e deposto ancora vivo per vendetta
Giustiziato «a metà» per volontà dei familiari della vittima. Danni irreversibili a cervello e spina dorsale

TEHERAN - Un uomo condannato a morte in Iran è stato lasciato pendere a lungo dalla forca prima di essere deposto ancora vivo, ma con probabili danni irreversibili al cervello e alla spina dorsale, per volere dei familiari della persona che aveva ucciso. L'episodio è avvenuto domenica a Kazerun, città nel sud del Paese, secondo quanto scrive l'agenzia Irna, che titola la notizia «dolce epilogo di una esecuzione».
APPESO PER ALCUNI MINUTI - Un epilogo arrivato però dopo che il condannato, secondo la stessa agenzia, era rimasto appeso «per alcuni minuti». Un tempo sufficiente per subire danni irrimediabili. Secondo i dettami della legge islamica vigente in Iran, il condannato a morte per omicidio ha salva la vita se i familiari della vittima gli concedono il «perdono», in cambio di un risarcimento in denaro. In questo caso, evidentemente, i parenti della vittima hanno voluto assaporare la sofferenza del condannato prima di fermare l'esecuzione e intascare il denaro.
[ da Corsera ]
Una società coi fiocchi,non c'è che dire,hanno affinato la crudeltà,rendendo ancor più soddisfacente la vendetta per la famiglia della vittima,interrompendo l'esecuzione il condannato si rende paralizzato e cerebroleso,un'agonia portata ad allungare i tempi della soddisfazione,una civiltà fiore all'occhiello per l'umanità dell'intero pianeta.
@@ post inserito da Dalida @@
1 commento:
La crudeltà del genere umano non ha eguali in natura...Passano gli anni ma le cose non migliorano,troppi sono i paesi dove non c'è rispetto dei diritti umani.. Un saluto
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