martedì 1 maggio 2012

Il governo tecnico dei replicanti




Il tecnico dei tecnici

di Massimo Gramellini

Per la madre delle imprese impossibili, tagliare gli artigli alla burocrazia pubblica, il governo dei tecnici non era abbastanza tecnico e così ha nominato un tecnico. Il promettente Enrico Bondi di anni 78. Ma la domanda non è se uno che ha risanato la Parmalat dopo il fallimento possa ripetersi con uno Stato che si trova quasi nelle stesse condizioni. La domanda è se lo Stato possa davvero essere trattato come una Parmalat. In realtà neanche le aziende prosperano a colpi di scure. I tagli aiutano a sopravvivere, ma per evolvere servono visioni strategiche, progetti innovativi. Invece questa crisi di sistema ci sta facendo assistere a un progressivo immeschinirsi del dibattito pubblico e persino privato. Ogni argomento di conversazione sembra essersi ridotto a una questione di numeri. I giornali fungono come sempre da specchio; ieri, fra titoli e tabelle, un importante quotidiano ne annoverava 122 (altro numero). Tanti numeri e neppure un’idea su come si esca da questa strettoia della storia.

Nessuno sarà davvero così ingenuo da illudersi che basti scorciare un po’ qui e potare un po’ là perché la pianticella italica ritorni a fiorire. Dimezzare i costi della politica e della burocrazia più pletorica, corrotta e inamovibile d’Europa: ecco due obiettivi seri e perciò irrealizzabili. Ma nemmeno quell’impresa titanica basterebbe a far ripartire una macchina che non si è ingrippata per mancanza di denaro ma di fiducia nel futuro. Ed è la fiducia che porta il denaro, mai viceversa.



Che piaccia o meno,la nostra storia è questa,con il trend intrapreso da mani pulite e con le aspettative della seconda Repubblica finite miseramente in malora,siamo da considerare un pò come alcuni staterelli africani,dove l'azione della corruzione non potrà mai far sviluppare alcunchè,anzi la percentuale dei disonesti pur di sopravvivere si estenderà sempre di più.

Inoltre chiamare al capezzale un ulteriore tecnico,considerando il governo pieno e zeppo di tecnici bocconiani con altri funzionari al seguito,la presa per i fondelli ha un gusto ancora più beffardo.

&& S.I. &&


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2 commenti:

giovanotta ha detto...

anch'io sono rimasta perplessa sui 3 tenici chiamati da un presidente del consiglio tecnico e ho pensato che siamo messi davvero male e però se da un lato apprezzo le considerazioni di Gramellini, penso anche che i numeri che lui lamenta significano la possibilità di costruire scuole, ospedali, rilanciare almeno settori dell'economia ecc, mentre con i soli ideali non sempre questo è possibile..
Buon Primo Maggio!

Ivo Serentha and Friends ha detto...

L'idealismo del giornalista crea del fascino,essendoci le casse vuote o semivuote,tocca portare la spesa politica e quindi democratica ai minimi termini possibili,contributi elettorali ridotti all'essenziale,stipendi dei politici e taglio degli stessi,novecento sono un'enormità,per non citare le auto blu...

Evasione fiscale,rientro dei capitali dall'estero con una tassazione ragionevole.

Basterebbe la volontà

Spero che tu abbia passato una buona giornata!

Saluti