mercoledì 14 settembre 2011

Le vittime dei preti pedofili citano il Papa alla corte dell'Aja




IL PAPA IN TRIBUNALE

Associazioni di vittime americane dei preti pedofili fanno ricorso all’Aja: “Ha coperto i criminali”

di Marco Politi

Trascinare il papa dinanzi alla Corte penale internazionale dell’Aja. È l’obiettivo dell’associazione di vittime di pedofilia clericale statunitense (Snap), che ha inoltrato ieri al Tribunale internazionale una denuncia di 85 pagine, in cui viene richiesta l’incriminazione di Benedetto XVI per “crimini contro l’umanità”. La parola d’ordine, riecheggiata spesso l’anno scorso – anche a Roma in una manifestazione di delegazioni di 13 nazioni svoltasi il 31 ottobre 2010 – si è tradotta a sorpresa in un atto giuridico per mettere in moto un processo internazionale contro i vertici vaticani, accusati di decenni di insabbiamento.
LO SNAP (la cui sigla significa Rete dei sopravvissuti agli abusi dei preti) è la più potente organizzazioni di vittime americana, impegnata da anni nel contestare i silenzi vaticani. Il suo obiettivo è di portare sul banco degli accusati anche il successore di Ratzinger alla Congregazione per la dottrina della fede e due segretari di Stato. Quello in carica, cardinale Tarcisio Bertone, e il suo predecessore Angelo Sodano. La denuncia è accompagnata da un corposo dossier di 20.000 pagine contenente rapporti ufficiali, documentazione di polizia, testimonianze di vario tipo. Lo Snap motiva la sua iniziativa con il fatto che le “azioni legali condotte a livello nazionale non sono state sufficienti a impedire che gli abusi contro i minori continuassero”. L’accusa rivolta ai vertici vaticani al pontefice è di "diretta e superiore responsabilità per i crimini contro l'umanità degli stupri e altre violenze sessuali” commessi dal clero in tutto il mondo.
La linea vaticana è stata finora di opporre un gelido e sdegnato silenzio a un’azione considerata meramente propagandistica. “Non sta in cielo né in terra”, è il commento di un esponente di Oltretevere. “Vogliono farsi solo pubblicità”.
Intanto, però, una procedura giuridica è stata messa in modo e il procuratore generale delle Corte penale internazionale Louis Moreno-Ocampo dovrà nelle prossime settimane fornire un responso ufficiale, spiegando se il ricorso sarà accolto o no. In via immediata lo Snap punta almeno all’avvio di un’indagine preliminare per esaminare se il caso rientra sotto la sua giurisdizione. Anche soltanto l’ipotesi che il nome di Benedetto XVI venga inserito tra quelli di criminali come Gheddafi o Milosevic provoca orrore nelle altre gerarchie vaticane e viene ritenuto impensabile da molte parti.
ASSISTITA dagli esperti giuridici del Centre for Constitutional Rights di Washington, l’associazione delle vittime statunitensi punta contemporaneamente a una vasta campagna di mobilitazione della pubblica opinione. Barbara Blain, presidente dello Snap, ha un obiettivo preciso: costringere la Santa Sede ad aprire gli archivi dove si cela la documentazione dei passati decenni e dove sono conservate le amare testimonianze di tanti insabbiamenti. E’ bastato che a Monaco di Baviera l’arcivescovo cardinale Reinhard Marx decidesse coraggiosamente di incaricare l’avvocata Marion Westphal di esaminare quanto avvenuto nei decenni dal 1945 al 2009 e sono avvenuti alla luce 365 casi di abusi. Il rapporto di duecentocinquanta pagine è tuttora secretato. Il giudizio ufficiale della Westphal, espresso in sede diocesana: “Regnava la totale mancanza di considerazione per le vittime”.
Papa Ratzinger, con la sua Lettera agli Irlandesi del 2010 e le nuove misure della Congregazione per la dottrina della fede, ha inaugurato un netto cambio di linea che vale per il futuro. Ma il punto debole resta la chiusura degli archivi vaticani. Perciò lo Snap inizierà un tour europeo, che porterà a dibattiti pubblici ad Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Parigi, Vienna, Londra, Dublino, Varsavia, Madrid. Il 20 settembre l’appuntamento è a Roma.
In realtà da tempo erano partiti dall’interno del mondo cattolico suggerimenti per avviare un’inchiesta ecclesiastica internazionale sui casi di pedofilia. I conservatori in Curia si sono sempre opposti. Ora le vittime presenteranno il conto.



Come il diavolo fa le pentole,ma si dimentica i coperchi,ci sono cascati "si fa per dire anche sull'altra sponda",sicuramente la stragrande maggioranza dei sacerdoti sono senza alcuna macchia,ma l'aver minimizzato o nascosto tali crimini e in modo cosí diffuso,lascia perplessi anche chi non é credente come il sottoscritto.

Personalmente a me interessa solo la giustizia,ogni criminale deve pagare per ció che ha commesso,ed essendo il Vaticano amministratore non solo spirituale di tutto ció,é giusto che subisca un processo.

&& S.I. &&

3 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Un....sogno
vedere il papa, o chi per lui, seduto sulla sedia degli imputati,
vestito magari in pompa magna.
Cristiana

Matteo Marino ha detto...

"Non sarebbe certo la prima volta nella storia che i papi si macchiano di crimini o li avallano. Senza andare ai tempi dell’inquisizione o dei Borgia, basti pensare all’appoggio che papa Pio XII ha dato al dittatore Franco, addirittura conferendogli l’Ordine Supremo del Cristo, la più alta onorificenza che la Santa Sede può dare a un capo di Stato cattolico. Ricordiamo anche che il beato Giovanni Paolo II ha sempre appoggiato apertamente la sanguinaria dittatura di Pinochet (famoso il telegramma di auguri a dittatore e consorte per le loro nozze d’oro, con “l’espressione della mia più alta e distinta considerazione”, firmato dal papa e dal Segretario di Stato Angelo Sodano)… " Sodano che è tra gli accusati di oggi...

Tratto da:

http://www.vogliosposaretizianoferro.it/news/?p=129

Ivo Serentha and Friends ha detto...

Non penso che porteranno il Papa alla sbarra,useranno le influenze più potenti per evitare il processo.

Caro Matteo,se mi professo non credente,l'influenza della mia libera scelta è dovuta in buona parte alle azioni e alla politica del piccolo staterello in seno a Roma.

Seppur rispetti ogni credo,ritengo le religioni niente meno che una forma di potere e di controllo sull'uomo.

E su queste basi all'interno di Freedom,le critiche se necessarie avranno sempre spazio.