domenica 31 luglio 2011

Tangenti anche dopo la drammatica alluvione in Valtellina di vent'anni fa



Dopo il terremoto dell’Aquila, l’alluvione della Valtellina. Il malaffare non si ferma neppure davanti alle catrastrofi naturali e alle loro tragiche conseguenze. E riesce ad approfittare persino delle commemorazioni. La tragedia valtellinese, che alla fine di luglio del 1987 provocò la morte di 53 persone e la cancellazione di interi paesi (qui le immagini dell’epoca), è protagonista di due inchieste che ora sembrano trovare un punto di contatto: quella della Procura della Repubblica di Monza contro l’ex assessore regionale del Pdl Massimo Ponzoni, svelata pochi giorni fa, e quella della Procura di Sondrio, che ha già portato alla richiesta di rinvio a giudizio di diversi amminstratori locali, anche loro di centrodestra.

Tutto parte dalle iniziative indette in provincia di Sondrio nel luglio 2007 per ricordare la strage: un grande convegno, delle mostre e una esercitazione in grande stile della Protezione civile, denominata “Valtellina 2007″, alla presenza dell’allora direttore Guido Bertolaso. A Ponzoni, recordman di preferenze in Brianza, già inquisito per corruzione e bancarotta fraudolenta, citato a ripetizione nelle carte dell’inchiesta Crimine-Infinito sulla ‘ndrangheta in Lombardia, la Procura di Monza contesta diversi episodi, tra i quali la corruzione e il peculato in merito all’organizzazione dell’esercitazione e di altre attività collaterali. Come parte offesa figura la Fondazione Irealp (Istituto di ricerca per l’ecologia e l’economia applicate alle aree alpine). Fondi Irealp per 250 mila euro sarebbero stati stanziati, per iniziativa dell’allora assessore alla protezione civile, per la realizzazione del convegno. Soldi ricevuti dalla Comunità montana di Morbegno, che a sua volta aveva incaricato degli aspetti organizzativi un’altra società pubblica, Eventi valtellinesi.

Qui appare il nesso con l’inchiesta della Procura di Sondrio, che ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente della comunità montana, Silvano Passamonti (già coordinatore provinciale di Forza Italia), e del project manager di Eventi Valtellinesi Luca Spagnolatti. Con loro, il 15 giugno 2010, finirono in carcere o agli arresti domiciliari per ordine del gip Pietro Della Pona, altri quattro amministratori locali e una professionista: uno shock per la politica della provincia lombarda, una sorta di Tangentopoli in versione alpina. Secondo l’accusa, le spese erano state gonfiate. A fronte di un costo reale intorno ai 100 mila euro, Eventi valtellinesi inserì ulteriori costi fittizi, come l’utilizzo di spazi che in realtà erano nella disponibilità della Comunità montana, e spese abnormi per l’acquisto di sedie (11 mila euro), pulizie (7 mila euro), impianto audio e video (19 mila euro).

L’inchiesta valtellinese si è limitata alle presunte malversazioni nell’utilizzo dei fondi. Ora quella della Procura di Monza, condotta dal pm Giordano Baggio, apre un nuovo fronte, relativo all’origine dello stanziamento. Come racconta un investigatore a Ilfattoquotidiano.it, non tutti i rivoli di quei 250 mila euro sono stati tracciati, e una parte della somma potrebbe anche essere “tornata” in modo occulto verso gli uffici regionali.

E non è finita. La Procura di Monza contesta a Ponzoni e ad altre tre persone il “reato di corruzione commesso in relazione all’affidamento di lavori da parte di Irealp a beneficio della società Instudios srl”, a quanto si sa sempre in riferimento alla manifestazione valtellinese. La Instudio fa capo a Sergio Pennati, il commercialista di Desio, in provincia di Monza, che curava le società immobiliari che Ponzoni possedeva insieme ad altri big del Pdl in Regione Lombardia: l’assessore Massimo Buscemi, il consigliere Giorgio Pozzi e Rosanna Gariboldi (moglie del deputato azzurrro Giancarlo Abelli), che nel 2010 ha patteggiato una condanna a due anni di reclusione per riciclaggio, in relazione alle vicende del “re delle bonifiche” Giuseppe Grossi. Società che poi sono fallite, dando origine all’accusa di bancarotta fraudolenta per Ponzoni.

Quanto agli enti pubblici coinvolti, anche loro hanno fatto una brutta fine. La Fondazione Irealp era stata istituita proprio grazie ai i fondi straordinari stanziati per l’alluvione in Valtellina con la legge 102 del 1990, anche se aveva visto la luce soltanto alla fine del 2006. Guidata dall’ex consigliere regionale leghista Fabrizio Ferrari (con 6.500 euro al mese di retribuzione da commissario straordinario), ha chiuso il suo ultimo bilancio con un buco da un milione e mezzo di euro e il primo marzo di quest’anno è stata accorpata a un altro ente, l’Ersaf (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste). “Vogliamo sapere come mai sono esplose le spese per lavori affidati a terzi proprio nell’ultimo anno e la ragione stessa di certe consulenze assegnate a una sola persona”, chiede un’interrogazione su Irealp presentata dal Pd in Consiglio regionale nell’aprile scorso. Quattro mesi dopo non è pervenuta alcuna risposta.

Quanto a Eventi valtellinesi, definita dalla Procura di Sondrio una “società bancomat” per le spese folli dei suoi amministratori, da un anno a questa parte è in fase di smantellamento.




Realtà come il Fatto quotidiano o come Report,dove la denuncia delle corruzioni viene interpretata costantemente,oltre che risultare importantissime per la libera informazione,danno però l’idea di come il nostro paese sia ormai alla deriva.

Mi si consenta la metafora,”ci pisciano addosso e dicono che piove”,anche perchè di personaggi così spregiudicati l’Italia ne è piena zeppa,e la scrematura della base consente questa classe dirigente diffusamente criminale.

Chi è giovane ed ha coraggio,se ne vada in altre realtà,certamente non risulteranno la perfezione ma sicuramente la serietà,l’onestà,il senso civico e sociale risulteranno molto presenti.

&& S.I. &&

sabato 30 luglio 2011

No Tav-Oggi a Chiomonte in 10000,nonostante i gufi






La gente di quella valle,in aggiunta alle persone più sensibili del torinese,non mollano,sono contrari ad un'opera faraonica che aggiungerà poco o nulla all'esistente,le merci a 300 km\h non potranno andare,e per chi vuole spostarsi velocemente esistono i voli aerei,diventati molto competitivi ed economici in questi ultimi anni.

I grandi appalti,le grandi opere sono appetite a livello comunitario,spostano ingenti capitali,perlopiù pagati dai contribuenti,e l'occupazione che ne deriverà in proporzione è irrisoria.

Se poi si pensa che la Valle di Susa ha problemi da decenni di inquinamento,dovuto al traffico dei Tir,e dall'amianto,esistente in forte concentrazioni in quel territorio,basti pensare che su dieci bambini ricoverati per leucemia a Torino,quattro sono della Val di Susa,mi pare che la misura sia colma.
Nessuno ha voluto colpire la lobby dei trasporti su gomma in questi ultimi decenni,si poteva fare moltissimo a riguardo,la rete ferroviaria così com'è,è impegnata al 40-50% della sua potenzialità,da anni chi spinge verso questa opera faraonica afferma che è di primaria importanza,sicuramente lo è per gli appalti o poco più!

&& S.I. &&

Albert Einstein aveva ragione,impossibile viaggiare nel tempo



È stata messa definitivamente la parola fine alla possibilità di realizzare il sogno del viaggio nel tempo? Con il loro studio sul singolo fotone, cioè le singole particelle di luce, un gruppo di scienziati di Hong Kong hanno confermato la teoria di Einstein sulla velocità della luce nel vuoto e dunque seppellito ogni speranza di possibili viaggi nel tempo. L’équipe di ricerca guidata da Du Shengwang dell’Unversità di scienza e tecnologia di Hong Kong ha spiegato sulla pagina web dell’ateneo di essere riusciti a dimostrare che effettivamente nulla è più veloce della luce, come aveva stabilito Albert Einstein nella teoria della relatività.

TEMPO - La probabilità di un viaggio nel tempo è infatti legata alla possibilità di superare la velocità della luce. Una decina di anni fa la relatività einsteiniana era però stata messa in discussione dopo che alcuni scienziati avevano scoperto presunti impulsi di velocità superluminale. Sebbene la scoperta risultò essere solo un effetto ottico, rimase il sospetto che la velocità della luce si potesse in qualche modo superare tramite un singolo fotone. L’Università di Hong Kong ha pubblicato online lo studio completo, mentre a presentare i risultati è intervenuta la pubblicazione su Physical Review Letters. In pratica, sostiene il team attorno a Du, i ricercatori di Hong Kong sono riusciti a misurare con precisione la velocità di un fotone. «Anche un singolo fotone, l'unità di base della luce, come pure la velocità di fase delle onde elettromagnetiche, obbedisce al postulato relativistico del limite della velocità della luce», si legge nel documento. In altre parole: i singoli fotoni non sono in grado di superare in alcun modo la velocità della luce. Insomma, anche stavolta Einstein ha dimostrato di aver ragione.



Anche se non sono uno scienziato,a me è parso da sempre che viaggiare nel tempo fosse impossibile,per due ragioni fondamentali,il passato è morto e sepolto,non è possibile riviverlo,per ciò che riguarda il futuro,come si può pensare di vivere una dimensione che è ancora da sviluppare e costruire,ma forse è senza dubbio troppo semplicistico il mio ragionamento,fortunatamente c'è chi in passato e adesso altri luminari contemporanei non lasciano dubbi a riguardo.

&& S.I. &&

venerdì 29 luglio 2011

De Magistris incassa i complimenti dalla Prestigiacomo sull'emergenza rifiuti



Raphael Rossi-Nominato da De Magistris Amministratore del consorzio Asia,consorzio smaltimento rifiuti


Rifiuti, Prestigiacomo si complimenta con
De Magistris: “A Napoli voglia di riscatto”

 La rivoluzione avviata dall'amministrazione comunale campana convince il ministro dell'Ambiente: "A Napoli si respira un clima diverso e si tocca la voglia di riscatto dei cittadini per uscire dall'emergenza” Complimenti ancora più graditi, perché provengono da una ministra di un governo ‘avversario’. La rivoluzione dei rifiuti avviata da Luigi de Magistris piace alla titolare dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. A Napoli, secondo l’esponente della maggioranza, “si respira un clima diverso e si tocca la voglia di riscatto dei cittadini per uscire dall’emergenza rifiuti”.

La Prestigiacomo stamane si è recata nel capoluogo campano per firmare in Prefettura un protocollo interistituzionale sul ciclo di gestione della raccolta e dello smaltimento della spazzatura con gli enti locali e per assicurare consistenti finanziamenti alla raccolta differenziata alla città, da prelevare da un fondo nazionale di 10 milioni di euro. La firma è stata preceduta da una conferenza stampa con de Magistris, col quale il feeling istituzionale, accesosi durante i giorni bui della crisi e del decreto che la Lega si rifiutava di approvare, è sempre più evidente. “Questa è una giornata importante per Napoli – ha detto il membro dell’esecutivo – perché, con questo piano si avrà un’accelerazione alla raccolta differenziata. Si è instaurato un clima diverso e nuovo, che nasce soprattutto dai napoletani. Non ho pregiudizi nel riconoscere il lavoro fatto in questi due mesi. Gli incontri avuti con i rappresentanti dell’amministrazione comunale sono stati numerosissimi, e abbiamo il dovere di collaborare per il bene dei cittadini. Devo riconoscere l’entusiasmo e la voglia di fare di questa giunta”. Parole che sono piaciute al sindaco arancione e al suo vice con delega all’Ambiente, Tommaso Sodano, che le ha postate sulla sua pagina Facebook.

Secondo la ministra, bisogna “superare l’immagine dei rifiuti che sta offuscando quella di una delle città più belle del mondo”.

Con il sindaco tutto ok e nessuna frizione. Al punto di attenuare la propria posizione sull’inceneritore di Napoli est, che vede de Magistris nettamente contrario: “E’ un impianto necessario, ma al momento non rappresenta un’urgenza. Attualmente c’è un ricorso presentato dal Comune contro la gara bandita dalla Regione Campania. Discutere del problema adesso è inutile, l’urgenza è fare altre cose”. “Su una cosa io e il sindaco de Magistris siamo stati d’accordo sin dall’inizio: basta con le emergenze, perché significherebbe arrendersi e non farcela da soli. Questa è una grande sfida culturale, non ci spaventano le ecomafie e penso anche che portare i rifiuti fuori regione sia solo una pezza. Occorre invece fare quello che si fa in tutti i Paesi civili, cioè gestire in autonomia il problema rifiuti. Sarò spesso a Napoli per seguire da vicino il lavoro di questa amministrazione perché dopo 14 anni di emergenza, Napoli e la Campania devono uscirne con le proprie forze ma anche con il nostro aiuto, come già dimostrato in questi anni dall’impegno del presidente Berlusconi”. E qui de Magistris, per un attimo, non ha sorriso.



Che non abbia sorriso all'ultima battuta,De Magistris ci sta,in ogni caso se la situazione d'emergenza pare perlomeno un ricordo troppo recente,supportato però dalle positive azioni della neo giunta comunale,si può intravedere un pò d'ottimismo sul futuro del capoluogo campano,anche se non c'è bisogno di rammentarlo,l'attenzione dovrà essere sempre massima,con la criminalità organizzata la guardia non potrà mai essere abbassata.

&& S.I. &&

Android killed Nokia star



Continua la discesa della Nokia, un tempo dominatrice assoluta del mercato dei cellulari e sinonimo di innovazione a affidabilità. Dopo il sorpasso da parte della Apple 1, prima in termini di utili poi di smartphone venduti, ora anche Samsung sembra averla sopravanzata. Parliamo ovviamente di cellulari evoluti, quelli stile iPhone per intenderci. Gli stessi che, stando alla società di ricerca International Data Corporation (Idc), cresceranno del 55 per cento entro la fine del 2011: oltre 472 milioni di dispositivi venduti contro i 305 dello scorso anno. Settore strategico quindi, perché rappresenta il segmento di maggior peso nella telefonia mobile del futuro.

Ebbene, in questa guerra il colosso finlandese sta evidentemente perdendo una battaglia dopo l'altra. Strategy Analytics, altra firma nelle raccolta dati sulla tecnologia di consumo, parla di un mercato in mano alla Apple e al suo iPhone per il 19 per cento nel secondo quarto di quest'anno, rispetto al 14 dello stesso periodo del 2010. Samsung avrebbe invece fatto un vero e proprio balzo, passando dal 5 per cento al 18. Segue la Nokia, crollata dal 38 al 15 per cento, malgrado mantenga il primato fra i produttori di cellulari "normali" con il 25 per cento che era il 35 nel 2010. Merito, nel caso della Samsung, dell'adozione di Android di Google, sistema operativo che dal 2008 a oggi sta diventando lo standard di riferimento.

"Cambiano le abitudini dei consumatori", spiga Kevin Restivo della Idc. "Non si tratta più di telefonare e mandare messaggi, ma di dispositivi che permettono di navigare sul web, fare shopping, controllare la posta. E la loro crescita è impressiona in particolare nel mercati emergenti, dall'Asia all'America Latina, dove l'ascesa degli smartphone è solo all'inizio e dove il loro numero aumenterà in maniera esponenziale nel breve periodo". Tanto che si parla di poco meno di un miliardo di pezzi per il 2015.

Come spesso avviene a ogni rivoluzione tecnologica (basti pensare a quel che è accaduto nel campo dei televisori con l'avvento degli lcd che hanno segnato la fine del predominio della Sony) l'arrivo dell'iPhone e dei suoi cugini sta mutando radicalmente gli equilibri di questo settore. Con giganti ridotti al ruolo di comprimari (è già successo a Motorola) e cenerentole trasformate in star anche se a caro prezzo.

La Samsung ad esempio in termini di profitti netti è calata del 18 per cento, si legge sul Wall Street Journal, ma è riuscita a conquistare una fetta di mercato imponente con una politica sui prezzi molto aggressiva. Ufficialmente il numero di smartphone immessi sul mercato non è stato comunicato, ma stando alle stime si parla di 19.2 milioni di unità per la multinazionale coreana, contro i 20,3 di Apple e i 16,7 di Nokia. Strategy Analytics, si spinge oltre: Samsung avrebbe venduto fra i 18 e i 21 milioni di smartphone. Stima che, nella migliore delle ipotesi, farebbe dei coreani addirittura i leader di mercato, davanti alla compagnia di Steve Jobs.

A rovinare in parte la festa di Samsung e Android, ci pensa però una nota pubblicata dal sito Techcruch, voce di un certo peso in fatto di tecnologia. Fonti interne a vari produttori di cellulari dotati del sistema operativo marchiato Google, sostengono che il tasso di restituzione nei negozi sfiorerebbe per certi modelli il 40 per cento contro l'1,4 degli iPhone. La spiegazione? Essendo una piattaforma aperta e gratuita, non è sempre ottimizzata a dovere da chi costruisce gli smartphone, e il suo uso risulterebbe troppo complicato per tanti utenti.

Le stime però parlano chiaro. La Gartner, specializzata nell'analisi della telefonia mobile, prevede che Android raggiungerà il 38.5 per cento nel campo dei sistemi operativi per smartphone nel 2011 e il 48,5 nel 2012. Symbian della Nokia calerà dal 19,2 al 5,2 e una lieve discesa è in arrivo anche per iOs di Apple: dal 19,4 al 18,9 per cento. Qualche sorpresa potrebbe arrivare da Windows Mobile 7 di Microsoft, che la Nokia ha sposato 3 di recente dovendo però licenziare settemila persone per mantenere un certo grado di competitività. Oggi Windows Phone ha una quota di appena il 5,6 per cento, ma dovrebbe raddoppiare nel 2012 e raggiungere il 19,5 per cento nel 2015. Un'ultima chance per la multinazionale di Espoo, o qualcosa che le somiglia.



Come è facile decadere sul piano tecnologico,è sufficiente un'idea innovativa e si rischia di scomparire,mi auguro che i tecnologici scandinavi si possano prendere una rivincita a breve,altrimenti la fine dell'impero dei telefonini finlandesi ha i mesi contati.

[ Kenzo ]

Nuova proteina anti leucemia scoperta al Gaslini di Genova



È la interleuchina 27: potente agente anti-tumorale
per un ceppo che colpisce soprattutto i bambini

Un gruppo di ricercatori dell' Istituto Giannina Gaslini di Genova, coordinato da Irma Airoldi, responsabile del Laboratorio Immunologia e Tumori finanziato dall'Associazione Italiana Ricerca sul Cancro (AIRC), ha scoperto che una proteina, la interleuchina 27, è un potente agente anti-tumorale nelle leucemie linfoblastiche acute del bambino.
LO STUDIO - Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale Leukemia, secondo gli scienziati avrà presto ricadute cliniche per i pazienti. La leucemia linfoblastica acuta che deriva da un particolare gruppo di globuli bianchi del sangue (linfociti B) rappresenta il tumore ematologico pediatrico più diffuso. La maggior parte dei bambini affetti da questa leucemia vengono efficacemente curati, ma circa il 25% di essi vanno incontro a ricadute e necessitano di terapie alternative. In questo contesto si inserisce lo studio del gruppo di ricerca guidato dalla Airoldi che ha dimostrato come l'interleuchina 27, nota per le sue attività stimolanti sul sistema immunitario, riesca a ostacolare la crescita delle cellule leucemiche in modelli pre-clinici.



la speranza è che dia buoni risultati per i bambini e che possa essere studiata sulle forme di malattia anche per gli adulti.
Naturalmente grazie alla ricerca scientifica!

@ Dalida @

giovedì 28 luglio 2011

Ok Report di Milena Gabanelli per la prossima stagione



Report andrà in onda.

Dal Cda Rai ok alla tutela legale per il programma Fumata bianca in Cda sul “caso Report”. Il consiglio d’amministrazione della Rai ha infatti dato il via libera alla tutela legale per la redazione giornalistica capitanata da Milena Gabanelli che da questo autunno potrà tornare in onda con le sue inchieste.

Come riporta l’Agi, la votazione di Viale Mazzini è filata tutt’altro che liscia. Al momento della chiama, il consigliere Alessio Gorla è uscito e il risultato della conta finale è stato di quattro sì contro quattro no. Ma in caso di parità,le regole prevedono che il voto del presidente del servizio pubblico valga doppio e visto il voto a favore della tutela legale di Paolo Garimberti, ecco che il nodo si è sciolto e l’atteso semaforo verde per Gabanelli e soci si è finalmente acceso.



Finalmente avendo ottenuto la tutela legale,considerando che Report non è mai stata condannata per diffamazione in tutti questi anni di programmazione,la televisione di Stato con Report non perde ulteriormente di interesse,anche se nonostante le dettagliate denunce il malaffare in questo paese continua imperterrito.

@ Dalida @

Il Fatto quotidiano talk show - Pd e questione morale



Con Travaglio,Tedesco,Paniz

[@#& blog Freedom &#@]

mercoledì 27 luglio 2011

I profondi dubbi di Nichi Vendola,lasciare o continuare in politica?



Un cambio di vita radicale. In giro per il mondo. Magari New York e il Brasile, per imparare, studiare, scrivere. Potrebbe anche uscire dalla politica Nichi Vendola, se il dibattito in Italia finisse per non appassionarlo più. Il leader di Sel rivela le sue intenzioni in un'intervista a Panorama, nel numero in uscita giovedì 28 luglio. Il governatore della Puglia annuncia il suo ritiro dalla vita pubblica se, nei prossimi mesi, «la lotta politica continuerà mettendosi la maglietta di riformista o radicale». «L'idea di una fuoriuscita dalla politica è un fatto sincero - aggiunge Vendola -. Non sono un uomo in carriera. E non voglio immaginare di fare per sempre la stessa cosa».

IL PD - Cosa fare in seguito non lo preoccupa troppo. In fondo desidera quello che molti italiani vorrebbero. «Voglio girare il mondo. Passare un anno a New York. Un altro a Salvador de Bahia. E poi vorrei scrivere libri, imparare altre cose, studiare», spiega. E il destino della sinistra? Sull'alleanza con il Pd, Vendola dice: «Non si può discutere di me come di un'ipotesi», aggiungendo che le primarie del centrosinistra «non è possibile evitarle».

BERLUSCONI - Nell'intervista il governatore parla anche del suo rapporto con Silvio Berlusconi: «È sempre stato affettuoso nei miei confronti. Quando è morto mio padre, mi è stato davvero vicino. Ricordo una lunghissima telefonata: ha detto parole molto profonde, che mi hanno colpito davvero. L'idea che per cambiare un ciclo si debba coltivare odio verso chi incarna il potere non funziona più». Infine dà il suo giudizio sul nuovo leader del Pdl, Angelino Alfano: «Ha una certa freschezza e affabilità: una persona gradevole per tanti versi. È sbagliato considerare gli avversari brutti, sporchi e cattivi».



Parrebbe un ultimatum al Pd,o meglio se non ci saranno le primarie per la candidatura alle prossime elezioni politiche,la sua scelta sarà quella annunciata,sperando che non sia come la promessa veltroniana di alcuni anni fa,ovvero di abbandonare la politica per recarsi in Africa,infatti Uolter non c'è andato manco per fare il turista.

Molto probabilmente si sarà reso conto,che nella remota ipotesi diventi il candidato Premier,dirigere un movimento politico con tutti gli scandali che stanno emergendo,non potrebbe essere questa l'ambizione che l'aveva accompagnato in questi anni.

Dia retta a me,provi a partecipare alle probabili ma non scontate primarie della coalizione,dovesse andare male in qualsiasi caso,come andò male a Prodi in due occasioni,il turista per nobili cause sarebbe sicuramente un'ottima soddisfazione,rispetto alla palude italiana.

Poichè per cambiare l'economia e la politica italiana,toccherebbe cambiare diffusamente il popolo italico,ed è una mission impossible!

&& S.I. &&

martedì 26 luglio 2011

Bye,bye legge contro l'omofobia,si brinda a S.Pietro

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La Camera affossa la legge contro l’omofobia

L'Aula ha approvato le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Udc, Lega e Pdl. Viene così di fatto bocciato il provvedimento che avrebbe introdotto aggravanti per i reati sessuali connessi con l'orientamento sessuale della vitti


Ventidue mesi buttati via: la Camera ha affossato per la seconda volta la legge contro l’omofobia. Con 293 sì, 250 no e 21 astenuti, l’Aula ha approvato le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Pdl, Lega e Udc. Si è ripetuto dunque lo stesso copione dell’ottobre del 2009, quando la prima formulazione della legge fu cancellata sempre per una pregiudiziale dell’Unione di centro. Eppure da allora la ‘madrina’ della proposta Anna Paola Concia, del Pd, aveva tentato di tutto per convincere i colleghi della necessità di inasprire le pene per chi aggredisce o picchia spinto da un pregiudizio verso il ‘diverso’.

Il primo testo bocciato introduceva il reato di omofobia, così si era scelta la strada di un ammorbidimento e si era chiesta la previsione di un’aggravante per reati compiuti non solo verso i gay ma in generale “in ragione della disabilità, del sesso, dell’età, della omosessualità o della transessualità della persona offesa”. Neppure questo è bastato a Lega, Pdl e Udc che hanno portato l’argomento dell’incostituzionalità sostenendo, come ha fatto la leghista Carolina Lussana, che si sarebbe introdotto “un trattamento diverso nel sanzionare delitti non colposi”. Dunque, ha aggiunto, “per evitare discriminazioni se ne introdurrebbero altre”. E non è stato sufficiente neppure il sostegno alla legge del ministro alle Pari opportunità, Mara Carfagna, che alla fine si è astenuta.

“Oggi il Parlamento era chiamato a decidere se stare dalla parte dei violenti o delle vittime e ha scelto, almeno per una sua componente, di stare dalla parte dei violenti”, ha commentato Concia già rassegnata in partenza. “Mi sono astenuta perché, pur non condividendo alcuni passaggi della proposta di legge presentata dal Pd, avrei preferito che si arrivasse alla discussione nel merito del provvedimento, per migliorarlo”, ha poi spiegato il ministro Carfagna. “Mi auguro che si possa ricreare al più presto ilclima necessario per la ripresa del dialogo tra maggioranza e opposizione e che, dal confronto, possa nascere una proposta capace di trovare il consenso del Parlamento”, ha poi aggiunto.

Durissimo il giudizio di Pier Luigi Bersani. “E’ una vergogna, una delle pagine più brutte e spero che non passi inosservata”, ha detto il segretario del Pd. Eppure, ha ricordato, “quando si è trattato del reato di immigrazione clandestina, non si sono fatte sofisticazioni sulla fattispecie di reato. Invece per una norma contro ogni discriminazione si è sollevato un argomento inaccettabile”.

Dei ventuno astenuti, 18 sono del Pdl. Nell’elenco figurano, oltre a Carfagna, anche il ministro Paolo Romani. E ancora Claudio Scajola, Nunzia De Girolamo e Lella Golfo. Nelle file del Popolo della libertà, poi l’unico a votare contro l’indicazione del partito è stato Santo Versace. Anche il gruppo di Fli si è diviso: tre esponenti hanno votato a favore delle pregiudiziali (Roberto Menia, Francesco Proietti Cosimi e Daniele Toto) mentre tutti gli altri hanno votato contro. Qualche dissidente c’è stato anche nell’Udc. Anna Teresa Formisano si è astenuta, mentre Pierluigi Mantini e Lorenzo Ria si sono espressi contro le pregiudiziali.

Ma che copsa prevedeva esattamente la proposta di legge affossata oggi alla Camera? Il mirava a introdurre una tutela contro le discriminazioni fondate sull’omofobia e la transfobia. Lo snodo è la modifica dell’articolo 61 del codice penale: si introduce una nuova circostanza aggravante che ricorre quando l’autore del delitto ha commesso il fatto per motivi di omofobia e transfobia. Tali motivi vengono indicati come “odio e discriminazione in ragione dell’orientamento sessuale della vittima del reato verso persone dello stesso sesso, verso persone del sesso opposto o verso persone di entrambi i sessi”: una definizione, viene fatto rilevare, analoga a quella contemplata in materia nell’ordinamento del Regno Unito. Il secondo articolo prevede la presentazione da parte del ministro per le Pari Opportunità di una relazione annuale al Parlamento sulle azioni intraprese contro le discriminazioni motivate da omofobia e transfobia, gli obiettivi raggiunti e gli indirizzi da seguire.



Ci sarebbero difficoltà con un qualsiasi esecutivo di csx per legiferare a riguardo,figuriamoci con la peggior destra mai vista nel panorama democratico mondiale.

Sono asserviti completamente alle ingerenze vaticane,dal metodo Boffo il calumet della pace tra le parti tiene molto bene,da una parte non si paga l'Ici per le scuole cattoliche e si riversano più fondi possibili per la scuola privata,dall'altra la sponsorizzazione nel votare il berlusca nonostante il tapparsi di tutti gli orifizi!

La verifica di tutto ciò,anche post mortem,Welby non ha potuto entrare in chiesa nell'estremo addio,il suicida Cal del S.Raffaele,no problem!

&& S.I. &&

Il Fatto quotidiano talk show-La questione morale spacca il Pd



Borghezio il fascista e le idee condivisibili del fondamentalista cristiano



[ dall'inserto satirico web ]




Borghezio: “La strage di Oslo colpa della società multirazziale. Che fa schifo”“E’ una vicenda esemplare che fa capire che le strade del buonismo portano all’inferno, quello vero”, afferma sulla strage in Norvegia l’europarlamentare leghista Mario Borghezio. “L’ideologia della società aperta crea mostri – dice ai microfoni della Zanzara su Radio 24 -. Il killer Breivik è il risultato di questa società aperta, multirazziale, direi orwelliana. Questo tipo di società è criminogeno. Certe situazioni di disagio e di insofferenza è inevitabile che sfocino in tragedia. Quando una popolazione si sente invasa, poi nascono dei fenomeni di reazione, anche se gli eccessi sono da condannare. Quando si diceva prima che la Norvegia e la Svezia accoglievano decine di migliaia di tunisini, bisognava tener conto dell’impatto che un afflusso di questo genere poteva generare. La società aperta e multirazziale non è quel paradiso terrestre che ci voglion far credere coloro che comandano l’informazione. La società aperta e multirazziale fa schifo”.



Che Borghezio sia fondamentalmente fascista e viva nei suoi deliri,ormai lo sanno anche i muri,peggiori sono coloro che votano un personaggio del genere,ormai da troppi anni.

&& S.I. &&

lunedì 25 luglio 2011

Anna Lisa,il coraggio e la forza d'una grande ragazza



No bono per niente... No, no bono.

Ho avuto una crisi respiratoria martedì.
Ho fatto giusto in tempo a chiamare la dottoressa ElleElle e poi la mia stanza si è trasformata nel set di "E.R. medici in prima linea".

"OSSIGENO!"
"UNA FIALA DI MORFINA SOTTOCUTANEA!"
"SATURAZIONE!"
"EMOGAS!"
"RESPIRA, ANNA LISA, RESPIRA!"
"ECG!"
"RX TORACE"
"SCINTIGRAFIA POLMONARE!"

E così ho ripreso a respirare.

Ho vinto una dose doppia di eparina nella pancia ogni giorno, a causa di una microembolia polmonare.
Ho vinto un aumento della dose di pasticche contro i dolori neuropatici.
Ho perso l'ossicodone e ho ricevuto in cambio 4 flebo di morfina endovena al giorno.
Ho vinto un bell'aumento di cortisone.
Ho vinto una pasticca effervescente di calcio al giorno, oltre alle due flebo di albumina che già facevo e una flebo di diuretico.
Ho perso la chemioterapia, per il momento. Ma ho vinto una nuova terapia ormonale da fare in punture intramuscolo una volta al mese.
Ho vinto il tubino dell'ossigeno al naso. Ma non fisso, diciamo solo al bisogno.

Mercoledì, invece, ho fatto la visita dallo pneumologo per verificare, tramite ecografia, la quantità di pipì delle bestiacce nei miei polmoni. Grazie a Dio il versamento pleurico non è aumentato, per cui non ho vinto la toracentesi come temevo.

Sempre mercoledì ho fatto la radioterapia alle braccia.
Ed ho patito le pene dell'inferno.
Ma non per la radioterapia, no! Quella si sa, è indolore, quanto per la posizione sul lettino durante la fase di centraggio e durante l'applicazione vera e propria.
Avevo dolori bestiali dappertutto: braccia, polmoni, fianco destro.
Ho urlato e pianto come una disperata.
Ho interrotto un sacco di volte il trattamento per tirarmi su da quella posizione e per farmi fare un'altra dose di morfina sotto cute.
Ho veramente sofferto tanto, ma piangendo e tirando una scarica di parole colorite... ehm... ce l'ho fatta a fare tutto il trattamento e adesso... aspettiamo i benefici.

E, ultima news, da giovedì mi hanno spostato in un'altra camera.
Non sono più in oncologia, ma al reparto di cure palliative.
Eh già.
D'altra parte devono riuscire a trovare una giusta terapia contro il dolore e questo è il reparto giusto, checché se ne possa pensare.
E il soggiorno si allunga. Sono già nove giorni che sono qui, ma temo che ne avrò ancora per molto.
Per fortuna il reparto è molto bello e giuro che mi sento veramente in beauty farm.
Il personale è FAN - TA - STI - CO: primnario, medici, psicologa, sacerdote, musicoterapeuta,  infermieri, OSS, volontari... sembrano finti da quanto sono meravigliosi, sia professionalmnte che umanamente.
La stanza è singola, grande, super attrezzatissima e con bagno privato con doccia.
La mamy ha il suo letto e quindi sta fissa qui con me.
C'è una cucina a disposizione degli ospiti.
E' pieno di libri.
Le visite di parenti e amici sono libere: non ci sono limiti di orario e di numero di persone in stanza.
Per cui... e questa direi che è l'unica notizia bella della settimana... in camera mia c'è sempre il pienone di gente!!!
E' proprio così! Dalla mattina presto, alla sera tardi, qua c'è sempre un super affollamento di gente che ride, scherza, mangia, beve...
Io non sempre sono lucidissima e sveglissima a causa della morfina o a causa di episodi di dolore improvviso, ma quando sono presente a me stessa... sono felice, perché sono circondata da un amore grande, incommensurabile, indescrivibile. Quello di:
- mamy;
- "Qualcuno";
- dottoressa "ElleElle";
- il "tato" o zio "Braschino";
 - gli zii;
- "el mejor", o "mio marito" o "Zubi";
- "babybaby", "Gizzu", Petra e Lucia;
- "D&D";
- "Giuliadottore" e "Leodellagiuliadottore;
- "Zanzara" e"Chef";
- "CdM";
- "Figliaminore" e "Figliamaggiore";
- "Bustavuota";
- "IrenA";
- "il babbo di Tommy";
- "lui";
- "mio fratello" e "API";
- "Paul";
- "Nello" e Ire;
- il mio "piscioso";
- mia cognata e mia suocera;
- Renza e Silva;
- "Oz";
- genitori di "lui";
- Nice;
- tutti voi, lettori del mio blog, a cui dico grazie! E scusate per la mia latitanza. Spero di riuscire al più presto a leggere (e magari anche a rispondere) al centinaio e passa di e-mail che ho ricevuto. Siete carinissimi, affettuosissimi e mi date un sacco di consigli utili e incoraggiamenti preziosi.
Grazie di cuore e vedrete che prossimamente riuscirò a mettermi in pari!
Il fatto è che, come avete capito, ho avuto proprio il mio bel da fare qui in beauty farm!!!!


click Anna Lisa blog


Fai parte del cosiddetto "sesso debole",con la tua testimonianza se ancora c'erano dubbi,il sesso debole ha cambiato verso,a voglia per noi ometti avere un coraggio e una tenacia del genere,stai organizzando giorno dopo giorno la tua guarigione,ti siamo grati della tua cronaca!

&& S.I. &&

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,il terremoto non solo nel Pd



Il testo integrale dell'intervento

Buongiorno a tutti, ci siamo arrivati come ci siamo detti per anni e cioè al tracollo ormai visibile anche della Seconda Repubblica che muore dello stesso virus che si era portato via la prima: l’illegalità, la corruzione e le collusioni con il malaffare finanziario e mafioso e curioso che quelle forze dell’ ordine che dovrebbero essere mandate a rastrellare il Parlamento colmo di inquisiti e di condannati, vengano mandate invece a picchiare la gente che si oppone alla costruzione di una di delle grandi opere che forse è l’ultimo cascame degli anni 80, della stagione delle opere faraoniche dello sperpero di denaro pubblico e della corruzione sottostante che è il Tav Torino – Lione.

Il Parlamento è peggio del Paese

Si è sempre detto in questi anni, noi abbiamo sempre contrastato questa scemenza che il Parlamento è lo specchio del paese.
Abbiamo fatto dei libri, io insieme a altri colleghi come Peter Gomez, Gianni Barbacetto, Marco Lillo in cui si raccontava che in Parlamento ci sono fissi ormai da 3, 4 legislature un centinaio tra imputati e indagati e dai 20 ai 30 condannati definitivi, il che significa che in Parlamento c’è un parlamentare su 10 che ha seri guai con la giustizia, se il Parlamento fosse lo specchio del paese, significherebbe che su 60 milioni di abitanti, 6 milioni di abitanti sono sottoprocesso o sono già stati condannati, una cosa semplicemente impensabile, quindi il Parlamento non è lo specchio del paese, il Parlamento è molto peggio del paese, anche se il paese non scherza! Vedete con quali arzigogoli in questi giorni si cerca di giustificare quello che sta accadendo, questa escalation, questa accelerazione di indagini su tangenti, mafie, appalti truccati, si cerca di raccontare la vicenda a prescindere dalle tangenti perché questo è il modo che si è usato per raccontare anche la storia di Tangentopoli dopo qualche mese dall’entrata al governo di Berlusconi nel 1994, si cominciò a dire che Tangentopoli non era scoppiata perché i politici rubavano, ma perché i magistrati avevano dichiarato guerra ai politici e sono più o meno 20 anni che ci raccontano questa favoletta della guerra tra politica e magistratura, per non dover ammettere che le indagini sui politici che rubano e che mafiano nascono perché ci sono molti politici che rubano e che mafiano e sono molti di più i politici che rubano e che mafiano rispetto a quelli che vengono indagati, perché ovviamente su reati nati da associazioni per delinquere così omertose e così impenetrabili quali sono sia il sistema della corruzione, sia il sistema delle mafie, è molto difficile scoprire le prove, scoprire le notizie di reato, sapete bene che i reati si dividono tra quelli a copertura totale e quelli a copertura parziale, quelli a copertura totale sono quelli che non si possono nascondere, gli omicidi sono tanti quanti gli omicidi che conosciamo sono tanti quanti quelli che vengono commessi, le rapine che vengono commesse le conosciamo tutte, i furti d’auto li conosciamo tutti, i furti in appartamento li conosciamo tutti, perché? Perché ovviamente la gente per le assicurazioni va a denunciare questi furti subiti, esattamente come gli omicidi ovviamente non possono passare inosservati, mentre invece la corruzione e i rapporti dei politici con la mafia, sono reati invisibili, quindi o parla chi li ha commessi, o parlano i complici di quelli che li hanno commessi, oppure è impossibile scoprirli, eco perché in quei casi occorrono i pentiti cioè i complici che collaborano con la giustizia e parlano oppure le intercettazioni che fanno parlare la gente senza che la gente sappia di essere ascoltata e è proprio per questo che in questi 20 anni, invece di colpire la corruzione e i rapporti di collusione tra mafia e politica, si è tentato in tutti i modi di colpire i due principali strumenti con i quali i magistrati andavano a scoprire questi reati invisibili.
Da un lato si sono colpiti i pentiti con la riforma Fassino – Napolitano che praticamente li ha aboliti per legge, rendendo non più conveniente per un mafioso collaborare con la giustizia, togliendo un sacco di benefici, obbligando i mafiosi che collaborano a raccontare tutto entro 6 mesi, dopodiché qualunque cosa dicono non vale più, lo stesso si è fatto per i “pentiti” dei reati di tangentopoli quando con la riforma dell’Art. 513 del Codice di Procedura Penale, altra porcheria votata dal centro-sinistra quando era maggioranza con la complicità del centro-destra, poi dichiarata incostituzionale e poi addirittura trasformata in legge costituzionale e infilata all’Art. 111 della Costituzione si è stabilito che quando io, complice di una tangente accuso l’altro mio complice, devo ripetere la stessa cosa non basta che la dica davanti al PM, la devo ripetere davanti alle Tribunale e se non la vado a ripetere, non è che mi possono obbligare a ripeterla, semplicemente se non la vado a ripetere, la persona che ho accusato viene assolta per insufficienza di prove perché quello che ho detto davanti al PM, sia che sia vero, sia che sia falso, viene cestinato, non può più essere preso in considerazione dal giudice.
Così hanno tappato la bocca ai complici che avrebbero potuto accusarli, dopodiché hanno cominciato una tale campagna contro le intercettazioni, per cui adesso si è creato un clima politico bipartisan per il quale non solo a destra, ma anche a sinistra si sostiene quasi unanimemente che le intercettazioni devono essere limitate, devono essere ridotte, devono essere ridimensionate, anche se le usiamo in casi semplicemente eccezionali, basti pensare che le persone intercettate in Italia ogni anno sono 6 mila, su 60 milioni di abitanti, lo 0,001%, ancora l’altro giorno il Capo dello Stato in base a non si sa quali dati, sosteneva che bisogna ridurre le intercettazioni, limitarle ai minimi casi indispensabili, il che peraltro è già previsto dalla legge anche se lui probabilmente non lo sa.
Eppure casi di corruzione e di mafiosità sono talmente numerosi, massicci e evidenti che nonostante il continuo tagliare le unghie, le mani, le dita e le braccia ai magistrati, ancora i magistrati ne scoprono un sacco di questi casi, evidentemente perché la forza della realtà è tale che fa saltare tutti i coperchi che sono stati messi in questi anni non sulla corruzione, ma sulle indagini che riguardano la corruzione e quindi lo spettacolo è quello che abbiamo sotto gli occhi, ogni giorno ormai c’è un arresto per quelli che si possono arrestare o una richiesta di arresto per gli intoccabili che senza autorizzazione del Parlamento non si possono arrestare. L’altro giorno nella stessa giornata si è votato alla Camera, pro o contro la richiesta di poter eseguire l’arresto nei confronti dell’On. Alfonso Papa e al Senato si è votato sulla richiesta del G.I.P. di Bari di poter eseguire la cattura del Senatore del PD Alberto Tedesco, Papa accusato di favoreggiamento e rivelazione di segreti e corruzione, Tedesco accusato di concussione, corruzione, abuso, falso e turbativa d’asta, voto segreto alla Camera Papa viene arrestato, o meglio la Camera concede ai magistrati l’autorizzazione a eseguire un mandato di cattura che era già stato emesso dal G.I.P. e quindi di portare questo parlamentare, Papa, magistrato in aspettativa, a Poggio Reale, là dove quando era magistrato a Napoli era solito lui mandare i suoi indagati.
Il Senato invece grazie ai soliti mascalzoni che si nascondono dietro l’anonimato del voto segreto, è stato salvato Tedesco che continuerà tranquillamente a scorrazzare a Palazzo Madama con sulla testa imputazioni di corruzione, concussione, abuso, falso, turbativa d’asta, nei prossimi giorni si esaminerà alla Camera la richiesta di autorizzare, sempre da parte della Procura di Napoli, anzi del G.I.P. di Napoli la cattura di Milanese, ex finanziere della Guardia di Finanza, diventato poi braccio destro di Tremonti, la vera potenza del Ministero dell’economia, quello che faceva le nomine, quello che teneva i rapporti con una delle due bande ai vertici della Guardia di Finanza, perché l’altra banda era invece considerata vicina al Cavaliere e quindi c’erano gli ufficiali vicini a Tremonti e a Milanese, gli ufficiali vicini al Cavaliere e alla sua azienda.
Milanese è accusato di essersi fatto corrompere per anni, più in natura che non con mazzette tradizionali, regali, Ferrari, auto d’epoca, gioielli, di tutto, aveva un tenore di vita tale che gli permetteva di pagare ogni mese l’affitto di un mega-appartamento nel centro di Roma dove abitava senza pagare Tremonti, che evidentemente gli doveva molto, ragion per cui chiudeva non un occhio, ma due occhi su tutte le scorribande di Milanese che da anni ne combinava di cotte e di crude, vedremo cosa deciderà la Camera, se posso fare una previsione tale è lo shock con cui i parlamentari hanno vissuto l’arresto di Papa, di un loro simile, che penso che d’ora in poi faranno quadrato, troveranno sempre il modo con il voto segreto di salvare i loro simili, come già avevano fatto prima di questo caso, perché dal 1994 a oggi, parliamo soltanto della Seconda Repubblica in 17 anni una ventina di volte i magistrati avevano chiesto di poter arrestare dei parlamentari e tutte quante quelle 20 volte la Camera o il Senato avevano risposto picche, spesso con un voto molto trasversale, spesso salvando dal carcere persone che poi sono state regolarmente condannate.
Nella storia della Repubblica italiana, Prima e Seconda Repubblica, dal 1946 a oggi, su decine e decine di richieste di autorizzazioni all’arresto da parte dei magistrati al Parlamento, il Parlamento aveva votato sì soltanto 4 volte, nel caso di Moranino, il partigiano rosso eletto poi in Parlamento con il partito comunista, accusato per avere fatto dei delitti orribili dopo la fine della guerra partigiana, salvato negli anni 60 dall’arresto, per accuse di reati di sangue, poi ci fu Massimo Abatangelo accusato di eversione nera, reati di armi e di banda armata, poi ci fu Toni Negri accusato di banda armata anche lui per l’eversione rossa, sì per Abatangelo, sì per Negri e sì per Sandro Saccucci il Missimo che nel famoso comizio di Sezze Romano si mise a sparare facendo secca una persona, quindi almeno per chi sparava il Parlamento aveva stabilito che si poteva autorizzare l’arresto, ma se un parlamentare non si metteva a sparare, poteva fare qualsiasi cosa e non aveva mai il rischio di finire in galera.


Arresto di Papa: panico in Parlamento

Ecco perché parlo di shock, perché Papa è stato il primo parlamentare della storia della Repubblica, tra la Prima e la Seconda Repubblica a essere arrestato per una storia non di sangue e non di armi, cioè per un reato contro la pubblica amministrazione, corruzione, rivelazione di segreto, favoreggiamento.
E se pensate che in anni passati furono salvati persino candidati all’arresto per mafia come Giancarlo Cito poi condannato per i suoi rapporti con il clan della Sacra Corona Unita, come Marcello Dell’Utri, poi condannato per false fatturazioni, frode fiscale in via definitiva e in Parlamento e in secondo grado per associazione per delinquere di stampo mafioso in concorso esterno, voi vi rendete conto che forse Papa non è il peggiore dei parlamentari degli ultimi 65 anni, eppure per lui è stata data l’autorizzazione all’arresto, perché? Evidentemente perché la politica in questo momento si sente detestata dall’opinione pubblica e sta cercando, nel suo impazzimento terminale, di dare qualche segnalo in contro tendenza, visto che la rabbia contro la casta monta, se credono di salvarsi la faccia autorizzando l’arresto di Papa e ricominciando a fare i loro porci comodi, naturalmente si sbagliano, anche perché lo stesso giorno il voto per l’arresto di Papa veniva neutralizzato dal voto contro l’arresto di Tedesco che se è possibile è accusato di cose ancora peggiori rispetto a Papa.
A contorno sappiamo che a Milano c’è un’indagine clamorosa sull’enorme buco dell’ospedale San Raffaele, ospedale di questo prete, il Simoniaco che si chiama Don Verzè e che da 40 anni tiene il sacco a Berlusconi fino a quando lo aiutò a far spostare le rotte aeree da Milano 2 con la scusa che bisognava costruire l’ospedale nel bel mezzo della città satellite, che c’è un Ministro romano, Saverio Romano imputato per mafia che non si dimette, che c’è la Procura di Roma che indaga su Finmeccanica e sulla P3 e sugli amici di D’Alema nello scandalo Enac, ne abbiamo parlato due settimane fa, che la Procura di Napoli ha indagini di altissimo livello che quella di Palermo sta indagando su parlamentari ipoteticamente corrotti con i soldi di Don Vito Ciancimino, pizzini, Romano e Cuffaro e che presto il Parlamento dovrà autorizzare o negare l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni che riguardano questi parlamentari con il commercialista di Vito Ciancimino, nonché suo prestanome, il Rag. Lapis, a questo punto uno dice va beh, il centro-destra è nella melma fino al collo, lo sapevamo, il Partito fondato da Berlusconi non può che finire con una grande retata, perché? Perché è ovvio che se si mettono tutti a imitare il capo li vanno a prendere con l’accalappiacani, visto quello che va il capo, qualunque cosa facciano i suoi sottoposti, sarà sempre meno grave di quello che ha fatto il capo che ha letteralmente fregato una casa editrice a De Benedetti per mettersela in tasca con una sentenza comprata, si può immaginare qualcosa di più enorme, stiamo parlando di un furto che la Corte d’Appello di Milano ha appena quantificato in 560 milioni di Euro, avete mai visto uno che è riuscito a rubare più di 560 milioni di Euro?
Quindi capite, questa è la maggioranza, maggioranza che naturalmente ha non soltanto i suoi esponenti inquisiti, a cominciare dal capo del governo, ma ha i suoi principali esponenti che o sono inquisiti in proprio, oppure hanno il loro braccio destro, il loro prestanome indagati, Tremonti operava per le mani di Milanese, Gianni Letta operava per le mani di Bisignani, inchiesta P4 anche questa davanti alla Procura di Napoli, il problema è quello che c’è dall’altra parte, quello che non c’è dall’altra parte, che in una situazione come questa è ovvio che le opposizioni ci dovrebbero sguazzare, praterie per correre a guadagnare consensi, invece dall’altra parte, come al solito, c’è chi riesce a pareggiare il conto, c’è chi riesce se non a fare pari e patta, alleno a far dire alla gente che se Atene piange, Sparta non ride o viceversa, se Sparta non ride Atene piange, perché questo? Perché non bastando gli scandali dei finanziatori della fondazione di D’Alema italiani e europei che prendevano e pagavano tangenti come abbiamo raccontato due settimane fa, adesso riesplode una Tangentopoli a Milano tutta rossa, nella vecchia Stalingrado del nord che era Sesto San Giovanni, Sesto San Giovanni, comune operaio, comune rosso, popolato da tanta brava gente che lavora e che ha sempre votato a sinistra e che ha avuto come Sindaco in passato Filippo Penati, il quale poi ha fatto carriera, è diventato per una legislatura Presidente della Provincia di Milano, due anni fa quando Bersani ha preso in mano la segreteria del PD Pennati è diventato il braccio destro ufficiale di Bersani, capo della segreteria politica del segretario nazionale, dopo avere perso le provinciali e quindi avere mancato la riconferma come Presidente della Provincia, Penati quest’anno è stato premiato come tutti i trombati, del resto, con una bella candidatura alla Regione e lì è Vicepresidente del Consiglio regionale da una settimana, almeno che si sappia, poi lo era almeno da prima, da una settimana si sa che Penati è indagato dalla Procura di Monza per concussione, corruzione e finanziamento illecito, concussione vuole dire che è accusato di avere costretto degli imprenditori a pagargli tangenti, con la minaccia di non farli lavorare, cioè di rovinarli, corruzione vuole dire che ci sono degli imprenditori che lo hanno pagato anche senza essere costretti e che lui ha preso i soldi, finanziamento illecito vuole dire che almeno una parte di quei soldi li ha destinati al suo partito, che fino al 2008 si chiamava PS e dal 2008 si chiama PD.
I fatti contestati dalla Procura di Monza arrivano fino al 2010, quindi questa è la prima indagine per finanziamento illecito, non solo a un esponente importantissimo del PD, il pupillo del segretario, ma è la prima indagine che coinvolge direttamente il PD per essersi finanziato illecitamente, a qualcuno di voi potrebbe venire una curiosità e dire: ma i partiti a differenza che nella Prima Repubblica, dove i finanziamenti pubblici non riuscivano a coprire le loro spese, nella seconda si sono regalati tradendo il famoso referendum del 1993, quelli che chiamano i rimborsi elettorali, che sono uno sproposito perché non solo bastano a sostenere tutte le loro spese elettorali, ma coprono il triplo delle loro spese elettorali, che ovviamente sono taroccate, non è neanche necessario giustificarle, quindi navigano nell’oro, che bisogno hanno di integrare, con tangenti.
Infatti in questi ultimi anni è stato rarissimo il caso di una contestazione di finanziamento illecito a partiti, perché quasi sempre si scopriva che in realtà i soldi se li mettevano in tasca i singoli, questo capitava anche nella Prima Repubblica, ma nella Prima Repubblica c’era un sistema di taglieggiamento fisso di una percentuale che gli imprenditori dovevano dare a tutto il sistema dei partiti, spesso anche alle opposizioni perché non si opponessero, che serviva a foraggiare illegalmente i partiti e poi all’interno di quel sistema c’era qualcuno che ci faceva la cresta e che si metteva i soldi in tasca, questa volta non c’è quel sistema generale, sono episodi molto frequenti, per importi anche molto alti, ma senza una sistematicità, infatti per esempio Sesto San Giovanni le accuse riguardano soltanto Penati e il suo entourage, gli altri partiti non sono coinvolti, mentre nella Prima Repubblica c’era sempre un accordo di tutti i partiti di governo e spesso dell’opposizione addomesticata, perché ciascuno avesse la sua parte e nessuno rompesse i coglioni sulle gare d’appalto truccate, quindi questa è la principale differenza, però qui una parte, almeno di questi soldi pare che sia andata prima ai DS e poi al PD, partiamo di importi molto grandi, c’è un imprenditore, costruttore…


Terremoto PD

Scusate, c'è stata una scossa di terremoto e sono andato nel pallone. Dicevo, delle consulenze a due commissari delle cooperative rosse emiliane, anche ai tempi di Tangentopoli spesso il PC poi PDS si faceva retribuire non con tangenti cash, ma con lavori o consulenze alle cooperative rosse, che poi evidentemente si sdebitavano secondo un altro canale.
Quindi il totale dei soldi che Pasini avrebbe dato a Penati e al PD ex DS sarebbero circa 8 miliardi in 10 anni, poi non c’è solo lui perché come vi ho detto c’è Di Caterina il quale dice di avere pagato ratealmente, mensilmente a volte 100 a volte 20 milioni di lire, ma non solo, adesso salta fuori un altro nome molto rinomato fin dai tempi di Tangentopoli, Bruno Binasco che era il braccio destro l’uomo ombra di Marcellino Gavio, il defunto l’anno scorso, costruttore, uno dei più grossi proprietari di autostrade in Italia, Binasco entrava e usciva di galera nel 1992/1993, poi è stato processato una miriade di volte per una miriade di tangenti, la gran parte delle volte si è salvato per prescrizione, qualche volta è stato anche condannato in via definitiva, una volta è stato condannato insieme a Primo Greganti per avere finanziato Greganti con una finta caparra non tornata indietro, allo scopo, scrivono i giudici di Tortona di finanziare illegalmente l’allora PC, PDS, adesso questo signore che è il plenipotenziare del gruppo Gavio perché Gavio è morto, ritorna fuori, come possibile finanziatore ancora una volta di Penati e questo in tempi molto recenti, tra il 2008 e il 2010 con un meccanismo che spiegano bene Ferrarella e Guastella su Il Corriere della Sera, una tangente presunta naturalmente di 2 milioni di Euro, concordata nel 2008 e pagata nel 2010 e nel 2008 Penati era Presidente della Provincia di Milano e nel 2010 era diventato il capo della segreteria di Bersani, cosa hanno fatto? Hanno finto la vendita di un immobile di proprietà dell’imprenditore Di Caterina al gruppo Gavio retto da Binasco, cosa hanno fatto naturalmente? Di Caterina per i preliminari dell’acquisto, della cessione del suo immobile a Binasco ha avuto una caparra enorme di 2 milioni di Euro e poi dopo due anni Binasco ha rinunciato all’acquisto di quell’immobile, ma gli ha lasciato la caparra, secondo l’accusa erano già d’accordo fin dall’inizio che l’acquisto era falso e che quindi la caparra sarebbe rimasta a Di Caterina e così hanno giustificato un esborso da Binasco a Di Caterina, perché questo? Non perché Binasco dovesse qualcosa a Di Caterina, ma perché Binasco doveva finanziare, questa è l’ipotesi d’accusa, il PD e Penati, Di Caterina avanzava un sacco di soldi che aveva anticipato al PD e a Penati e allora cosa hanno fatto? La triangolazione: Binasco deve finanziare Penati, Di Caterina avanza dei soldi da Penati, invece di Binasco dà i soldi a Penati e Penati li dà a Di Caterina, cosa fanno? Binasco li dà direttamente a Di Caterina e Penati a estinto il suo debito avendo ricevuto soldi prima da Di Caterina, paga Binasco, questa è l’ipotesi di accusa, la triangolazione per camuffare una tangente da caparra.
Credete che questi costruttori facciano questa versamenti importanti in periodi di crisi così per la bella faccia dei politici? Ovviamente no, in cambio vengono favoriti, oppure non vengono ostacolati, in questo caso è tutta una partita di centro-sinistra, è tutta una partita PD a altissimo livello perché sotto Bersani c’è Penati, Penati sta a Bersani come Milanese sta a Tremonti è il suo uomo di fiducia, non sto dicendo che fa le stesse cose, sto dicendo che è il suo uomo di fiducia. A questo punto ai magistrati viene la curiosità di andare a vedere quali sono negli anni i rapporti tra il Gruppo Gavio e Penati, quel gruppo Gavio che era già stato condannato, lo ripeto, nella prima Tangentopoli del 1992/1993 per avere finanziato illegalmente il PC tramite Greganti, quando trattano con Binasco questi signori sanno che è un pregiudicato per avere finanziato il loro partito e continuano a trattarci. Nel 2004 cosa fa l’ottimo Penati da Presidente della Provincia di Milano? Compra le quote della Milano - Serravalle facendo, accollando alla collettività, alla Provincia di Milano un bel pezzo di autostrada, la Milano – Serravalle è quella che collega Milano con Genova, e facendo spendere alla Provincia di Milano una barcata di soldi, una barcata di soldi che poi vanno ovviamente nelle tasche di Gavio e del gruppo Gavio – Binasco e con quei soldi cosa fa il gruppo Gavio? Sostiene la scalata di Unipol alla Banca Nazionale del lavoro, quella di Consorte, quella dei furbetti del quartierino. In un bel libro di Gianni Barbacetto che si intitola “Compagni che sbagliano” sono pubblicate le intercettazioni, intercettazioni nelle quali si dimostra che la Provincia di Milano grazie a Penati, per comprarsi il 15% di azioni della Serravalle da Gavio, ha speso 238 milioni di Euro pagando a azione 8,9 Euro, mentre un anno e mezzo prima, Gavio le aveva pagato 2,9, il che significa che Gavio realizza una plusvalenza di 176 milioni a spese dei milanesi e con quell’enorme tesoretto va a sostenere Consorte che di lì a poco dà la scalata alla Bnl, non ci sarà mica un legame? La cosa più interessante ancora è che nelle telefonate intercettate si scopre, lo ha raccontato Barbacetto in quel libro e su Il Fatto Quotidiano, salta fuori anche il nome di Bersani, perché il 28 giugno 2004 Binasco a Marcellino Gavio dice: il problema non è Penati (Presidente della Provincia) che con lui un accordo si trova, il vero problema è Albertini, cioè il Sindaco di centro-destra. Due giorni dopo entra in scena Bersani, Binasco dice a Il Giornale che con Bersani Gavio ha da sempre un ottimo rapporto, infatti il 30 giugno 2004 Bersani dice a Gavio che ha parlato con Penati e dice a Gavio di cercare Penati per incontrarsi in modo riservato, ora fermiamo tutto e vedrà che tra una decina di giorni, quando vi vedrete troverete un modo. 5 giorni dopo, il 5 luglio 2004 Penati chiama Gavio e gli dice: buongiorno, mi ha dato il suo numero l’On. Bersani e Gavio: sì volevo fare due chiacchiere con lei quando è possibile e Penati: guardi non so, beviamoci un caffè. L’incontro avviene in modo riservato come suggeriva Bersani in un Hotel di Roma, non in una sede istituzionale, non è che il Presidente della Provincia di Milano riceve il costruttore Gavio nella sede della Provincia di Milano davanti a testimoni e poi emette un bel comunicato per dire: abbiamo ricevuto il Commendator Gavio per parlare di questo, questo e questo, riservato su suggerimento di Bersani e quello che succede dopo è naturalmente quell’affarone meraviglioso che riesce a concludere sulla Serravalle il gruppo privato Gavio a spese dei contribuenti milanesi, grazie alla scriteriata scelta di Penati di comprare quel 15% di quote, strapagandole il triplo di quelle che le aveva pagate un anno e mezzo prima il privato.
Allora voi capite che quando i rapporti tra politica e affari sono questi, che ci siano tangenti o che non ci siano tangenti, è già grave di per sé quello che è successo, che non c’è nessuna trasparenza e quando queste opacità sono ai massimi livelli, bisogna interrogarsi su come vengono selezionate anche le classi dirigenti del centro-sinistra, queste intercettazioni sono di 7 anni fa, sono note da almeno 5 anni, dopo che queste intercettazioni sono state rese note, Bersani è diventato Segretario del PD e Penati è diventato il capo della sua segreteria e se non ci fosse l’indagine della Procura di Monza, molto probabilmente, visto il rapporto che c’è tra i due, se il centro-sinistra dovesse vincere le prossime elezioni tra due anni, Penati sarebbe diventato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel posto dove oggi Letta fa il braccio destro di Berlusconi e magari un altro fedelissimo di Bersani, Pronzato, arrestato per le tangenti sui voli, essendo lui consigliere di Bersani al Ministero, responsabile trasporti aerei del PD e consigliere di amministrazione dell’Enac in conflitto di interessi totale, visto il rapporto che ha con Bersani, magari poteva diventare il Ministro dei trasporti, ora uno è in galera, Pronzato e sta patteggiando dopo esserne uscito e l’altro è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito, c’era bisogno dell’inchiesta per capire che Penati ha un rapporto malato con il mondo degli affari? Cosa ci voleva per mandarlo via se non bastavano quelle intercettazioni con Gavio e quell’affare che ha impoverito la Provincia di Milano, un’istituzione e ha arricchito un privato che poi finanziava il partito come il gruppo Gavio?


Queste sono le domande che dobbiamo cominciare a porre duramente, d’estate i politici girano nei loro collegi, quando incontrate Penati o incontrate Bersani se vi capita fategli queste domande, noi le abbiamo fatte su Il Fatto Quotidiano e speriamo di ricevere risposta, perché questi signori si illudono di raccattare il potere quando Berlusconi se ne andrà, si illudono che gli caschi in mano Palazzo Chigi, non hanno capito quello che noi, mi spiace, autocitarmi ancora ma abbiamo più volte ripetuto e cioè che la casta è fatta così, non sono tutti uguali ma sono complementari e quando cade Berlusconi cadranno anche questi, se prendono qualche volto è perché c’è ancora Berlusconi, quando non ci sarà più Berlusconi uno sarà costretto a guardare in faccia loro, quindi non li voterà più o si inventano dei leader nuovi, una classe dirigente nuova che abbia un altro tipo di rapporto con il mondo degli affari, oppure Berlusconi cadrà, cadranno anche loro e noi avremo un voto politico totale, dentro il quale potranno infilarsi i peggiori avventurieri, esattamente come accade nel 1994 quando ci si infilò il Cavaliere Silvio Berlusconi, passate parola, buona settimana!

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Curiosa la visione di Travaglio sorpreso dal terremoto avvenuto oggi pomeriggio nel torinese,direi una reazione del tutto condivisibile,semmai sono le nefandezze di una consistente parte politica del Pd a non aver giustificazioni,si dimostrano sempre più simili al polo dei corruttori e dei corrotti,questi si delle libertà!

[ Kenzo ]

domenica 24 luglio 2011

Amy Winehouse solo adesso è libera




di Federico Mello

“Morta Amy Winehouse. È la prima volta che risulta prevedibile” scrive Frankie Hi Nrg su Twitter. Ha ragione Frankie, l’originalità di Amy lascia un vuoto enorme nella musica contemporanea.

Quella della sua morte è una notizia che, in un afoso sabato d’estate, arriva come un fulmine e si propaga in ogni anfratto dell’infosfera tramite i social network.

Molti su Twitter ricordano come sia morta a 27 anni. La stessa età in cui ci hanno lasciato, in epoche diverse – anche dal punto di vista musicale – Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Kurt Cobain. Tutte icone del rock, tutti miti delle loro generazione (e non solo) e decisi a vivere da persone libere, come volevano, come se ogni giorno fosse l’ultimo.

Alcuni, anche online, dicono che era una notizia prevedibile: “Se l’è cercata”; “E’ stata semplice selezione naturale”, “Un talento e una vita buttati nel cesso”, scrivono anche alcuni dei nostri lettori su questo sito. Eppure, c’è chi fa un passo in avanti: “Un esempio da imitare per tutti i disperati. Che voce… che talento…” scrive Waldemar sempre nei commenti.

Ecco, io la penso proprio così. Di Amy straordinaria era la forza delle sue canzoni e dei suoi testi, la passione che buttava in ogni nota, in ogni acuto. Mi chiedo: avrebbe avuto la stessa passione con una vita regolare? Avrebbe avuto la stessa sensualità distruttiva e irresistibile senza decidere di consumare tutta la sua vita in una potentissima fiammata fuori da ogni consuetudine e ogni imposizione?

Spesso l’esistenza di noi umani è diversa da quella che immagina Giovanardi. E ognuno deve essere libero di vivere come vuole. Se poi una disperazione straziante regala emozioni a uomini e donne di tutto il mondo come ha fatto Winehouse, non c’è nulla da aggiungere. Parlano solo le canzoni di una grande artista vissuta giusto il tempo di lasciare un segno prima di tornare Back to black. Rest in peace.



Una stupenda interprete musicale accompagnata da un tremendo malessere,nella sua impossibile prigione non vedo come abbia potuto essere libera,semmai una ragazza profondamente malata della vita dove le cure possono lenire poco o nulla,soprattutto se si fa parte dello star system,dove è importante sfruttare tutto ciò che è possibile.

Forse solo ora Amy è libera.

&& S.I. &&

I ladri,i Penati e Bersani caduto dal pero!



I ladri e i Penati

di Marco Travaglio

Gentile on. Pierluigi Bersani, giorni fa abbiamo posto alcune domande all’on. D’Alema sui politici a lui vicini finiti nei guai giudiziari e abbiamo avuto la fortuna di ricevere una risposta (salvo poi essere definiti “giornale tecnicamente fascista”). Ci riproviamo con Lei, nella speranza di ottenere una risposta (preferibilmente senza insulti). Una premessa: noi non pensiamo che Lei si sia macchiato di reati, né che i reati eventualmente commessi da qualcuno del Suo staff ricadano su di Lei. La responsabilità penale è personale. Ma quella politica no. Parliamo di “culpa in eligendo”, la stessa che ha portato il premier britannico Cameron a scusarsi prima col suo popolo e poi col Parlamento per aver nominato un portavoce troppo vicino a Murdoch. Portavoce dimissionato su due piedi, anche se né lui né tantomeno Cameron avevano fatto nulla di penalmente rilevante. Cameron si è scusato “solo” per aver scelto il braccio destro sbagliato. Ora, on. Bersani, il caso vuole che Lei, quand’era ministro delle Attività produttive, avesse come suo consigliere Franco Pronzato, ora arrestato per aver preso una tangente da un’azienda che aveva appoggiato all’Enac in una gara d’appalto (accusa ammessa dallo stesso Pronzato, che ha chiesto di patteggiare): Pronzato infatti era contemporaneamente Suo consigliere, responsabile Pd per i Trasporti e membro del Cda dell’Enac. Cosa Le è saltato in mente di nominare un personaggio in così palese conflitto d’interessi fra politica e affari? Lei può dire che non sapeva che Pronzato prendesse tangenti, ma non che ignorava il suo conflitto d’interessi, visto che all’Enac l’aveva indicato proprio il Suo partito. Ancor più grave è il caso di Filippo Penati, ex sindaco di Sesto San Giovanni ed ex presidente della Provincia di Milano, ora vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia, l’uomo che Lei, divenuto segretario del Pd, nominò capo della Sua segreteria: insomma il Suo braccio destro. Adesso Penati è indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito con l’accusa di aver ricevuto, per sé e per il partito, tangenti da imprenditori interessati a speculazioni edilizie sull’area ex Falck di Sesto. Il costruttore Pasini racconta che Penati gli chiese 20 miliardi di lire nel 2000-2001 e ne ottenne oltre 5 tramite due intermediari, con pagamenti in Lussemburgo e in Svizzera, poi dovette pagare 1,25 miliardi per affari nell’area ex Marelli e altri 2 miliardi in finte consulenze a due emissari delle coop rosse. Alcuni versamenti sono documentati da carte bancarie ricevute per rogatoria dalla Procura di Monza. E le accuse di Pasini sono già state confermate dal presunto intermediario penatiano, l’imprenditore Di Caterina, che a sua volta racconta di essere stato “spremuto come un limone” - cioè costretto a pagare per anni fino a 100 milioni di lire al mese per poter lavorare - da Penati e dal Suo partito. Che Penati avesse un concetto piuttosto elastico, diciamo pure allegro, dei rapporti politica-affari, lo dimostravano già ampiamente le intercettazioni uscite anni fa tra lui e il costruttore Gavio nella sporca faccenda della Milano-Serravalle, costata un patrimonio alla Provincia di Milano: Penati chiamò Gavio dicendo che Lei gli aveva dato il numero privato. Lei ha liquidato l’inchiesta su Penati come “roba vecchia”: ma, se anche fosse, questa per Lei sarebbe un’aggravante, visto che in tutti questi anni non s’è accorto di quel che faceva chi Le sta accanto. Immaginiamo cosa sarebbe accaduto senza le indagini. Tra un paio d’anni Lei avrebbe potuto vincere le elezioni, diventare premier e portarsi al governo i suoi due più stretti collaboratori: Penati sottosegretario alla presidenza del Consiglio e Pronzato ministro dei Trasporti. Salvo magari scoprire che erano due corrotti. Visto il Suo fiuto da rabdomante nella scelta dei fedelissimi, è proprio sicuro di essere il miglior candidato del centrosinistra alle prossime elezioni? In attesa di un Suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti.



Per la serie di quanto stia diventando sempre più "tecnicamente fascista",il Fatto quotidiano,quel "fascistone" di Travaglio va giù duro anche sul diamoci da fare Bersani,gli interrogativi dell'articolo risultano molto pesanti,e in una qualsiasi democrazia "normale",quella italiana non lo è,l'attuale Segretario del secondo partito nazionale,organizzerebbe un'importante comunicazione stampa per giustificare gli eventi o nel presentare le dimissioni.

Come disse Beppe Grillo da tempo,il Pd non è nient'altro che il Pd-L.


Parola di quei tecnicamente fascisti del Fatto quotidiano e dei suoi lettori!


[@#& blog Freedom &#@]

sabato 23 luglio 2011

Terrore in Norvegia tramite il fondamentalismo cristiano



Anders Behring Breivik,il fondamentalista cristiano autore della strage,non è escluso che abbia avuto dei complici.



La polizia sta infatti cercando di accertare se il 32enne avesse complici. Due testimoni oculari scampati al massacro citati dal sito di VG, il quotidiano più diffuso in Norvegia, hanno affermato che a sparare sia stata più di una persona. Alexandre Standval, un giovane di 23 anni che si trovava sul’isola insieme ad alcuni amici si è detto sicuro che a sparare “sono state due persone”, mentre Marius Roset, che ha raccontato di essersi tuffato in acqua per evitare i colpi d’arma da fuoco, ha detto che “c’era più di un tiratore”. Intanto, nel pomeriggio di oggi un uomo con il coltello in mano e’ stato arrestato davanti all’hotel dove il premier norvegese Jens Stoltenberg alloggia a Sundvollen, vicino a Utoya. Il premier norvegese ha definito il duplice attentato “la peggiore tragedia dalla Seconda Guerra Mondiale”. Stoltenberg, che ha parlato alla nazione dinanzi alle telecamere, ha definito la strage “una tragedia nazionale”, ha poi definito “eroi” i superstiti del massacro di Utoya. Il premier ha riferito che dalle testimonianze raccolte emergono molti racconti di persone che “sacrificando la propria vita che hanno salvato quella di molti loro amici. Il primo ministro ha detto che “la Norvegia non si farà spaventare da questi fatti. E’ questo il modo migliore di onorare quelli coloro i quali hanno perso la vita”. Stoltenberg ha ringraziato la comunità internazionale per il sostegno: “Siamo molto grati a tutto il mondo e ai capi di Stato che hanno telefonato e mandato messaggi di solidarietà offrendo la loro assistenza e affermando che la Norvegia non meritava questo orrore”.



Dispiace generalizzare ma tutte le religioni hanno creato più disastri che benefici,dalla notte dei tempi si sono manifestate quasi esclusivamente per una forma di potere e controllo dell’uomo.

I fondamentalismi hanno determinato stragi,genocidi in tutti questi secoli,e ancor oggi nelle forme più evolute di democrazia,cercano insistentemente di condizionare la politica e i più elementari diritti fondamentali della gente.

Mi auguro che l’evoluzione dell’uomo possa procedere senza di esse.

&& S.I. &&