venerdì 30 aprile 2010
Marco Travaglio,anno zero,la profonda inconsistenza del partito democratico
Le ripetute critiche al Pd e automaticamente al segretario presente in studio,Pierluigi Bersani,la vittima sacrificale della puntata ha suscitato addirittura un senso di pietà,almeno personalmente,la reazione veemente dello stesso,c'è stata quando pungolato dalla giornalista del Manifesto,Norma Rangeri,che ha accusato il Pd di non essere più il partito dei lavoratori,lui ha dato il meglio di se stesso nella replica,rammentando le prese di posizione verso gran parte delle aziende in difficoltà negli ultimi tempi,e dell'opposizione praticata con molta fatica considerati i notevoli numeri di differenza tra i componenti del cdx rispetto al csx nelle rispettive camere,non avevo mai visto così accorato Bersani,lui normalmente serio e compassato.
[ Kenzo ]
Stefano Cucchi emergono le verità,l'ultima opinione della sorella
Per salvare Stefano sarebbe stato sufficiente la somministrazione di modiche quantità di zucchero
Dopo la versione ufficiale sulla morte di Stefano Cucchi emergono gravissime responsabilità dei medici che l'hanno avuto in cura "si fa per dire",si stanno delineando i capi d'imputazione verso gli stessi medici e chi l'ha picchiato brutalmente quando fu in stato di fermo presso le autorità.
Finalmente la verità è conclamata dalle scrupolose indagini e dalla analisi dei dati autoptici dei validi professionisti,i quali hanno potuto far chiarezza sulla tragica e criminale fine del povero Stefano.
Ora non rimane che l'affermazione della giustizia,incrociando le dita considerato alcuni giudizi su casi analoghi emersi negli ultimi anni.
&& S.I. &&
Dopo la versione ufficiale sulla morte di Stefano Cucchi emergono gravissime responsabilità dei medici che l'hanno avuto in cura "si fa per dire",si stanno delineando i capi d'imputazione verso gli stessi medici e chi l'ha picchiato brutalmente quando fu in stato di fermo presso le autorità.
Finalmente la verità è conclamata dalle scrupolose indagini e dalla analisi dei dati autoptici dei validi professionisti,i quali hanno potuto far chiarezza sulla tragica e criminale fine del povero Stefano.
Ora non rimane che l'affermazione della giustizia,incrociando le dita considerato alcuni giudizi su casi analoghi emersi negli ultimi anni.
&& S.I. &&
giovedì 29 aprile 2010
Uccidere al volante se ubriachi o drogati,lettera a Massimo Gramellini

Caro Gramellini,
ho sentito il bisogno di scriverle perché vorrei che dedicasse un Buongiorno a questa storia. Sabato scorso, alle 2,45, mentre viaggiavo di ritorno con altri tre amici da un concerto sull'autostrada A4 nei pressi di Desenzano, la mia auto è stata colpita da un'altra. Il tutto è stato velocissimo: la Renault Clio che mi precedeva ha sbandato a velocità funambolica e dopo avermi urtato ha colpito violentemente il muro, finendo la tragica corsa contro il guardrail.
Sia io (che guidavo), sia i miei amici, dopo aver preso coscienza di essere ancora miracolosamente vivi, ci siamo resi conto che per chi era sulla Renault non ci sarebbe stato nulla da fare. Quand’ecco sfrecciare a pochissimo dalla nostra auto una «Bmw X5», completamente distrutta e fuori controllo, che si sarebbe fermata a circa 100 metri. Accosto e ci precipitiamo su ciò che resta della Clio. La scena fa tremare le gambe: cercando di raggiungere l’auto non mi rendevo conto che facevo un passo avanti e uno indietro rimanendo nello stesso esatto posto.
Prendo coraggio e mi avvicino all'auto dove vedo un angelo con una pettorina da volontario 118. Mi chiede aiuto per estrarre un bambino che respira a stento, ma respira. L'angelo fa il possibile per il piccolo, io tornato ormai cosciente lo aiuto con più «disinvoltura». Due miei amici chiamano i soccorsi, mentre l'altro ci presta aiuto con il bambino. Dopo interminabili attimi arrivano i soccorsi, prendono il piccolo e corrono via. Tutti sperano e pregano per la sua vita. L’angelo, con la stessa gentilezza con cui era arrivato, se ne va, facendoci un grande «in bocca al lupo».
Ora resta da capire chi è il conducente della Bmw e la dinamica dell'incidente. Nel frattempo mi dicono che il ragazzo della «X5» sta bene e ha dichiarato il «mea culpa» per un colpo di sonno. Ora è tutto chiaro: la Renault che ci ha colpiti era stata precedentemente centrata, a una velocità molto elevata, dalla Bmw. Arriva la polizia, mi chiede ciò che avevo visto e mi fa fare tutti i test del caso, che risultano ovviamente negativi. Intanto l'investitore dichiara anche agli agenti che tutto è accaduto per un colpo di sonno, ma la sua rilevazione all'etilometro segna 1,47: tre volte il massimo concesso. Ci sembra il minimo pensare che l’Assassino passerà la sua vita in prigione, siccome ne ha tolte due e un’altra è attaccata a un filo, in più era ubriaco e viaggiava a una velocità da circuito.
Domenica sera il piccolo non ce l'ha fatta ed è tornato tra le braccia di mamma e papà. I morti, quindi sono tre: una famiglia intera. Poi ieri sera al telegiornale sento che il pluriomicida è stato rilasciato! Questo è «il dramma nel dramma» non credo di essere crudele con quel ragazzo trentenne che per un miracolo non ha ucciso anche me e i miei amici. Ma come si può rilasciare quella persona dopo tutto quello che ha commesso? Per di più non era la prima volta che guidava ubriaco! Mettiamoci nei panni dei familiari, hanno perso una giovane coppia con un bellissimo bambino e inoltre devono subire questo pesante schiaffo morale? Chiedo anche da parte loro giustizia.
Sono un giovane di 19 anni, è questo l'esempio che la magistratura e lo Stato italiano mi vogliono dare?
FRANCESCO DADONE
La famiglia che non esiste più grazie all'assassino ubriaco,oltre tutto già recidivo
Caro Francesco,
non avevo mai letto il racconto in presa diretta di una strage del sabato sera e mi è sembrato giusto lasciargli la prima pagina. Immagino quanti genitori avranno seguito con un brivido di angoscia il film che prendeva forma dalle tue parole. Chissà che la tua esperienza non riesca a far scivolare una goccia di consapevolezza nella zucca alterata di chi solca le strade del fine settimana come se fossero rodei e, dopo aver perso il controllo di se stesso, perde quello della vettura, finendo col far perdere la vita agli altri.
Il pirata di Desenzano non è stato rilasciato: si trova agli arresti domiciliari. Comprendo che il tuo animo indignato non colga la differenza: questo genere di delitti viene percepito come un vero e proprio omicidio, e il posto degli assassini è la galera. Ma i reati colposi non prevedono la permanenza in carcere e ogni tentativo di riconoscere il «dolo eventuale» (chi guida ubriaco a 200 l’ora si mette volontariamente nelle condizioni di uccidere) è finora fallito. Per rimediare a questa lacuna, il legislatore ha almeno aumentato le pene: nel caso in questione (omicidio colposo plurimo con guida in stato di ebbrezza) è prevista la reclusione da 5 a 15 anni. Resta incomprensibile la mancanza di prevenzione. Al tuo investitore era già stata sospesa la patente per ben due volte. Come mai si trovava di nuovo al volante di un bolide? Avrebbe meritato qualche anno di squalifica. Il minimo che possiamo augurarci è che, quando tornerà in libertà, gli consentano di salire solo sui sedili posteriori.
[ da La stampa ]
Non ci sono altre risposte che l'interpretazione della tolleranza zero,se già sono state inasprite le multe e le condanne legali,tocca su questo piano girare assai di più la vite della legalità,ovvero fare tutto per non far più nuocere chi ha di questi problemi,l'omicidio non è colposo,è volontario anche se determinato da una forma di debolezze e dunque di malattia,altrimenti la roulette russa nelle strade rimarrà molto probabile.
Pare che il ritiro della patente a vita non sia possibile,chiunque potrebbe riprendere la patente in altri stati,ma il divieto di poter guidare su tutto il territorio nazionale dovrebbe essere possibile,a costo di legiferare a riguardo.
&& S.I. &&
mercoledì 28 aprile 2010
Gli applausi al boss in Calabria,di Massimo Gramellini

Un signore anziano dall’aria mite viene trascinato in auto da uomini col passamontagna sul viso, mentre sull’altro lato della strada centinaia di persone piangono, si disperano, urlano il suo nome.
Sembra l’incubo kafkiano di ogni persona perbene. Invece è il dramma di Reggio Calabria, parte dello Stato italiano da 150 anni, dove la gente blocca il traffico per applaudire il padrino della ’ndrangheta Giovanni Tegano invece della polizia che lo ha appena arrestato.
Le foto di quella folla sono un trattato di sociologia. Bulli addobbati come Corona, con le braccia tatuate e gli occhiali da sole rovesciati. Bambini inerpicati sulle spalle dei padri, affinché possano godersi meglio lo spettacolo. E donne di ogni genere che strillano ai poliziotti: «Così traumatizzate i ragazzi!», quasi che il trauma sia la cattura del boss, non i suoi delitti. Poi dalle retrovie si solleva un urlo solitario, ripetuto ossessivamente come uno spot: «Tegano uomo di pace!». Dicono sia sua cognata. Nessuno si erge a zittirla e meno che mai a contestarla. E’ evidente che le sue parole sono condivise in quel contesto dove lo Stato è un ospite impiccione che ogni tanto si fa bello con qualche arresto, ma non incide nella vita di ogni giorno. Non dà lavoro a tuo figlio - l’uomo di pace sì.
Non ti trova un posto in ospedale - l’uomo di pace sì. Non punisce chi ti ha offeso - l’uomo di pace sì. Adesso che lo hanno tolto di mezzo, chi garantirà la pace? Questa sembra essere l’unica preoccupazione di quella folla. Questo è ciò che ce la rende così lontana. Straniera.
[ da La stampa ]
Ma non è un paese alla rovescia quando si descrive una situazione del genere nel Mezzogiorno,la Calabria in particolare è totalmente controllata dalle cosche,la criminalità organizzata da quelle parti con i "loro affari" fatturano un oceano di utili,anche le briciole possono valere degli applausi!!
Ho l'impressione che la pratica resisterà nei secoli,e spero di sbagliare clamorosamente
&& S.I. &&
Le impossibili interviste giornalistiche grazie al ministro Alfano
L'intervista a Gian Antonio Stella

GIAN ANTONIO STELLA: UNA VOLTA GENTE COME FELTRI E CICCHITTO SI SAREBBE RIBELLATA
di Beatrice Borromeo
“Sta registrando?”. Si. “Lo sa che non potrà più farlo? Con la nuova legge è illegale. Quando Renzo “Trota” Bossi ha smentito di aver mai detto che non avrebbe tifato per la nazionale ai mondiali di calcio, Vanity Fair ha messo online la prova che la frase era stata detta. Domani, con la nuova legge, non potrebbe più farlo”.
Neanche se l’intervistato acconsente alla registrazione?
Da quel che si capisce, assolutamente no.
Come se lo spiega?
Evidentemente qualcuno è rimasto scottato dalle registrazioni fatte da Patrizia D’Adda-rio.
Quindi è davvero un bavaglio anti-D’Addario?
Sì. Il problema è che non si sono resi conto di aver ideato per reazione una cosa assolutamente ridicola: vietano pure le interviste giornalistiche. “Voi del palazzo ci state paragonando a degli stupratori”, ha scritto Feltri. Condivido.
Cosa rischia un giornalista a registrare una telefonata?
Sulla carta da sei mesi a quattro anni. Non solo: con la nuova legge alcune cose fatte da me, Annozero, Striscia la Notizia, Report e altri non saranno più consentite.
Un esempio?
Prendiamo un’università che promette una laurea in tre mesi. Se chiamo, registro e incastro le false promesse, compio un atto illegale. Una censura orrenda.
Dunque cos’è questa legge?
E’ un provvedimento in puro stile sovietico, che scarica ogni responsabilità sull’ultimo anello della filiera cui si attribuisce lo sputtanamento organizzato degli intercettati, siano o no indagati, imputati o colpevoli. Ammetto che la frase non è mia, ma la sposo in toto.
Chi l’ha detta?
Vittorio Feltri, il direttore del giornale di Berlusconi.
Stella è d’accordo con Feltri, chissà se Feltri è ancora d’accordo con Feltri.
E’ vero che allora Feltri scriveva per Libero, ma mi rifiuto di immaginare che lavorando oggi per il Giornale la pensi diversamente.
Proprio il Giornale ieri ha pubblicato nuove intercettazioni.
Anche le prime su Antonio Fa-zio, quelle del bacio in fronte a Fiorani, le aveva pubblicate il Giornale. Questo Paese ha due pesi e due misure. Ricordo quando furono mandate in onda le intercettazioni fra Luca Casarini e Francesco Caruso che dicevano “bisogna sfondare la linea rossa”, durante il G8 di Genova nel 2001.
Che reazioni ci furono?
Cito testualmente: “La sinistra ora sventola la bandiera dei diritti di privacy. Nulla di più falso. Si vuole insabbiare e nascondere la verità”, Alessio Butti, parlamentare del Pdl. “Il materiale trasmesso relativo alla comunicazione telefonica tra Casarini e Caruso è interessante”, Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. “Sentire le affermazioni di Caruso e Casarini è come fare un’intervista”, Gasparri, capogruppo Pdl al Senato. Questo pensavano delle intercettazioni. Ma di un altro genere.
Come cambierà il suo lavoro se la legge passerà?
Io non credo che passerà così com’è. E’ troppo stupida. E’ fatta male. Mi rifiuto di credere che dopo aver detto quelle cose i Butti, i Cicchitto, i Gasparri e soprattutto quelli come Feltri la faranno passare.
Proprio in questi giorni ci sono le requisitorie per la clinica Santa Rita, anche se migliorassero la legge molte inchieste non potranno più essere pubblicate.
E questo è inaccettabile. Penso anche agli sciacalli che ridono dopo il terremoto. Nei paesi seri una legge come questa verrebbe affondata da una pernacchia corale da parte dell’opinione pubblica.
Lei continuerà a pubblicare lo stesso?
A quel punto diventa una questione di principio insuperabile. Non possiamo cedere a una sopraffazione come questa e spero che anche gli editori se ne rendano conto. Su alcune cose non si può trattare.
Che effetto avrà su tutti quei giornalisti che non hanno il suo nome e la sua statura?
Rischia di essere devastante. Già oggi ci sono tanti colleghi, anche perbene, che hanno difficoltà grosse a pubblicare le notizie. Per loro un provvedimento come questo sarebbe una pietra tombale.

Sembrerebbe un brutto incubo,invece la libera informazione in Italia e le intercettazioni investigative diventeranno difficile la prima e impossibili le seconde,del resto chi ci governa verso questi particolari ha continuamente dimostrato insoddisfazione,per usare un eufemismo,e le protezioni non solo al sultano stanno arrivando a breve.
Un altro motivo per diventare un paese zimbello,agli occhi delle altre realtà democratiche occidentali.
Grazie popolo sovrano,da queste parti non smetteremo mai di ringraziarvi...
&& S.I. &&

GIAN ANTONIO STELLA: UNA VOLTA GENTE COME FELTRI E CICCHITTO SI SAREBBE RIBELLATA
“Sta registrando?”. Si. “Lo sa che non potrà più farlo? Con la nuova legge è illegale. Quando Renzo “Trota” Bossi ha smentito di aver mai detto che non avrebbe tifato per la nazionale ai mondiali di calcio, Vanity Fair ha messo online la prova che la frase era stata detta. Domani, con la nuova legge, non potrebbe più farlo”.
Neanche se l’intervistato acconsente alla registrazione?
Da quel che si capisce, assolutamente no.
Come se lo spiega?
Evidentemente qualcuno è rimasto scottato dalle registrazioni fatte da Patrizia D’Adda-rio.
Quindi è davvero un bavaglio anti-D’Addario?
Sì. Il problema è che non si sono resi conto di aver ideato per reazione una cosa assolutamente ridicola: vietano pure le interviste giornalistiche. “Voi del palazzo ci state paragonando a degli stupratori”, ha scritto Feltri. Condivido.
Cosa rischia un giornalista a registrare una telefonata?
Sulla carta da sei mesi a quattro anni. Non solo: con la nuova legge alcune cose fatte da me, Annozero, Striscia la Notizia, Report e altri non saranno più consentite.
Un esempio?
Prendiamo un’università che promette una laurea in tre mesi. Se chiamo, registro e incastro le false promesse, compio un atto illegale. Una censura orrenda.
Dunque cos’è questa legge?
E’ un provvedimento in puro stile sovietico, che scarica ogni responsabilità sull’ultimo anello della filiera cui si attribuisce lo sputtanamento organizzato degli intercettati, siano o no indagati, imputati o colpevoli. Ammetto che la frase non è mia, ma la sposo in toto.
Chi l’ha detta?
Vittorio Feltri, il direttore del giornale di Berlusconi.
Stella è d’accordo con Feltri, chissà se Feltri è ancora d’accordo con Feltri.
E’ vero che allora Feltri scriveva per Libero, ma mi rifiuto di immaginare che lavorando oggi per il Giornale la pensi diversamente.
Proprio il Giornale ieri ha pubblicato nuove intercettazioni.
Anche le prime su Antonio Fa-zio, quelle del bacio in fronte a Fiorani, le aveva pubblicate il Giornale. Questo Paese ha due pesi e due misure. Ricordo quando furono mandate in onda le intercettazioni fra Luca Casarini e Francesco Caruso che dicevano “bisogna sfondare la linea rossa”, durante il G8 di Genova nel 2001.
Che reazioni ci furono?
Cito testualmente: “La sinistra ora sventola la bandiera dei diritti di privacy. Nulla di più falso. Si vuole insabbiare e nascondere la verità”, Alessio Butti, parlamentare del Pdl. “Il materiale trasmesso relativo alla comunicazione telefonica tra Casarini e Caruso è interessante”, Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera. “Sentire le affermazioni di Caruso e Casarini è come fare un’intervista”, Gasparri, capogruppo Pdl al Senato. Questo pensavano delle intercettazioni. Ma di un altro genere.
Come cambierà il suo lavoro se la legge passerà?
Io non credo che passerà così com’è. E’ troppo stupida. E’ fatta male. Mi rifiuto di credere che dopo aver detto quelle cose i Butti, i Cicchitto, i Gasparri e soprattutto quelli come Feltri la faranno passare.
Proprio in questi giorni ci sono le requisitorie per la clinica Santa Rita, anche se migliorassero la legge molte inchieste non potranno più essere pubblicate.
E questo è inaccettabile. Penso anche agli sciacalli che ridono dopo il terremoto. Nei paesi seri una legge come questa verrebbe affondata da una pernacchia corale da parte dell’opinione pubblica.
Lei continuerà a pubblicare lo stesso?
A quel punto diventa una questione di principio insuperabile. Non possiamo cedere a una sopraffazione come questa e spero che anche gli editori se ne rendano conto. Su alcune cose non si può trattare.
Che effetto avrà su tutti quei giornalisti che non hanno il suo nome e la sua statura?
Rischia di essere devastante. Già oggi ci sono tanti colleghi, anche perbene, che hanno difficoltà grosse a pubblicare le notizie. Per loro un provvedimento come questo sarebbe una pietra tombale.

Sembrerebbe un brutto incubo,invece la libera informazione in Italia e le intercettazioni investigative diventeranno difficile la prima e impossibili le seconde,del resto chi ci governa verso questi particolari ha continuamente dimostrato insoddisfazione,per usare un eufemismo,e le protezioni non solo al sultano stanno arrivando a breve.
Un altro motivo per diventare un paese zimbello,agli occhi delle altre realtà democratiche occidentali.
Grazie popolo sovrano,da queste parti non smetteremo mai di ringraziarvi...
&& S.I. &&
martedì 27 aprile 2010
Posta elettronica certificata,a parte il tilt del sito ci vorrebbe meno entusiasmo

Primi giorni di apertura ai privati cittadini con difficoltà per i troppi contatti
Ma tra qualche giorno,meglio dire tra qualche settimana,sicuramente il sito che funge come auto certificazione online sarà più affidabile,l'organizzazione dello stesso con la spalmatura dei contatti consentirà la possibilità di registrarsi.
Non sarà sufficiente la registrazione tramite il web,ci si dovrà recare nell'arco massimo di qualche mese in un qualsiasi ufficio postale,muniti di carta d'identità e codice fiscale,con l'ulteriore vidimazione poco dopo l'attività di posta elettronica si avvierà.
I costi della tassa annuale dovrebbero essere molto contenuti,pochi euro pare,ma ciò che il ministero condotto da Brunetta non dice,è che non tutte le richieste potranno essere soddisfatte,l'attività informatica negli uffici pubblici pare avviata in buona misura nei grossi centri,mentre nelle provincie più piccole,sarà molto difficile richiedere gran parte di atti pubblici per via elettronica.
In ogni caso un passo in avanti verso il risparmio nel pubblico impiego,e doppiamente per i cittadini che potranno ovviare ad estenuanti code per molte richieste.
&& S.I. &&
Sesso in Italia,un mix tra tabù e ignoranza
CLICK LE INCREDIBILI CREDENZE SUL SESSO IN ITALIA
Che cosa sanno i giovani italiani sul sesso? Poco o nulla. In fatto di contraccettivi sono i più ignoranti d'Europa insieme con i turchi. E poi riescono a credere a decine di sciocchezze sulle gravidanze nonostante vivano nel 2010.
Oggi la Sigo, la società italiana che riunisce ginecologi e ostetrici darà il via a un convegno su ''Adolescenti, sessualità e media". E renderà noti i risultati di indagini condotte dalla società fra giovani e giovanissime, dati che fanno capire molto su tutto quello che in Italia non si è fatto in questi anni in materia di educazione sessuale:
• le donne italiane non sono ‘fedeli’ ai metodi contraccettivi, passano dalla pillola al profilattico al coito interrotto
• il 10% delle donne intervistate ricorre alla contraccezione di emergenza
• 8 donne su 100 dicono di non aver mai fatto uso di un metodo anticoncezionale
• la prima volta è senza precauzioni per il 37% delle ragazze
• l’età media della prima volta è 16 anni
• Il 72% vive attualmente un rapporto di coppia
• 6 su 10 considerano la loro “prima volta” soddisfacente e l’hanno vissuta nel 31% dei casi a casa del compagno, nel 26% nella propria, nel 19% in auto, nell’11% all’aperto e nel 10% a scuola
• il 43% delle under 26 ha cambiato 4 partner dopo il primo
• la mamma è la prima persona a cui si rivolgerebbero in caso di una gravidanza inattesa
• chi “attende” lo fa perché non si sente pronta (38%), perché non ha ancora incontrato il “ragazzo giusto” (29%) o perché contraria ai rapporti prematrimoniali (19%).
• il 34% crede che la pillola possa essere alleata di forma fisica e benessere, il 35% sa che esistono formulazioni in grado di contrastare la ritenzione idrica, il 63% considera l’impatto corporeo prioritario per la scelta del metodo
• l’Italia si conferma agli ultimi posti in Europa per l’utilizzo della contraccezione soprattutto per la mancata volontà di utilizzare metodi contraccettivi (53%), la mancata conoscenza (38%) o l’errato utilizzo (9%)
• è il fanalino di coda in Europa per utilizzo di pillola contraccettiva, con una media del 16,2%, a fronte del 50% in Olanda, del 40% in Francia e Portogallo o del 30% della Svezia. Dopo di noi, solo la Grecia.
• solo lo 0,3% delle under 19 italiane possiede una buona educazione sessuale, il 26,5%
sufficiente, il 72,9% insufficiente
• il 67% ritiene utile introdurre nelle scuole superiori la distribuzione diretta e controllata di anticoncezionali
• per il 46% i medici possono e devono promuovere maggiore counselling ed educazione in tema di sessualità
[ da La stampa ]
Si potrebbe affermare che tra la famiglia e la scuola toccherebbe rimboccarsi le maniche per ciò che riguarda una corretta informazione sulle pratiche sessuali,altrimenti l'ignoranza non può che far apparire ridicoli in buona misura i nostri giovani,il passaparola tra di loro non è sufficiente,affinché vi sia cultura a riguardo,e leggere delle sgangherate credenze sull'uso dei metodi anticoncezionali,o meglio della mancata pratica,può essere molto rischioso per le gravidanze non volute e per le malattie a trasmissione sessuale,una su tutte e non la sola,l'Aids.
Siamo immersi nel paese dei tabù voluti in buona parte dal clero e dal Vaticano chiaramente,l'informazione sull'uso del preservativo da quelle parti è una bestemmia,ma lasciamo almeno su questo piano la chiesa a se stessa,e pensiamo con amore ai nostri figli.
@ Dalida @
lunedì 26 aprile 2010
Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,motivazioni delle sentenze dimenticate dai media
Il testo integrale dell'intervento
Buongiorno a tutti, ho qua due belle sentenze, o meglio, è una sentenza, l’altro è un atto giudiziario che ci aggiornano e ci danno l’ultima puntata di due vicende che abbiamo seguito a lungo nel Passaparola e che non vorrei lasciare incomplete, c’è una tendenza della stampa e della televisione italiana seguire le vicende all’inizio e poi dimenticarle, tant’è che poi rimane quella domanda che Milena Gabanelli si pone spesso a Report: come è andata a finire? Sono due vicende e non sono totalmente concluse, ma questi due atti giudiziari ci danno un’idea di come potrebbero concludersi.
Mills corruttore, Berlusconi corrotto
L’orientamento che hanno preso ci spiega il perché del silenzio, dell’informazione “ufficiale” su questi due atti, cominciamo dalla sentenza Mills, sapete che il 25 febbraio di quest’anno la Cassazione depositò il dispositivo della sentenza con cui definitivamente si giudicava la posizione di Mills e la Cassazione ritenne prescritto il suo reato di corruzione in atti giudiziari per avere mentito sotto giuramento in due processi a carico di Silvio Berlusconi in cambio di una tangente di 600 mila dollari versatagli subito dopo quelle testimonianze.
C’era il dilemma di quando materialmente lui aveva avuto a disposizione quei soldi e quindi la Procura riteneva che la messa a disposizione scattasse nel momento in cui lui entrava materialmente in possesso di quel denaro, secondo altri bisognava retrodatare di qualche mese, sapete che la diatriba era veramente di pochissimi mesi secondo i fautori della prescrizione un pelino più lunga il reato si sarebbe consumato nel gennaio 2000, secondo gli altri nel novembre 1999, importantissimo perché essendo quella sentenza della Cassazione arrivata il 25 febbraio 2010, se il reato fosse stato commesso nel febbraio 2000, la Cassazione sarebbe arrivata in tempo prima che scattassero i 10 anni di termine massimo della prescrizione, termine massimo che è diventato di 10 anni, mentre prima era 15, grazie alla legge ex Cirielli, varata proprio dopo che si è scoperto questo reato.
Se invece il reato fosse stato commesso nel novembre 1999, la Cassazione avrebbe dovuto dichiararlo prescritto perché era caduto in prescrizione meno di tre mesi prima della sentenza definitiva, eravamo lì sul filo del rasoio e infatti la Cassazione ha scelto la seconda versione e quindi ha dichiarato prescritto per soli 3 mesi il reato, nel dispositivo già si capiva che il reato era stato scommesso da Mills e infatti Mills veniva condannato anche dalla Cassazione come dal Tribunale di Milano e dalla Corte d’Appello di Milano a risarcire 250 mila Euro allo Stato nella persona giuridica della Presidenza del Consiglio per il danno arrecato all’interesse pubblico della giustizia, all’imparzialità etc..
Ricorderete anche che era 2 mesi fa quando uscì quella sentenza, tutto il centro-destra disse: ecco la prova, Berlusconi è un perseguitato, avete visto è stato assolto anche il Mills, lo disse il Tg1 di Minzolini, titolò Libero “Silvio assolto” Berlusconi non era neanche giudicato in quella sentenza, però effettivamente sapere se una persona è accusata di essere stata corretta da Berlusconi è colpevole o innocente, ci dice anche se è colpevole o innocente quello che è accusato di averla corretta, infatti era giusto collegare la sorte processuale di Mills a quella di Berlusconi, il problema è che Mills non era stato accolto, quindi Berlusconi non poteva essere stato assolto. Siccome Berlusconi ha avuto il processo sospeso per più di un anno e mezzo a causa del Lodo Alfano e la prescrizione per lui si è congelata, per cui il processo non è ancora prescritto, sapete che si prescriverà nella primavera – estate dell’anno prossimo, essendo già ricominciato in primo grado, può darsi che i giudici facciano in tempo slalomando tra i legittimi impedimenti etc., etc., a portare a casa almeno una sentenza di primo grado.
Tutto il centro-destra, compresi i suoi house organ mentì per la gola dicendo che Mills era stato assolto e che quindi Berlusconi sarebbe stato assolto, anzi non bisognava neanche ricominciare il processo a Berlusconi, bisognava addirittura risarcire Berlusconi per i danni subiti da questo processo, mentre in realtà Mills è stato condannato a risarcimento lo Stato per avere mentito in cambio di denaro ricevuto dalla Fininvest per salvare Berlusconi, quindi ribaltarono completamente la realtà.
Dall’altra parte nessuno rispose, sapete che dall’altra parte ci sono i paraculi, quelli che fanno finta di essere imparziali che in realtà stanno con Berlusconi ma dietro la maschera, i quali dissero: aspettiamo le motivazioni della sentenza Mills, eccole qua, sono state depositate 3 giorni fa le motivazioni della Cassazione, sono una quarantina di pagine, molto leggibili, chiare, molto solenni perché sono state emesse a sezioni unite, il più alto grado giurisdizionale che si conosca nel nostro paese, cosa dicono queste motivazioni? Dicono tante cose naturalmente, chi le vuole leggere integrali è una bella lettura, una bella biografia del nostro Presidente del Consiglio, le può trovare sul sito ilfattoquotidiano.it elencate, ma vorrei sottolineare un passaggio di queste motivazioni, naturalmente nelle motivazioni si dice che Mills è stato corretto per mentire sotto giuramento nell’interesse di Silvio Berlusconi, con soldi provenienti dai fondi neri della Fininvest, né potrebbero dire altro i giudici, visto che questo aveva stabilito il Tribunale aveva confermato la Corte d’Appello e quelli sono i giudici di merito che giudicano suoi fatti la Cassazione, poteva valutare se quei fatti erano stati giudicati legittimamente o no, perché il giudizio di legittimità quello della Corte di Cassazione.
Ma la Cassazione aggiunge un particolare molto interessante che la riguarda, perché? Perché il reato di corruzione giudiziaria commesso da Mills nell’interesse di Berlusconi in cambio di soldi arrivatigli dalle aziende di Berlusconi per salvare Berlusconi in due processi, riguarda la Cassazione, perché? Perché la Cassazione in quei due processi si pronunciò, in uno si pronunciò prescrivendo il reato di Berlusconi dopo averlo accertato, esattamente come ha fatto per Mills in questo processo e stiamo parlando del processo All Inerian per i 21 miliardi estero su estero a Craxi e a altri fondi neri movimentati dai conti svizzeri di questa società occulta, offshore che la Fininvest aveva nelle isole del canale e quindi lasciamo perdere il processo All Iberian perché comunque è finito con una condanna in primo grado, una prescrizione definitiva di Craxi e di Berlusconi per finanziamento illecito e per sanare poi il relativo falso in bilancio Berlusconi ha dovuto depenalizzare il reato.
Parliamo dell’altro processo che Mills con le sue menzogne e le sue reticenze ha sviato e di questo è interessante occuparsi, perché è il famoso processo per le tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza, il primo processo fatto a Berlusconi dopo il suo ingresso in politica, quello del famoso invito a comparire che lo colse mentre presiedeva un convegno internazionale a Napoli, quello su cui sono 15 anni che ci rompe i maroni con ogni sorta di vittimismo, piagnisteo, strilli, viene dipinto quel processo come il simbolo, la madre di tutte le persecuzioni giudiziarie, quindi è importante sapere come è finito, lui dice: mi hanno assolto con formula piena, mi dovrebbero chiedere scusa, sono sempre stato assolto. Se leggete la sentenza della Cassazione su Mills, scoprite perché Berlusconi fu assolto, è importante ricordarsi di cosa si sta parlando, c’erano 4 tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, scoperte dal pool di Milano nel 1994 quando Berlusconi era appena diventato Presidente del Consiglio, tre erano state pagate alla fine degli anni 80, una quarta era stata pagata nel 1992, una riguardava Mediolanum, una Mondadori, una Videotime e poi ce ne era una che riguardava Telepiù, perché Telepiù perché il garante dell’editoria, l’allora garante ?Santaniello?, aveva mandato la finanza a perquisire e a controllare la Fininvest in quanto si sospettava che la Fininvest controllasse occultamente Telepiù, la pay tv, da cui poi sono nati le attuali pay tv, la prima fondata da Berlusconi e da alcuni suoi amici si chiamava Telepiù.
Se fosse stato accertato che Berlusconi ancora nel 1992 controllava Telepiù oltre la quota azionaria del 10%, avrebbe violato la Legge Mammì, quest’ultima stabiliva che Berlusconi per tenersi le sue tre televisioni in chiaro: Canale 5, Rete 4 e Italia 1 doveva vendere tutte le quote eccedenti il 10% della pay tv, oltre che vendere i suoi giornali, ma i giornali li girò al fratello, ai figli.
Telepiù cosa fece? Controllava la quasi totalità di Telepiù ma aveva affidato, aveva accollato le quote eccedenti il 10% a alcuni suoi amici prestanomi, ai quali addirittura aveva dato i soldi per comprarsi le azioni, quindi praticamente le azioni erano sue intestate a teste di legno. Se Santaniello, il garante dell’editoria fosse riuscito a accertare questo come si vociferava che fosse, questa violazione palese della Legge Mammì avrebbe comportato una sanzione drammatica per Berlusconi, la revoca delle concessioni per le televisioni in chiaro, avrebbe perso all’improvviso la possibilità di trasmettere, avrebbe visto spegnersi Canale 5, Rete 4 e Italia 1, questa era la posta in palio, ecco perché quando gli arriva la finanza in casa, il manager della Fininvest addetto a queste cose, capo dei servizi fiscali, Salvatore Sciascia allunga una mazzetta , chi dice di 50, chi dice di 100 milioni ai marescialli perché girino al largo e chiudano un occhio, se non due sulla reale proprietà di Telepiù, questa era l’accusa per la quarta tangente, quella pagata nel 1992 alla Guardia di Finanza.
Senza Mill Berlusconi sarebbe in galera
Nel 1994 alcuni sottoufficiali della Finanza confessano di avere ricevuto tangenti dalla Fininvest, tra cui quella per non andare a vedere la reale proprietà di Telepiù, allora cosa si fa? Si cerca di tacitare questi finanzieri, ma questi finanzieri ormai hanno parlato, nasce il processo per la corruzione alla Guardia di Finanza, in primo grado Berlusconi viene condannato per tutte e 4 le tangenti insieme a il Sciascia e insieme ai marescialli, in appello per le prime 3, quelle pagate prima del 1992 scatta la prescrizione, mentre per la quarta, quella per Telepiù, c’è l’assoluzione per insufficienza probatoria, perché?Perché non ci sono prove sufficienti che a pagare i finanzieri perché chiudessero un occhio, anzi due sulla reale proprietà di Telepiù, fosse stato Berlusconi, in quanto c’erano anche altri soci, i famosi prestanome che potevano avere pagato affinché la Guardia di Finanza chiudesse un occhio, quindi non era assolutamente sicuro che fosse stato lui e non qualcun altro del suo giro.
Sarebbe stata decisiva in quel processo d’appello per la corruzione della Guardia di Finanza, la testimonianza di Mills, perché quest’ultimo aveva costruito le società offshore attraverso le quali Berlusconi aveva finanziato i prestanome perché potessero rilevare le quote eccedenti il 10% e intestare a sé stessi un pacchetto azionario che in realtà controllava ancora lui, quindi lo sapeva Mills di chi era veramente Telepiù, cosa fa Mills? Lo slalom, lo scriverà al suo commercialista, testimonia in maniera reticente, non collega alla persona di Berlusconi quelle società ma genericamente alla galassia Fininvest e così i giudici non hanno la prova sufficiente per confermare la condanna di primo grado e così nel dubbio per insufficienza di prove, comma 2 dell’Art. 530 del Codice di procedura penale assolvono Berlusconi in appello, la Cassazione cosa fa? Decide per l’insufficienza di prove per tutte e 4 le tangenti e quindi lo assolve per insufficienza probatoria su tutti e 4 i fronti.
Adesso nella sentenza Mills depositata l’altro giorno, motivazioni della Cassazione: corruzione in atti giudiziari, la Cassazione ci dice che quell’assoluzione per insufficienza probatoria, sarebbe stata una condanna per Berlusconi se Mills avesse detto la verità e non fosse stato corrotto nell’interesse di Berlusconi dalle aziende di Berlusconi, quindi per nascondere la proprietà reale di Telepiù vengono corrotti i finanzieri che vanno a ispezionare le società che controllano Telepiù, che sono stati corrotti i finanzieri per nascondere la reale proprietà di Telepiù si corrompe Mills, perché quando viene chiamato a testimoniare non dica tutta la verità e per nascondere che Mills è stato corrotto si fa tutta la campagna che è stata fatta negli ultimi anni, si fanno anche i lodi Alfano e altre porcherie, perché? Perché ormai quello che è venuto fuori è troppo grosso non si può più metterci il tappo sopra, allora si aboliscono direttamente i processi o si cerca di abolirli, questo è quello che è successo.
La Cassazione che fu costretta a assolvere per insufficienza probatoria, perché le prove le avrebbe dovute fornire Mills, ma Mills non le poteva fornire perché era un testimone prezzolato, adesso fa quasi ammenda dicendo: se l’avessimo saputo prima quando abbiamo giudicato, beh certamente non avremmo assolto, vi leggo il passaggio così almeno d’ora in poi quando sentite Berlusconi dire: sono sempre stato assolto, non solo non è vero perché ha dovuto depenalizzare il suo reato, oppure accorciare i termini di prescrizione per ottenere una raffica di 6 prescrizioni del reato, più due sentenze in cui si dice che il reato non è più previsto dalla legge come reato in quanto lui stesso lo ha depenalizzato, lui l’imputato, ma anche quella sentenza in cui si scrive “assoluzione” sia pure insufficienza probatoria, quella per il primo processo, corruzione della Guardia di Finanza, anche quella è un’assoluzione per modo di dire, è un’assoluzione comprata pagando un testimone, non potendo pagare i giudici, visto che a Milano di corruttibili non ne hanno trovati, ecco cosa dice la Cassazione di quella sentenza che è un errore giudiziario, vedete come gli errori giudiziari non sono soltanto le condanne degli innocenti, ma anche le assoluzioni dei colpevoli, soprattutto quando i colpevoli riescono a deviare il loro processo corrompendo il testimone?
Dice la Cassazione: il fulcro della reticenza di Mills nel processo d’appello per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza 1998, se non erro, si incentra in definitiva nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società offshore che lui aveva creato e che erano state utilizzate per finanziare i prestanome che si intestavano le quote berlusconiane di Telepiù, con questa bugia ha alterato il corso del processo Guardia di Finanza.
I giudici di primo grado erano stati costretti a procedere in via induttivo con la conseguenza che in secondo grado, proprio la carenza di prova certa sul punto, reale proprietà delle società offshore usate per finanziare i prestanome di Berlusconi in Telepiù, aveva determinato nel processo l'assoluzione di Silvio Berlusconi in secondo grado e definitivamente in sede di giudizio di Cassazione. Quindi la bustarella che Sciascia nel 1994 mentre Berlusconi diventa Presidente del Consiglio la prima volta, Sciascia versa ai finanzieri per nascondere la reale proprietà della pay tv, sarebbe stata punita con la condanna di Berlusconi in persona se non ci fosse stata la bugia prezzolata di Mills, Berlusconi nel 2001 quando la Cassazione lo assolse per la prima volta nel suo primo processo per insufficienza probatoria, sarebbe stato condannato per corruzione, si sarebbe beccato 4 o 5 anni di galera, sarebbe finito dentro perché non c’era neanche lo sconto dell’indulto e quindi invece di tornare a Palazzo Chigi nel 2001, sarebbe finito a San Vittore, là dove sarebbe finito comunque il 25 febbraio di quest’anno se non ci fosse stato il Lodo Alfano che ha separato la sua posizione da quella di Mills e se non ci fosse stata la Legge ex Cirielli che ha ridotto da 15 a 10 anni la prescrizione del reato per tutti e due, sarebbero stati condannati tutti e due a 4 anni e mezzo per corruzione giudiziaria e sarebbero finiti dentro entrambi, con la possibilità per Berlusconi di chiedere i domiciliari, dirà qualcuno, no, perché il privilegio di dare i domiciliari a chi ha compiuto i 70 anni, è nella Legge ex Cirielli, è stato fatto a posta per salvare Berlusconi e Previti proprio al momento del loro settantesimo compleanno.
Quindi andatevela a vedere questa sentenza, è molto interessante perché riscrive una parte della storia che Berlusconi con il suo revisionismo assecondato dai servi che lo circondano, ha voluto gabellarci ma che invece è totalmente falsa, quando lui viene assolto o è perché è comprato il giudice o è perché ha comprato il testimone, altrimenti verrebbe condannato e se viene prescritto è perché ha dimezzato la prescrizione e se viene assolto perché il reato non è più previsto dalla legge, vuole dire che lui ha depenalizzato lo reato, lui stesso che l’aveva commesso!
De Magistris aveva ragione
Secondo atto giudiziario, parliamo completamente di un’altra cosa, sempre per la serie: come è andata a finire.
Questo abbastanza breve, stiamo parlando di 21 paginette, è l’avviso di conclusione delle indagini che ha valore anche di informazione di garanzia, nei confronti di alcuni indagati, cos’è l’avviso di conclusione delle indagini? Quando il Magistrato dopo 6 mesi o un anno o un anno e mezzo, massimo due anni nei casi di mafia ma non è questo il caso, conclude un’indagine, deve avvisare le persone indagate e le parti, gli Avvocati, le eventuali vittime dei reati, che l’indagine è finita, dopodiché le parti hanno 20 giorni di tempo per chiedere supplementi di indagine o per chiedere di essere interrogati se non lo sono stati ancora, quando fanno le loro richieste e il Magistrato le ha soddisfatte, il Pubblico Ministero a quel punto chiede il rinvio a giudizio, succede quasi sempre così perché se il Magistrato intende chiedere l’archiviazione del fascicolo non manda l’avviso di conclusione delle indagini, manda immediatamente e direttamente la richiesta di archiviazione al G.I.P.. In questo caso non hanno chiesto l’archiviazione, chi sono i soggetti di questo avviso di conclusione delle indagini? Gli autori? La Procura della Repubblica di Salerno nelle persone dei PM Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella, coordinati del nuovo Procuratore Capo Franco Roberti, Salerno vi ricorderà qualcosa probabilmente, almeno lo spero perché ne abbiamo parlato tante volte. Salerno è la Procura, non solo ne abbiamo parlato recentemente perché a Salerno la Procura ha ottenuto il rinvio a giudizio due volte, anzi tre, dell’attuale Sindaco Vincenzo De Luca, quel galantuomo che è solito insultare Grillo, il sottoscritto e altri e che è stato appena trombato a sangue alle elezioni regionali in Campania, sapete che dicevano: nel PD è candidato un po’ così, però forte, è un candidato molto forte, infatti abbiamo visto come era forte, pensate se era debole, prendeva il cappotto invece della sconfitta, comunque lasciamo perdere.
Oltre a questo fatto Salerno è la Procura che nel dicembre di due anni fa, andò a perquisirne un’altra, quella di Catanzaro, perché? Perché la Procura di Salerno è competente sui reati commessi da Magistrati di Catanzaro, mentre sui reati commessi da Magistrati di Salerno è competente la Procura di Napoli e sui reati commessi dalla Procura di Napoli è competente quella di Roma, sui reati commessi dalla Procura di Roma è competente Perugia etc. etc. e su Perugia è competente Firenze e su Firenze è competente Bologna… questa è la regola, non si può indagare sul vicino di stanza, bisogna andare nella Procura più vicina competente per questa materia quando sono in ballo reati commessi da Magistrati, perché c’erano reati in ballo, ipotizzati a carico di Magistrati? Perché Luigi De Magistris aveva denunciato i suoi superiori che lo avevano espropriato delle indagini Why not e Poseidone, la prima portatagli via dal Procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, la seconda avocatagli dal Procuratore Capo Mariano Lombardi e aveva denunciato anche i colleghi che dopo lo scippo delle due indagini avevano iniziato a spezzettarle, parcellizzarle, sostanzialmente insabbiarle.
De Magistris denuncia i suoi superiori e alcuni suoi colleghi a Salerno perché lì è competente, i suoi colleghi a Salerno perché Salerno è competente, denunciano De Magistris dicendo che invece le porcherie le faceva De Magistris e loro avevano finalmente liberato la Calabria da questo bubbone, questo magistrato fanatico e visionario, i magistrati di Salerno, in quel momento il Procuratore Capo era Luigi Apicella, assistito da due cosostituti molto attivi Gabriella Nuzi e Dionigio Verasani, fanno le indagini e scoprono che le denunce dei superiori dei colleghi di De Magistris, contro di lui sono infondate e quindi chiedono di archiviarle al G.I.P. e il G.I.P. le archivierà, mentre invece le denunce di De Magistris contro i suoi superiori e i suoi colleghi sono fondate, quindi vanno avanti nelle indagini, dato che si ipotizza che il fascicolo Why not sia stato insabbiato in parte per quanto riguarda alcuni indagati eccellenti, non tanto Prodi che era stato iscritto per un fatto tecnico per verificare la titolarità di un’utenza telefonica ma soprattutto Mastella, l’ipotesi è che Mastella abbia avuto l’archiviazione del caso Why not, grazie al fatto che i magistrati che hanno ereditato il fascicolo dopo lo scippo a De Magistris hanno presentato al G.I.P. non tutte le carte, le cose che c’erano a carico di Mastella, ma solo una parte, per cui il G.I.P. ha deciso senza avere il quadro completo, questa era l’ipotesi accusatoria e quindi per vedere se è vero che nella richiesta di archiviazione per Mastella i PM subentrati a De Magistris avevano selezionato solo alcune paginette bianche, bisogna ottenere l’integrale del fascicolo Why not e paragonarlo alla richiesta di archiviazione per vedere se c’è tutto o manca qualcosa, ecco perché i PM di Salerno cominciano a chiedere ai loro colleghi di Catanzano, indagati per reati molto gravi, l’autorizzazione a… non gli vanno inizialmente a sequestrare le carte, gli vanno semplicemente a chiedere una copia degli atti in modo che una volta ottenuta la copia degli atti loro si possano fare le fotocopia e poi restituire immediatamente l’originale, è una questione, capite fare la fotocopia di un grande fascicolo a dire tanto ci impieghi una giornata se metti su due o tre segretari che lo fanno in esclusiva.
Per 7, 8 mesi, praticamente per tutto l’anno, due anni fa, la Procura di Catanzaro rifiuta di consegnare questi atti, ne manda un pezzettino, traccheggia, ne manda un altro pezzettino, il fascicolo integrale non arriva mai, per cui dopo una serie infinita di sollecitazioni a un certo punto la Procura di Salerno, dato che deve procedere e non riesce a farlo, si mobilita insieme alla Digos e va giù, a Catanzaro con un decreto di perquisizione e sequestro a prendersi quegli atti con la forza e a perquisire le case e gli uffici dei magistrati che trattenevano quegli atti per vedere se nascondevano atti in pen drive, dischetti, computer di casa, portatili etc., la famosa perquisizione del 3 dicembre 2008, cosa succede a quel punto? Un atto dovuto come quello della Procura di Salerno, viene spacciato agli italiani per una guerra tra procure, perché? Perché la risposta dei magistrati di Catanzaro invece di obbedire ai loro colleghi competenti a indagare su di loro, è eversiva, il Procuratore generale dice che siamo di fronte a un atto eversivo, lui che è indagato, la Procura rifiuta di consegnare gli atti di Why not, controsequestra il fascicolo I not che Salerno aveva appena sequestrato e indaga i magistrati di Salerno che sono andati a indagare quelli di Catanzaro, piccolo problema, quelli di Salerno sono competenti a indagare su quelli di Catanzaro, ma quelli di Catanzaro non sono competenti a indagare quelli di Salerno, quelli di Salerno possono essere indagati dalla Procura di Napoli, quindi dovrebbero mandare un esposto a quelli di Napoli perché provvedano direttamente quelli, invece lo fanno loro direttamente, abusando del loro potere.
Quindi abbiamo una Procura che sta facendo il suo dovere secondo la legge e un’altra che sta eversivamente ribellandosi a un atto giudiziario, come fanno i parenti dei camorristi quando la Polizia va a arrestare qualche boss a Scampia, gli tirano i vasi di fiori in testa, le mattonelle in testa, cercano di impedire il corso della giustizia, solo che questa volta lo fanno dei magistrati di Catanzaro contro i magistrati di Salerno.
Invece di denunciare questo abominio, intervengono i soliti tromboni: stampa, televisione, partiti di destra e di sinistra, tutti amorevolmente d’accordo, Csm, Associazione magistrati, guerra tra procure, un Tir va addosso a un passante, guerra tra il Tir e il passante, così non si capisce chi ha aggredito e chi è l’aggredito!
Vi leggo questo comunicatino emesso poche ore dopo l’inizio della perquisizione, mentre è ancora in corso la perquisizione di Salerno a Catanzaro: il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra su incarico del Presidente Giorgio Napolitano ha oggi inviato al Procuratore generale di Salerno la seguente lettera: la Procura di Salerno ha effettuato ieri perquisizioni e sequestri nei confronti di magistrati e uffici della Procura generale di Catanzaro, tali atti di indagine anche per le forme e modalità di esecuzione hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione suscitando inquietanti interrogativi, inoltre in una lettera diretta al Capo dello Stato il Procuratore generale di Catanzaro ha sollevato vive preoccupazioni per l’intervenuto sequestro degli atti del procedimento I not, pendente dinanzi a quell’ufficio che ne ha provocato l’interruzione, dopo che l’avevano portato via a De Magistris ci avevano dormito sopra per più di un anno, finché è arrivata la Procura di Salerno a dire: ce lo prendiamo per qualche ora, ce lo fotocopiamo perché sono mesi che ve lo chiediamo e non ce lo date, improvvisamente riattizzati sul fronte I not, i Magistrati di Catanzaro scrivono al Capo dello Stato dicendo: ci hanno portato via gli atti, non possiamo più indagare, avevano paura di perdere anche 24 ore, pensate la frenesia!
Cavolo, lo Stato se la beve tutta e dice che è inquietante quello che è successo, tenuto conto di tutto ciò il Presidente Napolitano mi ha dato incarico, dice il suo Segretario Generale, di richiedere al Procuratore di Salerno, l’urgente trasmissione di ogni notizia e ove è possibile, di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti che prescindendo da qualsiasi profilo di merito, già gli hai appena chiesto le carte e le spiegazioni di quello che fanno e poi dici che prescindi dal merito?
Presenta specie di eccezionalità con rilevanti e gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi delle funzioni processuali, purtroppo chi indagherà su I not in quel giorno in cui a Salerno fanno le fotocopie prima di restituire il fascicolo a Catanzaro? C’è il rischio di una paralisi che c’era da un anno, loro se ne erano fregati, anzi quando hanno cacciato De Magistris da Salerno lo ha cacciato proprio il Csm, presieduto da Napolitano e quando i procuratori capo e generale hanno espropriato De Magistris delle due sue indagini provocando sì una bella paralisi di quelle indagini, non c’è stato un cane al Csm che abbia difeso De Magistris, anzi lo hanno punito!
La paralisi della funzione processuale cui consegue, come ha più volte ricordato la Corte Costituzionale la compromissione del bene dell’efficienza del processo che è l’aspetto del principio di indefinibilità della giurisdizione, qui siamo a livello di sepolcri imbiancati! Questo è il comunicatino del Quirinale che entra a gamba tesa in un’indagine in corso, in una perquisizione ancora in corso, chiedendo spiegazioni non a chi si è ribellato illegalmente a quella perquisizione, ma a chi illegalmente la sta facendo.
De Magistris aveva ragione
Sapete come è andata a finire, hanno cacciato il Procuratore Apicella dalla Magistratura e hanno cacciato da Salerno i pubblici Ministeri Nuzi e Verasani che sono stati esiliati in due procure del Lazio con tutti i disagi, per esempio la Giudice Nuzi ha un bambino piccolo, perché non possono più fare i magistrati a Salerno e non possono mai più fare i pubblici Ministeri, questo hanno stabilito i signori del Csm Mancino, Napolitano e tutto il Csm unanime. Che c’è scritto nell’avviso di chiusura indagini fatto dai magistrati che sono subentrati a Apicella, nuovo Procuratore Capo Franco Roberti e ai due sostituti Verasani e Nuzi, Minerva Alfano e Cantarella? Si dirà, adesso che sono arrivati magistrati bravi, buoni, mica come quelli che sono stati mandati via, è arrivato Franco Roberti che è il magistrato che tutti conoscono perché è stato anche spesso in televisione in quanto è il PM della lotta a Gomorra, è il Procuratore aggiunto di Napoli fino a qualche mese fa che coordinava le indagini sul clan dei Casalesi e ha acchiappato in questi ultimi due o tre anni decapitando proprio il vertice del clan dei Casalesi.
Di questi ci possiamo fidare, di cosa avranno fatto? Avranno preso quel famoso decreto di perquisizione di due anni fa denunciato da Napolitano, dal Csm, dalla destra, sinistra, Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, tutti i giornali di destra e di sinistra e avranno fatto a polpette quell’indagine su quei galantuomini dei magistrati di Catanzaro che tanto bene… invece no, nell’avviso di chiusura delle indagini si leggono le stesse identiche accuse che avevano formulato Apicella, Verasani e Nuzi nel famoso decreto di perquisizione, quello che si diceva che era troppo lungo, vi ricordate che a un certo punto non sapendo più cosa dire hanno detto che il Decreto di perquisizione era troppo lungo, come se esistesse una misura standard per i decreti di perquisizione.
Questo che è un po’ più corto dice le stesse cose, adesso vedremo se cacciano anche Roberti, Alfano, Cantarella Minerva, per avere confermato in pieno l’indagine fatta dai magistrati cacciati.
L’avviso di chiusura delle indagini riguarda l’ex procuratore Lombardi, quello che ha tolto l’indagine Poseidone a De Magistris, Salvatore Murone, il suo Procuratore aggiunto che ha collaborato a levargli l’indagine, l’imputato principale delle inchieste di De Magistris, Antonio Saladino il capo della compagnia delle opere in Calabria, Giancarlo Pittelli famoso Onorevole di Forza Italia, Giuseppe Galati famoso Onorevole dell’Udc , Maria Grazia Nuzzi la convivente del Procuratore, PierPaolo Greco il figliastro del Procuratore, Dolcino Favi il Procuratore generale che ha tolto a De Magistris I not, Enzo Iannelli il Procuratore generale che ha preso possesso subito dopo quella vocazione e che si è ribellato alla perquisizione di Salerno, Alfredo Garbati, Domenico De Lorenzi e Salvatore Curcio i 3 sostituti Procuratori generali che hanno ereditato le inchieste tolte a De Magistris, sono 12 questi indagati che rischiano di diventare presto imputati e che sono accusati di reati che vanno, sono gli stessi ipotizzati da Apicella Nuzi e Verasani, vanno non per tutti, quindi a vario titolo queste persone sono accusate: corruzione giudiziaria come Mills e Berlusconi e/o abuso d’ufficio, e/o falso in atto pubblico, e/o rifiuto di atti d’ufficio perché non hanno consegnato gli atti, e/o favoreggiamento nei confronti degli indagati.
Cosa ipotizzano i nuovi magistrati della nuova Procura di Salerno? Che i capi della Magistratura catanzarese ai tempi di De Magistris, siano stati corrotti da Saladino, da Pittelli e da Galati con favori, denari, altre utilità etc., per insabbiare o rallentare le indagini De Magistris che, scrivono questo avviso di chiusura delle indagini i magistrati, sarebbe stato isolato e alla fine scippato delle sue inchieste, perché chi lo ha fatto non l’ha fatto perché De Magistris gli stava antipatico, l’ha fatto perché era d’accordo in cambio di vantaggi con gli indagati eccellenti di De Magistris, questa è l’accusa e quando Salerno va a chiedere gli atti, rifiutano di darli, perché? Perché in quegli atti c’è la prova di quello che sta avvenendo.
Anche questo avviso di chiusura delle indagini chi lo vuole leggere lo trova sul sito de il Fatto quotidiano, ampio contesto corruttivo finalizzato alla messa a disposizione dei vertici della Procura di Catanzaro in cambio di denaro o altra utilità, sono espressioni agghiaccianti su come sono state scippiate quelle indagini e su come si sono salvati gli indagati eccellenti di I not e di Poseidone, contrariamente al vero si è spacciata una situazione di conflitto di interessi tra Mastella e De Magistris per potergli togliere l’inchiesta e dopodiché l’inchiesta è stata avocata e poi è stata parcellizzata, è stata smembrata in tanti filoni da sostituti del tutto estranei alle logiche di indagine, visto che era stata avviata da De Magistris e in più c’è stata un’illecita attività di interferenza per rallentarla e favorire imputati come Saladino, Pittelli e Galati e tutto perché c’è stato un patto corruttivo tra l’Avvocato Pittelli e il Procuratore Lombardi, queste sono le accuse, non è una sentenza, è un avviso di chiusura delle indagini, ma dato che per avere fatto questo indagini e sono stati cacciati Nuzi, Verasani e Apicella, adesso scoprire che quelle indagini erano talmente buone che vengono confermate da magistrati completamente diversi da loro che sono arrivati dopo, e alla fine leggere che è vero che i magistrati di Catanzaro hanno indebitamente rifiutato la doverosa trasmissione di atti rilevanti per la progressione investigativa della Procura di Salerno e comunque destinati per legge alla conoscenza di quest’ultima, scopriamo anche che non è vero niente che c’è stata una guerra tra procure ma ce ne era una che aveva ragione e l’altra che aveva torto e leggere alla fine tra le fonti di prova, i verbali di Gioacchino Genchi che è una delle persone che hanno subito l’ostracismo per avere osato mettere anche lui il naso in queste vicende essendo il consulente tecnico di De Magistris e che adesso rischia addirittura la radiazione dalla Polizia per avere osato parlare e difendersi da queste accuse invece di stare zitto e rimediare la sua fettina di pane, questo fa pensare che qualcuno, a cominciare dalle altissime cariche dello Stato che hanno autorizzato la grande menzogna sulla guerra tra procure e che hanno se non sollecitato, avallato la cacciata di magistrati onesti come Nuzi, Verasani da Salerno, dovrebbero o vergognarsi o chiedere scusa perché De Magistris ormai è andato in politica, visto che gli hanno vietato di fare il PM, Apicella è andato in pensione.
Ma Nuzi e Verasani stanno ancora in magistratura, esiliati a Latina e in un’altra Procura del Lazio, almeno a loro, forse, il Capo dello Stato, nonché Presidente del Csm e tutto il Csm e l'ANM che si è voltata dall’altra parte e che i politici che a parte Di Pietro non hanno mosso un dito contro questa colossale ingiustizia, dovrebbero prima vergognarsi e poi chiedere scusa a questi magistrati e possibilmente attivarsi per restituire loro l’onore e il posto che spetta a loro a Salerno e non da qualche altra parte, passate parola, buona settimana!
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Dice bene Travaglio,dopo la sentenza e le spiegazioni di essa,tutto tace,come quel detto napoletano,il quale afferma,"passata la festa,gabbato lo santo".
Un paese senza più il balcone di piazza Venezia,stile ventennio,ma con una potenza mediatica ben maggiore.
[ Kenzo ]
Saviano o non Saviano,il problema Mondadori,di Michele Serra

[ vignetta reperita tramite ricerca google ]
di Michele Serra
Carteggio inedito tra l'editor di Saviano e Marina Berlusconi. La presidente di Mondadori lamenta un'ostentata cornice meridionale della storia e 'lo stipendiato' tenta di accogliere i preziosi consigliData la sua rilevanza politico-culturale, pubblichiamo una corrispondenza inedita tra il presidente della Mondadori, Marina Berlusconi, e l'editor di Roberto Saviano.
"Gentile dipendente, dopo le sgradevoli polemiche sul libro Sodoma e Gomorra, chiedo la sua collaborazione per riuscire a mediare tra le diverse posizioni, nel rispetto della libertà dell'autore ma anche della sensibilità del pubblico. Ho saputo che il romanzo è pubblicato da noi, insieme a tanti altri tutti ugualmente molto interessanti. Le chiedo: non si potrebbe inserire, nelle scene più cupe, la descrizione di qualche vaso di gerani ai davanzali, o di una ceramica di Capodimonte, per alleggerire l'insieme? La presidente".
"Gentile presidente, La ringrazio per i suoi preziosi suggerimenti a proposito del romanzo di Saviano. Buona l'idea di chiamarlo Sodoma e Gomorra, per completezza, ma oramai il titolo, per il pubblico di tutto il mondo, è solo Gomorra. Quanto ai vasi di gerani ai davanzali, temo non siano parte dell'universo stilistico dell'autore. Al massimo, per un'eventuale parte seconda del romanzo, un vaso di gerani potrebbe comparire come arma per eliminare un boss che passa per la strada. Cordialità".
"Caro stipendiato, le scrivo nuovamente a proposito del romanzo Solo Gomorra. Sono convinta che la ostentata cornice meridionale della storia abbia il grave difetto di limitare il target. Non si potrebbero studiare nuove edizioni ambientate in Engadina, o in Andalusia? Le brutte cose succedono dappertutto! Buon lavoro".
"Cara presidente, non dubito che la mafia svizzera e la camorra andalusa abbiano una loro epica fino ad ora mai raccontata. Ma Saviano, per un suo inspiegabile puntiglio, insiste sulla Campania e mi ha rispedito, senza commento, le bozze di prova da Lei gentilmente inviatemi, con tutti i nomi propri napoletani e i toponimi campani sostituiti da nomi svizzeri. La scena in cui il clan di Franz Staufen fa strage nei Bassi di Sankt Moritz è suggestiva, ma poco credibile per l'inverosimile disordine che provoca e per il mancato pagamento del parchimetro da parte dei killer. Quanto al titolo, mi permetto di farLe presente che non è Solo Gomorra, bensì Gomorra. Con amicizia".
"Caro editor, Bensì Gomorra mi sembra un titolo molto azzeccato: anteporre al cognome del protagonista anche il suo nome di battesimo mi sembra prova di un lavoro letterario più accurato. Piuttosto, mi permetto di spedirle alcune nuove proposte di copertina, perché quella attuale, con quei colori brutali e tutti quei coltellacci, non è adatta ai minori. Mi faccia sapere".
"Signora Marina, ormai siamo in confidenza. Vada per Bensì Gomorra, per dimostrarle che almeno una parte dei suoi preziosi consigli sono stati da me adottati. Quanto alle copertine, quella di taffetà con l'immagine di un cucciolo di dalmata è deliziosa, ma non del tutto in tema. Meglio la veduta ottocentesca di Napoli con la damina con ombrellino in primo piano, anche se farei praticare dal grafico almeno un forellino di pistola sulla tempia della damina, per far capire che il romanzo, sia pure ingentilito, è pur sempre un noir. Considerando il premio di produzione da due milioni di euro che mi ha fatto riconoscere dall'Azienda, sto ripensando anche ai Suoi precedenti suggerimenti. Ricapitolando: Bensì Gomorra, a parte la copertina napoletana, sarà ambientato in Engadina e parlerà della tratta di vasi di gerani, con una postfazione di Silvio Berlusconi sulle bellezze di Napoli, che finalmente risarcirà quella città fin qui diffamata dalla pubblicistica tendenziosa. Sarà una grande sorpresa anche per Saviano, che presenterà il libro alla Fiera di Torino senza saperne niente: vedrà il volume solo alcuni minuti prima. Con devozione".
"Caro amico, bravissimo! Un'ultima cortesia: per la presentazione del libro a Torino, non potrebbe chiedere a Roberto Saviano di farsi un trapianto di capelli?".
[ da L'Espresso ]
Effettivamente la cruda storia di Roberto Saviano su camorra e dintorni stride non poco con la repubblichetta tra spettacolo e payette,tanto cara dalle parti del biscione e di riflesso alla Mondadori,un prossimo libro se l'autore decidesse di continuare l'esperienza con il gigante dell'editoria della cultura,dovrebbe romanzare assai,come si dice a Napoli e dintorni...
Almeno nella mentalità ormai consolidata degli italiani,il futuro nuovo prodotto salverebbe capre e cavoli,direi che una grande risata finale,potrebbe essere considerata la ciliegina sulla torta.
[ Kenzo ]
domenica 25 aprile 2010
Il misterioso personale outing nei social network,dove pentirsene risulterà molto probabile

di Maria Laura Rodotà
In Italia non siamo ancora arrivati, come succede agli americani, a mettere online il numero della carta di credito. Ma la tendenza è quella: condividere tutto, dai film visti agli stati d’animo, sui social network, senza rispetto per la propria privacy. E senza pensare che una notizia messa in rete resta lì per sempre.
In Italia, non succede, al momento. Perché gli italiani sono malfidati, e non danno volentieri il numero di carta di credito online. Perché gli italiani non amano le ricevute fiscali; da noi non ci sarebbe un Mark Brooks di San Francisco, che «vuol far sapere a tutto il Web di aver speso 24 dollari in un ristorante e 6.450 dollari per una plastica al naso». Il ristoratore amico gli avrebbe fatto un piccolo sconto se pagava in contanti, il chirurgo avrebbe fatturato solo la sala operatoria facendosi pagare in nero. In futuro, chissà.
Chissà, perché anche gli italiani sono presenti in massa sui social networks. E raccontano volentieri di film visti e trattorie visitate (i ragazzini postano anche i numeri di telefono, scrivendo «sono senza credito chiamami qui»; accidenti a loro). E condividono molto i loro stati d’animo. Dagli stati d’animo ai consumi dettagliati il passo, pare, è breve. Tanto che dall’autunno scorso sul Web americano fioriscono siti di condivisione di tutto. Il più noto è Blippy, che ha come slogan «cosa stanno comprando i tuoi amici?»; sta per venire affiancato da Swipely, sempre dedicato a diffondere notizie di acquisto; poi c’è Foursquare, che segnala dove si trovano gli utenti (uno studente olandese ha creato un contro-sito per segnalare le case da derubare, visto che gli occupanti raccontano sempre dove sono la sera); c’è Skimble, cronaca nonstop di attività sportive; e così via. I più interessanti, ovvio, sono i siti sugli acquisti. Piacciono a imprese e pubblicitari, che possono avere notizie continue e affidabili. Piace amolti utenti. Alla faccia della riservatezza. Il mese scorso, il sito di vendite online Amazon aveva bloccato Blippy per motivi di privacy. Blippy ha chiesto ai suoi utenti di poter entrare nelle loro caselle di posta Gmail; per leggere le ricevute degli acquisti su Amazon (libri, tra l’altro) e pubblicarle. In migliaia hanno detto di sì.
In Italia non siamo ancora arrivati, come succede agli americani, a mettere online il numero della carta di credito. Ma la tendenza è quella: condividere tutto, dai film visti agli stati d’animo, sui social network, senza rispetto per la propria privacy. E senza pensare che una notizia messa in rete resta lì per sempre.
In Italia, non succede, al momento. Perché gli italiani sono malfidati, e non danno volentieri il numero di carta di credito online. Perché gli italiani non amano le ricevute fiscali; da noi non ci sarebbe un Mark Brooks di San Francisco, che «vuol far sapere a tutto il Web di aver speso 24 dollari in un ristorante e 6.450 dollari per una plastica al naso». Il ristoratore amico gli avrebbe fatto un piccolo sconto se pagava in contanti, il chirurgo avrebbe fatturato solo la sala operatoria facendosi pagare in nero. In futuro, chissà.
Chissà, perché anche gli italiani sono presenti in massa sui social networks. E raccontano volentieri di film visti e trattorie visitate (i ragazzini postano anche i numeri di telefono, scrivendo «sono senza credito chiamami qui»; accidenti a loro). E condividono molto i loro stati d’animo. Dagli stati d’animo ai consumi dettagliati il passo, pare, è breve. Tanto che dall’autunno scorso sul Web americano fioriscono siti di condivisione di tutto. Il più noto è Blippy, che ha come slogan «cosa stanno comprando i tuoi amici?»; sta per venire affiancato da Swipely, sempre dedicato a diffondere notizie di acquisto; poi c’è Foursquare, che segnala dove si trovano gli utenti (uno studente olandese ha creato un contro-sito per segnalare le case da derubare, visto che gli occupanti raccontano sempre dove sono la sera); c’è Skimble, cronaca nonstop di attività sportive; e così via. I più interessanti, ovvio, sono i siti sugli acquisti. Piacciono a imprese e pubblicitari, che possono avere notizie continue e affidabili. Piace amolti utenti. Alla faccia della riservatezza. Il mese scorso, il sito di vendite online Amazon aveva bloccato Blippy per motivi di privacy. Blippy ha chiesto ai suoi utenti di poter entrare nelle loro caselle di posta Gmail; per leggere le ricevute degli acquisti su Amazon (libri, tra l’altro) e pubblicarle. In migliaia hanno detto di sì.
[ da Corsera ]
In effetti si sta esagerando nel raccontare i fatti personali dentro le varie realtà dei social network,se poi si rilasciano i dati personali addirittura della carta di credito come avviene negli States si rischia oltre ricevere brutte sorprese,davvero il surreale,dalle nostre parti al momento si deve stare attenti col fishing legato alle mail ricevute,dove fingono d'essere la propria banca e richiedono dati personali del conto corrente,è la mini rovina o grande che sia,è compiuta!
Dalle parti di Freedom l'outing dei vari componenti è limitato alle proprie idee politiche e non solo,tramite le varie riflessioni come questa del resto,l'articolo di Maria Laura Rodotà si riferisce a ben altro,ovvero al proprio intimo,dal cazzeggio a particolari più riservati,i quali difficilmente potranno essere cancellati in rete,e pentirsi per tutto ciò risulterà molto probabile.
@ Dalida @
Il magnesio fonte energetica pulita nei prossimi anni
Da una ricerca tecnologica giapponese

Video e servizio trasmesso da Euronews Tv
CLICK VIDEO MAGNESIO EURONEWS
Il magnesio in futuro potrebbe dare un apporto importante alla green economy.
Altamente infiammabile, questo metallo capace di produrre energia senza rilasciare gas tossici è pero’ molto caro. Le nuove tecnologie pero’ hanno reso possibile il suo riciclaggio. Un laser di nuova generazione sfruttando la luce solare permettere di raggiungere temperature pari a 4 mila gradi celsius. La reazione che si scatena produce idrogeno e libera ossido di magnesio che puo’ venire reimmesso nel circuito di produzione.
Il progetto è stato messo a punto dal Tokyo Institut of Technology e in particolare dal dal professor Takashi Yabe:
“Nei test di laboratorio abbiamo seguito le stesse procedure usate per gli impianti termici in cui il vapore prodotto dalla combustione petrolifera o del carbone va ad alimentare le turbine: il magnesio potrebbe rimpiazzare i combustibili fossili nella produzione di energia”
I prezzi di questa operazione pero’ come abbiamo detto restano elevati: il magnesio costa 3 dollari al chilo. La novità sta nella possibilità di riutilizzare gli scarti di ossido di magnesio riconvertendoli in magnesio pronto a rientrare nel ciclo produttivo.
Il super laser capace di assorbire l’80% di luce contro il 10% dei laser di vecchia generazione è l’arma in piu che permette di dare vita a questo circolo virtuoso.
“La sperimentazione è arrivata alle battute finali – precisa Yabe – dobbiamo solo perfezionare le lenti e le modalità di assorbimento della luce solare. Poi potremo cominciare ad usare questa tecnologia”
Il professor Yabe è convinto che tra una decina d’anni l’energia prodotta a partire da questa nuove fonte rinnovabile possa coprire il 10% del fabbisogno energetico, alimentando impianti elettrici e anche le nostre automobili
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
Se ci fosse stato un forte impulso nella ricerca di nuove fonti energetiche,già da alcuni decenni,ora saremmo a buon punto nell'abbandonare le classiche fonti d'energia fossile,le quali hanno contribuito non poco alla sconvolgimento dell'eco-sistema.
Non è mai troppo tardi come affermava il buon maestro Manzi,anche se è davvero molto difficile riuscire a convincere i governi occidentali,figuriamoci le nuove economie emergenti asiatiche,nel cambiare forme di energia,chiaramente le risorse finanziarie per gli investimenti,dovrebbero essere molto più grandi.
Osservando le ricerche come quella sul magnesio inserita nel post,i ricercatori mi paiono come dei piccoli geni con pochissime risorse a disposizione,ma forse è solo un impressione,anche se soprattutto in Italia gli investimenti in tal senso risultano davvero scarsi.
@ Dalida @

Video e servizio trasmesso da Euronews Tv
CLICK VIDEO MAGNESIO EURONEWS
Il magnesio in futuro potrebbe dare un apporto importante alla green economy.
Altamente infiammabile, questo metallo capace di produrre energia senza rilasciare gas tossici è pero’ molto caro. Le nuove tecnologie pero’ hanno reso possibile il suo riciclaggio. Un laser di nuova generazione sfruttando la luce solare permettere di raggiungere temperature pari a 4 mila gradi celsius. La reazione che si scatena produce idrogeno e libera ossido di magnesio che puo’ venire reimmesso nel circuito di produzione.
Il progetto è stato messo a punto dal Tokyo Institut of Technology e in particolare dal dal professor Takashi Yabe:
“Nei test di laboratorio abbiamo seguito le stesse procedure usate per gli impianti termici in cui il vapore prodotto dalla combustione petrolifera o del carbone va ad alimentare le turbine: il magnesio potrebbe rimpiazzare i combustibili fossili nella produzione di energia”
I prezzi di questa operazione pero’ come abbiamo detto restano elevati: il magnesio costa 3 dollari al chilo. La novità sta nella possibilità di riutilizzare gli scarti di ossido di magnesio riconvertendoli in magnesio pronto a rientrare nel ciclo produttivo.
Il super laser capace di assorbire l’80% di luce contro il 10% dei laser di vecchia generazione è l’arma in piu che permette di dare vita a questo circolo virtuoso.
“La sperimentazione è arrivata alle battute finali – precisa Yabe – dobbiamo solo perfezionare le lenti e le modalità di assorbimento della luce solare. Poi potremo cominciare ad usare questa tecnologia”
Il professor Yabe è convinto che tra una decina d’anni l’energia prodotta a partire da questa nuove fonte rinnovabile possa coprire il 10% del fabbisogno energetico, alimentando impianti elettrici e anche le nostre automobili
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Se ci fosse stato un forte impulso nella ricerca di nuove fonti energetiche,già da alcuni decenni,ora saremmo a buon punto nell'abbandonare le classiche fonti d'energia fossile,le quali hanno contribuito non poco alla sconvolgimento dell'eco-sistema.
Non è mai troppo tardi come affermava il buon maestro Manzi,anche se è davvero molto difficile riuscire a convincere i governi occidentali,figuriamoci le nuove economie emergenti asiatiche,nel cambiare forme di energia,chiaramente le risorse finanziarie per gli investimenti,dovrebbero essere molto più grandi.
Osservando le ricerche come quella sul magnesio inserita nel post,i ricercatori mi paiono come dei piccoli geni con pochissime risorse a disposizione,ma forse è solo un impressione,anche se soprattutto in Italia gli investimenti in tal senso risultano davvero scarsi.
@ Dalida @
sabato 24 aprile 2010
25 aprile,festa della liberazione,bella ciao versione Modena City Ramblers
Buon 25 aprile dal blog Freedom
E se siete a Milano domani,vi consiglio di cercare nella manifestazione del 25 aprile anche lo striscione della Nave dei diritti,la loro prima uscita pubblica.
Il link di Gioia
CLICK NAVE DEI DIRITTI
Emergency querela Il giornale e Libero
EMERGENCY QUERELA LIBERO E IL GIORNALE: SONO SPAZZATURA
Pronti via e Gino Strada ha alzato subito il tiro annunciando querele nei confronti dei quotidiani Il Giornale e Libero. “Giornalismo spazzatura”, lo ha definito il fondatore di Emergency presente ieri alla conferenza stampa organizzata nella sede milanese assieme a Matteo Dell’Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani (in collegamento da Roma), i tre operatori liberati domenica scorsa, dopo nove giorni di carcere afghano. Un incontro molto atteso perché si trattava della loro prima uscita pubblica in Italia e perché c’era tanto da sentire e da capire.
Ma andiamo con ordine. In apertura Gino Strada ha annunciato l’avvio di un’inchiesta per calunnia contro ignoti da parte della procura di Roma. Calunnia ripetuta e aggravata contro i tre operanti italiani. Quindi, dopo aver confermato “la ferma volontà di riaprire l’ospedale di Lashkar Gah”, si è passati alle diffamazione a mezzo stampa. Nel mirino i due maggiori quotidiani filo-berlusconiani. “Li abbiamo denunciati – ha detto Strada - Il Giornale e non solo, anche l’altra mini-spazzatura che si chiama Libero”. Dopodiché il fondatore di Emergency ha mostrato la prima pagina del Giornale diretto da Vittorio Feltri, proprio il giorno in cui titolava sulle “confessioni shock” dei tre arrestati. “Si è scatenato il giornalismo spazzatura”. Immediata la risposta del Giornale che, si legge in una nota, “ha dato mandato ai propri legali di intraprendere ogni azione a tutela della propria reputazione”. Sul punto è intervenuto anche Marco Garatti. “Sono state scritte delle cose infamanti”. Frasi ancor più dolorose, ha proseguito il medico bresciano “anche per quei nove giorni di carcere”. I tre, infatti, sono stati arrestati, assieme ad altri sei collaboranti afgani, l’11 aprile scorso all’interno dell’ospedale di Emergency a Lashkar Gah, nel sud dell’Afghanistan e accusati di aver partecipato a un complotto per uccidere il governatore della provincia di Helmand. All’interno dell’ospedale, successivamente chiuso, sarebbero state trovate delle armi: munizioni e due cinture esplosive. Totalmente scagionati dalle accuse di favorire il terrorismo i tre sono stati rilasciati il 18 aprile. Matteo Dell’Aira ha raccontato come al momento dell’arresto nessuno di loro si è reso veramente conto di cosa stava accadendo: “Sto scoprendo il grande affetto di tutto il popolo di Emergency”. Anche se la paura è stata tanta. “Pensavo – ha proseguito - che sarei potuto anche non uscire ma nello stesso tempo mi dicevo che sarei uscito con i miei compagni dopo un’ora”.
Resta, però, ancora oscuro chi “abbia potuto organizzare questa sporca provocazione”. Gino Strada appare fermo su questo. A dare una spiegazione dell’arresto ci ha provato invece Dell’Aria. “Il motivo di quello che è successo – ha detto - è legato al fatto che noi curiamo tutti i feriti e bisogna ricordare che il 40% sono bambini. Noi raccontiamo le loro storie e ricordiamo a tutti che la guerra non è una barzelletta, molti parlano senza aver visto nulla”. Matteo Pagani ha poi ricordato che “ciò che è stato fatto a noi è stato fatto anche ai cittadini afgani. Ma ciò che è grave è la chiusura dell’ospedale. I pazienti non hanno più nessuna cura”.
Il destino dell’ospedale di Lashkar Gah è stato uno dei punti importanti della conferenza. Strada ha assicurato la volontà di riaprire la struttura anche se prima “dobbiamo assicurarci che ci siano tutte le condizioni di sicurezza. Di certo non possiamo chiedere al governo di mettere dei militari perché diventeremmo un bersaglio. In questi giorni stiamo registrando il sostegno delle autorità afgane”.

Danno fastidio in Afghanistan e di riflesso appena possono i giornali tanto cari al premier,come segugi fedeli azzannano anche se i morsi risultano ridicoli,non gli va giù alla destra governativa che dei volontari e un'organizzazione come Emergency non faccia distinzioni su chi debba essere curato,che siano talebani,militari e soprattutto la popolazione coinvolta nel conflitto.
Dal 1991 Emergency è presente in Afghanistan con diverse strutture,la popolazione afghana è conscia dell'importanza e dell'apporto sanitario altrimenti impossibile,infatti sono stati 2milioni e 500 mila i casi curati da quella data.
Screditare in prima pagina i volontari come hanno fatto i giornali spazzatura,senza controllare minimamente le fonti di tali notizie,è sintomo di malafede,la querela di Gino Strada è del tutto legittima,per l'associazione stessa,per il loro lavoro e per le migliaia di donatori che sostengono i veri eroi di questo momento storico.
&& S.I. &&
venerdì 23 aprile 2010
Anno zero,Rachel Odiase la bimba morta e le responsabilità dell'ospedale di Cernusco sul Naviglio

La storia nell'anteprima di anno zero di ieri,inizia dal quarto minuto del video inserito,la testimonianza dei genitori della piccola morta per palese responsabilità del personale dell'ospedale,lasciata praticamente senza cure,probabilmente ma quasi con certezza perchè di colore e per una tessera sanitaria scaduta.
@ Dalida @
I 150 anni della storia d'Italia alla deriva,di Massimo Gramellini

Dopo le dimissioni di Ciampi, motivate da diplomatiche ragioni di stanchezza, anche Zagrebelsky, Gregoretti e Dacia Maraini meditano di lasciare il comitato dei garanti per le celebrazioni dell'Unità d'Italia, liberando quell'impotente consesso dal peso ingombrante della cultura. Perché a questo dovevano servire i festeggiamenti: a restituire agli italiani un minimo di conoscenza della propria storia. Ci si può dividere fra sabaudi e borbonici, unitari e federalisti, partigiani e repubblichini. Ma solo dopo aver saputo chi diavolo fossero tutti costoro. E cosa potrà mai saperne chi, come Bossi jr, afferma che «il tricolore identifica un sentimento di 50 anni fa», cioè gli Anni Sessanta, periodo di contestazioni studentesche nel quale il tricolore era semmai disprezzato come feticcio borghese? O quel sindaco veneto che per la festa della liberazione dal nazifascismo (1945) vorrebbe sostituire «Bella ciao» con le canzoni del Piave che gli alpini cantavano durante la prima guerra mondiale (1915-18)?
L'ignoranza è la dannazione d'Italia dal giorno della sua nascita. La novità è che adesso la si esibisce con orgoglio, recitando quattro frasi lette su un opuscolo. Come la storia di ogni altra nazione, la nostra ha ospitato orrori ed eroi, la deportazione dei briganti meridionali nelle fortezze alpine, ma anche il sacrificio di tanti giovani morti con l'Italia sulle labbra. Meriterebbero di essere ricordati con più rispetto: per la lingua e la memoria di un Paese che non farà mai i conti col suo passato fino a quando continuerà a oscillare fra il revisionismo e la retorica.
[ da La stampa ]
Ad un passo dalla scissione tra nord e sud del paese,mascherato dal federalismo,i 150 anni della storia d'Italia diventano anacronistici,dove il nord del paese si è arroccato sulle posizioni leghiste e il sud diffusamente in balia della criminalità organizzata,ho idea che il bicentenario sarà ricordato tramite qualche saggio di storia.Ai posteri l'ardua testimonianza!
&& S.I. &&
Marco Travaglio,anno zero,le banche,il finto medico,e il delfino diventato "trota"
[ dall'inserto satirico ]
La visione del senatur con la valigia da medico condotto e girato l'angolo la visita a domicilio nelle piole,il bar se preferite...è l'immagine più chiara del surreale momento del paese,in mano a dei trogloditi professionisti,ma è volontà popolare signori,saremo in mano a futuri dirigenti politici come "la trota",si meritano davvero una banca ad honorem!
[ Kenzo ]
giovedì 22 aprile 2010
Cuba e i falsi dissidenti,a cura di Gianni Minà
CLICK BLOG GIANNI MINA'
di Gianni Minà
Caro Direttore,
approfitto della tua disponibilità a ospitare voci fuori dal coro per riflettere su un tema, Cuba, che mi appassiona e che conosco in profondità. Da dieci anni, infatti, dirigo la rivista Latinoamerica, con l'aiuto di scrittori, poeti e premi Nobel di una parte di mondo che sta cambiando pelle e che per questo in Europa è spesso raccontata con pregiudizio. Il Corriere della Sera, a esempio, per tre volte in due settimane, con le firme di Pierluigi Battista, Elisabetta Rosaspina e Angelo Panebianco, si duole che la campagna scatenata recentemente contro Cuba dopo la morte del detenuto Orlando Zapata in seguito ad uno sciopero della fame, non abbia suscitato un coinvolgimento dell’opinione pubblica italiana, e in pratica chiede sanzioni. L'accanimento del Corriere della Sera è singolare, specie considerando che il giornale più diffuso d'Italia ignori, nello stesso tempo, notizie inquietanti sull’America latina (la mattanza di giornalisti in Messico con 15 morti quest'anno e 12 l'anno precedente, o il ritrovamento in Colombia della più grande fossa comune del Sudamerica con duemila vittime) mentre non da requie a Cuba. È iniziata evidentemente una campagna alla quale non si sottrae nessuno e che a volte sfiora il grottesco.
Wired, per esempio, è una rivista patinata delle edizioni Condé Nast, interessata ai nuovi media e alle nuove tecnologie. Nell’ultimo numero dell’edizione italiana ci sono una dozzina di pagine su Yoani Sanchez, bloguera di moda per la quale si è speso con un appello anche Il Fatto Quotidiano. Lanciata dal gruppo Prisa, quello di El Pais, Yoani trasmette dall’Avana aiutata da un server tedesco (di proprietà del magnate Josef Biechele) con un’ampiezza di banda 60 volte più grande di qualunque altra utilizzata a Cuba. Su Wired Yoani viene fotografata e raccontata come un’improbabile modella in fuga dai cattivoni del governo, che non le danno il visto per andare a ritirare tutti i premi che le vengono assegnati in mezzo mondo da organizzazioni ostili alla Rivoluzione. La povera bloguera è costretta a dare appuntamenti ai giornalisti occidentali alle 10 del mattino al Parque Central.
E sarebbe anche credibile, salvo che Salim Lamrani, ricercatore e docente all’Università Paris Descartes, l'ha incontrata tranquillamente, e per ore, nella hall dell’Hotel Plaza, per un’intervista che pubblicheremo nel prossimo numero di Latinoamerica e nella quale, ora, Yoani sostiene di non riconoscersi, anche se le sue risposte sono state registrate con un moderno iPhone.
Dettagli sorprendenti, ma non troppo: tra i fondatori e i collaboratori di punta di Wired c’è Nicholas Negroponte, docente universitario e collaboratore del dipartimento della Difesa Usa quando Internet era solo un progetto militare. Nicholas è fratello del mitico John, negli anni '80 stratega della “guerra sporca” contro i sandinisti in Nicaragua e più tardi presenza inquietante in Iraq, dove fu ambasciatore nei giorni dell’uccisione, da parte del marines Lozano, di Nicola Calipari, l'agente dei servizi italiani che aveva appena salvato la giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena.
Gli articoli e le iniziative contro Cuba, d’altronde, celano sempre sorprese. Fa senso, a esempio, scoprire in rete le immagini della manifestazione che, a Miami, ha aperto la nuova campagna di discredito cominciata il giorno dopo la morte di Orlando Zapata, detenuto da anni in carcere per reati comuni e negli ultimi tempi molto vicino alle Damas en blanco, movimento di dissidenza sovvenzionato - è stato appurato in un processo in Florida - dal terrorista Santiago Alvarez. Fa senso perchè nel corteo guidato da Gloria Estefan, cantante di successo, figlia di un ex guardiaspalle della famiglia di Fulgencio Batista, il dittatore abbattuto dalla rivoluzione cubana, marciava anche un altro terrorista, il venezuelano Luis Posada Carriles, responsabile, fra i tanti delitti, dell’abbattimento dell’aereo della Cubana de Aviacion che nel 1976 provocò 73 vittime. Posada Carriles fu anche indicato fra i mandanti dell'omicidio dell’ex ministro degli Esteri di Allende, Orlando Letellier, assassinato a Washington nel 1976, e della campagna di attentati messa in atto a Cuba nel 1997 (tra le vittime l’italiano Fabio Di Celmo).
Questo Bin Laden latinoamericano, coperto dalla Cia, circola libero in Florida e chiede "libertà e democrazia" per Cuba. Io non so se il ministro Frattini, che dopo il caso Zapata ha tuonato contro Cuba, conosce queste storie. Ma so che non è credibile il ministro degli Esteri di un paese che si proclama democratico, ma esalta la bontà di un embargo assurdo, decretato per la sola colpa di aver scelto un destino sgradito agli Usa, un embargo che soffoca il popolo cubano da cinquant’anni ed è stato condannato dall’Assemblea dell’Onu diciotto volte di seguito, anche con il voto dell’Italia. Frattini sa che, dopo i 140 milioni di dollari stanziati da Bush nel 2008 per "cambiare faccia a Cuba", anche Obama nel 2009, malgrado la crisi economica, ha stanziato 55 milioni per la stessa incombenza. A cosa pensa che servano questi soldi, il pacifico Frattini? A rasserenare un paese o a montare, in quella società già ferita dal terrorismo che viene dalla Florida, una strategia della tensione? Ma il nostro ministro si duole invece del fatto che l'Italia non si mobiliti contro la Revolución, ignorando il testimone che tutti i media italiani si passano sull’argomento da settimane.
Perfino Aldo Forbice, che blocca la parola in bocca a chiunque dissenta dalle sue tesi, chiede firme contro Cuba su Radio Rai, con la complicità dei radicali. In alcuni casi aderiscono anche media progressisti in politica interna ma molto attenti, in politica estera, a non turbare la linea del segretario di Stato Clinton, desiderosa di recuperare la presa sul continente a sud del Texas persa nella stagione di Bush Jr.. La maggior parte dei "dissidenti" incarcerati nel 2003, quando il governo Bush tentò la spallata contro Cuba favorendo tre dirottamenti aerei e il sequestro del ferry boat di Regla carico di turisti, sono stati condannati per aver preso, non si sa per quali servigi, soldi dal governo di Washington, elargiti dall’Ufficio di interesse degli Usa all’Avana. A parti invertite, negli Usa ciò procurerebbe processi per alto tradimento. Ma nelle cronache italiane si parla invece di giornalisti incarcerati per presunti reati d’opinione, eludendo il dettaglio che molti sono stati ingaggiati e retribuiti dal paese che tiene Cuba sotto embargo da mezzo secolo. Senza contare che questi mercenari nuocciono enormemente ai dissidenti sinceri e a voci coraggiose come quelle di Ambrosio Fornet, Soledad Cruz, Senel Paz, Leonardo Padura, che abbiamo pubblicato su Latinoamerica e che, dentro la Rivoluzione, criticano e si battono per le riforme, perché il governo si liberi dalla sindrome dell’assedio che l’attanaglia e rallenta l’evoluzione della società cubana. Insomma, in questi ultimi mesi nell’Isola non è cambiato nulla che giustifichi questo nuovo assedio politico.
Non essendo arrivate le aperture di Obama (che invece, recentemente, si è incontrato con i duri della Fondazione Cubano-americana) a torto o a ragione Raul Castro ha rinviato a sua volta le riforme. Ma fin dal summit delle Americhe, a Trinidad, gli Usa hanno capito che l’atteggiamento della maggior parte dei paesi del continente era cambiato. E al successivo vertice dell’Osa, Hillary Clinton ha dovuto acconsentire al reintegro, senza condizioni, di Cuba, dopo che gli stessi Stati Uniti, cinquant’anni fa, ne avevano chiesto l’esclusione. Questo cambio di vento politico in America latina è stato attribuito all’influenza dell’Isola, e non a torto. Così si è tornati ai vecchi metodi, resuscitando contro la Revolución l'argomento dei diritti umani già montato 25 anni fa da Reagan. Non era questo che ci si aspettava da Obama.
Il Fatto quotidiano dopo aver inserito in molte occasioni i pensieri,le riflessioni,e la contestazione dall'interno dell'isola caraibica,di Yoani Sanchez,ha deciso di pubblicare anche il pensiero di Gianni Minà.
Un passo del tutto legittimo che può ulteriormente testimoniare,quanto sia importante l'obiettività del giornale.
Detto ciò,tra embarghi condannati dall'Onu,criminali che vengono sguinzagliati senza averli perseguiti e di fatto liberi negli States,un certo squilibrio di notizie tra i media italiani,dove si punta sulla mancata democrazia a Cuba,cosa per altro vera,e omettendo su fatti gravissimi che succedono in America latina.
Detto ciò,mi auguro che nell'isola caraibica si faccia tutto il possibile per riformare democraticamente il paese,con tutte le necessarie protezioni che devono essere interpretate,affinchè non si distrugga ciò che di buono si è potuto produrre,dalla cultura alla sanità,particolari che non sono stati possibili in gran parte dell'America latina,rammentando la miseria e lo schiavismo sopportato dai cubani,con le indubbie influenze degli States negli anni 40-50.
&& S.I. &&
Dopo la frattura insanabile nella destra,la trasformazione dell'Italia tra qualche tempo

La frattura insanabile che si è determinata oggi,porterà il paese su due posizioni distinte,il Pdl e la Lega padroni del nord,e il sud con il successo del probabile nuovo movimento che si creerà da questa divisione,si affermerà nel Mezzogiorno.
La seccessione vero e proprio tormentone della Lega,si determinerà da questa crisi senza ritorno,le immagini dei vari battibecchi nella convention del Pdl ne sono la prova palese.
[ Kenzo ]
mercoledì 21 aprile 2010
La retromarcia della Trota,anche i pesci sanno praticarla



[ dall'inserto satirico ]
Come possa fare retromarcia una trota,non è dato sapere,penso che sia dotata d'una retro pinna...
A Vanity fair si sfoga e nell'intervista afferma parecchie cosucce niente male.
Dal mancato interesse verso l'Italia ai prossimi mondiali,e fin qui,nessun problema,non è scritto nella Costituzione che un italiano debba tifare patriotticamente per la nazionale di calcio.
A lui gli frega della nazionale padana,gusti suoi,se li tenga,avrebbe fatto più bella figura se avesse dichiarato che non gli frega nulla del calcio,ma la nazionale padana è stato il suo trampolino di lancio,pare!
Continuando nella interessante e profondissima intervista,dichiara di non essere mai stato sotto Roma,evidentemente il suo navigatore cerebrale è stato programmato dal dogma paterno sempre verso nord.
Ma il punto insuperabile della trota padana è d'essere refrattario a incontrare per strada culattoni,nelle bettole padane si chiamano così,il bon ton da rutto e scorreggie non gli consente altre definizioni.
Sicuramente la prossima dirigenza politica,d'indirizzo federalista promette bene,è davvero consolante prendere atto che dovremmo farci amministrare da personaggi così illuminati,talmente brillanti da risultare fulminati,ma il popolo sovrano comanda,non è nient'altro che lo specchio esistente di questa società,a maggioranza s'intende,fortunatamente con dei rilevanti distinguo.
Dimenticavo,da buon personaggio politico della destra,oggi ha smentito in buona parte le sue trionfali affermazioni,non lo dica troppo forte,il suo elettorato lo potrebbe disconoscere...
&& S.I. &&
La surreale intervista al tifoso accoltellato a Roma

Sdraiato sul letto 31 del reparto di Osservazione Breve Chirurgica del Gemelli, al 7° piano dell’edificio N, un gladiatore tatuato sulla tibia e una sciarpa giallorossa sul comodino, non vorrebbe parlare. Non è per lo spavento, né per il fastidio che gli provocano i punti, ma per una questione di principio: gli ultrà non parlano con i giornalisti, nemici quanto le forze dell’ordine. E Maximiliano Ioele, 22 anni, il romanista accoltellato alla gola dopo il derby, ha il linguaggio e le convinzioni dell’ultrà. Non a caso il suo nome era già noto alla polizia. “Siamo agli antipodi - attacca -. Voi scrivete un sacco di cazzate sul nostro mondo. Non lo conoscete, ma ci date addosso”. Squilla il telefono, è il padre Enzo, gli dice che la presidentessa lo aspetta a Trigoria, quando si rimetterà. “Non me ne frega niente, lo sai che la Sensi non la sopporto”. Dieci arresti per gli scontri fuori dall’Olimpico, altri sei ieri per gli incidenti in Tevere, un arsenale trovato nell’auto di un tifoso laziale, dieci abitazioni perquisite la notte scorsa.
Maximiliano, tu sei il sopravvissuto di una notte di follia. Hai avuto paura di morire?
“Sì, per qualche minuto. Ma me la sono cavata”.
Cosa ricordi di quei momenti?
“Tutto, sono rimasto cosciente”.
Sei stato aggredito alle spalle, quanti erano?
“Non lo so, non li ho visti, è stato un attimo”.
Cosa pensi dei tuoi aggressori?
“Niente, che devo pensare?”.
Potevano ucciderti...
“Allora? Dovrei dire che sono infami, pezzi di merda? No, allo stadio le coltellate si prendono e si portano a casa”.
Perché ti trovavi a Ponte Milvio, in mezzo agli scontri?
“E lo vengo a dire a te?”.
Allo stadio ci tornerai?
“Certo, perché non dovrei?”.
Perché è stato un derby tanto violento? Non avevate firmato un patto di non belligeranza?
“Sei poco informato”.
Il problema è con il gruppo laziale “In basso a destra”? Questo lo dici tu”.
Ma tu appartieni a qualche gruppo?
“La conversazione è finita”.
[ da La gazzetta dello sport ]
Sono dell'idea che l'intervista non possa che confermare il disagio e il malessere giovanile,le parole proferite dal giovane tifoso non possono dare adito ad altre interpretazioni,il vuoto esistenziale condito da una società virtuale,dove il successo e i lustrini trasmessi quotidianamente da anni,hanno creato questi pseudo "mostri",li definisco in questo modo poichè non si può mettere in gioco la propria vita per dei futili motivi di questo genere,futili poichè non si può rischiare di non esistere più per dei milionari in mutande,ricchissimi,e per chiarire è del tutto legittimo che lo siano,ma l'ultimo pensiero di lor signori sarebbe di chiedere il sacrificio per il loro status.
Anche se le vere vittime di questa società troverebbero altri modi per mettere in gioco la loro esistenza,purtroppo non esistono contro indicazioni al fenomeno,i guasti sono durati troppi anni,la cosiddetta pezza non è possibile,si potrà ma ho molti dubbi a riguardo,iniziare un nuovo corso generazionale partendo dalla prima infanzia,però al momento mi pare del tutto anacronistico.
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