
Spiccano le zone rosse,ma tra le grigie ovvero problematiche,ci siamo anche noi e buona parte dell'Europa.
Reporter senza frontiere: 714 arrestati, di cui 59 blogger, 29 i rapiti causa informazione, 60 i reporter uccisi nel 2008 nel mondo.

Per la prima volta morto un 'citizen journalist', il cinese Wei Wenhua, ucciso a botte dalla polizia per aver filmato uno scontro fra forze di sicurezza e manifestanti a Tianmen, nella provincia di Hubei.
Almeno 60 giornalisti e un producer sono rimasti uccisi nel 2008 nello svolgimento della loro professione. Lo rende noto l'associazione ''Reporter senza frontiere'', aggiungendo che 673 sono stati quelli arrestati a cui si aggiungono 59 blogger, 29 i rapiti, e 929 attaccati fisicamente o minacciati.
L'Iraq rimane il Paese piu' pericoloso, con 15 giornalisti uccisi nell'anno che sta per concludersi. Segue il Pakistan, con sette reporter uccisi, le Filippine, con sei. In Africa il bilancio dei giornalisti uccisi lavorando e' invece calato notevolmente dai 12 del 2007 ai tre del 2008. Ma non perche' la situazione sia migliorata, quanto perche' invece i media hanno cessato di seguire zone di crisi come la Somalia.
Tra le più recenti scomparse di giornalisti e fotoreporter

Anna Politkovskaya,per le sue cronache e indagini giornalistiche in Cecenia

Il reporter giapponese ucciso in Birmania
[ da Adnkronos e http://www.rsf.org/rubrique.php3?id_rubrique=20 ]
La mappa pubblicata ad inizio post,rispecchia fedelmente la situazione,le zone bianche e grigio chiaro sono una minoranza rispetto al preoccupante grigio scuro,per arrivare al rosso,che segnalano chiaramente i controlli dei vari regimi.
I crimini e le incarcerazioni verso questi personaggi sono visti come in tono minore,rispetto ad altre vittime ad esempio tra i volontari umanitari,ma non sono da considerare in questo modo,poichè la libera informazione è importantissima per qualsiasi popolo,non averla è un brutto sintomo,il quale afferma la costrizione del libero pensiero,e sono davvero guai.
[ post inserito da Kenzo ]
1 commento:
interessante nonchè drammatico questo post!
Per un 2009 di maggiore libertà!
Auguri Marco
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