domenica 9 gennaio 2011

La grande fame e gli scontri in Algeria e Tunisia,da Beppe Grillo.it

(Reuters)


Cos'hanno in comune la rivolta in corso in Algeria, gli incendi estivi in Russia e le inondazioni in Australia? La risposta è l'aumento del prezzo dei cereali che ha raggiunto il suo picco all'inizio del 2011. Il prezzo è aumentato del 32% da giugno a dicembre 2010 e continua a salire. Le ultime rivolte per il cibo, i vecchi "assalti ai forni", avvennero nel 2008 in molti Paesi, tra cui l'Egitto, la Somalia e il Cameroun in occasione del precedente picco. Rispetto ad allora la situazione è cambiata in peggio. Alcuni tra i principali produttori di cereali sono stati colpiti da siccità come l'Argentina e gli Stati Uniti, da inondazioni come l'Australia o da un caldo infernale, mai registrato nell'ultimo secolo, come la Russia. I Paesi importatori devono pagare di più, ma spesso non è sufficiente per ottenere la quantità di cibo necessaria.
La Russia, finora la terza esportatrice di frumento, dovrà importare 5 milioni di tonnellate di cereali e insieme all'Ucraina ha posto restrizioni all'esportazione. La Cina, da nazione esportatrice, è diventata importatrice, in prevalenza da Argentina e Stati Uniti, a causa dell'urbanizzazione e della crescente scarsità d'acqua. Nei primi sette mesi del 2010 la Cina ha importato circa 38 milioni di tonnellate di cereali, con un aumento del 20% anno su anno. La sola quantità di grano importata nel 2010 è stata 56 volte quella del 2009. Nel mondo le prime nazioni importatrici sono nelle aree del Nord Africa e nel Medio Oriente. Non sorprende che la prima reazione sia avvenuta in Algeria ed è probabile che si possa estendere a macchia d'olio. Secondo la FAO un miliardo di persone nel mondo soffre la fame. Il peggioramento del clima e la diminuzione dei raccolti, un andamento che non sembra reversibile nei prossimi anni, non potrà che aumentare il numero degli affamati e delle nazioni che terranno per sé i loro raccolti. Primum vivere.
La Comunità Europea nel suo complesso per ora esporta cereali, ma tra tutti i suoi membri la prima importatrice di cereali dall'esterno della UE è l'Italia. Non sembra vero, ma riusciamo a eccellere nel peggio con una tenacia formidabile. Nel periodo gennaio/luglio 2010 abbiamo importato ben 6,7 milioni di tonnellate di cereali. L'autosufficienza alimentare è la prima assicurazione per il nostro futuro. E' necessario il rilancio dell'agricoltura. Meno cemento e più campi di grano.


LA GRAVE SITUAZIONE IN ALGERIA E TUNISIA






Bè,non è da oggi che l'homo sapiens rischia l'estinzione,e nel caso più probabile la diffusione umana avrà un fortissimo ridimensionamento,complici sbagli economici,industriali e di sviluppo,un cocktail fatale per la sopravvivenza nell'unico pianeta vivibile per tutti quanti.
I 6-7 miliardi di formichine ormai ansimano,per un occidente solo con qualche cerotto,al momento,esiste un terzo-quarto mondo al collasso,i disordini nel nord Africa potrebbero essere solo l'inizio del grande casino per la sopravvivenza.

Ivo Serenthà 08.01.11 23:43|

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