lunedì 25 aprile 2011

Le effettive percosse alla consorte del poco onorevole Ceroni




IL REFERTO C’È MA CERONI ANNUNCIA QUERELA
Al pronto soccorso con la sorella la moglie raccontò delle percosse

di Sandra Amurri
   Ieri Vittorio Feltri dalle pagine di Libero ha definito l’articolo pubblicato da Il Fatto sull’onorevole Remigio Ceroni (“Vuole riformare la Costituzione e mena la moglie”, questo il titolo) “lacunoso” e privo di “particolari utili per comprendere l’accaduto”. Facendo seguire una serie di domande: “Dove Ceroni ha menato la moglie fino a renderne necessario il ricovero al pronto soccorso? In quale ospedale la poveraccia è stata medicata? Quale prognosi i medici hanno emesso? Quali le cause del pestaggio?”. Concludendo: “Neanche un cenno di risposta ai basilari interrogativi. Pazienza. A volte anche i cronisti provetti e i loro capi lavorano maluccio e con risultati deludenti...”
   È VERO A VOLTE anche i giornalisti provetti e i loro capi lavorano maluccio ma non è questo il caso, visto che il Fatto Quotidiano ha pubblicato una notizia dopo averla verificata e documentata esattamente come è in grado di dimostrare. “È facile sbagliare ancora Feltri - l’importante è riparare. Il problema è un altro e ben più grave. La signora Ceroni alla domanda sulle percosse postale da Libero, ha sorriso ed ha risposto candidamente anche un pò stupita e un po’ divertita: “L’unica volta che sono stata in un letto d’ospedale è stato quando ho partorito”. Allora, conclude Feltri,leipotesisonodueoIlFattoola sposa del deputato ha detto una bugia pietosa...
   Quando un parlamentare che fino a un giorno prima era un “signor nessuno” fa una battaglia politica, a prescindere che la faccia al servizio di Berlusconi o meno, è normale che ci si chieda chi sia quest’uomo, che si raccolgano notizie, che se ne tracci un ritratto. E quando si fa un ritratto si può scoprireditutto.Anche,comeinquesto caso, che l’onorevole Ceroni ha usato violenza sulla moglie. A quel punto si ha il dovere di pubblicare la notizia seppure non c’entri nulla con la modifica della Costituzione da lui proposta. Lo abbiamo fatto con il dispiacere e 
la malinconia del cronista che indagasufattiavolteilluminantidella personalità e del carattere. Non c’è nessun fango.
   Nelle famiglie accade che si litighi, ma un litigio è diverso dal picchiare la moglie. E nessuno può solidarizzare con chi lo fa. Non crediamo che Feltri picchi o abbia mai picchiato sua moglie e ci stupisce che ci rimproveri di non aver scritto “quali sarebbero le causedelpestaggio”.Perchè-ipotizziamo - se la signora fosse stata 
sorpresa con un altro uomo, il marito sarebbe stato legittimato a menarla? Poi una donna può decidere di restare con chi vuole ma che il marito parlamentare l’abbia picchiata resta una notizia vera.
   È QUESTA la ragione per cui non commentiamo le dichiarazioni della signora: “C’è chi si inventa tali falsità e le scrive sui giornali. Tutta pubblicità per mio marito. Lui è un uomo pacifico, inoffensivo. Se mio marito mi avesse picchiato non saremmo arrivati a 38 anni di matrimonio”. Noi comprendiamo il suo stato d’animo, purtroppo, comune a molte donnenellasuastessasituazione.Così comesorvoliamosulleoffeseachi scrive rese ai giornali e scritte su 
Facebook dalle figlie e ci stupiamo di vedere pubblicata su Libero la foto della famiglia Ceroni compresa quella della figlia minorenne. E prendiamo atto che l’onorevole Ceroni che ha invocato l’intervento del Presidente della Repubblica e del Presidente della Camera, mente quando afferma che si tratta di “volgari menzogne. Non farei mai del male alla donna che amo appartiene alla fantasia di questa giornalista”. E mente quando dichiara che chi scrive ha telefonato a metà paese alla ricerca di gossip.
   I fatti. La signora Silvia Di Stefano, moglie di Remigio Ceroni ai tempisindacodiRapagnano,l’11febbraio del 1998 alle ore 9:48:52 riferisce ai medici di guardia del 
Pronto soccorso dell’ospedale Augusto Murri di Fermo - dove si è recata accompagnata dalla sorella - “di essere stata percossa dal marito” che il fatto è accaduto “ieri alle 22.30 circa presso la propria abitazione”.
   I medici redigono il referto e lo inviano in copia all’autorità giudiziaria 
. Questa la diagnosi: “Ecchimosi spalla destra, spalla sinistra, braccio destro, contusione escoriata gamba destra, ematoma gamba destra, ecchimosi guancia destra, ematoma orbita-rio sinistro, contusione piramide nasale”. E queste le prestazioni eseguite: “Visita medica, medicazione, fasciatura semplice ig tetano bendaggio elastico. Esami richiesti: rx orbita zigomo sinistro ossa nasali più Ect Muscolare gamba destra consulenza oculistica e otorino”. Prognosi: venti giorni.
   La signora è stata accompagnata al Pronto Soccorso la mattina seguente perché subito dopo essere stata picchiata è scappata di casa facendo perdere le sue tracce. Ascoltata dai carabinieri ha 
confermato il referto aggiungendo che avrebbe sposto querela nei confronti del marito. Cosa che ha ribadito ad un avvocato da cui si è recata alcuni giorni dopo accompagnata dalla sorella.









La risposta del Direttore del Fatto quotidiano a Vittorio Feltri



L’imprudente Feltri

di Antonio Padellaro
   Vittorio Feltri dovrebbe coltivare di più la virtù cardinale della prudenza. Ieri il fondatore di Libero (ritornato all’ovile per risollevare le sorti della sua creatura) si è lanciato in uno spericolato articolo dal sobrio titolo: “Chi mena la signora Ceroni. Il marito o Padellaro?”. Il punto interrogativo è puro orpello poichè la prosa feltriana ha un solo obiettivo: dimostrare che il nostro articolo sulle abitudini casarecce del giureconsulto Ceroni (l’onorevole Pdl che intende dare alla Costituzione una forte impronta bunga bunga) era “lacunoso”. Mentre il famoso trattamento riservato al direttore dell’Avvenire Dino Boffo, quando lui, Feltri, dirigeva il Giornale era “esatto”. Speriamo che la documentazione pubblicata nel-l’odierno articolo di Sandra Amurri sia considerata esauriente dal maestro di trattamenti giornalistici. Sulla festosa intervista di Barbara Romano alla signora Ceroni (“Se mio marito mi avesse picchiato non saremmo arrivati a 38 anni di matrimonio”) corredato da foto del Ceroni con torta e famiglia felice, stendiamo un velo pietoso. Di mogli costrette a negare una vita coniugale complicata ne esistono purtroppo troppe. Se Sandra Amurri è stata volutamente “lacunosa” nel primo articolo lo ha fatto evidentemente perchè ciò che interessava al Fatto era la figura, diciamo così controversa, del deputato marchigiano e nulla più. Quindi, nessuna “macchina del fango” (così recitava l’occhiello dell’articolo di Feltri) ma semplice diritto di cronaca. Non era forse l’on. Ceroni assurto a protagonista assoluto di tutte le prime pagine dei quotidiani italiani? E non era forse giusto raccontare ai lettori vita e opere di questa nuova e fulgida stella del firmamento politico? Dica la verità Feltri: se fosse stato al nostro posto avrebbe preferito stampare la leggiadra foto del brindisi della famiglia Ceroni o l’impressionante referto dell’ospedale di Fermo? Il Fondatore si duole poi di un mio intervento a “Linea diretta” su Rai3 quando ho dovuto spiegare al direttore dell’Occidentale (testata on line vicina al Pdl) che mi accusava di “trattamento Boffo” la differenza tra le notizie del Fatto e la celebre patacca pubblicata dal Giornale. Feltri non potrà infatti negare che se la condanna per molestie di Boffo c’era veramente stata, il verbale che attenzionava il nostro collega imputandogli frequentazioni omossessuali era falso che più falso non si può. Questo cercavo di dire all’esagitato occidentale che mi sedeva accanto. Dunque, temo che Feltri abbia toppato un’altra volta. Quanto infine alla sua speranza che l’Ordine dei giornalisti non “infili il becco” negli articoli del Fatto (e perchè mai?), non so come prenderla. Spero non si tratti di un modo capzioso per dire invece: infilateci il becco. In questo caso molto me ne dorrei rammentando le riconoscenti parole di Feltri, dopo la sospensione inflittagli per la vicenda Boffo. Quando scesi in campo sul Fatto proprio per difendere il suo diritto a scrivere sciocchezze, parendomi già questa una pena adeguata.






Con il referto dell'ospedale pubblicato dal Fatto quotidiano si smorzano tutti i dubbi sulla vicenda,il poco onorevole Ceroni faccia pure querela tramite la consorte,vorrà dire che si accollerà al 100% le spese legali dell'iter,e la vicenda si amplificherà molto di più.

Per ciò che riguarda il solito "Littorio Feltri",da che pulpito arriva la predica,dal metodo Boffo a tutte le disoneste inchieste giornalistiche che l'hanno riguardato in prima persona.

La sfacciataggine dei lacchè di corte hanno una faccia di bronzo spropositata....

&& S.I. &&

2 commenti:

Francesco Zaffuto ha detto...

Non voglio entrare nel merito, ma sicuramente il Ceroni vuole menare (o anche minare) la Costituzione.
http://www.lacrisi2009.com/2011/04/remigio-ceroni-e-lart-1-della.html

saluti

Roby Bulgaro ha detto...

Pazzesco, ma guarda a chi siamo in mano!
Ciao Ivo, quanto tempo che non ti leggevo! Me ne scuso.
Buon 25 Aprile!