martedì 31 marzo 2009

Per il Pdl,l'effetto serra non esiste

Mozione a firma Dell'Utri: "Cambiamenti climatici modesti, e comunque non dannosi"



Se lo afferma lui,siamo davvero rassicurati....

I cambiamenti climatici non esistono. E se esistessero farebbero un gran bene. Parola di Pdl. Non è una barzelletta. E' una mozione che porta, tra le varie firme di esponenti della maggioranza, anche quelle di Dell'Utri, Nania e Poli Bortone. In polemica con la Commissione europea che dà "per scontata l'attribuzione della responsabilità del riscaldamento globale in atto da circa un secolo nell'atmosfera terrestre all'emissione dei gas serra antropogenici", i parlamentari del centrodestra professano senza esitazione la loro fede scettica. Sostengono che "una parte consistente e sempre più crescente di scienziati studiosi del clima non crede che la causa principale del peraltro modesto riscaldamento dell'atmosfera terrestre al suolo finora osservato (compreso fra 0,7 e 0,8 gradi centigradi) sia da attribuire prioritariamente ed esclusivamente all'anidride carbonica di emissione antropica".

E se invece il mutamento climatico fosse veramente in atto? Niente paura - si legge nella mozione che verrà discussa giovedì in Senato - sarebbe una gran bella cosa: "Se pure vi fosse a seguito dell'aumento della concentrazione dell'anidride carbonica nell'atmosfera un aumento della temperatura terrestre al suolo, i conseguenti danni all'ambiente, all'economia e all'incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel citato Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici".

Non è puro amore del paradosso. Nel mirino ci sono, ancora una volta, gli accordi di Kyoto e l'impegno dell'Unione europea ad arrivare agli obiettivi del 20 - 20 -20, cioè a far correre la macchina dell'industria europea per renderla in tempi rapidi più competitiva sul mercato internazionale aumentando l'efficienza e diminuendo la dipendenza dai combustibili fossili: "Gli obiettivi intermedi e le relative sanzioni introdotte dal cosiddetto Protocollo di Kyoto e dal cosiddetto Accordo 20-20-20 si muovono in antitesi alla dinamica degli investimenti in ricerca".

Al testo presentato dalla maggioranza verrà contrapposta una mozione dell'opposizione. "Quelle della maggioranza sono affermazioni che fanno a pugni con il consenso scientifico e politico maturato in tutta Europa sui mutamenti climatici e danno la misura della marginalità del governo italiano rispetto al modo in cui i principali paesi industrializzati stanno organizzandosi per rispondere alle due crisi che si intrecciano: la crisi economica e la crisi climatica", commenta Roberto Della Seta, capogruppo pd in commissione Ambiente.

[ da La repubblica ]

Ormai l'attuale Imperatore insieme all'esercito di cortigiani,paiono sempre più simili a Nerone,quando incendiò Roma e si mise a contemplare la distruzione,qui la visione catastrofica sarà naturalmente più vasta, non gliene importa nulla a costoro dei vari rapporti scientifici,i quali con precisione hanno determinato un surriscaldamento della temperatura globale mai avvenuta in così breve tempo,i carotaggi analizzati nelle zone polari parlano chiaro.
Peccato le future generazioni dovranno se possibile,arginare e riparare una natura che li travolgerà.

Una cecità irresponsabile che fortunatamente non è appoggiata da alcuno,almeno dalle società occidentali più evolute,un segnale indelebile di quanto ci stiamo allontanando dalla realtà non solo in campo ecologico-ambientale.

Il tutto supportato dalla volontà popolare,d'appoggiare una coalizione che è incapace di osservare al di là del proprio orticello.

[ post inserito da Kenzo ]

Il kamasutra della maestra,a cura di Massimo Gramellini



Può darsi che abbia un po’ esagerato. Sì, può darsi che la maestra di una quinta elementare di Novara abbia un po’ esagerato nel rispondere in maniera esplicita alle domande dei suoi imberbi allievi, che durante una lezione di scienze su «corpo umano e apparato riproduttivo» le avevano chiesto cosa fosse il sesso orale e a cosa servissero, a letto, le manette e i frustini. Anziché eludere la loro curiosità e spedirli dietro la lavagna con un libro di catechismo sotto le ginocchia, la maestra ha spiegato con tono asciutto che il sesso orale è quello che si fa con la bocca, e che frustini e manette sono dei giochi erotici. Le birbe hanno riferito a casa e, apriti cielo!, i genitori hanno chiesto alla preside la rimozione della pervertita.

Può darsi che abbia un po’ esagerato. Ma la maestra ha compiuto un’operazione importante: ha tolto al sesso la sua morbosità. Il sesso non è un peccato di cui vergognarsi, per poi alludervi di continuo nelle barzellette, nei balletti e nella pubblicità. Il sesso è un gioco sacro che diventa vizio solo quando viene investito di un’aura perversa di proibito. Fra programmi televisivi e discorsi di adulti intercettati in casa, da quante parole e situazioni a sfondo sessuale viene aggredito ogni giorno un bambino di dieci anni? Sì, può darsi che la maestra abbia un po’ esagerato. Ma mai quanto quei genitori che si sono scandalizzati per le sue risposte, invece di chiedersi in che modo i loro figli avevano appreso le domande.

[ da La stampa ]


Se queste fossero le effettive risposte,cioè un analisi ai minimi termini alla curiosità esposta dal bambino,non ci sarebbe alcun motivo di mettere in discussione l'insegnamento e la responsabilità dell'insegnante,dubito però che sia stata l'effettiva risposta,probabilmente per sollevare tanto sdegno,deve avere comunicato particolari non assimilabili dalla psiche degli alunni di quinta elementare,fermo restando che la Tv è assolutamente la prima cattivissima maestra.

I particolari che più di spiacciono sono la sospensione della maestra,il probabile allontanamento dalla classe in via definitiva,e le lacrime del bambino che ha fatto la domanda,alla notizia che non vedrà più la sua maestra.

&& S.I. &&

Fiat-Chrysler,Obama-Marchionne,accordo d'oro per l'Italia

«intesa riuscirà ad accelerare gli sforzi per produrre veicoli a basso consumo,
Marchionne ringrazia Obama per le parole di apprezzamento verso la Fiat
«L'alleanza con Chrysler contribuirà anche a salvaguardare posti di lavoro negli Stati Uniti»






TORINO - «Questa alleanza non solo permetterà a Chrysler di rafforzare la propria solidità finanziaria, ma contribuirà anche a salvaguardare posti di lavoro negli Stati Uniti». Lo afferma l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, in una nota nella quale ringrazia «pubblicamente il Presidente Obama a nome di tutto il management del Gruppo Fiat per le parole di apprezzamento che ha avuto nei confronti del lavoro fatto negli ultimi cinque anni e per il suo incoraggiamento a finalizzare una solida alleanza tra Chrysler e Fiat».

TECNOLOGIA - «Siamo fermamente convinti - dice Marchionne - che le tecnologie ecologiche e le piattaforme per vetture medio-piccole sviluppate da Fiat giocheranno un ruolo fondamentale nel ricostruire uno stretto rapporto tra i marchi del Gruppo Chrysler e i consumatori americani». Per l'amministratore delegato della Fiat l'alleanza «riuscirà ad accelerare in modo significativo gli sforzi per produrre veicoli a basso consumo, portando quindi ad un più rapido rimborso dei fondi pubblici messi a disposizione della società americana». «I colloqui con la task force del Presidente Obama - conclude Marchionne - sono stati serrati ma leali. Siamo convinti di poter conseguire un risultato che, assegnando la giusta priorità alla restituzione dei fondi dei contribuenti, darà un futuro credibile a questo settore industriale che è cruciale per l'economia. Siamo davvero felici che Fiat possa giocare un ruolo chiave in questo importante sforzo».

[ da La stampa ]

Tutto oro che cola per la nostra economia,l'accordo Fiat-Chrysler con la "benedizione" di Obama,è un risultato eccezionale per il made in Italy,riconosciuto anche dal Presidente americano,il quale ha sottolineato la capacità dell'innovazione della casa torinese,i trenta giorni per perfezionare l'accordo è una scelta obbligata per la casa automobilistica americana,non ha davvero altre possibilità.

La notizia si aggiunge alla volontà della Opel Europa di affidarsi al Politecnico di Torino nella ricerca di nuove tecnologie idonee nel campo dell'auto,Torino e la Fiat,insieme all'ateneo rendono più rosea l'incertezza del futuro,almeno per l'intero paese.

&& S.I. &&

lunedì 30 marzo 2009

La guerra contro il cancro mette in campo le nanotecnologie



Il procedimento per ora ha successo sulle cavie e verrà sperimentato sull’uomo tra due anni. Î ricercatori britannici della scuola di farmacia dell’università di Londra utilizzano un micro involucro di geni anti cancerogeni che vengono indirizzati a colpire solo le cellule tumorali e non quelle sane. Le nano particelle che trasportano i geni viaggiano nel sangue e colpiscono il tumore.

La pagina su cui potete cliccare e osservare direttamente il filmato,



It's possible to see several translations in the movie, at the top of the site are possible Euronews different languages

[ da Euronews ]

La ricerca scientifica insieme agli investimenti finanziari,sono e saranno fondamentali per combattere e sconfiggere definitivamente il cancro.

@@ post inserito da Dalida @@

Altra vergogna italiana,record del mondo di auto blu,sono 600mila




L'Italia ha conquistato un nuovo record mondiale per il proprio parco di 'auto blù, che ha raggiunto le 607.918 unità. È quanto emerge dallo studio condotto da Contribuenti.it - Associazione Contribuenti Italiani con 'Lo Sportello del Contribuentè che ha analizzato il parco auto esistente, sia proprie che in leasing, in noleggio operativo ed in noleggio lungo termine, presso lo Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Asl, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private, Società per azioni a totale partecipazione pubblica. In soli due anni, in Italia, si è passati da 574.215 a 607.918 auto blu, un aumento del 6% in soli due anni. Dopo la legge del 1991 che limitava l'uso esclusivo delle auto blu ai soli Ministri, Sottosegretari e ad alcuni Direttori generali, si sono sempre proposte regolamentazioni e tagli, mai effettuati. La classifica dei paesi che utilizzano le 'auto blù vede oggi al comando l'Italia con 607.918 seguita dagli USA con 75.000, Francia con 64.000, Regno Unito con 55.000, Germania con 53.000, Turchia con 52.000, Spagna con 42.000, Giappone, con 31.000, Grecia con 30.000 e Portogallo con 23.000. «In Italia gli amministratori pubblici hanno superato ogni limite - sostiene Vittorio Carlomagno, presidente Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - Basterebbe una norma che stabilisse il limite di cilindrata delle auto blu per ridurre drasticamente il parco auto, sostenere le industrie automobilistiche italiane e incrementare l'utilizzo di prestigiose utilitarie italiane come la Grande Punto».

[ dal Sole 24 ore ]

Possiamo prendere atto della schifo che può assalire chiunque di noi,valutando ulteriormente che ogni auto blu ha perlomeno un paio di autisti che si alternano nei propri turni giornalieri,e le spese aumentano a dismisura,tanto paghiamo noi!!!

Non solo da oggi,con la crisi economica-occupazionale,tutto ciò rapportato ad altri paesi,è motivo di sdegno e di vergogna.

Avete il permesso di vomitare direttamente sul post,una reazione del tutto umana e comprensibile.

&& S.I. &&

Marco Travaglio,il passaparola del lunedì e l'intervista su glob

Il Pdl appena costituito




Il testo integrale

"Buongiorno a tutti.
Non per guastare la festa a questa bella incoronazione imperiale del leader del popolo delle libertà che, come avete visto, a sorpresa è stato eletto primo, unico, ultimo imperatore del partito che aveva fondato sul predellino di una macchina e che quando l'aveva fondato Gianfranco Fini l'aveva subito fulminato dicendo: “siamo alla comica finale, noi non entreremo mai nel Popolo della Libertà e Berlusconi non tornerà mai più a Palazzo Chigi con i voti di Alleanza Nazionale”.
E quando qualcuno gli aveva chiesto “Possibilità che AN rientri all'ovile?”, risposta di Fini: “Noi non dobbiamo tornare all'ovile perché non siamo pecore”. Poi come avete visto sono tornati all'ovile quindi ne dobbiamo concludere che sono pecore o pecoroni.
Ecco, non è per guastare il clima idilliaco anche perché avete visto che sono talmente uniti che su 6000 delegati non se n'è trovato uno che votasse per un altro candidato; potevano pagarne uno almeno per votare per un altro candidato almeno facevano finta di averne due, invece no. E' stata proprio una cosa unanime che ha molto commosso il Cavaliere che non se l'aspettava: avete visto l'emozione con cui ha scoperto di essere stato eletto leader in quei congressi che proprio all'ultimo momento ti riservano questo colpo di scena finale. Chi l'avrebbe mai detto.
Ma diciamo che questo stava nelle cose. La cosa interessante è che a poco a poco si cominciano, con quindici anni di ritardo, a vedere i nomi e i cognomi dei veri padri fondatori di quest'avventura che adesso si chiama Popolo della Libertà, che prima si chiamava Casa della Libertà , che prima ancora si chiamava Polo della Libertà e che in realtà ha un unico padrone che si chiama sempre Forza Italia.
Quante volte abbiamo sentito rievocare la storia di Forza Italia, le origini... adesso c'è anche quel libro scritto in caratteri gotici, molto grosso per i non vedenti, probabilmente è la versione braille quella che Berlusconi ha mostrato in televisione, che invece della fiaba di cappuccetto rosso, di Cenerentola racconta la fiaba di uno dei sette nani: l'ottavo nano, anzi, come l'avevano ribattezzato i fratelli Guzzanti e la Dandini.

Craxi, questo sconosciuto
L'ottavo nano che nel 1993 cominciò a macinare idee, progetti che poi si tradussero in Forza Italia.
All'inizio ci dicevano che fu lui ad avere questa intuizione meravigliosa, anzi quando qualcuno insinuava che ci potessero essere dei rapporti, dei suggerimenti di Bettino Craxi, di alcuni strani personaggi siciliani che poi vedremo, veniva tutto negato: “non sia mai, noi non c'entriamo niente”. Anzi Berlusconi Craxi faceva proprio finta di non conoscerlo. Per la precisione, il 21 febbraio del 1994, ad un mese ed una settimana delle prime elezioni che Berlusconi vinse, tre settimane dopo il famoso discorso televisivo a reti unificate spedito in videocassetta ai telegiornali, quello della discesa in campo, Berlusconi era a Mixer, ospite di Giovanni Minoli che, conoscendo anche lui molto bene Craxi gli chiese quale fosse il suo rapporto con Craxi.
All'epoca Craxi era un nome impronunciabile, era il numero uno dei tangentari, stava facendo di gran fretta le valige perché di li a poco con l'insediamento del nuovo Parlamento i vecchi parlamentari avrebbero perso ipso facto l'immunità e sarebbe finito dentro. Allora stava apprestandosi alla fuga, alla latitanza verso Hammamet. Era un nome pericoloso, e Berlusconi, fedele alle amicizie e fedele come sempre, rispose a Minoli: “è una falsità, una cosa senza senso dire che dietro il signor Berlusconi ci sia Craxi. Non devo nulla a Craxi e al cosiddetto CAF”.
Un anno dopo, lui aveva già fatto il suo primo governo, era già cascato, c'era il governo tecnico Dini, alla Repubblica gli chiesero notizie di Craxi perché era venuto fuori da un vecchio consulente di Publitalia che aveva partecipato alla progettazione, addirittura pare fin dall'estate del 1992, Ezio Cartotto, alla nascita di Forza Italia, aveva raccontato che in queste riunioni, in quella decisiva di aprile del 1993, mente lui era li ad Arcore con Berlusconi si aprì una porta ed entrò Craxi e diede alcune indicazioni. Per esempio che bisognava mettere insieme le truppe berlusconiane con i leghisti, ma Craxi disse “mai con i fascisti”. Craxi aveva tanti difetti ma essendo un socialista i fascisti non li voleva vedere mentre, come abbiamo visto, Berlusconi si è portato dentro i fascisti e anche qualche nazistello per non disperdere i voti.
In ogni caso i giornali pubblicarono le dichiarazioni di Cartotto, che chi di voi vuole vedere nel completo trova nel libro “L'odore dei soldi”, lì c'è proprio il racconto di questa riunione nella quale Craxi spalancò una porta.
Berlusconi replicò negando. Io mi ricordo che in una conferenza stampa in quei giorni a Torino, al Lingotto, io gli chiesi se era vero che Craxi avesse partecipato a queste riunioni e lui, invece di rispondermi, mi disse “si vergogni di farmi questa domanda”. Era una conferenza stampa: in un altro paese immagino che tutti i giornalisti avrebbero rifatto la stessa domanda fino a ottenere la risposta, invece i colleghi, che sono quelli che fanno parte del codazzo, che sono ormai quasi di famiglia per lui, mi guardarono come dire: “ce lo disturbi, così ci rimane male, ci rimane storto per tutta la giornata”. Io mi ritirai in buon ordine, non conoscendo queste usanze altamente democratiche.
Berlusconi disse di nuovo: “Forza Italia e Craxi sono politicamente lontani anni luce. Posso assicurare che politicamente non abbiamo a che fare con Craxi e siamo stati molto attenti anche alla formazione delle liste elettorali”. Come dire, quello è un pregiudicato e noi i pregiudicati non li vogliamo. Non vogliamo neanche gli indagati, infatti Forza Italia nel 1994 faceva firmare una dichiarazione ai suoi candidati nella quale dichiaravano non solo di avere condanne ma nemmeno di avere mai ricevuto un avviso di garanzia, che è addirittura eccessivo come dicevamo la settimana scorsa. Per essere indagati basta essere denunciati da qualcuno, che magari si inventa le accuse.
“Non rinnego l'amicizia con Craxi ma è assolutamente escluso che Forza Italia possa aver avuto o avere alcun rapporto con Craxi”. 2 ottobre 1995.
Craxi è rimasto latitante dal 1994 al 2000 ad Hammamet. Nel gennaio del 2000 è morto. Stefania Craxi ha aspettato per sei anni che l'amico Silvio, che doveva molto se non tutto a Craxi, andasse a trovare suo padre e Berlusconi non c'è mai andato, è andato a trovarlo da morto al funerale.
Infatti, parlando al Corriere della Sera nell'agosto del 2004, Stefania Craxi dichiarava: “A Berlusconi non perdono di non essere mai stato a trovare mio padre neppure una volta.”.
L'avete vista, l'altro giorno piangeva felice durante la standing ovation riservata a Craxi su invito di Berlusconi dall'assemblea dei congressisti; evidentemente si è dimenticata o forse ha perdonato, o forse il fatto che l'abbiano portata in Parlamento l'ha aiutata a perdonare.
Sta di fatto che Craxi era un appestato, non si poteva dire che Craxi era uno dei padri fondatori di Forza Italia e poi dei suggeritori, visto che da Hammamet non faceva mai mancare i suoi amorevoli consigli, come emerse dalle famose intercettazioni depositate nel processo sulle tangenti della metropolitana di Milano, quelle che il giovane PM Paolo Ielo tirò fuori in aula per dimostrare la personalità criminale di Craxi che anche dalla latitanza continuava a raccogliere dossier a distribuire suggerimenti, ed era in contatto con il gruppo parlamentare di Forza Italia. Tant'è che il portavoce del gruppo parlamentare si dovette dimettere perché era solito sottoporre a Craxi le interrogazioni e le interpellanze parlamentari, e Craxi dava ordini su come orchestrare le campane contro i magistrati... anche questo lo trovate mi pare in “Mani Pulite” se non ricordo male.

L'altro padrino fondatore
Ma, andando avanti, l'altro giorno finalmente c'è stato lo sdoganamento postumo di Craxi: quindici anni esatti dopo la prima vittoria elettorale di Forza Italia Berlusconi ci ha fatto sapere pubblicamente, durante la standing ovation, che uno dei padri fondatori era Bettino. Non è male un partito che ha fra i suoi padri fondatori un latitante, no?
Ecco, per chi pensasse che non è bello un partito co-fondato da un latitante, fermi la propria indignazione o la propria riprovazione perché tra i padri fondatori Craxi probabilmente è il più pulito. Nel senso che, magari ci arriviamo al prossimo congresso, prima o poi sentiremo il Cavaliere ammettere anche il nome di altri padri fondatori di Forza Italia, che per il momento restano ancora abbastanza nell'ombra.
Quando voi vedrete a un prossimo congresso, non so... quando gli metteranno la corona o gli poseranno la spada sulla spalla o si metterà lo scolapasta in testa e il mestolo in mano e comincerà a declamare in lingue strane, se solleciterà una standing ovation per Vittorio Mangano sappiate che quello è il momento: finalmente un altro padre, o padrino, fondatore di Forza Italia verrà allo scoperto. Per il momento ci dobbiamo accontentare di quello che siamo riusciti a scrivere nei nostri libri, perché noi scriviamo nei nostri libri delle cose e poi dieci anni dopo Berlusconi arriva e le dice, e tutti i giornali le annotano dicendo “Berlusconi rivela...”. No, Berlusconi non rivela niente: confessa tardivamente, di solito quando le cose sono andate in prescrizione.
Allora, per essere precisi perché molto spesso si fa letteratura, Mangano, non Mangano, sarà vero o non sarà vero.
Io vi cito semplicemente quello che noi sappiamo per certo sul ruolo che ebbe Vittorio Mangano in tandem con Marcello Dell'Utri nella nascita di Forza Italia.
Un po' di date: il 25 maggio del 1994, strage di Capaci. Qualche giorno dopo Ezio Cartotto, che è un vecchio democristiano della sinistra DC milanese che teneva delle lezioni e delle consulenze ai manager e ai venditori di Publitalia e che quindi lavorava per Dell'Utri, viene chiamato da Dell'Utri. Siamo nell'estate del 1992, tangentopoli è appena esplosa, non c'è ancora nessun nessun politico nazionale indagato dal pool di Mani Pulite: hanno preso Mario Chiesa, hanno preso i due ex sindaci di Milano Tognoli e Pillitteri, hanno preso un po' di amministratori locali democristiani, comunisti, socialisti.
Eppure Dell'Utri, evidentemente con le buone fonti che ha a Palermo, ha già deciso che la classe politica della prima Repubblica è già alla frutta e non si salverà e quindi a scanso di equivoci chiama Cartotto e, in segreto, senza nemmeno parlarne con Berlusconi, gli commissiona – dice Cartotto - “di studiare un'iniziativa politica legata alla Fininvest”.
Poi c'è la strage di Via D'Amelio, preceduta dalla famosa intervista dove Paolo Borsellino ha detto che a Palermo ci sono ancora indagini in corso sui rapporti fra Berlusconi, Dell'Utri, Mangano e il riciclaggio del denaro sporco.
Dopo avere dato quell'intervista, passano nemmeno due mesi e Borsellino viene eliminato a sua volta. Intanto Cartotto lavora come una talpa: lo sa solo Dell'Utri. Berlusconi, questo lo trovate negli atti del processo Dell'Utri e noi in Onorevoli Wanted e anche nel libro arancione “L'amico degli amici” abbiamo raccontato dilungandoci questa vicenda che ha semplicemente dell'incredibile. O almeno, avrebbe dell'incredibile se qualcuno la conoscesse, se qualcuno l'avesse raccontata in questi giorni in cui tutti facevano i retroscena della nascita di Forza Italia. Si sono dimenticati questi popò' di retroscena.
Nell'autunno del 1992 Berlusconi viene informato del fatto che farà un partito, perché i primi a saperlo sono Dell'Utri e Cartotto. Da' il suo via libera al progetto, che prosegue tramite le strutture di Publitalia all'ottavo piano di Palazzo Cellini a Milano 2, dove ha gli uffici Dell'Utri.
Il progetto viene chiamato “Progetto Botticelli”, viene camuffato da progetto aziendale, in realtà è un progetto politico che sfocerà in Forza Italia, e poi ci sono tutte le riunioni di quando Berlusconi comincia a consultarsi con i suoi uomini.
Ovviamente, non solo i manager del gruppo ma anche i direttori dei giornali e dei telegiornali, che sono sempre i vari Costanzo, Mentana, Fede, Liguori e ovviamente Confalonieri, Dell'Utri, Previti, Ferrara. Montanelli non ci andava, ma ci andava Federico Orlando che poi ha scritto un libro, anche quello molto interessante: “Il sabato andavamo ad Arcore” pubblicato dalla Larus di Bergamo.
Poi ha scritto un altro libro “Fucilate Montanelli”, nel quale si raccontano, per gli Editori Riuniti, questi fatti.

Le riunioni ad Arcore
In queste riunioni ci sono discussioni, perché Berlusconi è preoccupatissimo. C'è il referendum elettorale che ha portato l'Italia alla preferenza unica e si va verso l'uninominale, c'è la scomparsa nella primavera del 1993 dei vecchi partiti che gli avevano garantito protezione per vent'anni, c'è la necessità di sostituirli con qualcosa che sia talmente forte da sconfiggere la sinistra che sembra approfittare del degrado morale che sta emergendo soprattutto, ma non solo, per i partiti del centrodestra – poi il PCI era coinvolto anche nella sua ala milanese ma non a livello nazionale nello scandalo di tangentopoli. E soprattutto c'è tutto il problema delle concessioni televisive e di chi andrà a governare il Paese e quindi a regolare la materia delle concessioni televisive che Berlusconi aveva appena sistemato con la famosa legge Mammì e quei famosi 23 miliardi finiti sui conti esteri della All Iberian di Craxi subito dopo la legge Mammì.
Allora c'è grande allarme, c'è grande preoccupazione: sarà meglio entrare o sarà meglio non entrare? C'è tutta la manfrina “facciamo un partito di centrodestra e poi lo consegniamo chiavi in mano a Segni e Martinazzoli perché vadano avanti loro, oppure lo facciamo noi?”. Questo era il dibattito, che nell'aprile del 1993 segna la benedizione ufficiale di Craxi con quella riunione che vi dicevo prima ad Arcore con Ezio Cartotto.

La mafia e la nuova Repubblica
Poi ci sono altre discussioni, ci sono ancora i frenatori come Confalonieri, Gianni Letta, Maurizio Costanzo che sono piuttosto ostili al progetto, o meglio temono che per Berlusconi sia un autogol.
Sarà un caso, ma proprio il 14 maggio del 1993 la mafia fa un attentato a Roma, il primo attentato a Roma nella storia della mafia, il primo attentato fuori dalla Sicilia nella storia della mafia viene fatto a Roma nel quartiere dei Parioli. Contro chi? Ma guarda un po': Maurizio Costanzo che sfugge poi, fortunatamente, per un centesimo di secondo.
Quel Costanzo che stava nella P2: evidentemente qualche ambientino non si aspettava che fosse ostile alla discesa in campo. Perché lo dico? Perché in quello stesso periodo in Sicilia e in tutto il sud ovest, anche Calabria, si muovevano delle strane leghe meridionali che, in sintonia con la Lega Nord – c'era stato addirittura a Lamezia Terme con un rappresentante della Lega Nord – si proponevano di secedere, di staccare Sicilia, Calabra... infatti si chiamavano “Sicilia libera”, “Calabria libera”. Era tutto un fronte di leghe molto strano: invece di esserci i padani inferociti lì c'erano strani personaggi legati un po' alla mafia, un po' alla 'ndragheta e un po' alla P2 e uno di questi, il principe Orsini che aveva legami con questi personaggi, aveva legami anche con Marcello Dell'Utri.
Quindi noi sappiamo che Dell'Utri – lo ha dimostrato Gioacchino Genchi, ma guarda un po', andando a incrociare i telefoni e i tabulati di questi personaggi – aveva contatti diretti con questo Principe Orsini. Dell'Utri inizialmente tiene d'occhio questi ambienti, perché sono le organizzazioni mafiose, legate a personaggi della P2 e dell'eversione nera, che si stanno mettendo insieme perché sentono odore di colpo di Stato, sentono odore di nuova Repubblica e vogliono far pesare, ancora una volta, la loro ipoteca con un partito o una serie di partiti nuovi.
Come Sicilia Libera, della quale si interessano direttamente boss come Tullio Cannella, Leoluca Bagarella, i fratelli Graviano e Giovanni Brusca.
Dopodiché succede qualcosa, succede che dopo l'attentato a Costanzo e dopo gli attentati che seguono – alla fine di maggio c'è l'attentato a Firenze, ci sono addirittura cinque morti e diversi feriti; poi alla fine di luglio ci sono gli attentati di Milano e Roma con altri cinque morti e diversi feriti – questa strategia terroristica ad ampio raggio, della mafia, sortisce i risultati sperati: Riina non stava sparando all'impazzata, stava facendo la guerra per fare la pace con lo Stato, così disse ai suoi uomini.
Una nuova pace con nuovi soggetti e referenti politici che però, a differenza di quelli vecchi che ormai erano agonizzanti, fossero vivi, vegeti, reattivi e in grado, fatto un accordo, di rispettarlo.
E' l'estate del 1993 quando Forza Italia è ormai decisa: Berlusconi nell'aprile-maggio ha comunicato a Montanelli che entrerà in politica e che quindi il Giornale dovrà seguirlo nella battaglia politica. Montanelli gli ha detto che se lo può scordare: tra l'estate e l'autunno sono mesi in cui si consuma la rottura tra Montanelli e Berlusconi perché Montanelli continua a scrivere che Berlusconi non deve entrare in politica perché c'è un conflitto di interessi, perché non si può fare due mestieri insieme.
Dall'altra parte, ci sono le reti Fininvest che bombardano Montanelli per indurlo alle dimissioni, perché era diventato un inciampo: il giornalista più famoso dell'ambito conservatore che si scatenava contro quello che doveva diventare, secondo i desideri di Berlusconi, un partito moderato, liberale, insomma il partito che avrebbe dovuto incarnare gli ideali di cui Montanelli era sempre stato l'alfiere e che invece Montanelli sapeva benissimo non avrebbe potuto incarnare perché Berlusconi è tutto fuorché un moderato e un liberale: è un estremista autoritario.
In quei mesi la mafia decide di abbandonare il progetto di Sicilia Libera che essa stessa aveva patrocinato e fondato e tutto ciò avviene in seguito a una serie di riunioni, nell'ultima delle quali Bernardo Provenzano – ce lo racconta il suo braccio destro, Nino Giuffré che ora collabora con la giustizia e che è stato ritenuto attendibile in decine e decine di processi compreso quello Dell'Utri – convoca le famiglie mafiose, la cupola, per sapere che cosa scelgono: se preferiscono andare avanti col progetto del partitino regionale Sicilia Libera o se invece non preferiscano una soluzione più tradizionale come quella che sta affacciandosi a Milano grazie all'opera di un loro vecchio amico: Marcello Dell'Utri che conoscevano fin dai primi anni Settanta come minimo, cioè da quando Dell'Utri, in rapporto con un mafioso come Cinà e un mafioso come Mangano, aveva portato quest'ultimo dentro la casa di Berlusconi.
Si potrà discutere se l'ha fatto consapevolmente o inconsapevolmente, ma il fatto c'è: ha dato a Cosa Nostra la possibilità di entrare dentro la casa privata e di stazionare con un proprio rappresentante dentro la casa privata di uno dei più importanti e promettenti finanzieri e imprenditori dell'epoca. Berlusconi era costruttore, in quel periodo, poi sarebbe diventato editore e poi politico.

Gli incontri tra Mangano e Dell'Utri
E' strano che non si trovi più nessuno, ma nemmeno all'estrema sinistra, che ricordi questi fatti documentati. Ancora nel novembre del 1993 quando ormai per Forza Italia si tratta proprio di stabilire i colori delle coccarde e delle bandierine, c'erano i kit del candidato, stavano facendo i provini nel parco della villa di Arcore per vedere i candidati più telegenici; in quel periodo, a tre mesi dalle elezioni del marzo del 1994, Mangano incontra due volte Dell'Utri a Milano. E questa non è una diceria, c'è nelle agende della segretaria di Dell'Utri: Palazzo Cellini, sede di Publitalia, Milano 2, i magistrati arrivano e prendono le agende e nell'agenda del mese di novembre del 1993 si trovano due appuntamenti fra Dell'Utri e Mangano, il 2 novembre e il 30 novembre.
E Mangano chi era, in quel periodo? Non era più il giovane disinvolto del '73-'74 quando fu ingaggiato e portato ad Arcore come stalliere: qui siamo vent'anni dopo.
Mangano era stato in galera undici anni a scontare una parte della pena complessiva di 13 anni che aveva subito al processo Spatola per mafia e al maxiprocesso per droga, due processi istruiti da Falcone e Borsellino insieme.
E' stato definitivamente condannato per mafia e droga a 13 anni, ne aveva scontati 11, uscito dal carcere nel 1991 era diventato il capo reggente della famiglia mafiosa di Portanuova e grazie al suo silenzio in quella lunga carcerazione aveva fatto carriera e partecipato alle decisioni del vertice della mafia di fare le stragi.
E poche settimane dopo le ultime stragi di Milano e Roma, Dell'Utri incontra un soggetto del genere a Milano negli uffici dove sta lavorando alla nascita di Forza Italia.
Io non so se tutto questo sia penalmente rilevante, lo decideranno i magistrati: penso che sia politicamente e storicamente fondamentale saperlo, mentre si vede Gianfranco Fini che cita Paolo Borsellino al congresso che sta incoronando il responsabile di tutto questo, cioè Berlusconi.
Verrebbe da dire “pulisciti la bocca”.
Possibile che invece di abboccare a tutti i suoi doppi giochi, quelli del centrosinistra non – ma dico uno, non dico tutti, li conosciamo, fanno inciuci dalla mattina alla sera e sono pronti a ricominciare con la Costituente come se non gli fosse bastata la bicamerale – uno, di quelli anche più informati, che dica “ma come ti permetti di parlare di Borsellino? Leggiti quello che diceva, Borsellino, di questi signori in quella famosa intervista prima di morire”.
Leggiti quello che c'è scritto nella sentenza Dell'Utri e poi vergognati, perché quel partito lì non l'ha fondato lo spirito santo, l'hanno fondato Berlusconi, Dell'Utri, Craxi con l'aiuto di Mangano che faceva la spola fra Palermo e Milano, infatti le famiglie mafiose decidono di votare per Forza Italia e di abbandonare Sicilia Libera – che viene sciolta nell'acido probabilmente – quando Mangano arriva giù a portare le garanzie.

Bettino, Silvio e Marcello
Io concludo questo mio intervento, che racconta l'altra faccia della nascita e delle origini di Forza Italia e quindi della Seconda Repubblica, semplicemente leggendovi quello che hanno scritto e detto prima Ezio Cartotto, piccolo brano, e i giudici di Palermo.
Cartotto dice: “Craxi ci disse – in quella famosa riunione in cui si aprì la porta – che bisogna trovare un'etichetta, un nome nuovo, un simbolo, qualcosa che possa unire gli elettori moderati che un tempo votavano per il pentapartito. Con l'arma che hai tu, Silvio, in mano delle televisioni, attraverso le quali puoi fare una propaganda martellante”. Mh... “Ti basterà organizzare un'etichetta, un contenitore – una volta è Forza Italia, una volta la CdL, una volta il PdL -, hai uomini sul territorio in tutta Italia, puoi riuscire a recuperare quella parte di elettorato che è sconvolto, confuso ma anche deciso a non farsi governare dai comunisti e salvare il salvabile”.
Vedete che Berlusconi continua a ripetere le stesse cose che gli aveva detto Craxi, quindici anni dopo non ha ancora avuto un'idea originale.
Berlusconi invece era ancora disorientato, in quel momento, tant'è che dice: “mi ricordo che mi diceva: 'sono esausto, mi avete fatto venire il mal di testa. Confalonieri e Letta mi dicono che è una pazzia entrare in politica e mi distruggeranno, che faranno di tutto, andranno a frugare tutte le carte e diranno che sono un mafioso”.
Questo diceva Berlusconi nella primavera del 1993. Domanda: ma come può venire in mente a un imprenditore della Brianza di pensare che se entra in politica gli diranno che è un mafioso? E' mai venuto in mente a qualche imprenditore della Brianza che qualcuno potrà insinuare che è un mafioso? Ma uno potrà insinuare che è uno svizzero, piuttosto, ma che è un mafioso no! Cosa c'entra? Strano che lui avesse questa ossessione, no?
“Andranno a frugare le carte e diranno che sono un mafioso” già, perché evidentemente in certe carte si potrebbe anche trarre quella conclusione lì.
“Che cosa devo fare? A volte mi capita perfino di mettermi a piangere sotto la doccia”. Queste erano le condizioni psicologiche, umane del personaggio, disperato perché sapeva che Mani Pulite sarebbe arrivata a lui ben presto, e non solo mani pulite visto che temeva addirittura di finire dentro per mafia.
I giudici di Palermo, nella sentenza Dell'Utri, nove anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici in primo grado, scrivono: i rapporti tra Dell'Utri e Cosa Nostra “sopravvivono alle stragi del 1992 e 1993, quando i tradizionali referenti, non più affidabili, venivano raggiunti dalla vendetta di Cosa Nostra – i vecchi politici: Lima, Salvo... - e ciononostante il mutare della coscienza sociale di fronte al fenomeno mafioso nel suo complesso”.
Cioè Dell'Utri nonostante la gente cominci veramente ad appassionarsi all'antimafia dopo la morte di Falcone e Borsellino, rimane sempre lo stesso.
Esistono “prove certe della compromissione mafiosa dell'imputato Dell'Utri anche relativamente alla sua stagione politica – quella di cui abbiamo parlato -. Forza Italia nasce nel 1993 da un'idea di Dell'Utri il quale non ha potuto negare che ancora nel novembre del 1993 incontrava Mangano a Milano mentre era in corso l'organizzazione del partito Forza Italia e Cosa Nostra preparava il cambio di rotta verso la nascente forza politica”.
Dell'Utri incontrava Mangano nel 1993 e poi anche nel 1994 “promettendo alla mafia precisi vantaggi politici e la mafia si era vieppiù orientata a votare Forza Italia”.
Tutto questo è scritto in una sentenza di primo grado, che naturalmente aspetta conferme o smentite in appello e in Cassazione.
Però è strano che non si sia trovato nessuno che la citasse in questi giorni tra un retroscena e l'altro.
Io penso che sia fatta giustizia, spero che prima o poi, invece di usarlo soltanto per raccattare qualche voto sporco in campagna elettorale, tributino finalmente nel prossimo congresso i giusti onori anche al padre fondatore, anzi al padrino co-fondatore, Vittorio Mangano.
Passate parola."


Intervista su Glob,prima parte



Il giornalismo cortigiano ai potenti e alla politica,insieme al giornalismo sportivo,il quale ha convissuto col sistema Moggi per decenni.
L'esperienza della nuova trasmissione con la Cabello su La7.
Il suo archivio molto dettagliato a prova di memoria e di censura.
Il suo esperimento di spettacolo teatrale con riferimenti giudiziari,la reazione del pubblico divertita,quasi come se fossero avvenimenti che non li riguardano,è la cosiddetta rimozione della memoria,causata dalle molteplici ingiustizie nel nostro paese.

Intervista su Glob,seconda parte



Rapporti tra intellettuali e televisione,ovvero la loro sparizione dal piccolo schermo.
Secondo Travaglio,mancano gli spazi per loro,una volontà chirurgica per far scadere l'informazione,lo spettacolo,la cultura,per promuovere tresh e rincoglionire diffusamente,gli intellettuali dicono le loro personali opinioni.
I soldi pubblici verso la cultura,secondo Baricco,dovrebbero essere dirottati dal teatro alla televisione,solo una provocazione,gli investimenti in ogni caso sarebbero dirottati ai vari potenti.
Una televisione di qualità ad esempio,è stata la puntata dedicata a Roberto Saviano,mentre la televisione si dedica ai fatti di cronaca nera,vedi porta a porta con le decine di puntate dedicate a Cogne,Garlasco,Perugia,Erba.

[ post inserito da Kenzo ]

domenica 29 marzo 2009

Michele Serra,rumeni e orchi arrestati a Cogne



I telegiornali dei giorni scorsi hanno accolto con smisurata eccitazione la notizia di un nuovo delitto a Garlasco: il cadavere di una donna seminuda trovata in un canale. La parola 'seminuda', secondo gli studi di settore, vale da sola almeno due punti di share, ed è per questa ragione che i cadaveri di donne vestite hanno uno smercio mediatico molto più scadente, e a volte vengono riconsegnati ai parenti con qualche parola di rimprovero.

Ma è soprattutto alla parola 'Garlasco' che le casalinghe lasciano cadere in terra la pentola con i broccoli emettendo un urlo di orrore, anche se la televisione sta dando la notizia di un ingorgo stradale. Il secondo delitto di Garlasco spalanca dunque le porte a un nuovo filone della cronaca nera, quello dei delitti-bis commessi nello stesso luogo già teatro di crimini di grande gradimento popolare. Vediamo i principali casi di sicuro successo.

Il secondo delitto di Erba Nella villetta degli orrori, così chiamata a causa della impressionante bruttezza, i nuovi inquilini litigano con i nuovi dirimpettai perché stendono i panni sulla parabolica oscurando 'Amici' di Maria De Filippi. Li sterminano con il topicida e danno fuoco alla tangenziale per cancellare le prove. Vengono arrestati due rumeni che assomigliano in modo impressionante a Olindo e Rosa.

Il secondo delitto di Cogne Nella baita degli orrori, posta accanto a casa Franzoni e così detta perché ospita la più grande collezione italiana di nani da giardino, un padre orco violenta per 3 mila volte la figlia proprio come quello austriaco, ma tutte e 3 mila nello stesso giorno. Si giustifica sostenendo di essere davvero un orco e di avere recitato in 'Shrek' come doppiatore, ma non viene creduto. Vengono arrestati due rumeni molto somiglianti ai due arrestati di Erba. Tutte le persone coinvolte nel caso, compresi gli inquirenti, sono seminude, e grazie a questo particolare il secondo delitto di Cogne conquista l'apertura dei telegiornali per due mesi.


Il secondo delitto di Perugia Nella casa degli orrori, così chiamata perché appartiene alla famiglia Orrori, il capofamiglia Luigi Orrori lascia la figlia diciottenne sola in casa per andare a lavare la macchina. Lei, con una sua amica studentessa americana molto avvenente, organizza un festino a base di salsicce e tequila. Ma non succede assolutamente niente, e la famiglia Orrori riceve una nota di protesta dalla Federazione della Stampa, danneggiata dal mancato delitto. Fortunatamente, un mese dopo, il fratello quattordicenne della studentessa compie una strage nel suo college in Nebraska. Particolare raccapricciante, ha sbagliato college: non era il suo. Data la particolare gravità del delitto, questa volta non vengono arrestati due rumeni, ma tre, uno dei quali non assomiglia a nessun altro rumeno e per questo viene accusato di essersi sottoposto a plastica facciale per sfuggire agli inquirenti.

Il secondo branco di cani randagi a Modica Rilasciati tra le polemiche da un magistrato per decorrenza dei termini, i cani randagi di Modica ricostituiscono il branco, questa volta rinforzato da un paio di puma fuggiti da un circo, e sbranano due rumeni seminudi, quasi identici ai due rumeni sospettati del delitto di Cogne perché molto somiglianti ai due rumeni di Erba. Il centrosinistra chiede l'aggravante razziale. La Lega propone la castrazione chimica di tutti i cani siciliani. Il branco omicida viene recluso nel canile degli orrori, così chiamato perché è gestito da una anziana animalista inglese che non si pettina dal 1985.

Il terzo delitto di Erba Viene commesso a Cogne da uno squilibrato di Garlasco, ma viene chiamato 'terzo delitto di Erba' perché sia l'assassino che la vittima odiano i vicini di casa. L'atroce delitto viene consumato in una villetta seminuda. Viene arrestato un solo rumeno. L'altro ha un alibi di ferro: non è rumeno.

[ da l'espresso ]

Questo articolo satirico di Michele Serra è eccezionale,nonostante i temi trattati,le tragedie di cronaca nera masticate all'inverosimile dai media,sappiamo tutti quanti chi è il Re dei masticatori,meglio tralasciare,è il segreto di Pulcinella.
Tra orchi,assassini,rumeni cattivissimi,esteri o nostrani si passa la serata,forse per colmare un certo vuoto esistenziale,o forse meglio precisare che il pubblico dello share,potrebbe essere una qualità di cognac,così è stato educato,e come il cane che si abitua a mangiare lo stesso cibo dalla ciotola,appunto la ciotola va costantemente riempita.


[ post inserito da Kenzo ]

Il Cairo,le condizioni disumane d'un intero quartiere



Il servizio delle Iene è allucinante,in una pseudo democrazia come quella egiziana,dove al potere continua ad esserci da molti anni il solito presidente,una situazione del genere non è umanamente tollerabile,famiglie,donne e bambini immersi nei rifiuti,trattando a mani nude gli stessi nell'attività di differenziazione e riciclaggio,è questa l'unica fonte di reddito per questi miserabili,con una aspettativa di vita relativamente breve causa le gravi infezioni, la popolazione,le autorità del Cairo,la politica,conoscono la situazione e la sfrutta,invece di organizzare strutture idonee per l'attività di queste persone,invece di ghettizzarli ed evitarli.

Uno dei filmati più sconvolgenti e orribili che ho dovuto assistere,in ugual misura alle immagini di vittime delle guerre,e mi riferisco anche agli ultimi interventi d'esportazione della democrazia.

&& S.I. &&


sabato 28 marzo 2009

Earth hour world,missione compiuta



Auckland,New Zealand





Sidney,Australia



Wellington,New Zealand



Manila,Philippines





Singapore



Kuala Lumpur,Malaysia



Hong Kong,China



Beijing,China



Rome,Italy



Paris,France



Atene,Greece



Budapest,Hungary



Stockholm,Sweden



Mumbai,India



Pyramids of Giza, Egypt



Chicago,Usa



New York,Usa



St.Louis,Usa



S.Francisco,Usa



Dallas,Usa



Toronto,Canada



Montreal,Canada



Earth hour 2009

Inseriremo tutte le foto possibili di ogni parte del pianeta,appena sarà possibile,il fuso orario deve fare il suo corso!!!

[#@& blog Freedom &@#]

La battuta infelice del Presidente Lula,a cura di Massimo Gramellini



Il presidente brasiliano Lula ha dichiarato che la crisi è colpa di «gente bianca con gli occhi azzurri». Gli va riconosciuta una certa sfrontatezza: ha pronunciato quelle parole avendo a fianco il premier britannico Gordon Brown che è bianco con gli occhi azzurri. Le agenzie di stampa non riportano la replica del dimesso rappresentante della stirpe ariana, ammesso che abbia trovato le energie per replicare qualcosa. Nel dubbio, e nel nostro piccolo, ci permettiamo di farlo noi. Il razzismo è una brutta bestia e rimane tale anche quando viene praticato all’incontrario. Perché si comincia col dire che la colpa è dei bianchi e poi di solito si finisce col darla agli ebrei.

Ignoro da dove il presidente Lula tragga la convinzione che un Madoff di colore avrebbe turlupinato meno clienti di quanti ne abbia truffati il Madoff lavato in candeggina. E lo dico con il massimo disprezzo per la categoria degli yuppies imbretellati e ripieni di cocaina che ha governato il pianeta dai loft di Manhattan negli ultimi venticinque anni. Ma davvero uno yuppie del Terzo Mondo si sarebbe comportato diversamente, dispensando carezze ai bambini e finanziando soltanto opere nobili e pie? Lula sostiene di non avere mai visto un banchiere nero o indio a Wall Street. Ha ragione. Ma se non si possono ancora fare paragoni fra i banchieri, se ne possono sicuramente già fare fra i politici. E non risulta che i neri e gli indio al potere stiano dando migliore prova dei bianchi quanto a corruzione, cinismo e avidità. Né in Africa né in Sud America. Brasile compreso.

[ da La stampa ]

Una affermazione infelice quella del Presidente brasiliano,il potere politico ed economico è diffusamente spartito tra i bianchi,purtroppo per raggiungere certi livelli tocca modificarsi e plasmarsi come l'habitat richiede,altrimenti non ne puoi far parte,la ricchezza,quella che conta,va coltivata tra le erbacce e i rovi,chi riesce a distinguersi non ha problemi di colore della pelle,potrebbe essere addirittura gay,ma un gay potente e di successo!!!

&& S.I. &&

venerdì 27 marzo 2009

Earth hour,domani il black out volontario dalle 20.30 alle 21.30



Domani, dalle 20,30 alle 21,30, ognuno a seconda del proprio fuso orario, sara' l'ora della terra, l'Earth Hour, la mobilitazione globale lanciata dal Wwf ..

Mi raccomando partecipate in massa,un'azione simbolica atta a sensibilizzare il risparmio energetico,contro gli sprechi,per l'energia rinnovabile,solare,eolica,fotovoltaica, tra qualche decennio con l'idrogeno e il flusso delle onde del mare.

[@#& blog Freedom & Travel &#@]


Marco Travaglio,anno zero,il condono edilizio preventivo



Un paese all'insegna del condono,non solo edilizio,anche fiscale,sanatorie elargite a -,la storia come al solito molto dettagliata su come costruire qualsiasi stronzata,e farla franca.
Villa certosa in Sardegna,la villa faraonica con tunnel sotterraneo tra gli scogli,l'anfiteatro e un parco da mille e una notte,qualsiasi ipotetico reato è caduto in prescrizione,condonato e quant'altro.

L'ultima grottesca storia dell'imperatore nostrano,su come ha colonizzato un pezzo di Sardegna,e dalle ultime volontà governative all'insegna della cementificazione,afferma di fidarsi del gusto architettonico degli italiani....

[ post inserito da Kenzo ]

giovedì 26 marzo 2009

Con un Presidente così,chi rimane disoccupato è un incapace



Forza,non stare con le mani in mano,prendi a modello il presidentissimo,ieri ferroviere,oggi ad inaugurare il termovalorizzatore di Acerra,se non riesci a trovare un lavoro,non c'è speranza.

Sei proprio un fankazzista.....




[ da Inserto satirico - http://www.insertosatirico.com/ e da ricerca google ]


Per far quadrare il cerchio,prima di reperire una qualsiasi attività,in questo eldorado delle possibilità lavorative....

Trovatevi anche un ottimo riferimento politico,e come 18 anni fa dopo averlo sfruttato, lo ripudiate e lo fate scappare ad Hammamet in Tunisia!!!

[ post inserito da Kenzo ]


Un cane come alibi,a cura di Massimo Gramellini




Il giudice ha concesso gli arresti domiciliari a uno spacciatore di Viterbo per permettergli di accudire il suo cagnolino. Poiché il pregiudicato non può lasciare l’appartamento, il magistrato ha disposto che il cane debba provvedere da solo all’espletamento dei bisogni corporali. Lo spacciatore potrà soltanto aprirgli la porta e aspettare sulla soglia il suo ritorno. Quindi, delle due l’una: se il padrone non esce a rimuovere con la paletta le composizioni artistiche dell’animale di fiducia, sarà passibile di contravvenzione. Se invece lo fa, rischia l’arresto. Mentre le migliori menti del diritto si arrovellano sullo spinoso caso, e il resto del mondo ci osserva esterrefatti, vorrei spendere una parola a favore di questo magistrato. Cosa avrebbe dovuto fare? Spedire la bestiola al canile? O affidarla d’imperio a un nuovo padrone, calpestando il rapporto affettivo instaurato con lo spacciatore? (Da padrone di cani, sono curioso di sapere cosa gli metteva nella ciotola).

In una nazione evoluta, la scelta animalista del giudice sarebbe stata altamente lodata. Ma in questa landa di cinici opportunisti, l’unica reazione è stata quella dei pregiudicati di Viterbo, che hanno preso d’assalto i negozi di animali per ingaggiare cani, gatti, criceti e canarini. O vogliamo fare delle discriminazioni sulla base della taglia? Si attende con curiosità la prossima mossa dei magistrati. C’è sempre la possibilità che rimandino il pregiudicato in galera, magari insieme al cane. O al giudice.

[ da La stampa ]


Classica situazione italica di sentenza salomonica,il cagnolino poteva esser affidato ad una famiglia più responsabile,è evidente che crea un precedente la sentenza,l'alibi del possedere un cane si diffonderà,poi dietro l'angolo è probabile un nuovo indulto causa carceri affollate,i veri disonesti in Italia sono i lavoratori dipendenti che pagano le tasse,l'onestà se continua questo trend diventerà reato!!!


&& S.I. &&

Tumore al colon,sperimentato farmaco efficace su alcuni cani



Un sosia di Oscar,il cane salvato da sicura morte,la razza è bichon frise


Oscar è ormai una celebrità. La sua storia comincia quando si ammala di tumore, un adenocarcinoma dell'intestino molto maligno: non si muove più e può sperare di sopravvivere solo tre mesi. La chemioterapia e la radioterapia non servono a niente, così sperimentano su di lui un farmaco, nuovissimo, che fa il miracolo: il cancro scompare e lui torna a camminare.
Oscar è un paziente speciale: è un cagnolino, un Bichon frisè, di quelli che hanno il pelo bianco e un po' riccioluto e ha dieci anni. La sua fortuna (e dei suoi padroni) è stata quella di incontrare un gruppo di oncologi della Cleveland Clinic, in Ohio, che da un bel po' di anni stavano studiando un farmaco che funzionasse come un cavallo di Troia: capace cioè di penetrare, inosservato, nelle cellule tumorali e di liberare, una volta dentro, l'arma capace di distruggerle.

IL FARMACO - Il farmaco è la nitrosilcobalamina, un mix di vitamina B12 e di monossido di azoto (NO): la B12 entra nelle cellule attraverso recettori presenti in gran numero sulla superficie (perché questa vitamina è indispensabile alla proliferazione cellulare) e libera NO che è tossico. Così Oscar-il miracolato ha conquistato la platea al congresso annuale dei chimici americani a Salt Lake City, dove è stato presentato il caso, e la sua fotografia sta facendo il giro del mondo. Dopo di lui sono stati curati, con la nitrosilcobalamina, altri due cani, con buoni risultati e senza effetti tossici: Buddy, un golden retriver di sei anni, con un tumore della spina dorsale e Haley, uno schnauzer gigante di 13 anni, con un tumore della tiroide: la risonanza magnetica e gli ultrasuoni hanno dimostrato una riduzione della massa per entrambi. Quando la lista comprenderà dieci «casi clinici » in tutto, i ricercatori chiederanno all'Fda, l'ente americano per i farmaci, l'autorizzazione per la sperimentazione sull'uomo.
Cani e uomini sono molto simili da un punto di vista genetico e l'idea che ha avuto Joseph Bauer, coordinatore della ricerca, è intelligente: offrire subito un'opportunità di cura agli animali ammalati di cancro (Negli Usa sono 6 milioni) e ricavarne informazioni per salvare, in prospettiva, anche i pazienti.
Del resto uomini e cani si ammalano allo stesso modo anche perché, genetica a parte, sono esposti agli stessi rischi ambientali.

TUMORI NEI CANI - E come sta avvenendo per noi umani, anche nella popolazione a quattro zampe i tumori sono in aumento «Sono in crescita — spiega Laura Volontè, specialista all'Ospedale Veterinario Città di Pavia — anche perché aumenta l'età media degli animali, perché c'è più prevenzione e una maggiore disponibilità a curare. Anche i proprietari sono più attenti alla salute degli animali». I tumori più frequenti sono quelli della pelle, della mammella nelle femmine e dei testicoli nei maschi, ma ci sono neoplasie che si manifestano più frequentemente in certe razze. «Il Golden retriever per esempio — continua Volontè — si ammala di emangiosarcoma, un tumore della milza. Ecco perché nelle razze a rischio sarebbe bene, attorno agli otto anni, fare un'ecografia dell'addome». Anche per i cani si sta cominciando a parlare di prevenzione e di diagnosi precoce, oltre che di nuove chemioterapie.

[ da Corsera ]

Non è automatico che la terapia possa essere usata nell'uomo,ci vorranno anni di sperimentazione e di ricerca scientifica,anche se per ciò che riguarda il tumore al colon in questi ultimi anni sono state affinate terapie chirurgiche e mediche molto efficaci,le quali consentono la guarigione in moltissimi casi.

Però questo cocktail terapeutico usato nei cani,potrebbe essere positivo per altre forme di cancro.

Incrociamo le dita.

@@ post inserito da Dalida @@

mercoledì 25 marzo 2009

Roberto Saviano,stasera a che tempo che fa,rai 3 naturalmente




Da non perdere questa sera,la trasmissione dedicata interamente a Roberto Saviano,criticato da alcuni per la sovraesposizione dovuta al suo libro denuncia,Gomorra e con l'appendice del film gradito dalla maggioranza della critica.
Ha sempre affermato d'essersi sorpreso lui per primo del successo che ne è derivato,tantissimi palcoscenici culturali in tutto il mondo l'hanno ospitato, per capire meglio il suo libro ed il fenomeno tutto campano legato alla criminalità organizzata.
Una vetrina assolutamente meritata,tenuto conto della vita che deve condurre da alcuni mesi,sempre scortato e nel segreto delle sue residenze.

Un'appuntamento da non perdere



&& S.I. &&

Marchionne: "Il peggio è passato",mi auguro abbia ragione



«Il peggio è passato». L’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, scioglie la prognosi sullo stato di salute dell’economia mondiale. «Certo - puntualizza - le conseguenze restano pesanti, ma è partito il processo di risanamento. Diciamo che è stata individuata la ferita, ora bisogna ripulire». Marchionne ha affrontato l’argomento a Ginevra, al termine dell’assemblea degli azionisti della società svizzera Sgs, di cui è presidente. Una lancia spezzata in favore di un ragionato ottimismo: «Sono uno dei pochissimi che cerca di leggere nella sfera di cristallo - ha detto, con un po’ di humour, Marchionne - e secondo me una gran parte dei problemi che hanno impattato sull’economia a livello globale si è già verificata. Il peggio della crisi è passato». Naturalmente molto hanno contato le importanti iniziative avviate per contrastare la recessione ed intervenire sulle banche «malate» da parte delle istituzioni internazionali e dei governi.

Prima fra tutte l’azione di contrasto che ha portato al maxi-piano di aiuti deciso dal governo americano: «Nei giorni scorsi ho avuto l’opportunità di parlare con il dipartimento del Tesoro Usa - ha spiegato l’Ad Fiat - e ho visto l’elevato impegno che a Washington perseguono nel trovare soluzioni realizzabili. In Europa, invece, mi preoccupa il protezionismo a livello nazionale, in particolare per le industrie e le politiche generali, che rallenta il processo di ripresa nel vecchio continente». Ma quando ci sarà il giro di boa? Quando si potrà dire con sicurezza che la risalita è incominciata? «Io credo - valuta Marchionne - che nella seconda metà di quest’anno si comincerà a vedere qualche segnale di inversione di tendenza negli Usa, poi in Asia e infine in Europa, che è più lenta e dove qualcosa di positivo si concretizzerà non prima di fine 2009». In questo outlook ci sono anche indicazioni sulla Fiat: «Per il 2009 - dice Marchionne - abbiamo annunciato un risultato di oltre un miliardo di operativo e da quello che vedo adesso posso confermarlo. Però, come ho già detto, il primo trimestre sarà strutturalmente debole, a gennaio i mercati sono scesi di più del 20%. Sono bravo, buono, lavoro, non spendo, ma in certi momenti è difficile». Quello a cui l’Ad Fiat si riferisce come base della conferma sul risultato 2009 è una prima stima delle vendite del gruppo a marzo: «Spero che le cifre di previsione siano in linea con quelle di fine mese - si augura il top manager del Lingotto - Fiat è migliorata anche in Europa, nei paesi che hanno creato una struttura di ecoincentivi». Insomma, mette in chiaro Marchionne: «Un miglioramento sostanziale per quota e volumi rispetto a questo febbraio, ma anche rispetto al marzo 2008. Come abbiamo sempre detto questi incentivi avrebbero spronato la domanda e ora cominciamo a vedere i risultati».

Intanto dalla sponda americana dell’Atlantico si attende una decisione per l’alleanza con Chrysler: «Il mercato è una scacchiera che si muove alla velocità della luce, è inutile essere ottimisti fino a quando non c’è un annuncio», avverte l’Ad Fiat e aggiunge: «Tutto quello che dovevamo fare riguardo alla proposta per Chrysler l’abbiamo fatto. Sono andato negli Usa due volte e ho parlato a lungo con i due commissari nominati per valutare le soluzioni nel settore auto: abbiamo spiegato in maniera piuttosto chiara quali sono i vantaggi per Chrysler. Adesso dipende da loro, io ho l’animo in pace». Tra i dossier aperti resta anche quello cinese. Alleanze? Marchionne non dice se, dopo il congelamento dei colloqui con Chery, il nuovo partner di Fiat nel grande paese asiatico sarà Guangzhou Automobile: «Abbiamo deciso in maniera intelligente di allungare un i tempi - si limita a spiegare - fino a quando la domanda non si stabilizza, non si può dir nulla sui progetti di Fiat in Cina. Parliamo con tutti, veramente con tutti».

[ da La stampa ]


Ce lo auguriamo tutti,questa lunga crisi mai vissuta dal dopoguerra è arrivata inaspettata ed è stata violentissima nel condizionare tutto il pianeta,questa batosta che sia d'esperienza per chi l'ha determinata,le responsabilità maggiori vanno agli States,aver intossicato con i titoli-mutui suprime,elargendo a piene mani finanziamenti sapendo a priori che moltissime famiglie non avrebbero mai potuto pagare i debiti,le carte di credito con le quali gli americani compravano indebitandosi,arrivando allo strozzamento del proprio budget familiare e non potendo ripagare i debiti,il tutto condito dalla politica globalizzante che in modo miope pensava in pochissimi anni di aprire mercati liberi su tutto il pianeta,peccato che a Genova chi contestava questa soluzione scellerata sia stato picchiato a sangue.
In seconda battuta le banche e gli istituti finanziari del vecchio continente,i quali si sono accodati con le banche americane investendo in titoli tossici,vere e proprie scatole vuote,e chi s'è sbilanciato investendo nell'est europeo trovandosi delle proprietà finanziare senza alcun valore.
Una scommessa improntata in una botta di fiducia la riflessione di Marchionne,intravede il risanamento oltre oceano e la ripresa in Europa nel 2010,da molte altre previsioni anche il prossimo anno dovrebbe essere alquanto difficile.
Diamo fiducia al profeta Marchionne,ha risanato la Fiat rilanciandola alla grande,è bravo ed ha un grande fiuto,se gli riesce l'accordo con la Chrysler,fa bingo ed entrerà nella storia di questo paese.

[ post inserito da Kenzo ]

martedì 24 marzo 2009

Alice bel colle,il paese coll'elisir di lunga vita





Immerso tra le colline in provincia d'Alessandria

Da un servizio televisivo regionale è emerso che questo bel paese di 780 anime ha il primato di ultracentenari,una concentrazione molto al di sopra della norma,sono ben quattro gli arzilli anziani ad aver superato il secolo di vita,il tutto condito da più di una decina di compaesani tra i 90 e i 100 anni.

Chissà se questa densità longeva è da attribuire al Dna,particolarmente buono da quelle parti,o forse da reperire in un elisir tipicamente di zona.

Tra le colline alessandrine,con molti vigneti di qualità di vino moscato e brachetto,l'appuntamento con l'inevitabile traguardo dell'esistenza tarda ad arrivare,che si conservino sempre così,un primato invidiabile che potrà esser molto utile per interessi turistici,e che sia fondamentale il rispetto della serenità e la qualità della comunità per gli eventuali visitatori.

@@ post inserito da Dalida @@

Il romeno scagionato anche da Vespa,a cura di Massimo Gramellini



Si chiama Karol Racz, detto Faccia da Pugile perché ha la faccia da pugile: brutta sporca e cattiva. È in Italia per fare il pasticciere e abita in un campo nomadi vicino a Roma. Un giorno arriva la polizia e lo chiude in una stanza buia con le sbarre alle finestre. Gli parlano italiano, ma lui non capisce l’italiano. Allora gli parlano romeno, ma lui non capisce il romeno. Capisce solo il dialetto della Transilvania, come Dracula, ma lui giura che non ha mai morso nessuna donna che non fosse d’accordo. Lo accusano di averne morse addirittura due: una ragazza al parco della Caffarella, una signora al quartiere Primavalle. La tv mette la sua faccia dappertutto. I giornali scrivono che lui è un «mostro» e i poliziotti degli «instancabili segugi». La signora di Primavalle lo va a vedere in galera e sviene. È lui è lui, dice. Poi ci ripensa: ma forse no. Allora gli fanno l’esame del Dna. Il risultato è che non ha morso né la ragazza né la signora. Però magari ha guardato chi le mordeva, pensa la polizia. E lo tiene dentro per 35 giorni. Trentacinque giorni tiene dentro Karol Racz, cittadino dell’Europa Unita, incensurato. Poi due romeni confessano e lui passa dal carcere al salotto di Bruno Vespa, con tante scuse.

Il suo avvocato dice che adesso potrà chiedere i danni. Ma a chi? A giornali e tv che lo hanno condannato per la sua faccia? O agli «instancabili segugi» che hanno creduto alle false confessioni? Karol Racz ai danni preferirebbe di gran lunga un posto di lavoro. Pasticcieri, mettetelo alla prova: non morde.


[ da La Stampa ]

Incredibile vero,è la caccia all'immigrato bellezza,come ha affermato ieri Marco Travaglio,l'indagine era stata compiuta stile Maigret,senza Dna per far colpo alla politica governativa,ora un piccolo risarcimento e la poltrona da Vespa,quest'ultimo un professionista coi fiocchi,sa fare benissimo il carnefice e il moralizzatore della piccolissima Tv.

Beato chi riesce a seguirlo....

&& S.I. &&

Pena di morte,alla Cina il criminale primato



Una delle numerose condanne capitali in Iran,da sottolineare la spettacolarità e chi riesce a scattare foto per l'album personale.

La buona notizia è che la maggior parte dei Paesi al mondo si sta avvicinando all’abolizione della pena capitale (solo 25 dei 59 Paesi che la mantengono hanno eseguito condanne nel 2008), quella cattiva è che centinaia di persone continuano a essere condannate e giustiziate. È quanto emerge dai dati diffusi oggi da Amnesty International, secondo cui la Cina conquista il primato di "Paese boia", avendo da sola messo a morte più persone che il resto del mondo nel suo complesso.

Nemmeno l’Europa risulta "zona libera", visto che la Bielorussia ricorre ancora, seppur in grande segretezza, alla pena capitale. Dopo l’adozione da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite di due risoluzioni (2007 e 2008) per una moratoria della pena capitale - fortemente volute e promosse dalla diplomazia italiana - «il mondo si è ancora più avvicinato al traguardo dell’abolizione» come si legge nel rapporto Amnesty ’Condanne a morte ed esecuzioni nel 2008’. Ma i numeri non possono certo essere definiti incoraggianti: tra gennaio e dicembre dello scorso anno sono state giustiziate almeno 2390 persone in 25 paesi e sono state emesse circa 8864 condanne alla pena capitale in 52 paesi.

Il maggior numero di esecuzioni nel 2008 è stato riscontrato in Asia, dove undici paesi continuano a ricorrere alla pena capitale: Afghanistan, Bangladesh, Cina, Corea del Nord, Giappone, Indonesia, Malaysia, Mongolia, Pakistan, Singapore e Vietnam. Solo in Cina hanno avuto luogo quasi tre quarti delle esecuzioni su scala mondiale, 1718 su 2390, dati che potrebbero essere ancora più elevati perché le informazioni sulle condanne a morte e le esecuzioni restano un segreto di Stato. Il secondo maggior numero di esecuzioni, 508, è stato registrato nella regione Africa del Nord - Medio Oriente. In Iran sono state messe a morte almeno 346 persone, tra cui otto minorenni al momento del reato, con metodi che comprendono l’impiccagione e la lapidazione.

In Arabia Saudita, le esecuzioni sono state almeno 102, solitamente tramite decapitazione pubblica. Nel continente americano solo gli Stati Uniti d’America hanno continuato a ricorrere con regolarità alla pena di morte, con 37 esecuzioni portate a termine l’anno scorso, la maggior parte delle quali in Texas. L’unico altro stato delle Americhe in cui sono state eseguite condanne a morte è stato Saint Christopher e Nevis, il primo dell’area caraibica ad aver ripreso le esecuzioni dal 2003. Quanto alla ’pecora nerà europea, la Bielorussia, l’anno passato ha eseguito quattro esecuzioni. Le condanne, spiegano da Amnesty, vi vengono eseguite con un colpo di pistola alla nuca e non vengono fornite informazioni sulla data dell’esecuzione né sul luogo di sepoltura.

In occasione della pubblicazione del rapporto, l’organizzazione per i diritti umani lancia, a questo proposito, lo studio ’Ending executions in Europe: Towards abolition of the death penalty in Belarus’ e un’azione online per fermare le esecuzioni nell’ex repubblica sovietica. Nell’Africa sub-sahariana, secondo dati ufficiali, sono state portate a termine solo due esecuzioni ma le condanne a morte sono state almeno 362. In quest’area, oltretutto, c’è stato un passo indietro con la reintroduzione della pena di morte in Liberia per i reati di rapina, terrorismo e dirottamento. Le risoluzioni Onu, insomma, sono stati strumenti importanti per incoraggiare gli Stati che mantengono la pena capitale a rivederne l’uso e ad abolirla. Ma per il momento non sufficienti. «La pena di morte è la punizione estrema: è crudele, inumana e degradante - ha commentato Irene Khan, segretaria generale di Amnesty International - Nel XXI secolo non dovrebbe esserci più posto per decapitazioni, sedie elettriche, impiccagioni, iniezioni letali, fucilazioni e lapidazioni».

[ da La stampa ]

L'orrore della pena capitale rimane stazionario,non vi sono sensibili aumenti nella pratica,spiccano come al solito le oltre 1700 condanne a morte in Cina su un totale di 2400,effettivamente le Olimpiadi sono servite per l'affermazione della democrazia e per la fine delle barbarie,su questo aspetto e sulla criminale repressione in Tibet,sono state davvero incredibili le promesse fatte all'indomani dell'assegnazione dei giochi.

I soliti Stati Uniti,con un buon numero di condannati,la famosa culla della democrazia,peccato che nei bracci della morte ci vadano i colored,gli ispanici e i bianchi sfigati,e tra di loro un buon numero di innocenti.

Non rammentavo il Giappone,anche se i numeri devono essere assai limitati,poichè spiccano di gran lunga le democrazie consolidate rispetto a paesi d'impronta dittatoriale.

Di ingiustizie e di crimini è pieno e zeppo il pianeta,ma i crimini di stato sono assai più detestabili.

&& S.I. &&

lunedì 23 marzo 2009