lunedì 10 gennaio 2011

La torre di babele mediatica



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Ero con dei ragazzi. Ho detto, tra una frase e un'altra, "...il caffè di Pisciotta". Sguardi interrogativi. Allora ho proseguito: "...sì, come il caffè al cianuro che prese Sindona...". Mutismo e facce impassibili. Dato che nessuno di recente è stato assassinato in carcere con un caffè e sia Provenzano che Riina godono di ottima salute non ho trovato altri esempi. La televisione trasmetteva negli anni '60 "I fratelli Karamazov" diDostoevskij in prima serata, oggi è stato sostituito da "Il Grande Fratello" e dai "Cesaroni". Masi, il direttore della RAI, sopravvissuto ad Anno Zero, sarebbe licenziato in tronco se proponesse un romanzo di Gogol' o di Cecov in un orario di massimo ascolto.
L'ignoranza sul passato, da cui deriva il nostro presente e tutto quello che siamo, regna incontrastata. La nuova conoscenza è limitata nel tempo e nell'approfondimento. Un fatto, anche importante, oggi c'è, domani è dissolto, figlio del Nulla, realtà Usa e Getta. Il vocabolario della lingua italiana si è ristretto, si usano non più di mille parole e, quando è possibile, si accorciano i termini per comunicare più velocemente imitando Twitter e Feisbùk. Il prossimo passo sarà il linguaggio dei gesti.
La conoscenza e il linguaggio sono sempre meno condivisi tra le persone. Esistono ormai molte isole sociali separate l'una dall'altra e il fiume che le divide prende più forza nel tempo. Il risultato è l'esondazione nella vita quotidiana delle "conversazioni da bar". Una ipersemplificazione che tocca ogni cosa. La banalizza e la rende allo stesso tempo comprensibile, merce di facile scambio, anche se completamente oscura, priva di senso . Un territorio franco in cui si può socializzare, dire tutto senza dire nulla. Una torre di Babele all'incontrario, in cui si parla la stessa lingua per non comunicare, che ha occupato le televisioni, i giornali e i salotti delle nostre case. I demenziali talk show sono i programmi più seguiti perché si "capiscono". A pranzo, la domenica, con i parenti e gli amici, il conformismo dell'ignoranza condivisa è un tabù che non si può violare. Chi approfondisce tra un maccherone e un'insalata è un diverso e un rompicoglioni che non sa stare a tavola.





Hanno lavorato per benino da decenni,i risultati ormai sono evidenti,la Tv culturale narrata da Grillo ormai è una chimera,è sparita dalla seconda e terza serata,ormai fanno fatica a riempire i palinsesti di cosiddette "minchiate",sparate a ripetizione,trite e ritrite in modo imbarazzante.
Un esempio per tutti,ma davvero a caso,anche se spiega l'involuzione da baratro del momento mediatico,è la trasformazione da buon professionista dell'intrattenimento di Piero Chiambretti,ormai diventato il troglodita della volgarità denoantri.
Tutto ciò prendendo atto da Blob,sia chiaro,tempo da perdere "ad minchiam" non ne ho,la vita è già breve,meglio spenderla nel miglior modo possibile.


ivo serentha, Torino 09.01.11 19:50

2 commenti:

Talamasca ha detto...

Ciao Ivo!! Non leggo perchè ora non posso, ma ti lascio un saluto veloce perchè è solo da trp tempo che non ci consideriamo proprio /:(
Te li ho dati gli auguri di buon anno??
Rimedio subito: FELICE 2011!!! a te e tutta la famiglia ovviamente! Baci, Giò

Antonio Candeliere ha detto...

interessante