martedì 22 giugno 2010

Solo 100 anni e l'homo sapiens si estinguerà

Parola di Frank Fenner



- La razza umana si estinguerà nel giro dei prossimi cento anni e così pure un sacco di specie animali. A dirlo è nientemeno che Frank Fenner, 95enne professore di microbiologia dell'Australian National University, ma soprattutto lo scienziato che ha contribuito a debellare il vaiolo. Stando all’eminente cattedratico, a far precipitare gli eventi saranno l’esplosione demografica e i consumi fuori controllo, due fattori ai quali gli uomini non riusciranno a sopravvivere, mentre a dare inizio alla caduta sarebbero stati i cambiamenti climatici.

IRREVERSIBILE - «L'homo sapiens sarà estinto probabilmente nei prossimi 100 anni - ha detto Fenner al giornale The Australian - e lo stesso accadrà per molti animali. È una situazione ormai irreversibile e penso sia davvero troppo tardi per porvi rimedio. Non lo manifesto perché la gente sta comunque tentando di fare qualcosa, anche se continua a rimandare. Di certo, da quando la razza umana è entrata nell’era nota come Antropocene (termine coniato nel 2000 dallo scienziato Paul Crutzen per definire l’era geologica attuale, in cui le attività dell’uomo sono le principali fautrici delle modifiche climatiche, ndr), l’effetto sul pianeta è stato tale da poter essere paragonato a una delle epoche glaciali o all’impatto di una cometa. Ecco perché sono convinto che faremo la stessa fine degli abitanti dell’isola di Pasqua. Attualmente, i cambiamenti climatici sono ancora in una fase molto iniziale, ma già si vedono dei considerevoli mutamenti nelle condizioni atmosferiche. Gli Aborigeni hanno dimostrato che potrebbero vivere per 40 o 50mila anni senza la scienza, la produzione di diossido di carbonio e il riscaldamento globale, ma il mondo non può e così la razza umana rischia di fare la stessa fine di molte altre specie che si sono estinte nel corso degli anni». La catastrofica e pessimistica visione di Fenner non sembra, però, trovare grande rispondenza fra i suoi stessi colleghi. «Frank può anche avere ragione - ha spiegato il professor Stephen Boyden, oggi in pensione, al Daily Mail - ma alcuni di noi hanno ancora la speranza che si arrivi a prendere consapevolezza della situazione e che, di conseguenza, si mettano in atto i cambiamenti necessari a raggiungere un vero sviluppo ecosostenibile».

CRISI GLOBALE - «La razza umana - gli fa eco Simon Ross, vice presidente dell'Optimum Population Trust - si trova ad affrontare delle autentiche sfide come i cambiamenti climatici, la perdita della biodiversità (ovvero, l’estinzione di alcune specie animali, ndr) e una crescita senza precedenti della popolazione». Ma c’è chi all’agghiacciante previsione di Fenner mostra in qualche modo di crederci e se la scorsa settimana il principe Carlo aveva messo in guardia dai pericoli legati alla crescita così impetuosa della popolazione mondiale, un altro scienziato, il professor Nicholas Boyle dell’università di Cambridge, si è spinto anche oltre, ipotizzando il 2014 come la data del "giudizio universale", spiegando (nel libro "2014: Come sopravvivere alla prossima crisi globale") che il mondo si sta infilando in una crisi globale senza precedenti, che avrà influenze estremamente più vaste dell’attuale crisi economica internazionale. Nel 2006 era, invece, toccato all’esimio professor James Lovelock lanciare l’allarme circa una diminuzione della popolazione mondiale nel prossimo secolo, quantificabile in 500 milioni di unità, a causa degli effetti del riscaldamento globale, sostenendo che nessun tentativo di cambiare il clima avrebbe davvero risolto il problema, ma avrebbe semplicemente permesso di guadagnare del tempo.

[ da Corsera ]

Teorie discordanti,e secondo il livello di ottimismo o pessimismo fatevi un'idea anche voi.A me pare che l'ecosistema dia dei segnali preoccupanti,dalle temperature medie,dai carotaggi effettuati dagli scienziati,non c'è mai stata un'epoca comparabile alla nostra,ovvero l'accelerazione delle stesse in così breve tempo,alle aree desertiche sempre più estese del pianeta.
Il boom demografico e l'evoluzione economica industriale dell'oriente,saranno coinvolti milioni di persone,per l'esattezza metà della popolazione globale,non potranno che aumentare e probabilmente dare sempre più ragione all'anziano scienziato.

E se vogliamo citare anche l'apocalittica marea nera del golfo del Mexico,dove milioni di barili di petrolio non coinvolgeranno solo i litorali circostanti,bensì tramite le maree,il devastante inquinamento si diffonderà in buona parte dell'oceano Atlantico.

A voi ottimisti vi lascio le ultime speranze.

&& S.I. &&

2 commenti:

Paola ha detto...

Non ha torto... ma speriamo di no!!!
Ciao caro Ivo come stai???
Spero bene!!!
Da molto tempo non passavo a lasciarti un salutino... perdonami ma impegni lavorativi mi hanno letteralmente assorbita!!!
Con un abbraccio ti lascio la buona notte

Talamasca ha detto...

Dunque ci estingueremo, ma bene...i nodi tornano tutti al pettine ;)

Ciao Ivo, buona giornata a venire.