lunedì 15 febbraio 2010

Le responsabilità canadesi nell'incidente mortale delle prove slittino


e del comitato olimpico,naturalmente




L'incidente a Nodar Kumaritashvili

La pista di Vancouver è stata assolta dall’essere responsabile dell’incidente mortale occorso a Nodar Kumaritashvili lo slittinista georgiano “uscito di pista” e schiantatosi contro un palo, solo uno dei tanti di una serie che affianca un lungo tratto di pista. La motivazione ufficiale della Federazione Internazionale dello Slittino, dopo aver effettuato i sopralluoghi ufficiali è stata questa: “è arrivato in ritardo alla curva 15 e non e’ riuscito a compensare adeguatamente per entrare nella curva 16. Sebbene abbia provato a correggere il problema, ha perso il controllo del suo attrezzo provocando l’incidente”. Errore umano quindi.

Nessuno vuole contestare la competenza tecnica di chi ha effettuato il sopralluogo, in specifico chi scrive non s’intende più di tanto di slittino e quindi non ha nessun titolo per contestare il giudizio tecnico. Innanzitutto va comunque detto che la dichiarazione, così com’è stata fatta, è un po’ inquietante, se uno sbaglia una curva non è scontato che muoia, o possa morire, ma forse la stessa dichiarazione era limitata ad una pura analisi tecnica delle cause dell’uscita di pista ( cosa che però non assolverebbe automaticamente la pista in sè stessa).

Però un altro dubbio comunque rimane, molto peggiore; gli slittini in quel punto raggiungono velocità di circa 140 km/h, che per dare l’idea è la velocità di un’utilitaria moderna spinta quasi al massimo. Rivedendo il video è assolutamente chiaro che la più probabile causa di morte del povero Nodar non sia stata l’uscita di pista, bensì lo schianto contro il palo . Quello che viene da chiedersi è perchè in quel tratto di pista sia presente quella maledetta serie di pali, pali che ovviamente reggono qualcosa, ma è necessario quel qualcosa, o è solo coreografia?

Era necessaria tutta quella struttura a fianco di una potenziale “rampa di lancio” ? Possibile che nessuno abbia pensato che qualcuno avrebbe potuto uscire di pista in quel punto, vista la velocità raggiungibile? Nessuno ha protestato prima? E poi, com’è possibile che la Federazione non abbia minimamente considerato la pericolosità di quei pilastri neanche adesso, dopo la morte di un atleta, avvenuta appunto per la collisione contro uno di questi che ha fatto passare itantaneamente Kumaritashvili da una velocità superiore a 100 km/h a 0 ?
Ci sarebbero 1000 domande da porsi; non si capisce se chi era ed è deputato a controllare proprio non vede, oppure per questioni di attribuzione di competenze non può rilevare niente al di fuori della pista, cosa che sarebbe palesemente assurda; la stessa pista è integrata nella generalità del percorso del quale devono fare parte anche le vie di fuga. Sarebbe come dire che chi controlla i circuiti di Formula 1 deve guardare solo l’asfalto. Comunque,come si evince molto bene anche dalla foto, le vie di fuga in quel tratto non esistono, l’atleta in gara non aveva nessuna possibilità di evitare la collisione con il pilastro una volta uscito di pista.
Il dubbio è che esteticamente stessero bene, creassero ottime sensazioni insomma, sia al pubblico, sia agli stessi atleti; da parte degli spettatori vedere un uomo lanciato nel ghiaccio a 140 km/h, sotto una galleria, che appare e scompare più volte ogni secondo è sicuramente adrenalinico, ma una morte è una morte, questo andava pensato e calcolato durante il progetto del percorso di gara, questo, prima di ogni altra cosa.

da newnotizie.it

Infatti dopo la tragica fine del povero atleta georgiano,le modifiche di percorso sono state evidenti,la partenza unificata degli uomini allo start delle donne,e la protezione aggiunta dopo l'assurda morte.

L'errore umano in una pista olimpica va contemplato nelle possibilità,i tralicci scoperti e non protetti gridano allo scandalo.

Show must go on che sia

è del tutto lecito all'onore della manifestazione olimpica, ma non si possono nascondere le gravi responsabilità di chi ha progettato e validato le norme di sicurezza della pista.

&& S.I. &&

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