giovedì 30 giugno 2011

Uccidere per futili motivi




[ Massimo Gramellini ]


E CHE SARA' MAI


«Stavo passando di lì, ho dato solo du’ pugni e me ne sono andato via. E che sarà mai...». Un balordo che pesta a sangue uno sconosciuto per la strada ovviamente non fa testo. Però il mantra difensivo risuonato sulle sue labbra, quel «e che sarà mai...» che giustamente indigna tanti lettori, è la spia di una mentalità diffusa, di un abbassamento collettivo della guardia. Ricostruiamo i fatti. La vittima è un musicista di Roma che, dopo aver suonato in un locale fino a tardi, si ferma a chiacchierare con gli amici fra i vicoli del centro storico. E’ notte fonda e nelle case che incombono sulle loro teste la gente dorme. I conversatori dovrebbero mettersi nei panni dei residenti, aver rispetto del loro riposo: in fondo li hanno già martellati per ore con la musica. Ma qualcuno è ancora così ingenuo da pensare alle esigenze degli altri? «Avevamo voglia di fare un po’ di casino, e che sarà mai...». Poi la scena precipita: un vecchio bizzoso si affaccia dalla finestra agitando il bastone, irrompe una banda di attaccabrighe e la tragedia prende forma: «Solo du’ pugni, e che sarà mai...».

Pensate a quanti, fra coloro che dovrebbero darci l’esempio, pronunciano questa frase ogni giorno. L’ex magistrato che tratta col contrabbandiere l’acquisto di un orologio rubato, e che sarà mai... Il deputato condannato per mafia, e che sarà mai... L’evasore fiscale che ruba allo Stato, cioè ai pensionati e ai malati, e che sarà mai... L’elenco continuatelo voi. Servirebbero corsi accelerati di educazione civica. Il problema è trovare gli insegnanti.




Direi uno stato sociale paragonabile ad una maionese impazzita,l'egoismo imperante pazientemente coltivato nel mondo mediatico,ovvero la corsa verso il successo senza farsi scrupoli,ha creato piccoli e grandi mostri di cui tutti facciamo parte,sono cicli epocali che dureranno molto tempo,si trasformeranno in positivo,spero!

&& S.I. &&

Santoro e La7,la trattativa saltata



[ dall'inserto satirico ]

”Siamo di fronte ad una nuova, eloquente e inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse”. Michele Santoro non ha dubbi sulle motivazioni che hanno spinto La7 a interrompere con lui le trattative. “Un accordo praticamente concluso – prosegue il giornalista -, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale. Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 ad ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.

Già il 16 giugno, intervenendo al programma radiofonico “Un giorno da pecora“, in modo un po’ criptico, Santoro aveva fatto riferimento alla sostanziale mancanza di libertà di Telecom. ”Improvvisamente – spiega oggi il giornalista – ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione”.

“Ricordiamo a tutti – aggiunge Santoro – che il dottor Stella, amministratore delegato di Ti media aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva nessun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Un programma che, tra infinite difficoltà e attacchi di ogni tipo, è sempre stato realizzato in completa autonomia”. Inevitabile allora chiedersi: “Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse ad impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”

“Per tornare a crescere – conclude Santoro – l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di Tuttiinpiedi, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia”.

Intanto, dopo l’annuncio dello stop alle trattative con Santoro, il titolo Ti Media scivola in borsa cedendo il 3,9% per cento a 0,21 euro.

E sul mancato arrivo di Santoro sulla rete per la quale lavorano, Gad Lerner ed Enrico Mentana si dicono “dispiaciuti” e si chiedono la ragione dell’annuncio dello stop augurandosi che la trattativa possa riprendere. Non solo – spiegano all’Ansa – perché la sua è una voce importante nel panorama della libera informazione, ma anche perché siamo convinti che una trattativa condotta più sobriamente avrebbe limitato le interferenze esterne, comunque inaccettabili, e favorito un accordo professionale basato sui principi dell’autonomia e della lealtà reciproche, già vigenti a La7. Ci chiediamo, inoltre: che bisogno c’era – dicono ancora Lerner e Mentana – di decidere e annunciare con questa fretta lo stop alla trattativa con Santoro? Ci auguriamo che si possa riprendere più serenamente il filo della trattativa nell’interesse di tutti, come suggeriscono le ragioni del libero mercato”.

Non si sono fatte attendere le reazioni politiche. ”Non sappiamo se risponde al vero la notizia dell’interruzione delle trattative tra Telecom e Michele Santoro e non sta a noi entrare nel merito. Tuttavia, se fosse vero, sarebbe quanto mai opportuno che il gruppo dirigente della Rai riconvocasse immediatamente il conduttore e la sua squadra ed accogliesse la disponibilità piu volte manifestata a rientrare perfino al costo di 1 euro”, scrivono in una nota il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti e il senatore Pd Vincenzo Vita.

Critico anche il portavoce dell’Italia dei Valori, Leoluca Orlando: ”La notizia del mancato accordo tra Santoro e La7 è la conferma che il regime berlusconiano sta vivendo gli ultimi pericolosi colpi di coda. E’ chiaro a tutti che l’editto bulgaro emanato dal presidente del Consiglio nei confronti di trasmissioni sgradite a Palazzo Chigi come ‘Annozerò non solo è ancora in vigore, ma ha ormai superato il duopolio Rai-Mediaset”.

Contro il ‘santone Santoro’ si scaglia invece il vicepresidente dei deputati del PdL, Osvaldo Napoli: ”La notizia delle trattative saltate fra Michele Santoro e Ti Media può sorprendere gli sprovveduti. Siamo in presenza della vendetta della realtà nella quale il “santone” Santoro è stato brutalmente richiamato”. “Trovare un altro editore libero come la Rai non sarà facile per Santoro – prosegue Napoli -. Una Tv che ti lascia fare il bello e il brutto non è semplice. Santoro ha sempre sostenuto di aver dato alla Rai molto di più di quanto ha ricevuto. Si chiederà ora perchè mai La7 rinuncia a tanta grazia di introiti?”



Dubitavo fortemente che la7 fosse un’oasi felice,infatti d’avere in palinsesto personaggi come Santoro,Travaglio,Vauro,più i temi ricorrenti delle “normali” puntate di Santoro,evidentemente hanno fatto si di chiudere la trattativa.

Non c’è problema,Rai per una notte e Tutti in piedi,hanno dimostrato che più reti e il web possono consentire la vera informazione libera.

Alternative ce ne sono a iosa!

No problem

&& S.I. &&

mercoledì 29 giugno 2011

Quant'è bella la casta per Rotondi






[ di Massimo Gramellini ]


La Casta s'è desta


Anche la Casta ha il suo «indignato», disposto a scendere in piazza contro il governo che vorrebbe dare una timida sforbiciata a stipendi, pensioni e autoblù degli onorevoli. È Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del programma, che ha spiegato a «Libero» il programma che intende attuare: la difesa dei propri privilegi. Questo il succo del pensiero rotondeggiante. Quale bel risultato si otterrebbe se passasse l’idea infausta di Tremonti, che intende ridurre la pacchia per gli eletti del popolo? Uno solo: innervosire gli eletti, i quali per ripicca affosserebbero il governo poltronicida e ne edificherebbero subito un altro, più disponibile a tutelare l’unico vero patrimonio di interesse nazionale: il loro. Quanto al popolo, ci detesta a tal punto che continuerebbe a detestarci anche se adeguassimo la nostra paga a quella di un operatore di call center. E allora, insulti per insulti, tanto vale prenderseli avendo la borsa piena. Col piglio del leader, Rotondi passa dall’analisi alla strategia: «Teniamoci buoni i mille parlamentari. Non possiamo dargli l’aumento (e qui par di sentire la voce del ministro incresparsi in un fremito di dispiacere) ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare alla fine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare».

È l’unica falla del ragionamento. Perché noi ci dimenticheremmo di loro anche volentieri. Sono le cose che dicono ogni giorno al telefono e nelle interviste a renderli, purtroppo, indimenticabili.

Rotondi,il sopravvissuto democristiano,pare come quel militare giapponese nell'isola sperduta che crede ancora all'evolversi della guerra.Qualche tempo fa affermò che un politico può dichiarare un giorno un concetto e affermarne uno contrario poco dopo.Come diceva Totò "Mi faccia il piacere" tze!Peccato che lo votino,mannaggia...

&& S.I. &&

Pancho Pardi-Vendola:Il botta e risposta sulle strategie politiche



Vendola,quale sinistra vuoi?

di Pancho Pardi
   Caro Nichi,
   da tempo sostieni che il centrosinistra deve individuare i propri candidati con le primarie. Tu stesso hai raggiunto un successo da molti imprevisto nelle primarie di Puglia, cui è seguito un successo altrettanto imprevisto nella competizione per la presidenza regionale. Faccio parte dei milioni di cittadini che hanno gioito sinceramente per la tua doppia vittoria.
   Ora ti sei candidato per le primarie a leader del centrosinistra. Va benissimo. Ma ti prego di far sapere a tutti i cittadini interessati a quale centrosinistra ti riferisci. Il centrosinistra naturale, incardinato su Pd, Sel e Idv? O quello snaturato, basato su Pd, Terzo polo e Sel, con l’esclusione dell’Idv?
   Hai spesso parlato della necessità di battere non solo Berlusconi, ma anche il berlusconismo: preferisci come alleato chi si è battuto fin dal primo istante su questo fronte o chi per lunghissimi anni ha sorretto il protagonista dell’anomalia italiana e si è deciso a lasciarlo solo dopo che ha capito che non veniva nominato erede?
   Ti sei impegnato nella battaglia referendaria: preferisci allearti con chi l’ha promossa e condivisa dall’inizio fino al memorabile successo o ritieni possibile allearsi con chi ha praticato un cauto agnosticismo o addirittura avversato i quesiti?
   Riesci a immaginare una concordia programmatica con chi ha scarso interesse per i beni comuni o con chi ne ha fatto oggetto di azione corale?
   Immagini di andare d’accordo con chi ha sempre sostenuto la laicità dello Stato o con chi esibisce rapporti speciali con l’oltre Tevere? Insomma Nichi, pensi a un vero centrosinistra o a un neocentrismo un po’ confindustriale e un po’ guelfo? A Napoli avevi preferito appoggiare il candidato Pd, ma poi hai preso atto che la cittadinanza napoletana aveva fatto a larga maggioranza un’altra scelta. Spero che non accadrà mai, ma se il Pd ti chiederà di allearti col Terzo polo, escludendo l’Idv, che farai?





Caro Pancho, prenditela con Di Pietro
Il presidente Sel risponde alla lettera aperta del senatore Idv Pancho Pardi pubblicata domenica sul Fatto

di Nichi Vendola
   Caro Pancho,
   la tua lettera al Fatto di qualche giorno fa mi offre l’occasione per ribadire quello che sostengo da molto tempo e che, anche quando ero l’unico a porre questa questione, ha costituito il punto di riferimento della mia iniziativa. Devo dirti che trovo un po’ curioso il fatto che tu rivolga a me la tua preoccupazione sulla natura del centrosinistra che verrà mostrando una qualche incertezza sul mio pensiero su questo punto. Ho sempre ripetuto che per battere Berlusconi e la sua destra sia necessario porsi il problema di battere il berlusconismo, di mettere in crisi l’egemonia culturale su cui ha costruito il suo consenso.
   Perché questo obiettivo possa essere conseguito, sono convinto che sia necessario lavorare fin da ora (anzi da ieri) a una proposta di governo il cui segno sia esplicitamente alternativo a quello che ha dominato questi lunghi anni di buio e che oggi mostra i primi segni di cedimento. Si tratta di costruire una proposta che non si limiti a dire no alla precarietà, ma che dica anche come facciamo a combatterla, magari cominciando dall’abolizione della legge 30 e dalla ridefinizione di un patto con un’intera generazione oggi condannata a un eterno presente privo di qualsiasi prospettiva di futuro. Si tratta di fare della difesa e della valorizzazione dei beni comuni il punto di riferimento di questa prospettiva e di scegliere in modo deciso la strada delle energie alternative come strumento di difesa dell’ambiente e di sviluppo del territorio. Si tratta di rimettere al centro la democrazia nelle Istituzioni come nel mondo del lavoro. Insomma, si tratta di sottrarre la nostra discussione a quell’insopportabile dimensione nella quale la rappresentazione di sé prende il posto del confronto sul merito delle questioni.
   Nello stesso modo ho proposto e propongo che oggi e non chissà quando si decida insieme di celebrare, attraverso le primarie, un percorso aperto e partecipato con cui scegliere non solo la leadership, ma anche il profilo politico 
e culturale della nostra proposta.
   Ovunque lo si è fatto (salvo Napoli dove comunque il profilo che più chiaramente ha proposto una svolta, quello di Luigi De Magistris, ha ottenuto uno straordinario risultato) abbiamo ottenuto vittorie importanti, in qualche caso addirittura straordinarie.
   Con i Pisapia e gli Zedda, non hanno vinto i “candidati alla Vendola” (per citare il segretario 
del tuo partito), ma una idea della politica e della costruzione concreta dell’alternativa. È in queste vittorie e nello straordinario risultato dei referendum (di chi li ha con coraggio promossi, di chi li ha sostenuti, di chi vi ha lavorato con passione e determinazione come l’esperienza dei comitati ci insegna) che dobbiamo cercare la strada.
   Come dovresti sapere, non ho mai condiviso l’impostazione che una parte del Pd ripropone ritualmente sul tema delle alleanze. Considero del tutto sbagliata l’idea che l’ingegneria delle alleanze, un po’ più al centro, un po’ più moderati, possa condurci alla vittoria. Anzi sono convinto che l’idea che ha accompagnato gli anni del bipolarismo italiano fatta di neocentrismo e di attenzione a tutto tranne che al merito delle questioni abbia avuto un ruolo per nulla secondario nella lunga serie di sconfitte che abbiamo alle spalle. Non l’ho condivisa anche quando nella mia regione, alla vigilia delle ultime elezioni, il tema dell’allargamento al centro come condizione necessaria e preventiva era posta non solo dal Pd, ma anche dal tuo partito. Allora come oggi ho sempre risposto che nessuna coalizione alternativa può nascere dai veti, agiti o subiti che siano.
   Per questo, anche oggi, penso che dobbiamo fare tutti un passo avanti. Anche quando su di me si concentrano polemiche che francamente trovo un po’ fumose. Anche quando il segretario del tuo partito dichiara che vanno bene le primarie, ma senza candidati alla Vendola... che significa?
   Io davvero non l’ho capito. Tuttavia, la priorità non è questa e quindi continuerò a lavorare perché il centrosinistra che verrà sia capace di proporre al Paese una prospettiva utile per uscire dalla crisi in cui versa. Un abbraccio.






Potrò sbagliarmi ma a livello programmatico le idee di Vendola e del suo gruppo Sel,non potranno mai essere compatibili con il terzo polo,sono agli antipodi praticamente su tutto.
Un carrozzone che andasse da Casini a Vendola non potrà mai essere proponibile,mi chiedo al contrario se al ducetto molisano possa andare bene la figura del segretario del Sel,ha già fatto sapere che non lo vuole manco come candidato alle primarie,per condurre da potenziale Premier la coalizione del Csx alle prossime elezioni.

Fossi al posto del buon Pardi,mi preoccuperei delle uscite del suo Presidente,meglio guardarsi intorno caro Pancho!

&& S.I. &&

martedì 28 giugno 2011

I misteri delle stragi italiane



[ di Massimo Gramellini ]

Lo Stato a strati

Trentun anni da Ustica e come ogni anno ritornano le rivelazioni, gli appelli, i riassunti delle puntate precedenti di uno strazio infinito, parte dell'intricato feuilleton che era l'Italia di quei tempi certo non migliori di questi. Prima, durante e dopo il DC-9 inabissatosi in mare (i pinocchi di Stato parlarono di «cedimento strutturale») ci furono la bomba alla stazione di Bologna, la lista P2, la morte di Calvi, il rapimento di Emanuela Orlandi, i delitti Ambrosoli, Pecorelli e Dalla Chiesa, in un turbinio di gangster, doppiogiochisti, terroristi interni e internazionali, agenti «in sonno» e altri fin troppo svegli. Migliaia di pagine d'inchiesta non sono bastate a suturare nemmeno una di queste ferite della memoria collettiva. Su Ustica, fra un baciamano e l'altro, fra un bombardamento e l'altro, si sarebbe potuto almeno chiedere qualche delucidazione a Gheddafi, che la sera del 27 giugno 1980 pare volasse da quelle parti. Invece muri di gomma e facce di bronzo.

Intendiamoci. Ogni nazione ha i suoi misteri insoluti: in America ancora si discute sui mandanti dell'assassinio di Kennedy e sui presunti alieni caduti nel New Mexico. Anche lì si pensa che il Potere tenga nascosti pezzi di verità. Ma nelle nazioni più serie il Potere coincide con lo Stato: istituzioni politiche e forze armate. Invece da noi a reggere i fili del mistero sembrano esserci delle cricche perennemente in lotta o in combutta fra loro. Mafie, consorterie, piccoli Stati cresciuti dentro lo Stato fino a corroderlo e a trasformarlo nell'esile fondale di una recita che si svolge dietro le quinte e proietta sul palco soltanto le ombre.

Aggiungo Piazza Fontana,Piazza della Loggia,la strage dell'Italicus.Caro Gramellini,sono troppi i misteri italiani ben occultati,non è un paese democraticamente nitido,anzi,quando Cossiga dichiarò candidamente che organizzava infiltrati provocatori nei cortei,è tutto dire!

&& S.I. &&

lunedì 27 giugno 2011

La corda spezzata della Lega sul Ticino

Attentato della solita sinistra,o forse più probabilmente sprovvedutezza nella scelta della corda,acquistata magari in un Hard-discount?





O forse non ci sono più le corde d'un tempo,messaggio subliminale al caimano!Sperando che i padani non si facciano più male....


[@#& blog Freedom &#@]

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì,Tav e situazione carceri



Il testo integrale dell'intervento

Buongiorno a tutti, oggi vi volevo parlare della situazione nelle carceri e ne parleremo, ma la cronaca degli ultimi minuti, delle ultime ore ci porta per qualche momento appresso alle vicende del Tav, del treno a alta velocità per il trasporto veloce delle merci per il quale ostinatamente, pervicacemente, psichiatricamente come si dicono ormai i Ministri e i vice Ministri uno con l’altro il nostro governo e gran parte della nostra opposizione stanno militarizzando la Valle di Susa e altre valli del Piemonte per costringere la gente a subire un’opera inutile, dannosa, costosa, inquinante, criminale, per certi versi, che non porterà alcun beneficio all’economia italiana, anzi porterà molti danni sia alle nostre tasche, sia alla salute di chi abita nelle vicinanze.

Lo Stato contro i cittadini

Questa notte c’è stato “l’ultimo” scontro come siamo abituati a sentirlo chiamare dai telegiornali e dalla stampa di regime, in realtà c’è stata una militarizzazione ulteriore della valle e alla Maddalena si è arrivati alle mani
Si è arrivati ai manganelli, al lancio di oggetti tra una popolazione esasperata da una minaccia così catastrofica come quella di un cantiere di 15/20 anni che avvelenerà chiunque abiti nei dintorni e i poliziotti che sono stati purtroppo mandati a presidiare ditte private che hanno vinto appalti tutt’altro che in maniera trasparente, come vedremo tra un attimo, affinché possano iniziare i lavori in tempo per, ci spiegano, non perdere i preziosi finanziamenti europei, come se i finanziamenti europei li dovessimo prendere per forza, se l’Europa un giorno decidesse di finanziare una fabbrica che spara merda sulla gente noi cosa facciamo, soltanto per prendere i finanziamenti europei spariamo merda sulla gente? Che senso ha questo totem dei finanziamenti europei? Bisognerebbe andare a vedere i finanziamenti per cosa, se ci servono, se lo scopo ci interessa o non ci interessa, gli abitanti hanno deciso che non vogliono quell’opera.
Gli italiani se chiamati a un referendum e debitamente informati non vorrebbero quell’opera, ormai è chiaro qual è l’orientamento degli italiani a proposito di questo modello di sviluppo che risale agli anni 70/80 fatto di opere elefantiache, fatto di cemento, di asfalto, di progetti faraonici che non hanno più alcun senso nel terzo millennio, eppure questo governo di morti e questa finta opposizione di morti, continuano a far combattere le loro guerre dagli altri, continuano come diceva Ricucci “a fare i froci con il culo degli altri” con quello dei poliziotti costretti a atteggiarsi in assetto antisommossa e dall’altra parte la popolazione è costretta a scontrarsi con questi poliziotti, sono entrambi vittime di una guerra che nessuno che abbia un minimo di cervello vuole, tranne coloro che hanno interessi a prendere quei soldi e forse a spartirseli, spesso capita che si dia per scontato che si fa una certa opera pubblica e come avviene nel 90% dei casi in Italia quando parte un’opera pubblica ci sono le tangenti, se poi quell’opera pubblica per qualche intoppo si blocca, chi ha preso le tangenti è beh, o la restituisce oppure deve garantire che quell’opera riparta, non vorrei che in futuro si scoprisse che anche per il Tav, come in tanti altri casi è accaduto questo, da un certo punto di vista me lo auguro che sia accaduto questo, perché almeno avremmo una spiegazione logica sul perché, a proposito di un’opera così assurda, così impopolare tutti i partiti si accaniscono al costo di militarizzare una valle per anni, a sostenere una cosa che tanto varrebbe lasciar perdere, che interesse c’è a trasformare la Maddalena, la Valle di Susa, le zone del Tav in un campo di battaglia permanente? Che interesse possono avere i partiti a far menare la gente che protesta, a farla sgomberare, non ora, tante altre volte in passato e chissà quante altre volte in futuro? Che altro interesse possono avere? O sono stupidi oppure c’è qualcosa che non ci dicono, l’idea che siano innamorati del progetto del Tav è un’offesa troppo sanguinosa all’intelligenza media delle persone perché ci possono credere, sia come sia a rappresentare nei tavoli istituzionali le ragioni del Tav c’è tra gli altri un certo Paolo Comastri che non è mica un passante, è il Direttore generale della società che vuole costruire il tunnel dentro la montagna, la società si chiama LTF (Lyon Turin Ferroviaire) questo Paolo Comastri un mese fa è stato condannato a 8 mesi di reclusione in Tribunale in primo grado a Torino per turbativa d’asta per avere cercato di pilotare l’appalto per la costruzione della discenderia di Venaus che è una delle cose propedeutiche alla costruzione del tunnel, questo Comastri per conto della Ltf ha dato delega ai suoi legali per chiedere i danni in sede civile a alcune persone che si oppongono da anni alla costruzione di quel mostro, pare che abbia chiesto loro 228 mila Euro.
Bene, uno che viene condannato per turbativa d’asta, dovrebbe scomparire dai tavoli istituzionali, nessun politico, nessun Sindaco, nessun rappresentante del Governo, della Regione, della Provincia, del Comitato di quartiere dovrebbe più sederglisi accanto, perché? Perché non è stato mica condannato per furto di bestiame, è stato condannato in primo grado per il momento, sulla base di intercettazioni telefoniche che se andate a cercare il pezzo di Barbacetto sul sito di Società civile sono molto eloquenti, riguarda proprio l’appalto per il Tav – truccato – e quindi come possono i politici e gli amministratori pubblici discutere di queste cose con uno che ha fatto queste cose? Vedete che c’è qualcosa che non ci viene spiegato ma che ragionando e mettendo insieme qualche collegamento, qualche nesso, collegando i puntini, il disegno viene fuori e molto spesso è un disegno a forma di mazzetta, o almeno di turbativa d’asta.
Naturalmente bisognerebbe sempre mantenere i nervi saldi, bisognerebbe che tutte le migliaia di persone che manifestano tenessero le mani a posto, non è facile devo dire per chi vive in quei posti e per chi vede minacciata la vita propria e dei propri figli e dei propri nipoti restare tranquilli, noi dobbiamo sempre raccomandare a tutti di stare tranquilli per non dare pretesti e per non far male a nessuno, ma un giorno o l’altro a qualcuno potrebbe anche venire il dubbio che lanciare qualche oggetto faccia meno male che provocare tumori o dissesti polmonari con un cantiere che disperderà, non si sa ancora, quali sostanze minerali scavando 50 chilometri dentro una montagna e altri 20 chilometri dentro a altre montagne in uno spazio molto ristretto di poche decine di chilometri. Quindi non bisogna lanciare i sassi, ma bisogna fare di tutto perché quel tunnel non si faccia, io credo che quel tunnel non si farà mai e credo anche che questa sia la migliore dimostrazione che a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca come diceva un politico infame ma molto navigato.
Perché lo sanno anche i politici che difendono a spada tratta il Tav, che quel Tav non si farà mai, a meno che non pensino che lo Stato italiano possa militarizzare la Maddalena, la Valle di Susa e tutte le località coinvolte nel tracciato per i 15/20 anni del cantiere, cosa assolutamente impossibile, anche le emissioni di guerra in Iraq e in Afghanistan, una è già finita in Iraq, l’altra finirà l’anno prossimo in Afghanistan, non reggono per più di 10 anni, potete immaginare che noi avremmo l’esercito, i caccia bombardieri, gli elicotteri che volteggiano, i carri armati per proteggere le ruspe a dispetto della popolazione locale? Mi auguro, dato che siamo dei democratici, che la gente si ricordi i nomi e i cognomi e le sigle di partito di quelli che hanno plaudito alla militarizzazione della valle, costringendo i poliziotti e i cittadini a farsi del male in una guerra che non è la loro, combattuta da altri sulla loro pelle, che si ricordino il Pdl, che si ricordino il PD, che si ricordino l’Udc e il Polo di centro e che si ricordino la Lega, quella padroni a casa nostra, quella “il popolo sovrano” quella “il federalismo” bene, questi cialtroni stanno sputando sul popolo sovrano, sulle piccole patrie, sulle comunità locali imponendo da Roma, se non da Bruxelles, una cosa che si dovrebbe fare solo e esclusivamente con il consenso delle popolazioni, prima si trova il consenso delle popolazioni, poi si fa l’opera esattamente come hanno fatto i francesi dall’altra parte delle Alpi, prima hanno convinto le popolazioni, hanno ascoltato le popolazioni, hanno dato alle popolazioni ciò che si poteva dare loro e con il loro consenso hanno iniziato a costruire.
Senza il consenso delle popolazioni queste opere non si possono fare, non c’è niente da fare! Non è la sindrome Nimby, non è il non in casa nostra, perché se c’è bisogno per la nostra vita di un qualcosa che pure ci dà fastidio è giusto che si faccia anche in casa nostra, per questa opera non c’è alcun bisogno, o almeno nessuno ne ha sentito il bisogno, salvo alcuni burocrati e temo alcuni tangentisti, l’unica cosa che si può fare è stare con gli occhi aperti e possibilmente essere vicini alle popolazioni che protestano, magari dato che sono pure bei posti, organizzando dei bei weekend, dei bei viaggi, andare a portare la solidarietà per uno, per due, per tre giorni a chi sta lì a presidiare anche per conto nostro, su gente ci sarà nelle prossime settimane, nei prossimi mesi, più è improbabile che questo governo di morti e questa opposizione di morti, abbiano il coraggio di continuare con i manganelli e le ruspe.


Carceri piene, governanti incapaci

Adesso parliamo di carceri, parliamo di carceri perché siccome a ogni estate da che Repubblica italiana è Repubblica italiana, siamo di fronte a un fenomeno inedito e inatteso almeno quanto il caldo e cioè il sovraffollamento delle carceri.
Naturalmente non c’è niente da ridere, chi sta in carcere accatastato in celle microscopiche maleodoranti, in condizioni di promiscuità, di disumanità non ha certamente di che scherzare, la domanda è: ma è possibile che siamo l’unico paese d’Europa che a ogni estate scopre di avere più detenuto che posti cella? Credo che siamo a 70 mila su 40 mila e passa di posti, quindi siamo arrivando al doppio! Celle che potrebbero tenere due persone ne tengono 4, ma ce ne sono anche che ne tengono 10 perché poi la disorganizzazione dello Stato italiano è nota e quindi abbiamo anche celle vuote, carceri già costruite e mai aperte e cose di questo genere. Non so voi, io ricordo da anni gente come il Ministro Alfano e prima il Ministro Mastella e prima il Ministro Castelli annunciare grandi stanziamenti, grandi investimenti nell’edilizia carceraria, grandi piani – carceri, soluzioni mirabolanti, avete mai visto costruire un canile? Se invece di scavare tunnel nelle montagne per fare opere inutili costruissero carceri, forse la pianteremmo con questa emergenza carceri, perché bisogna intendersi su quello di cui stiamo parlando, l’emergenza carceri nasce dal fatto che ci sono molti più delinquenti rispetto a quelli che possono ospitare i nostri penitenziari, non dipende dal fatto che ci sono in carcere persone che non ci dovrebbero stare, in carcere, purtroppo, ci sono persone che ci devono stare in base alle leggi della Repubblica italiana, se non piacciono si cambiano, ma in questo momento le leggi prevedono che in carcere ci stiano 70 mila persone e ringraziamo, paradossalmente il fatto che la giustizia è allo sfascio, che la gran parte dei reati cadono in prescrizione, che si riesce a acciuffare i responsabili di 1/10 dei reati che vengono commessi perché se migliorassimo un po’ l’efficienza della giustizia, noi di detenuti ne avremmo 100/120/150 mila, perché? Perché abbiamo tanti, troppi delinquenti, questo è il problema.
Avete mai sentito affrontarlo dal punto di vista giusto? Da questo? Incontestabilmente questo? No, di solito viene sempre affrontato dal punto di vista “troppi detenuti” non sono troppi i detenuti, sono troppo pochi i posti per contenerli e dato che la pena deve servire sostanzialmente a due scopi: 1) impedire al criminale di nuocere a cittadini onesti, quindi almeno per un po’ sta dentro; 2) aiutare il criminale a reinserirsi nella società, quindi a migliorarsi, non a peggiorarsi questo è lo scopo.
Non esiste la pena della tortura, noi stiamo invece infliggendo la pena della tortura ai detenuti, il detenuto deve essere semplicemente recluso, isolato se del caso, recluso in una struttura, è vietato dalle norme italiane e dalle condizioni internazionali che in quella struttura gli si infliggano dei trattamenti disumani, deve poter vivere decorosamente, dignitosamente sia pure recluso perché è stato condannato a scontare tot anni di pena, oppure perché si trova in stato di custodia cautelare per evitare che inquini le prove o scappi o minacci i testimoni o ricominci a delinquere, ci hanno sempre raccontato che siamo un paese che butta in carcere la gente prima del processo e è disumano, come abbiamo visto lo fanno anche negli Stati Uniti (vedi Strauss-Kahn) e lo fanno in tutti i paesi, perché in tutti i paesi la tendenza di chi viene preso con le mani nel sacco a scappare o a inquinare le prove o a minacciare i testimoni o a ricominciare a delinquere è molto spiccata e quindi in quei casi non resta che ficcarli dentro prima.
Naturalmente negli altri paesi c’è un grado di giudizio o al massimo due, uno di merito e l’altro di legittimità, quindi quando uno è stato condannato la prima volta nel giudizio di merito va in galera e sconta la pena e da lì eventualmente fa i suoi ricorsi alla Corte Suprema perché da noi ci dicono che abbiamo molti detenuti in attesa di giudizio? Perché magari sono in attesa del terzo grado di giudizio dopo essere stati condannati in primo e in secondo grado, o sano in attesa del secondo grado di giudizio, l’appello dopo essere stati condannati in primo grado, quindi negli altri paesi non esistendo il secondo e il terzo grado di merito non esistono i detenuti in attesa del secondo o del terzo giudizio, in attesa di giudizio è quando aspetti la prima sentenza, non la seconda o la terza, questa è la ragione per cui nelle nostre statistiche sembra che noi abbiamo molti più detenuti in attesa di giudizio degli altri, gli altri paesi hanno meno gradi di giudizio.
Abbiamo troppi detenuti rispetto ai crimini? Abbiamo detto no, ne abbiamo troppo pochi visto quanti crimini rimangono impuniti o perché non si trova il colpevole o perché il colpevole l’ha fatta franca per prescrizione. Abbiamo troppi detenuti in rapporto alla popolazione al confronto di altri paesi? No, siamo sotto la media europea, ci sono altri paesi dove peraltro si delinque di meno che hanno più detenuti di noi o pari detenuti di noi a parità di popolazione, qual è il nostro paese? Abbiamo pochi posti cella e quei pochi fanno schifo, per cui per aumentare il numero dei posti cella e per migliorare l’ambiente per i detenuti vanno costruite nuove carceri, così si potrebbe creare nuova occupazione, così si potrebbe evitare di fare opere inutili e convertire certi progetti inutili tipo in Tav su fronti più utili, tanto a parte i fondi europei, i fondi italiani che ci costerà il Tav, circa 15/17 miliardi di Euro li dobbiamo pagare noi, allora tanto vale spostarli sul bilancio dell’edilizia carceraria che tra l’altro ci provoca un sacco di guai a livello europeo perché come veniamo condannati per la lentezza dei nostri processi, veniamo anche condannati per la disumanità delle condizioni delle nostre carceri perché stiamo violando i diritti umani e su questo ha ragione Pannella, Pannella ha ragione su tutto, sull’analisi della situazione, là dove ha torto è la soluzione, l’amnistia in 50 anni, anzi ormai sono 65 di storia repubblicana abbiamo avuto tra indulti e amnistie, provvedimenti di clemenza una cinquantina di questi provvedimenti, noi adottiamo per sfoltire le carceri quella che Davigo spiritosamente chiama la soluzione scolastica: chi disturba fuori, negli altri paesi fanno due conti: quanti posti cella ci occorrono per assicurare alla giustizia quelli che in cella ci devono stare? Più o meno tot, bene costruiamo tot posti cella, può capitare che uno sbagli di 100, di 200, di 300 unità ma certamente non del 50%, noi abbiamo politici che continuano a fare leggi che producono più detenuti senza mai costruire nuove carceri neanche per sostituire quelle che invecchiate cadono a pezzi e che devono essere chiuse, quindi noi perdiamo posti cella e aumentiamo detenuti sia perché ovviamente arrivando in Italia immigrati clandestini, il numero dei detenuti aumenta perché il clandestino ha una certa predisposizione a delinquere è ovvio non ha un lavoro, non ha un’identità… viene in Italia preferibilmente perché è il paese più comodo per il criminale, del resto siamo un paese governato da criminali quindi è giusto che se l’esempio viene dall’altro, chi arriva in Italia lo segue immediatamente e nello stesso tempo perdiamo posti cella, perché la soluzione dell’amnistia è inutile? Intanto perché è diseducativa, aumenta ulteriormente ogni volta il senso di impunità che già è enorme, se si sparge la voce in giro per il mondo che l’Italia fa l’ennesima amnistia a 5 anni dall’ennesimo indulto di Mastella, centro-destra e centro-sinistra tutti d’accordo tranne la Lega, un pezzo di Alleanza Nazionale, Di Pietro e i Comunisti Italiani, se si sparge la voce che facciamo di nuovo l’amnistia ma è ovvio che l’immigrazione criminale aumenterà ulteriormente a discapito di quella dei lavoratori onesti e è ovvio che anche tra gli italiani delinquenti aumenterà il senso di impunità e cioè la convinzione che il delitto paga, perché? Perché se arrivano o un’amnistia o un indulto a intervalli regolari di pochi anni, vuole dire che tu delinquendo regolarmente tra un intervallo e l’altro la fai sempre franca è un po’ come in quella famosa commedia all’italiana dove Sofia Loren diventava manovalanza ideale per la criminalità spicciola perché sfornava un figlio dopo l’altro e quando la prendevano era sempre incinta e quindi non la potevano mai arrestare!
Quindi l’amnistia è la soluzione sbagliata, ma è la soluzione sbagliata anche perché non è la soluzione, l’amnistia svuota l’Oceano con il cucchiaino senza tenere presente che l’Oceano si rialimenta con l’ondata successiva, abbiamo visto con l’indulto, dopo 6 mesi le carceri erano di nuovo piene esattamente come prima, perché? Perché non è facendone uscire un certo numero che si sfoltisce il sovraffollamento carcerario, ma è facendone entrare un maggior numero in posti più ospitali di nuove carceri e là dove è possibile ridurre il numero degli ingressi, cercando cioè di intervenire a monte chiudendo qualche rubinetto di quelli che producono più detenuti, perché? Perché per certi reati è inevitabile che se uno viene condannato finisca dentro, perché? Perché non c’è un altro posto dove è bene che sconti la pena, ancora non l’hanno inventata un'alternativa al carcere e credo che non la inventeremo mai quando si tratta di tenere fuori dal giro personaggi pericolosi o quando si tratta di spaventare personaggi che se non avessero paura di finire in carcere diventerebbero pericolosi, il colletto bianco non puoi spaventarlo con le multe, perché? Perché è pieno di soldi e quindi le multe non gli fanno né caldo e né freddo, l’unica vera paura che può avere lo Strauss-Kahn di turno o il Tanzi di turno è finire dentro.
Non c’è un’altra pena altrettanto deterrente, il carcere, soprattutto se lungo è spesso ancora più deterrente della pena di morte, perché? Perché comunque ti devi fare giorni e giorni, settimane e settimane, mesi e mesi, anni e anni in pochi metri quadrati senza poter uscire, questo è l’effetto deterrente, non c’è un’altra pena altrettanto deterrente nei limiti naturalmente della democrazia e della dichiarazione dei diritti dell’uomo, quindi per certi tipi di reati di sangue e di soldi, il carcere è l’unico modo per fare da deterrente e per impedire a questi qua di nuocere ancora la collettività, ma ci sono delle altre situazioni nelle quali si può tranquillamente supplire con ammende, con infrazioni amministrative, depenalizzare non vuole dire legalizzare, depenalizzare vuole dire togliere dal penale e spostare sull’amministrativo, se la pubblica amministrazione funzionasse ci sono un sacco di comportamenti che vanno puniti, ma che vanno puniti con la multa, non con il carcere, per esempio. Oggi è reato penale timbrare due volte lo stesso biglietto dell’autobus della metropolitana, c’è chi timbra, cancella e ritimbra, reato penale, indagini preliminari, udienza preliminare oppure anzi di solito è un reato a citazione diretta, processo di primo grado, processo d’appello e processo di cassazione, quanto ci costa processare uno che ha timbrato due volte un biglietto da un Euro? O da 1,20 Euro? Il danno che ha fatto quanto è? 1,20 Euro, l’ha comprato la prima volta e l’ha usato la seconda, il danno alla collettività è 1,20 Euro, processarlo per avere fatto questo pagando Polizia che fa le indagini, il PM che le coordina, il giudice monocratico che lo giudica in primo grado, i 3 giudici collegiali che lo giudicano in appello, più il Procuratore generale che chiede la conforma della condanna o meno e poi i 5 giudici della Cassazione più il procuratore generale che sostiene l’accusa, più gli avvocati spesso d’ufficio perché spesso questo è uno che non ha una lira o almeno non risulta, immaginate quante migliaia di Euro costa fare il processo a uno che ha timbrato due volte un biglietto da un Euro, 1,20 Euro, ma vi pare normale? E’ reato anche taroccare il gratta e parcheggia, se uno gratta e parcheggia due volte lo stesso giorno perché usa vernici, pennarelli o cose varie, è reato penale, ma vi pare normale? Quanto costa un gratta e parcheggia e quanto è il danno rispetto al costo del processo?


Abolire i reati inutili

Noi continuiamo a intasare le aule di giustizia con cazzate di questo genere, mi sono preso un sacco di “vaffa” dagli ambientalisti e dagli animalisti quando ho detto a Anno Zero che forse un governo che vuole introdurre la discrezionalità dell’azione penale perché sostiene che i magistrati non riescono a perseguire tutti i reati e quindi scelgono di volta in volta quali perseguire prima, non dovrebbe creare il reato penale di maltrattamenti sugli animali.
Gli ambientalisti e gli animalisti se la sono presa con me perché sembra che io sia un fautore dei maltrattamenti e delle sevizie sugli animali, figurarsi, Dio ce ne scampi, ho semplicemente detto che forse chi maltratta gli animali gli si potrebbe dare una bella multa tra capo e collo, una multa che gli fa paura, portargli via i soldi! Che è molto più deterrente che non un processo che per le pene che prevede cade sicuramente in prescrizione con il sistema fasullo che abbiamo.
Quindi oggi il reato penale di maltrattamenti agli animali ha l’unico scopo di intasare ulteriormente i tribunali, di non produrre nulla perché va in prescrizione e chi ha maltrattato gli animali se ne va a casa impunito, mentre invece se si desse una bella multa subito, appellabile una sola volta in via amministrativa, beh l'effetto deterrente è molto superiore, perché? Perché almeno ti portano via dei soldi, mentre il processo alla fine ha tritato un po’ d’acqua e basta, ha fatto girare un po’ di carte e basta e tu alla fine con la tua prescrizione sei bello e tranquillo! Ma lo sapete che ci sono processi per chi tiene in casa un pitone e magari un vicino di casa l’ha denunciato perché ha visto che una volta il pitone stava poco bene? Me lo ha raccontato un mio amico avvocato, fanno 3 gradi di giudizio per dichiarare poi la prescrizione!
Sono parecchi i reati che potrebbero essere puniti più efficacemente con sanzioni amministrative e invece questi hanno continuato a inventare reati che tanto si sa che non potranno mai essere perseguiti, pensate l’immigrazione clandestina, finché non è intervenuta l’Unione Europea era addirittura previsto il carcere, adesso sono previste le ammende all’immigrato clandestino le ammende? Ma se risulta nullatenente, ma quale ammenda pagherà mai? Noi facciamo il processo che si conclude con la condanna a un’ammenda, che questo non pagherà mai! Paghiamo noi quel processo che finisce nel nulla che nel frattempo è scomparso il clandestino, leggetevi questo bel libro di Paolo Bornia, Procuratore aggiunto a Torino, clandestinità e altri errori di destra e di sinistra, spiega in quali mani di pazzi siamo noi, quali mani di pazzi hanno gestito in questi anni la politica dell’immigrazione che è una cosa seria e che andrebbe affrontata da persone serie, Editori La Terza.
Facciamo i processi ai fantasmi, ai clandestini per poi dare la multa a uno che non c’è più, che non sappiamo più dov’è e che tanto anche se sapessimo chi è che dov’è non la pagherà mai perché risulta nulla tenente, facciamo le leggi così ma intanto i processi si fanno e anche per farli cadere in prescrizione si devono fare per reati totalmente inventati, che reato è l’immigrazione clandestina? Come può essere reato trasferirsi da un paese all’altro? Semmai è reato andare a rubare, ammazzare, violentare, truffare, ma non può essere reato entrare in un paese, abbiamo la libera circolazione delle merci, ci buttiamo via addirittura i soldi per il Tav, per farle circolare più rapidamente e mettiamo in galera quelli che circolano con i loro piedi, con le loro gambe? Ma diamo i numeri, ma che reato è? Abbandono di rifiuti per strada, reato penale, 40 mila fascicoli ha dovuto aprire la sola Procura d’Agrigento nei primi 3 mesi di quest’anno, per i 20 mila che sono arrivati dal nord – Africa, 40 mila fascicoli, pensate solo per aprirli quanto tempo ci vuole per una Procura di 8 sostituti e un Procuratore Capo, più tutti quelli della Provincia del territorio di Agrigento, perché devono fare due iscrizioni nel registro delle notizie di reato: una per immigrazione clandestina e l’altra per ingresso senza documenti, 40 mila! Questo bisognerebbe togliere, bisognerebbe togliere quelle norme che producono detenuti o producono sovraffollamento dei tribunali e magari prevedono il fermo, l’arresto in flagrante che poi dura quanto un giorno, due giorni? Credo il 60% dei detenuti, vado a memoria, non sono detenuti che stanno lì per qualche mese o per qualche anno, sono detenuti in turnover permanente perché? Perché arrivano oggi e vanno via domani, arrivano oggi e vanno via dopodomani, però sono tanti e quindi ogni giorno alzano il numero dei detenuti medi del giorno.
Che senso ha arrestato uno oggi e metterlo fuori domani? Che senso ha? Pensate la fatica che si fa a fermare uno e poi esce, allora o li tieni dentro se merita, oppure non li metti dentro, perché se lo metti fuori il giorno dopo non ha senso, abbiamo leggi fatte non per la sicurezza dei cittadini, ma per la rassicurazione dei cittadini, leggi fatte per dimostrare che lo Stato fa la faccia feroce, in realtà è uno spaventapasseri perché non fa più paura a nessuno quando uno conosce il meccanismo, fa statistica, abbiamo fatto 40 mila arresti, nessuno sa cosa è successo il giorno dopo di quei 40 mila arresti, politiche di rassicurazione, non di sicurezza, questo ci viene imbonito da 20 anni a questa parte e il risultato è questo, follie legislative, carceri strapiene e il crimine che dilaga perché? Perché la repressione penale ha lo stesso effetto deterrente dello spaventapasseri.
Dicevo quindi depenalizzare quello che si può depenalizzare, cambiare altre leggi che producono detenuti, oppure utilizzare strumenti che ci consentano di diminuire il numero di detenuti, alcune ci sono già e non vengono applicate, non mi riferisco alle solite pene alternative, perché noi già oggi abbiamo 30 mila persone che stanno fuori in affidamento al servizio sociale o ai domiciliari e è bene non aumentarle perché sappiamo che purtroppo sono ben poco sorvegliate, c’è un sacco di gente che delinque pur essendo agli arresti domiciliari o in affidamento al servizio sociale, quindi chi è in pena alternativa già c’è, non è il caso di aumentarle ulteriormente, secondo me. La legge Bossi – Fini sull’immigrazione produce dai 10 ai 13 mila nuovi detenuti all’anno, quasi 1/5 del totale bisognerebbe cambiarla laddove non funziona, per esempio invece di fermare il clandestino senza i documenti, dargli il foglio di via che di solito non serve perché con un foglio che ti dice “vai via” tu non vai via, ti devono invece caricare su un aereo, pagarti il viaggio di ritorno nel tuo paese se ti hanno identificato, quindi spendere dei soldi per fare una politica di espulsioni serie, non finta, oggi spediamo uno su 4 dei clandestini che andrebbero espulsi, quindi invece di arrestarli, intasare le carceri per 2 o 3 giorni per ciascuno degli arrestati e poi dargli il foglio di via che tanto non se ne vanno via, tanto vale fare una politica di rimpatri seria investendoci dei soldi, evitando di scaricare sulle carceri un problema che non è carcerario, che va risolto per via amministrativa.
Poi c’è un articolo della Bossi – Fini che andrebbe applicato, è quello che consente di perdonare al detenuto extracomunitari gli ultimi anni due anni di pena sostituendoli con l’espulsione, dato che abbiamo su 20 mila detenuti extracomunitari, 6 - 7 mila che hanno ancora due anni di pena da scontare, applichino la legge Bossi – Fini e glieli condonino in cambio dell’espulsione, così se ne vanno, invece restano in cella a aumentare il sovraffollamento, un po’ perché non ci sono i soldi per rimpatriarli, un po’ per non disturbare il grande business dei centri di raccolta, attenzione al grande business dei centri di raccolta.
Poi c’è la legge Ex Cirielli del 2005 che ha stabilito la regola americana della linea dura al terzo reato, l’ordine di esecuzione della condanna quando si ha accesso alle pene alternative, viene sospeso e uno può uscire in affidamento al servizio sociale o agli arresti domiciliari, cosa che invece non si può fare più, grazie alla Legge Ex Cirielli se uno ha già avuto altre due condanne, indipendentemente dai reati che ha commesso, per cui se uno ha fatto due stupri o due rapine a mano armata può avere la sospensione dell’arresto e restarsene libero sostanzialmente, se invece uno ha avuto 3 condanne perché ha rubato tre provoloni in 3 supermercati diversi, non importa il fatto che i 3 provoloni siano molto meno gravi dei due stupri o delle due rapine a mano armata, conta il fatto che ha avuto 3 condanne anche se sono per 3 provoloni o perché ha taroccato dei CD e il ha messi su una bancarella, reato punito fino a 5 anni di carcere, il taroccamento dei CD, deve finire obbligatoriamente in galera perché il terzo reato qualunque sia anche se è un’inezia, ti porta necessariamente in carcere anche per i due precedenti, mentre chi ne commette o viene condannato solo per 2 reati anche se gravissimi, ha buone probabilità di evitare l’arresto, una norma folle che non fa differenza tra delitti e delitti e non tiene in conto della pericolosità sociale, naturalmente di questo soggetto, così cosa si fa? Si tengono dentro dei poveracci sostanzialmente innocui, quelli del provolone e si lasciano fuori i grandi delinquenti, compresi i colletti bianchi naturalmente.


Bene, queste altre norme andrebbero abolite, perché? Perché producono più delinquenti a gratis, non c’è nessun bisogno di tenere dentro oltremodo chi ha rubato i 3 provoloni, mentre invece è bene che resti dentro e anche a lungo chi ha fatto magari i due stupri o le due rapine a mano armata, uscite dalla schizofrenia, guardare quali sono i rubinetti che fanno uscire troppi ordini di detenzione, ridurli al minimo senza intaccare la sicurezza dei cittadini, espellere quegli immigrati che devono essere espulsi anche alleggerendo le carceri, depenalizzare i reati inutili che possono essere puniti addirittura più efficacemente con ammende e sanzioni amministrative o interdittive, naturalmente per fare questo ci vorrebbe una classe politica intelligente, non molto, di media intelligenza, leggete le intercettazioni di Bisignani e dei Ministri che letteralmente gli si prostravano o gli si prostituivano ai piedi e vi rendete conto che noi siamo governati da gente che non solo è pericolosa, ma è anche stupida, mediocre, demenziale e quindi sovraffollamento carceri? Amnistia, sovraffollamento carceri? Indulto, proteste contro il Tav, giù botte, è un riflesso condizionato di persone che hanno mezzo neurone funzionante, che però si sta spegnendo, passate parola!

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Di merci da quel passaggio in Val di Susa ne passano da anni molto poche,il passaggio così com'è potrebbe far transitare più del doppio di ciò che passa ora.
Le priorità dei percorsi ferroviari in Italia sono altrove,basti pensare all'intasamento del traffico su gomma attorno ai grandi centri del paese.

Ma le opere faraoniche sono appetite dall'Unione Europea,basti pensare che anni fa la medesima diede il consenso per costruire il ponte sullo stretto,fortunatamente non si costruirà mai,purtroppo con ingenti soldi sprecati da parte della collettività solo per finanziare progetti su carta ed esplorazioni varie.

[ Kenzo ]

domenica 26 giugno 2011

Il diktat di Di Pietro verso la candidatura di Vendola alle primarie

La strana coppia Di Pietro-Berlusconi: colloquio a sorpresa alla Camera

Dopo il colloquio con il caimano pare alzare la voce il boss di Montenero di Bisaccia

«No alle primarie per candidati alla Vendola».


 Antonio Di Pietro si rivolge al Pd. L'ex pm vuole che il partito di Pier Luigi Bersani individui prima il programma e la coalizione, per poi scegliere il candidato che la guiderà. «In questo caso - dice Di Pietro dalla sua Montenero di Bisaccia - parteciperemo con un nostro candidato, altrimenti facciamo le primarie per candidati alla Vendola, e questo non aiuta». Dal canto suo il leader di Sel e governatore della Puglia non sembra comunque preoccupato dall'eventualità che l'ex pm possa candidarsi alle primarie del centrosinistra. «Le primarie - ha detto Vendola nel corso della registrazione dell'intervista di Maria Latella, in onda domenica su SkyTg24 - come un'occasione pubblica per parlare delle questioni reali dell'Italia e del suo futuro, possono essere una bella gara, piuttosto che una competizione cattiva, per questo non sono preoccupato se Di Pietro mi toglierà voti».


[ da Corsera ]


La duplice vittoria contro il centro-destra traelezioni amministrative e referendum non placa le continue polemiche all’interno dell’opposizione. Dopo il botta e risposta tra Bersani e  alla vigilia del vertice dellaLega Nord di Pontida, le polemiche post referendum tra Bersani e Di Pietro, per la proprietà transitiva tocca a Di Pietro e Vendola il botta e risposta, con l’accusa al leader dell’Italia dei Valori di esser un uomo di destra. Per il governatore della Regione Puglia: “Di Pietro sente restringersi lo spazio a sinistra: la crescita di Sel e il protagonismo del segretario del Pd lo hanno spiazzato e crede che ricollocandolo a destra nella coalizione di centrosinistra possa metterlo in grado di intercettare l’eventuale crisi del centrodestra. Parlare con Berlusconi  è un’operazione comprensibile e legittima, forse un po’ disinvolta nei tempi e nei modi”.
Sul dialogo con il premier, Vendola non ha alcun rimprovero anzi ne comprende le motivazioni: “avere considerazione del proprio avversario quando si avvia al tramonto non è una cosa negativa, non ho mai sopportato gli eccessi di demonizzazione della figura dell’avversario. È un bene che Di Pietro superi un antagonismo gonfio di enfasi e di rancore. Tutti noi dobbiamo essere in grado di vivere la contesa politica senza sovraccaricarla di emozioni cattive e di odio che non mi sembra l’ingrediente necessario alla buona politica, si può combattere l’avversario rispettandone l’umanità”.

Un leader dell'opposizione può decidere di far parte del csx o meno,al contrario lanciare diktat con cui non vuole candidati delle primarie alla Vendola,lasciati basiti molti elettori della coalizione.
Se vuole lasciare gli attuali partner è liberissimo di interpretarlo,se non gli piace la compagnia con il rischio d'essere guidati un domani con chi gli è incompatibile,se ne vada in altri lidi,ma non scada come succede da un ventennio a destra impedendo candidature alternative della leadership,rischierebbe di diventare il nuovo ducetto senza Tv e cortigiani,poichè senza questi due particolari fondamentali non arriverebbe da nessuna parte.
In definitiva "ma chi cazzi è costui" per sparare delle cazzate così assurde!
&& S.I. &&

sabato 25 giugno 2011

Max D'Alema:Il permanente salvatore del caimano




Max The Fox

di Marco Travaglio
   “Ora è molto tardi per fare una legge sulle intercettazioni e del tutto inopportuno intervenire per decreto. Ma il problema c’è: non è giusto mettere sui giornali la vita privata delle persone. Leggiamo una valanga di intercettazioni che nulla hanno a che fare con vicende penali, ma sono sgradevolmente riferite a vicende personali. Non è una cosa positiva. Occorre proteggere i cittadini”. Chi l’ha detto? Massimo D’Alema naturalmente. Puntuale come una merchant bank, ogni qualvolta B. è travolto in uno scandalo, arriva la Volpe del Tavoliere a levarlo d’impaccio. O almeno a fare pari e patta. Fa sempre così, da 17 anni. Breve riepilogo delle puntate precedenti. Nel ‘94 B. finisce nei guai a Milano per le tangenti alla Finanza: D’Alema finisce nei guai a Bari per un finanziamento illecito di 20 milioni dal re delle cliniche pugliesi, l’imprenditore malavitoso Cavallari (prescrizione). Nel ’96 B. è politicamente morto e l’Ulivo di Prodi si accinge a una sonante vittoria: Max va in pellegrinaggio a Mediaset per esaltarla come “grande risorsa del Paese” e garantire che non la sfiorerà nemmeno con un dito. B. medita di ritirarsi a vita privata: D’Alema s’inventa la Bicamerale per riscrivere “insieme” la Costituzione, specie sulla giustizia, lo trasforma in padre ricostituente e manda in soffitta il conflitto d’interessi. Nel ’98 Prodi e Ciampi portano l’Italia in Europa: Bertinotti li rovescia in men che non si dica e l’indomani D’Alema è già pronto con una maggioranza alternativa, rimpiazzando Rifondazione coi ribaltonisti di Mastella, Cossiga e Buttiglione e dichiarando morto l’Ulivo. Nel ’99 Rete 4 perde la concessione, ma D’Alema – impegnatissimo a sponsorizzare i “capitani coraggiosi” Colaninno, Gnutti e Consorte per l’assalto a Telecom – la salva regalandole la licenza per trasmettere in proroga sulle frequenze che spettano a Europa7. Nel 2001 B. risorge dalle sue ceneri e governa cinque anni: unica opposizione i girotondi, i pacifisti, i no global, infatti D’Alema raccomanda di evitare la piazza. Nel dicembre 2005 B. è alla canna del gas, dopo aver perso le amministrative e le europee, mentre l’Unione di Prodi ha 15 punti di vantaggio in vista del voto politico del 2006: ma ecco saltar fuori le intercettazioni sull’ultimo colpo di genio di Max, l’appoggio alla scalata illegale dell’Unipol di Consorte alla Bnl (“Vai, Gianni, facci sognare!”).Pari e patta con le scalate di Fiorani e Ricucci ad Antonveneta ed Rcs sponsorizzate dal centrodestra. Così l’Unione si mangia quasi tutto il vantaggio e Prodi vinciucchia per 25 mila voti, troppo pochi per governare senza i ricatti dei partitini. Nel 2009 B., dopo un anno di governo, è già alla frutta per lo scandalo D’Addario-Tarantini: ben presto si scopre che “Gianpi” le mignotte le portava nei giorni pari a Palazzo Grazioli e in quelli dispari a Sandro Frisullo, vicepresidente della giunta Vendola e dalemiano di ferro. Una Bicamerale a luci rosse. Nel 2010 B. è di nuovo sputtanato dalle rivelazioni di Wikileaks: Max non può mancare e infatti salta fuori un cablo dell’ambasciatore Spogli a Washington su quel che gli ha confidato D’Alema nel 2007: “La magistratura è la più seria minaccia per lo Stato italiano”. Infatti i giudici baresi arrestano anche l’altro assessore dalemiano di Vendola, Alberto Tedesco, provvidenzialmente rifugiatosi al Senato. Nel 2011 B. perde comunali e referendum: D’Alema offre un bel governo istituzionale col Pdl. Scandalo P4: Bisignani trafficava con vari ministri, ma accompagnava pure il gen. Poletti da D’Alema (e da chi, se no?). Ora B. ci riprova col bavaglio ai giornali che pubblicano intercettazioni pubbliche. Max The Fox concorda, ma dice che “per una legge è tardi”. Ci penserà lui quando tornerà al governo. Per lui la missione del centrosinistra è sempre stata questa: completare l’opera del centrodestra. Il guaio è che quegli stronzi degli elettori non l’hanno ancora capito.





Dai tempi della bicamerale sono diventati inseparabili,il baffetto con veliero incorporato costantemente nel salvare i cocci dalle rotture dell'amico,e l'altro perennemente nel tirargli calci in faccia,la buona dose di masochismo del piddino più famoso è ormai granitica,o forse è meglio affermare,che potrebbero essere considerati "il gatto e la volpe" della seconda Repubblica,negli scenari della terza cambieranno i protagonisti,ma "la pappa e ciccia" della storia italiana rimarrà sempre tale.

&& S.I. &&

Gli intollerabili privilegi della classe dirigente politica e non solo



[ di Massimo Gramellini ]

Il secondo comma


Invoco la protezione celeste e la nostra umana vigilanza sulla bozza Tremonti per la riduzione dei costi della politica, affinché non cada vittima della maledizione del secondo comma. Se ogni legge italiana avesse soltanto il primo comma, saremmo la nazione più civile della Terra. In esso riposa il principio universale, la regola chiara, il termine inderogabile. Purtroppo il primo comma procede sempre in coppia con un altro che contiene gli appigli a cui ci si potrà aggrappare per vanificare quanto solennemente decretato due righe più sopra. La bozza Tremonti sancisce che i parlamentari non possono essere pagati meglio dei loro colleghi europei: sembra un’ovvietà, invece è una mezza rivoluzione. Poi però aggiunge che l’adeguamento al ribasso scatterà «dalle prossime elezioni».

Campa cavallo. Veniamo alle auto blu. Qui il primo comma è un inno alla sobrietà: «La cilindrata delle auto di servizio non può superare i 1600 cc». Ma è contraddetto dal secondo: «Le auto a oggi in servizio possono essere utilizzate fino alla loro dismissione o rottamazione». Morale: per adesso se le tengono tutte. E i famigerati benefit? Svaniranno «dopo la scadenza dell’incarico». «Durante» no. E vedrete che anche sul «dopo» si troverà modo di aggiungere un comma più ragionevole. Ma il capolavoro sono i finanziamenti alla Casta, che vengono drasticamente «ridotti del…». Qui il ministro, in preda a uno scoraggiamento preventivo, ha lasciato la cifra in bianco. Ben sapendo che i legislatori inseriranno una percentuale pari alla stima che noi nutriamo nei loro confronti: zero.



I privilegi della nostra classe dirigente non solo politica sono intollerabili,nel paese dove gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono tra i più bassi d'Europa,con la disoccupazione e precarietà giovanile selvaggia,i lor signori pretendono la pensione vitalizia dopo un paio di legislature.Il clima si farà sempre più pesante se continueranno a tirare la corda!
Per ciò che riguarda la classe dirigente a tutto tondo,la forbice dei guadagni di costoro rispetto ai semplici lavoratori si sta ampliando sempre di più,va benissimo la meritocrazia rispetto ai propri incarichi,ma le differenze si stanno rivelando astronomiche.

&& S.I. &&

venerdì 24 giugno 2011

Sfighe caimane



Tutta colpa del malocchio

di Michele Serra


Il lifting di Silvio, realizzato con preziosissimo budello di ermellino, si allenta all'improvviso durante un discorso alle Nazioni Unite. E le orecchie scendono lentamente lungo il collo

L'incredibile serie di rovesci politici e privati di Silvio Berlusconi, secondo gli astrologi, è solo all'inizio. Una sfortuna inesauribile sembra accanirsi contro di lui. Queste le previsioni più accreditate
Amore. Berlusconi ordina per telefono due escort take-away, ma per un malaugurato errore fa il numero di una palestra di karate per l'autodifesa femminile. Arrivano a Arcore Ludmilla e Irina Popova, due sorelle russe vincitrici del concorso "Giù le mani" grazie a una mossa tecnicamente difficilissima: riescono a neutralizzare i molestatori annodandogli braccia e gambe con il nodo Savoia. Il giorno dopo il premier si presenta a un importante vertice mondiale con braccia e gambe annodate, spiegando che si tratta di un improvviso attacco di artrosi deformante. 

Scarpe. Berlusconi commissiona uno stock di scarpe col rialzo al calzaturificio La Bufala, molto raccomandato da Clemente Mastella. Purtroppo, si tratta di una partita avariata: nel corso della riconversione da caseificio a calzaturificio, alcune mozzarelle scadute sono finite per errore proprio nel rialzo delle scarpe destinate al premier, che collassano improvvisamente nel corso di una fotografia ufficiale. Nella fotografia, Berlusconi non compare.

Divorzio. Veronica Lario vince la causa di divorzio, le spettano 5 milioni di euro al mese. Per un errore di trascrizione, diventano 50 milioni al mese. Il ricorso dell'avvocato Ghedini, presentato con sollecitudine, viene rubato sulla scrivania del giudice, che aveva dimenticato la finestra aperta, dall'unico esemplare superstite di "falco protocollo", un rarissimo rapace che nidifica solo con le carte bollate. Il successivo ricorso, per sicurezza, viene consegnato a mano al giudice, che rassicura Ghedini e lo mette nella tasca dove aveva distrattamente dimenticato un cartoccio di alici sott'olio, che imbrattano il documento fino a renderlo illeggibile. Finalmente il terzo ricorso va a buon fine: l'alto burocrate addetto alla correzione legge: "C'è uno zero di differenza, correggetelo, dannazione!", e aggiunge subito un altro zero che portano gli alimenti di Veronica Lario a 500 milioni al mese.


Look. Il lifting di Berlusconi, realizzato con il preziosissimo budello di ermellino e garantito cinquant'anni, si allenta improvvisamente durante un discorso alle Nazioni Unite. Il chirurgo plastico si era dimenticato di spiegare a Berlusconi che le cuciture di budello vanno unte ogni anno con olio di fegato di ermellino e rinserrate con una speciale chiavetta a brugola. Impressionante lo spettacolo, in mondovisione, delle orecchie di Berlusconi che scendono lentamente lungo il collo, mentre le guance diventano due borse pendule e il mento si appoggia sullo sterno. Il premier, che non si è accorto di niente, pronuncia un ispirato discorso sul futuro del mondo, interrotto solo quando la cravatta di Marinella, anche lei collassata, si scioglie e si avvolge attorno al microfono.

Editoria. Berlusconi acquista personalmente i diritti di un romanzo inedito di Tolstoj, ritrovato a Mosca e sicuramente autentico. Per la Mondadori è il colpo del secolo. Il romanzo viene stampato in 40 lingue e in dieci milioni di copie. E' più ponderoso di "Guerra e pace" e i critici, concordi, sostengono che è il vero capolavoro di Tolstoj. Si intitola "Precipizio", è la drammatica vicenda di un uomo molto ricco che, accecato dall'ambizione, diventa primo ministro senza averne le capacità e alla fine viene travolto dalla Storia e finisce in miseria, deriso da tutti. Quando Berlusconi se ne accorge è troppo tardi: il libro è già esaurito in tutto il mondo.

Politica.
 Sostenendo di voler intercettare i nuovi umori del paese, Berlusconi, con un colpo di teatro, diventa comunista sostenendo di essersi sempre sbagliato, regala il suo intero patrimonio a Emergency e si candida come nuovo leader della sinistra unita. La settimana dopo il centrodestra, con un inatteso colpo di coda, rivince le elezioni.






Ho l'impressione che leggendo tanta sfiga,così concentrata,non è da escludere che il post non si riesca a pubblicare o svanisca nel nulla appena postato.


Evidentemente non esistono più i caimani d'un tempo!


[ Kenzo ]