Il regista Marco Pozzi: «Farò vedere allo spettatore come sta chi si ammala, che cosa pensa, come si sente»

Sara è un’adolescente, vive in una famiglia medio-borghese, frequenta il liceo ed è la più brava in classe. Improvvisamente e senza un motivo apparente, comincia una dieta ferrea, poi smette di mangiare, precipita nell’anoressia. La storia del film «Male di Miele» è già scritta, un lungometraggio, che il regista Marco Pozzi (autore di 20-Venti e di altri docu-film che sono approdati a Venezia e a Berlino) porterà sul grande schermo. Mancano ancora i protagonisti. Il casting, che il 16 dicembre si è inaugurato allo spazio Revel in zona Isola e che proseguirà il 13 gennaio nello showroom «Slam Jam» di via Pietrasanta 12, è cominciato attraverso i social network, ma anche con un volantinaggio nei licei lombardi.
All’esordio della selezione si sono presentati in 40 giovani, milanesi ma anche veneti. Come Riccardo, 18 anni, che per accompagnare il sogno della fidanzata Benedetta, ha fatto filotto ed è arrivato in treno da Vicenza. Gli assistenti di Pozzi hanno già dato una prima occhiata ai volti dei candidati, che si sono iscritti alle selezioni tramite Facebook o My Space (per info: www.maledimiele.it). Cercano facce memorabili, alla Gus Van Sant di Paranoid Park. Non veri attori, non veline, ma personalità colorate, perché la malattia è il sintomo di una vivacità che non esplode come dovrebbe. Il regista si è avvalso della collaborazione dell’Associazione per l’Anoressia e la Bulimia (Aba), che da anni si occupa di disturbi alimentari. «Abbiamo seguito alcune sedute di psicoterapia sia nella sede di Torino, che in quelle di Milano e anche al Niguarda – spiega -. La protagonista nel corso della lavorazione dovrà dimagrire di tre chili, ma sarà seguita da una nutrizionista. Se dovessi accorgermi che una candidata, anche perfetta per il ruolo, potrebbe ammalarsi, non la farei recitare».
Il tema è drammatico e il rischio di trattare la materia in modo incompleto o troppo provocatorio è dietro l’angolo. Ma, ma assicura Pozzi: «Lo tratteremo con vivacità, perché dietro una personalità anoressica si nascondono una grande spiritualità e creatività. Non voglio parlare di anoressia alla Toscani, che con quel manifesto ha fatto parlare, con un’operazione di grande comunicazione, ma per il gusto di provocare. Io non avrò un occhio voyeuristico, non andrò a guardare l’osso, ma farò vedere allo spettatore come sta chi si ammala, che cosa pensa, come si sente». Le riprese cominceranno in aprile, con un budget di 500mila euro, un terzo del costo medio di un film, ma «quanto basta per un ottimo lavoro indipendente», precisa il regista, che sarà aiutato da Regione Lombardia e dalla Provincia di Milano e che intende proporre la pellicola a Locarno o a Venezia.
Per riflettere in modo emotivo sul disagio alimentare, che, secondo i dati Aba, comincia a colpire non più soltanto ragazze adolescenti ma anche uomini e donne mature, la Wannabee Gallery ha allestito, sempre nello spazio Revel, una collettiva d’arte contemporanea (di 37 artisti), «Male di miele», che parte dall’immagine del corpo manipolato, per arrivare a mostrare la manipolazione dell’anima. «L’esposizione fa corrugare la fronte e causa reazioni anche fisiche sul pubblico. Volevo che parte di questo disagio nascosto fosse condiviso da chi non sa», ha commentato Silvia Pettinicchio, fondatrice della Galleria.
Mostra «Male di miele». Spazio Revel Scalo d’Isola. Via Thaon de Revel 3. Tel 02.68.31.85. Dal 16 dicembre al 24 dicembre. Dal lunedì al sabato dalle 11 alle 20. Ingresso gratuito.
[ da corsera ]
Chi vive a Milano se avrà interesse potrà comodamente visitare lo spazio dedicato ad un problema molto difficile come il male oscuro,figlio della nostra società,con mille difficoltà dal punto di vista sociale,mancanza di valori,individualismo e carrierismo sono tra gli aspetti più devastanti,non dimenticando la famiglia e un certo stereotipo della fisicità,assolutamente detestabile.
Sicuramente molto meglio questo intento,rispetto alle foto choc di Oliviero Toscani,che avranno fatto discutere,ma spettacolarizzato il problema e sia ben chiaro non ha peggiorato,nè migliorato la situazione,solo un tantinello fine a se stesso.
@@ post inserito da Dalida @@
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