venerdì 2 ottobre 2009

Continuano le gesta dell'armata brancaleone del Pd

Se fossero stati tutti presenti,la porcata del condono fiscale,chiamato scudo fiscale,avrebbe potuto andare sotto,e avrebbe messo la maggioranza in ridicolo,ma le gesta dei Brancaleoni alle crociate devono continuare,una vera e propria saga....




Decine e decine di mail, discussioni infuocate, dubbi sull'opportunità del nostro gesto, dibattiti da parte dei lettori (leggete sul sito la lenzuolata di ieri). Decine di telefonate da parte dei deputati che abbiamo chiamato in causa, e anche da parte dei loro colleghi. Enzo Carra ci ha spiegato che non poteva essere in aula perché stava facendo una visita per i suoi calcoli. Barbara Pollastrini ci ha scritto una letterina che uscirà sl giornale di domani, anche lei aveva problemi di salute. Tre deputati hanno detto di aver commesso errori "tecnici" in fase di votazione. Altri deputati, anche del Pd, ci hanno detto che abbiamo fatto bene a scrivere tutti i nomi, perché loro hanno fatto salti mortali per essere in Aula e l'assenza di altri ha vanificato il tutto. Nell'articolo di oggi ho cercato di mettere in evidenza che tra gli assenti c'era tutto lo staff di Franceschini, e che questo è un dato politico. Non erano mica obbligati a farsi eleggere tutti. Se uno viene eletto in Parlamento la sua priorità deve essere quella, mica il congreso del Pd, giusto? Detto questo, la nostra non è e non vuole essere una lista di proscrizione.

In America è considerato normale che i cittadini possano controllare l'attività parlamentare dei loro rappresentanti. Qui da noi, chissà perché, è ritenuto quai un gesto sovversivo. Io trovo civile che gli eletti ci scrivano e ci spieghino perchè non c'erano, se non c'erano. Non aver partecipato al voto sull'incostituzionalità sullo scudo fiscale non equivale a una condanna. Però, allo stesso tempo, ci sembra molto civile che tutti possano fare domande e chiedere conto. Per questo, in tutti i voti in cui la tabulazione sarà importante, torneremo a pubblicare i nomi.

L'intero articolo sul Fatto quotidiano

Dopo le polemiche sul voto sulloscudofiscalecihanno chiesto: davvero si può vincere per un pugno di voti? Veramente si può vincere per tre, due, anche per un solo, sporco, ultimo voto. La storia delle guerriglie parlamentari affonda le radici nella prima repubblica. Per un voto cadde il governo Cossiga, quello della povera Maria Pia Garavaglia, crocifissa per aver scelto il momento peggiore per far pipì. Finito il tempo del galateo parlamentare, iniziava quello degli scrutini prostatici. Garofani all’assalto. Anche il passaggio fra la prima e la seconda repubblica fu plasticamente scandito da una memorabile rissa in Aula per 12 voti. Era il giorno del voto sull’immunità parlamentare per Craxi. I socialisti accusarono la Rete, con la sua piccola pattuglia (proprio 12), di aver votato a favore di Bettino, per soffiare sul fuoco. Dai banchi del Psi una turba calò sulle postazioni di Leoluca Orando e compagni. Le immagini con l’ex sindaco di Palermo, che a braccia conserte fa “no-no” con la testa fecero il giro del mondo, insieme a quelle di Diego Novelli (che due scranni sotto lui, invece, prese un malrovescio). Inizia l’era Berlusconiana, di nuovo c’è di mezzo un voto, anzi due. Nel 1994, al Senato, il centrodestra non aveva maggioranza. Ad assicurargliela furono due “voltagabbana” eletti nel Ppi-Patto destinati a fulgida carriera. Uno, vecchia volpe Dc, era Luigi Grillo (poi sottosegretario). L’altro , un tributarista di successo rispondeva al nome di Giulio Tremonti (la carriera è nota). Spionaggio padano. Solo due anni dopo, nel 1995, il ribaltone futeatrodinuove,epichelotte.La Lega aveva cambiato fronte, tutti si sforzavano di capire come si sarebbe diviso il gruppo, per la fiducia a Dini. Umberto Bossi (era quello che ripeteva: “Ah, ah, ah! A Silvio gli ho segato il balconcino!”) ne architettò una delle sue con Bobo Maroni.L’ex ministro dell’Interno per giorni dichiarò ovunque: “Voterò per Berlusconi”. Peccato fosse un trucco. Serviva ad attrarre i dissidenti e a farli confidare. Alla vigilia del voto Bobo tornò nei ranghi e Bossi convocò i parlamentari uno ad uno per torchiare i ribelli. Quirinale&trenini.Chediredei franchi tiratori per il Quirinale? Una specialità. Per combatterli durante il voto che elesse Scalfaro e giubilò le ambizioni di Andreotti nacque la pratica del “trenino” (non erotico) in cui il compagno di partito faceva controllare al collega che aveva incollato alle spalle la scheda (Non servì: se due vicini nell’ordine alfabetico si accordano, il trucco non riesce). Rospi&lacrime.Ilgiornodelvoto sulla fiducia a Dini Marida Bolognesi scoppiò in lacrime, mentre spiegava che avrebbe rotto la disciplina di Rifondazione per “Baciare - come scrive il manifesto - il rospo”. Ebbe una stagione di celebrità anche la pipa di Adornato, eletta con i Progressisti e decisiva in un paio di fiducie. Adornato minacciava di passare a destra, e Massimo Gramellini lo motteggiò: “A Nando, facce Tarzan!” Adornato disse: “Ci rimango malissimo” (ma passò a Forza Italia nel 1996. Adesso è all’Udc). Il giorno del palllottoliere. E che dire del voto che fece cadere Prodi nel 1996? Nacque all’epoca la disputa sul pallottoliere fra Arturo Parisi e Massimo D’Alema. Parisi aveva fatto bene i conti e stimava due voti di vantaggio ma... Salvo Liotta, ex forzista in un primo momento attribuito ai diniani, sentì il richiamo della foresta berlusconiano e cambiò fronte alla vigilia del voto. Irene Pivetti, ex leghista, poi diniana, data per certa, non si presentò. Fino all’ultimo Parisi era rimasto al telefono, informato sulle poppate della neomamma, che per sfamare la sua bimba (almeno ufficialmente) rinunciò a sostenere Prodi (ora fa la condutrice a Mediaset) Barelle & flebo. Altra crisi altro cardiopalma all’ultimo voto, sempre per Prodi: nell’ottobre del 1998 Emiliana Santoli, di Rifondazione, andò a votare per lui in barella e con la flebo (dopo un viaggio in ambulanza organizzato da Nerio Nesi): venne applaudita sulla piazza di Montecitorio, fra cori di Bellaciao e lacrime: la fiducia passò per il suo voto. Il pugno di Frosini. E che dire dell’ultima legislatura? Il governo cadde per un voto sulla base nato di Vicenza in Senato, per il no di due senatori: Turigliatto (Rifondazione) e Rossi (Pdci) Rossi. Questi, tornando in Eurostar, si ritrovò per caso di fronte ad un compagno di partito, Nino Frosini che lo apostrofò: “Bruttissimo pezzo di merda!”. E gli mollò un cazzotto. L’elezione del presidente del Senato, nel 2006, vide la comparsa di un fenomeno misterioso : le schede (non valide) per “Francesco Marini” (invece di Franco). Era una trovata dei mastelliani per farsi riconoscere, tenere Marini sulla corda e trattare (Mastella ottenne la Giustizia). La caduta di Prodi, nel 2008, fu segnata da nuovi cardiopalma. Rita Montalcini, 90enne, entrava insultata da Maurizo Gasparri e sorretta da due commessi. Una volta il centrodestra perse per un solo voto. Fu processato Biondi: “Cristo, ero a pisciare!”, gridò addolorato, nel salone Italia. L’ultima a provarci fu Paola Binetti. Votò contro il governo sulla norma anti-omofobia. Ma non riuscì nel suo scopo (almeno quel giorno).


Luca Telese



A dire il vero,per la correttezza di cronaca,oltre lo staff di Franceschini alla votazione contro la porcata dello scudo fiscale,mancavano all'appello Bersani e buona parte del suo entourage e qualcuno anche di Marino

Evidentemente ci meritiamo questa classe politica,gli inguardabili della destra al potere e l'opposizione fatiscente,possiamo solamente prenderne atto,denunciare,scriverne,etc,etc,ma la realtà rimane quella.
Quanti di voi dopo aver visto Report in questi anni ed essersi indignati,all'indomani o dopo qualche tempo non ha visto alcun cambiamento sulle varie denunce emerse,ormai anche la bravissima Gabanelli predica nel deserto,o meglio al pubblico manco più allibito e ormai consapevolmente disilluso.

Non ho visto la puntata D'Addario night da Santoro,ho idea che non ci siano state sorprese,spero d'essere smentito,Michele poteva organizzare ben altro stasera....

&& S.I. &&

2 commenti:

Andrea De Luca ha detto...

che tristezza :(

Francesca ha detto...

Ti ringrazio per l'attività di divulgazione che operi con passione e puntualità! Mi piace molto il fatto che riporti articoli del giornale "Il fatto quotidiano".

Ciao