domenica 31 agosto 2008
Gustav,dopo Haiti,Giamaica e Cuba,evacuata New Orleans
Dopo Katrina,sono passati tre anni dalla devastazione,ora l'uragano Gustav,ha disseminato morte e distruzioni nelle zone attraversate,la frequenza accellerata di questi devastanti fenomeni è ormai palese,la natura non regge il nostro sistema di vita e le soluzioni per invertire la rotta pare non siano possibili,Kyoto,Nairobi,non hanno scalfito lo sviluppo economico e il tenore di vita d'una minoranza degli abitanti del pianeta,anzi con le nuove economie asiatiche,Cina e India su tutte,la terra,l'unica casa che abbiamo non sostituibile,si rivolterà contro noi stessi, una ottusa corsa verso un pianeta invivibile,difficile immaginare le conseguenze,ma si dovrà toccare ancora di più il fondo.
Le immagini dello scorso uragano Katrina,con un surreale motivo musicale in sottofondo di Paul Mc Cartney.
Italia,fortunatamente è un paese anche per vecchi!!!
Ambiente, giustizia, diritti sociali L'Italia? La salvano gli anziani
Censis: i più vecchi hanno meno paure

Il mondo salvato dai vecchietti. Perché gli over 65 più che dallo scippo all’ufficio postale sono spaventati dalla fame nel mondo, più che i rom temono l’inquinamento atmosferico: e si rimboccano le maniche. È il dato, sorprendente, che il Censis proporrà al World Social Summit dedicato alle paure planetarie, organizzato dalla Fondazione Roma dal 22 al 26 settembre, in cui premi Nobel studiosi, scrittori, scienziati e imprenditori dialogheranno sulle grandi angosce del millennio. In realtà i ricercatori non si sono sorpresi affatto dalla capacità della generazione degli anziani di razionalizzare le «grandi paure»: «È la generazione che ha fatto l’Italia - spiega Giuseppe Roma, direttore generale del Censis - che ha avuto l’allungamento della vita e la buona salute, che ha valori di riferimento forti e idee chiare sul mondo, quella che - per intenderci - segna un solco netto tra democratici e antidemocratici. È una delle poche generazioni consapevoli, che non dà risposte emotive ma vive i problemi in prima persona. Si veda l’atteggiamento nei confronti dell’ambiente: magari non sprecano parole, ma sono i più concreti».
Da dieci anni il Censis segue l’evoluzione delle grandi paure di chi invecchia. All’inizio era l’idea della morte, ma è finita «fuori classifica», non c’è più: la vita si è allungata; poi quella di non essere autosufficienti, e medicina e prevenzione hanno fatto molto; ancora la paura della solitudine, combattuta con la socializzazione, che porta anche a ridurre l’uso di farmaci; oggi al primo posto gli anziani dichiarano la paura di non essere presenti a se stessi, di perdere le capacità intellettive. «Ma chi, dai 75 in su, non ha questi problemi - prosegue Roma - dimostra un altruismo totale, fa volontariato, partecipa alla vita sociale e politica. Guardate i dati dell’affluenza al voto: alle amministrative il dato generale si ferma tra il 73 e il 78%, mentre tra gli over 65 hanno votato oltre l’83%». Non solo: «L’altruismo è una linea maggioritaria tale da permetterci di considerare una “patologia” quando, al contrario, gli anziani si dimostrano egoisti. È chiaro che tra le nostre indagini hanno più appeal sui media quelle che riguardano l’attività sessuale degli anziani, invece il dato culturale più importante è quello della gestione della paura».
Per il Censis questa generazione è un patrimonio per il Paese: dieci milioni di «vecchietti» (il 20% della popolazione), una generazione consapevole, che ha vissuto la guerra, il dopoguerra, il boom, la ricerca del lavoro, la fatica di mantenersi in gara. E che ora al 49,5% indica la miseria del mondo come grande paura del millennio, al 37,1% richiama le guerre e la pace, al 27,9% l'inquinamento atmosferico, e poi, a scalare, l'esaurimento delle risorse non rinnovabili e la giustizia sociale e distributiva tra Nord e Sud del mondo. Una generazione che, per una buona metà, quando si parla di «migranti» non pensa ai clandestini di oggi ma agli italiani di ieri, che la miseria spingeva lontano.
«La paura è diventata terreno di competizione elettorale, in una campagna che - anziché affrontare temi come riforma elettorale o riforma del welfare - è stata tutta giocata ingigantendo le angosce sociali. Ma al di là della strumentalizzazione è un tema di vasta portata, su cui riflettere»: Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma, da due anni lavora alla preparazione del World Social Summit di settembre, a cui parteciperanno - tra gli altri - i sociologi Anthony Giddens e Zygmunt Bauman, l'economista Jacques Attali, il premio Nobel per l'economia Gary Becker, lo psicanalista James Hillman, l'architetto Massimiliano Fuksas, lo scienziato Edoardo Boncinelli, lo scrittore Roberto Saviano. «Tutti i secoli hanno avuto grandi paure; epidemie, violenze e stupri - continua Emanuele - ma mai come ora c’è stata l’immanenza della quotidianità... crisi Nato, stragi in India, violenza a Roma e Napoli... la globalizzazione ci ha sommerso di violenza». Colpa dell’informazione? «Il contrario: no, l’informazione fa il suo mestiere. È il nuovo uomo a non avere anticorpi per metabolizzare le paure: gli anziani invece hanno il filtro dell’esperienza, la capacità di reagire».
[ da l'unità web ]
L'ultima osservazione,[ la paura è diventata terreno di competizione elettorale ] trovo che sia un'analisi perfetta,l'Istat in questi mesi ha dichiarato con le sue statistiche,per ciò che riguarda l'ordine pubblico,l'Italia è in linea con il resto del continente,anzi non è tra le posizioni più critiche,l'effetto mediatico è mostruosamente ingigantito e coinvolge le giovani generazioni,che siano di buon auspicio le analisi dei " senatori " della società,i quali sono assolutamente più attenti verso altri versanti,da quelli economici a quelli sanitari,del tutto insufficienti in molte realtà,un occhio di riguardo sul dato dell'altruismo,gli anziani in salute si organizzano verso le associazioni del volontariato.
Censis: i più vecchi hanno meno paure

Il mondo salvato dai vecchietti. Perché gli over 65 più che dallo scippo all’ufficio postale sono spaventati dalla fame nel mondo, più che i rom temono l’inquinamento atmosferico: e si rimboccano le maniche. È il dato, sorprendente, che il Censis proporrà al World Social Summit dedicato alle paure planetarie, organizzato dalla Fondazione Roma dal 22 al 26 settembre, in cui premi Nobel studiosi, scrittori, scienziati e imprenditori dialogheranno sulle grandi angosce del millennio. In realtà i ricercatori non si sono sorpresi affatto dalla capacità della generazione degli anziani di razionalizzare le «grandi paure»: «È la generazione che ha fatto l’Italia - spiega Giuseppe Roma, direttore generale del Censis - che ha avuto l’allungamento della vita e la buona salute, che ha valori di riferimento forti e idee chiare sul mondo, quella che - per intenderci - segna un solco netto tra democratici e antidemocratici. È una delle poche generazioni consapevoli, che non dà risposte emotive ma vive i problemi in prima persona. Si veda l’atteggiamento nei confronti dell’ambiente: magari non sprecano parole, ma sono i più concreti».
Da dieci anni il Censis segue l’evoluzione delle grandi paure di chi invecchia. All’inizio era l’idea della morte, ma è finita «fuori classifica», non c’è più: la vita si è allungata; poi quella di non essere autosufficienti, e medicina e prevenzione hanno fatto molto; ancora la paura della solitudine, combattuta con la socializzazione, che porta anche a ridurre l’uso di farmaci; oggi al primo posto gli anziani dichiarano la paura di non essere presenti a se stessi, di perdere le capacità intellettive. «Ma chi, dai 75 in su, non ha questi problemi - prosegue Roma - dimostra un altruismo totale, fa volontariato, partecipa alla vita sociale e politica. Guardate i dati dell’affluenza al voto: alle amministrative il dato generale si ferma tra il 73 e il 78%, mentre tra gli over 65 hanno votato oltre l’83%». Non solo: «L’altruismo è una linea maggioritaria tale da permetterci di considerare una “patologia” quando, al contrario, gli anziani si dimostrano egoisti. È chiaro che tra le nostre indagini hanno più appeal sui media quelle che riguardano l’attività sessuale degli anziani, invece il dato culturale più importante è quello della gestione della paura».
Per il Censis questa generazione è un patrimonio per il Paese: dieci milioni di «vecchietti» (il 20% della popolazione), una generazione consapevole, che ha vissuto la guerra, il dopoguerra, il boom, la ricerca del lavoro, la fatica di mantenersi in gara. E che ora al 49,5% indica la miseria del mondo come grande paura del millennio, al 37,1% richiama le guerre e la pace, al 27,9% l'inquinamento atmosferico, e poi, a scalare, l'esaurimento delle risorse non rinnovabili e la giustizia sociale e distributiva tra Nord e Sud del mondo. Una generazione che, per una buona metà, quando si parla di «migranti» non pensa ai clandestini di oggi ma agli italiani di ieri, che la miseria spingeva lontano.
«La paura è diventata terreno di competizione elettorale, in una campagna che - anziché affrontare temi come riforma elettorale o riforma del welfare - è stata tutta giocata ingigantendo le angosce sociali. Ma al di là della strumentalizzazione è un tema di vasta portata, su cui riflettere»: Emmanuele Emanuele, presidente della Fondazione Roma, da due anni lavora alla preparazione del World Social Summit di settembre, a cui parteciperanno - tra gli altri - i sociologi Anthony Giddens e Zygmunt Bauman, l'economista Jacques Attali, il premio Nobel per l'economia Gary Becker, lo psicanalista James Hillman, l'architetto Massimiliano Fuksas, lo scienziato Edoardo Boncinelli, lo scrittore Roberto Saviano. «Tutti i secoli hanno avuto grandi paure; epidemie, violenze e stupri - continua Emanuele - ma mai come ora c’è stata l’immanenza della quotidianità... crisi Nato, stragi in India, violenza a Roma e Napoli... la globalizzazione ci ha sommerso di violenza». Colpa dell’informazione? «Il contrario: no, l’informazione fa il suo mestiere. È il nuovo uomo a non avere anticorpi per metabolizzare le paure: gli anziani invece hanno il filtro dell’esperienza, la capacità di reagire».
[ da l'unità web ]
L'ultima osservazione,[ la paura è diventata terreno di competizione elettorale ] trovo che sia un'analisi perfetta,l'Istat in questi mesi ha dichiarato con le sue statistiche,per ciò che riguarda l'ordine pubblico,l'Italia è in linea con il resto del continente,anzi non è tra le posizioni più critiche,l'effetto mediatico è mostruosamente ingigantito e coinvolge le giovani generazioni,che siano di buon auspicio le analisi dei " senatori " della società,i quali sono assolutamente più attenti verso altri versanti,da quelli economici a quelli sanitari,del tutto insufficienti in molte realtà,un occhio di riguardo sul dato dell'altruismo,gli anziani in salute si organizzano verso le associazioni del volontariato.
Multa senza casco e finisce in rissa,il far west Italia
E' accaduto a Torre del Greco, comune in provincia di Napoli
La polizia municipale aveva fermato un centauro senza casco
Vigili multano un motociclista
e la folla si vendica sul sindaco
Il primo cittadino, presente durante i controlli, aggredito dalla gente
Non ha riportato ferite: "Il ministero mandi l'esercito nel mio comune"

NAPOLI - Quella multa non la dovevano proprio fare. Durante un controllo di routine, la polizia municipale di Torre del Greco, comune in provincia di Napoli, ha fermato un motociclista senza casco. Pronti a notificargli l'ammenda, i vigili si sono ritrovati circondati da una decina di persone che protestavano contro la sanzione. Quando anche Ciro Borriello, il sindaco della città che partecipava ai controlli, si è avvicinato all'auto, la piccola folla non ha esitato a scagliarsi contro di lui, costringendolo a una rapida fuga sull'auto dei vigili, successivamente presa a calci e pugni e a cui è stato anche rotto un finestrino. I carabinieri, intervenuti sul luogo, hanno arrestato tre dei presunti aggressori: dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e minacce.
Il sindaco. Dopo l'aggressione, durante la quale non ha riportato ferite, Borriello ha chiesto l'invio di uomini dell'esercito anche nel suo comune. "Sono fortemente motivato a esprimere al ministro dell'Interno, della Difesa, al Prefetto e al Questore di Napoli il desiderio di aggiungere ulteriori presenze delle forze dell'ordine su un territorio con circa 100mila abitanti nonché esplicitamente chiedere gli uomini dell'esercito anche a Torre del Greco".
"Giro di vite sulla sicurezza". Il primo cittadino ha poi proseguito promettendo un giro di vite sulla sicurezza: "Intendo da subito attivare la videosorveglianza nei punti nevralgici e sensibili della città. L'aggressione subìta stamani non rappresenta solo un'offesa alla mia persona, ma soprattutto alle regole del buon vivere civile e ai valori assoluti della legalità".
Gli arresti. Le tre persone arrestate dai carabinieri sono il 19enne che si era messo alla guida del ciclomotore senza casco, suo padre e un terzo soggetto già noto alle forze dell'ordine. Secondo la ricostruzione sarebbe stato proprio il padre, avvicinatosi al posto di blocco, ad incitare il figlio contro i vigili che lo stavano per multare.
[ da la repubblica web ]
Che sia una zona molto difficile lo sappiamo tutti quanti,ma che si arrivi al rischio di linciaggio o perlomeno minacce pesanti contro i tutori della strada,per l'osservanza nell'indossare un casco,davvero è un paese capovolto,potremo definire determinate zone del paese,il vecchio far west,manca solo la regia del compianto Sergio Leone e Clint Eastwood nel ruolo di protagonista,i ciak sono garantiti....
Forse è sufficiente leggere Gomorra di Roberto Saviano o la versione cinematografica del libro,per capire certi atteggiamenti.
La polizia municipale aveva fermato un centauro senza casco
Vigili multano un motociclista
e la folla si vendica sul sindaco
Il primo cittadino, presente durante i controlli, aggredito dalla gente
Non ha riportato ferite: "Il ministero mandi l'esercito nel mio comune"

NAPOLI - Quella multa non la dovevano proprio fare. Durante un controllo di routine, la polizia municipale di Torre del Greco, comune in provincia di Napoli, ha fermato un motociclista senza casco. Pronti a notificargli l'ammenda, i vigili si sono ritrovati circondati da una decina di persone che protestavano contro la sanzione. Quando anche Ciro Borriello, il sindaco della città che partecipava ai controlli, si è avvicinato all'auto, la piccola folla non ha esitato a scagliarsi contro di lui, costringendolo a una rapida fuga sull'auto dei vigili, successivamente presa a calci e pugni e a cui è stato anche rotto un finestrino. I carabinieri, intervenuti sul luogo, hanno arrestato tre dei presunti aggressori: dovranno rispondere di resistenza a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e minacce.
Il sindaco. Dopo l'aggressione, durante la quale non ha riportato ferite, Borriello ha chiesto l'invio di uomini dell'esercito anche nel suo comune. "Sono fortemente motivato a esprimere al ministro dell'Interno, della Difesa, al Prefetto e al Questore di Napoli il desiderio di aggiungere ulteriori presenze delle forze dell'ordine su un territorio con circa 100mila abitanti nonché esplicitamente chiedere gli uomini dell'esercito anche a Torre del Greco".
"Giro di vite sulla sicurezza". Il primo cittadino ha poi proseguito promettendo un giro di vite sulla sicurezza: "Intendo da subito attivare la videosorveglianza nei punti nevralgici e sensibili della città. L'aggressione subìta stamani non rappresenta solo un'offesa alla mia persona, ma soprattutto alle regole del buon vivere civile e ai valori assoluti della legalità".
Gli arresti. Le tre persone arrestate dai carabinieri sono il 19enne che si era messo alla guida del ciclomotore senza casco, suo padre e un terzo soggetto già noto alle forze dell'ordine. Secondo la ricostruzione sarebbe stato proprio il padre, avvicinatosi al posto di blocco, ad incitare il figlio contro i vigili che lo stavano per multare.
[ da la repubblica web ]
Che sia una zona molto difficile lo sappiamo tutti quanti,ma che si arrivi al rischio di linciaggio o perlomeno minacce pesanti contro i tutori della strada,per l'osservanza nell'indossare un casco,davvero è un paese capovolto,potremo definire determinate zone del paese,il vecchio far west,manca solo la regia del compianto Sergio Leone e Clint Eastwood nel ruolo di protagonista,i ciak sono garantiti....
Forse è sufficiente leggere Gomorra di Roberto Saviano o la versione cinematografica del libro,per capire certi atteggiamenti.
sabato 30 agosto 2008
Annie Leonard,la drammatica situazione del pianeta Terra
Sfruttamento delle risorse,uno sviluppo lineare inconsapevole,considerando le limitate risorse del pianeta,se tutti gli abitanti del pianeta avessero il tenore di vita degli statunitensi,ci vorrebbero tre pianeti per soddisfare le esigenze.
Capannori e Campania,due facce della stessa medaglia
Capannori,l'intervista al primo cittadino,spiega molto bene come sia possibile raggiungere il progetto del riciclare i rifiuti al 100%,almeno in quel comune al momento sono molto vicini al traguardo.
L'intervista a Ganapini,al contrario del precedente filmato denuncia le grottesche mancanze dello smaltimento dei rifiuti in Campania,oltre le interessanti affermazioni del protagonista del video,possiamo dedurre tutti quanti i motivi di tale situazione.
venerdì 29 agosto 2008
Ferruccio Pinotti,libera informazione in Italia....
Omologazione,precariato,la nuova generazione di giornalisti a completo servizio degli editori e dei potenti gruppi di riferimento.
Acqua,l'oro blu,consigli utili per il risparmio dei consumi

L'acqua potabile è un bene fondamentale per la vita ma anche scarsa in molte parti del mondo. Impariamo a rispettarla ed a risparmiarla. Da un lato economico, sprecare acqua è anche un costo da sostenere. Pertanto laddove non arriva la morale speriamo almeno arrivi la logica del portafoglio. Vediamo come ridurre gli sprechi di acqua quotidiani:
L'uso dei miscelatori d'aria nei rubinetti e nelle docce riduce il consumo d'acqua senza modificare le proprie abitudini. Si tratta di una piccola aggiunta al proprio rubinetto in grado di miscelare l'acqua in uscita con l'aria. Chi usa il getto d'acqua non percepisce alcuna differenza ma il consumo complessivo d'acqua è inferiore. Si arriva a risparmiare quasi la metà dell'acqua utilizzata. Esempio doccia con miscelatore d'aria.
Lo sciacquone del water consuma ad ogni getto circa 10 litri d'acqua. Non è però necessario utilizzare sempre questo getto. Per ridurlo è sufficiente porre nella cassetta una bottiglia di plastica da un litro piena d'acqua, priva di etichetta ed ermeticamente chiusa con il tappo, oppure far installare un sistema con doppio pulsante di scarico o regolare il galleggiante dello sciacquone compatibilmente ad una capacità minore di acqua.
L'acqua piovana può essere raccolta e incanalata dalla grondaia verso il proprio giardino o in cisterne di raccolta per consentire un utilizzo successivo. L'acqua piovana è gratuita, usarla con razionalità equivale a risparmiare l'acqua degli acquedotti e molti euro sulla bolletta.
Le piante del terrazzo possono essere annaffiate anche tramite l'acqua già utilizzata per lavare la frutta e la verdura. E' sufficiente raccoglierla l'acqua in una bacinella nel lavabo ed utilizzarla dopo aver sciacquato la verdura.
Quando si nota una fontanella pubblica sgorgare continuamente acqua potabile inutilmente è consigliabile chiedere al proprio Comune di far inserire una manopola per aprire e chiudere il getto a richiesta. Nel caso di fontane pubbliche con acqua non potabile e solo per fini estetici, verificate che la fontana usi il sistema a ricircolo, ossia utilizzi sempre la stessa acqua.
Fate periodici controlli sullo stato dell'impianto idrico di casa. E' sufficiente controllare il contatore dell'acqua nel momento in cui tutti i rubinetti sono chiusi. Se continua a girare è probabile che ci sia una perdita nell'impianto. Chiamate un idraulico prima che la perdita peggiori o danneggi le proprietà dei vostri vicini.
Preferire la doccia al bagno. Per riempire una vasca sono necessari 100 litri d'acqua mentre per una doccia il consumo d'acqua è pari circa alla metà.
Lavarsi i denti in modo ecologico. Un gesto quotidiano come lavarsi i denti può comportare enormi sprechi d'acqua nel lungo periodo a causa della pessima e inutile abitudine di lasciare sempre il getto dell'acqua aperto. E' sufficiente utilizzare il getto d'acqua soltanto due volte: (1)inizialmente sullo spazzolino e (2) successivamente per risciacquare lo spazzolino. Nell'atto di lavarsi i denti, almeno 2 minuti per una buona pulizia, è inutile lasciare il rubinetto aperto. Inoltre per risciaquare i denti utilizzate un bicchiere, è più comodo e consente un minore spreco d'acqua. In ogni caso, per una migliore pulizia dei denti è sempre consigliato risciacquare la bocca usando lo stesso spazzolino imbevuto d'acqua per rimuovere il dentifricio dai denti prima di provvedere al risciacquo finale della bocca con un bicchiere.
La rasatura ecologica. Evitare di lasciare il rubinetto aperto per pulire il rasoio e mentre ci si rade. Chiudete il tappo del lavabo e riempitelo d'acqua fino alla metà per utilizzarla nel risciacquo del rasoio di volta in volta. Si tratta semplicemente di modificare un'abitudine, per il resto nulla cambia alla qualità della rasatura e tantomeno al tempo necessario per radersi.
Per lavare le stoviglie è consigliabile utilizzare una vaschetta dove porre le stoviglie per insaponarle e utilizzare un debole getto d'acqua soltanto alla fine per risciacquarle.
Per lavarsi le mani è inutile tenere sempre aperto il getto d'acqua. Per una buona pulizia è soprattutto necessaria una buona perizia nell'insaponarsi le mani. Aprite il rubinetto una prima volta per bagnare le mani e il sapone, poi richiuderlo. Dopo aver insaponato le mani, per 1-2 minuti, riaprite il getto d'acqua solo per risciacquarle. Il risparmio d'acqua è assicurato, si tratta solo di modificare qualche piccola abitudine.
Chiudere il rubinetto mentre ci si insapona. si può risparmiare acqua anche chiudendo il rubinetto mentre ci si massaggia la cute durante lo shampoo e durante il tempo che serve per il balsamo (uno o due minuti). Sono parecchi litri d'acqua se si pensa alla pressione del rubinetto della vasca, e non cambia assolutamente nulla. (suggerimento proposto da Mchiara)
[ da http://www.ecoage.it/risparmiare-acqua.htm ]
Da ripetute informazioni sugli sprechi dell'acqua,l'oro blu per definizione,meglio leggere attentamente i consigli,da statistiche siamo gli spreconi mondiali dopo gli Stati Uniti,pur essendo il nostro paese circondato da catene montuose,con enormi potenzialità delle sorgenti presenti,dobbiamo recuperare il fabbisogno acqueo da altri paesi.
Un minimo d'attenzione sui nostri comportamenti quotidiani,potrebbero migliorare moltissimo la situazione,considerando la penuria di fenomeni atmosferici legati alle pioggie del nostro presente e soprattutto futuro.
giovedì 28 agosto 2008
Scuola,le nuove proposte

Torna il voto sulle pagelle, bocciatura con il 5 in condotta e maestro unico alle elementari. Sono questi i punti cardine della riforma scolastica illustrata oggi dal Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini dopo il Consiglio dei Ministri a Palazzo Chigi.«Il ritorno al voto - ha spiegato il ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini - è frutto di una proposta della sottoscritta e del ministro Tremonti, perchè noi crediamo che nella scuola serva chiarezza, e che competa agli insegnanti definire il livello di apprendimento degli alunni in ogni singola materia. Quindi ritorniamo ai voti accompagnati dai giudizi che però avranno una valenza diversa, ovvero di essere esplicativi del risultato conseguito».Tra le novità anche il ritorno - dopo 10 anni - del voto in condotta per fronteggiare il fenomeno del bullismo. Con il 5 si verrà bocciati, mentre in generale il voto farà media, e contribuirà alla valutazione complessiva. «La valutazione del comportamento - ha spiegato il ministro dell’Istruzione - fa media, ed entra a far parte del giudizio complessivo di ogni singolo ragazzo. Quindi gli studenti saranno valutati certamente in base ai risultati conseguiti nelle singole materie, ma anche con l’inserimento dei comportamenti temuti. Crediamo che questa sia una risposta necessaria e molto urgente al moltiplicarsi degli episodi di bullismo che ogni giorno leggiamo sui giornali». Il ritorno al maestro unico nelle scuole elementari potrebbe diventare realtà nei prossimi mesi. Il Consiglio dei Ministri ha infatti dato parere favorevole alla proposta del ministro Gelmini. «Vogliamo ritornare - ha spiegato la Gelmini al termine del Cdm - per quanto riguarda la scuola elementare al maestro unico. Questo corrisponde a un’esigenza pedagogica soprattuto nei primi anni (prima, seconda e terza elementare), e alla necessità che i bambini abbiano nel maestro unico un punto di riferimento». La misura, ha annunciato la Gelmini, verrà presentata «all’interno del piano programmatico sulla scuola per applicare la finanziaria, dopo il parere favorevole espresso oggi dal Cdm».Dal governo arriva anche uno stop alle riedizioni annuali dei libri, che costringono ogni anno le famiglie degli studenti a costosi acquisti. «In Consiglio dei Ministri - spiega la Gelmini - abbiamo ribadito la volontà ferma di suggerire che la riedizione dei libri avvenga solo dove strettamente necessario, ossia ogni quattro o cinque anni, lasso di tempo entro il quale i libri non possono essere cambiati». Una misura, ha sottolineato il ministro, che nasce dal fatto che «non solo io ma anche gli altri componenti del Cdm, a partire dal premier, intendono aiutare le famiglie e quindi contenere il caro libri. D’altra parte l’apprendimento soprattutto nella scuola dell’obbligo non cambia, l’italiano è sempre quello, la matematica pure. Quindi c’è un forte incentivo del governo perchè gli editori non rieditino libri laddove non ci sia la stretta necessità».
[ da la stampa web ]
Dopo la volontà di instaurare i grembiulini per ovviare alla differenza di classe sociale,la ministro Gelmini rilancia con queste proposte.
Il 7 in condotta,diventato 5 che penalizza la media dei voti, difficile se potrà risultare un buon deterrente al fenomeno del bullismo,penso che sia un tentativo discutibile,pensare che il muro contro muro tra insegnanti e ragazzi possa portare dei benefici,il dialogo e la severità,spalmato con un certo equilibrio potrebbe essere sufficiente,considerata l'obbligarietà della scuola fino ai 18 anni.
I voti in pagella al posto dei giudizi,mi pare sia come il vecchio detto,se non è zuppa,è pan bagnato,si vedrà se gli studenti e le famiglie saranno soddisfatte del cambiamento.
La maestra unica nei primi anni di scuola elementare,potrebbe avere dei riflessi positivi,prendendo atto della tenera età dei bimbi,ma si sposterebbe ugualmente una certo disonrientamento dopo pochi anni.
Rimane il caro libri dalla media inferiore,davvero un grande problema per l'economia familiare,almeno per la maggior parte dei nuclei,l'affermazione del ministro,le riedizioni solo se strettamente necessarie, lascia il tempo che trova.
David Freeman,cala il sipario sulle sue 100 cose da fare
ha battuto la testa contro uno spigolo nella sua casa in california
Addio a Freeman, autore della guida «Cento cose da fare prima di morire»
Pubblicitario, divenne famoso grazie al best-seller scritto con un amico: lui ha visitato la metà dei posti segnalati

MILANO - Chissà se oltre a stilare l'elenco delle cose da fare prima di morire, David Freeman aveva anche pensato al "dopo". In ogni caso, lui che era anche buttato dalle torri delle isole Vanuatu attaccato solo a una liana legata a una caviglia, ha lasciato questo mondo nella maniera più banale possibile: è deceduto nella sua casa di Venice, in California, battendo la testa contro uno spigolo. È successo il 17 agosto scorso ma, come riporta il Los Angeles Times, la famiglia ha deciso di renderlo noto solo oggi.
VISITATA LA METÀ DEI POSTI - Freeman, 47 anni, si mestiere era pubblicitario ed era diventato famoso, soprattutto in America, dopo aver dato alle stampe il best-seller «Le cento cose da fare prima di morire», una guida per viaggiatori non convenzionali dedicata ai posti più belli della Terra, da visitare prima che sia troppo tardi. Freeman l'aveva scritta nel 1999 insieme all'amico Neil Teplica: i due si erano basati sul materiale contenuto nel loro sito internet whatsgoingon.com, che hanno curato dal 1996 al 2001. «La vita è un viaggio breve - scrissero gli autori -. Come puoi essere sicuro di averla riempita con il maggior divertimento possibile e di aver visitato tutti i posti più belli della Terra prima di preparare i bagagli per l’ultima volta?». Secondo i parenti, Freeman avrebbe visitato circa la metà dei posti segnati sulla sua lista.
Tra le 100 cose da fare
Tra le "cento cose da fare prima di morire" secondo la guida scritta a quattro mani da Freeman e Teplica (il cui sottotitolo è «Gli eventi di viaggio da non perdere») ci sono situazioni curiose e divertenti, come partecipare una volta nella vita alla serata degli Oscar o provare la sensazione assoluta di correre davanti a una mandria di tori per i vicoli di Pamplona. Ma ci sono anche situazioni più personali come lanciarsi a testa in giù dalle torri dell'isola di Vanuato appesi a una liana, oppure fare un «pellegrinaggio voodoo» ad Haiti per sperimentare sulla propria pelle cosa significa la magia nera. Freeman, che quando scrisse la sua guida viveva a New York, prima di morire ha fatto anche questo: è stato testimone oculare l'11 settembre del 2001 dell'attentato alle Torri Gemelle. Dopo quell'esperienza decise di tornare a vivere in California con la sua famiglia
[ da corsera web ]
Singolare la sua fine, a 47 anni,sappiamo la cabala come definisce il numero,ovvero morto che parla,il 17 agosto la disgrazia in casa,non era venerdì....le sue personali 100 cose da fare nella vita non saranno ultimate,potranno essere consigli per chi vorrà seguire la sua personale visione di vita e le relative soddisfazioni,molto personali del resto.
Pamplona e l'esser seguiti dai tori,non mi trova per nulla d'accordo ad esempio,in questo caso personalmente,ritengo i partecipanti a rischio di definizione,di far parte della categoria Homo sapiens!!!!
Addio a Freeman, autore della guida «Cento cose da fare prima di morire»
Pubblicitario, divenne famoso grazie al best-seller scritto con un amico: lui ha visitato la metà dei posti segnalati

MILANO - Chissà se oltre a stilare l'elenco delle cose da fare prima di morire, David Freeman aveva anche pensato al "dopo". In ogni caso, lui che era anche buttato dalle torri delle isole Vanuatu attaccato solo a una liana legata a una caviglia, ha lasciato questo mondo nella maniera più banale possibile: è deceduto nella sua casa di Venice, in California, battendo la testa contro uno spigolo. È successo il 17 agosto scorso ma, come riporta il Los Angeles Times, la famiglia ha deciso di renderlo noto solo oggi.
VISITATA LA METÀ DEI POSTI - Freeman, 47 anni, si mestiere era pubblicitario ed era diventato famoso, soprattutto in America, dopo aver dato alle stampe il best-seller «Le cento cose da fare prima di morire», una guida per viaggiatori non convenzionali dedicata ai posti più belli della Terra, da visitare prima che sia troppo tardi. Freeman l'aveva scritta nel 1999 insieme all'amico Neil Teplica: i due si erano basati sul materiale contenuto nel loro sito internet whatsgoingon.com, che hanno curato dal 1996 al 2001. «La vita è un viaggio breve - scrissero gli autori -. Come puoi essere sicuro di averla riempita con il maggior divertimento possibile e di aver visitato tutti i posti più belli della Terra prima di preparare i bagagli per l’ultima volta?». Secondo i parenti, Freeman avrebbe visitato circa la metà dei posti segnati sulla sua lista.
Tra le 100 cose da fare
Tra le "cento cose da fare prima di morire" secondo la guida scritta a quattro mani da Freeman e Teplica (il cui sottotitolo è «Gli eventi di viaggio da non perdere») ci sono situazioni curiose e divertenti, come partecipare una volta nella vita alla serata degli Oscar o provare la sensazione assoluta di correre davanti a una mandria di tori per i vicoli di Pamplona. Ma ci sono anche situazioni più personali come lanciarsi a testa in giù dalle torri dell'isola di Vanuato appesi a una liana, oppure fare un «pellegrinaggio voodoo» ad Haiti per sperimentare sulla propria pelle cosa significa la magia nera. Freeman, che quando scrisse la sua guida viveva a New York, prima di morire ha fatto anche questo: è stato testimone oculare l'11 settembre del 2001 dell'attentato alle Torri Gemelle. Dopo quell'esperienza decise di tornare a vivere in California con la sua famiglia
[ da corsera web ]
Singolare la sua fine, a 47 anni,sappiamo la cabala come definisce il numero,ovvero morto che parla,il 17 agosto la disgrazia in casa,non era venerdì....le sue personali 100 cose da fare nella vita non saranno ultimate,potranno essere consigli per chi vorrà seguire la sua personale visione di vita e le relative soddisfazioni,molto personali del resto.
Pamplona e l'esser seguiti dai tori,non mi trova per nulla d'accordo ad esempio,in questo caso personalmente,ritengo i partecipanti a rischio di definizione,di far parte della categoria Homo sapiens!!!!
Ghana,la discarica dell'occidente

E' il remake di un film degli anni Ottanta, un brutto film. Gli slum africani utilizzati come pattumiera dei veleni dei paesi ricchi, i primi vani tentativi di bloccare il traffico, la rivolta dei nigeriani che, esattamente vent'anni fa, sequestrarono una nave italiana, con 24 uomini di equipaggio, come arma di pressione per costringerci a risanare la discarica pirata di Port Koko. Adesso ci risiamo. Nella versione tecnologicamente avanzata dell'e-waste, il rifiuto elettronico che fluisce sempre più abbondante. La nuova pattumiera del mondo industrializzato è il Ghana: è qui che finisce una buona parte degli oggetti che fino a un istante prima dell'abbandono sembravano indispensabili e che all'improvviso si sono rivelati inutili, cancellati nella possibilità d'uso da memorie più potenti, software più avanzati.
La denuncia viene da Greenpeace che, con un'azione di "spionaggio industriale" è riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l'Europa è Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all'anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l'ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento. Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma le foto che potete vedere mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E' questa la fine che fa una buona parte dell'e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell'Unione Europea e di oltre l'80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato. In Ghana l'indagine di Greenpeace ha messo in evidenza una rete di cimiteri clandestini. Le navi ufficialmente cariche di "beni elettronici di seconda mano" arrivano nel più grande porto del paese, a Tema, e da lì prendono la strada del centro di smaltimento di Agbogbloshie, ad Accra, la capitale. Oppure si sperdono nel marasma dei piccoli cimiteri sparsi un po' ovunque. Greenpeace ha fornito i dati relativi a quello di Korforidua, ma è un esempio tra tanti. Un disastro ambientale, sociale, umano che rappresenta l'altra faccia del disastro politico che ci coinvolge direttamente. Vent'anni fa l'Occidente chiuse gli occhi sulle rotte dei veleni finché il contenzioso internazionale divenne troppo aspro per ignorarlo. Ora la capacità di risposta dei paesi che subiscono l'arrivo clandestino dei rifiuti elettronici (dall'Africa alle piazze asiatiche) è più alta ed è prevedibile che la tensione tornerà a salire molto presto.
[ Da la repubblica web ]
Rifiuti elettronici,nocivi,una cronaca ormai consueta,rammentate Ilaria Alpi in Somalia,uccisa con il suo reporter,stava seguendo la pista del commercio delle armi e dei rifiuti tossici,il continente africano pare la meta appetita per tale commercio,il tutto sulla pelle delle popolazioni,la miseria e l'ignoranza permettono tutto ciò,ma se non ci fossero i soliti sciacalli interessati a facili guadagni,sarebbe tutta un'altra storia.Il detto antico,dove arriva il viso pallido sono dolori,è sempre attuale,recentemente si sono aggiunti anche gli occhi a mandorla,nei rifornimenti di armi in Ciad.
Alitalia,la visione di Staino

L'ultimo annuncio per ciò che riguarda la compagnia aerea di bandiera,pare sia fondata su un ottimo futuro,l'Alitalia rinascerà dalle sue ceneri,meglio dire dai nostri finanziamenti ormai datati.
Il prestigiatore dal suo cilindro,insieme al suo staff governativo,ha promesso di non lasciare alcuno per strada,chiaramente a livello occupazionale,gli eventuali clienti potranno loro sperimentare il futuro assetto,i più ottimisti addirittura paventano l'entrata in scena di Airfrance-Klm,insomma se non sono boutade postferragostane,il problema non esiste più,diamogli credito,se poi saranno disattesi questi splendidi scenari,non dovremo dare la caccia all'ex governo Prodi,per i classici sputi in faccia naturalmente ai suoi eminenti protagonisti...
Pareva una svendita,al contrario re mida ha fatto il miracolo!!!
Tratterò sull'argomento tra qualche tempo,mai firmare cambiali in bianco...
Nel frattempo...
Maramotti vignette
L'unità
martedì 26 agosto 2008
Polonio nel tabacco e le multinazionali delle bionde hanno taciuto
e' il veleno con cui e' stato ucciso Alexander Litvinenko a Londra nel 2006
C'è anche il polonio nelle sigarette
Lo rivela uno studio. Le industrie del tabacco hanno taciuto le ricerche che ne dimostrano la presenza

Per oltre 40 anni le multinazionali del tabacco avrebbero studiato gli effetti del polonio 210, sostanza radioattiva letale presente nelle sigarette, ma non hanno pubblicato i risultati. Lo rivela uno studio che verrà pubblicato sul numero di settembre dell'American Journal of Public Health. Per arrivare a queste conclusioni sono stati analizzati oltre 1.500 documenti interni delle company del fumo, rivela il quotidiano britannico The Independent.
VELENO - Il Polonio 210, noto per causare tumore del polmone negli animali è salito alla ribalta per essere stato utilizzato per uccidere Alexander Litvinenko a Londra nel 2006. Ebbene - denuncia questo nuovo studio - le industrie produttrici di sigarette, mentre tentavano senza riuscirci di eliminare questa sostanza dai loro prodotti, hanno tenuto le ricerche sotto silenzio. Un silenzio rotto solo ora dai ricercatori guidati da Monique Muggli, della Mayo Clinic nel Minnesota. Il polonio 210 è presente sia sulle foglie del tabacco che all'interno della sua struttura chimica. Gli scienziati alle dipendenze delle multinazionali hanno tentato inutilmente per anni di eliminarlo, ricorrendo anche alla modificazione genetica o studiando filtri per rimuovere il micidiale veleno.
DOCUMENTI - Fra i documenti interni di una multinazionale del tabacco ne è stato trovato uno di 30 anni fa che sottolinea come la pubblicazione di questo genere di ricerche, dal 1978, «avrebbe l'effetto di svegliare il "gigante che dorme"». Da qui la decisione di tacere, comune a tutti i colossi del tabacco, evitando che la questione venisse all'attenzione dell'opinione pubblica, a differenza delle altre caratteristiche che hanno portato sempre più le sigarette sul banco degli imputati. Un portavoce della British American Tobacco replica che «non è noto quale componente delle sigarette causi il cancro« e fa presente che il polonio 210 si trova anche nei cibi». Ma, secondo lo studio, le multinazionali del tabacco temono giá azioni legali.
[ da corsera web ]
Buone notizie per i fumatori,si fa per dire,il polonio presente nel tabacco ispirato dai fumatori,nonostante le multinazionali delle bionde sapessero,la particella chimica viene assorbita daglie foglie di tabacco tramite i fertilizzanti delle coltivazioni,la conseguenza per un fumatore di un pacchetto di sigarette al giorno,equivale a circa 300 raggi X ai suoi polmoni ogni anno,praticamente una lastra al giorno,negli Stati Uniti si stanno preparando ad una colossale azione legale,molto probabilmente sarà il canto del cigno dei colossi del tabacco,considerati i precedenti,in Italia e in Europa staremo a vedere.
Molto probabilmente,Codacons,Federconsumatori,Adusbef,Adiconsum,stanno preparandosi anche dalle nostre parti.
C'è anche il polonio nelle sigarette
Lo rivela uno studio. Le industrie del tabacco hanno taciuto le ricerche che ne dimostrano la presenza

Per oltre 40 anni le multinazionali del tabacco avrebbero studiato gli effetti del polonio 210, sostanza radioattiva letale presente nelle sigarette, ma non hanno pubblicato i risultati. Lo rivela uno studio che verrà pubblicato sul numero di settembre dell'American Journal of Public Health. Per arrivare a queste conclusioni sono stati analizzati oltre 1.500 documenti interni delle company del fumo, rivela il quotidiano britannico The Independent.
VELENO - Il Polonio 210, noto per causare tumore del polmone negli animali è salito alla ribalta per essere stato utilizzato per uccidere Alexander Litvinenko a Londra nel 2006. Ebbene - denuncia questo nuovo studio - le industrie produttrici di sigarette, mentre tentavano senza riuscirci di eliminare questa sostanza dai loro prodotti, hanno tenuto le ricerche sotto silenzio. Un silenzio rotto solo ora dai ricercatori guidati da Monique Muggli, della Mayo Clinic nel Minnesota. Il polonio 210 è presente sia sulle foglie del tabacco che all'interno della sua struttura chimica. Gli scienziati alle dipendenze delle multinazionali hanno tentato inutilmente per anni di eliminarlo, ricorrendo anche alla modificazione genetica o studiando filtri per rimuovere il micidiale veleno.
DOCUMENTI - Fra i documenti interni di una multinazionale del tabacco ne è stato trovato uno di 30 anni fa che sottolinea come la pubblicazione di questo genere di ricerche, dal 1978, «avrebbe l'effetto di svegliare il "gigante che dorme"». Da qui la decisione di tacere, comune a tutti i colossi del tabacco, evitando che la questione venisse all'attenzione dell'opinione pubblica, a differenza delle altre caratteristiche che hanno portato sempre più le sigarette sul banco degli imputati. Un portavoce della British American Tobacco replica che «non è noto quale componente delle sigarette causi il cancro« e fa presente che il polonio 210 si trova anche nei cibi». Ma, secondo lo studio, le multinazionali del tabacco temono giá azioni legali.
[ da corsera web ]
Buone notizie per i fumatori,si fa per dire,il polonio presente nel tabacco ispirato dai fumatori,nonostante le multinazionali delle bionde sapessero,la particella chimica viene assorbita daglie foglie di tabacco tramite i fertilizzanti delle coltivazioni,la conseguenza per un fumatore di un pacchetto di sigarette al giorno,equivale a circa 300 raggi X ai suoi polmoni ogni anno,praticamente una lastra al giorno,negli Stati Uniti si stanno preparando ad una colossale azione legale,molto probabilmente sarà il canto del cigno dei colossi del tabacco,considerati i precedenti,in Italia e in Europa staremo a vedere.
Molto probabilmente,Codacons,Federconsumatori,Adusbef,Adiconsum,stanno preparandosi anche dalle nostre parti.
Le spose bambine e l'infibulazione,due crimini contro l'infanzia

60 milioni di spose bambine
Hanno tra gli 8 e i 14 anni
Lo scorso aprile, in Yemen, una bambina di 8 anni di nome Nojoud si presentò da sola in tribunale, dicendo che era stata costretta dal padre a sposare un uomo trentenne che l’aveva picchiata e forzata ad avere rapporti sessuali. Ci sono 60 milioni di «spose bambine » nel mondo, secondo le Nazioni Unite. Il giorno delle nozze arriva in genere tra i 12 e i 14 anni, a volte anche prima. Il marito è spesso un uomo più anziano, mai incontrato prima. Ad aprile Nojoud ha chiesto e ottenuto il divorzio. Ma per la maggior parte delle piccole spose come lei non c’è via d’uscita.
CLASSIFICAL’organizzazione americana International Center for Research on Women (Icrw) ha compilato una «Top 20» dei Paesi in cui i matrimoni di minorenni sono più diffusi: il Niger è al primo posto (il 76,6% delle spose hanno meno di 18 anni), seguito da Ciad, Bangladesh, Mali, Guinea, Repubblica centrafricana, Nepal, Mozambico, Uganda, Burkina Faso, India, Etiopia, Liberia, Yemen, Camerun, Eritrea, Malawi, Nicaragua, Nigeria, Zambia. La «classifica » è basata su questionari standardizzati che non sono però disponibili per tutti i Paesi. Resta fuori dalle statistiche, ad esempio, gran parte del Medio Oriente.
POVERTÀI Paesi della Top 20 sono i più poveri del mondo. In Niger e Mali, rispettivamente il 75% e il 91% della popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno. Le spose bambine vengono dalle famiglie più povere in questi Paesi. Spesso i genitori ritengono di non avere altra scelta. «Sono viste come un peso», spiega al Corriere Saranga Jain, ricercatrice dell’Icrw. Nutrirle, vestirle e istruirle costa troppo. E c’è un forte incentivo economico a darle in spose presto. «Nei Paesi in cui vige la pratica della dote (Sud Asia e specialmente India), la famiglia dello sposo è disposta ad accettarne una più ridotta se la ragazza è giovane — dice Jain —. Così i genitori danno in spose le figlie da bambine per pagare di meno. E c’è un incentivo anche in alcuni Paesi africani nei quali sono i genitori della bambina a ricevere un pagamento: più è giovane, più alto è il prezzo». Uno studio condotto in Afghanistan (mancano dati standardizzati ma si ritiene che il 52% delle spose siano bambine) mostra che questi matrimoni vengono praticati anche per sanare debiti o ottenere, in cambio, una moglie per un figlio maschio. «La maggior parte dei genitori non vuole fare del male alle figlie», dice la fotografa americana Stephanie Sinclair, che ha conosciuto tante di queste bambine in Afghanistan, Nepal, Etiopia. «Pensano di proteggerle facendole sposare quando sono vergini: è molto importante in queste società. Ho però incontrato anche una donna che non sembrava dare molto valore alla figlia. "Perché nutrire una mucca che non è tua?", mi rispose quando le chiesi perché, dopo averla promessa in sposa, non la faceva più andare a scuola».
L'articolo completo http://www.corriere.it/esteri/08_agosto_24/milioni_di_spo...
Cronache medievali d'una realtà incomprensibile nell'occidente,se una qualsiasi società non rispetta l'infanzia è assolutamente cattiva e arretrata,da noi si esercitano indagini,inchieste,forze dell'ordine per tutelare i bambini contro la pedofilia,in contrapposizione questa abitudine consolidata di comprarsi le spose bambine in alcune realtà del pianeta,evidentemente non si potrà risolvere il problema,la denuncia e la divulgazione sono le uniche armi per cercare di scalfire questo atteggiamento consolidato.
L'esercizio di questo sistema insieme alla pratica di infibulazione,pratica diffusa in Africa, dedita all'asportazione dei genitali femminili,sono due aspetti drammatici della condizione femminile non solo in età adulta in vaste aree di questo pianeta,la base comune del drammatico problema sono le ottuse mentalità e la povertà imperante.
Segnalo l'articolo sulla realtà delle mutilazioni vaginali,purtroppo presenti anche in Italia.
http://alessiaguidi.provocation.net/diritti/infibulazione...
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