mercoledì 29 giugno 2011

Quant'è bella la casta per Rotondi






[ di Massimo Gramellini ]


La Casta s'è desta


Anche la Casta ha il suo «indignato», disposto a scendere in piazza contro il governo che vorrebbe dare una timida sforbiciata a stipendi, pensioni e autoblù degli onorevoli. È Gianfranco Rotondi, ministro per l’Attuazione del programma, che ha spiegato a «Libero» il programma che intende attuare: la difesa dei propri privilegi. Questo il succo del pensiero rotondeggiante. Quale bel risultato si otterrebbe se passasse l’idea infausta di Tremonti, che intende ridurre la pacchia per gli eletti del popolo? Uno solo: innervosire gli eletti, i quali per ripicca affosserebbero il governo poltronicida e ne edificherebbero subito un altro, più disponibile a tutelare l’unico vero patrimonio di interesse nazionale: il loro. Quanto al popolo, ci detesta a tal punto che continuerebbe a detestarci anche se adeguassimo la nostra paga a quella di un operatore di call center. E allora, insulti per insulti, tanto vale prenderseli avendo la borsa piena. Col piglio del leader, Rotondi passa dall’analisi alla strategia: «Teniamoci buoni i mille parlamentari. Non possiamo dargli l’aumento (e qui par di sentire la voce del ministro incresparsi in un fremito di dispiacere) ma almeno coccoliamoli, rassicuriamoli, non rompiamogli le palle se vogliamo arrivare alla fine della legislatura. E nel frattempo cerchiamo di farci dimenticare».

È l’unica falla del ragionamento. Perché noi ci dimenticheremmo di loro anche volentieri. Sono le cose che dicono ogni giorno al telefono e nelle interviste a renderli, purtroppo, indimenticabili.

Rotondi,il sopravvissuto democristiano,pare come quel militare giapponese nell'isola sperduta che crede ancora all'evolversi della guerra.Qualche tempo fa affermò che un politico può dichiarare un giorno un concetto e affermarne uno contrario poco dopo.Come diceva Totò "Mi faccia il piacere" tze!Peccato che lo votino,mannaggia...

&& S.I. &&

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Con molto rispetto per il dissenso manifestato sulla mia intervista a Libero circa i tagli alla politica, vorrei precisare che essa non rispecchiava del tutto il mio pensiero visto che per ragioni di spazio l’intervista era stata tagliata. Sono grato a Libero che oggi recupera la parte del ragionamento mancante con un’altra intervista che mi permetto di inviare. Non sono così folle da esortare il governo a coccolare i deputati mantenendogli o aumentandogli privilegi. Quella era una battuta –magari infelice – per evidenziare lo stato di debolezza elettorale di un governo, come molti in Europa, legato al consenso parlamentare e non più per ora a quello elettorale. Sui costi della politica sono l’unico parlamentare che non si è sottratto al confronto con i cittadini più indignati perché credo che in una polemica vadano ascoltate tutte e due le campane. E posso permettermi questa impopolarità perché non ho barche, né ville, né faccio vacanze dorate, non uso l’auto blu, non ho mai preso un aereo di Stato. Prendo atto che il popolo ritiene rubato anche lo stipendio, quello previsto dalla Costituzione. Assolutamente lieto di aver aperto seppure in modo maldestro una discussione, ringrazio tutti quelli che vi hanno partecipato e assicuro che terrò conto anche delle opinioni più estreme per arrivare a una sintesi che sui costi della politica dia risposte un tantino più serie.
Cordialità,
Gianfranco Rotondi.

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Egr.Onorevole Rotondi

Sollevato per lei che l'articolo di Libero sia stato pubblicato integralmente.

Detto ciò,mi auguro che lei si possa battere sul taglio netto della rappresentanza dei politici nelle due sedi del parlamento,quasi 1000 mi paiono una esagerazione senza senso,considerate le presenze nelle altre realtà democratiche mondiali,anche le retribuzioni degli stessi sono un stortura grossolana rispetto ai guadagni medi dei lavoratori italiani.

Come ultimo auspicio,mi auguro che tra qualche decennio,i vitalizi dopo un quinquennio di politica scompaiano,una realtà di questo genere fa arrabbiare all'inverosimile,come del resto la politica intesa come professione,due legislature max,poi ognuno torni al mestiere di prima,o se ne inventi un altro.

Saluti

&& S.I. &&