giovedì 13 novembre 2014

La sinistra:Come tanti giapponesi nelle isole del pacifico


















Le rivolte, i renziani, i doveri

di Alessandro Gilioli

Lo sfilacciamento dell’incazzatura diffusa in tempi di grave crisi economica e di latitanza dell’opposizione politica si declina già in molti modi diversi, che vanno dal drammatico al comico, e altre categorie ancora.

Il drammatico a sua volta ha molte facce: ieri, ad esempio, si accennava al focolaio di guerra civile che è in corso nel quartiere di Tor Sapienza a Roma. Sempre ieri è finita a manganellate una contestazione a Draghi all’università di Roma Tre, mentre a Torino alcune persone hanno menato (menato) dei vigili che facevano delle multe, ovviamente al grido “ve la prendete con noi italiani onesti invece che con gli spacciatori maghrebini”. Delle botte agli operai di Terni già si è detto molto, così come della guerra fra poveri per le case occupate illegalmente. Domani, per chi non lo sapesse, c’è lo ’sciopero sociale’ di Cobas e altri – e incrociamo le dita che vada tutto bene. Così come speriamo tutto fili liscio alla marcia dei sedicenti “Comitati di Ribellione” che si terrà sabato prossimo nel mio quartiere di Roma, l’Esquilino, notoriamente multietnico. E sì, lo so benissimo che ho messo insieme cose diversissime, ma credo che i miei lettori siano abbastanza avvertiti da capire quello che di cui sto parlando, cioè di rabbia coriandolizzata e politicamente irrappresentata, non di torti e ragioni.

Poi in tutto ciò ci sono anche le varianti comiche, per fortuna: come la canalizzazione dei propri disagi nel terrore dell’attacco alla famiglia tradizionale, insomma le Sentinelle in piedi. Ancora più umoristico è il fatto il loro leader sia diventato l’ex parlamentare Mario Adinolfi (con il quale ci congratuliamo per aver finalmente trovato la sua strada come capopopolo di queste povere anime, dopo averle tentate un po’ tutte nella vita).

A volte il tragico e il comico, invece, si mescolano: ad esempio, ha qualcosa di grottesco l’aggressione da parte di alcune persone con la maschera di Guy Fawkes a un gruppo di inquilini del Sunia, nel quartiere Corvetto di Milano, terminata con la scritta No Tav su un muro. Ho letto la notizia ieri mattina e sto ancora scervellandomi per capire quali collegamenti logici devono esserci nella testa di chi attribuisce agli anziani sindacalisti del Sunia Corvetto una qualche corresponsabilità nella costruzione della linea ferroviaria veloce fra Torino e Lione.

Ma ovviamente il mio sforzo è inutile. Perché temo che la caratteristica dei focolai di rivolta sociale che vedremo prossimamente sarà proprio quella: l’irrazionalità. Accanto a quelle che ho già citato: lo sfilacciamento e l’assenza di rappresentanza (o, in qualche caso, il tentativo di assumerne la rappresentanza da parte di soggetti come Salvini, Forza Nuova etc).

Per questo, anche per questo, ieri ho reagito con parecchio fastidio al coro di sbeffeggiamenti provenuti da parte renziana nei confronti della Cgil per la decisione di proclamare lo sciopero generale nel giorno di venerdì. Non entro nemmeno nel merito della scelta e della sua possibile percentuale di opportunismo: d’altro canto, sono e sono stato spesso assai critico anch’io verso la burocrazia sindacale e le sue responsabilità nella perdita di un rapporto virtuoso con buona parte del mondo del lavoro post novecentesco.

Però attenzione, oggi e qui, a perculare pesantemente quel che resta di opposizione sociale non eversiva. Perché, polverizzato il sindacato, il rischio di ritrovarsi domani sotto casa dieci cento mille Tor Sapienza non è purtroppo uno scenario inverosimile: ed è anzi, al momento, l’unica alternativa alle viste rispetto alla protesta sindacale, pur con tutte le sue manchevolezze, le sue vecchiezze e i suoi errori.

Ma, data la gravità della situazione, non basta più far notare l’arroganza renziana e i danni che produce, no.

Vi aggiungo, personalmente, un’incazzatura ormai piuttosto decisa nei confronti di tutta la variegata area cosiddetta di sinistra, intendo dire di tutti gli esponenti politici (Pd o non Pd) che si dicono contrari alle politiche di Renzi e ne propongono di opposte, ma per timidezza, calcolo, attendismo o altro lasciano trascorrere le settimane e i mesi senza costruire quella rappresentanza politica di opposizione al governo che, ad esempio, è robustamente emersa dalla manifestazione di piazza San Giovanni e che, appunto, sarebbe unico argine a un ulteriore sfilacciamento irrazionale della protesta. Specie da quando il Movimento 5 Stelle è entrato in crisi nella funzione che aveva svolto fino al 2013: cioè appunto canalizzare e democratizzare la somma delle rabbie individuali.

Ecco perché ai vari esponenti di questa sinistra oggi vorrei far presente con una certa assertività che le loro decisioni sono piuttosto urgenti soprattutto perché non riguardano più né loro, né il teatrino del palazzo, né l’aritmetica dei partiti, bensì il futuro del confronto politico in questo Paese: se cioè questo confronto sarà democratico o eversivo.

Prima se ne rendono conto, meglio è non solo per loro e per chi rappresenteranno, ma proprio per tutti.

DA L'ESPRESSO BLOG PIOVONO RANE

Eh già,il blocco della cosiddetta minoranza piddina e dei residui delle schegge impazzite della sinistra,paiono bloccati da una pseudo sindrome di stoccolma diventata di rignano.

Per ciò che si vede in questo momento,le opposizioni sono le stelle e i neo lepeniani-padani guidati da Salvini,tutto il resto in buona parte è in piazza con la cgil-fiom,ed è inutile ripetere che se qualcosa nascerà in futuro ruoterà intorno a Landini,se vorrà un giorno lanciarsi in politica,non vedo alternative,lasciamo alle solite seghe mentali tutto il rimanente polveroso mondo di sinistra da prefisso telefonico, diviso come tanti giapponesi nelle isole del pacifico.

Una comunicazione abbastanza importante.

In sciopero domani e per 8 ore non ci sono solo i cobas,bensì anche i metalmeccanici che si raduneranno a Milano.

per eventuali notifiche - iserentha@yahoo.it

1 commento:

cristiana2011 ha detto...

Ho dovuto cambiare URL ed indirizzo mail.
Per favore, iscriviti ancora tra i miei followers.
Grazie
Cristiana