domenica 14 settembre 2014

Libera informazione maddechè




Ferrari, patto del Nazareno, Ballarò: perché nessuno deve sapere

di Antonio Padellaro

Nel sistema blindato della comunicazione costruito per occultare la realtà dentro nuvole di parole vuote, martedì scorso si è aperta una piccola falla nella conferenza stampa di Luca Cordero di Montezemolo seduto vicino a quel Sergio Marchionne che lo aveva appena cacciato dalla Ferrari. Non per ciò che veniva detto con il fair play d’ordinanza quando ballano 27 milioni di liquidazione. Ma per come veniva detto. Durante la diretta Sky, un occhio non distratto avrebbe potuto cogliere i piccoli tic dell’imbarazzo che dissimula l’astio. Le mani soprattutto. Quelle nervosissime del capo impegnate a estirpare invisibili pelucchi dal maglioncino o a versarsi ettolitri di acqua minerale per tenerle a freno. E quelle affusolate del dipendente miliardario che smentivano lo stile tipo: un drink allo yachting club con colpetti cattivi sulla spalla del maglioncino accanto. Uno spettacolo raro: due padroni dell’universo sul punto di suonarsele. Nel mondo anestetico dei tweet e delle slide non esistono gesti rivelatori perché non ci sono gesti ma fiabe che rimandano al campo dei miracoli nei pressi del paese di Acchiappa-citrulli dove gli zecchini crescono di notte.

Fateci caso, viviamo nella presunta civiltà della trasparenza immersa in una galassia di input e noi non sappiano quasi nulla. Non cerchiamo risposte globali come, per esempio, se i tagliagole dell’Isis furono finanziati da quella stessa America che adesso li bombarda, perché sappiamo che la menzogna è una forma di segretezza fondamentale per tenere in piedi tutta la baracca. Ci accontenteremmo di cose più terra terra. Perché il premier giovanotto non ci ha mai detto la verità sul disastro del Paese che continua a tappare con ridicole pezze colorate? In cosa consiste, davvero, il patto del Nazareno? E perfino: quanto ci costa Ballarò, busta paga per busta paga? Niente, nessuno deve sapere e, trattandosi dei profeti del nuovismo che cambia verso, viene in mente una frase dello scrittore austriaco Peter Handke: “Io vivo di ciò che gli altri ignorano di me”.

In Francia, per sapere che Monsieur le President deride i poveracci chiamandoli sdentati (con il disprezzo tipico della sinistra con la pancia piena) si è dovuto attendere il memoriale di una donna tradita. Qui da noi, invece, i giornaloni dedicano paginate all’aria fritta prodotta nelle fucine di palazzo Chigi. Del resto, uno schiavo non ha il diritto di dire la verità che non piace al suo padrone (Euripide).



Le falsità e le ipocrisie nei rapporti più si va ad alti livelli più risultano incredibili,luchino è stato silurato e meritatamente dopo il risultato penoso a Monza,a furia di flop che durano da troppi anni,la comunicazione tra i due nell'ufficializzare la defenestrazione è addirittura comica,con le "caz..ate" proferito da entrambi più volte tanto per assaporare il bon ton della cosiddetta crema della classe dirigente nostrana.

Personalmente continuerò a dare fiducia al vostro giornale,non potrei abbonarmi alla carta stampata che va per la maggiore in questo paese,veri e propri organi delle larghe intese così meravigliose.

Per ciò che riguarda il finanziamento pubblico dei giornali inserisco nuovamente la top 10

I finanziamenti pubblici ai giornali percepiti nel 2012

- Avvenire: 4.355.324 di euro
- Italia Oggi: 3.904.773 di euro
- L'Unità: 3.615.894 di euro
- Il Manifesto Quotidiano Comunista: 2.712.406 di euro
- Cronaca qui.it: 2.361.897 di euro
- La Padania: 2.001.468 di euro
- Il Foglio: 1.523.106 di euro
- Il Corriere Mercantile: 1.434.850 di euro
- Europa: 1.183.113 di euro
- Il Secolo d'Italia: 992.804 di euro

Nel 2013 e 2014 non penso che siano cambiati più di tanto

Per chi contesta e afferma che esistano ancora le agevolazioni sulla posta legata agli abbonamenti dei giornali si vada a leggere l'articolo su l'espresso.

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