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Vessillo dell’abbondanza nella società dei consumi, simbolo di tutti gli inquinamenti, maledetto dagli ecologisti, stramaledetto da boschi, fiumi, mari e da tutto quello che ci vive dentro: lui, il sacchetto di plastica del supermercato, l’oggetto fabbricato in maggior numero di esemplari nell’intera storia dell’umanità. Quello che a distruggersi impiega quattro secoli, ma si usa solo qualche ora, per poi trasformarsi, nel migliore dei casi, in un contenitore per l’immondizia.
La sua morte è sancita. Una direttiva europea ha stabilito che lo shopper di plastica dovrà sparire entro dicembre 2009. Al solito, falsa partenza per l’Italia con una proroga che grazia il Bel Paese e rinvia l’esecuzione al dicembre 2010.
La sostituirà la borsa in tela,il comune tramite la società di raccolta rifiuti ne consegnerà una ad ogni famiglia torinese.
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Il comune di Torino e in prima persona nella figura del Sindaco,Sergio Chiamparino hanno voluto imporre questa soluzione anticipando la proroga chiesta dall'Italia,ciò aiuterà ad abbattere una notevole massa di spazzatura inutile,calcolando che ogni famiglia ne usa mediamente un centinaio o forse più tutti gli anni.
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