venerdì 22 marzo 2013

Sfida a duello talk Travaglio-Grasso





Chiaro, diretto, irremovibile: il presidente del Senato telefona alla trasmissione di Santoro su La7 per difendersi da quelle che reputa «accuse infamanti». «Voglio al più presto un confronto televisivo carte alla mano con Travaglio - ha detto l'ex procuratore nazionale antimafia - perché è brutto sentirsi accusare senza poter rispondere». Santoro ha allora colto subito l'occasione per invitare Grasso a «Servizio pubblico» la prossima settimana, e il neopresidente ha replicato: «Non posso aspettare una settimana per replicare, soprattutto per quanto riguarda la mia nomina a Procuratore Antimafia: inviterò io Travaglio in un luogo televisivo prima che passino sette giorni, certe cose vanno fatte subito». «Il contraddittorio - ha concluso Grasso - è una regola di civiltà: Travaglio si abitui al confronto». Caustica la replica del giornalista in studio: «È Grasso che sfugge al confronto, e lo ha fatto anche con i suoi colleghi della procura di Palermo». Poi la stoccata finale: «Non può piacere a tutti: ha già dalla sua parte tutti i giornali e le televisioni». Il «guanto di sfida», come lo ha definito Santoro, «è stato lanciato», ora si attende il confronto tv Grasso-Travaglio.
LE PAROLE DEL GIORNALISTA - «È chiaro a tutti - aveva detto Travaglio nella prima parte della trasmissione - che Grasso non è Schifani e Schifani non è Grasso. Il problema è che Grasso non è quello che molti grillini credono». Per Travaglio, il presidente del Senato «prima di essere magistrato, è un italiano, è molto furbo, è un uomo di mondo, ha saputo gestirsi molto bene, non ha mai pagato le conseguenze di un'indagine. Si è sempre tenuto a debita distanza dalle indagini sulla mafia e la politica, si è addirittura liberato quando era procuratore di Palermo di tutti i magistrati che facevano indagini su mafia e politica, si è reso protagonista di alcuni gesti poco nobili, come rifiutarsi di firmare l'atto di appello contro l'assoluzione in primo grado di Andreotti, lasciando soli i sostituti procuratori che avevano presentato questo appello». Il giornalista ha fatto poi alcuni esempi. Grasso, dice, «ha fatto dichiarazioni in cui prendeva le distanze da Caselli, ha ottenuto applausi dal centrodestra. Ancora l'altro giorno Berlusconi ha detto che Grasso è tutt'altro che un brutto candidato alla presidenza del Senato, ha ottenuto addirittura dal centrodestra tre leggi per fare fuori Caselli e far passare Grasso alla procura nazionale antimafia. Leggi anticostituzionali che però Grasso ha utilizzato per diventare procuratore nazionale antimafia, mentre il governo faceva fuori il suo unico rivale. Quindi io mi sono semplicemente ribellato a questa baggianata oleografica, a questa rappresentazione teatrale dei buoni contro i cattivi». Inoltre, dice Travaglio, Grasso «ha proposto Berlusconi per la medaglia antimafia» poco prima di essere eletto.








Siamo tutti curiosi del confronto,vero?

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5 commenti:

Tina ha detto...

Era ora che qualcuno ribattesse a "cacasenno".

Lunedì Grasso sarà a Piazza Pulita, "cacasenno" vuole il terreno amico, a furia di leggere i faldoni del caimano, si è "berlusconizzato" nei metodi...io so io e voi un siete un cazzo.

Ho smesso di seguire servizio pubblico dalla puntata antecedente all'ospitata del caimano, se il confronto sarà la...leggerò i giornali venerdì.

Buona serata Ivo ;-))

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Lo so e non da oggi che ti piace come un tuffo nelle ortiche,sia la trasmissione che il giornalista,ma Grasso a me risulta ambiguo,non solo da quella dichiarazione pro caimano "un grande politico che ha lottato contro la criminalità organizzata" o qualcosa del genere.

Sa navigare ed è visto bene,candidato Pd e non spiace alla destra.

In ogni caso valuterò senza preconcetti il face to face,e riferirò la mia impressione.

Notte buona a te,Tina

Ivo

Tina ha detto...

Sai cosa mi irrita di "cacasenno"?

Che difende sempre e solo la parte di comodo, come mai non indaga sui metodi da Torquemada di Caselli che oggi si sente vittima, ma scorda il suicidio di Lombardini derivato dalla sua calata nella procura di Cagliari.

Lombardini non era uno stinco di santo, ma cazzarola, Caselli non era nuovo alle incursioni con scorta appresso, a Torino ha rovinato la vita a un adolescente che aveva rubato 4 palloni da volley, era si colpevole, ma cazzo, non spacciarlo per spacciatore, era solo vittima di se stesso e delle sniffate, Ivo, ho fondato l'associazione sportiva Beppe Viola e sono quasi 30 anni che metto le mani nella merda del quarto stato, mi sono passati per le mani casi che andavano trattati con delicatezza e non con i rulli compressori di Caselli, non è vittima, è solo uno che mirava in alto, credimi Amico, ho collaborato con Don Mecu, carcere minorile Ferrante Aporti e se c'è qualcuno che andrebbe messo alla gogna sarebbe Caselli e chi gli regge il moccolo, in questo caso, "cacasenno".

Buon fine settimana Amico ;-))

valerio ha detto...

Non so più cosa pensare , stimo Travaglio ma stimo anche Grasso ....mamma mia che casino è "l'Italia"

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Non sono informato su molti fatti che hai spiegato,direi che il più sano c'ha la rogna evidentemente,non scopriamo ora che questo paese non è difficile,è quasi impossibile viverci,anche all'interno della giustizia i compromessi sono diffusi.

Se ci dovesse essere il faccia a faccia potremo avere le idee più chiare anche su Grasso.

Buona inizio di settimana a te,Tina

Ciao

Valerio,i dibattiti servono per chiarire i dubbi,se poi rimarranno opinabili anche in questo modo,pazienza.

Saluti