domenica 2 dicembre 2012

Dalle primarie a canna mozza al "direttore" impazzito




Uno su mille c’è la fa

di Marco Travaglio

Torna a grande richiesta la commedia all'italiana, nel solco della tradizione dei film a episodi con Sordi, Tognazzi, Gassmann, Manfredi, Vianello, Tina Pica e Walter Chiari. La pellicola, ancora in lavorazione, uscirà nelle sale a Natale. Siamo entrati in possesso della sceneggiatura dei primi quattro episodi.

Sballottaggio. Il leader di un partito chiamato Democratico organizza le primarie in linea con la ragione sociale, vince il primo round, esalta “la grande giornata di democrazia” e la strepitosa affluenza, ma poi scatena la guerra atomica per far sì che al ballottaggio voti il minor numero di persone possibile. Chi vuol partecipare deve inventarsi una scusa per l'assenza al primo turno. Quelle usate dai ragazzi a scuola (raffreddore, zia malata, cagnetta in calore, autobus in anticipo, allergia ai quaderni) non sono valide. Meglio optare per quelle dei Blues Brothers: “Avevo una gomma a terra, avevo finito la benzina, non avevo soldi per il taxi, la tintoria non ha portato il vestito, c’era il funerale di mia madre, l’inondazione, e poi le cavallette”.

L'onorevole Angelino. Un tizio di nome Angelino, convinto – non si sa bene da chi e perchè – di essere il leader del centrodestra, organizza anche lui le primarie. Fissa date, detta regole, recluta candidati, intreccia alleanze, poi il suo padrone lo richiama all'ordine. Lui si dibatte un po', dice addirittura che non vuole inquisiti, poi riceve una lettera di Dell'Utri in siciliano stretto: “Le tue primarie non servono a una minchia”. Vistosi perduto, va a Canossa, cioè ad Arcore, camminando in ginocchio sui ceci. Lo fanno entrare dall'ingresso della servitù, lo lasciano sei ore in anticamera, appoggiato a un panchetto, poi finalmente viene ricevuto. “Scusi Sire, non volevo, sono stato frainteso, non lo faccio più”. Il Nano Supremo, magnanimo, gli rimette la livrea a righine, gli restituisce il piumino e gli consente di spolverare.

Il conte di Montecribbio. Il direttore di un coso chiamato Il Giornale, dunque convinto di essere un giornalista, diffama questo e quello, finchè si busca una condanna in appello per diffamazione. Vivo stupore dell'interessato. Il diffamato, impietosito, propone di ritirargli la querela in cambio delle scuse e del risarcimento. Ma il diffamatore, per misteriosi motivi, tiene tantissimo ad andare in galera e rincara la dose. La Cassazione conferma la condanna. I giudici, pietosamente, lo mandano ai domiciliari. Lui non sente ragioni e s'incazza: o galera o niente. Convoca la stampa per denunciare lo scandalo della magistratura politicizzata che rifiuta di arrestarlo. Si barrica in ufficio, pernotta nel cassetto della fotocopiatrice, poi la polizia lo preleva e lo traduce a casa sua. Lui twitta “C’è la faremo”, diffamando anche la lingua italiana. Poi, impavido, evade sul pianerottolo. Lo beccano subito: tribunale, processo per direttissima. Lui gongola: finalmente vado in galera. Ma niente da fare: ci vuol altro che un'evasione, in Italia, per finire dentro. Il giudice, inesorabile, lo rispedisce a casa. Lui giura: non evado più. Tanto è inutile.

I ragazzi irresistibili. Un'allegra brigata di vecchietti, convinti di essere dei tecnici, occupano Palazzo Chigi e improvvisano dei consigli dei ministri. Uno si alza e s'inventa un decreto per consentire a un'acciaieria inquinante di continuare ad ammazzare la gente. Un altro propone una legge draconiana per vietare di candidarsi ai condannati sopra i 4 anni. A nulla vale l'obiezione che 20 dei 21 onorevoli pregiudicati hanno condanne inferiori ai 4 anni (per superare detta soglia occorre mettersi a sparare). Vivo disappunto del gobbo del Quarticciolo, della saponificatrice di Correggio, del Canaro della Magliana e dei mostri di Marcinelle e di Dusseldorf, che resterebbero esclusi per un soffio dalle prossime elezioni. Ottime chances invece per Sallusti, se smette.



La vignetta inserita limita la visione di un paese alla deriva per molti aspetti,al grottesco siparietto di uno pseudo giornalista al servizio del padrone,il quale dopo averne combinate più di Bertoldo in Francia,finalmente gli è arrivato il conto da pagare,un pò per scappare dalla grinfie di casa Garnero-Santanchè e soprattutto chiedere a tutti i costi la galera per farsi passare da martire,MADDECHE'....

Sulle primarie Pd,con tutta probabilità inutili per lo sbarramento che non consentirà a nessuno di governare,almeno per scelta degli elettori,con il tecnico dei tecnici pronto per altri cinque anni,e quelle della destra,ormai in corto circuito,dove l'incapacità finalmente è stata rappresentata platealmente,non trovo altre riflessioni,anche perchè pur sforzandomi non ne trovo....

&& S.I. &&

per eventuali notifiche - iserentha@yahoo.it

3 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Ha pure il coraggio di difendere Farina, dicendo che quella espressa nel famigerato articolo, era solo un'opinione.
Che gente ignobile!
cristiana

Tina ha detto...

Zio Fester lo metterei in cella e butterei la chiave per l'intera durata della condanna.
Sulle primarie, Bersani mi sta sul lato B, ma sul sindaco di Firenze non c'è altro da dire che è una sorta di ibridizzazione tra un buffone di corte e il cainano, del resto il suo spin mi pare sia Gori, è dire tutto.

Domenica scorsa ho votato Vendola, oggi Bersani, caro Ivo, per quanto ancora ci tocca votare il meno peggio?
Buona serata Ivo ;-))

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Cristiana,tutto gli organi politici del caimano sono raffinati come costui,piacciono così al sovrano e ai suoi sudditi elettori...

Tina,davo per scontato che vincesse il candidato favorito,gli organi del Pd si sono mobilitati verso questa soluzione,adesso con tutta probabilità farà un corso intensivo da cameriere per il super tecnico bocconiano,i servizi dureranno qualche annetto.

Saluti a voi