giovedì 16 luglio 2015

Intercettazioni Renzi-Adinolfi e la Boschi nel paese delle meraviglie

















La bella addromentata nei boschi

di Marco Travaglio

Non è successo niente.Ieri, rispondendo alla Camera a un’interrogazione dei 5 Stelle sulla falsa riga delle cinque domande del Fatto al Reticente del Consiglio, Maria Elena Boschi pareva un articolo di Repubblica,o dell’Unità,o del Foglio: non è successo niente. L’aveva già detto martedì a In Onda Estate Francesco Bei, uno dei cronisti di Repubblica più innamorati di Renzi: “Queste intercettazioni presentate come scoop,non me ne vogliano i colleghi del Fatto, sono proprio il nulla ”(infatti il suo giornale, a quel nulla, ha dedicato due pagine).E la ministressa l’ha ribadito, infilando una balla per frase.1)Secondo la Boschi, nella telefonata intercettata il 10.1.2014 dalla Procura di Napoli fra l’allora comandante tosco-emiliano della Guardia di Finanza Michele Adinolfi e l’allora segretario del Pd e sindaco di Firenze Matteo Renzi,“non è nemmeno citata l’ipotesi di avvicendamento dell’allora presidente del Consiglio ”Letta. Ora, che la Boschi non sapesse scrivere, era già dimostrato dalle riforme da lei vergate in tandem con Verdini. Adesso scopriamo che non sa neppure leggere. Nella trascrizione dei Carabinieri si legge infatti che Renzi è incerto fra due opzioni.: a) “Mettere qualcuno dei nostri... a sminestrare un po’di roba” nel governo Letta per “governarlo da fuori”con un “rimpastone”; b)“Buttare all’aria tutto”, cioè rovesciare il governo Letta, il che “sarebbe meglio per il Paese perché lui è proprio incapace”e prendersi subito Palazzo Chigi. Renzi è per la seconda opzione e ha già sondato B.,“più sensibile a fare un ragionamento diverso”, cioè ad avallare o a sostenere un governo Renzi (otto giorni prima di siglare il patto del Nazareno).Purtroppo però Napolitano“non molla”Letta. Quindi,contrariamente a quanto af-ferma la Boschi, l’avvicendamento di Letta è citato eccome. Dunque la ministra dei Rapporti col Parlamento ha mentito al Parlamento. Non una, ma quattro volte.2)“Quello che è grave è che intercettazioni che non hanno alcuna rilevanza penale anziché essere stralciate siano finite a un giornale e siano statepubblicate. Su questo sono inatto delle verifiche per accer-tare eventuali responsabilità.Il ministro della Giustizia ha disposto dei primi accertamenti chiedendo all’Ispettorato generale di procedere in questo senso... Purtroppo non è la prima volta che succede,speriamo che sia l’ultima”.

No, gentile Boschi, non sarà l’ultima(almeno per noi del Fatto). Per un motivo molto semplice. Quelle intercettazioni non sono “finite a un giornale”: sono state depositate a norma di legge agli avvocati dell’inchiesta Cpl Concordia in un fascicolo in parte archiviato su Adinolfi per un’ipotesi di rivelazione di segreti. E, dopo il deposito, hanno perso il carattere di segretezza,dunque le abbiamo legittimamente, anzi doverosamente riferite. Ciò che è “grave” è che il governo, col ministero della Giustizia, abbia avviato indagini su un fatto assolutamente lecito, a caccia degli imprecisati “responsabili” che hanno pubblicato atti pubblici, autentici e di interesse generale. Non, come vaneggia la bella addormentata nei Boschi, per “chi apprezza il genere fantasy... supposizioni, ipotesi, forse addirittura illazioni” estranee all’attiv ità di governo”, ma per tutti i cittadini interessati all’imparzialità delle istituzioni e della Guardia di Finanza.3) La terza balla è sul caso di Adinolfi, che aspirava al posto di comandante generale della Gdf, sponsorizzato da Gianni Letta e Alfano, ma pure da Renzi, Nardella e Lotti; invece dovette accontentarsi del ruolo di comandante in seconda dopo la conferma del generale Capolupo. Fallita la missione,il 5.2.2014 Adinolfi e Nardella cenarono in una trattoria romana e attribuirono la conferma di Capolupo al presunto strapotere di Giulio Napolitano e ai conseguenti pretesi ricatti sul padre Giorgio (“ce l’hanno per le palle De Gennaro e Letta, pur sapendo qualcosa di Giulio”, disse Adinolfi). Su tutto ciò –afferma la Boschi - “nulla da riferire ha il governo, perché non sono coinvolti esponenti del governo”.E le pressioni pro-Adinolfi di Renzi e dell’attuale sottosegretario Lotti? 4)Come può la Boschi dire che nella cena “non si fa riferimento mai a possibili sostituzioni o promozioni nella Guardia di Finanza né tanto meno a possibili ricatti nei confronti dell’allora presidente Napolitano”, se nella cena si parla solo di questo? La Boschi è in ottima compagnia. C’è pure il sottosegretario Claudio De Vincenti,beccato dai Carabinieri a “suggerire la strada a Tirreno Power (la centrale di Vado Ligure, accusata di inquinamento con centinaia di morti, ndr) per aggirare la prescrizione che impone la copertura del carbone”. Come? Facendo colpire disciplinarmente dal Csm il pm di Savona che indaga su quello scempio. Ora anche De Vincenti inscena il pianto greco: “Trovo un po’singolare che il mio nome compaia in alcuni titoli di giornali, quando a mio carico non c’è nulla”. Come se le notizie fossero tali solo se hanno rilievo penale.Come se non esistessero i profili morali, deontologici, di opportunità. E come se un politico, solo perché non è indagato, fosse immune dalle critiche, dalle domande e persino dalle cronache. Gentili Renzi Boys & Girls, se non volete che si parli di voi, riformare le intercettazioni non basta: dovete proprio abolire la stampa.




Ecco il racconto dettagliato su come dovrebbe essere la stampa,l'informazione in un paese democratico e quindi libero da impedimenti,non sono sufficienti poche voci anche se il seguito non conta pochi lettori,la verita' dev'essere raccontata a tutti e ognuno faccia le sue riflessioni.

Il fantasy della madonnina alla Camera,oltre essere una falsa interpretazione,pare grottesca e per chiunque dovesse proferire un concetto del genere,e su una verita' che e' stata possibile portarla alle cronache,anche se in minima parte dando il giusto rilievo,tanto per sapere con chi si ha a che fare.

per eventuali notifiche - iserentha@yahoo.it

1 commento:

Paolo nullo Pedone ha detto...

Le santarelle vergini — istruite parrocchia — hanno ago e filo per ricucire bocche da eretica e blasfema bestemmia che non canti le laudi con il coro