sabato 13 dicembre 2008

L'effetto Shanghai,a cura di Massimo Gramellini



Mi accingevo a benedire laicamente la lettera pastorale con cui il cardinal Bagnasco invita i fedeli a perdonare i tradimenti occasionali del coniuge, mere emozioni che nulla hanno a che spartire con il respiro lungo dell’amore, quando mi è tornato alla mente il romanzo in cui Carlo Fruttero parla dell’effetto Shanghai. C’è una moglie cornuta che chiede consigli di alta strategia matrimoniale a un’amica. E costei, assai più prosaica del cardinale e di me, si schiera contro il partito del perdono, ricordando come anni prima, in un ristorante di Shanghai, le fosse successo di mangiare delle crocchette di pollo deliziose, salvo poi scoprire che non era pollo ma cane. A parte la nausea immediata, dice, una cosa così ti distrugge anche all’indietro: ma allora cosa ho mangiato ieri, l’altro ieri eccetera? Sempre cane? E mi piaceva pure! Insomma, secondo Fruttero non è possibile ripartire come se niente fosse: l’ombra di Shanghai non ti lascia più «anche se lui un giorno dovesse tornare da te vuotandosi il portacenere sulla testa».

Temo abbia il grave torto di avere ragione. Il tradimento scoperto ammazza la fiducia nell’altro e raramente il perdono compie il miracolo di resuscitarla. Spesso si rimane insieme egualmente, per il bene dei figli e di se stessi, perché ricominciare daccapo è dura per tutti. Ma nulla è più come prima: l’equilibrio magico, magari ipocrita, è spezzato per sempre. La Chiesa fa il suo mestiere quando suggerisce il perdono. Ma qui l’unico che non perdona è l’effetto Shanghai.

[ da La stampa ]

Condivido l'analisi di Gramellini,sebbene sia impossibile rimanere fedeli una vita,perlomeno le tentazioni chi di noi non le ha maturate,ma l'ignoranza su determinati fatti è di gran lunga migliore,sapere in qualsiasi modo si sia determinato il tradimento del coniuge equivale ad una ferita aperta,e per quanto si cicatrizzi lascia comunque un segno più o meno significativo.
A volte si rimane assieme per i figli,per necessità,ma il giocattolo si è rotto,forse è meglio non giurarsi amore eterno e men che mai affermare solennemente e convalidare,fin che morte non vi separi,non è fisicamente che si interrompe una storia sentimentale,ma la vita di tutti i giorni,le abitudini,gli stress,la mancanza di comunicazione,poichè a volte non si ha effettivamente più nulla da dire,forse la convivenza e le unioni di fatto sono molto più attuali,legano ma non costringono e soprattutto non si aprono degli iter burocratici da sfinimento,e sia ben chiaro che le responsabilità verso eventuali minori e compagni più deboli debbano essere rigidissime.

L'ho chiamata cicatrice con segni più o meno significativi,da oggi ho imparato il termine che racchiude tutto ciò,ovvero l'effetto Shanghai.

@@ post inserito da Dalida @@

2 commenti:

Pierprandi ha detto...

Concordo pienamente. Buon fine settimana freedom.

riccardo gavioso ha detto...

ho sempre apprezzato la penna di Gramellini, e spesso, come in questo caso mi trovo d'accordo con lui e con la geniale similitudine di Fruttero e Lucentini.

una buona domenica