Censis: i più vecchi hanno meno paure

Il mondo salvato dai vecchietti. Perché gli over 65 più che dallo scippo all’ufficio postale sono spaventati dalla fame nel mondo, più che i rom temono l’inquinamento atmosferico: e si rimboccano le maniche. È il dato, sorprendente, che il Censis proporrà al World Social Summit dedicato alle paure planetarie, organizzato dalla Fondazione Roma dal 22 al 26 settembre, in cui premi Nobel studiosi, scrittori, scienziati e imprenditori dialogheranno sulle grandi angosce del millennio. In realtà i ricercatori non si sono sorpresi affatto dalla capacità della generazione degli anziani di razionalizzare le «grandi paure»: «È la generazione che ha fatto l’Italia - spiega Giuseppe Roma, direttore generale del Censis - che ha avuto l’allungamento della vita e la buona salute, che ha valori di riferimento forti e idee chiare sul mondo, quella che - per intenderci - segna un solco netto tra democratici e antidemocratici. È una delle poche generazioni consapevoli, che non dà risposte emotive ma vive i problemi in prima persona. Si veda l’atteggiamento nei confronti dell’ambiente: magari non sprecano parole, ma sono i più concreti».
Da dieci anni il Censis segue l’evoluzione delle grandi paure di chi invecchia. All’inizio era l’idea della morte, ma è finita «fuori classifica», non c’è più: la vita si è allungata; poi quella di non essere autosufficienti, e medicina e prevenzione hanno fatto molto; ancora la paura della solitudine, combattuta con la socializzazione, che porta anche a ridurre l’uso di farmaci; oggi al primo posto gli anziani dichiarano la paura di non essere presenti a se stessi, di perdere le capacità intellettive. «Ma chi, dai 75 in su, non ha questi problemi - prosegue Roma - dimostra un altruismo totale, fa volontariato, partecipa alla vita sociale e politica. Guardate i dati dell’affluenza al voto: alle amministrative il dato generale si ferma tra il 73 e il 78%, mentre tra gli over 65 hanno votato oltre l’83%». Non solo: «L’altruismo è una linea maggioritaria tale da permetterci di considerare una “patologia” quando, al contrario, gli anziani si dimostrano egoisti. È chiaro che tra le nostre indagini hanno più appeal sui media quelle che riguardano l’attività sessuale degli anziani, invece il dato culturale più importante è quello della gestione della paura».
Per il Censis questa generazione è un patrimonio per il Paese: dieci milioni di «vecchietti» (il 20% della popolazione), una generazione consapevole, che ha vissuto la guerra, il dopoguerra, il boom, la ricerca del lavoro, la fatica di mantenersi in gara. E che ora al 49,5% indica la miseria del mondo come grande paura del millennio, al 37,1% richiama le guerre e la pace, al 27,9% l'inquinamento atmosferico, e poi, a scalare, l'esaurimento delle risorse non rinnovabili e la giustizia sociale e distributiva tra Nord e Sud del mondo. Una generazione che, per una buona metà, quando si parla di «migranti» non pensa ai clandestini di oggi ma agli italiani di ieri, che la miseria spingeva lontano.
«La paura è diventata terreno di competizione elettorale, in una campagna che - anziché affrontare temi come riforma elettorale o riforma del welfare - è stata tutta giocata ingigantendo le angosce sociali. Ma al di là della strumentalizzazione è un tema di vasta portata, su cui riflettere»: Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma, da due anni lavora alla preparazione del World Social Summit di settembre, a cui parteciperanno - tra gli altri - i sociologi Anthony Giddens e Zygmunt Bauman, l'economista Jacques Attali, il premio Nobel per l'economia Gary Becker, lo psicanalista James Hillman, l'architetto Massimiliano Fuksas, lo scienziato Edoardo Boncinelli, lo scrittore Roberto Saviano. «Tutti i secoli hanno avuto grandi paure; epidemie, violenze e stupri - continua Emanuele - ma mai come ora c’è stata l’immanenza della quotidianità... crisi Nato, stragi in India, violenza a Roma e Napoli... la globalizzazione ci ha sommerso di violenza». Colpa dell’informazione? «Il contrario: no, l’informazione fa il suo mestiere. È il nuovo uomo a non avere anticorpi per metabolizzare le paure: gli anziani invece hanno il filtro dell’esperienza, la capacità di reagire».
[ da l'unità web ]
L'ultima osservazione,[ la paura è diventata terreno di competizione elettorale ] trovo che sia un'analisi perfetta,l'Istat in questi mesi ha dichiarato con le sue statistiche,per ciò che riguarda l'ordine pubblico,l'Italia è in linea con il resto del continente,anzi non è tra le posizioni più critiche,l'effetto mediatico è mostruosamente ingigantito e coinvolge le giovani generazioni,che siano di buon auspicio le analisi dei " senatori " della società,i quali sono assolutamente più attenti verso altri versanti,da quelli economici a quelli sanitari,del tutto insufficienti in molte realtà,un occhio di riguardo sul dato dell'altruismo,gli anziani in salute si organizzano verso le associazioni del volontariato.
5 commenti:
Che velocità a scrivere i commenti, lo pubblicato 5 minuti fa. Riguardo al video, forse è meglio non metterlo, altrimeni sarebbe una copia e perde il suo valore.
Solo coincidenza,eravamo tutti e due,come si suol dire,just in time!!!
Ok per il video,anche se diffondere è molto importante.
Ciao
L'anonimo,chiaramente sono io...
Cosa sta succedendo a questo paese? Mah...
Marco,è un paese dove bisogna assolutamente saper navigare...
Ciao,Ivo
Posta un commento