e, con questo pedigree, è candidato alle spalle del famoso Caldoro: Caldoro è la faccia pulita che è stata mandata avanti in Campania, dietro la quale si nascondono personalità del calibro di questo Conte (primo grado, concorso esterno in associazione mafiosa), oppure anche Cosentino, che non è candidato, ma diciamo che dà una grossa mano e è quello su cui pende un mandato di cattura per camorra, la cui autorizzazione all’esecuzione è stata negata dal Parlamento e quindi questo signore, con il mandato di cattura per camorra sulla testa, continua a fare il Sottosegretario all’economia, è il vice di Tremonti. Questo per dire le liste pulite in Campania. Abbiamo ancora l’ex Sindaco di Villa Literno, comune sciolto per mafia, Fabozzi: questo l’ha candidato il PD, naturalmente non è indagato lui, ma insomma se il tuo comune viene sciolto per mafia forse è il caso che salti un giro; niente, l’hanno ricandidato. Vediamo se ho dimenticato qualche altro bel personaggio della Campania.. no, non l’ho dimenticato, mi ero invece dimenticato che in Puglia c’è anche, nel centrodestra, Fabrizio Camilli, che è un imprenditore petrolifero che ha patteggiato per truffa e quindi come rinunciare al suo apporto? Candidato anche lui (patteggiato per truffa).
La Calabria, tanto per cambiare, ha il record nazionale, anche perché la Sicilia non vota e conseguentemente la Calabria riesce a mantenere agevolmente il suo primato: sapete che si tratta di sostituire un Consiglio Regionale dove, su 50 Consiglieri Regionali, erano imputati o indagati o condannati in 35, diciamo più o meno i due terzi. Per sostituirli degnamente alcuni si ripresentano, altri già promettono bene, perché arrivano in Consiglio Comunale già indagati o già condannati e, quando non si può candidare il padre, perché magari è in carcere, c’è il figlio che lo rappresenta e rappresenta soprattutto i suoi elettori. E’, per esempio, il caso di Antonio La Rupa, che è figlio d’arte, perché suo padre Franco, Consigliere Regionale dell’Udeur nel centrosinistra, è stato in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e quindi stavolta tocca al figlio, per dare una chance anche al frugoletto. Poi c’è un certo Tommaso Signorelli: lui l’hanno arrestato per mafia a Amantea, si candida proprio lui personalmente, perché è uscito e quindi ha la possibilità di candidarsi. Non vi dico quelli che hanno parenti della ‘ndrangheta, perché se andiamo a vedere i parenti non finiamo più e non si salva nessuno.
Angela Napoli, indipendente eletta con Alleanza Nazionale, ora in uscita da Alleanza Nazionale viste certe candidature, ha fatto un lungo elenco di personaggi indecenti che, quando si sapeva che avrebbe vinto le elezioni il centrosinistra, cioè la volta scorsa, nel 2005, si erano candidati nel centrosinistra, inquisiti, chiacchierati etc., e che adesso, dato che si sa che probabilmente vincerà il centrodestra con il candidato Scopelliti, si stanno buttando e si sono buttati, sono stati candidati con grande trasformismo nel centrodestra. Il candidato del centrosinistra è il solito Loiero, altra vecchia conoscenza della politica: era indagato in varie inchieste, è stato assolto anche nell’ultima, una tranche di “Why Not?” di recente, la lettura degli atti di quelle inchieste denota comunque un sistema di potere assolutamente incompatibile, almeno secondo la mia valutazione, con una candidatura soprattutto nel centrosinistra e soprattutto in una regione come la Calabria, invece il centrosinistra ha deciso di puntare ancora su di lui e quindi l’alternativa tra Scopelliti e Loiero non sarà certamente granché, a meno che non si scelga Callipo, che è l’outsider- questo imprenditore del tonno - che è stato scelto da un fronte trasversale di cui fa parte anche l’Italia dei Valori ed è molto apprezzato da Luigi De Magistris.
Andiamo avanti, perché non abbiamo finito: in Calabria si è occupato di alcune candidature sporche Roberto Saviano, in un bellissimo pezzo pubblicato da Repubblica tre giorni fa. Saviano chiedeva addirittura l’intervento dell’?Ocse? oppure dell’O.N.U. per garantire la regolarità del voto soprattutto in certe zone, dove parlare di elezioni libere è una barzelletta, è stato un intervento molto forte e Saviano, che una volta si occupava soltanto di camorra e dei Casalesi, adesso secondo me molto opportunamente sta cominciando a allargare i suoi orizzonti, si è occupato anche della Calabria e ha cominciato a fare i nomi. Infatti quell’unanimismo ipocrita che a destra e a sinistra lo osannava ha cominciato a cedere il passo alle prime critiche: perché? Beh, perché voi lo sapete che quando si combatte la mafia militare ti viene contro la mafia militare e quindi rischi la pelle, ma godi di buona stampa, quando ti occupi di mafia dei colletti bianchi anche sulla stampa cominciano a arrivare gli attacchi e è quello che, purtroppo, sta accadendo a uno splendido scrittore come Roberto Saviano. Nelle otto liste che sostengono il PDL - scrive Il Fatto Quotidiano - spunta tra gli altri il nome, nel nuovo PSI, di tale Sergio Stancato, che fu arrestato quando era Assessore per traffico di rifiuti e poi ne uscì per prescrizione. E poi c’è una lunga lista di imputati di “ Why Not?”, che sono naturalmente tutti tornati al loro posto: “ Why Not?” è andata come è andata, con molte assoluzioni e anche molti rinvii a giudizio, per altro ancora si dovrà fare il processo principale, perché è andato esattamente a segno il complotto contro De Magistris, che non doveva completare quell’inchiesta di modo che la si potesse smembrare e insabbiare. Dopo che gli hanno levato l’inchiesta, poi hanno cacciato lui e poi ne hanno combinate di tutti i colori, adesso tocca pure leggere sui giornali che l’inchiesta non valeva niente, perché è finita come è finita: è finita come finita perché.. non sappiamo come sarebbe finita, se l’avesse potuta completare colui che l’aveva avviata, cioè appunto Luigi De Magistris e conseguentemente gli esiti dell’inchiesta “ Why Not?” non c’entrano niente con quelli che avrebbe potuto avere De Magistris, perché gli è stata portata via due anni fa e conseguentemente quello che è stato fatto dopo non può essere imputato a lui. Semmai bisognerebbe domandarsi se aveva visto così male, De Magistris, quando indagava su certi magistrati della Basilicata nell’indagine Toghe Lucane, perché uno di questi magistrati è quello che si è dimenticato di fare perquisire la chiesa dove era stata vista per l’ultima volta Elisa Claps, la ragazza scomparsa quasi 17 anni fa e trovata proprio in quella chiesa 17 anni dopo. Allora forse andare a vedere la mala giustizia a Potenza, oltre che in Calabria, non era un’idea malvagia, ma sapete che anche l’inchiesta Toghe Lucane De Magistris non ha potuto portarla a processo, perché è stato cacciato dal Consiglio Superiore della Magistratura prima, Csm che si è dimenticato invece di punire chi aveva indagato così male sul caso di Elisa Claps.




Vincenzo De Luca e i voti dei casalesi

Ebbene, di questo De Luca sapevamo all’inizio che aveva due rinvii a giudizio, di cui uno per associazione a delinquere e concussione e l’altro per truffa e falso. Nel prosieguo della campagna elettorale abbiamo scoperto anche delle altre cose: abbiamo scoperto che ha pure la moglie sotto inchiesta per aver presentato carte false per accedere a un concorso pubblico, credo di psichiatra, nelle A.S.L. e pare che ci sia anche il figlio sotto inchiesta, quindi un’intera famiglia sotto inchiesta, pronta a occupare la regione.Sappiamo anche - li abbiamo scoperti di recente - altri due particolari molto interessanti che dovrebbero sconsigliare l’elezione di un signore di questo calibro: per prima cosa, abbiamo saputo che ha addirittura una condanna in primo grado, quattro mesi e qualcosa, per smaltimento abusivo; non si tratta di una scemata, si tratta di una cosa gravissima: come Sindaco di Salerno, De Luca aveva autorizzato una discarica abusiva tra il mare e l’autostrada Salerno /Reggio Calabria, discarica che non è stata impermeabilizzata in quanto era abusiva, sulla quale sono state sversate tonnellate e tonnellate, montagne di rifiuti, autorizzata pur essendo abusiva con continue ordinanze del Sindaco per diverso tempo e, a un certo punto, i liquami hanno cominciato a trasformarsi in percolato e a avvelenare il territorio. Per due volte, un’estate questo cumulo enorme di rifiuti abusivamente stoccati con l’autorizzazione del Sindaco De Luca ha preso fuoco, provocando una nube tossica, diossina, intossicazione, fuga dei bagnanti dalle spiagge vicine, blocco dell’autostrada dove la gente passava e entrava in questa nuvola nera. E’ stato condannato a quattro anni e qualcosa per smaltimento abusivo di rifiuti.
Ma abbiamo scoperto anche un’altra cosa, ossia che l’uomo che ci racconta “ votate per De Luca, perché sennò vince il centrodestra, che rappresenta il clan dei Casalesi” (allusione a Cosentino), ebbene De Luca tre anni fa, per diventare Sindaco un’altra volta del suo comune, il Comune di Salerno, essendosi candidato contro il centrosinistra, che aveva messo un altro candidato, un certo Andria della Margherita, per battere il candidato ufficiale del centrosinistra lui, il ribelle De Luca, aveva fatto un accordo con il centrodestra: dato che al ballottaggio erano andati lui e Andria, lui si è fatto dare i voti del centrodestra e così ha battuto il candidato del centrosinistra e da chi si è fatto dare i voti? Dal centrodestra che lui dice essere legato al clan dei Casalesi, l’ha raccontato Cosentino: ha detto di aver incontrato De Luca all’epoca, di avergli promesso e poi di avergli fatto avere, lui e tutto il suo centrodestra, i voti. Questo è Il Mattino di Napoli: “ Casentino: ho fatto votare De Luca alle Comunali di Salerno” e quindi, se è vero che Cosentino ha i voti del clan dei Casalesi, questi voti sono andati a De Luca - lo dice Cosentino e De Luca non mi risulta l’abbia smentito - tre anni fa. Non aggiungo che De Luca mi ha anche minacciato fisicamente, dicendo che vorrebbe incontrarmi di notte: vi lascio immaginare per fare che cosa, perché questo non è importante rispetto ai rinvii a giudizio, diciamo che è un fatto secondario, è un fatto di costume o forse di malcostume.
Credo di non avere più nessuno da segnalarvi e conseguentemente vi raccomando di votare bene, prendendo le giuste informazioni e verificando anche le informazioni che vi ho dato: per fortuna nella rete ci sono molte altre informazioni su questo e, come vi ho detto, ci sono anche giornali che in questo finale di campagna elettorale hanno cominciato a fare quello che facevamo da soli fino alle elezioni scorse, ossia andare a fare i raggi x ai candidati, dato che qua ci sono proprio le preferenze informatevi bene su chi sono le persone alle quali volete dare le preferenze e informatevi bene su chi sono le persone che sostengono i governatori che andrete a eleggere.

Aggiungo due avvisi di servizio: è in distribuzione insieme a Il Fatto Quotidiano il dvd “Democrazya”, scritto con il crazy dentro di cui vi avevo già parlato, è un’antologia, il racconto del 2009 di tutti gli scandali, i processi, le vergogne, le cose accadute importanti nel 2009, nato da Passaparola con contributi filmati che lo ravvivano.
L’altra cosa è che giovedì sera c’è Annozero: si chiama in un altro modo, si chiama “ RAI per una notte”, lo conduce Michele Santoro dal Paladoza, chi vuole venire, perché sta a Bologna, lo può fare, forse trova ancora dei biglietti, ci sono dei volontari nei dintorni del Paladoza che li distribuiscono a prezzo politico, insomma è un prezzo semplicemente per autofinanziarci e chi invece se lo vuole vedere da casa sua lo può fare su una miriade di siti, a cominciare dal sito de Il Fatto Quotidiano, che è sponsor della manifestazione, oppure dal sito raiperunanotte.it, si può anche contribuire con un piccolo obolo di 2, 50 Euro, perché se riusciremo a raggiungere e a coprire i costi questa potrebbe diventare una prova generale per un format che, nel caso in cui questo mese di black out diventi definitivo l’anno prossimo - cosa che non escluderei affatto, viste le telefonate dal Cavaliere e viste le persone obbedienti disposte a compiacerlo - sapremo di avere un’alternativa, una soluzione televisiva via Internet di cui giovedì sera potremo fare una sorta di prova generale. Passaparola è una bellissima esperienza, ha un grandissimo ascolto, ma una trasmissione, un programma di approfondimento con ospiti, con un dibattito, con inchieste filmate etc. ovviamente ha dei costi, anche nel caso in cui, come questo giovedì, tutti lavorino gratis. Se vedremo che c’è qualcuno che ne sente il bisogno e che è disposto a darci una mano - ripeto, si tratta di 2, 50 Euro- sul sito RAI Per Una Notte o sul sito de Il Fatto Quotidiano trova il modo di cliccare e, con il paypal, di fare questo piccolo versamento e, se l’esperimento andrà bene, almeno sapremo di avere una scialuppa di salvataggio. Ci vediamo giovedì sera e invece con Passaparola lunedì prossimo, buona settimana, passate parola.


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Consigli molto utili per evitare il più possibile delle liste e relativi candidati inguardabili.
Parrebbe impossibile,eppure in questo paese rimangono davvero in pochi chi si presenta con un certo decoro.

[ Kenzo ]