venerdì 26 dicembre 2008

Stupro con omicidio,le attenuanti grazie alla strenua difesa della vittima



In riferimento alla recente sentenza,Giovanna Reggiani stuprata e uccisa a Roma,si difese con forza,accolta l'attenuante per il criminale.

L'articolo del Messaggero a riguardo

Un omicidio odioso, un fatto scellerato, ma dovuto allo stato di completa ubriachezza e all'ira. Così la terza Corte di assise di Roma valuta l'omicidio commesso da Nicolae Romulus Mailat ai danni di Giovanna Reggiani, la donna uccisa il 30 ottobre 2007 a Roma vicino alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto.

Mailat - condannato a 29 anni di carcere per omicidio volontario, violenza sessuale e rapina - quella sera «era ubriaco e in preda all’ira» e per questo quella sera ha ucciso. Ma - scrivono ancora i giudici della terza corte d’Assise di Roma proprio la difesa della donna avrebbe contribuito a determinare l’esito tragico di quell’aggressione: «La Corte - si legge nelle motivazioni della sentenza - pur valutando la scelleratezza e l'odiosità del fatto, commesso in danno di una donna inerme, e da un certo momento in poi esanime, con violenza inaudita non può non rilevare che sia l'omicidio, che la violenza sessuale, limitata alla parziale spoliazione della vittima e ai connessi toccamenti, sono scaturiti del tutto occasionalmente dalla combinazione di due fattori contingenti: lo stato di completa ubriachezza e di ira per un violento recente litigio sostenuto dall'imputato, e la fiera resistenza della vittima». Secondo la terza Corte di assise «in assenza degli stessi (i due fattori contingenti) l'episodio criminoso, con tutta probabilità, avrebbe avuto conseguenze assai meno gravi».



Giovanna Reggiani

Una magistratura legata a concetti maschilisti,è ancora vivo il ricordo delle innumerevoli sentenze,le quali giustificavano gli stupratori per il fatto che la vittima indossasse i jeans,non sono sufficienti i rapporti clinici dell'accertamento della violenza,durante il processo la vittima deve raccontare i minimi particolari della scena e qualsiasi incertezza viene interpretata come dubbio,nel caso della povera Reggiani siamo all'assurdo,nel drammatico e criminale caso,la sua energica difesa viene premiata con le attenuanti per l'omicida.
Una brutta storia e la sentenza la fa diventare orribile,grazie ad una interpretazione davvero sconcertante.

@@ post inserito da Dalida @@

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Una cosa indegna,essere giudicati da persone del genere,dovrebbero fare la stessa fine di quella povera signara. VERGOGNA, tutto questo per guadagnarsi lo stipendio.La cosa che mi da più fastidio, è che un euro del mio stipendio vada per dar da mangiare a un personaggio del genere.Dovrebberlo abbatterlo come fanno con i cani.

Pierprandi ha detto...

Sentenza a dir poco allucinante...
hasta siempre

Anonimo ha detto...

Ci fidiamo della magistratura ? Certo che ci fidiamo, basta vedere la faccia di Palamara, quello dell´ottimo tonno. I fessi e i ruffiani abbondano dappertutto, ma quelli togati sono una chicca imperdibile.

Anonimo ha detto...

Bene, quindi non ci si può nemmeno più difendere (visto che non lo fa certo la giustizia italiana). Questo è l'insegnamento. Anzi, andiamo a consolare quello schifoso, portiamogli il panettone, visto che è Natale e dobbiamo essere tutti più buoni, curiamogli i graffi e le ferite, poverino! (Già anche troppo che noi cittadini onesti gli paghiamo i pasti in carcere) Mi crea un semtimento di rabbia e tristezza profonda leggere queste notizie : certo, sarebbe interessante vedere i giudici nelle condizioni di darci un esempio PRATICO di come bisognerebbe comportarsi in queste situazioni. Anzi, auspico che ciò venga fatto al più presto, visto che pensano di ritenere loro stessi cosa sia più giusto o no per un comune cittadino!!!! E' intollerabile che un atto bestiale venga emulato e anzi superato da coloro che pensano di impugnare la giustizia.....