sabato 28 giugno 2014

La joint venture tra il satrapo dedito alla gnocca e il logorroico toscano




Renzi e Berlusconi, doppio peso all’italiana

di Antonio Padellaro

Perché a Matteo Renzi viene perdonato tutto ciò che non è stato perdonato a Silvio Berlusconi?Breve promemoria. Nel famigerato ventennio, più volte gli scherani del sultano di Arcore provarono a liberarsi delle intercettazioni telefoniche e ambientali comprovanti i loro traffici. Con la scusa della privacy da difendere, minacciarono la chiusura dei giornali che avessero pubblicato quei verbali e altri sfracelli. Si coniò giustamente il termine “bavaglio”, si organizzarono piazze ricolme di sdegno e gli strilli fecero tremare le vetrate del Quirinale e di Palazzo Chigi. Non se ne parlò più.

L’altroieri, dagli uffici del ministro Orlando è stata fatta filtrare una riforma della giustizia riguardante anche la (non) pubblicazione delle intercettazioni per vedere l’effetto che faceva. L’obiettivo è il medesimo perseguito dal crudele Caimano: evitare che finiscano sui giornali conversazioni sconvenienti per i potenti. Ma quella che un tempo sembrava una macelleria messicana oggi è una elegante sala da tè dove giornalisti ed esperti trattano il non più bavaglio con grazia e soavità come piluccassero pasticcini. E che dire della soppressione del Senato elettivo che il premier di Rignano sull’Arno ha proposto, ponendo i parlamentari della Repubblica davanti alla cortese alternativa: o la votate o ve ne andate a casa? Per aver vagheggiato qualcosa di simile, il presidente-padrone fu paragonato a Mussolini, mentre al vincitore della Ruota della fortuna ’94 basta enunciare la supercazzola del bicameralismo perfetto e tutto tace (tranne i soliti rompiscatole).

La spiegazione più banale del doppiopesismo all’italiana è che Renzi non è Berlusconi, non ha i suoi trascorsi, appare meno pericoloso e non si tinge i capelli. Senza contare che quello stesso Pd che ieri tuonava dall’opposizione contro la democrazia messa in pericolo dalla destra oggi concorda le riforme con gli ex nemici in una confusione di ruoli dove non ci sono più buoni e cattivi, ma solo una grande marmellata dolciastra. O forse, l’immunità di Renzi nasce dallo spirito del tempo di un Paese talmente stanco e sfibrato dalle nefandezze subìte e così imbrogliato e rassegnato, che preferisce lasciar perdere, e il naufragar gli è dolce in questo mare.



A me pare abbastanza facile sciogliere l'interrogativo del Direttore.

Ai tempi del caimano al potere nonostante gli inciuci del duopolio degli orrori,un minimo di antagonismo c'è stato,anche perchè il satrapo dedito alla gnocca ne ha combinate più di "carlo in francia",ora la joint venture è blindata dal patto al nazareno,strada spianata al logorroico toscano dandogli le intere deleghe degli interessi del satrapo,il 40% alle europee ne sono la verifica.

Infatti sono pochissimi in Italia a livello mediatico che osano criticare qualsiasi boutade di fonzie,la blindatura è a prova di bomba,se per vent'anni sono stati sul medesimo treno in due scompartimenti diversi,ora si sono mescolati senza alcun pudore.

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