domenica 1 settembre 2013

Pannella & caimano:La coppia referendaria da ospizio





Il leader radicale, seduto sotto il gazebo di piazza di Torre Argentina a Roma assieme a Silvio Berlusconi, dedica un gesto amorevole al vicedirettore del Fatto Quotidiano. Dopo che il Cavaliere ha firmato i quesiti referendari sulla giustizia e il comizio improvvisato, prende la parola Marco Pannella che, parla di “giustizia giusta” e conclude con il gesto dell’ombrello per il “caro Marco” fra le risate dell’ex premier.

La polemica è iniziata tramite l'articolo di Marco Travaglio di stamattina

Liberiamo il Banano

di Marco Travaglio

La scena del Banano preso in ostaggio da Pannella e in evidente stato confusionale, deportato al banchetto dei radicali per firmare i referendum per la “giustizia giusta”, provoca una stretta al cuore anche all’antiberlusconiano più sfegatato. Intanto perché, se la giustizia fosse davvero giusta, lui sarebbe già in galera da un pezzo. E poi perché Pannella sta cercando di convincerlo ad andare in galera o in alternativa a fuggire all’estero, manifestando una sfiducia davvero ingiusta nelle capacità salvatrici del Pd e del Quirinale. Il fatto poi che i radicali vogliano abrogare le leggi sull’immigrazione e sulle droghe, che hanno riempito le carceri di immigrati e di drogati, tutte regolarmente varate dai governi Berlusconi, aggiunge ridicolo al tragico. Già è molto comico vederlo fare carte false per far dichiarare incostituzionale la legge Severino, reclutando giuristi per dimostrare che tutti quelli che l’hanno approvata otto mesi fa, lui compreso, sono dei somari. Il guaio del pover’ometto è che in tanti anni nessuno ha avuto il coraggio di spiegargli come funziona la giustizia: se uno commette molti reati, subisce molte indagini e molti processi; e, se uno è colpevole, di solito lo condannano. Se uno lo sa si rassegna, o cerca di smettere di delinquere o almeno di farsi beccare con tanta facilità. Perché, più che dai magistrati, le sentenze dipendono dall’imputato . A prescindere dalle rispettive idee. Ma B., diceva Montanelli, è un bugiardo sincero: a furia di mentire, finisce col credere alle balle che racconta. Ancora ieri, per dire, dichiarava che “i miei 41 processi (l’anno scorso erano 107, due anni fa 109: variano col tasso di umidità, ndr) sono colpa di Magistratura democratica”. Qualcuno che gli vuol bene dovrebbe spiegargli che nessuno dei cinque giudici di Cassazione che l’han condannato è di Md, anzi il suo stesso Giornale parlò di “toghe moderate”. E il Pg che ha chiesto la conferma della condanna è l’ex presidente di Magistratura indipendente, la corrente più a destra. Soltanto una mente malata, o uno che legge il Giornale, Libero, Panorama e il Foglio, o vede solo i tg Rai e Mediaset può pensare che un magistrato non di sinistra sia portato ad assolvere il leader del centrodestra davanti a una montagna di prove delle sue frodi fiscali milionarie su decine di conti esteri e società offshore. Che sia di destra, centro, sinistra, anarchico o grillino, il magistrato quando vede un delinquente lo condanna perché è colpevole, non perché la pensa in un certo modo. Salvo, si capisce, che sia pagato dall’imputato, ma gli Squillante e i Metta sono purtroppo in pensione.
L’idea poi che, separando le carriere, i giudici assolveranno i colpevoli solo perché non sono più colleghi dei pm è un’altra baggianata che può dire e credere solo lui. E chi ha interesse a farglielo credere. Tipo i suoi avvocati, che lui cambia continuamente come Zamparini gli allenatori, stipendiandone mezza dozzina alla volta. Ma, invertendo l’ordine dei legali, il prodotto non cambia. Prendete Coppi, noto principe del foro, che sbuca ormai in tutti i processi più famosi perdendoli quasi tutti (specie se difende colpevoli: Andreotti, Fazio, Misseri, i capi della Thyssen). Qualcuno aveva garantito al povero Banano che, con Coppi in Cassazione, era vittoria sicura. E lui se l’era bevuta. Sappiamo poi com’è andata. Ora Coppi fa lo gnorri. Piagnucola perché i giudici “dimenticano le questioni giuridiche che avevo prospettato”: in realtà le hanno fatte a pezzi perché non stavano in piedi. Annuncia improbabili “soluzioni per tamponare i danni”, così la giostra gira un altro po’. E si domanda “se sia valsa la pena” suggerire a B. la linea dell’“aplomb”. Come se un colpevole con l’aplomb diventasse meno colpevole. Intanto il pregiudicato con l’aplomb incassa la condanna e paga le parcelle, sempre con molto aplomb. No, vederlo nelle mani dei Pannella e dei Coppi fa male anche a noi. Lo stanno raggirando e spolpando un’altra volta. Facciamo qualcosa per liberarlo.




Un botta e risposta tramite il suo banchetto e l'articolo parzialmente dedicato al più grande bluf dello sciopero della fame esistente.

La neo coppia referendaria la posso definire,l'unione della prostata con scapellamento da ospizio,due personaggi che non mi hanno mai affascinato,anzi,dal loro ingresso in politica il logorroico radicale è stato una banderuola della serie "mi vendo al miglior offerente" e l'altro uno che ha preso per i fondelli gli italiani arricchendosi.

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(immagini tratte dal sito di Radio Radicale)

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