venerdì 13 gennaio 2012

Ma andò sei se nell'atollo non ci vai




Meglio ipocriti che abbronzati

di Massimo Gramellini

Prima di Natale un imprenditore famoso mi disse: «Quest’anno ho abolito il turismo esotico. Non è il momento di farsi vedere in giro abbronzati». Aveva fiutato l’aria. In effetti non si placa il mal di pancia del cittadino semplice per le vacanze dei politici alle Maldive. A incrementarlo sono le foto che ritraggono Schifani e Rutelli su un atollo mentre brindano con champagne di marca e le dichiarazioni della compagna del sub Fini a proposito della fatica di perlustrare ogni giorno la barriera corallina. Non c’è nulla di male nel fraternizzare con un avversario (per quanto un tifoso della Roma non sarebbe stato felicissimo di vedere Totti, anche lui alle Maldive, mentre brinda con Lotito), né nell’andare in vacanza in un resort che costa come tanti altri luoghi di villeggiatura considerati meno offensivi dal popolo votante. Si tratta però di una colossale dimostrazione di insensibilità. E le giustificazioni dei vacanzieri («Era il viaggio di nozze che non avevamo mai fatto», «Sessant’anni non si compiono tutti gli anni») confermano che questa gente ha perso ogni aggancio con la realtà. Quando c’è una tragedia, la festa si ferma. E oggi per milioni di italiani il presente è una tragedia. Chi può ancora far festa deve almeno avere la delicatezza di divertirsi sotto traccia. In questo momento l’ostentazione è il peggiore dei vizi. Specie se chi ostenta fa un mestiere che gode di vasto discredito sociale.



Personalmente su un atollo mi romperei le balle dopo alcuni giorni,ma a parte i vari gusti turistici con gli stipendi che hanno in qualche modo devono spenderli i soldi,esiste solo un'alternativa alla casta,è quel movimento che nel suo statuto consente al max due legislature e stipendi molto più bassi,provare per credere!

&& S.I. &&


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1 commento:

LaDamaBianca ha detto...

Tutta invidia.
Se potessero ci andrebbero anche loro. Però è vero che se proprio devono andare in vacanza, almeno lo facciano con discrezione. Che di gente a spasso per altre ragioni (disoccupazione, cassa integrazione ecc...) ce n'è anche troppa.