
Dal vertice di Potsdam è uscita una realtà che noi tutti già conosciamo:
il consumo di energia del pianeta deve mutare le sue fonti di approvvigionamento e queste sono già disponibili, a portata di mano di chi abbia solo voglia di inverstirvi e di creare; chi non ha la volontà di cambiare resterà irrimediabilmente in un angolo oscuro della grande sala del pianeta.
Adesso i prezzi del petrolio sono in discesa, data la crisi economica mondiale che deve essere risolta, ma una volta superata, riprenderanno a crescere e le economie dei paesi più industrializzati,ma in particolare quelle dei paesi del cosiddetto terzo mondo si troveranno ad affrontare anni di crisi e di carestia.
Sembra la profezia biblica delle sette vacche grasse e sette magre che dovette risolvere Giuseppe in Egitto, ma in effetti non è altro che una linea futuribile programmatica, tracciata da esperti di tutto il mondo.
Sembra avvalorare questa tesi la recente decisione dei sedici paesi , Russia compresa, maggiori produttori di gas, che hanno costituito un cartello unico con la previsione di rialzare in un prossimo futuro i prezzi e di controllarli.
Chi è al palo rischia di farsi strozzare, a meno che non abbia l’intelligenza di investire e fortemente in energie diverse.
Ciò non toglie che in alcuni paesi più industrializzati, quale è l’Italia si ricorra per alcuni decenni al nucleare, spingendo contemporaneamente sulle energie alternative più pulite; tutto questo per calcoli prestabiliti e non per assestamenti futuribili su quel tipo di energia.
Si sa difatti che anche l’uranio è destinato ad essere consumato ed un giorno non lontano finirà.
E’ stato detto che l’energia fotovoltaica provenga da cellule fotovoltaiche, le quali a loro volta sono formate di silicio; ebbene questo materiale proviene dalla sabbia ed il Sahara con altri deserti sono infinite risorse di silicio.

Con il solo Sahara potrebbe essere ricoperto più volte l’intero pianeta di pannelli fotovoltaici.
Inoltre il sole splende tutti i giorni, e può essere intercettato, secondo le nuove tecnologie, anche nelle giornate più brutte.
Il vento soffia per tutto l’anno e tutti i paesi di questo mondo lo possiedono se così si vuol dire: basterà trovare i siti adatti ed installare le pale eoliche, siano esse orizzontali o verticali,come qualcuno ha già studiato.


Inoltre una novità che deve essere affrontata e risolta dai tecnici in corsa per questa sfida, riguarda lo smistamento e la conduzione di energia.
Le nuove infrastrutture energetiche dovranno essere fornite di apparati e microprocessori che dovranno consentire di condurre l’energia per lunghe distanze con limitate perdite, ed inoltre dovranno tenere conto dell’alternaza giorno notte, in maniera da equilibrare le oscillazioni di produzione, insomma le linee elettriche dovranno essere riviste ed adeguate.
Seguendo queste direttive programmatiche non andremo in un futuro a cambiare il nostro stile di vita, anzi daremo ai popoli più arretrati la possibilità di uno sviluppo.
Inoltre fattore non meno importante salveremo questo nostro pianeta Terra dalle dannose emissioni di CO2.
Lo stesso presidente Obama, in una nazione che è la più industrializzata del mondo vuole indirizzare il suo paese verso la dipendenza zero dal petrolio e dal gas straniero.
Ci riuscirà, in quanto gli americani hanno le conoscenze tecniche e le capacità economiche ed industriali per riuscirci.
Veniamo all’Italia: Dipende per più dell’ottanta per cento dal petrolio e gas straniero.
Adesso ha il 5,4% di energia rinnovabile di quella totale consumata e secondo un programma Europeo dovrebbe arrivare al 17% entro il 2020.
Secondo fonti europee ha attualmente installati 3.200 Megawatt di energia eolica e
dovrebbe arrivare a 15.000 MW; nel fotovoltaico è a 320 Megawatt (due anni fa erano solo 30 MW) , nel 2020 dovrebbero essere almeno 5.000 MW.
Per raggiungere l’obiettivo Deve anche produrre energie rinnovabili inferiori, quali
l’idroelettrico prodotto da piccole centrali o la biomassa che oggi è a 2.000 MW. Dovrà raggiungere per queste minori mete almeno 7.500 MW.
E’ indispensabile che l’Italia si adegui e faccia ogni sforzo possibile per sviluppare queste nuove energie.
A tal proposito, per mia esperienza personale posso affermare di avere visto i primi impianti fotovoltaici in grande quantità in Germania, pochi anni fa, eppure i Tedeschi chiamano il nosto
il “paese del sole” Hanno realizzato inoltre degli sterminati campi eolici nel mare del nord.
Nel nostro Mediterraneo il vento non soffierà come nel Baltico, ma l’Italia sviluppa quasi il suo intero perimetro in mare e potremmo produrre tutta l’energia eolica che vogliamo.
E tutto questo senza che prolissi cultori del “verde” nostrano possano trovare molte obiezioni.
A giudizio di molti, questi personaggi, anche se non si disconosce la loro utilità, dovrebbero muoversi in maniera meno campalinistica e più razionale.
Intanto i comuni e gli altri enti preposti, dovrebbero, a parere di molti, rilasciare i permessi di nuova edificazione (zone storiche escluse) condizionati alla realizzazione di un impianto fotovoltaico.
Evidentemente le leggi attuali dovrebbero essere velocemente integrate o modificate
Un grande compito viene affidato ai politici di adesso e di quelli che seguiranno in futuro: Dovranno prendere decisioni coraggiose e soprattutto veloci se vorranno che domani i nostri figli non debbano maledirli.
[ post tratto da http://www.coffeenews.it/il-futuro-energetico-corre-verso-le-energie-rinnovabili ]

Come si auspica l'autore del post,dobbiamo sperare tutti quanti,che vi siano in futuro l'attenzione e gli investimenti sulle tecnologie per produrre energia rinnovabile,eolico,solare,fotovoltaico,biomasse e perchè no un'intensa ricerca sullo sfruttamento dell'idrogeno.
Purtroppo all'orizzonte nel nostro paese,sta emergendo con forza,il progetto della costruzione di centrali nucleari,a parte l'esaurimento dell'uranio trattato dal post inserito,ho il terrore nel pensare come un paese disorganizzato come il nostro,possa stoccare con razionalità le scorie radioattive che ne deriveranno,ancora oggi siamo in affanno nel smaltire le scorie delle centrali dismesse di Caorso e Trino vercellese.
La speranza è l'ultima a morire,ma ormai per il nucleare pare che il dado sia tratto.
&& S.I. &&
1 commento:
il professor Carlo Rubbia aveva speso due paroline su questo argomento ma è inutile dire che chi ha il petrolio non molla l'osso fino alla fine
http://metallo--tra--i--denti.blogs.it/2008/12/07/professor-carlo-rubbia-5175192
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