domenica 21 febbraio 2010

Ushahidi,il software salvamondo made in Kenia




di ROBERTO GIOVANNINI

Se gli abitanti di Washington DC travolti dallo Snowmaggedon vogliono sapere quali strade bisogna evitare per non restare impantanati devono ringraziare dei programmatori e dei «citizen journalists» kenyoti. Sempre loro sono gli inventori del sistema che dopo il terremoto ad Haiti veniva utilizzato dagli operatori umanitari per visualizzare in tempo reale i luoghi di maggiore emergenza. Di quello attraverso il quale si potevano denunciare i brogli elettorali alle elezioni federali messicane, o verificare i risultati del voto indiano. Di quello che forniva informazioni e notizie durante la cruenta invasione israeliana della Striscia di Gaza. Di quello che si sta sperimentando all’Università Orientale di Napoli per denunciare i roghi clandestini di immondizia.

A Nairobi è nata Ushahidi, una piattaforma digitale universale che serve a monitorare ed aggregare le informazioni in situazioni di crisi. Ushahidi - che in swahili significa «testimone» - tecnicamente è una piattaforma software di geolocalizzazione via Web scritta in codice open source. Dunque disponibile per chiunque la voglia utilizzare e modificare per le esigenze più diverse. E’ stata realizzata per la prima volta in Kenya all’inizio del 2008, nel momento più terribile degli scontri etnico-politici che hanno insanguinato il Paese est-africano dopo le contestatissime elezioni del dicembre 2007. Si era sull’orlo della guerra civile, con bande scatenate di assassini che attaccavano persone colpevoli di essere dell’etnia «sbagliata» nel posto sbagliato. In quei giorni era stata sospesa la programmazione radio e tv e chiusi i giornali, e Ushahidi - messo in piedi in pochissimi giorni da un collettivo di giornalisti-cittadini, informatici, bloggers a cavallo tra Africa, Usa ed Europa - diventò uno dei pochissimi modi per sapere cosa stava veramente succedendo in giro. Il sistema è semplice e geniale, perché sfrutta gli onnipresenti telefoni cellulari 3G, diffusissimi in Kenya anche tra le persone più povere.

[ da La stampa ]

Anche grazie a questi studi tecnologici il continente africano potrà finalmente sollevarsi da continue tragedie e lotte tribali,dove l'uomo bianco c'ha messo sempre lo zampino.

Mi auguro che il nuovo secolo possa suggellare finalmente il cambio di tendenza.

@ Dalida @

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