mercoledì 10 dicembre 2008

Eutanasia,quando la sofferenza si spettacolarizza

Il documentario-choc che riprende
gli ultimi 50 minuti di vita di Craig
Ewert in onda questa sera a Londra



Un documentario che mostra gli ultimi istanti di vita di un uomo che ha deciso di ricorrere al suicidio assistito andrà in onda questa sera in Gran Bretagna, e le polemiche stanno divampando. Contro la trasmissione su Sky Real Lives, che mostra come Craig Ewert, 59 anni, colpito da sclerosi laterale amiotrofica, abbia deciso di metter fine alla sua esistenza, si sono scagliati i gruppi contro l’eutanasia e un’autorità per le trasmissioni televisive.

Peter Saunders, direttore dell'associazione "Care Not Killing", ha definito il documentario come l'ennesima dimostrazione di cinismo della televisione e ha denunciato il crescente appetito dei telespettatori britannici verso reality show estremi. «Il problema fondamentale -secondo il medico- è la parzialità della rappresentazione che potrebbe portare a pensare al suicidio come alla scelta migliore da fare, o addirittura all'unica alternativa dignitosa.»
Sostanzialmente d'accordo con Saunders anche John Beyer dell'autorità per le telecomunicazioni della Gran Bretagna. «Non sono sicuro -sostiene infatti- che il momento della morte sia qualcosa di rappresentabile nel piccolo schermo ma il vero problema sono le ripercussioni che una visione del genere può avere sugli spettatori».

Il documentario "Right to Die?", girato dal premio Oscar John Zaritsky, ha comunuqe i suoi difensori. Primi tra tutti il regista e Sky, che dichiarano il desiderio di contribuire al dibattito sull’eutanasia. Con loro anche Mary, la vedova di Ewert, ex professore universitario, che per morire è andato alla clinica Dignitas, in Svizzera. «Non voleva vivere il resto dei suoi giorni in una tomba vivente», ha spiegato Mary.

Tra i momenti più toccanti del documentario, l’ultimo bacio tra moglie e marito. Lui dice, «Ti amo così tanto, tesoro». Lei risponde: «Fà buon viaggio. Ti rivedrò a un certo punto». Poi a Ewert viene dato un liquido, e gli viene detto che se lo beve morirà. Lo beve, poi chiede del succo di mela e della musica. Poco prima di chiudere gli occhi dice, «Grazie».

[ da La stampa ]

Orribile,è il primo pensiero che mi viene in mente,non per la scelta del tutto lecita,almeno in quelle latitudini,la sofferenza quando diventa insopportabile e fine a se stessa,è inutile a parer mio portare avanti l'agonia,liberissimi di pensarla diversamente,chi ha convincimenti religiosi democraticamente non se ne avvarrà.
Sono personalmente più avanti del testamento biologico,più avanti per alcuni sarà discutibile,reputo importante la questione quando cure e assistenza si accaniscono su una vita che non c'è più,però definisco orribile la scelta di spettacolarizzare un momento così intimo e riservato per la persona,tutto ciò è concepibile raccontandolo in un film,o su tutti i dibattiti che volete,con un pò di fantasia si può immaginare quali possano essere i momenti finali,ma non in diretta o registrato che sia,con l'attore principale effettivamente malato che ha preso la decisione finale.
La scelta di Sky di trasmettere il documentario,giustificandosi per far discutere sul tema,è sconcertante,a livello televisivo è diffusamente curiosità pecoreccia,come osservare dal buco della serratura,come tirare fuori dal finestrino la testa per guardare le macchine incidentate e i morti sull'asfalto,no grazie,fossi inglese avrei altri interessi quella sera.

Ma tutto fa audience,e con essa i ricavati pubblicitari,vero Rupert Murdoch!!!se non fossimo in Italia anche smediaset gli correrebbe dietro...

[ post inserito da Kenzo ]

1 commento:

Anonimo ha detto...

Greetings from Taiwan, good luck