più, è necessario fare aggregazioni"

L'ad del del gruppo Fiat: «Crisi senza
precedenti. Tra due anni resteranno
solo sei grandi costruttori al mondo»
TORINO
Per l’amministratore delegato del Gruppo Fiat Sergio Marchionne «la crisi cui stiamo assistendo e che non ha precedenti, obbliga il comparto a un profondo ripensamento che porterà a un consolidamento del settore a livello mondiale nel giro di 24 mesi». «Se ciò non avverrà -ha affermato in un’ampia intervista al quindicinale Automotive News Europe di oggi - i mercati finanziari reagiranno con tolleranza zero».
«Dobbiamo quindi sederci intorno a un tavolo e riconoscere che la festa è finita. Non tutti gli attuali protagonisti del settore ce la faranno a sopravvivere». Per Marchionne, dal punto di vista finanziario «non ci sarà la fine del mondo nei prossimi 12 mesi». «Il sistema continuerà a funzionare - ha detto - e sono convinto che usciremo da questa crisi. Ciò che non avevo previsto è l’incapacità, da parte del sistema finanziario, di convincere il mondo che gli interventi messi in atti stanno funzionando e di mettere a posto lo stesso sistema finanziario. Ecco perchè non voglio fare previsioni sull’andamento della domanda l’anno prossimo o nel 2010. Per il 2009, Fiat è attrezzata per gestire e superare le incertezze, anche se non sarà facile».
L’amministratore delegato del Gruppo Fiat sottoninea come «la nostra strategia delle alleanze industriali mirate era un metodo per arrivare a un certo tipo di aggregazione. Ma vista la situazione dei mercati e quel che ci aspetta in futuro, quanto fatto finora non basta». Marchionne definisce la sua visione «molto draconiana» ma «al termine di questo ciclo di crisi, diciamo tra 24 mesi, resteranno i seguenti protagonisti indipendenti: un costruttore americano, uno tedesco, uno europeo-giapponese con una significativa estensione negli Stati Uniti, uno giapponese, uno cinese e un altro potenziale europeo». «I Wal-Mart del mondo dell’auto (la più grande catena di supermercati del mondo che vende prodotti a basso costo, ndr), e Fiat Group Automobiles è uno di questi, devono convenire che in futuro - dice - sarà richiesto un nuovo modello di business, ben diverso da quello attuale, dove l’indipendenza non è più sostenibile. Visti i livelli degli investimenti richiesti per lanciare nuovi modelli, non è pensabile che tutti gli attuali protagonisti del settore conservino la loro indipendenza».
Secondo Marchionne «per troppi anni grossi costruttori di auto si sono comportati come fossero dei Neiman Marcus (la catena americana di grandi magazzini di lusso, ndr), quando in realtà sono dei Wal-Mart (la più grande catena di supermercati del mondo che vende prodotti a basso costo, ndr)». «Per fare soldi - ragiona il manager del Lingotto - bisogna produrre almeno 5,5-6 milioni di veicoli all’anno. È quindi necessario fare delle aggregazioni, in un modo o in un altro». Nell’intervista Marchionne sottolinea infine che sta lavorando per «fare in modo che Fiat Group Automobiles sia al sicuro perchè ha buoni marchi e un buon management». «Sto tirando i freni su tutto - ha sottolineato - sto tirando i freni su nuovi modelli il cui sviluppo non è ancora arrivato all’80% o al 90%. La nuova Alfa 147 uscirà sul mercato, questo è sicuro, ma se mi chiedete se investirò in un nuovo Suv per la Alfa la risposta è no».
[ notizia tratta da La stampa ]

Probabilmente la Ferrari ha buone possibilità di sopravvivere,il rimanente se avesse ragione Marchionne,sparirà e l'aggregazione premierà i colossi più organizzati.
Insomma se ne vedranno delle belle,si fa per dire....
Certamente c'è da interrogarsi sulle basi della società capitalista,se il futuro è quello prospettato,la sua agonia è al di là della terapia intensiva.
## posted by Marlow ##
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