martedì 3 maggio 2011

Alzheimer:Te verde-soya e non solo per prevenire la malattia



In laboratorio al San Luigi dimostrata l’efficacia
sulle cellule umane

MARCO ACCOSSATO

Tè verde e soia sono un’arma naturale di prevenzione contro l’Alzheimer. Anni di evidenza e di esperimenti effettuati su animali hanno oggi una dimostrazione in laboratorio anche sulle cellule neuronali umane messe in coltura. La rivista internazionale Aging Cell pubblica i risultati di uno studio condotto al San Luigi di Orbassano dall’équipe diretta dal professor Giuseppe Poli, ordinario di Patologia generale: nei laboratori della seconda Facoltà di Medicina è stato individuato il nesso molecolare tra l’ipercolesterolemia (cioè l’alterazione del metabolismo del colesterolo) e l’Alzheimer, malattia caratterizzata dall’accumulo di una molecola tossica per i neuroni (betaamiloide).

E’ durante questa ricerca che la professoressa Gabriella Leonarduzzi e suoi quattro giovani ricercatori Paola Gamba, Gabriella Testa, Michela Guglielminotto e Simona Gargiulo - hanno evidenziato in più che l’azione di due molecole anti-ossidanti come la quercetina e la genisteina sono in grado di bloccare l’« interruttore» che uccide i neuroni. «Quercetina e genisteina - sottolinea il professor Poli sono contenute nel tè verde e nella soia».

Un punto fermo su quelle che fino ad ora era un sospetto ottimistico. Per ora l’effetto delle due molecole «non può avere ancora un’azione curativa, ma solo di prevenzione». Individuato però il meccanismo che mette in relazione ipercolesterolemia e Alzheimer, «il salto in avanti della medicina sarà a questo punto riuscire a indirizzare gli anti-ossidanti nel punto in cui l’accumulo di radicali liberi dell’ossigeno azionano il meccanismo che potenzia la tossicità per disinnescarlo».

L’Alzheimer è oggi, in tutto il mondo, una delle forme più frequenti di demenza (45-60 per cento) e in certo numero di casi si manifesta insieme a un’altra forma, quella vascolare, che rappresenta il 15-30 per cento di tutte le demenze. In Italia colpisce circa il 5 per cento delle persone con più di 60 anni, per un totale di circa 500 mila malati. Non esistono ancora farmaci in grado né di fermare né di far regredire il morbo, e la sola strada percorribile è quella di contenerne i sintomi.

«Ciò che abbiamo osservato - è la sintesi dello studio compiuto al San Luigi - è che il colesterolo ossidato, aggregati alla molecola beta-amieloide che uccide i neuroni, ne potenzia enormemente la tossicità». L’effetto degli anti-ossidanti presenti nel tè verde e nella soia, al contrario, sono in grado sia di fermare sia l’aggregazione sia la produzione di radicali liberi nocivi che scatta dopo l’aggregazione».

Il futuro è nelle nano-tecnologie, in grado di individuare un vettore che possa trasportare la molecola anti-ossidante direttamente nel punto in cui avviene la reazione che scatena la malattia. «Nel frattempo - ricorda il professor Poli - ciò che abbiamo individuato rilancia un monito: non esagerare con il consumo di carne rossa più ricca di colesterolo». Alimenti ricchi di anti-ossidanti, invece, «è stato dimostrato che, alla lunga, premiano».
Il te verde e la soya possono essere alla portata di tutti,soprattutto da quest'ultima dimostrazione,a dire il vero ho sentito parlare bene anche del curry,essendo presente in esso la curcumina,una proprietà che dovrebbe aiutare nella prevenzione all'alzheimer,essendo presente nella cucina indiana e tra quella popolazione sono rarissimi i casi della malattia.

In ogni caso più frutta,verdura e meno carni rosse,sono fondamentali per aver moltissime probabilità di non incorrere in questa brutta sindrome.

@ Dalida @

1 commento:

iriselibellule@gmail.com ha detto...

Bella notizia , anche se non mi piace mangiare soia e tofu , mentre posso bere il the verde , soprattutto il tipo chiamato "Gunpowder" che mi sembra il più buono . Fa piacere che ci siano delle evidenze scientifiche , finalmente !