domenica 28 febbraio 2010

Terremoto in Cile,il pianeta diventato arrabbiato



(Ap)



«Noi abituati alla terra arrabbiata
Ho visto emergere le radici degli alberi»

La testimonianza della scrittrice Carla Guelfenbein

Tutti i cileni possiedono quella che noi chiamiamo una «cultura del terremoto». Da quando ho memoria, ho avvertito centinaia di volte i movimenti della terra. Proprio per questo, quando c’è una scossa, la maggior parte di noi resta semplicemente ferma dov’è e ascolta il pianeta arrabbiato inviare i suoi messaggi. Ma questa volta è stato spaventoso. Dal primo movimento, profondo e fortissimo, sapevamo che questo sarebbe stato un terremoto devastante.

Ero nella mia casa sul lago Ranco, nel sud del Cile, insieme con la mia famiglia e con l’epicentro a circa trecento chilometri. L’abitazione è molto isolata. Il sisma ci ha svegliato. Così abbiamo raggiunto di corsa il portone d’ingresso, dove tutti noi abbiamo imparato dai nostri genitori che bisogna scappare. Ma era completamente buio e tutto stava cadendo: libri, foto, vetri rotti ovunque. Mi sono accorta che mancava mia figlia Micaela, di quindici anni. L’ho sentita gridare. Era chiusa nella sua stanza e non riusciva a uscire. Mio marito ha sfondato la porta per tirarla fuori.

Nel frattempo io e mio figlio più piccolo, di 13 anni, avevamo raggiunto l’ingresso della casa. Sorprendentemente, il terremoto sembra lungo e si possono fare molte cose, è come se il tempo iniziasse a scorrere più lentamente. Guardavamo gli alberi nella campagna circostante oscillare illuminati dalla luce della luna. Ma non nel modo in cui siamo soliti vederli muoversi per il soffio del vento: tremavano fin dalle radici. Quando tutto è finito, non abbiamo avuto dubbi: sarebbe stato un immenso disastro, con molte persone morte proprio in quegli interminabili secondi. Non c’era elettricità, perciò non potevamo capire dalla tv cosa fosse accaduto. Non siamo riusciti a tornare a letto, continuavamo a tremare. Ci siamo spostati tutti insieme nella sala da pranzo. Sono arrivate almeno altre quattro scosse, non forti come la prima, ma comunque potenti.

Ieri mattina lo scenario era desolante: oggetti a terra, la nostra grande finestra rotta e tutto intorno una sensazione di tristezza. Fino alle undici, quando l’elettricità è tornata, non abbiamo avuto notizie né dei nostri cari né del resto del Cile. Quando abbiamo visto le immagini in tv, eravamo devastati. Un’altra calamità per il nostro Paese, i morti, l’intera città di Concepción a terra. E per fortuna che il Cile è attrezzato per i terremoti: se non avessimo avuto edifici antisismici, sarebbero state numerose le città distrutte e la devastazione avrebbe raggiunto le dimensioni atroci di Haiti. Anche le squadre di soccorso sono ben preparate ma al momento molte vie di comunicazione sono interrotte. Saremmo dovuti tornare oggi a Santiago, dove viviamo, ma la strada è distrutta in più punti e non c’è modo di percorrerla. Restiamo qui bloccati, aspettando che venga riparata.

[ da Corsera ]

Il terremoto dell'Aquila un anno fa ha aperto degli scenari inquietanti,passando per Haiti e ora nell'ultima scossa devastante in Cile,di scosse telluriche ogni anno se ne contano migliaia,ma difficilmente si può ricordare una sequenza così terribile,evidentemente il continente americano è sottoposto a giganteschi movimenti nella crosta terrestre.

Chissà quando si verificherà il previsto "big one" che dovrebbe devastare la California,San Francisco e Los Angeles saranno messe a dura prova,davvero un peccato infinito,non poter prevedere l'esatto momento,perlomeno l'evacuazione degli abitanti non permetterebbe la morte di molti di essi.

@ Dalida @

Marco Travaglio,il super nemico della destra



di MICHELE BRAMBILLA

L’ossessione della sinistra, da anni, è Silvio Berlusconi. Quella della destra, da qualche tempo a questa parte, è Marco Travaglio. Il quale ieri ha avuto l’onore dell’accoppiata di prime pagine: fotone sul Giornale («Travaglio vuole la pulizia etnica») e vignettone su Libero («E tre: la banda Travaglio non perdona Santoro»). Non è una novità. Sul sito del Giornale, se cerchi articoli che parlino di Marco Travaglio, te ne escono 2.480. Su quello di Libero solo 176, ma la differenza si spiega forse anche con il fatto che Filippo Facci, l’anti-Travaglio che scrive del suo nemico con una regolarità che pare ordinata dal medico, è da poco passato, appunto, dal Giornale a Libero. La campagna in corso è testimoniata anche dalla quantità di siti, di blog, di social network che ne parlano. Google, alla voce «Travaglio e il Giornale», dà 193.000 risultati; alla voce «Travaglio e Facci» 46.600; alla voce «Travaglio e Libero» 603 mila. E’ vero che «libero» può anche essere un aggettivo e che «travaglio» è pure la fase che precede il parto: ma, insomma, l’oceano di parole messe in rete sullo scontro è evidente. Neutralizzato (più dalla sinistra che dalla destra) Cofferati - che dieci anni fa era l’incubo di Berlusconi -, tramontato Prodi, abortito il pericolo Veltroni, passato ormai dietro le quinte D’Alema, ora il bersaglio numero uno è dunque Travaglio. Con chi prendersela, d’altra parte? Bersani ha un faccione troppo bonario e rassicurante, a destra pensano che sia come un tortellone e che prendersela con lui sarebbe come sparare sulla Croce Rossa. Santoro? Da qualche giorno viene considerato quasi come un alleato. Ci sarebbe Di Pietro, è vero: ma forse ormai su di lui è stato detto proprio tutto.

Ma sì: le «attenzioni» nei confronti di Travaglio hanno superato perfino quelle su Di Pietro. Caso abbastanza singolare, il nemico numero uno non è un politico ma un giornalista. Un po’ come quello che accade negli Stati Uniti per Rush Limbaugh, il conduttore di uno show radiofonico che ogni giorno riversa ogni possibile anatema contro Obama e il «politically correct»: i democratici temono più lui che Sarah Palin e tutti i politici repubblicani messi insieme. Ecco: Travaglio sta alla destra italiana come Limbaugh sta ai democratici americani. Facci lo chiama «Marco Pendaglio»; Feltri «Marcio Travaglio», ma a onor del vero in questo caso si tratta di una risposta al «Littorio Feltri» usato da Travaglio. Il quale a Facci risponde invece senza citarlo mai per nome, lo chiama «quello con le mèches», e Facci va in bestia, qualche giorno fa ha mandato a Dagospia una sua foto da bambino per dimostrare che era biondo già allora, e quindi che non si tinge i capelli, giammai. Che scontri, accidenti. Vittorio Feltri però chiarisce che come in tutti i duelli ci sono regole e rispetto per l’avversario. «Travaglio - dice - fa il suo mestiere e lo fa bene. Sa scrivere e non è uno sciocco. La sua battaglia è legittima e io non ho nulla da eccepire. L’unica cosa è che il nostro vicedirettore Nicola Porro è andato ad Annozero, ha detto una cosa senza alcuna acrimonia e Travaglio ha reagito rivelando il lato deplorevole del suo modo di fare: mettere a tacere chi la pensa diversamente dandogli del servo, del killer, della merda. Per questo abbiamo reagito. Ma fa parte del gioco». Il direttore del Giornale accetta anche l’editoriale che Travaglio proprio ieri gli ha dedicato su Il Fatto («Feltri, l’arma letale»): «Un pezzo che sta anche in piedi, ma poi lui finisce sempre per insultare». E assicura: «Non ho alcuna ossessione Travaglio. Pericoloso? Per me non è pericolosa neanche la sinistra, figuriamoci lui. Fa il suo mestiere, e siamo in democrazia». «E’ pericoloso», dice invece Maurizio Belpietro. Più di Bersani? «Non c’è ombra di dubbio». Più di Di Pietro? «Rischia di superarlo».

Fa paura il seguito, di Travaglio: «La sua penetrazione nella rete è fortissima - dice il direttore di Libero -. Lui è quello che fornisce le argomentazioni al giustizialismo, ha creato un movimento, anzi una setta. I suoi fedeli gli credono ciecamente, vanno a teatro a sentirlo e si abbeverano. Si è circondato di un’aura di sacralità per cui non è più possibile neppure criticarlo». Davvero ha tutto questo potere? «Ma certo. Il servizio pubblico gli ha appaltato cinque minuti in prima serata in cui lui può dire tutto ciò che vuole senza contraddittorio. Neanche Biagi in tv aveva tanto potere: Biagi faceva informazione, Travaglio fa editoriali. Ci si è scandalizzati per gli editoriali di Minzolini, che ne avrà fatti cinque o sei, quando Travaglio ne fa uno ogni sette giorni. La sua violenza verbale è un’anomalia del servizio pubblico, anzi di tutta la tv». Opinioni largamente condivise dai lettori di Belpietro. Ogni volta che Libero mette Travaglio in prima pagina, le vendite si impennano. E’ proprio vero, dunque, che «per proporsi bisogna opporsi»: al proprio popolo c’è sempre bisogno di indicare un nemico. Vale per la sinistra con Berlusconi, vale per la destra con Travaglio. Comunque, tanti nemici tanto onore: «Da un lato - se la ride Travaglio - mi incuriosisce che gli organi del partito dell’amore riversino tanto odio contro di me. Dall’altro mi preoccupo per loro, vuol dire che hanno problemi di fegato».

[ da La stampa ]

Le voci fuori dal coro danno molto fastidio tra gli ambienti della destra,poichè da quelle parti tra giornalisti e politici al seguito sono da considerare una rete aziendale,dove il dissenso viene interpretato all'interno da Gianfranco Fini e qualche suo seguace.

Travaglio spara quasi sempre sulla destra,non dimenticando l'armata brancaleone della sinistra e un Di Pietro diventato alquanto enigmatico ultimamente,poichè essa è il potere da molti anni,e con la conduzione che la distingue,gli spunti non sono certo difficili da reperire,che poi lo faccia un giornalista assai anacronistico nel nostro paese,per risultare alla categoria molto fastidioso,ma Travaglio non è che la punta d'un iceberg,sebbene non sia grossissimo,ma non è un eccezione vedi altri professionisti che scrivono sul Fatto quotidiano,e il web vera e propria cassa di risonanza.

La precisione dei suoi articoli o visioni sulla rete e anno zero,risultano alquanto precisi,altrimenti sarebbe soffocato e diventato pluri pregiudicato per aver perso moltissime cause di diffamazione,giornalisti come Facci possono solo fargli solletico!! o d'un Porro che tira fuori fatti ormai senza senso,considerato che Travaglio ha già giustificato ampiamente gli avvenimenti nello specifico,da saperlo anche i muri...

&& S.I. &&

sabato 27 febbraio 2010

Tumore al cervello dovuto all'uso del cellulare,la prima condanna

La Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno



L'uso prolungato del telefono cellulare è «concausa» dei tumori al nervo trigemino: per questo la Corte d'Appello di Brescia ha condannato l'Inail a risarcire un dirigente che per lavoro trascorreva al telefonino o al cordless 5 o 6 ore al giorno. Innocente Marcolini, 57 anni, di Carpenedolo, era stato operato per l'asportazione di una neoplasia al nervo della faccia ed è rimasto invalido all'80%. Per la prima volta un giudice ha sancito un nesso di causa tra quella malattia e l'esposizione alle onde elettromagnetiche dei cellulari. Angelo Levis, genetista di Padova: «I giudici hanno dato credito a uno studio del professore svedese Lennard Hardell». Il manager bresciano dice: «Spero che il mio caso aiuti almeno a creare norme di tutela per i consumatori e per i ragazzi».

[ da Corsera ]

Meglio utilizzarlo il meno possibile,è stata la tecnologia che più ha rivoluzionato il nostro tempo quotidiano,per non rischiare la salute utilizzate almeno l'auricolare,le onde trasmittenti in uscita dal radio mobile non risulteranno attaccate al vostro orecchio,in auto eviterete anche una multa molto salata.

@ Dalida @

Ma quant'è ignorante Roberto Cota,candidato alla regione Piemonte







Che vada la perplessità sul confine di 8 km con l'Emilia-Romagna,ma che il Piemonte sia confinante ad ovest con la Lombardia....

Con il Cervino spostato qualche giorno fa in Piemonte!!

Buona votazione a voi leghisti e neo elettori del partito dell'amore...

Sappiate che è forse l'unico candidato della destra a voler le centrali nucleari nella propria regione,chi ce l'ha duro non ha problemi a smaltire scorie,vedi Trino Vercellese e Saluggia.

Non abbiamo la serietà e l'organizzazione di amministrare centrali del latte,figuriamoci le centrali nucleari



Le scorie nucleari accatastate in codesto modo a Saluggia in provincia di Vercelli

&& S.I. &&

venerdì 26 febbraio 2010

Stop pensioni deputati,il laser sul Cupolone



(Adnkronos)

Stop pensioni deputati'. Una scritta intermittente ha illuminato la cupola di San Pietro in Vaticano. L'ultima grande opera di Michelangelo e' stata utilizzata come ripetitore-amplificatore contro i privilegi dei politici,affinchè rinuncino alla pensione dopo solo due legislazioni,per chi vuole sfruttare l'opportunità,chiaramente.
La protesta è stata organizzata con la regia dentro ad un bad & breakfast davanti allo stesso Cupolone,ovviamente la Digos è intervenuta e denunciato il promotore dell'idea,con l'accusa di manifestazione non autorizzata,dove fosse la cosiddetta manifestazione,chissà??

Per assistere al video

CLICK VIDEO ADNKRONOS


[@#& blog Freedom &#@]

David Mills,il complice di Berlusconi,di Peter Gomez


di Peter Gomez

Adesso lo dice anche la Corte di Cassazione. Davvero il testimone inglese David Mills è stato corrotto dal premier, Silvio Berlusconi, per mentire in tribunale. Per questo Mills dovrà versare 250.000 euro allo Stato e non andrà in prigione solo perché la prescrizione (abbreviata da una legge approvata dal centrodestra nel 2005) ha cancellato il suo reato. La sentenza potrebbe avere effetti imprevedibili sul processo in corso a Milano, dopo lo stop dovuto al Lodo Alfano, contro il solo Berlusconi. Il dibattimento rischia infatti diventare brevissimo. I giudici potrebbero far proprio il contenuto del verdetto definitivo sulla corruzione giudiziaria di Mills (che ha valore di prova) e chiudere tutto, o almeno il primo grado, entro il prossimo gennaio 2011, il mese in cui la prescrizione scatterà anche per il Cavaliere. Un esito paradossale che spiega bene l’ondata d’insulti rivolti in ottobre contro la Corte costituzionale, da quasi tutto il centrodestra, quando il Lodo fu bocciato. Ieri, il presidente della Consulta, Francesco Amirante, ha definito quelle contumelie una “bizzarria” di una classe politica che finge di meravigliarsi se i giudici della Corte fanno il loro lavoro e dichiarano illegittime norme in contrasto con i principi fondanti della Repubblica. Per Amirante si tratta di un gioco pericoloso. Perché “quando si delegittima un’istituzione, a lungo andare si delegittima lo stesso concetto di istituzione e, privo di istituzioni rispettate, un popolo può anche trasformarsi in una massa amorfa”. Tutto vero. Anche se in Italia la situazione è ancora peggiore. Le istituzioni qui da noi si delegittimano da sole. Prendete, ad esempio, il Senato. Due anni fa i magistrati scoprono che Nicola Di Girolamo, il parlamentare Pdl oggi accusato di essere un uomo della 'Ndrangheta, è un abusivo. Per farsi eleggere all’estero aveva falsificato il suo certificato di residenza. Bè, cosa fanno i suoi (momentanei) colleghi? Dicono di no al suo arresto. E poi, sebbene le prove della truffa elettorale siano documentali, non lo fanno nemmeno decadere. Tutto viene rimandato all’eventuale sentenza definitiva. Poi arriva la seconda richiesta di manette, spuntano le sue foto abbracciato a un boss, e il presidente del Senato, Renato Schifani, ha una trovata: non pronunciamoci sull’ordinanza di custodia, dice, ma limitiamoci a togliere a Di Girolamo la poltrona abusivamente occupata a Palazzo Madama. Il tutto con due anni di ritardo, mentre il disgusto per la Casta cresce e le istituzioni si trascinano da sole nel fango.


Come sono differenti i punti di vista,oggi al Tg1 hanno commentato "l'assoluzione" di David Mills,ma da quando si è insediato Minzolini alla direzione del Tg nazionale,non può sorprendere più di tanto.

Grazie alla legge Cirielli,creata ad hoc per accorciare i processi,si è arrivati alla prescrizione,ma la sentenza dell'appello rimane valida,considerato che l'avvocato inglese dovrà risarcire il nostro paese con 250 mila euro.

Inutile fare previsioni sul processo Berlusconi rimasto in piedi su questa vicenda,la prescrizione anche per lui è cosa fatta,anche se questa storia l'innocenza o la colpevolezza era da considerare comune per entrambi i soggetti in questione.

&& S.I. &&

giovedì 25 febbraio 2010

Lambro disastro










(Fotogramma)

(Fotogramma)

(Fotogramma)

(Ansa)

Grazie ai bastardi che hanno volontariamente scaricato tutto quel petrolio,pare per i futuri lavori di bonifica,possiamo sperare che le responsabilità della proprietà seppur dismessa,sia inchiodata a risarcire questo disastro ecologico.

[@#& blog Freedom &#@]

Bloom box,la mini centrale elettrica da installare in cantina



K.R. Sridhar, amministratore delegato di Bloom Energy




NA MINI CENTRALE elettrica, a zero emissioni e zero impatto ambientale, da installare in ogni cantina giardino entro dieci anni. E' il progetto di una piccola società californiana che sta attirando l'attenzione di media, industria e grandi investitori. Una scommessa che, se non finirà nell'ennesima bolla, potrebbe cambiare per sempre il modo in cui consumiamo l'energia.

Si chiama "Bloom Box", ed è l'idea dell'ingegnere di origine indiana K.R. Sridhar. Il principio è molto semplice: in un'unità delle dimensioni di un frigorifero sono impilate una grande quantità di celle a combustibile. Da un lato delle celle entra ossigeno, dall'altro il combustibile. Una reazione chimica produce l'elettricità senza emissioni nocive. Niente di nuovo, in teoria. In pratica, l'idea di produrre energia attraverso le celle a combustibile non si è mai tradotta in realtà su grande scala, principalmente a causa degli elevati costi di gestione e della difficoltà di reperire il combustibile adatto.

L'ingegner Sridhar, un passato alla Nasa prima di fondare la Bloom Energy, sostiene di aver risolto questi problemi: le Bloom Box possono essere alimentate con gas naturale, biomasse o solare e il loro ideatore sostiene che, entro dieci anni, chiunque potrà acquistarne una spendendo al massimo 3 mila dollari.

Il problema è che finora nessuno, al di fuori di una ristretta cerchia, ha mai visto una Bloom Box all'opera. Ma un servizio della prestigiosa trasmissione Cbs "60 Minutes" ha acceso i riflettori su Sridhar e la sua creatura. E molti ora si chiedono se la centrale elettrica da cantina non possa essere la "next big thing", la grande svolta nel settore dell'energia.



Un nutrito gruppo di venture capitalist ha investito fino a oggi 400 milioni di dollari sulla Bloom Energy. Tra di loro c'è John Doerr, della Kleiner Perkins Caufield & Byers, noto in tutta la Silicon Valley per aver sostenuto la nascita di colossi come Google e Amazon, ma anche per clamorose sviste come quella del monopattino hi-tech Segway. Doerr ha già speso circa 100 milioni di dollari nella Bloom Energy, ed è convinto di averci visto lungo: "L'energia pulita può essere la più grande opportunità del ventunesimo secolo", ha detto davanti alle telecamere di 60 Minutes.

Le Bloom Box non sono ancora presenti in nessuna cantina domestica, ma alcune grandi aziende californiane, tra cui Google ed eBay, le stanno già sperimentando. Secondo l'amministratore delegato di eBay, John Donahoe, le cinque unità installate nove mesi fa nel campus della società a San Josè gli hanno già fatto risparmiare 100 mila dollari in bolletta. Un mucchio di soldi, ma non così tanti considerando che attualmente una sola Bloom Box costa più di 700 mila dollari. In California, tra incentivi e detrazioni, lo stato si fa carico di metà dei costi. Ma Sridhar sostiene che, in un arco di tempo variabile tra 5 e 10 anni, un'unità costerà meno di 3 mila dollari e potrà essere presente in ogni casa, rimpiazzando la rete elettrica in città, nei distretti industriali o nei più remoti villaggi rurali.

La presentazione ufficiale della Bloom Energy è prevista per domani. Il progetto ha guadagnato sponsor prestigiosi, come l'ex segretario di stato Colin Powell. Ma Sridhar sogna di arrivare ancora più in alto: "Mi piacerebbe vedere una Bloom Box alla Casa Bianca, magari accanto all'orto biologico di Michelle Obama", ha detto alla Cbs. "Ne sarei davvero felice"

[ da La repubblica ]

Non rimane che aspettare una decina d'anni,forse qualcuno in più per una piena diffusione,dal servizio sembra che facciano davvero sul serio.

@ Dalida @

mercoledì 24 febbraio 2010

L'improponibile campagna politica di Tinto Brass




Dal sito Dagospia

Chissà se avrà ragione la coalizione di Emma Bonino nel Lazio,aver inserito in lista un sessuofobico come Tinto Brass,e se il progetto di tappezzare il Lazio con il manifesto inserito su Dagospia,ammesso che potrà installarli per pubblica decenza,potrebbe determinare un successo come un enorme flop .

Sicuramente i ben pensanti sappiamo già come reagiranno...

tintobrass21.jpg image by Minyobi

&& S.I. &&

Satira Tangen....ziale









[ dall'inserto satirico ]


[ Mauro Biani ]


[@#& blog Freedom &#@]

Google video condannata,la sentenza apre scenari inquietanti


[ dall'inserto satirico ]




La giustizia a Milano ha aperto un precedente che sta facendo discutere nel mondo,si dovrà leggere la motivazione che condanna il gigante americano a risarcire il povero ragazzo down.
Il video incriminato fu inserito dai soliti decerebrati,gli stessi responsabili delle violenze verso il ragazzo all'interno della scuola,seppur questa sentenza protegga di fatto la vittima,e inchioda alle responsabilità Google video Italia,determina dei vincoli e apre scenari da censura sul web.

Sia ben chiaro,il video dopo alcune segnalazioni fu rimosso,ma passò qualche tempo,e l'interpretazione della rimozione mi pare giusta e legittima,ma è l'impossibilità di poter controllare migliaia di download che ogni ora arrivano su Google video o su YouTube ad aprire un precedente assai pericoloso,che potrà risultare rischio di censura per i prossimi tempi,ovvero se ogni video pubblicato andrà prima vagliato.

Sono dell'idea che principalmente ad essere responsabile è chi pubblica il video,e in seconda battuta il portale della pubblicazione,solo nel caso che dopo le prime segnalazioni non venga effettuato il sequestro delle immagini incriminate,tra l'altro i responsabili del fattaccio furono chiaramente beccati,proprio per via delle immagini che non davano scampo alle loro responsabilità.

Il successo dei video organizzati da qualsiasi di noi,verranno messi a rischio da una ipotetica giuria che dovrà accettare o meno il filmato.

Effettivamente questa sentenza se verrà confermata in appello e in cassazione,porterà il web più vicino alle concezioni cinesi rispetto a quelle occidentali,almeno da domani.

&& S.I. &&

martedì 23 febbraio 2010

Decide il "poppolo" sovrano,di Massimo Gramellini

2982_1057424676479_1251720500_30131423_6568734_n.jpg

«Popolo di Raiuno! Popolo di Canale 5! Benvenuti a Decide il Poppolo, il programma a reti unificate che da oggi sostituisce il Parlamento. (Vivissimi applausi dalla platea). Basta Casta, gli onorevoli adesso... siete voi!!! (boati). Ma veniamo al tema di questa sera. Si vota sui lavoratori clandestini: regolarizzarli o rispedirli indietro? Chiamo sul palco Malik Barak, che ci esporrà in tre minuti le ragioni per cui andrebbero accolti... Grazie, Malik... E ora, per i fautori del rimpatrio forzato, Giasone Pecoracci... Grazie anche a te, Giasone... Popolo! Pensate di aver acquisito una conoscenza approfondita del problema? (Coro: Sììììì!)... Allora... si decide! Se volete regolarizzare i clandestini come Malik, il codice di televoto è lo 01. Se invece volete cacciarli come proposto da Giasone, il codice è lo 02... Notaio, push the botton! Stop al televoto...

Ecco, mi stanno consegnando la busta con l’esito della votazione... Il popolo sovrano ha deciso... Vorrei un po’ di atmosfera... Regista, spegni lo studio... La volontà... insindacabile... del popolo... italiano... è che i lavoratori... clandestini... siano... rimandati a casa loro! Mi dispiace, Malik. Domani verrete tutti rimpatriati, ma non disperare: ci sono ancora i ripescaggi... Popolo di Raiuno! Popolo di Canale 5! Vi aspetto la settimana prossima per una nuova puntata di Decide il Poppolo. Voteremo la Finanziaria: siete favorevoli all’abolizione delle tasse?». Mi sveglio di soprassalto. Il telefono dorme ignaro sul comodino, attaccato al caricatore. E’ stato solo un sogno.

Per ora.

[ da La stampa ]


A volte la realtà supera di gran lunga l'immaginazione,anche un brutto sogno in questo caso,come sulla Tv,nella quale la pubblicità viene interrotta da qualche programmazione.Il voto tramite Sms è diventato importantissimo,soprattutto per chi ne trae un significativo business,chissà quanto durerà ancora la cabina elettorale...

&& S.I. &&

Vallerani system,l'uomo che combatte la desertificazione



Il suo blog CLICK VALLERANI SYSTEM

Il suo metodo è adottato in moltissime aree desertiche africane,perlopiù quasi tutti i paesi africani che hanno voluto adottare il sistema.
Con il trattore raffigurato e tramite la profonda aratura,che crea dei buchi di 70 centimetri di profondità,e trattando una vasta area,il ritorno della vegetazione diventa possibile,l'acqua piovana con la profonda aratura ne rimane imprigionata.

Il progetto è diventato interessante anche in Cina,si sono rivolti a lui nel contenere il deserto dei Gobi e altre aree limitrofe.

Il processo ai minimi termini del trattamento







I suoi studi sono stati avviati più di 20 anni fa,la filosofia e il successo del progetto sono un'affascinante realtà,alla veneranda età di 85 anni portati eccezionalmente bene.

@ Dalida @

lunedì 22 febbraio 2010

Fuori tutti dall'Italia,di Michele Serra



L'unico igloo accettato dalla Lega,l'hanno inaugurato all'Aprica....


Dopo gli scontri di via Padova a Milano, il governo sta approntando uno studio sulle etnie che si contendono il territorio del nostro paese.Secondo la Lega, oltre a negri, ebrei e donne, sono censite in Italia circa settecento etnie diverse, alcune delle quali (molucchesi, kirghisi, antropofagi del Borneo) particolarmente pericolose perché presenti con un solo individuo, molto difficile da snidare. Ma vediamo i casi più preoccupanti.

Amazzonici
Numerosi piccioni agonizzanti, trafitti da una freccia avvelenata, hanno rivelato la presenza in via Padova di indios amazzonici. Hanno aperto un negozio di cerbottane e copricapo piumati che ha molto successo tra le signore milanesi appassionate di prodotti bio, ma la loro integrazione è resa difficile dall'abitudine di tenere tapiri in casa, provocando accese discussioni nelle riunioni di condominio. La Lega, con un ordine del giorno in Consiglio comunale, ha proposto il loro sterminio (compresi i tapiri), creando un incidente diplomatico con i latifondisti brasiliani che sostengono di avere già provveduto loro.

Esquimesi
Un piccolo negozio di igloo e grasso di foca, molto frequentato dalle signore milanesi che amano il bio, rivela la presenza in via Padova di una piccola ma attiva comunità esquimese. Si tratta di prodotti made in China grossolanamente contraffatti (gli igloo sono di polistirolo), ma le clienti sono invaghite del gestore Nanuk e della moglie Inuk (anch'essi cinesi) e li difendono. Nanuk e Inuk hanno partecipato ai disordini interetnici armati di fiocina, ma non avendo nemici specifici si sono accaniti sul vicesindaco De Corato in visita di cortesia.

Russi
Controllano lo shopping nei centri storici, acquistando scarpe costosissime e vestiti orribili e pagando con rotoli di banconote così enormi che per srotolarli serve l'aiuto di un commesso. Il loro ingresso nei ristoranti di lusso semina il panico nel personale: pasteggiano con Oro Pilla e diversi chef si sono tolti la vita dopo che un russo ha intinto il carpaccio di tonno nel cappuccino. Molto dannoso il loro transito negli alberghi d'epoca: gli stucchi sono scrostati dai rutti. La Lega aveva preparato un durissimo documento contro l'invasione dei russi, ma lo ha ritirato dopo che Boris Kafonov, magnate dello smalto per unghie dei piedi, ha finanziato con cento milioni di euro il progetto leghista di avvicinare i milanesi a Malpensa deportandoli in catene.

Generoni romani
Insediati nelle sale massaggi e nei circoli sportivi più prestigiosi della capitale, come la Canottieri Nando e lo Sporting Vaccinara. Mediatori d'affari, sono considerati gli eredi della secolare diplomazia capitolina, e risolvono con arguta delicatezza anche le trattative più ostiche, con le frasi in codice "a stronzo, daje sti quatrini e nun sta a rompe er cazzo", oppure "se combiniamo co' Giggi, se lo pija in der culo Ciccio". Amici di tutti, sono perfettamente integrati con gli italiani, ma costituiscono un problema perché ingrossano le fila della popolazione carceraria. Il governo pensa di risolvere il problema con il lodo Ciccio e Giggi, che prende il nome da due sottosegretari del Pdl.

Omosessuali
Nessuno si sarebbe accorto della loro massiccia presenza in Italia, quando la Lega ha lanciato l'allarme. "Non riusciamo a capire da dove siano arrivati", spiega Matteo Salvini, "ma li staneremo casa per casa, boutique per boutique, rimandandoli da dove sono venuti". Pronto un colossale piano di rientro, al quale i gay italiani hanno aderito con entusiasmo. La località preferita è San Francisco, ma qualunque città occidentale lontana almeno mille chilometri dall'Italia è ugualmente gradita.

[ da L'Espresso ]

Difficilmente riusciranno nell'intento,lo sanno anche i muri,questo esecutivo vive di marketing,ovvero l'importante è spararla grossa,più è grande,più riempie i titoli dei giornali,e la pubblica opinione gongola,almeno a maggioranza.
Ma nel caso dovessero diventare davvero efficienti nei loro grotteschi intenti,dopo alcune settimane risulterebbero anime perse,una quantità industriale di figure lavorative risulterebbero scomparse,ma ricordatevi,è solo marketing programmato,sono campioni mondiali sotto questa voce.

In fin dei conti tenere sul filo del rasoio il clandestino,giova economicamente,in quel confine il lavoro nero e gli introiti risultano determinanti.

[ Kenzo ]

Il misfatto,l'esordio col botto con Di Pietro visto da Telese



Il nostro è un sostegno condizionale
di Antonio Di Pietro*

Caro Marco Travaglio, ti scrivo come se mi scrivessi ad un figlio mio, perchè il vero Misfatto è il tuo. Ma te la finisci di tirarmi addosso col badile, e pure sulla fronte se serve, per questa benedetta storia della candidatura di Berlusconi? Pensi che sia stata una scelta sfatta a cuor leggero? C'avevo un magone nel petto, c'avevo... Non dormivo, mi struggevo sul water, c'ho pensato giorno e notte eppure sapevo che non c'era alternativa: o saltavo sulla minestra, o mangiavo nella finestra. Era arduo, di più, ardente. Ma per vincere non c'era altro da fare che questo, ovvero l'unica cosa possibile per noi, pure oggi stesso se credi: sorprendere il nostro avversario con un trucco sprezzante, dargli il bacio della morte proprio lì, dove meglio ci azzecca, in bocca.
Certo, capisco la possibile abiezione: avrei potuto fregarmene, correre da solo, lasciare che Bersani si strozzasse con le sue mani. Troppo comodo. Magari avrei guadagnato voti, e mi risparmiavo la tirata di De Magistris che - come sai - mi sarà pure come un fratello, per carità, ma è anche assai stronzo, capisci a me. Neppure la tessera del partito nostro, si è preso, però mi spara sempre addosso, anche se questo è un altro discorso che pure andrà fatto, meglio prima che poi, e saranno comunque cazzi amarissimi. Caro Marco, la chiarezza per me vale più di un giro sul trattore nei giorni di trebbiatura: eppure nonostante, era necessario chiudere la fase del nostro infantilismo poetico. Transitare definitivamente l'Italia dei valori dalla protesta alla prostata. Non potevo assistere indifferente allo spettacolo dell'Italia che finisce nelle mani dei clan mafiosi. Dovevo contribuire. Il nostro sì a Berlusconi non è scontato e acquitriescente, ma fermo e condizionale. Ovvero: se lui vuole i voti nostri, deve per forza accettare pure i paletti dove lui sa bene - eh,eh - che fra l'altro fa pure male. Se vuole i voti nostri, Berlusconi deve promettere di dimettersi in caso di condanna di Bondi, Cicchitto e anche di Emilio Fede. Se vuole i voti nostri deve accettare che Noemi vada a Sanremo e Barbara D'Urso sostituisca di Silvana Mura, hi-hi-hi..... Se vuole i voti nostri Ghedini mi fa pure l'avvocato d'ufficio nella causa con De Bortoli e Confalonieri se ne torna al pianobar, a cantare con Barbato nella mozione di minoranza. Come diceva mio nonno: pagare dollaro, vedere cammello. Ed io su questo - stanne pur certo Marco - non arretro di un millimetro..

*(testo raccolto, sotto Pentothal
da Luca Telese)




Spassosa anche la vignetta sul Fatto quotidiano

Telese nell'articolo super satirico,in prima pagina nell'inaugurazione del Misfatto si è superato,la presa per i fondelli del boss dell'Idv è incomparabile,come si suol dire se l'è andata a cercare,appoggiare la candidatura dello sceriffo di Salerno è stata una scelta che non c'azzecca per niente,ma si è determinata in modo repentino,e nel pensar male a volte si coglie il bersaglio.

L'ex magistrato di Montenero di Bisaccia,non se ne cerchi un'altra,altrimenti rischierebbe di diventare un ex politico,non si possono seminare i migliori intendimenti politici e scivolare su una buccia di banana così evidente.

&& S.I. &&

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,tele fascismo



Il testo integrale dell'intervento


Buongiorno a tutti, la tentazione sarebbe quella di parlare delle liste pulite, perché avete visto che Berlusconi ha scoperto le liste pulite e ha detto “adesso ve lo faccio vedere io” fino a qualche mese fa parlare di liste pulite, di non candidare condannati, rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione o reati gravi era considerato giustizialismo, tutti i giornali, anche indipendenti scrivevano, ma no, si possono fare leggi che consegnano ai pubblici Ministeri o ai G.I.P. la selezione delle classi politiche, dopodiché l’ha detto Berlusconi, quindi tutti a complimentarsi a dirci: ci voleva un giusto segnale, ci mancherebbe, dipende da chi le dice le cose in Italia, è interessante che abbiamo cominciato a dirle noi, poi prima che gli arrestassero tutta la banda è arrivato anche Berlusconi, il PD non è ancora arrivato, questa è la cosa interessante.

Le liste pulite di Berlusconi

Per cui l’ha detto Di Pietro per secoli, Grillo per secoli, l’abbiamo detto noi nei nostri libri per secoli, adesso lo dice Berlusconi, mi dice che non lo dicono solo quelli del PD, anzi si apprestano a fare una legge per impedire la candidatura dei magistrati nel luogo dove stanno lavorando, che è proprio l’emergenza numero uno, siamo in Finlandia, in Danimarca, quindi c’è una politica talmente pulita che può preoccuparsi di dove deve eventualmente candidarsi un Magistrato, perché?
Perché Di Pietro ha candidato un Magistrato come capolista in Puglia, invece di preoccuparsi di quello che succede in Campania dove hanno candidato un triplo imputato e dove purtroppo anche Di Pietro ha accettato per obbedienza di coalizione l’indecenza della candidatura di un pluri imputato come De Luca, si occupano della candidatura dell’Italia dei Valori in Puglia perché vice un magistrato incensurato, faceva le indagini sia su Fitto sia su gente del centro-sinistra e quindi non si deve candidare lì, ci mancherebbe altro. Peraltro lì fa il Sindaco di Bari un ex Magistrato per il PD e lo fa anche bene, tra l’altro, Michele Emiliano e nessuno del PD ha mai obiettato niente, lì sono candidati e vengono eletti il Magistrato Scrittore Carofiglio che un’ottima persona naturalmente, nel PD quindi va bene. Maritati, un ex PM, quello che ha indagato sulla tangente del re delle cliniche Cavallari a D’Alema e che poi la tangente si è prescritta e quindi Maritati è diventato parlamentare, sempre a Bari, ma dato che sta nel PD non c’è problema, adesso che candita un Magistrato Di Pietro, bisogna fare una legge per impedirgli di farlo, oppure magari bisogna fare una legge per fare il modo che uno che si candida al Consiglio regionale della Puglia e che è pugliese e che conosce la Puglia, venga candidato in Valle d’Aosta, lontano della regione che lui conosce e dove lui ha operato, è una mossa geniale naturalmente, che dimostra quello che dicevo prima, che non contano i principi, conta semplicemente chi in quel momento bisogna cercare di eliminare o di danneggiare.


L'anticorruzione pro corrotti

Ma oggi non vi parlerò di liste pulite anche perché mi viene da ridere, leggo che Berlusconi, quello che Fortebraccio chiamava “il geniale” e lo chiamava “Il Geniale quando lo dirigeva Montanelli, pensate come lo chiamerebbe adesso che lo dirige Feltri “nelle nostre liste nessuna figura compromessa” quindi lui non si candida.
Questa è già una notizia, sapete che lui si candida sempre anche dove non può essere eletto , evidentemente questa volta non c’è lui, infatti non c’è nessuna figura compromessa , si presume che non candidino neanche la Signora Mastella, perché l’altro giorno era uscito che avevano candidato la Signora Mastella, quest’ultima è imputata per concussione in Campania, si suppone che non candidino nessuno delle decine di imputati rinviati a giudizio o addirittura pregiudicati che già siedono in Parlamento, anzi si presumi che li caccino perché se un imputato o un condannato non può sedere in un Consiglio regionale, a maggior ragione non dovrebbe poter sedere nel Parlamento nazionale, naturalmente cacceranno anche dal Governo il Ministro Fitto che ha due rinvii a giudizio per turbativa d’asta, corruzione, finanziamento illecito e altri reati, cacceranno ovviamente il Ministro Bossi che è un pregiudicato per finanziamento illecito ai partiti, lo dico perché ho visto che anche quest’altro bel tomino di Cota, candidato alla Regione Piemonte dice “stop ai condannati!”, la Lega se dice “stop ai condannati” perde contemporaneamente il Ministro delle riforme istituzionali, Bossi e il Ministro dell’Interno, Maroni, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio, quel reato che se lo fa un immigrato bisogna massacrarlo di i botte, mi viene da ridere perché siamo ovviamente nel ridicolo, però è significato che almeno Berlusconi abbia annusato, dato che lui un certo fiuto ce l’ha e soprattutto una capacità pubblicitaria ce l’ha, visto che quello è sempre stato il suo mestiere, abbia colto il clima che c’è nel paese, un clima frizzante, le avete viste le immagini delle contestazioni dei politici, politici che sono costretti a rifugiarsi in una libreria con la gente de L’Aquila che va a ricordargli le promesse, poi è capitato al povero Ghedini e alla povera Bongiorno, bisognava ovviamente occuparsi del principale perché sicuramente non sono né Ghedini né la Bongiorno che hanno voce in capitolo, fanno quello che dicono i rispettivi leader, Berlusconi e Fini, però è significativo questo clima e Berlusconi che ha fiuto, ha capito che bisogna dare dei segnali, sono segnali che naturalmente ciascuno può dare secondo le proprie possibilità se Berlusconi davvero facesse le liste pulite gli si svuota il partito all’istante.
L’altro giorno c’era un articolo, del Foglio di Giuliano Ferrara “La rivolta dei deputati del Pdl contro la norma che diprietrifica le liste, moralizzare e punire, sgomento per iniziativa del governo che renderebbe ineleggibili gli inquisiti, è lo stesso tragico errore di Craxi” per la verità Craxi è scappato, quindi non si capisce bene il parallelo, ma sono talmente terrorizzati, anche Ferrara ha un certo naso, dall’idea che i rinviati a giudizio e i condannati non possano fare politica che giustamente il Foglio scrive “Sgomento nel Popolo delle Libertà” guardate che lo sgomento precede di pochi istanti la fuga, è tutto da ridere, come le norme anticorruzione, avete visto che erano state commissionate a Ghedini e a Alfano, Berlusconi gli aveva detto: fatemi una legge anticorruzione, quelli l’hanno guardato, gli hanno chiesto di ripeterlo 3 o 4 volte perché all’inizio a furia di sentire “fammi una norma pro corruzione” a forza dell’abitudine pensavano di dover fare la solita legge… invece lui ha detto “no, questa volta non transigo, ne voglio una anti perché c’è un certo clima, la gente è incazzata, i nostri si stanno facendo prendere ormai con le tangenti nelle mutande, quindi provate a farne una anti, così per cambiare un po’” e loro ci hanno provato poveretti, avete visto con quale dedizione si sono applicati, ve l’ho già detto, hanno queste borse sotto gli occhi, sono sempre più emaciati, curvi, perché sono lì che studiano, moltiplicano, dividono, applicano formule matematiche perché devono fare una legge anticorruzione che non porti all’arresto immediato di Berlusconi, quindi è una cosa difficilissima, devono stare attenti.
Poi hanno partorito un abortino, un testicolino che hanno portato in Consiglio dei Ministri, che ha fatto ridere perfino Berlusconi perché la norma anticorruzione prevedeva che il reato di corruzione in atti giudiziari, quando ti compri un giudice o un testimone che è uno dei reati tipici della famiglia (vedi caso Sme, caso Mondadori, caso Mills) sono tutte corruzioni giudiziarie, di giudici o testimoni, quel reato per il quale Berlusconi e Mills sono ancora imputati, Mills è in Cassazione e Berlusconi in primo grado, che oggi è punito con una pena massimo fino a 8 anni, sarebbe sceso a una pena massima di 6, guardate che è spettacolare in una norma anticorruzione il reato più grave della corruzione, quando ti compri direttamente il giudice per ottenere una sentenza ingiusta a tuo favore e quindi provocare un danno ingiusto alla persona che ha ragione e a cui verrà dato torto perché devono dare ragione a te che hai torto, per quel reato diminuivano la pena, in una legge anticorruzione, pensate se facevano una legge procurruzione cosa veniva fuori!
Per cui è venuto da ridere anche a Berlusconi e hanno rinviato sine die la norma.
E’ bene citarla questa cosa perché se anche Berlusconi parla di norme anticorruzione di liste pulite, vuole dire che la situazione è veramente oltre il livello di guardia e a furia di ripetere che non c’è una nuota Tangentopoli, lo capiranno tutti che c’è una nuova Tangentopoli, altrimenti perché lo ripetono? E’ come quando dicevano: non c’è nessuna crisi, non bisogna parlare di crisi finanziaria, perché altrimenti la gente pensa che ci sia la crisi finanziaria, diffondiamo ottimismo, i disoccupati non sono disoccupati, è disoccupazione percepita, i poveri non sono poveri, è povertà percepita, sono loro che si percepiscono senza lavoro, ma in realtà hanno ancora un lavoro e sono pieni di soldi, solo che non li trovano.


Informazione e diversivi

Queste stronzate segnalano che c’è un problema e cioè che siamo alla vigilia di una nuova tangentopoli e questo mi premeva dire, però questa volta volevo rompervi un po’ le scatole su una questione che apparentemente riguarda me e che io penso che in realtà riguardi l’informazione, una cosa un po’ più importante della mia misera persona, un meccanismo che avevo già descritto nella scomparsa dei fatti e che Cristicchi a San Remo ha distillato in una canzone molto efficace da questo punto di vista, il diversivo: tu stai parlando di una cosa, arriva uno e distoglie l’attenzione da quella cosa per trasportarla verso altri lidi.
C’è lo scandalo x e noi parliamo di quanto è bella Carla Bruni, perché sicuramente Carla Bruni è bella e quindi l’attenzione si rivolge a Carla Bruni, questo è il senso, soltanto un demente poteva pensare che quella fosse una canzone contro Carla Bruni o contro Sarcozy, era questo il senso, lo dico perché ovviamente tutti hanno sentito la canzone di Cristicchi, mentre ovviamente non tutti hanno letto la scomparsa dei fatti, questo era il problema che segnalavo.
Adesso questo meccanismo del parlar d’altro si è ulteriormente raffinato e è andato a infestare anche una delle poche trasmissioni nelle quali fino a qualche mese fa si riusciva ancora a parlare dei fatti, parlare dei fatti non vuole dire parlare da soli, parlare dei fatti vuole dire, in una trasmissione come la vedo io naturalmente, infatti vi sto parlando io, che c’è un’inchiesta, filmati, interviste, immagini, dati, affidata a 1, 2, 3 giornalisti inviati, dopodiché si va in studio e si chiama a rispondere delle cose che si sono viste nell’inchiesta, dei problemi che emergono, per sapere le soluzioni che si intendono adottare, i politici, perché i politici servono o servirebbero in questa ottica? Perché bene o male purtroppo spetta a loro risolvere i problemi, quindi per evitare quel senso di impotenza, quelle norme, punto interrogativo che ci accompagna alla fine di una grande inchiesta di Iacona della Gabanelli, dove poi non c’è un qualcuno al quale rinfacciare i problemi di lì, adesso che fai? Avevi detto che facevi così, adesso cosa fai per risolvere il problema che abbiamo appena visto, si invitano i politici e ovviamente non si può invitare politici di una sola parte, è bene che ci siano politici di entrambi gli schieramenti perché chi deve governare dica cosa vuole fare il per governo e chi vuole fare l’opposizione, dica cosa vuole fare l’opposizione, questo dovrebbe essere nel migliore dei mondi possibili, una trasmissione di approfondimento giornalistico, non la ciancia, non una trasmissione basata sulla chiacchiera fine a sé stessa, una tribuna politica permanente tutto l’anno come sono Ballarò e Porta a Porta o quella robina di Matrix dopo che hanno cacciato Mentana e tutti i cloni più o meno minoritari nelle altre emittenti.
Annozero era riuscita a mettere in piedi questo format, secondo me ottimo, adesso come fanno a inquinarlo? Fanno una cosa molto semplice, quando ci sono i politici, i politici divagano e menano il can per l’aia, per cui avete visto che Santoro porta sempre meno politici in trasmissione, proprio perché il loro contributo al dibattito è nullo, se accettassero, salvo rari casi naturalmente, di confrontarsi sul tema della puntata, su quello che hanno appena visto, sarebbe utile sapere cosa dicono, invece non lo fanno mai, li vedo, me li osservo durante i filmati, durante i filmati di solito, salvo rare eccezioni, si comportano come se ci fosse la pubblicità, chiacchierano, scribacchiano, guardano i messaggi, non hanno la minima intenzione di entrare in sintonia con la realtà.
Quindi poi dopo menano il can per l’aia e dicono quello che gli pare a loro per fare degli spot o cose del genere, adesso per fortuna, perché poi alla fine si è rivelata una fortuna, la Commissione di vigilanza ha detto che o si invitano tutti i politici di tutti i partiti possibili e immaginabili, oppure non si invita più nessuno, perché le trasmissioni di approfondimento devono diventare soggette alle regole della comunicazione che non è l’informazione, la comunicazione sono i partiti che comunicano ai cittadini quello che gli pare e quindi stiamo parlando degli spazi autogestiti: tribuna politica o comizi televisivi, quindi giustamente Santoro ha portato anche altri programmi a dire: benissimo, allora facciamo delle trasmissioni di informazione senza i politici, non c'è mica bisogno dei politici per fare l'informazione, sono dappertutto, sono perfino a San Remo e ne faremo a meno.
Infatti ha organizzato la puntata sullo scandalo del terremoto senza politici e devo dire che è stato un ottimo esperimento, nel senso che anche qui nel migliore dei mondi possibili, avere dei giornalisti che da vari punti di vista ti commentano, analizzano e ti raccontano dei particolari su un’indagine che in televisione nessuno ha mai seguito, ovviamente, basti pensare che il Tg1 è diretto da Minzolini e ricordare cosa ha detto questo, non saprei neanche come definirlo, è una macchietta che si definisce da solo, quindi in televisione hanno nascosto lo scandalo della protezione civile, oppure hanno fatto come al solito, dove a Ballarò in cambio dell’avere in studio Bertolaso nella prima serata di San Remo e quindi di reggere la concorrenza degli ascolti, gli hanno concesso praticamente di farsi una serata di gala a spese del contribuente, facendo in modo che non si venissero a affrontare i veri problemi, che sono quelli che abbiamo cercato di enucleare.
Vorrei solo ricordare di cosa si era parlato l’altra sera a Annozero, si era parlato del fatto che alla Maddalena lavora al risanamento ambientale il cognato di Bertolaso, il fratello della moglie di Bertolaso, che di professionisti del calibro del cognato di Bertolaso, l’Ing. Piermarini ce ne sono a centinaia, come abbiamo dimostrato, quindi non è vero quello che dice Bertolaso che se non c’era Piermarini non si faceva il risanamento della Maddalena, oppure che povero Piermarini è il più bravo di tutti e lo vogliamo escludere solo perché è il cognato di Bertolaso e magari lo vogliamo mandare in Svizzera? Sono stronzate, eppure gli è stato consentito di dire queste stronzate a Ballarò e poi abbiamo raccontato che le spese stavano lievitando alla Maddalena da 300 a 600 milioni di Euro, pari a quasi 1.200.000.000 di lire, stiamo parlando di costruttori Anemone, con i quali Bertolaso aveva una dimestichezza amicale, frequentazioni anche a ferragosto etc., poi soprattutto si serviva per i massaggi particolari, erano i massaggi al termine dei quali c’era un addetto che andava a far sparire i preservativi, sono strani massaggi naturalmente, ho cercato l’altra sera di chiedere a Porro, dove te lo mettono il preservativo durante il massaggio terapeutico, ma non ho avuto risposta perché lui sosteneva naturalmente che si tratta di massaggi rigorosamente terapeutici.
A me non interessa il tipo di massaggio, mi interessa però il fatto che queste seratine in esclusiva con il centro salari a sport village chiuso soltanto per Bertolaso, venisse organizzato dallo staff dei costruttori Anemone che poi vincevano gli appalti alla Maddalena e non solo e ottenevano di poter ingrandire a dismisura il loro centro sportivo sulla Salaria che è a ridosso del Tevere, a rischio esondazione, che contro il permesso negato da tutte le amministrazioni locali, ha avuto in realtà, come al solito, le deroghe previste dalle ordinanze di protezione civile perché gli hanno fatto rientrare questi ampliamenti nelle onere dei mondiali di nuoto, delle quali si occupava Bertolaso e di cui era commissario straordinario l’ottimo Filippo Balducci che guarda caso aveva rapporti familiari di società con la famiglia Anemone, la moglie di Balducci è socia della moglie di Anemone le figlio era uno di quelli che nel 2004 avevano comprato il centro Salari a sport village che all’epoca si chiamava in un altro modo insieme a Anemone, quindi anche il figlio era socio e poi lavorava presso quel centro e quindi dato che di centri massaggi ce ne sono tanti, se Bertolaso andava a farsi fare i massaggi proprio nel centro del costruttore che vinceva gli appalti alla protezione civile, c’è un conflitto di interessi chiarissimo, soprattutto se gli appalti non vengono vinti da Anemone con una gara pubblica europea a evidenza di bando e di curricula e di progetti, ma viene affidata segretamente, spesso direttamente, con la scusa dell’urgenza, non soltanto per i terremoti ma anche per i grandi eventi, tipo i 150 anni dell’Unità di Italia che sono proprio un evento a sorpresa che nessuno poteva sospettare che sarebbe arrivato!
Era da 150 anni che si sapeva che l’anno prossimo ci sarebbe stato il 150° dell’Unità d’Italia, soltanto dalle parti di Bertolaso sono stati colti alla sprovvista e l’hanno coperto all’ultimo momento, di questo si è parlato l’altra sera e si è parlato del fatto che se Bertolaso leggesse i giornali, sarebbe chi sono le due persone che si aggiravano in quel sottobosco e che vincevano gli appalti della protezione civile e che erano già state beccate dalla Magistratura, una era una vecchia conoscenza dell’inchiesta Why not? e l’altra era una vecchia conoscenza dell’inchiesta di Woodcock a Potenza.
Questo avevo raccontato l’altra sera quando è successo il patatrac, perché lo dico? Per quelli che magari hanno visto soltanto il seguito, il seguito è questo: Travaglio minaccia Santoro, guerra nella coppia ammazza cavalieri, il giornalista scrive al conduttore “a Annozero non voglio più tra i piedi quelli del giornale di Libero, altrimenti me ne vado io, motivo? Non sopporta il contraddittorio e che gli si ricordino in diretta alcune cosette che lo riguardano” Libero, si fa per dire, occupato vi racconto chi è Travaglio – c’è Maurizio Belpietro che pensando di insultarmi dice che io ero vicecorrispondente da Torino del giornale quando ero ragazzo , sono onorato di essere stato vicecorrispondente del giornale e di essere stato assunto per due volte prima al Giornale e poi alla Voce da Indro Montanelli, non da Belpietro, quest’ultimo questa fortuna non l’ha mai avuta, il massimo della sua fortuna è stata quella di lavorare per Feltri, come vice addirittura di Feltri, pensate come deve sentirsi male in cuor suo al raffronto.
Lo spirito fascitello del PM Travaglio, il giornalista è come certi giudici che difende, ogni volta che lo prendono in castagna perde la testa e inizia a negare anche le cose più evidenti. Travaglio sotto accusa fa il matto, guai a processare l’inquisitore. Infine critica gli incontri del sottosegretario, ma Travaglio dimentica le sue vacanze, questo era ancora Libero. Mentre sul Giornale sul numero di ieri, hanno aperto Il Giornale, è un giornale vero che va nelle rassegne stampa che tutti lo vedono e dicono: cavolo, Travaglio ha minacciato Santoro, se ne va se non cacciano i giornalisti di destra, pensate un po’, “Marco i pasdaran dell’insulto - questi poveri analfabeti non sanno che pasdaran è plurale – in pochi giorni getta fango su tutti, quella conoscenza scomoda che lo manda in bestia” cosa hanno fatto? Hanno fatto una cosa molto semplice, quando ho finito di parlare di Bertolaso, il vicedirettore de Il Giornale, quello con i capelli e direttore di Libero, hanno cominciato a parlare non di Bertolaso, avrebbero potuto fare quello che fanno sempre, per la verità a un certo punto l’hanno anche fatto e cioè gli Avvocati di ufficio di Bertolaso, il bello di questa gente è che sono prevedibili, mentre tutti noi che facciamo i giornalisti e che non abbiamo un padrone da servire e da leccare, non siamo prevedibili, nel senso che può capitare che a volte ce la prendiamo con la destra, con la sinistra, recentemente mi è capitato di prendermela con Di Pietro per l’affaire De Luca, diciamo quello che vediamo, quello che pensiamo, poi magari sbagliamo, però in proprio, non perché ce l’ha ordinato qualcuno o perché dobbiamo per forza dire qualcosa, loro invece hanno questo di bello, si sa in anticipo che per loro gli imputati di centro-destra sono tutti innocenti, perseguitati, quelli di centro-sinistra sono tutti colpevoli e le inchieste giudiziarie sono politicizzate soltanto quando riguardano il centro-sinistra, quando riguardano il centro-sinistra invece gli indagati devono dimettersi, per esempio Del Bono per quella storia da qualche centinaio di Euro della sua segretaria, forse amante, l’hanno picchiato duro, via Del Bono, ci mancherebbe altro, mica ha rubato miliardi, altrimenti dovrebbe rimanere se fosse di centro-destra e avesse rubato miliardi, quindi sono prevedibili.
Ma loro non si sono limitati a difendere Bertolaso, perché? Perché difendere Bertolaso con quello che si era visto nelle intercettazioni e con quello che avevo raccontato io e nei servizi dove c’erano piscine lunghe un metro e mezzo di più, dove c’era una sciatteria, cialtronaggine, uno sperpero di denaro pubblico micidiale, era impossibile, anche perché eravamo stati abituati a considerare Bertolaso l’unico genio della protezione civile, l’unico protagonista positivo, l’eroe buono, il superman che va e risolve, per cui è chiaro che se uno è così bravo che riesce a fermare i terremoti e le alluvioni con le nude mani e a ricostruire con un tocco di bacchetta magica intere città new town etc., addirittura l’abbiamo mandato a Haiti a insegnare agli americani come si fa la protezione civile dai terremoti etc., sapete che gli Stati Uniti sono degli sprovveduti in fatto di terremoti, mica come noi, anche in fatto di catastrofi ambientali non ne hanno mai avute, quindi giustamente Bertolaso è andato a dargli i primi rudimenti, l’hanno rimpatriato con il primo volo naturalmente la Clinton gli ha dato il foglio di vi praticamente…
Ma in ogni caso se ci raccontano che questo è il salvatore della patria, è ovvio che poi se si scopre che tutto intorno a lui si ruba, che lui si fa massaggiare ed è pappa e ciccia con quelli che poi vincono gli appalti, che tra questi appalti ci sono quelli che vengono dati chissà come mai a suo cognato che è molto bravo, viene premiato perché è bravo, non perché è il cognato ci mancherebbe, è evidente che tutto quel popo’ di sperpero, ruberie, regalini, favori, ammiccamenti, fughe di notizie, è evidente che ricade sotto la sua responsabilità, infatti quando mi hanno detto che Bertolaso potrebbe essere stato incastrato, mi sono permesso di dire: tanto peggio mi sento, se è così facile incastrare Bertolaso, perché se si è fatto incastrare da questa combriccola che per anni gliene ha fatte di tutti i colori sotto il naso e lui non si è mai accorto di niente, questa è una responsabilità gravissima e se poi c’è qualcuno che riesce a incastrarlo per poi sputtanarlo, siamo di fronte a un incapace totale, a uno sprovveduto!
Allora hanno risposto: no perché ha ricostruito, ho detto: guardate che non sto parlando della sua capacità di ricostruire, anche perché non credo che le case le abbia proprio messe in piedi lui, ci sono costate ha un’ira di Dio quelle casette, mentre il centro de L’Aquila è esattamente a terra come vi ha mostrato ieri sera Iacona e l’altra sera Annozero, ho detto: no, stiamo parlando della scelta degli uomini dei quali si circonda, dei controllori e degli appaltatori, allora lì il genio, il vicedirettore de Il Giornale con i capelli, ha tirato fuori le mie vacanze, dicendo: anche tu hai avuto delle frequentazioni di cui ti dovresti vergognare etc., vi segnalo il procedimento perché da quel momento tu cosa fai? Ti metti a parlare delle tue vacanze? Se ti metti a parlare delle tue vacanze la gente dice: ma come, stavamo parlando di Bertolaso, della protezione civile, che c’entrano le vacanze di Travaglio? Quindi ne parli giustamente il conduttore dice: mica possiamo parlare delle vacanze, d’altra parte se non ne parli, la gente dice: ah, hai visto chissà cosa c’è dietro le vacanze di questo Travaglio, vedi che non risponde, lui che è sempre così loquace, questa volta è stato zitto, quindi se stai zitto autorizzi qualcuno a pensare che hai qualcosa da nascondere, se parli dovresti parlare per mezz’ora, perché è facile dire: tu hai frequentato gente in odor di mafia in vacanza, ci impieghi 10 secondi, per rispondere che non è vero e come sono andate le cose etc., impieghi 15 minuti, quindi non lo puoi fare, ecco perché ho scritto questa lettera… avrei potuto fare anche una terza cosa, qualcuno me l’ha suggerita: loro sputtanano te e tu sputtana loro, ricordando a quello de Il Giornale che hanno pubblicato l’informativa falsa attribuendola alla Polizia sull’omosessualità di Boffo e a Belpietro per esempio ricordagli quanti soldi pubblici ci costa il suo giornale, compreso il suo stipendio, sapete che Libero, è a carico nostro, vostro, a carico anche di quelli che non hanno mai comprato una copia, ogni giorno contribuiscono a Libero, perché non gli hai rinfacciato questo?


Il mio modo di fare informazione

Il contraddittorio non è: ti racconto lo scandalo della protezione civile, risposta: sì ma tu vai in vacanza con, sarebbe come se uno finito di dare le pagelle ai giocatori dopo la partita, si sentisse rispondere: sì, però lei gioca male a pallone, ma potrei anche non avere mai giocato a pallone, ma ti sto dicendo cosa ne penso io della partita di pallone, cosa c’entra come gioco io a pallone rispetto a quello che hai fatto tu, sto giudicando quello che stai facendo tu perché sono un critico, perché sono un giornalista, perché do dei fatti e dei documenti, delle banalissimi, chi se ne frega… mica chi fa la critica delle corse ippiche deve essere un cavallo!
Quindi l’idea che dicano a me che sarei inadeguato a fare il capo della protezione civile perché sono andato in vacanza, secondo loro, con le persone sbagliate, è semplicemente folle, perché? Perché non faccio, né voglio fare il capo della protezione civile, non ho mai dato nomine pubbliche perché non ho incarichi pubblici, non ho mai distribuito soldi pubblici perché non mi occupo di queste cose, faccio il giornalista, stiamo parlando della protezione civile, di cosa vogliamo parlare? Quindi in quel momento non sai cosa devi fare, dice: ti sei incazzato, certo, perché è la quarantesima volta in due anni che spiego come sono andate le mie vacanze, guardate che dicono: ah non vuole che gli si ricordino certe sue faccenduole? Come non voglio, sono due anni che me le ricordano e guardate che sono due anni che me le ricordano e io sono due anni che rispondo, e mi dicono: non rispondere più perché tanto si sa che sei una persona per bene, e no, perché ogni volta che non rispondi ci sarà sempre qualcuno che non ha seguito quello che è successo prima, purtroppo in rete non ci vanno tutti gli italiani, in televisione ci vanno molti di più e quindi non sanno che io di quelle vacanze ho documentato fino all'ultimo centesimo e me le sono pagate io e quindi era falla la notizia che era stata ripresa da Davanzo e quelle ferie le avesse pagate quell’Aiello quel costruttore che poi è stato condannato per concorso esterno, credo in appello in associazione mafiosa, che ho frequentato una persona che quando l’ho frequentata io, era un ufficiale, anzi un sott’ufficiale della Guardia di Finanza Ciuro dell’antimafia che faceva le indagini antimafia, dopo si è scoperto che si vendeva le notizie.
Lo dico perché naturalmente lo conosco l’obiezione, dice: ah va beh, ma allora tu perché hai detto di Schifani che aveva frequentato delle persone che poi sono state condannate per mafia? Attenzione, se fossero stati degli ufficiali dell’antimafia che poi sono state beccate a vendere delle informazioni a questo o a quell’imputato, uno dovrebbe dire: beh, come faceva quello a sospettarlo, erano degli ufficiali dell’antimafia, ma stiamo parlando invece di imprenditori piuttosto opachi che Schifani non ha incontrato, che Schifani non ha conosciuto, che erano soci in affari di Schifani, non sono mai stato socio di nessuna persona che abbia avuto delle disavventure, perché? Perché probabilmente prima di mettermi in società con qualcuno mi informo, poi può sempre capitare, ma possibile che a Schifani abbiano arrestato un sacco di soci e un sacco di clienti? Non sto parlando del fatto che Schifani ha commesso dei reati e non ho neanche detto che non dovrebbe fare il Presidente del Senato, mi ero limitato da Fabio Fazio a ricordare una notizia che stava nei libri di Lirio Abbate e Peter Gomez negli articoli di Marco Lillo e che non era mai uscita proprio nei giorni in cui Schifani era diventato Presidente del Senato, l’avevano cancellata dalle sue biografie, per questo ne avevo parlato, dopodiché avevo detto: l’importante è che lo si sappia, dopodiché lo decideranno i cittadini se abbiamo un Presidente del Senato degno o non degno, per come la vedo io, un Avvocato, personalmente anche onestissimo, faccio un caso generale di scuola, che abbia assistito dei mafiosi nei processi, non può fare il Presidente del Senato, non lo può fare secondo me!
Siamo liberissimi, non ci può essere una legge che impedisce all’Avvocato dei mafiosi di fare il Presidente del Senato, deve essere il costume dei partiti che dice: no, se ha dei clienti o ha avuto dei clienti mafiosi, è giusto che i mafiosi abbiano un Avvocato difensore, ci mancherebbe altro, ma quell’Avvocato difensore nessun partito lo deve nominare Presidente del Senato o Presidente della Camera, o della Repubblica, così la vedo io, ma dopodiché non ho mai detto né che Schifani avesse fatto dei reati, né che Schifani dovesse dimettersi da Presidente del Senato, avevo semplicemente raccontato da Fazio per quale motivo la stampa asservita alla politica, aveva omesso quel capitolo spiacevole della vita di Schifani che non era neanche paragonabile, non c’entrava niente con il fatto che mi sono ritrovato a conoscere per ragioni professionali, perché faccio il giornalista e mi occupo di processi di mafia, quindi conosco centinaia di poliziotti, un finanziere che poi è finito in galera e è stato poi condannato perché passava notizie, attenzione non alla mafia, non a Provenzano, come leggete sui giornali dei falsari, passava notizie a un certo Aiello che non era mai stato condannato per mafia e Ciuro non è stato condannato per favoreggiamento della mafia, perché? Perché si è riconosciuto passare delle informazioni sulle indagini a un indagato, ma gliele passava perché era amico suo, non perché intendesse, questa è l’aggravante mafiosa del favoreggiamento, favorire l’organizzazione mafiosa, mentre Cuffaro è stato recentemente condannato proprio per Art. 7, dopodiché penso che sarebbe giusto se diventassi Presidente del Senato, cosa che vi assicuro non capiterà mai, che qualche giornalista ricordi che nella mia vita avevo conosciuto una volta un tizio che poi etc., etc., ma l’importante è scrivere la verità e cioè che l’ho conosciuto in quanto ufficiale dell’antimafia, assolutamente insospettabile, non imprenditore trafficone che poi si è scoperto, pure, essere mafioso come invece è quell’altro caso.
Vedete come si fa, il risultato è che per due giorni questi signori hanno potuto espellere dalle loro prime pagine la vicenda Bertolaso e occuparsi di altro, di demolire chi si occupa della vicenda Bertolaso, dando addirittura a me, delle lezioni di buona frequentazione e stiamo parlando di un giornale edito da Paolo Berlusconi, due volte arrestato, pregiudicato per lo scandalo della discarica di Cerro e questi signori continuano a frequentarlo e a prendere lo stipendio da questo pregiudicato, dopo che è stato arrestato e è stato condannato e questi altri signori, quelli di Libero, continuano a fare i direttori etc, di un editore, Angelucci che è stato arrestato due volte pure lui, per gli scandali della sanità, con l’accusa di avere corrotto Fitto, di avere truffato la Regione Lazio e che sono protagonisti di quelle meravigliose imprese che avete visto a Report e due settimane fa a Annozero e vengono a dire a me che devo vergognarmi per avere frequentato uno che quando l’ho frequentato io, frequentato vuole dire che mi ha detto che c’era un villaggio turistico e sono andato a affittarmi una casetta, dove tra varie decine e decine di persone c’era anche la sua, perché questa è la mia frequentazione.
Mi dovrei vergognare di queste cose, dopo che addirittura ho documentato con tutti gli assegni e li trovate sul blog “voglio scendere su antefatto.it” tutti i pagamenti? Questi sono i signori con i quali noi dovremmo fare il contraddittorio in televisione, non ho mai scritto su Il Fatto, la lettera per fortuna è pubblica, la mia lettera ma Santoro che dovrebbe rispondere domani sul nostro giornale, su Il Fatto quotidiano, non ho mai detto di epurare questi signori, ho semplicemente detto: cosa devo fare io per evitare di rovinare una trasmissione perfettamente riuscita come quella dell’altra sera, con una delle 3 reazioni che vi ho detto, cosa faccio, li insulto? Gli rinfaccio qualche loro magagna? Non lo posso fare, passerei dalla parte del torto e io sono lì per parlare del tema della puntata, cosa faccio, racconto la rava e la fava della mia vacanza per la quarantesima volta? No, perché? Perché stiamo parlando di un altro argomento, allora cosa faccio? Mi alzo e vado a fumarmi una sigaretta? Questo era il senso, perché penso che questo modo di impedire agli altri di parlare, non sia contraddittorio, contraddittorio è venire lì e parlare del tema della puntata che conosci prima e sulla quale ti prepari, mi preparo ogni settimana sul tema della puntata, altri si preparano sempre su di me e tirano fuori sempre queste cose, peraltro false e poi il giorno dopo scrivono ancora il falso, che li vorrei epurare, figuratevi se io ho il potere o anche soltanto l’intenzione di mandare via qualcuno, semplicemente vorrei confrontarmi con delle persone che se si parla di protezione civile, parlano di protezione civile e poi quando si parlerà, facciamo una bella puntata interessantissima, credo, sulle mie vacanze, allora si parlerà delle mie vacanze e poi magari si parlerà anche delle frequentazioni di tutti gli altri giornalisti e da dove prendono i soldi e allora ci sarà da ridere.


Passate parola, buona settimana!


[ Kenzo ]

domenica 21 febbraio 2010

Ushahidi,il software salvamondo made in Kenia




di ROBERTO GIOVANNINI

Se gli abitanti di Washington DC travolti dallo Snowmaggedon vogliono sapere quali strade bisogna evitare per non restare impantanati devono ringraziare dei programmatori e dei «citizen journalists» kenyoti. Sempre loro sono gli inventori del sistema che dopo il terremoto ad Haiti veniva utilizzato dagli operatori umanitari per visualizzare in tempo reale i luoghi di maggiore emergenza. Di quello attraverso il quale si potevano denunciare i brogli elettorali alle elezioni federali messicane, o verificare i risultati del voto indiano. Di quello che forniva informazioni e notizie durante la cruenta invasione israeliana della Striscia di Gaza. Di quello che si sta sperimentando all’Università Orientale di Napoli per denunciare i roghi clandestini di immondizia.

A Nairobi è nata Ushahidi, una piattaforma digitale universale che serve a monitorare ed aggregare le informazioni in situazioni di crisi. Ushahidi - che in swahili significa «testimone» - tecnicamente è una piattaforma software di geolocalizzazione via Web scritta in codice open source. Dunque disponibile per chiunque la voglia utilizzare e modificare per le esigenze più diverse. E’ stata realizzata per la prima volta in Kenya all’inizio del 2008, nel momento più terribile degli scontri etnico-politici che hanno insanguinato il Paese est-africano dopo le contestatissime elezioni del dicembre 2007. Si era sull’orlo della guerra civile, con bande scatenate di assassini che attaccavano persone colpevoli di essere dell’etnia «sbagliata» nel posto sbagliato. In quei giorni era stata sospesa la programmazione radio e tv e chiusi i giornali, e Ushahidi - messo in piedi in pochissimi giorni da un collettivo di giornalisti-cittadini, informatici, bloggers a cavallo tra Africa, Usa ed Europa - diventò uno dei pochissimi modi per sapere cosa stava veramente succedendo in giro. Il sistema è semplice e geniale, perché sfrutta gli onnipresenti telefoni cellulari 3G, diffusissimi in Kenya anche tra le persone più povere.

[ da La stampa ]

Anche grazie a questi studi tecnologici il continente africano potrà finalmente sollevarsi da continue tragedie e lotte tribali,dove l'uomo bianco c'ha messo sempre lo zampino.

Mi auguro che il nuovo secolo possa suggellare finalmente il cambio di tendenza.

@ Dalida @

Paolo Berlusconi,l'ultima "vittima" delle intercettazioni telefoniche


Le telefonate con Balducci: e alla fine via libera all’affare Tutor in autostrada
di Marco Lillo


Paolo Berlusconi ha ottenuto quello che desiderava dalla “cricca” che governava la Protezione Civile. Non solo quando chiedeva la nomina di un architetto amico ma anche quando premeva per l’autorizzazione di un apparecchio che schiude un mercato che vale milioni di euro. Stiamo parlando del tutor, l’odioso sistema di rilevazione della velocità automobilistica, che costa molti soldi agli automobilisti indisciplinati ma salva molte vite. Finora l’unico sistema esistente è il Sicve della Autostrade Spa dei Benetton, installato su 1.500 chilometri di autostrade. Restano fuori 500 chilometri di rete più il grande mercato delle statali, provinciali e superstrade dove oggi regna incontrastato l’autovelox. Le società che producono e offrono questi apparecchi in affitto ai comuni e agli altri enti pubblici guadagnano milioni di euro fatturando una percentuale delle multe. Per entrare in questo mercato bisogna prima disporre della preziosa omologa dello Stato. L’operatore che si presenta per primo a proporre il suo dispositivo omologato è in pole position per guadagnare milioni mentre gli altri dovranno accontentarsi dei resti. Uno dei passaggi fondamentali per l’approvazione è il via libera del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, presieduto proprio da Angelo Balducci. Il braccio destro di Guido Bertolaso nella gestione dei grandi eventi, per i quali è stato arrestato dal gip di Firenze, anche grazie alla stima di Bertolaso era stato nominato a presiedere il massimo organo tecnico del ministero. E ovviamente quando nell’autunno del 2008 lo chiama Paolo Berlusconi per un affare che gli interessa, quello del “Celeritas”, come si chiama questo sistema di rilevazioen della velocità, si mette a disposizione. La questione è riportata ai pm di Firenze dal Ros dei Carabinieri in un’informativa dell’ottobre 2009: “il primo pomeriggio del 30 ottobre, Paolo Berlusconi chiede ad Angeo Balducci di interessarsi presso la quinta Sezione del Consiglio Superiore dove deve essere esaminata la proposta di un dispositivo Tutor presentato dall’impresa Engine Srl con sede a Viterbo e amministrata da Dionisi Angelo nato a Vetralla nel 1975”. Ecco quello che dice Paolo Berlusconi a Balducci: 'Senti, oggi dal Ministero dei Trasporti un certo ingegner Mazziotta fa il relatore al Consiglio Superiore, alla quinta sezione di una proposta per un dispositivo tipo Tutor presentato dalla Società Engine. Ecco,. è possibile guardarlo, diciamo, non rinviarlo'.
Balducci assicura il suo interessamento: 'Sì adesso io chiamo e vedo come sta la cosa e ti richiamo subito'”. Paolo Berlusconi è raggiante: “perfetto! Grazie molte...ciao, grazie”.
Paolo Berlusconi richiama altre tre volte ma risponde l’autista di Balducci perché il suo capo è impegnato alla Protezione civile. A quel punto Berlusconi jr pensa bene di rivolgersi a un altro presunto corrotto che poi sarà arrestato dal Gip di Firenze. Continua il Ros: “alle 20 e 31 Paolo Berlusconi richiama l’ingegnere Fabio De Santis (soggetto attuatore dei cantieri del G8 nei quali lavorava un architetto raccomandato da Paolo Berlusconi, Giovanni Facchini, ndr) e premettendo che non riesce a mettersi in contatto con Angelo Balducci, gli chiede di interessarsi: 'senti ti pregherei di incaricarti di questa cosa .. io ci tengo ... ma con Angelo non riesco a mettermi in contatto ed avere una risposta ...fra una settimana va in quinta Commissione l'esame di alcune omologazioni, ne ho parlato con lui ... ma mi ha detto che avrebbe cercato di farla discuetere, girarla fuori dal mazzo e discutere la settimana scorsa - ma poi appunto non mi ha detto nulla - l'omologazione di questa società che si chiama Engine se puoi prendere nota'”. Ma a Paolo Berlusconi non basta. Visto che c'è, ricorda anche a De Santis l'incarico dell'amico architetto: “allora lì ti chiedevo di sottolineare ad Angelo che Giovanni non ha avuto ancora nessun incarico per quanto riguarda quel lavoro che sta già facendo”. E De Santis pronto: “guarda questo lo curo personalmente ma considera come se ce l'avesse già in tasca”. La solita efficienza della banda Balducci. Scarsi nella consegna dei lavori ma precisi come svizzeri quando si parla di raccomandazioni. Ecco come continua la ricostruzione del Ros, “Nel primo pomeriggio del giorno successivo l’ing. De Santis informa Paolo Berlusconi che ha avuto assicurazione dal presidente Balducci, che entrambe le questioni (quella riguardante la Engine e quella riferita all’arch. Giovanni Facchini sono assolutamente sotto controllo“: 'ciao Paolo... allora ti volevo rassicurare che ho parlato con il Presidente e mi ha detto che quando vi siete sentiti quel giorno alle due 2 ... lui non ha fatto in tempo ... perchè la riunione era già iniziata ha preso sotto tutela tutto e quindi mi
ha detto di dirti ... ce l'ha lui sotto controllo tutto quanto ... per la questione Giovanni ti avevo già rassicurato ... quindi veramente tutto a
posto”. Paolo Berlusconi non molla l'osso. Il 18 novembre spedisce un sms a De Santis: “Caro fabio ti ricordo la v commissione ... per omol. .. Mi fai sapere...? Grazie e scusa ... Paolo”. De Santis risponde a stretto giro: “tutto a posto domattina ti faccio sapere immediatamente”. Mai come in questo caso il tempo è denaro e il Ros annota: “Paolo Berlusconi richiama ancora per dire che vi è la necessità di far esaminare dalla commissione la richiesta della societa Engine”. Passano tre settimane e la questione torna di grande attualità. Ancora il Ros: “Il 12 dicembre De Santis informa Paolo Berlusconi che la commissione si riunirà entro pochi giorni e che la situazione è seguita 'senti volevo avvertirti che la prossima settimana ci sono sedute e. che è tutto sotto controllo'. E Paolo Berlusconi risponde: 'se mi fa la cortesia, è una piccola cosa ma urgente'”. Da quel momento segue tutto De Santis. Il grande giorno arriva il 18 dicembre: “Paolo Berlusconi ricontatta De Santis: 'ho saputo adesso dai miei informatori che oggi ci dovrebbe essere un altro consiglio in cui esaminano quelle omologhe'. La risposta di De Santis, sebbene sempre tranquillizzante, è ancora interlocutoria 'comunque tu stai tranquillo perché...stai tranquillo ...stai tranquillo che ti aggiorno'”. I Carabinieri non hanno seguito fino alla fine la storia. Lo ha fatto “Il Fatto Quotidiano” scoprendo che, ovviamente, il sistema di controllo della velocità che tanto interessava a Paolo Berlusconi è stato approvato. Qui accanto pubblichiamo il decreto del ministero delle infrastrutture del 12 marzo del 2009 nel quale si legge “l'approvazione del dispositivo Celeritas della Engine Srl ha validità ventennale”. Un decreto che schiude per 20 anni alla società degli amici di Berlusconi jr un grande business che può valere milioni di euro. E che non sarebbe stato ottenuto se il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici diretto da Angelo Balducci non avesse dato il suo via libera. Il direttore generale che firma il decreto, infatti, premette che lo fa “visto il parere reso nell’adunanza del 18 dicembre 2008, trasmesso a questo Ufficio in data 19 febbraio 2009”. Proprio la
riunione di cui parlano De
Santis e Berlusconi jr al telefono. Il decreto era stato seguito fino alla sua venuta alla luce con amorevole attenzione da parte di Paolo Berlusconi. Lo racconta sempre il Ros: “nel pomeriggio del 27 gennaio gennaio 2009, Paolo Berlusconi chiede che venga risolto un problema procedurale sempre riferito alla omologazione del tutor: 'bene innanzi tutto complimenti … congratulazioni ... (per la nomina a Provveditore della Toscana Ndr) bene bene bene sono contento che sei contento...senti una piccola questione sempre relativa a quel discorso dell'omologa che mi hanno detto è
stata … diciamo… deliberata ... adesso c'è questo problema... era non hanno raccolto la firma di un facente parte della Commissione che l'aveva approvata ... diciamo nella volta precedente ... adesso siccome mancava un documento glielo hanno chiesto e glielo mandano e però loro dicono ‘be' adesso prima del prossimo consiglio passa un mese’”. De Santis ovviamente risponde di non preoccuparsi: “no, no... io l'ho intercettata per cui stai tranquillo che non è così… già ci siamo mossi in questo senso per cui stai tranquillo … è sbloccata assolutamente'”. E infatti il decreto arriva. Peccato che qualcun altro, intercettava lui.


Nasce il misfatto,ogni domenica in edicola o in abbonamento insieme al Fatto quotidiano,senza costi aggiuntivi


Se ancora qualcuno non aveva capito,come mai vi sia la corsa a perdi fiato verso il forte ridimensionamento delle intercettazioni telefoniche,l'unica forma investigativa per poter indagare sul diffuso malaffare italiano,la notizia fresca,fresca di oggi,ne è un ulteriore testimonianza.

L'ultima vittima illustre,si fa per dire,è il fratello minore in tutti i sensi del "divino"!!!

&& S.I. &&