martedì 15 settembre 2009

Come vivere nell'orrore raccogliendo pomodori




FOGGIA — Tende e baracche di fortuna con lavatrici e frigoriferi in mezzo alla strada e come servizi igienici solo una buca larga un me­tro e mezzo e profonda due senza al­cuna protezione per la riservatezza. Cosi vivevano 112 cittadini stranieri, bulgari e romeni, all’interno di una tendopoli scoperta dai carabinieri e dagli agenti della Polizia Municipale alla periferia di Trinitapoli, in via Pi­tagora. Centododici persone - tra cui an­che diverse donne e bambini - giun­ti nel centro ofantino per lavorare co­me braccianti agricoli nelle campa­gne circostanti, soprattutto per la raccolta del pomodoro.

Il campo do­ve vivevano gli stranieri era stato rea­lizzato in un terreno agricolo di pro­prietà di un pensionato di Trinitapo­li di circa sessanta anni che, forse proprio per nascondere la tendopoli, aveva recintato con un muro di tufo alto circa tre metri. All’interno del terreno gli investi­gatori hanno trovato sessantotto ten­de da campeggio di varie dimensio­ni, molte delle quali erano state rea­lizzate a ridosso di piccole baracche in legno per rendere più agevola la permanenza nel campo. All’interno delle tende gli stranieri avevano tut­to l’occorrente per mangiare e dormi­re - letti, frigoriferi, piccoli comodi­ni di fortuna - tra cui anche i televi­sori, molti dei quali erano dotati del­l’antenna parabolica per seguire i ca­nali televisivi satellitari della Roma­nia e della Bulgaria. Nonostante le tende e le baracche di fortuna fossero dotate di corrente elettrica grazie ad un allaccio ad uno dei contatori di proprietà del titolare del fondo, le condizioni igienico-sa­nitarie in cui gli stranieri sono state giudicate pessime anche dagli ispet­tori della Asl che con i carabinieri hanno partecipato al blitz di ieri mat­tina.

I bulgari e i romeni, infatti, non avevano né acqua corrente e né ser­vizi igienici. In particolare come ba­gno gli stranieri utilizzavano una bu­ca - che avevano realizzato al centro del terreno - larga un metro e mezzo e profonda due metri: la buca, che non aveva alcuna protezione per la privacy, veniva utilizzata da uomini e donne indistintamente. Per lavarsi i braccianti usavano una fontana che si trovava all’ingresso della tendopo­li e che era allacciata alla rete idrica del pensionato. Acqua che serviva anche per cucinare e che veniva uti­lizzata pure in quattro piccole strut­ture di fortuna, in legno e mattoni, realizzate anche loro all’ingresso del terreno e che venivano usati locali per la doccia. Nel corso delle indagini i carabi­nieri di Trinitapoli e della compa­gnia di Cerignola hanno scoperto che gli stranieri pagavano al pro­prietario del fondo un fitto settima­nale di quindici euro a testa, pari a oltre mille e seicento euro ogni set­timana. Poiché gli stranieri che vivevano all’interno del terreno sono comuni­tari al pensionato gli investigatori hanno contestato soltanto violazioni sulle leggi igienico-sanitarie, attività abusiva di affitta camere, oltre alla realizzazione di strutture abusive. Inoltre gli è stato intimato di abbatte­re sia il muro di cinta che nasconde­va la tendopoli e tutte le altre struttu­re realizzare abusivamente come i lo­cali adibiti a locali per la doccia. Il blitz di ieri mattina rientra in una serie di controlli disposti dai ca­rabinieri - con la collaborazione dei colleghi del nucleo Ispettorato del La­voro - nei comuni ofantini dove maggiormente è presente la concen­trazione di cittadini stranieri che vengono utilizzati come braccianti agricoli nelle campagne di Trinitapo­li, San Ferdinando di Puglia e in altri comuni della neonata provincia pu­gliese per la raccolta del pomodoro e di altre colture. Ieri a Stornarella i carabinieri han­no controllato tre aziende agricole che impiegavano lavoratori alcuni dei quali stranieri, tutti regolarmen­te assunti.

[ da Corsera ]

Per una situazione di degrado così profonda,chissà quante altre non verranno mai conosciute,sappiamo tutti quanti ormai da anni chi raccoglie pomodori e altri prodotti nel mezzogiorno d'Italia,Medici senza frontiere ha pubblicato servizi a riguardo sulla situazione allucinante di queste persone,le condizioni delle loro luride residenze e delle loro condizioni sanitarie,ma nulla o quasi in questi anni è mutato,non dovrebbe essere difficile individuare queste situazioni,le attività non si svolgono tra quattro mura,ma evidentemente non esiste la volontà di mettere fine all'orrore.

Inseriamo il video documento sulla situazione a Rosarno in Calabria nel 2008,definirle allucinanti è un eufemismo



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